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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 27 Giugno 2007 |
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I CONSUMATORI E GLI OLI DOP ITALIANI
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Da un recente rapporto nazionale presentato al Sol di Verona (Salone dell’Olio Extravergine di oliva di qualità) è emerso che sono sempre più numerosi i buongustai che richiedono al ristorante gli oli più indicati per le diverse pietanze (più leggero, più fruttato piuttosto che più delicato, ecc) e che in casa utilizzano oli Dop per condire e oli extravergine d’oliva convenzionale per cucinare, abbandonando del tutto gli oli di semi, ecc. Lo studio focalizza i risultati di un product test svolto su un campione di 150 famiglie e 100 ristoranti ai quali è stato proposto l’utilizzo di 6 oli Dop e Igt con forti connotazioni di tipicità: Dop Riviera Ligure, Umbria, Sabina, Terra di Bari, Valli Trapanesi e Igp Toscano. Le città interessate dai focus sono state: Milano, Roma, Torino, Padova, Verona e Modena. Dal rapporto è emerso che il 60% delle famiglie conosce la sigla Dop, ma solo il 4% conosce pienamente il valore aggiunto di una Dop in termini di rispetto di un disciplinare di produzione, legame con un territorio specifico, certificazione e controllo dell’intera filiera produttiva. Anche i test effettuati presso i ristoratori hanno dato risultati soddisfacenti: il 67% dei ristoratori si dichiara propenso ad acquistare gli Oli Dop provati durante i product test. Inoltre il 40% dei ristoratori intervistati hanno dichiarato che frequenterebbero volentieri corsi di educazione al gusto degli oli extravergine di oliva Dop per soddisfare i clienti sempre più esigenti. Questi risultati ottimistici spingono gli addetti ai lavori a lavorare in modo ancora più entusiastico, visto che le previsioni del 2008 portano a pensare che i volumi di vendita degli Oli Dop supereranno gli 8 milioni di litri. Sono da sottolineare le richieste provenienti dall’estero che contribuiranno ad aumentare i volumi di vendita degli oli di qualità italiani. Cosa significa la sigla Dop? Dop = D come denominazione, O come Origine e P come protetta, quindi denominazione di origine protetta. È un marchio riconosciuto dall’Unione Europea a tutti i prodotti il cui processo di produzione, compreso l’approvigionamento della materia prima, avviene in una determinata e delimitata area geografica. Il prodotto con marchio Dop rappresenta un prodotto unico, in quanto legato indissolubilmente con il suo territorio, le sue tradizioni e la sua storia. Il legame tra prodotto e territorio viene sancito da un “disciplinare di produzione”, che i produttori devono osservare. Si calcola che ci siano oltre 350 varietà di olive catalogate in Italia, dalle quali si ricavano oli unici e dalle caratteristiche che riconducono alla zona di produzione. Elementi per l’attribuzione di una Dop Clima, caratteristiche ambientali, tecniche di produzione tramandate nel tempo, l’artigianalità, i mille sapori dell’olio extravergine d’oliva garantiti attraverso le mille cultivar o varietà delle olive, prodotte in quella determinata zona o sotto zona delimitata nel disciplinare di produzione. Se in un prodotto compaiono tutti gli elementi sopraccitati allora possiamo parlare di un prodotto Dop. Le Dop degli Oli Italiani sono 39 (si veda l’elenco in allegato) e 16 sono le denominazioni di origine all’esame della Commissione Ue e del Mipaaf. Come si fa a riconoscere il marchio Dop su di un prodotto? Il consumatore potrà all’atto della scelta di un prodotto privilegiare le produzioni sulle quali è presente il marchio, molto facile da identificare: si presenta come un bollino rotondo con una stella blu e gialla nella quale 12 stelle fanno da cornice ad un paesaggio collinare. La scritta “denominazione di origine protetta” è blu in campo giallo. Che cos’è il marchio Igp? Significa “Indicazione di origine protetta”, si differenzia dalla Dop semplicemente per il fatto che nelle Igp almeno una fase del processo di ottenimento del prodotto riguardi la zona di denominazione. Il marchio dell’Unione Europea è simile a quello della Dop, cambia la descrizione in blu che, naturalmente, riporta la dicitura Indicazione di Origine Protetta. L’olio Dop in Liguria - In Liguria esistono tre menzioni geografiche dell’olio extravergine d’oliva: Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese e Riviera di Levante. Dal 1997, anno in cui a livello comunitario è stato registrato il disciplinare di produzione della Dop Riviera Ligure, un olio extravergine non può più precisare la sua identità ligure senza sottoporsi alle norme del disciplinare e del piano di controllo del Riviera Ligure e senza contenere in etichetta il marchio comunitario Dop e aver applicato in bottiglia il contrassegno numerato rilasciato dal Consorzio di Tutela. Il Riviera Ligure con la sua registrazione avvenuta con il Reg. Ce n. 123 del 1997 è stato tra i primi oli a fregiarsi del marchio comunitario per comunicare al consumatore, non solo italiano, il legame con il territorio e le caratteristiche specifiche del prodotto. Nella campagna 2006/2007* l’olio certificato Dop Riviera Ligure risulta essere di 3292,97 quintali così suddivisi: Riviera dei Fiori: 3157,24 quintali; Riviera del Ponente Savonese: 11,85 quintali; Riviera di Levante (Ge): 29,58 quintali; Riviera di Levante (Sp): 94,3 quintali; *Dati forniti dalle Camere di Commercio Liguri. Nel Riviera Ligure tutto il processo viene controllato dall’ente di certificazione partendo dalla verifica dei legami con il territorio di ogni azienda della filiera (azienda agricola, frantoio e azienda confezionatrice) per finire all’esame dei parametri chimici ed all’analisi delle caratteristiche organolettiche. Le quattro Camere di Commercio liguri attestano l’origine del prodotto, garantendone la rintracciabilità che riguarda tutta la filiera di produzione, dall’olivicoltore fino al confezionatore, comprendendo il passaggio intermedio della molitura. Ogni movimento di olive e olio, registrato su apposita modulistica, viene monitorato, controllato ed archiviato per costruire il percorso del prodotto dal campo alla tavola. . |
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