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Notiziario Marketpress di Mercoledì 27 Giugno 2007
 
   
  MI BRUCIANO GLI OCCHI, SONO STANCHI O SECCHI?

 
   
  Bruciore e prurito seguiti da visione offuscata e intermittente: sono questi i sintomi che più spesso affliggono gli occhi degli Italiani. A rivelarlo i dati emersi dall’analisi dei primi questionari raccolti durante la campagna educazionale e di prevenzione sulle problematiche degli occhi: “Occhio Informa”, promossa dalla Società Oftalmologica Italiana (Soi) in collaborazione con Pfizer Consumer Health Care. L’ iniziativa si svolge tramite un bus tour che, dall’ottobre 2006, gira molte città italiane presenziando luoghi ed eventi correlati con l’ intenso uso della vista, per sensibilizzare sui sintomi, diffusi ma spesso sottovalutati, di secchezza oculare in tutte le sue forme, da lieve (stanchezza) a più accentuata e fornire utili consigli di prevenzione e cura. L’indagine, che solo nelle prime tappe del tour ha coinvolto oltre 1000 persone, ha riscosso una crescente attenzione da parte del pubblico e rivela, oltre a una scarsa prevenzione e disinformazione, una serie di sintomi e disturbi che nella maggior parte dei casi vengono spesso trascurati. Durante le tappe del tour “Occhio Informa” è stato somministrato il questionario ufficiale della Soi realizzato dal professor Pasquale Troiano, oftalmologo presso il Policlinico di Milano Irccs – Clinica Oculistica Università di Milano e Presidente della Società Italiana di Contattologia Medica: rispondendo ad alcune domande relative al proprio stile di vita (età, sesso, ambiente di lavoro, abitudini quali fumo e caffè, utilizzo di medicinali, lenti a contatto, ecc. ) e calcolando il punteggio assegnato a ciascuna risposta, si ottiene un quadro dello stato di salute dei propri occhi. Il risultato? Se l’11% di chi ha risposto al sondaggio presenta un quadro attribuibile a stanchezza oculare, la percentuale sale a 67% tra chi potrebbe soffrire di secchezza lieve, fino al 22% di coloro che soffrono di un probabile occhio secco moderato o grave. I dati che emergono a prima vista dai risultati del questionario confermano a grandi linee quello che già si sa della sindrome dell’ occhio secco, cioè che essa è una manifestazione che diventa sempre più evidente con il passare dell’età, che interessa di più il sesso femminile e che spesso e volentieri è associata all’uso concomitante di farmaci. Non a caso, infatti, la percentuale di chi ha raggiunto un quadro di probabile occhio secco moderato o grave sale al 40% tra le donne e al 47% tra chi ha superato i 60 anni d’età. Sono tre i disturbi di bruciore agli occhi più spesso accusati, in ordine crescente di gravità e frequenza, da chi ha risposto al sondaggio, senza grosse differenze di genere e di età: al primo posto troviamo bruciore e prurito (79% entrambi), quindi visione offuscata e intermittente (62%). Sintomi, questi, strettamente collegati all’occhio secco, mentre gli altri (desiderio di tenere gli occhi chiusi o di strofinarli, sensazione di avere qualcosa negli occhi, occhi rossi, difficoltà ad aprirli, lacrimazione) sono correlabili anche ad altre situazioni. Inoltre, secondo la grande maggioranza (68%), questi sintomi diventano più fastidiosi a giornata inoltrata, “e questo – rileva il prof. Troiano - è un segnale molto preciso da occhio secco”. Anche perché, nel 73% dei casi, i sintomi sono presenti in entrambi gli occhi, con una prevalenza tra le donne (83%) e tra chi ha superato i 60 anni d’età (78%). E’ interessante notare come, per il 43% dei casi, questi sintomi siano occasionali e associati a condizioni ambientali avverse, mentre nel 33% dei casi, pur essendo frequenti anche se tollerabili, diventano fastidiosi in condizioni ambientali avverse. Addirittura per il 12% tali sintomi sono costantemente fastidiosi. “Questo vuol dire – rileva ancora il professor Troiano - che la maggioranza di quelli che hanno risposto ha una sorta di occhio secco border line, nel senso che l’ occhio si mantiene abbastanza in compenso fin quando non si creano delle condizioni avverse: uno ce la fa in un ambiente che non gli crei difficoltà. Se invece c’è vento, troppo smog, l’aria condizionata, immediatamente si manifesta lo scompenso e insorgono i sintomi. E’ plausibile ritenere – continua il professore - che per quel 33 % del secondo gruppo l’occhio secco sia una condizione quasi costantemente presente, ma che si esacerba quando le condizioni diventano avverse. Infine, quel 12% finale, una quota abbastanza rilevante, è indubbio che soffra tout court della sindrome in questione”. Addentrandoci più analiticamente nei dati, è sempre più confermato che ormai la maggior parte delle persone (tra coloro che hanno risposto al questionario oltre il 60%) usano il computer per più di quattro ore al giorno, lavorano in ambienti chiusi (51%) e con l’aria condizionata (45%). Mentre riguardo a una categoria particolarmente interessante per quanto concerne l’occhio secco, cioè i portatori di lenti a contatto, si nota che solo il 15 % le usa e che di essi il 14% usa lenti morbide, cioè quelle che più spesso si collegano a sintomi da occhio secco. E se il 46% di chi ha risposto al questionario utilizza regolarmente gli occhiali, è da notare che il 49% beve meno di 1 litro d’acqua al giorno, il 16% consuma 5 o più caffè e il 13% fuma 10 o più sigarette al giorno. Se la maggior parte di chi porta le lenti a contatto ricorre all’ utilizzo di lacrime artificiale (94% del campione), lo stesso non si può dire di quel 85% che afferma di non portare lenti a contatto. Solo il 16% del totale, infatti, afferma di utilizzare i colliri, percentuale che sale al 24% tra le donne. “Il dato più importante, anche se provvisorio – rileva infatti il professor Pasquale Troiano - è che nella popolazione che ha risposto, una quota di circa il 90% avrebbe bisogno di un uso regolare di sostituti lacrimali e il 67% avrebbe bisogno frequentemente di sostituti lacrimali anche se non in maniera del tutto regolare. Un 10% circa invece, dovrebbe essere sottoposto a indagini più approfondite sul piano specialistico, perché alla base dei sintomi manifestati potrebbero esserci altre cause”. Col tempo, infatti, la secchezza oculare può incidere sulla salute dei tessuti della superficie oculare: ecco perché combattere il sintomo è fondamentale. “L’occhio secco può essere combattuto con preparati dalle caratteristiche molto diverse tra loro – conclude Troiano - L’ultima novità in questo ambito è Visine a base di Tsp (Tamarind Seed Polysaccharide), innovativo principio attivo che, grazie alle sue proprietà muco-mimetiche, contribuisce a ristabilire il film lacrimale compromesso, migliorando la capacità di trattenere la componente acquosa sull’occhio il più a lungo possibile. Questo principio attivo rappresenta una soluzione estremamente moderna ed efficace, quando ovviamente si tratta di combattere il “sintomo” legato all’occhio secco. Inoltre la disponibilità di diversi dosaggi consente di “personalizzare” il trattamento, permettendo di impiegare le soluzioni più efficaci per ogni singolo caso in base all’intensità ed alla frequenza della sintomatologia. ” La raccolta di informazioni sullo stato di salute degli occhi italiani continua grazie al tour Occhio Informa e servirà ad ampliare la massa di dati fin qui raccolti e a migliorare la valutazione delle conclusioni provvisorie su questa sindrome i cui sintomi più comuni sono spesso sottovalutati. Tutte le informazioni sul tour sono disponibili al sito internet www. Occhioinforma. It .  
   
 

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