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Notiziario Marketpress di
Lunedì 19 Marzo 2007 |
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DARE NUOVO SLANCIO ALLE RELAZIONI EUROMEDITERRANEE
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Strasburgo, 19 marzo 2007 - Il Parlamento europeo chiede di imprimere un nuovo impulso al partenariato con i paesi del Mediterraneo e sollecita il rilancio dei negoziati di pace in Medio Oriente. Auspicando una politica comune sull´immigrazione e il potenziamento di Frontex, ammonisce contro la stigmatizzazione di culture e religioni nella lotta al terrorismo. Chiede poi la promozione degli investimenti nella sponda Sud, anche con la creazione di una Banca euromediterranea di sviluppo, e l´integrazione dei mercati energetici. In vista della riunione dell´Assemblea parlamentare euromediterranea (Apem) che si terrà a Tunisi il 16 e il 17 marzo, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione comune sulle relazioni tra l´Ue e la sponda Sud del Mediterraneo, sostenuta da Ppe/de, Pse, Alde/adle, Uen, Verdi/ale e Gue/ngl. Per i deputati è infatti opportuno rafforzare la dimensione politica del vicinato verso quell´area e imprimere un nuovo slancio al processo di partenariato, constatando «che si è ancora lungi dall´aver raggiunto gli obiettivi con i quali questa politica era stata lanciata». Invitano quindi tutti i partner a rilanciare e aggiornare gli obiettivi strategici e politici del processo di Barcellona, comprese la creazione di reti di cooperazione e la promozione dell´integrazione regionale Nord-sud e Sud-sud. In proposito, il Parlamento sottolinea la necessità di rilanciare l´Assemblea parlamentare euromediterranea «quale contesto democratico dell´azione parlamentare». Ritiene quindi che l´Apem «debba essere dotata dei mezzi e delle strutture amministrative necessari per garantirne la visibilità e assicurarne il buon funzionamento» e chiede al Consiglio di riservare all´Apem «un ruolo attivo tra gli invitati alle riunioni e alle conferenze ministeriali Euromed». Processo di pace in Medio Oriente Nel ribadire la necessità di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente tenendo conto della gravità della situazione sul piano politico ed umanitario, il Parlamento considera che il rilancio dei negoziati basati sulla tabella di marcia «non sarà sufficiente se non si tiene conto di altre proposte». Appoggia quindi l´idea di una conferenza internazionale che consenta «un regolamento regionale e definitivo del conflitto». I deputati, inoltre, affermano nuovamente che, a loro parere, il conflitto in Medio Oriente si potrà risolvere soltanto attraverso la negoziazione di un accordo di pace stabile e definitivo, quale previsto dalla tabella di marcia. Vale a dire un accordo senza condizioni preliminari e basato sull´esistenza di due Stati democratici, sovrani e vitali, che vivono in pace fianco a fianco, all´interno di frontiere internazionali sicure e riconosciute. Il Parlamento, peraltro, segue con interesse l´annuncio cui dovrebbe seguire la formazione di un nuovo governo di coalizione palestinese e si compiace dell´iniziativa saudita che ha portato all´accordo firmato alla Mecca l´8 febbraio. Protezione dei migranti e rafforzamento di Frontex I deputati, nel sottolineare la necessità di una politica comune europea in materia di immigrazione e asilo nonché di un potenziamento della gestione dei flussi migratori in modo globale ed equilibrato, sottolineano l´importanza «di aprire effettivamente dei canali di immigrazione legale pur combattendo l´immigrazione clandestina», e di proteggere i diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo. Rivolgono poi un appello a lottare contro lo sfruttamento e la tratta degli esseri umani e invitano gli Stati del processo di Barcellona a ratificare quanto prima la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei lavoratori migranti. Il Parlamento, inoltre, sollecita un aumento della dotazione finanziaria destinata a Frontex e ai progetti legati alla politica in materia di immigrazione nel Mediterraneo nonché un rafforzamento delle sue capacità di fare rispettare i diritti umani. D´altra parte, rammenta che, secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell´uomo, gli Stati europei «non possono in alcun caso, in assenza di assicurazioni diplomatiche da parte dei paesi d´origine, espellere una persona, rimandandola in un paese in cui rischia di essere sottoposta ad atti di tortura o a trattamenti crudeli, degradanti o disumani, compresa la pena di morte». Dialogo tra culture e religioni e lotta al terrorismo Il Parlamento insiste sull´importanza del dialogo tra le culture e le religioni, riaffermando la necessità di rispettare i valori comuni e lo sviluppo dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani. Al riguardo, ricorda a tutti i governi euromediterranei gli impegni assunti con la Dichiarazione di Barcellona del 1995 in materia di rispetto della diversità, delle culture e dei credi diversi, di promozione della tolleranza e di rispetto delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di espressione. I deputati, inoltre, ritengono che gli atti terroristici «non siano mai giustificabili, quali che siano le circostanze, neppure per il perseguimento di obiettivi politici o religiosi», e che la lotta contro il terrorismo «non possa giustificare la stigmatizzazione di nessuna cultura, civiltà o religione in particolare». Chiedono quindi a tutti i paesi di conformarsi all´obbligo giuridico di rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale nella lotta contro il terrorismo. Rispetto dei diritti dell´uomo e delle donne Il Parlamento ribadisce l´invito a tutte le parti contraenti degli accordi di associazione euromediterranei a tradurre la clausola relativa ai diritti umani in un programma d´azione volto a potenziare e promuovere il rispetto dei diritti umani, e a predisporre un meccanismo per la valutazione sistematica dell´accordo di associazione, «per renderlo più efficace e più vincolante». Insiste inoltre sulla necessità di affrontare la questione dei diritti delle donne nell´ambito del dialogo euromediterraneo e sottolinea l´importanza delle riforme legislative per promuovere la parità tra uomini e donne. Favorire gli investimenti europei nel Mediterraneo Il Parlamento chiede che la strategia europea nella regione «sviluppi investimenti di grande entità» sul piano delle politiche e delle risorse finanziarie nella dimensione regionale e intraregionale del partenariato e invita la Commissione a mantenere sugli attuali livelli le risorse globali destinate alle azioni regionali e multilaterali. Allo stesso tempo, chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere il rispetto dei diritti sociali e sindacali nell´esecuzione del suo aiuto finanziario e tecnico ai paesi partner. Gli Stati membri dell´Ue e i loro partner mediterranei, d´altro canto, sono esortati a svolgere gli studi necessari per la trasformazione del Fondo euromediterraneo di investimenti e partenariato (Femip) in una Banca euromediterranea di sviluppo, «tenuto conto dell´importanza di tale banca per incoraggiare il settore privato e sviluppare gli investimenti nella regione». Integrazione dei mercati energetici Il Consiglio, la Commissione e i paesi partner sono invitati a continuare a adoperarsi per un´integrazione graduale dei mercati dell´energia euromediterranei, per la realizzazione di programmi energetici di interesse comune e per lo sviluppo di fonti energetiche sostenibili, in accordo con i piani e i programmi nazionali e con le comunità locali. Il Parlamento sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la cooperazione per la sicurezza dell´approvvigionamento energetico nella attraverso misure concernenti la diversificazione delle risorse energetiche interne, la promozione dell´efficienza energetica, lo sviluppo di nuove tecnologie che non comportano rischi per le popolazioni e l´ambiente, attività di ricerca e sviluppo nonché attraverso il rafforzamento delle possibilità finanziarie per i progetti di energia sostenibile. . . |
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