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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 27 Giugno 2007 |
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MASTER DI II LIVELLO IN “TECNOLOGIE PER LA MICRO E NANOELETTRONICA”, UNIVERSITÀ E IMPRESE INSIEME, PER GARANTIRE FUTURO E STABILITÀ ALLE NUOVE GENERAZIONI. LE PERSONE, LE LORO COMPETENZE E IL LORO SENSO DI APPARTENENZA ALLA BASE DEL SUCCESSO DI OGNI AZIENDA.
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Avezzano, 27 giugno 2007 – Presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, è stato presentato il master di Ii livello in “Tecnologie per la Micro e Nanoelettronica”, rivolto a laureati in Ingegneria e in Fisica. La struttura del Master, di durata annuale, è articolata in 6 moduli (processi tecnologici, dispositivi micro e nanoelettronici, statistica e affidabilità, caratterizzazione e testing, gestione dell’innovazione, tirocinio formativo) prevede didattica frontale, attività seminariale un tirocinio di 3 mesi in azienda. Un progetto al quale partecipano il Consorzio Interuniversitario Iu. Net, docenti provenienti da 12 università italiane e da una olandese, Micron Technology Italia e altre 7 aziende internazionali del settore. Il Master, il primo del genere in Italia, vuole essere lo strumento virtuoso in grado di fondere il sapere con il saper fare, per formare i nuovi esperti della micro e nanoelettronica. “Le collaborazioni con il mondo accademico saranno decisive, - afferma l’Ing. Sergio D’alberto, referente aziendale del Master e Responsabile della Relazioni Accademiche di Micron Italia - non solo per la ricerca, ma anche per avviare un processo di formazione indispensabile per affrontare le sfide di un mercato in costante evoluzione. Il Master, inoltre, è anche un segnale concreto dell’impegno di Micron verso l’alta formazione”. Al Master saranno ammessi 20 partecipanti. Il Master può essere il naturale preludio per entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro, in Micron come in altre aziende del settore. Le forme contrattuali utilizzate da Micron per facilitare l’ingresso in azienda da parte dei giovani, sono il contratto di apprendistato e il contratto di inserimento. Contratti che, per la loro natura giuridica, sono considerati contratti a tempo non determinato, che prevedono una percentuale di trasformazione a tempo indeterminato molto alta. Per quel che concerne l’utilizzo di questi contratti in Micron, che riguarda circa 300 persone, la percentuale di rinnovo ammonta a circa il 95%, superando di gran lunga quella prevista dall’attuale ordinamento giuridico che “richiede”, per l’utilizzo dei contratti stessi, una percentuale intorno al 70%. Si tratta quindi di opportunità di lavoro che poco hanno a che fare con le forme cosiddette precarizzanti, sulle quali si fa talvolta confusione. Le uniche forme contrattuali cosiddette precarie, sono rappresenate dai contratti a termine previsti in caso di sostituzioni per aspettative, maternità o problemi di salute, così da garantire il lavoro a chi tornerà in azienda dopo l’assenza. Attualmente tale contratto interessa circa 50 persone, che non sono comuqnue considerate, né tantomeno trattate da precarie, in quanto non si può prescindere dal loro senso di appartenenza, oltre a rappresentare in prospettiva le prime persone da contattare per un’assunzione definitiva, appena se ne presenti l’opportunità. . |
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