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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 03 Aprile 2013 |
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TRAPIANTI: PER IL VENETO IL 2012 ANNO DEI RECORD. PRESENTATO REPORT ANNUALE: TUTTI I PARAMETRI SUPERIORI ALLA MEDIA NAZIONALE
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Padova, 3 aprile 2013 - Quello trascorso è stato l’anno dei record per
il Sistema Trapianti del Veneto, di gran lunga il migliore dell’ultimo
decennio, sia per quanto riguarda gli organi, sia per le cornee, sia per i
tessuti. E’ quanto emerso il 29 marzo a Padova dove, nella sede della Fondazione
Italiana Trapianti di Organi e Tessuti – Fitot, è stato presentato il Report
Annuale Trapianti Veneto alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alla
sanità Luca Coletto, del presidente di Fitot Pilade Riello del coordinatore del
Centro Trapianti Veneto Giampietro Rupolo, del direttore generale dell’Azienda
Ospedaliera di Padova Claudio Dario, dei maggiori chirurghi trapiantisti
operanti in Veneto, dei responsabili delle Fondazioni e delle Banche dei
Tessuti e dei rappresentanti del mondo della donazione. Nel 2012 i trapianti
d’organo sono stati 454 contro i 427 del 2011, un più 6,3% che vale il 15,6% di
tutti i trapianti effettuati in Italia (2.902). Non è stato da meno il settore
dei tessuti, le cui donazioni hanno superato il 30% del totale dell’intero
Paese rendendo possibili 2.768 trapianti di cornea e 5.730 trapianti di altre
tipologie di tessuto (valvole cardiache, segmenti vascolari, segmenti ossei).
Eccezionale il risultato ottenuto dalla Banca della Cute di Verona, la cui
attività ha consentito di distribuire 1 milione 298 mila 303 centimetri
quadrati di preziosissimo tessuto a 997 pazienti e garantito la totale
autosufficienza regionale per i grandi ustionati e per i Centri di chirurgia
ricostruttiva. Percentuali di molto superiori alle media nazionale anche sugli
aspetti della donazione: i donatori effettivi (123, 118 quelli utilizzati) sono
stati pari al 25,3 per milione di abitanti contro il 20,2 in Italia; le
opposizioni alla donazione sono state del 20,6% (dato considerato “fisiologico”
dagli esperti) contro il 29,2% nazionale. Significativo, anche perché emerso
per la prima volta, il dato sui trapianti e le donazioni riguardanti cittadini
stranieri extracomunitari: entrambe le voci hanno ampiamente superato il 10%
del totale, “il che dimostra – ha detto Rupolo – quanto infondate fossero le
polemiche di alcuni mesi addietro sul presunto rifiuto di un trapianto ad un
paziente rumeno”. Su base provinciale, i 118 donatori utilizzati del 2012
provenivano in 30 da Treviso, 30 da Verona, 26 da Padova, 12 da Vicenza, 11 da
Venezia, 6 da Rovigo, 3 da Belluno. Record anche per il programma di trapianto
da donatore vivente che ha registrato 47 interventi. Grandi passi sono stati
compiuti in tema di innovazione sul fronte dell’uso dei sistemi di assistenza
ventricolare impiantabili per garantire ai pazienti in attesa la sopravvivenza
necessaria a ricevere un organo e su quello dei sistema di perfusione degli
organi dopo il prelievo, che simulano la permanenza dell’organo stesso
nell’organismo e ne aumentano quindi il tempo di trapiantabilità. I sistemi di
assistenza ventricolare impiantati sono passati dai 4 del 2011 ai 28 del 2012,
pari al 25% di tutti i dispositivi di questo tipo utilizzati in Italia. Le
purtroppo lunghe liste d’attesa sono state soddisfatte per il 46,3%,
percentuale assolutamente positiva in considerazione della storica difficoltà
di reperimento degli organi. Significativo, infine, il dato sulla formazione
degli operatori, particolarmente curata da Fitot: in un decennio sono state
5.400 le altissime professionalità costruite in particolare grazie al lavoro
della Fondazione presieduta da Pilade Riello. “Questi numeri parlano da soli –
ha detto Coletto ringraziando tutti i protagonisti del settore e la generosità
dei veneti e del volontariato di settore – e costituiscono un’eccellenza della
quale andiamo fieri anche ai tavoli nazionali. Tra le tante del Veneto – ha
aggiunto – questa dà particolare soddisfazione perché ad ogni organo donato e
trapiantato corrisponde una vita salvata e perché se non sei al top tecnico,
scientifico e organizzativo questi risultati non li ottieni. Il Veneto lo è e
continuerà ad esserlo – ha concluso – perché nonostante le difficoltà
finanziarie e i continui tagli nazionali non abbiamo nessuna intenzione di
frenare”.
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