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Notiziario Marketpress di Lunedì 17 Settembre 2012
 
   
  ECONOMIA IN ABRUZZO: LA RICETTA CHIODI CONVINCE DOMINICK SALVATORE

 
   
  Pescara, 17 settembre 20912 - Due lettere stanno per essere spedite dal presidente della Regione, Gianni Chiodi. I due destinatari sono l´ex presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, e l´esonente leghista Mario Borghezio. Lo ha rivelato, il 14 settembre, lo stesso presidente della Regione Abruzzo nel corso del confronto sul tema "L´abruzzo tra risanamento e sviluppo", che si è svolto nella sede dell´Aeroporto d´Abruzzo. Un incontro moderato dal direttore del quotidiano "Il Centro", Mauro Tedeschini ed animato dalla stesso Chiodi e dall´economista statunitense, ma abruzzese d´origine, Dominick Salvatore, docente della Fordham University di New York. "Subito dopo l´elezione, - ha raccontato Chiodi - durante una delle prime Conferenze delle Regioni alle quale partecipai, l´approccio di Martini, allora presidente della Toscana, nei miei confronti, in quanto presidente della Regione Abruzzo, non fu dei più teneri. Dopo il fallimento del 2007, infatti, avevamo perso autorevolezza e credibilità. Oggi la situazione è molto cambiata - ha rivendicato Chiodi - i conti dell´Abruzzo sono in equilibrio. Così è stato certificato nel 2010 e nel 2011 e così sarà anche nel 2012. La Toscana non può dire altrettanto". La seconda missiva è per Mario Borghezio che, riferendosi alla ricostruzione post-terremoto a L´aquila, affermò che l´Abruzzo rappresentava solo un peso. Ebbene, - ha fatto notare Chiodi - Borghezio sarà messo a conoscenza del fatto che non solo l´Abruzzo non è la Regione più indebitata d´Italia anche che, in questa poco invidiabile classifica, è stata superata dal Lazio e dal Piemonte. Non so se Borghezio sia veneto o piemontese - ha aggiunto il Presidente - ma è certo che Veneto e Piemonte non sono tra le quattro regioni in avanzo di bilancio come invece è l´Abruzzo, insieme a Lombardia, Umbria e Marche". Tuttvia, secondo Chiodi, il fatto che l´economia sia ormai globalizzata, sta a significare che non si può governarla a livello locale. "Per questo non si può e non si deve guardare all´Abruzzo come ad un sistema chiuso - ha proseguito - ma come ad un microcosmo, anzi ad un microterritorio, che va inserito in un contesto nazionale, europeo e mondiale. Altrimenti, l´analisi rischia di essere fuorviante". E´ la premessa che il presidente della Regine, Gianni Chiodi, ha fatto prima di ripercorrere la rotta costruita per avviare il difficile processo di risanamento che sta andando ancora avanti. Un cammino virtuoso che è stato sottolineato dallo stesso Dominick Salvatore che ha incentrato il suo intervento sulla situazione economica mondiale e sulle difficoltà del sistema Italia ad essere competitivo. "Dopo tre anni e mezzo di legislatura, - ha spiegato Chiodi - è stato ridotto l´indebitamento del 14%. Infatti, da 4 mld si è passati a 3,2 mld (circa 800 milioni di euro in meno di debito) e per la fine del 2012 sarà ridotto di circa il 25%. Tuttavia, non è stato previsto nessun aumento di tasse(a parte l´accisa sulla benzina, per un breve periodo, a causa del buco della sanità e l´aumento del bollo auto) ma non è stato contratto nessun nuovo debito. La spesa pubblica è stata tagliata di un terzo". Sono questi i punti salienti del percorso di razionalizzazione intrapreso dalla Regione. Nel dettaglio, sono stati diminuiti i dirigenti di 31 unità, i dipendenti di 115 unità, è stata dimezzata la spesa dei collaboratori esterni, da ? 6.328.000 a ? 3.276.000, così come il parco auto regionale e sono state assorbite le Agenzie Regionali Arssa, Aptr, Abruzzo Lavoro. Sono state messe in liquidazione società ed enti in deficit: come la Sir (società di ingegneria regionale) e l´Aret (agenzia regionale per il territorio). Tutte queste azioni hanno contribuito a portare il bilancio in equilibrio. "Tuttavia, la nostra azione - ha continuato - non è stata animata da una visione ragionieristica ma è stata indirizzata a far ripartire le leve dello sviluppo attraverso la riduzione della spesa pubblica e la contestuale diminuzione della pressione fiscale". Il presidente della Regione ha messo a confronto l´Abruzzo con le altre regioni italiane in relazione alle esportazioni, al lavoro, alla sanità, al turismo, al livello di istruzione, alla spesa per il personale, ai beni e servizi e alle previsioni del Pil secondo Banca d´Italia, Unioncamere, Corte dei Conti e Svimez. "L´abruzzo nel 2011 è al terzo posto per l´incremento percentuale delle esportazioni con una variazione del 14,7% rispetto al 2010 contro una media nazionale del 11,4, ma è addirittura al primo posto per incremento percentuale del tasso di occupazione con una variazione del 1,3% rispetto al 2010 contro un valore nazionale rimasto invariato. Il tasso di occupazione dell´anno 2011 è stato pari al 56,8% mentre nel 2010 ha raggiunto il 55,5%. Il tasso di disoccupazione giovanile, invece, nel 2011 è sceso dello 0,3% mentre nella media nazionale è rimasto invariato così come il tasso di disoccupazione giovanile in Abruzzo, nel 2011, è sceso del 3,9% mentre la media nazionale è salita dell´1,3%". Nel rivendicare la primogenitura in tema di spending review, il Presidente ha ricordato la riconversione dei piccoli ospedali che ha riguardato i presidi di Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo. Per il presidio di Guardiagrele si sta procedendo alla riconversione in Pta. Riconversione che ha portato ad un aumento delle prestazioni ambulatoriali erogate e risposte più appropriate per la popolazione locale. Si è operato un sensibile taglio dei posti letto: nel 2008 erano pari a 5.495 con un tasso per 1000 abitanti pari al 4,2, nel 2011 sono 4.677 con un tasso per 1000 abitanti pari al 3,5. L´abruzzo, a tal proposito, è già in linea con il Governo che prevede il 3,7 per 1000 abitanti. Riguardo ai privati accreditati, la spesa si è ridotta del 3% rispetto al 2008 e finalmente i privati hanno aderito ad un sistema di regole e di valori condivisi. E´ stato prodotto risparmio sulla farmaceutica con il ricorso a gare sui farmaci, con un risparmio del 22,6% e quindi di 20 milioni ogni anno per tre anni, e sui vaccini con un risparmio del 12%, quindi di 742.200 euro ogni anno per tre anni. "Quando ci siamo insediati, non potevamo rivelare che occorreva una medicina forte per poterci risollevare dal baratro - ha confessato il presidente della Regione - eppure, sostanzialmente tutti, da Monti ad Hollande, alla Bce, hanno sostenuto che il rilancio dell´economia dipenderà dal risanamento dei conti pubblici. Forse, qualcuno dimentica che l´Abruzzo è come se fosse stato catapultato in una specie di "guerra" ed in guerra si sa che ci sono delle priorità. La nostra era la Regione più indebitata e i cittadini abruzzesi i più tartassati ma l´Abruzzo è stata anche la prima Regione ad essere commissariata così come la prima ad essere andata in default il 16 marzo 2007 con ben 4 miliardi di euro di debito sul groppone. Per questo, abbiamo dovuto aggredire quelle debolezze che avevano portato alla pressochè totale mancanza di risorse e di autorevolezza sui tavoli nazionali. Dopo l´amara medicina, - ha sottolineato Chiodi - la ricetta per il rilancio non può che passare per la riduzione della tassazione, cosa che ci apprestiamo a fare nella prossima Finanziaria, e per il completamento dei prcessi di semplificazione e riordino del sistema degli Enti locali. Oggi l´Abruzzo è sicuramente più forte - ha sostenuto - ma il problema è che il modello sociale europeo è saltato del tutto. Infatti, se è vero che la salute è un diritto e non può avere un prezzo, la sanità ha un costo e la sanità universalista, che dà tutto a tutti, ha un costo che non è più sostenibile". Il presidente Chiodi ha tracciato, infine, la roadmap per il futuro dell´Abruzzo che prevede investimenti sul territorio grazie ai fondi Fas (122 mln di euro per la competitività, 206 mln per il rafforzamento delle infrastrutture nel sistema del trasporto e delle telecomunicazioni, 174 per ambiente e territorio, 44 per la coesione territoriale, 30 mln per quella sociale, 18 mln per il capitale umano e. Giovani ) ed al pacchetto Presto (142 mln). "Contiamo, inoltre, di portare avanti - ha confermato - il completamento del processo di semplificazione e di riordino del sistema degli Enti locali. Due criticità sono, infatti rappresentate dalle dimensioni microscopiche della maggior parte dei Comuni italiani (circa ottomila Comuni hanno meno di cinquemila abitanti) e dai tempi lunghi della Pubblica amministrazione dove, secondo Chiodi, "i processi decisionali sono troppo frammentati. A questo si aggiunge l´errore storico di molti politici che considerano i dipendenti pubblici solo come degli elettori mentre dovrebbero chiedere loro massimo impegno ed efficienza per accelerare questi processi di rinnovamento della macchina burocratica. E´ un dato di fatto - ha aggiunto - che la classe politica si troverà sempre di più di fronte a scelte dolorose ed oggi la vera lealtà sta nel dire le cose come stanno ponendo ai cittadini delle opzioni alternative. L´abruzzo, dal canto suo, a partire dal 2016, sarà una Regione sufficientemente "ricca" in quanto, una volta terminato il capitolo del pagamento della rate di mutuo per le cartolarizzazioni nella sanità, avrà a disposizione nuove risorse da investire. Intanto, le previsioni per il 2013 in termini di Pil regionale - ha concluso Chiodi - fanno ben sperare ma vogliamo farci trovare pronti all´appuntamento".  
   
 

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