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Notiziario Marketpress di
Martedì 30 Aprile 2013 |
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REGIONE BASILICATA: RISPETTO DELLE REGOLE VALGA PER TUTTI
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Potenza, 30 aprile 2013 - In
relazione all’inchiesta della Procura della Repubblica sui rimborsi ai
consiglieri, il presidente del Consiglio regionale Vincenzo Santochirico il 28
aprile ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“In questi giorni stiamo assistendo ad un crescendo di illazioni,
rivelazioni, accuse che espongono alla gogna i rappresentanti regionali, senza
che essi - con esclusione di quelli raggiunti da misure cautelari - sappiano di cosa rispondere. Devono
apprendere dalla stampa che potrebbero essere indagati senza sapere perché e di
cosa. Poiché le informazioni che circolano provengono da atti acquisiti
dall´autorità giudiziaria, non sarebbe stato preferibile che i destinatari di
tali rivelazioni avessero avuto la possibilità di difendersi davanti a un
magistrato? Non sarebbe stato meglio contestare, assumere difese, verificare e
poi rendere pubblico tutto? A chi giova, invece, l´inversione? Non solo è
compromessa la politica, ma è anche negata la giustizia e distorta l’informazione.
Dico questo non pensando alla mia persona, perché se avessi pensato
soltanto a me stesso avrei potuto restare defilato, anche per la marginalità
dei fatti per i quali sono chiamato in causa. Lo faccio perché il ruolo di presidente del Consiglio
regionale mi impone di parlare e continuare a esprimere posizioni chiare sul
rapporto fra giustizia e politica e informazione, come ho cercato di fare – in
maniera netta e chiara - sin dal mio insediamento.
Agli effetti del circo mediatico di questi giorni, se e quando
emergeranno fatti e letture diversi da quelli propagati (come peraltro è già
accaduto troppe volte), chi porrà rimedio? E´ troppo pretendere che si
formulino subito le contestazioni ai singoli consiglieri sentendoli
tempestivamente? E´ eccessivo chiedere che, relativamente all´indagine sui
gruppi consiliari (art. 6 legge regionale 8/98) si concludano prima le indagini
e notificati (non a mezzo stampa) gli eventuali avvisi di garanzia e poi si
facciano arrivare gli atti nelle redazioni? O ciò è già avvenuto ed è alla
porta un nuovo turbinio mediatico? Tutto ciò nulla ha a che vedere con la
libertà di informazione, che qui non è chiamata in causa: i giornali che hanno
le notizie le pubblichino, stando alle proprie regole e ai propri codici; i
rappresentanti istituzionali rispondano delle loro azioni nelle sedi
giurisdizionali competenti; la giustizia faccia il suo corso assicurando
concretamente le garanzie di tutti, perché nessuno abbia a dire che vi sia un
conflitto fra istituzioni.
Al comprensibile senso di sfiducia che le inchieste in corso generano
nell’opinione pubblica la politica deve offrire prova di umiltà, trasparenza e
determinazione. Ferme restando la previsione costituzionale di non
colpevolezza, auspichiamo quindi che le posizioni degli indagati vengano
rapidamente chiarite in sede giurisdizionale, confidando nel giudizio sereno e
puntuale della magistratura. Soltanto così potranno essere salvaguardate e
garantite la saldezza e l’autonomia delle istituzioni.
Siamo tutti consapevoli che gli sviluppi dell’inchiesta sui rimborsi
spese ai consiglieri regionali mostrano l’immagine di una istituzione ferita,
ma è proprio nei momenti difficili che la politica deve saper rispondere senza
abdicare alle proprie responsabilità.
Noi la nostra parte abbiamo già iniziato a farla. Rispetto all’epoca dei
fatti contestati e prima ancora che ci fossero i provvedimenti giurisdizionali,
il Consiglio regionale ha autonomamente adottato radicali misure legislative,
abrogando sia le norme che contemplavano i rimborsi chilometrici sia quelle che
prevedevano le spese di rappresentanza, quelle cioè che oggi si assume siano
state utilizzate in difformità alla legge. Dall’inizio del 2013, infatti, non
esistono più né rimborsi chilometrici né spese di rappresentanza per i
consiglieri. Al contempo, sono stati drasticamente ridotti i contributi per il
funzionamento dei Gruppi consiliari, e introdotte norme di rendicontazione più
severe, cui si aggiunge il controllo della Corte dei Conti.
Il Presidente della Regione si è dimesso, dando un altro eloquente
segnale. Contribuiscano anche gli altri ad una nuova fase, se vogliamo davvero
che le regole siano rispettate da tutti e non soltanto da “quei marziani” della
classe politica.
Per parte mia, continuerò a sostenere posizioni già espresse difendendo
l´autonomia e la dignità della politica e delle istituzioni regionali.
Cosi come continuerò a credere nel funzionamento rigoroso e normale
della giustizia, ragion per cui domani, tramite i miei avvocati, chiederò di
essere sentito quanto prima dai magistrati per evitare di dover inseguire
quotidiani stillicidi e per chiarire ogni questione che mi riguarda, ritenendo
di avere sempre agito nel rispetto della legge e dell’etica pubblica”.
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