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Notiziario Marketpress di Martedì 11 Giugno 2013
 
   
  “I RICERCATORI CHE SI RIVOLGONO ALL’UE PER OTTENERE FINANZIAMENTI HANNO ANCORA A CHE FARE CON TROPPA BUROCRAZIA”, SOSTIENE LA CORTE DEI CONTI EUROPEA

 
   
  Lussemburgo, 11 giugno 2013 - Secondo una relazione della Corte dei conti europea, la Commissione ha compiuto una serie di passi per rafforzare la propria gestione del Settimo programma quadro per la ricerca (7° Pq). Tuttavia, i ricercatori che chiedono dei fondi nell’ambito del 7° Pq si trovano di fronte a inutili incoerenze. La Corte ha anche rilevato che i processi del 7° Pq sono orientati a garantire che i fondi siano investiti nella ricerca di alta qualità, ma con minore attenzione all’efficienza. Guadagni in termini di efficienza possono essere per lo più ottenuti sviluppando nuovi strumenti di gestione delle sovvenzioni, riallocando risorse umane, abbreviando i tempi dei processi e adattando il modello di controllo finanziario al rischio di errori. Il 7° Pq è uno degli strumenti chiave con cui l’Ue finanzia la ricerca. Il programma ha lo scopo di rafforzare la competitività industriale e soddisfare le esigenze in materia di ricerca di altre politiche dell’Ue. Esso copre il periodo 2007-2013 e dispone di una dotazione finanziaria che ammonta complessivamente a oltre 50 miliardi di euro. La maggior parte della dotazione finanziaria è spesa dalla Commissione o dalle agenzie esecutive di quest’ultima a titolo di sovvenzioni. L’audit ha rilevato che la Commissione ha introdotto una serie di semplificazioni nelle regole di partecipazione del 7° Pq e che, in alcuni casi, essa è riuscita ad allineare le disposizioni del 7° Pq con le prassi dei beneficiari, ma occorrerà fare di più in futuro. La gestione, da parte della Commissione, del 7° Pq è solida in tre aree, ossia la progettazione dei processi, le attività di miglioramento e le informazioni di gestione, ma lo è meno per quanto riguarda gli strumenti e le risorse. La durata dei processi di assegnazione delle sovvenzioni è diminuita, ma è stata ridotta a nove mesi solo nel 2012. L’audit ha evidenziato buone prassi relative all’ulteriore riduzione dei tempi di conclusione delle negoziazioni sulle sovvenzioni. I controlli di qualità sulla selezione e il monitoraggio dei progetti funzionano adeguatamente. Tuttavia, il modello di controllo finanziario del 7° Pq non tiene sufficientemente conto del rischio di errori. In altri termini, i ricercatori beneficianti del 7° Pq che sono a basso rischio sono soggetti a troppi controlli. “Una ricerca di elevata qualità è essenziale per la prosperità economica a lungo termine dell’Europa, e la Commissione sta chiaramente muovendosi nella giusta direzione”, ha affermato Ladislav Balko (Sk), il Membro della Corte responsabile della relazione. “Ma, in un periodo di crescente pressione sul bilancio Ue, la Commissione deve razionalizzare la propria gestione del programma quadro. Attuando le nostre raccomandazioni, la Commissione può non soltanto incrementare la propria efficienza, ma anche ridurre l’onere amministrativo gravante sui ricercatori e quindi far sì che il programma quadro abbia maggiore successo”. La Commissione ha introdotto il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi e le iniziative tecnologiche congiunte, due strumenti innovativi, con relativo successo. Tuttavia, la Corte ha riscontrato che l’attuazione delle iniziative tecnologiche congiunte è stata ostacolata da un quadro giuridico eccessivamente complesso e la Commissione non ha dimostrato in maniera sufficiente che i fondi messi a disposizione dal meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi portino ad investimenti superiori in livello a quelli che i beneficiari avrebbero realizzato senza denaro pubblico.  
   
 

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