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Notiziario Marketpress di Lunedì 17 Settembre 2007
 
   
  IMPERIA: IMMIGRAZIONE: 1 IMPRESA SU 12 PARLA STRANIERO

 
   
   Imperia, 17 settembre 2007 - Diffusi i dati nazionali del Ii trimestre 2007 da Unioncamere sulla base di Movimprese, rilevazione condotta sul Registro delle Imprese da Infocamere, società del sistema camerale. La Liguria è al 4° posto nella classifica regionale. La crescita delle imprese individuali di extracomunitari si concentra nel settore delle costruzioni. L’impresa individuale si conferma corsia preferenziale per l’integrazione di tanti immigrati extracomunitari residenti nel nostro Paese, sia a livello nazionale che regionale e provinciale. Nel secondo trimestre dell’anno in corso sono state 10. 958 le imprese individuali aperte da persone nate al di fuori dei confini dell’Unione Europea, a fronte delle quali 4. 770 hanno chiuso i battenti. Il saldo risultante (+6. 188 imprese) ha così portato il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati a 218. 467 unità, il 2,9% in più rispetto al dato di fine marzo e il 9,1% in più rispetto al valore del giugno 2006. Un dato che conferma l’eccezionale vitalità dell’imprenditoria immigrata visto che, nonostante l’apporto positivo di queste imprese, il bilancio demografico complessivo delle micro-aziende negli ultimi dodici mesi è stato deficitario per 4mila unità (-0,1%). E tuttavia, se confrontata con la rilevazione fatta un anno fa, la crescita su base annuale delle imprese di immigrati fa registrare un rallentamento di circa 4 punti percentuali (tra giugno 2005 e giugno 2006 l’aumento era stato infatti del +13,3%). Questi, in sintesi, i dati più significativi diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle Imprese da Infocamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane (il rapporto è disponibile all’indirizzo www. Infocamere. It). Nella classifica delle provenienze, il paese più rappresentato tra le nuove iscrizioni del trimestre è la Cina, seguono ravvicinati i nati in Marocco e in Albania. La crescita del trimestre aprile-giugno si concentra per oltre il 40% nelle costruzioni, tradizionale settore di attività per un gran numero di cittadini immigrati che – soprattutto in questi anni di forte sviluppo del comparto - hanno finito per trasformare un rapporto di dipendenza in una forma di lavoro autonomo. Subito a ridosso segue il contributo del commercio e, più a distanza, quello delle attività manifatturiere. La concentrazione maggiore dell’imprenditoria immigrata si registra in termini assoluti in Lombardia (39. 684 imprese, il 18,2% di tutte le imprese con titolare non Ue), ma è la Toscana che ospita il numero più elevato di imprenditori immigrati in proporzione al numero di imprese individuali residenti: 22. 537 su 223. 987, in pratica un’impresa ogni 10. La Liguria è al 4° posto, con l’8,5% di imprese non Ue (7. 788) in rapporto a quelle esistenti (92. 025). Il record provinciale va a Prato, dove un’impresa ogni quattro ha un titolare immigrato. Imperia, dove parla straniero 1 impresa individuale su 12, è al 25°. «Anche nella nostra provincia – è il commento del Presidente della Camera di Commercio Beatrice Parodi - trova conferma il trend nazionale per il quale sono in aumento le piccole imprese individuali, soprattutto nel settore delle costruzioni, aperte da immigrati provenienti da territori extracomunitari». «I dati diffusi da Unioncamere – spiega - sono la palese dimostrazione che c’è un numero consistente e sempre crescente di stranieri extra Ue che si iscrivono alla Camera di Commercio per essere in regola. Una considerazione positiva di cui si deve tenere conto anche e soprattutto quando escono statistiche in cui i lavoratori extracomunitari vengono messi in relazione a fenomeni quali l’abusivismo ed il lavoro nero. Ciò non significa negare questa realtà che, purtroppo, esiste nonostante gli efficaci controlli attuati dalle forze dell’ordine che, con la loro azione, portano alla luce tali situazioni, bensì avere una visione del fenomeno nel suo insieme e con tutte le sue componenti». «E’ anche da sottolineare il fatto – conclude - che in certe lavorazioni in campo edilizio, dove ormai scarseggia la manodopera locale, gli immigrati hanno raggiunto professionalità e abilità notevoli. Per questo è auspicabile che la forma giuridica dell’impresa individuale, così diffusa tra gli immigrati, possa costituire un punto di partenza, un trampolino di lancio che porti alla costituzione di aziende più complesse. Con indubbio vantaggio anche per l’economia del territorio». .  
   
 

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