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Notiziario Marketpress di
Giovedì 18 Luglio 2013 |
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TRIVELLE, PUGLIA A COMMISSIONE SENATO: NO OIL AREA IN TUTTO IL MEDITERRANEO
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Bari, 18 luglio 2013
- “La Puglia non vuole piattaforme petrolifere a largo dei propri mari,
i pugliesi in più occasioni hanno chiaramente detto nelle piazze che non voglio
piattaforme a largo del nostro mare. A nome dei pugliesi vengo a ribadire questo
concetto anche qui, davanti a voi, certo di trovare riscontro nei colleghi che
rappresentano le altre regioni. La verità è una soltanto: il Mediterraneo non è
idoneo ad ospitare impianti industriali di sfruttamento di idrocarburi, sia per
i contrasti sotto il profilo ambientale e degli interessi economico-sociali
presenti, sia in considerazione delle ipotizzabili, disastrose conseguenze che
potrebbero venire da incidenti in questi impianti. Per questo vogliamo che
diventi un ´no-oil area´ e su questo punto cercheremo l´appoggio delle altre
istituzioni costiere”. Così l´Assessore alla Qualità dell´Ambiente della
Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, si è espresso in audizione presso la
commissione del Senato che si occupa di temi ambientali. “Non più tardi di una
settimana fa su mia proposta, la Giunta Regionale ha adottato una deliberazione
che ribadisce la posizione contraria della Puglia nell´ambito dei procedimenti
Ministeriali di Via che riguardano ben 11 permessi di ricerca di idrocarburi
nel mare prospiciente il nostro territorio presentate da Northern Petroleum
Ltd, Petroleum Geo Service, Spectrum Geo Ltd, ribadendo quanto aveva già fatto
per altre richieste delle medesime aziende e per quelle di altre aziende come
la Shell. Sui precedenti pareri negativi ratificati dalla Giunta ed inviati al
Ministero competente – prosegue Nicastro - è stato eccepito che le valutazioni
di impatto sull´ecosistema marino, sull´ambiente, sull´economia regionale e
sulla vocazione turistica ed enogastronomica del nostro territorio guardassero
alla coltivazione di eventuali sacche di idrocarburi non solo alle prospezioni.
In realtà scindere le due fasi appare una maniera per minimizzare i rischi,
così come tendono a fare le aziende proponenti. Noi, in qualità di
amministratori, siamo chiamati a prendere qui ed ora decisioni che rischiano di
palesare i propri effetti nei prossimi decenni. E la scelta della Puglia va
nettamente nella direzione delle fonti rinnovabili con una chiara volontà di
non tornare al “medioevo energetico” delle fonti fossili”. “In commissione ho
sollevato il tema del frazionamento delle aree nei vari permessi di ricerca:
insistono su aree ristrette e, verosimilmente, rischiano di determinar effetti
devastanti. Non possiamo non considerare l´impatto cumulativo di questi
interventi e, così come l´Ispra rimarca, non applicare il concetto di
´Programma unitario di lavoro´ per valutare in senso compiuto la compatibilità
con l´ambiente di tutti gli interventi. Ho ribadito nuovamente – conclude
Nicastro – come faccio peraltro da anni che la necessità primaria e una svolta
nelle scelte di politica energetica nazionale per evitare il tortuoso commino
fatto di ricorsi e controricorsi che la Puglia ha dovuto percorrere negli
ultimi anni”.
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