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Notiziario Marketpress di
Martedì 16 Aprile 2013 |
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TOSCANA, PATTO DI STABILITÀ: CEDE 61 MILIONI DELLA NOSTRA CAPACITÀ DI SPESA AGLI ENTI LOCALI. DOMANDE ENTRO MAGGIO
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Firenze, 16 aprile 2013 – Boccata di ossigeno per gli enti locali, che
prima dell’estate in Toscana potranno spendere complessivamente 61 milioni in
più: non soldi ma capacità di spesa, e quindi la possibilità, risorse in cassa,
di alzare per un certo ammontare il tetto imposto dal patto di stabilità
nazionale, quello troppo basso di cui si lamentano proprio parecchi enti locali
costretti a rinviare investimenti importanti pur avendo i soldi per
realizzarli. Lo potranno fare i Comuni e
le Province in grado di usufruire dei benefici del cosiddetto ‘patto di
stabilità verticale’. Una cessione che la Regione ha deciso di confermare,
nonostante che anche per lei il patto si sia fatto più stretto: quasi 250
milioni in meno da spendere.
Le quote del patto saranno cedute dalla Regione Toscana e distribuite
agli enti locali a fine maggio. Ma la torta è già definita. “Oggi la giunta ha
infatti deciso i criteri e l’ammontare del proprio spazio finanziario che
cederà, ovvero 61 milioni” annuncia l’assessore al bilancio della Toscana,
Vittorio Bugli. In genere si aspettava ottobre, quando era chiaro se il tetto
di spesa veniva raggiunto o meno; quest’anno accadrà prima. “Abbiamo deciso di
utilizzare una possibilità offerta dalla legge di stabilità dell’anno scorso”
spiega Bugli.
Oltre cinquantasei milioni su sessantuno saranno distribuiti per tre
quarti ai Comuni (42,3 milioni) ed un quarto alle Province (14 milioni), dando
priorità alle opere strategiche e urgenti e alla viabilità. Altri 4 milioni e
600 mila euro sono destinati invece alle spese in conto capitale (e quindi
investimenti) dei Comuni che effettueranno nel 2013 opere di ripristino a
seguito di frane ed alluvioni subite l’anno scorso. Le domande dovranno
arrivare in Regione entro metà maggio. Entro il 31 maggio saranno rideterminati
gli obiettivi programmatici degli enti locali. A fine ottobre sarà poi fatto un
ulteriore controllo, per verificare la possibilità di ulteriori cessioni in
base alle spese fatte dalla Regione e l’esaurimento o meno della propria
capacità di spesa.
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