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Notiziario Marketpress di
Martedì 30 Ottobre 2007 |
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BANDO GLOBALE DELLE MUNIZIONI A GRAPPOLO
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Bruxelles, 20 ottobre 2007 - Il Parlamento europeo chiede la rapida messa al bando mondiale, nellŽambito di un trattato internazionale vincolante, dellŽuso, della produzione, del trasferimento e dello stoccaggio di munizioni a grappolo. Nel frattempo, sollecitando una moratoria immediata, invita gli Stati Ue a vietare la produzione, lo stoccaggio e lŽesportazione di tali armi e a fornire assistenza per le operazioni di bonifica. Le truppe Ue, infine, devono astenersi dallŽutilizzo di siffatte armi. Approvando una risoluzione sostenuta dalla maggioranza dei gruppi (eccetto Ind/dem e Its), il Parlamento ribadisce la necessità di rafforzare il diritto umanitario internazionale applicabile alle munizioni a grappolo e di adottare rapidamente a livello internazionale una messa al bando globale dellŽuso, della produzione, del trasferimento e dello stoccaggio di munizioni a grappolo. Sostiene pertanto con forza il processo di Oslo avviato nel febbraio 2007. Fino a quando non sarà negoziato un trattato internazionale vincolante che vieti la produzione, lo stoccaggio, lŽesportazione e lŽuso di tali armi, il Parlamento chiede una moratoria immediata sullŽuso, gli investimenti, lo stoccaggio, la produzione, il trasferimento o lŽesportazione di munizioni a grappolo, comprese le munizioni e le submunizioni a grappolo lanciate da missili, razzi e proiettili dŽartiglieria. Chiede inoltre al Consiglio di ottenere un mandato negoziale forte in seno alla Convenzione Onu sulla proibizione o la limitazione di alcune armi convenzionali (Ccw) e di sostenere attivamente il processo di Oslo. Sottolinea peraltro che affinché uno strumento internazionale possa essere efficace, esso deve includere, come minimo, il divieto dellŽuso, della produzione, del finanziamento, del trasferimento e dello stoccaggio di munizioni a grappolo, nonché di prestare assistenza per la produzione, il trasferimento o la creazione di stock di munizioni a grappolo. Dovrebbe inoltre prevedere lŽobbligo di distruggere gli stock di munizioni a grappolo entro un determinato e breve periodo di tempo e di delimitare, recintare e bonificare le aree contaminate prima possibile, nonché di prestare assistenza alle vittime. Il Parlamento invita poi tutti gli Stati membri dellŽUnione europea a adottare misure nazionali che vietino completamente lŽuso, la produzione, lŽesportazione e lo stoccaggio di munizioni a grappolo. Quegli Stati membri che hanno utilizzato munizioni a grappolo e armi simili in grado di produrre ordigni inesplosi, sono inoltre chiamati «ad assumersi la responsabilità della successiva bonifica». Più in particolare, dovrebbero registrare le zone in cui tali munizioni sono state utilizzate al fine di favorire le operazioni di rimozione post-belliche e rendere tali registri utili a segnalare chiaramente le zone pericolose alle popolazioni locali e agli operatori umanitari. Per i deputati, inoltre, le truppe dellŽUnione europea debbono astenersi, «in ogni circostanza o condizione», dal ricorso a qualunque tipo di munizioni a grappolo, «fino a quando non sarà negoziato un accordo internazionale che disciplini, limiti o vieti lŽuso di tali ordigni». Invitano poi la Commissione a rafforzare urgentemente lŽassistenza finanziaria a favore delle popolazioni e delle persone colpite da munizioni a grappolo inesplose, ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili. . |
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