|
|
|
 |
  |
 |
|
Notiziario Marketpress di
Martedì 30 Ottobre 2007 |
|
|
  |
|
|
UN INNOVATIVO APPROCCIO ALTERNATIVO PER L’INIBIZIONE DEL FATTORE DI CRESCITA INSULINICO (IGF) POTREBBE CONDURRE A NUOVE TERAPIE PER IL TUMORE DELLA MAMMELLA O ALTRI TUMORI IL POTENZIALE ARRESTO DELLA CRESCITA DELLE CELLULE TUMORALI SENZA ALCUNA INTERFERENZA CON L’ATTIVITÀ INSULINICA POTREBBE SUPERARE LE LIMITAZIONI DEGLI ATTUALI INIBITORI DELL’IGF
|
|
|
 |
|
|
San Francisco, 30 ottobre 2007,— Cell Therapeutics, Inc. E Systems Medicine, società interamente controllata da Cti, hanno annunciato che i dati preclinici presentati al 19° Simposio Annuale dell’Aacr-nci-eortc dimostrano come un anticorpo diretto contro l’Igf-ii potrebbe risolvere i problemi di ipoglicemia associati all’utilizzo dei candidati-farmaci che agiscono attraverso meccanismi d’azione collegati ai recettori insulinici. I dati presentati fanno parte dell’accordo Cooperative Research and Development Agreement (Crada) che Cti ha stipulato con il National Cancer Institute (Nci) per sviluppare prodotti mirati al meccanismo dell’Igf. “Mentre i fattori di crescita collegati all’insulina rivestono un ruolo importante nel normale metabolismo del glucosio e nella crescita cellulare, il meccanismo dell’Igf è sempre più riconosciuto come un fattore critico che contribuisce alla crescita di certi tipi di tumore” ha detto Jack W. Singer, M. D. , Chief Medical Officer di Cti. “Molti approcci attuali mirano a bloccare il recettore dell’Igf o all’inibizione delle chinasi post-recettoriali nel tentativo di rallentare o distruggere la crescita della cellula tumorale e sono spesso associati all’inibizione di importanti funzioni metaboliche dell’insulina incluso il mantenimento dei normali livelli di glucosio nel sangue. Attraverso lo sviluppo di un anticorpo che si lega e neutralizza una specifica forma di fattore di crescita insulinico (Igf-ii), si potrebbe osservare un effetto antitumorale evitando il blocco del recettore insulinico o dei meccanismi di segnale post recettoriali associati, consentendo potenzialmente un normale controllo metabolico del glucosio nel sangue”. Deplezione dei leganti solubili (Igf-ii) nei tumori solidi (xenograft del tumore della mammella) attraverso un anticorpo monoclonale umano legante-specifico (Abstract n. A59) I dati presentati da Dimiter S. Dimitrov, Ph. D. , Head of the Protein Interaction Group del Ccr Nanobiology Program presso il Nci’s Center for Cancer Research, e principale sperimentatore del Nci sul Crada, potrebbero fornire il primo proof-of-concept che anticorpi monoclonali umani (hmAbs) possono diminuire la concentrazione di leganti solubili nei tumori, suggerendo che lo studio dei leganti dei fattori di crescita potrebbe costituire un’utile strategia per il trattamento dei tumori solidi. I dati dimostrano che l’anticorpo hmAb m610, che riconosce le forme matura e prematura dell’Igf-ii, è maggiormente caratterizzato ed è stato valutato in vivo in un modello xenograft di topo a base di cellule Mcf-7, per testare l’ipotesi che livelli elevati nel sangue di anticorpo solubile legante-specifico potrebbero spostare la distribuzione pressoché equilibrata del legante tra sangue e tumore, comportando una ridotta concentrazione di legante nel tumore. “Questi dati sono importanti perchè lo studio dei leganti dei fattori di crescita quali l’Igf-ii potrebbe avere un ruolo importante nel trattamento dei pazienti affetti da tumori solidi, inibendo non solo il suo legame con l’Igf-ir ma anche con il recettore insulinico, e potrebbe diminuire la proliferazione cellulare causata da segnali attivati dall’interazione dell’Igf-ii con entrambi i recettori” ha detto Steve Weitman, M. D. , Consulting Oncologist e fondatore di Systems Medicine, nonché principale sperimentatore per Systems Medicine sul Crada. “Sono in corso ulteriori studi di questi anticorpi completamente umani”. . . |
|
|
|
|
|
<<BACK |
|
|
|
|
|
|
|