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Notiziario Marketpress di
Lunedì 16 Aprile 2007 |
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AIPB - ASSOCIAZIONE ITALIANA PRIVATE BANKING - : LE ENERGIE RINNOVABILI SEMPRE PIÙ ATTRAENTI PER GLI INVESTITORI PRIVATE
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Milano, 16 aprile 2007 - Crescita del 60% del consumo di energia elettrica a livello mondiale nei prossimi 20 anni; obiettivo dell´Ue di produrre il 20% della propria energia da fonti rinnovabili; sviluppo di nuove tecnologie ad elevata efficienza; piena liberalizzazione dei mercati energetici e incentivazioni statali alle energie pulite: questi i principali fattori che stanno determinando l´attenzione degli investitori sulle energie rinnovabili. Di questi temi si è parlato il 12 aprile a Milano nel corso del Convegno "Le Energie Alternative: un nuovo tema di investimento", organizzato da Aipb - Associazione Italiana Private Banking - dell´Università Cattolica di Milano. Ai convegno hanno partecipato Bruno Zanaboni, Segretario Generale di Aipb, Roger Guesnerie, Presidente dell´European Economic Association, Matteo Gatti, Direttore Equity di Tamburi Investment Partners, Oliver Buquicchio, Vicedirettore della ricerca derivati e Head of Structured Product Sales Europe di Exane. In Italia, nel 2005, la produzione lorda di energia da Fonti Rinnovabili si è attestata sui 49. 920 Gwh, in particolare l´energia eolica (+18,6%), l´energia solare (+18,8%) e le biomasse e rifiuti (+21,6%) hanno registrato tassi in forte crescita. Il trend particolarmente favorevole ha permesso agli operatori finanziari di individuare nel mercato delle energie alternative una nuova opportunità di investimento, rassicurati dal prezzo del petrolio in costante aumento, dalle direttive del Protocollo di Kyoto e da previsioni di crescita di nuove forme di energia superiori al 50% (stima dell´Agenzia Internazionale per l´Energia). "Molti investitori istituzionali - ha sottolineato Bruno Zanaboni, Segretario Generale di Aipb -, in particolare fondi di private equity, hanno manifestato il loro interesse a investire in energie alternative, attratti dall´alta profittabilità nella partecipazione al capitale di rischio di aziende attive nel comparto delle energie rinnovabili". "Ai tempo stesso - ha aggiunto Bruno Zanaboni - accanto agli investitori istituzionali, anche gli investitori privati, tramite l´investimento in prodotti derivati di titoli di aziende che producono energia alternativa, potranno beneficiare di un trend positivo destinato a proseguire nei prossimi anni". Il mercato delle energie alternative, si differenzia dai mercati dell´energia tradizionale, per richiedere investimenti di importo rilevante e tempi medi di ritorno molto elevati (10/15 anni rispetto ai 4/5 anni medi del private equity tradizionale). Più in particolare nel corso del convegno è emerso che i rischi e i ritorni nell´energia pulita sono consistenti (oltre il 30%) solo se l´investimento è effettuato prima del rilascio dell´autorizzazione alla costruzione degli impianti, mentre sono modesti se l´investimento è effettuato dopo il rilascio dell´autorizzazione. Gli investimenti nelle energie alternative sono inoltre tenuti a confrontarsi con il costante rischio regolatorio, mentre la profittabilità è garantita solo grazie al meccanismo degli incentivi pubblici (Cip 6 e certificati verdi) in assenza dei quali il rendimento non sarebbe profittevole. Per quanto riguarda gli investitori istituzionali, i fondi di Venture Capital, più propensi a investire in start-up e iniziative non ancora profittevoli, si prestano maggiormente allo sviluppo di iniziative nel settore delle energie rinnovabili, rispetto ai fondi di Private Equity, abituati a investire in aziende mature con elevati cash flow. Tuttavia ad oggi in Italia, lo sviluppo nel settore delle energie rinnovabili è stato guidato quasi unicamente dai grandi gruppi industriali, mentre i fondi di Venture Capital ricoprono un ruolo ancora marginale. . |
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