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Notiziario Marketpress di
Lunedì 17 Settembre 2007 |
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LANCIATO DA BAIKONUR PHOTOII-M3 REALIZZATO IN AREA SCIENCE PARK DA CARSO SODDISFAZIONE NEL TEAM TRIESTINO, GUIDATO DALL’ING. PAOLO TRAMPUS, CHE A PROGETTATO E REALIZZATO LO STRUMENTO. APPLICAZIONI NEL SETTORE AGROALIMENTARE E FARMACEUTICO FARMACI INNOVATIVI ANTI-INVECCHIAMENTO
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Trieste, 17 settembre 2007 - E’ già in orbita, dopo il lancio del 14 settembre dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan del razzo Soyuz, lo strumento realizzato dal centro di ottica spaziale Carso, un prodotto di alta tecnologia messo a punto in collaborazione con il Cnr di Roma. Si tratta del biosensore ottico denominato Photoii-m3, il cui scopo è di misurare nello spazio le attività fisiologiche e l’accumulo di sostanze antiossidanti in diversi organismi. L’esperimento ha l’obiettivo di selezionare organismi, dai batteri ai fotosintetici, in grado di produrre sostanze biologicamente attive con funzioni anti-invecchiamento, la cui sintesi è particolarmente stimolata dalle condizioni di stress che si osservano nello spazio, a causa della microgravità e della presenza di radiazioni. I risultati conseguiti potranno avere applicazioni biotecnologiche e bioingegneristiche a terra nel settore agroalimentare e farmaceutico. Soddisfazione nel team triestino, guidato dall’ing. Paolo Trampus, che a progettato e realizzato lo strumento. L’esperimento Photo rientra nell´ambito del più ampio progetto Moma (Dalle molecole all’uomo: la ricerca spaziale applicata al miglioramento della qualità della vita della popolazione anziana) dell´Asi, coordinato dall’Università di Udine. Moma ha una dotazione complessiva di 30 milioni di euro e coinvolge un team nazionale comprendente 538 scienziati, 38 istituzioni, 10 imprese. Il progetto, della durata di tre anni, si propone di contribuire allo studio di farmaci innovativi anti-invecchiamento, allo sviluppo di tessuto per trapianti, di apparecchiature biomedicali innovative, di misure di prevenzione contro gli effetti delle radiazioni, alla comprensione degli effetti della microgravità sull’organismo. Carso (Center for Advanced Research in Space Optics and Optimization), dal 1989 svolge attività di ricerca scientifica di livello internazionale nel campo della strumentazione ottica per lo spazio e della sensoristica avanzata. Lo strumento messo a punto per questa missione è notevolmente avanzato rispetto alla versione portata in orbita nella precedente missione del 2005: pur conservando le medesime dimensioni esterne, ha 28 celle di misura (di cui 8 di dimensione doppia) rispetto alle 10 della prima versione, consumi inferiori, maggiori capacità di memoria e migliore sensibilità. . |
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