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Notiziario Marketpress di Giovedì 23 Ottobre 2003
 
   
  IL POMODORO GRANDE PROTAGONISTA DELLA SECONDA GIORNATA DI CIBUS TEC

 
   
  Parma, 23 ottobre 2003 - L’oro rosso grande protagonista ieri a Cibus Tec, la più grande rassegna mondiale di meccanica e impiantistica per l’industria alimentare, in corso a Fiere di Parma fino a sabato 25 ottobre. Con inizio alle ore 10, nella Sala dei 300, nell’ambito del Tomato Day, si è svolto, infatti, il convegno internazionale a cura di Fiere di Parma e di Amitom, (Association Méditerranéenne Internazionale de la Tomate Transformée che raggruppa le associazioni nazionali dei trasformatori di pomodoro di quindici paesi del bacino del Mediterraneo), sul tema di grande rilevanza geopolitica e socioeconomica “L’ampliamento della Ue e i suoi effetti sulla produzione e il commercio dei derivati del pomodoro in Europa”. Per avere un’idea dell’importanza che il pomodoro riveste nel panorama agroalimentare mondiale, basti pensare che secondo le statistiche, dopo la patata, è l’alimento consumato in maggiori quantità. In media, ogni anno, la produzione mondiale del pomodoro da industria raggiunge i 26 milioni di tonnellate, di cui quasi la metà, 12 milioni di tonnellate, vengono raccolti nei 15 paesi del bacino del Mediterraneo. In Italia, le coltivazioni del pomodoro, al di là delle oscillazioni dovute alle annate più o meno “cariche” a seguito delle condizioni climatiche, mediamente rendono fra i 5,2 e i 5,3 milioni di tonnellate. Nel resto del mondo, il maggiore produttore del pomodoro è la California, con 8,2 milioni di tonnellate. Un discorso a parte merita la Cina, dove la produzione annua di conserva di pomodoro è cresciuta, negli ultimi cinque anni, da 0,3 a 2,4 milioni di tonnellate. La produzione cinese si è rafforzata, anche, grazie alla migliorata teconologia della lavorazione del prodotto-base; tecnologia che è praticamente tutta italiana. Solo lo scorso anno, in Cina, sono entrati in produzione 15 impianti di trasformazione realizzati da aziende di Parma. Considerato che in Cina il periodo della raccolta del pomodoro è di soli 45 giorni (dai primi di agosto a metà settembre), esattamente la metà di quanto dura, per esempio, quello della California, è evidente che per far fronte alla costante crescita della produzione devono corrispondere impianti sempre più numerosi, ma soprattutto più potenti, in grado cioè di trasformare maggior quantitativo del prodotto al giorno. Nel convegno centrale del Tomato Day, industriali ed esperti internazionali si sono scambiati punti di vista e valutazioni sui problemi che investiranno l’intero settore del pomodoro già a partire dal 2004, quando l’Unione Europea accoglierà come nuovi membri 19 Stati, sei dei quali sono paesi trasformatori di pomodoro, con una produzione di più di 400.000 tonnellate. I relatori, coordinati da Juan Josè Amezaga (Presidente di Amitom), hanno toccato due temi complementari fra loro: da una parte i punti di vista di quattro Paesi che sono, rispettivamente, nuovi membri, già membri della Ue e un Paese Terzo; e, dall’altra, l’azione del bioterrorismo negli Stati Uniti e le sue implicazioni per gli importatori di prodotti alimentari. Darek Kuznierz, di Sopexa, e John Magro, della Magro Brothers, hanno illustrato i punti di vista di due Paesi nuovi membri della Ue, rispettivamente, della Polonia e di Malta. Guido Conforti, della Colombus, ha parlato dell’ottica di un paese membro, l’Italia, mentre Duncan Blake, della Merko, di quello di un Paese terzo, la Turchia. “L’allargamento dell’Unione Europea”, - ha commentato Bernard Bieche, Segretario Generale del Wptc (World Processing Tomato Council), - costituisce per tutte le aziende che trasformano il pomodoro, soprattutto quelle dell’area mediterranea, una grande opportunità di espansione nel mercato che è, praticamente, senza concorrenti. Si tratta, infatti, di un‘area forte di 74 milioni di consumatori, nella quale la propria produzione di derivati del pomodoro è limitata qualitativamente e soprattutto quantitativamente. L’abbattimento di dazi e la forte promozione da parte delle grandi catene di distribuzione, già presenti e in continua espansione nella nuova Europa, nonché il crescente interesse da parte dei consumatori, sempre più attratti dall’alimentazione mediterranea, favoriranno indubbiamente l’incremento del business delle aziende del settore”. Particolare interesse ha suscitato la relazione sull’azione del bioterrorismo negli Stati Uniti, tenuta da Arthur Tsien, della Usa Food Agents. Ha riferito che recentemente negli Stati Uniti è stata emessa una legge (Bioterrorism Act) che obbliga tutte le aziende che producono, trasformano e distribuiscono prodotti alimentari sul mercato Usa, di essere registrati presso la Fda (Food & Drug Administration). La preoccupazione delle autorità americane per le possibili azioni di terrorismo attraverso la contaminazione di alimenti con agenti patogeni, ha indotto alcuni scienziati a focalizzare l’attenzione sulle nuove tecniche di prevenzione, tra cui, ad esempio, le ricerche nel campo di nano-biotecnologie che permettono di individuare il contenuto batterico dei prodotti alimentari. E’ un problema di grande attualità per tutte le aziende produttrici dei derivati del pomodoro, soprattutto quelle che esportano negli Stati Uniti, che d’ora in poi devono adeguarsi alle nuove norme della Fda.  
   
 

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