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Notiziario Marketpress di
Martedì 21 Ottobre 2003 |
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LA PIÙ VASTA SPERIMENTAZIONE DI COLTURE GM FORNISCE RISULTATI INCONCLUDENTI
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Londra, 21 ottobre 2003 - La sperimentazione in campo aperto condotta dal Regno Unito sulle colture geneticamente modificate (Gm), a tutt´oggi la più vasta di questo tipo, non ha permesso di determinare se tale tecnologia sia vantaggiosa o dannosa per l´ambiente. Secondo i risultati dello studio, pubblicati il 16 ottobre, la barbabietola e la colza convenzionali sono migliori per la vita animale e vegetale rispetto ai loro equivalenti transgenici tolleranti agli erbicidi, mentre il mais geneticamente modificato sembra essere meno dannoso di quello tradizionale per molte specie animali e vegetali. Il responsabile del team che ha valutato le sperimentazioni in campo aperto, dott. Les Firbank, ha affermato: "I risultati sono ovviamente importanti ai fini del dibattito sulla possibile commercializzazione delle colture geneticamente modificate, ma ci forniscono anche nuovi spunti su come preservare la biodiversità nei sistemi basati sull´agricoltura produttiva". I risultati apparentemente contraddittori dello studio hanno indotto gli attivisti britannici, sia favorevoli che contrari agli Ogm, a servirsene per avvalorare le rispettive posizioni. Cropgen, un gruppo che si batte per l´introduzione dell´agricoltura geneticamente modificata nel Regno Unito, ha emesso un comunicato nel quale afferma: "Oggi è un giorno molto importante per l´agricoltura britannica. Le implicazioni delle sperimentazioni in campo aperto sono evidenti: il mais transgenico è vantaggioso per gli agricoltori, favorisce la biodiversità ed è pronto per la coltivazione commerciale". Nel frattempo, il dott. Doug Parr, direttore scientifico di Greenpeace Uk, ha dichiarato: "Queste sperimentazioni [...] mostrano chiaramente che i presunti benefici derivanti dall´utilizzo di sementi [geneticamente manipolate] in realtà non esistono". Nel caso della barbabietola e della colza, le sperimentazioni hanno riscontrato quantità più elevate di api e farfalle all´interno e intorno alle colture convenzionali, a causa di una maggiore presenza di erbe infestanti, che forniscono loro cibo e riparo. Inoltre, nei campi di colture convenzionali è stata registrata una quantità più elevata di semi di erbe infestanti, un´importante fonte di alimentazione per alcune specie di uccelli. Nel caso del mais, invece, si è verificata la situazione opposta: nella varierà transgenica tollerante agli erbicidi è stato riscontrato un numero più elevato di api e farfalle, nonché una presenza più cospicua di erbe infestanti e relativi semi. I risultati delle sperimentazioni verranno ora sottoposti all´esame del comitato consultivo britannico sulle emissioni nell´ambiente, il quale invierà un parere al governo britannico sulla base delle proprie conclusioni. Il 15 ottobre, la Monsanto, l´azienda maggiormente associata alla tecnologia Gm, ha inaspettatamente annunciato il proprio ritiro dal mercato europeo dei semi di cereali. L´azienda, infatti, ha reso nota l´intenzione di vendere i propri centri di produzione di sementi cerealicole di Regno Unito, Francia, Germania e Repubblica Ceca. Per accedere alle relazioni integrali sulle sperimentazioni in campo aperto visitare il seguente sito web: http://www.Pubs.royalsoc.ac.uk/phil_bio/news/fse_toc.html Per scaricare una breve sintesi non tecnica dei risultati consultare il seguente sito: http://www.Defra.gov.uk/environment/gm/fse/results/fse-summary.pdf |
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