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Notiziario Marketpress di
Lunedì 15 Settembre 2003 |
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PARTE LA RIFORMA DELLA SCUOLA VARATO UN PIANO DI INVESTIMENTI DI 8.320 MILIONI DI EURO NEL PERIODO 2004/2008 APPROVATO LO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO CHE DÀ IL VIA ALLA NUOVA SCUOLA DELLŽINFANZIA E AL PRIMO CICLO DELLŽISTRUZIONE
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Roma, 15 settembre 2003 - Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dellŽIstruzione, dellŽUniversità e della Ricerca, Letizia Moratti, ha approvato oggi il piano pluriennale di investimenti, predisposto dal Miur come previsto dalla legge 53/2003, a sostegno del sistema educativo nazionale. LŽinvestimento complessivo ammonta a 8.320 milioni di Euro, che saranno stanziati nelle finanziarie dal 2004 al 2008. Il Consiglio dei Ministri ha inoltre esaminato ed approvato in prima lettura lo schema del decreto legislativo riguardante la definizione delle norme generali relative alla scuola dellŽinfanzia e al primo ciclo dellŽistruzione. A. Piano Pluriennale Di Investimenti Gli investimenti previsti nel piano pluriennale sono diretti a sostenere il sistema educativo nazionale in tutti i suoi aspetti e nelle singole fasi: riforma degli ordinamenti e degli interventi connessi con la loro attuazione; sviluppo e valorizzazione dellŽautonomia scolastica; istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione; sviluppo delle tecnologie multimediali e della alfabetizzazione delle tecnologie informatiche; sviluppo dellŽattività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti; valorizzazione professionale del personale docente; iniziative di formazione iniziale e continua del personale; rimborso spese per autoaggiornamento del personale docente; valorizzazione professionale del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario; interventi per lŽorientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione del diritto-dovere di istruzione e formazione; interventi per lo sviluppo dellŽistruzione e formazione tecnica superiore e per lŽeducazione degli adulti; interventi di adeguamento delle strutture di edilizia scolastica. B. Decreto Legislativo La legge 28 marzo 2003, n.53, ha delegato il Governo ad emanare, entro 24 mesi dalla data della sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per la definizione delle norme generali sullŽistruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di istruzione e formazione professionale. Lo schema di decreto legislativo esaminato oggi costituisce la prima attuazione della delega legislativa prevista dalla legge 53/2003. Esso definisce le norme generali per la scuola dellŽinfanzia e per il primo ciclo di istruzione e prevede lŽavvio della nuova scuola dellŽinfanzia, della nuova scuola primaria e della nuova scuola secondaria di primo grado. Il provvedimento mette a regime la sperimentazione avvenuta nellŽanno scolastico 2002/2003, cui hanno aderito 251 istituzioni scolastiche, e le migliori pratiche realizzate dalle scuole nellŽambito della propria autonomia. Queste le principali novità: lŽanticipo graduale delle iscrizioni alla scuola dellŽinfanzia delle bambine e dei bambini che compiono i tre anni, e alla scuola primaria dei bambini e delle bambine che compiono i sei anni entro il 30 aprile dellŽanno scolastico di riferimento. NellŽanno scolastico 2003/2004 hanno potuto iscriversi i bambini e le bambine che hanno compiuto i tre anni ed i sei anni entro il 28 febbraio. Per la scuola dellŽinfanzia, lŽanticipo ha carattere sperimentale. Per gli anni scolastici successivi potranno essere disposte ulteriori anticipazioni ai nati fino al 30 aprile con decreto del Ministro; lŽintroduzione di più libertà di scelta per le famiglie e di più autonomia didattica e organizzativa per le scuole, in relazione a piani di studio personalizzati, al fine di realizzare lŽobiettivo della legge di favorire la crescita e la valorizzazione degli allievi, nel rispetto dellŽidentità e delle inclinazioni di ciascuno di essi. A questo fine, lŽorario scolastico viene così riorganizzato: per la scuola dellŽinfanzia da un minimo di 24 a 30 ore settimanali a scelta delle famiglie; per la scuola primaria, 27 ore obbligatorie e 3 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi per gli allievi), per un totale massimo di 30 ore settimanali; per la scuola secondaria di primo grado, 27 ore obbligatorie e 6 ore di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la scuola e facoltativi per gli allievi), per un totale massimo di 33 ore settimanali. A questi orari si aggiunge il tempo eventualmente dedicato alla mensa. Vengono inoltre potenziate le attività di laboratorio, al fine di consentire lŽeffettiva formazione personalizzata e di ampliare lŽofferta formativa, nelle singole scuole o in rete; lŽaffidamento, per lŽintera durata del corso sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di primo grado, al docente "tutor", delle funzioni di orientamento per la scelta delle attività opzionali, di coordinamento delle attività educative e didattiche, di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo compiuto dallŽallievo; lŽintroduzione del portfolio delle competenze, che dovrà documentare il percorso formativo seguito da ogni allievo fin dalla scuola dellŽinfanzia lŽintroduzione dellŽinsegnamento della lingua inglese e dellŽalfabetizzazione informatica fin dal primo anno della scuola primaria; lŽintroduzione della seconda lingua europea e il potenziamento dellŽalfabetizzazione informatica a partire dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado; la frequenza di almeno tre quarti dellŽorario annuale per ciascun studente ai fini della validità dellŽanno, a partire dalla scuola secondaria di primo grado; la valutazione, periodica e annuale, a partire dalla scuola secondaria di primo grado, affidata ai docenti, dovrà accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi ai fini del passaggio al periodo didattico annuale o biennale successivo, valutando anche il comportamento degli alunni, e ferma restando la possibilità di non ammettere allŽanno successivo dello stesso biennio in caso di accertate gravi carenze; lŽabolizione dellŽesame di Stato alla fine della 5° classe della scuola primaria, per favorire la continuità didattica. |
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