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Notiziario Marketpress di
Lunedì 17 Settembre 2007 |
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LE NUOVE TECNOLOGIE A SERVIZIO DELLA SICUREZZA
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Torino, 14 settembre 2007 - “Le nuove tecnologie al servizio della sicurezza, esperienze ed applicazioni” è stato il tema del convegno che si è svolto il 14 settembre a Torino presso la Sala Multimediale della Regione alla presenza della presidente Mercedes Presso e degli assessori alla Polizia locale, Giovanni Caracciolo, e agli Enti locali, Sergio Deorsola. “Bisogna ricordarsi - ha detto Bresso - che della questione della sicurezza se ne parla soprattutto in occasione di episodi di criminalità urbana. In realtà, bisogna fare prevenzione all’interno delle famiglie, perché spesso donne e bambini sono a rischio nella loro abitazione. Occorrono pertanto anche strumenti di prevenzione complessi per garantire a tutti i cittadini questo tipo di sicurezza”. “Per realizzare una politica locale di sicurezza integrata, è necessario definire modalità di collaborazione tra Stato, Regione ed autonomie locali - ha dichiarato Caracciolo - Il disegno di legge 344, che sarà discusso prossimamente in Consiglio, pone al centro del suo impianto normativo il ruolo di programmazione e di coordinamento della Regione: prevede il finanziamento di patti locali, per la riqualificazione e rivitalizzazione urbanistica di aree interessate da microcriminalità, per attività di prevenzione sociale in aree specifiche e verso i soggetti a rischio. Il provvedimento non prevede azioni repressive di competenza delle Forze dell’Ordine, ma azioni preventive dei fenomeni di illegalità diffusa per contrastare i sentimenti di insicurezza della popolazione. Quest’anno - ha aggiunto - la Regione ha messo a bilancio per la sicurezza 5 milioni di euro, a dimostrazione dell’attenzione che abbiamo rispetto a questo problema, che è uno dei più attuali nel dibattito politico nazionale”. “Il problema della sicurezza non riguarda soltanto i grandi centri urbani ma l’intero territorio piemontese - ha aggiunto Deorsola - ed è proprio nei piccoli e piccolissimi Comuni che è possibile intervenire anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. I sistemi di videosorveglianza, così come altri strumenti che la scienza oggi mette a disposizione a costi accessibili, possono essere sviluppati in rete dai Comuni piemontesi”. . |
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