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Notiziario Marketpress di Mercoledì 28 Febbraio 2007
 
   
  CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DELL’EMILIA ROMAGNA NUOVO REGOLAMENTO COMUNITARIO DELL’ORTOFRUTTA: PER LA CIA EMILIA ROMAGNA VANNO APPORTATE CORREZIONI

 
   
  Bologna - Secondo la Confederazione l’innovazione ottenuta con la determinazione del concetto di ‘crisi di mercato’ è molto positiva ma, così come è proposta, non risponde alle reali necessità di gestione degli strumenti di prevenzione e di controllo delle crisi stesse “Al fine di evitare che, con lo svincolo totale dell’aiuto dalla produzione previsto nella proposta di Regolamento della nuova Organizzazione comune dei mercato del settore ortofrutta (Ocm), si verifichi un improvviso smantellamento del settore ed un disincentivo a produrre, sarebbe opportuno adottare, per un periodo di transizione dal 2008 al 2013, un sistema graduale di disaccoppiamento. Ciò al fine di stimolare la continuità produttiva ed adeguare le esigenze del settore al nuovo sistema di aiuti”. Lo suggerisce Nazario Battelli, presidente della Cia dell’Emilia Romagna, nell’analizzare la proposta che riguarda un comparto vitale per la regione. “Così facendo – precisa Battelli - la parte di aiuto che resterebbe accoppiata alla produzione dovrebbe essere legata non più ai quantitativi di prodotto trasformati, ma alla superficie investita utilizzando come periodo di riferimento l’ultimo triennio di produzione”. Quello che ci viene presentato adesso come una semplificazione, secondo Battelli è una vera e propria riforma, anche in chiave futura rispetto alla ‘scadenza 2013’ della politica agricola comune. Per Battelli l’impianto strategico della Pac, che poggia sul disaccoppiamento, ha già ampiamente dimostrato che i Paesi con minore cultura e tradizione organizzativa – come l’Italia – pagano prezzi pesantissimi in termini di produzione di ricchezza economica nonché di capacità nella acquisizione “burocratica” delle risorse comunitarie. “In Italia non si riescono a valorizzare titoli di pagamento disaccoppiato per circa 200 milioni di euro – annota Battelli - quando, va detto, tutto il sostegno comunitario, nel nostro caso dell’ortofrutta fresca, non supera i 150”. La Cia condivide le premesse e le intenzioni che la Commissione europea esplicita con questa proposta di nuovo Regolamento “ma vanno apportate correzioni anche radicali, sapendo che nella attuale compagine comunitaria a 27 i veri alleati coi quali rappresentare interessi di settore sono la Spagna in particolare e, a seguire, Grecia e Francia”. L’invarianza di risorse ‘venduta’ dal Commissario Fischer Boel mantenendo inalterata la percentuale del contributo comunitario verso i piani operativi delle Organizzazioni dei produttori (Op) “e da alcuni già registrata come una ‘non sconfitta’ - sottolinea Battelli - in realtà sarà una diminuzione secca di molti milioni di euro, circa una trentina nel nostro Paese. Questa situazione è determinata dalla diminuzione del fatturato delle Op che trattano anche la produzione da destinare alla trasformazione, dal dimezzamento delle risorse sui ritiri di mercato e per la scomparsa delle cosiddette restituzioni all’export”. Per una giusta esigenza di riequilibrio è previsto quindi un aumento della percentuale di intervento comunitario fino a quel 6% richiesto da sempre da tutti i Paesi produttori. “La grande innovazione ottenuta con la determinazione del concetto di crisi di mercato, così come prevede la proposta di Regolamento – continua Battelli - non risponde alle reali necessità di gestione degli strumenti di prevenzione e di controllo delle crisi stesse, in modo particolare se le risorse sono da ricercare solo all’interno dei piani operativi delle Op”. Ora, secondo la Cia, è compito del Governo italiano la predisposizione di un Piano strategico nazionale (peraltro previsto dal Regolamento comunitario di riforma) che riguardi la pianificazione dei programmi operativi, sia ai fini della loro sostenibilità ed efficacia, sia riguardo l’armonizzazione con le misure dello sviluppo rurale. .  
   
 

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