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Notiziario Marketpress di Martedì 30 Aprile 2013
 
   
  UNIONCAMERE: MENO DI 5MILA EURO PER FAR NASCERE UN’IMPRESA MA CRISI E BUROCRAZIA SONO GLI OSTACOLI PRINCIPALI

 
   
  Roma, 30 aprile 2013 – Oltre metà dei 172mila neo-imprenditori che hanno aperto una azienda nel 2012 si sono messi in proprio investendo meno di 5mila euro ma la crisi e la burocrazia sono ostacoli difficili da superare. In tanti l’hanno fatto e, gettando il cuore oltre l’ostacolo, hanno dato vita a una nuova realtà produttiva, sperando di trovare (o ritrovare) in questo modo un lavoro oppure, più frequentemente, di concretizzare la propria legittima affermazione nella società, mettendo a buon frutto le competenze acquisite in precedenti esperienze lavorative. Questo quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro studi di Unioncamere che, attraverso una indagine su un campione significativo delle circa 384mila imprese iscrittesi nei Registri delle Camere di commercio nel corso del 2012, ha quantificato in quasi 172mila le “vere” nuove imprese attive (pari al 45% del totale), ovvero quelle che non hanno legami con imprese preesistenti. “L’impresa come occasione di lavoro ma soprattutto come espressione della voglia di mettersi in gioco e di conquistarsi un futuro. E’ questo ciò che evidenzia l’analisi di Unioncamere. Non possiamo deludere le legittime aspettative di quanti malgrado tutto continuano ad investire su se stessi. Occorre rimettere l’impresa al centro delle attenzioni della politica e delle istituzioni. Perché l’impresa è prima di tutto lavoro e costruzione del nostro domani”, ha commentato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. L’identikit del neo-imprenditore In netta maggioranza (74%) sono gli uomini a intraprendere il percorso imprenditoriale e, in generale, la nazionalità più rappresentata è quella italiana (87%), ma l’apporto degli immigrati extra-comunitari (8%) è superiore a quello dei comunitari (5%). E’ il diploma (nel 44% dei casi) il volano per affrontare la sfida dei mercati, specialmente in virtù del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi si diventa imprenditori dopo aver compiuto qualche altra esperienza lavorativa e quindi con un bagaglio di competenze pratiche a sostegno della nuova attività, oltre che delle conoscenze acquisite nel percorso formativo. Complessivamente, infatti, sono solo poco meno del 13% del totale (che comprende studenti, casalinghe e disoccupati in cerca della prima occupazione) i nuovi capitani d’impresa che non vantano un background lavorativo a orientare la decisione di mettersi in proprio e che nel farlo cercano soprattutto una soluzione al problema occupazionale. Lo sbocco lavorativo è anche il fattore che induce quanti hanno perso una precedente occupazione (circa il 9% dei totale dei neo capitani d’impresa) a tentare la strada dell’imprenditoria: queste categorie sono quindi le sole attività che si distinguono per non identificare nella conoscenza del mondo degli affari il principale input alla scelta della via all’imprenditorialità. Dove si annidano le difficoltà per le nuove imprese A partire dall’indagine relativa al Ii semestre 2012 è stata introdotta una sezione volta a investigare dove si annidano le principali difficoltà per chi si appresta ad avviare un’attività imprenditoriale. Se si esclude una quota che corrisponde a circa un’impresa su dieci per cui i primi passi non sono stati connotati da difficoltà significative, il ventaglio di problematiche più frequentemente segnalate è risultato piuttosto ampio. Nonostante lo spirito di iniziativa e la fiducia nelle proprie capacità animino i neo-imprenditori, nel 23% delle loro dichiarazioni il clima economico generale si è dimostrato da subito un ostacolo particolarmente subdolo con cui fare i conti, dal momento che sono pochi gli strumenti per fronteggiarlo nella fase in cui l’impresa deve ancora costruire una rete di fornitori e clienti, cui poter fare stabilmente riferimento. A ciò si aggiunge che in un momento in cui i consumi sono in contrazione e la domanda è debole, l’inserimento nel segmento di mercato individuato è fonte di problemi nell’11% delle dichiarazioni delle nuove imprese; mentre un ulteriore 10,7% ha avvertito da subito il peso della concorrenza. Dare il via all’impresa è però difficile anche per le condizioni di tipo normativo: complessivamente, poco meno di un quinto delle risposte indica tra le fonti di criticità la conoscenza delle leggi e l’iter amministrativo da seguire per portare a compimento le procedure di inizio attività, cui si aggiunge un ulteriore 5,8% di risposte di quanti avvertono immediatamente il peso del sistema fiscale. Non sembrano, invece, esserci rilievi nei confronti delle strutture che forniscono servizi di supporto, visto che sono chiamate in causa in quanto insufficienti solo nell’1,2% dei casi. Più rilevanti, con oltre il 10% delle segnalazioni, i problemi di tipo finanziario (mancanza di capitale e scarsità del credito), anch’essi però sensibilmente acutizzati dal razionamento del credito che riguarda l’intero sistema produttivo. Le nuove imprese nascono soprattutto piccole: in più della metà dei casi, infatti, l’investimento iniziale è stato di soli 5mila euro, mentre nel 27% di una cifra compresa tra i 5mila e i 10 mila euro. Non a caso, nell’88% dei casi, le vere nuove imprese del 2012 hanno assunto la forma della ditta individuale.
Le motivazioni dei neo-imprenditori (domanda a risposta multipla, quote % sul totale delle risposte) Totale (%)
Auto-realizzazione 54,3
Conoscenza di opportunità di mercato 25,4
Volontà di valorizzare competenze ed esperienze professionali 12,5
Desiderio di conseguire successo personale ed economico 10,6
Insoddisfazione verso il precedente lavoro 5,8
Auto-impiego 32,2
Necessità di trovare un primo o nuovo sbocco lavorativo 16,3
Difficoltà a trovare un lavoro dipendente 15,9
Altro 13,4
Possibilità di continuare ad operare per l’impresa in cui era occupato 2,9
Successione a un familiare 1,2
Sfruttamento di un’idea innovativa 4,0
Agevolazioni fiscali, creditizie, contributi 1,2
Altro 4,1
Totale 100,0
Principali difficoltà incontrate all’avvio dell’attività (domanda a risposta multipla, quote % sul totale delle risposte riferite al solo Ii semestre)
Tipologie di difficoltà Totale (%)
Concorrenza 10,7
Commercializzare i prodotti, farsi conoscere dai clienti 11,0
Clima economico sfavorevole 23,2
Conoscere le leggi e gli adempimenti per l´attività d´impresa 6,6
Procedure amministrative 12,3
Mancanza di strutture di servizi 1,2
Mancanza del capitale necessario all´avvio delle attività 4,7
Scarsità del credito dalle banche 5,9
Sistema fiscale 5,8
Onerosità del costo del lavoro 4,0
Reperimento locali e terreni 0,6
Reperimento personale adeguato 0,4
Reperimento materie prime e/o fornitori adeguati 0,2
Introduzione di tecnologie adeguate 0,1
Altro 2,4
Nessuna difficoltà 10,9
Totale 100,0
Fonte: Centro Studi Unioncamere, Osservatorio sulla demografia delle imprese, anno 2012
 
   
 

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