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Notiziario Marketpress di
Giovedì 27 Giugno 2013 |
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TOSCANA, SCUOLA DIGITALE: ECCO LE 137 SCUOLE A CUI VANNO 2,5 MILIONI DI EURO
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Firenze, 27 giugno 2013 ¨C Due milioni e mezzo di euro
stanno per arrivare a 137 istituzioni scolastiche toscane per favorirne la
svolta digitale: sono le scuole e le singole classi che, nei mesi scorsi,
presentarono progetti su un accordo firmato, nel settembre 2012, fra Regione
Toscana e Ministero Istruzione e ricerca. Con quei soldi non solo si
acquisteranno computer e tablet, lavagne multimediali e tecnologie ma si
favorir¨¤ la formazione degli insegnanti e, nelle classi, si consentir¨¤ una
riorganizzazione, anche edilizia, di spazi oggi pensati non certo per la
dimensione digitale della didattica.
Una
specifica Commissione di valutazione, costituita fra Regione e Ufficio
Scolastico Regionale, ha concluso i suoi lavori: fresco di approvazione, il
decreto ¨¨ firmato da Angela Palamone, direttore generale dell¡¯Ufficio
Scolastico Regionale per la Toscana. A breve le scuole vincitrici riceveranno
una specifica comunicazione sull¡¯accreditamento dei fondi per attivare i
progetti. ¡°Non chiamiamola scuola del futuro ¨C commenta Stella Targetti,
assessore toscano all¡¯Istruzione ¨C perch¨¦ quella digitale ¨¨ e deve essere la
scuola del presente in quanto gli alunni di oggi sono digitali per loro
natura¡±.
Il
finanziamento totale (2 milioni e 545 mila euro) ha visto uniti, nello
stanziare risorse, il Ministero (1.818 mila euro) e la Regione Toscana (727
mila euro). Tre le tipologie di finanziamenti assegnati: 600 mila euro vanno in
una azione chiamata ¡°Scuola 2.0¡å perch¨¦ pensata per coinvolgere un plesso
intero; un milione e 380 mila euro finanziano l¡¯azione chiamata ¡°Classi 2.0¡å
(riguardante, cio¨¨, singole classi di un plesso scolastico); i restanti 565
mila euro sono ripartire per le ¡°Classi 2.0¡å posizionate in scuole di montagna
e in piccole isole.
Su ¡°Scuola
2.0¡å hanno partecipato al bando 39 scuole toscane; 3 quelle finanziate (nelle
province di Arezzo, Firenze, Pisa. Allegato A) ciascuna delle quali otterr¨¤ 200
mila euro: 140 a carico del Miur e 60 a carico della Regione Toscana. Su
¡°Classi 2.0¡å sono state 209 le richieste di intervento: 83 (13 Arezzo, 14
Firenze, 10 Grosseto, 6 Livorno, 7 Lucca, 6 Massa Carrara, 8 Pisa, 7 Pistoia, 2
Prato, 10 Siena) otterranno il finanziamento per i territori non montani e non
insulari (allegato B). Altre 51 classi (11 Arezzo, 10 Firenze, 5 Grosseto, 7
Lucca, 7 Massa Carrara, 3 Pisa, 2 Pistoia, 2 Prato, 4 Siena) otterranno, sempre
su ¡°Classi 2.0¡å, finanziamenti per i territori di montagna e piccole isole
(allegato C). Rispetto all¡¯azione ¡°Scuola 2.0¡å (600 mila euro per tre sole
scuole) quella chiamata ¡°Classi 2.0¡å vede assegnati contributi di importi
ovviamente minori (da 6 mila a 20 mila per ciascuna classe interessata). Le
spese finanziabili riguardano acquisti di tecnologie e possibilit¨¤ di adeguare
gli impianti per la connettivit¨¤ e di fare interventi, non strutturali, legati
alla sistemazione degli spazi (ad esempio acquisto di nuovi arredi) che
consentano una didattica 2.0.
¡°Per stare
al passo con i tempi ¨C aggiunge Stella Targetti ¨C non bastano le tecnologie, ma
occorrono anche le competenze: per questo il bando Regione/miur serve a
finanziare non solo l¡¯acquisto di strumenti, come i computer, ma anche a
introdurre didattiche e ambienti di apprendimento nuovi¡±. L¡¯accordo generale
che sta alla base di questi finanziamenti venne siglato a met¨¤ dello scorso
settembre, a Roma, fra Ministero e 11 Regioni italiane con quella che il
ministro di allora defin¨¬ una ¡°accelerazione nei processi di innovazione
tecnologica previsti dal Piano nazionale di Scuola Digitale nell¡¯ambito
dell¡¯Agenda Digitale Italiana¡±.
La
specificit¨¤ toscana, nel bando per ripartire i 2,5 milioni, fu quella tesa a
non finanziare soltanto attrezzature ma a lavorare sulla centralit¨¤ della
didattica (¡°Investire solo in tecnologia senza garantire un ambiente classe
adeguato ¨C disse Stella Targetti ¨C di per s¨¦ non significa innovare con
efficacia¡±. Da qui i tre obiettivi di base toscani: superare la distanza fra la
didattica attuale e la societ¨¤ digitale in cui i ragazzi sono protagonisti;
sostenere una capillare e continua formazione degli insegnanti; riconsiderare
la stessa riorganizzazione spaziale delle scuole, oggi ancora prevalentemente
basata su aule, corridoi, banchi, cattedre, lavagne tradizionali.
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