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Notiziario Marketpress di Giovedì 23 Ottobre 2003
 
   
  ROAD SHOW ASSINTEL: PMI BOLOGNESI E SISTEMI INFORMATIVI E GESTIONALI: STABILI GLI INVESTIMENTI

 
   
  Milano, 23 ottobre 2003 - Con il patrocinio del Comune di Bologna e di Lega Coop Bologna e la collaborazione di Asca, Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale, si è tenuto ieri a Bologna la seconda tappa del Road Show Assintel dedicata ai Sistemi Informativi e Gestionali per le Pmi. Il Road Show Assintel terminerà il prossimo 12 novembre a Brescia. Durante il convegno, moderato da Gianni Catalfamo, consigliere Fed, sono stati illustrati i risultati di un’indagine Assintel condotta su un campione di circa 300 medie imprese della provincia di Bologna, rilevando il livello di automazione raggiunto, i sistemi in uso e gli sviluppi previsti. La ricerca si colloca all’interno di un filone sviluppato da Assintel nel corso del 2003 che ha coinvolto le Pmi di tutte le aree d’Italia e ha avuto l’obiettivo di identificare l’andamento degli investimenti It previsti dalle Pmi, attraverso un’analisi dello scenario sia nazionale sia internazionale. Sono intervenuti Gianluca Galletti, Assessore al Bilancio del Comune di Bologna e Roberto Calari, Responsabile Cultura Lega Coop Bologna. All’evento hanno aderito alcuni tra i maggiori Vendor informatici che hanno illustrato servizi e soluzioni per le Pmi, con il sostegno di alcuni testimonial: Oracle, Mate, Gruppo Formula, Rds, Sap, Ceramiche Moma, Computer Associates, Microsoft Business Solutions, Reno Sistemi e Rivit. L’indagine Assintel - L’indagine è stata condotta nei mesi di maggio e giugno 2003 su un campione di 251 Pmi e 46 operatori dell´offerta dell´area di Bologna e provincia, attivi prevalentemente nell´ambito software e servizi. La ricerca ha la finalità di identificare il livello degli investimenti previsti dalle Pmi per quanto concerne l’It. In particolare, l’analisi valuta se le Pmi hanno implementato dei software gestionali, qual è l’impatto di Internet sui processi aziendali, il grado di apertura delle Pmi per la condivisione dei dati e delle informazioni rispetto al mercato di riferimento, infine le funzionalità di eCommerce implementate in azienda. Dove disponibili, sono stati integrati i risultati di altre ricerche recenti focalizzate sia sulla domanda sia sull´offerta, per permettere di sviluppare considerazioni qualitative e quantitative rispetto ai due lati del mercato. Scenario - Gli andamenti del mercato Ict hanno evidenziato una crescita discontinua, tanto da influire non solo a livello di risultati, ma anche in termini di sviluppo. Il divario esistente tra Europa e Usa va progressivamente allargandosi. Nel 2004, l’Ict costituirà il 6.9% dell’economia europea rispetto al 9.6% degli Usa. Nel 2002 gli investimenti It in Europa sono stati pari a 647 miliardi di Euro, mentre negli Usa 865 miliardi di Euro. In Europa si evidenziano comunque tendenze differenti. Il Regno Unito infatti presenta valori molto prossimi agli Stati Uniti, tanto che la previsione per il 2005 è che l’Ict rappresenterà il 9.4% del Pil. In Italia invece il settore dell’Ict ha rappresentato poco meno del 6% del Pil, rispetto una media mondiale del 7%. Le previsioni relative al mercato dell’Ict sono in generale poco incoraggianti, ma la situazione inizierà a migliorare, a partire dal 2004, a livello europeo, con crescite superiori al 4%, mentre per gli Usa la previsione è di un tasso pari al 2.6%. A livello di mercato Ict italiano, le previsioni di crescita relative al periodo 1997/2005 sono state riviste al ribasso, soprattutto a seguito dell’arresto degli investimenti. Anche le indicazioni provenienti dal campione intervistato sono allineate con le previsioni dei principali operatori rappresentanti l’offerta e degli analisti nazionali ed internazionali. Si è infatti rilevato che le Pmi dell’area di Bologna e provincia intervistate per il 51,4% affermano che investiranno risorse in It in misura uguale, mentre per il 24,0% inferiore rispetto al 2002. A livello Italia, la percentuale sale al 44% per chi investirà in misura uguale, mentre è pari al 29% per chi investirà in misura minore al 2002. E’ necessario però fare dei distinguo valutando i singoli comparti dell’Ict. - La crescita prevista per il mercato del software e dei servizi, il segmento più dinamico, non sarà superiore al 5%. Secondo Forrester Research il quadro generale è ancor più negativo e prevede che nei diversi mercati vi sarà una contrazione nell’ordine del 2,4% del fatturato per il software, ma di tale contrazione ne risentiranno soprattutto le software house di piccole dimensioni. Per le organizzazioni di grandi dimensioni si prevede invece una crescita compresa tra il 5% e il 10%. Per quanto riguarda gli investimenti software, Erp e gestionali hanno rappresentato una parte preponderante della spesa delle imprese nel 2002, mentre tra le applicazioni legate all’eBusiness le quote maggiori di budget sono destinate a Crm e call center. Per quanto concerne l’hardware, persisterà una situazione di contrazione dei fatturati o comunque di crescita di poco superiore all’1%. Anche le previsioni sul mercato italiano presentano tassi di crescita negativi. Tale situazione perdurerà fintanto che non verrà completamente riassorbito l’effetto del rinnovo del parco macchine successivo all’anno 2000 e all’Euro. I servizi It cresceranno a loro volta dell’1,2%, ma in modo disomogeneo rispetto ai mercati considerati. I risultati dell’indagine - Dalla ricerca condotta si è rilevato come per la Pmi italiana gli investimenti in It nel corso del 2003 non avranno sostanziali modifiche rispetto allo scorso anno. In particolare, il 51,4% delle Pmi dell’area di Bologna e provincia intervistate (focus di questa analisi) afferma che investirà risorse in It in misura uguale, mentre per il 24,0% inferiore rispetto al 2002. Questi dati ci evidenziano come, in sostanza, non si registrerà una sostanziale variazione degli investimenti rispetto al 2002 per le Pmi di Bologna e provincia, il 75,4% infatti non li incrementerà. Alla base di questo comportamento c’è una mancanza, da un punto di vista dell’offerta, di grandi temi che possano rinvigorire gli investimenti It delle Pmi e che portino a replicare i tassi di crescita a due cifre già sperimentati nel settore. L’investimento scaturisce infatti da nuove esigenze nate dalla crescita dell’impresa e dall’arena competitiva in cui opera. Dal punto di vista della domanda, è da sottolineare che il 43,8% delle Pmi bolognesi intervistate (il 52.7% a livello Italia) ha affermato che tra le ragioni che hanno frenato gli investimenti in progetti eBusiness vi è soprattutto un mancato riconoscimento del valore che la soluzione può portare all’azienda. Questo fatto è in parte riconducibile ad una carenza culturale sia in merito alle opportunità offerte dalle soluzioni esistenti sia della mancanza di una valutazione oggettiva del ritorno dell’investimento. Il risultato è in linea con quanto evidenziato dalle stesse software house: oltre alla presenza di budget limitati che comportano il rinvio nel tempo dell’investimento, vi è una difficoltà correlata al livello di maturità dell´interlocutore. Le resistenze culturali sono tra le ragioni che frenano l´adozione delle nuove tecnologie, a meno che il fornitore non sia in grado di dimostrare il ritorno dell´investimento che sta proponendo al proprio cliente. Peraltro il ruolo marcatamente consulenziale che viene attribuito ai fornitori di Ict dal 54,7% delle Pmi (dato in linea sia per quanto concerne l’area di Bologna e provincia, sia a livello Italia) fa comprendere come le prospettive di crescita potranno essere colte soprattutto dagli operatori la cui offerta è in grado di soddisfare questa esigenza. Quanto più gli operatori si proporranno come solutori di problemi, in virtù della conoscenza sviluppata sul settore e sui processi relativi all’azienda, tante più opportunità di indurre ad investire la Pmi avranno. Dalla ricerca è emerso quanto segue: La presenza di un software gestionale è ormai un dato di fatto per il 94,0% delle Pmi di Bologna e provincia (92,8% totale Italia) che adottano, tipicamente, soluzioni a pacchetto (pari al 40,3% per Bologna e al 42.4% del totale Italia) oppure sulle quali sono state fatte delle personalizzazioni (31,4% per Bologna contro il 33,5% del totale Italia) con differenze sostanziali legate alle sottoaree del gestionale. Le personalizzazioni sui software vengono principalmente demandate all’esterno (75,1% per Bologna e provincia): questo dato conferma il ruolo attribuito al fornitore di Ict da parte della Pmi. Non solo esecutore, ma soprattutto attore con un ruolo propositivo, di analisi e suggerimento delle soluzioni più adatte alle necessità dell’impresa. L’amministrazione e contabilità è l’area principalmente coperta dal gestionale (per il 96,2% delle Pmi bolognesi e il 95.4% per l’Italia), seguita da quella relativa agli acquisti e alla logistica (rispettivamente per Bologna e provincia e per il totale Italia nella misura del 72,8% e del 72,7%). Dal lato dell’offerta, un terzo degli operatori considerati non solo offre software gestionali, ma opera anche sull’Erp in generale. L’area dell’Amministrazione e del Controllo di Gestione rappresenta una specializzazione per circa il 50% del campione, mentre il Magazzino e la Logistica coinvolgono una quota minore di aziende. Se guardiamo al grado di apertura del gestionale esteso verso l’esterno, quindi verso clienti, fornitori e partner, si delinea come la Pmi sia di fatto ancora “chiusa”. La condivisione delle applicazioni con terze parti è possibile nel 18,9% dei casi considerati (per il totale Italia la percentuale è del 18.8%) e soprattutto con riferimento a quelle aree per le quali la gestione delle relazioni con il mercato è una priorità/necessità. Analizzando invece le modalità con le quali le Pmi danno accesso alle informazioni aziendali, Internet è il canale privilegiato (32,7% per Bologna e provincia, contro il 27% per il totale Italia) rispetto alla Intranet e alla Extranet. Le informazioni che la Pmi rende generalmente disponibili sul website sono soprattutto di tipo tradizionale, legate alla presentazione dell’impresa (il dato relativo alle Pmi di Bologna e provincia, pari all’93,2%, mentre a livello Italia è pari all’89%) oppure alla presentazione dei prodotti con un catalogo statico (77.6% per Bologna e provincia, 75,3% per l’Italia). Funzionalità legate all’eCommerce sono principalmente dirette a fornire la possibilità di effettuare ordini online (37,5% delle Pmi di Bologna e provincia e il 42% del totale Italia, rispetto alle Pmi che hanno affermato di avere un sito web che permette di fare attività di eCommerce). Il website viene visto per il 64,6% (69% per il totale Italia) per lo più quale canale per comunicare e promuovere la propria offerta. E’ da sottolineare come, in relazione agli obiettivi perseguiti, la Pmi si dichiari per il 38,7% (42% totale Italia) sostanzialmente soddisfatta, ma allo stesso modo un’azienda su due afferma di non essere né soddisfatta, né insoddisfatta. Tra i progetti di eBusiness, l’attenzione del 11,5% delle Pmi (13,7% del totale Italia) si è focalizzata soprattutto su Datawarehouse e Business Intelligence. Questo sottolinea come sia cruciale per le Pmi la comprensione dei dati aziendali che sono a supporto delle decisioni e alla capacità di assumere le decisioni velocemente. Dal lato dell’offerta le attese esprimono ottimismo relativamente ai progetti di eBusiness. I due terzi delle software house vedono un futuro in cui ci sarà uno sviluppo e solo una su dieci, in media, evidenzia come si sia già raggiunta la saturazione e conseguentemente ci si avvii verso un declino delle vendite connesse. Le aspettative di crescita sono soprattutto riferite al Crm e al Corporate Portal presso la grande azienda, mentre Datawarehouse - Business Intelligence e Crm sono ai primi posti per quanto riguarda la Pmi. L’indagine completa e gli atti del convegno saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito Assintel: www.Assintel.it/eventi/550.jsp    
   
 

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