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Notiziario Marketpress di
Giovedì 11 Aprile 2013 |
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PRESENTATO A VERONA IL PROGETTO “VIN’ALP”, PER VALORIZZARE IL PATRIMONIO VITIVINICOLO DEI DUE VERSANTI DELLE ALPI OCCIDENTALI ED INSERIRLO NEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE DELL’UNESCO
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Anche nel
2013 la Camera di commercio
e la Provincia di Torino
hanno partecipato congiuntamente alla quarantasettesima edizione del Vinitaly di
Verona. Nel pomeriggio di ieri, martedì 9
aprile, si è tenuto un evento dedicato al tema “Montagne,
alte colline, uomini e vini in provincia di Torino: le alleanze fra territori
come chiave di successo”. In tale
contesto è stato presentato
il progetto
transfrontaliero “Vin’alp”, realizzato dalla Provincia di
Torino in partenariato con il Dipartimento francese
della Savoia. Ad illustrare l’iniziaitiva sono stati Marco
Balagna, Assessore Provinciale
all’Agricoltura, Montagna e
Turismo; Lionel
Mithieux, Vice-presidente del
Conseil Général de la Savoie; Elena Di
Bella, Dirigente Servizio Sviluppo Montano Rurale e Valorizzazione
delle produzioni tipiche della Provincia di Torino; Luca Rolle,
docente all’Università degli Studi di Torino; Francesco
Beccaria, ricercatore della Scuola teorico pratica Malva Arnaldi di
Bibiana; Olivier
Pasquet, geografo e storico francese. Alla presentazione è seguita
una degustazione dei vini Doc delle montagne torinesi Carema, Pinerolese
Ramìe e Valsusa.
“Il progetto
Vin’alp - ha spiegato l’Assessore Balagna
- è frutto di una riflessione sulla situazione attuale del mondo del
vino e sulle sue prospettive di evoluzione, in particolare per le zone alpine
transfrontaliere caratterizzate, in passato, da continuità economica e sociale.
Ricchi di una storia comune, i territori della provincia di Torino e della
Savoia vogliono consolidare la loro cooperazione in tema di economia rurale e,
in particolare, per la valorizzazione degli
spazi vitati”. Aderendo a “Vin’alp”, le comunità vitivinicole della
Savoia e del Torinese si impegnano per la riconquista
ampelografica degli antichi vitigni autoctoni e per l’avvio di un
percorso di conoscenza storica e
antropologica sull’evoluzione dei paesaggi vitati. Il partenariato
transfrontaliero supporterà la candidatura dei territori montani all’inserimento
della viticoltura nel Patrimonio Culturale
Immateriale dell’Unesco. Il progetto mira alla caratterizzazione dei
“terroirs”, alla conoscenza e
alla conservazione del
patrimonio genetico dei vitigni autoctoni. Il territorio montano e
pedemontano della provincia di Torino è storicamente ricco di una biodiversità
che ha resistito nei tradizionali vigneti
plurivarietali. In questi vigneti decine di varietà diverse
coesistono nello stesso appezzamento e persino nel medesimo filare, ben
adattandosi anche a severe condizioni pedoclimatiche. I vitigni minori sono
oggetto di una riscoperta, per le grandi potenzialità che possono esprimere: il
legame storico e culturale con il territorio, indispensabile per l’espressione
della “tipicità”
oggi molto ricercata, m anche le peculiarità
viticolo-enologiche, che consentono una nuova diversificazione
dell’offerta. Il percorso per la valorizzazione inizia con il recupero e la
conservazione dei vitigni rari in vigneti
collezione realizzati ad
hoc, passando poi allo studio ed alla caratterizzazione delle
performance agronomiche ed enologiche. Presso la Scuola
Malva Arnaldi di
Bibiana, centro di ricerca e sperimentazione agraria, sono presenti
un vigneto per la conservazione di 80 vitigni minori
autoctoni della fascia pedemontana piemontese e due vigneti
sperimentali per lo studio delle potenzialità viticolo-enologiche
degli stessi. Nell’ambito del progetto “Vin’alp”, la collezione del
germoplasma viticolo sarà arricchita con oltre 150 vitigni autoctoni dell’intero
arco alpino, assumendo una dimensione transfrontaliera ed europea.
Queste collezioni, oltre a rispondere alla priorità della conservazione del
germoplasma, diventano importanti strumenti di divulgazione della ricchezza di
biodiversità viticola e testimonianza viva e reale di questo prezioso
patrimonio. La valorizzazione delle varietà locali non può però prescindere
dalla conoscenza della loro potenzialità
enologica, dalla caratterizzazione delle
produzioni enologiche ottenute e dalla ricerca delle più
appropriate tecniche di appassimento e di vinificazione delle uve. La
produzione di “vini
speciali”, quali passiti, ice wines, sforzati e alcolizzati
(fortificati), può risultare un valore aggiunto per l’identificazione di un
territorio e dei suoi vini. Le diverse modalità di appassimento delle uve nonché
le diverse condizioni operative per il controllo del processo, quali la
temperatura, l’umidità relativa e la velocità dell’aria, possono influenzare
sensibilmente le popolazioni microbiche, la composizione polifenolica e
terpenoidica e la qualità finale delle produzioni enologiche ottenibili. Il
progetto intende approfondire le conoscenze sulle attitudini enologiche a
produrre vini speciali di diversi vitigni autoctoni presenti
nell’areale produttivo montano torinese, quali Avanà, Chatus, Nebbiolo e Malvasia
moscata.
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