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Notiziario Marketpress di Giovedì 14 Febbraio 2008
 
   
  PROCESSI IN TV, ALBANO (CORECOM) SU DELIBERA AGCOM

 
   
  Potenza, 14 febbraio 2008 - “E’ giusto che gli schermi televisivi non si trasformino in tribunali e che il ruolo dei presentatori televisivi non si traduca in quello di giudici mediatici”. Così la presidente del Corecom Basilicata, Loredana Albano, commenta l’“Atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive”, adottato il 31 gennaio scorso dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. “Da tempo ormai si osserva il diffuso malcostume di allestire trasmissioni che spettacolarizzano e speculano su fatti di cronaca assunti alla ribalta mediatica, dimenticando spesso le regole basilari dell’informazione - afferma Albano che, insieme agli altri rappresentanti dei Comitati regionali per le Comunicazioni, è chiamata a dare applicazione alla delibera in ambito locale - quest’intervento dell’Agcom risulta necessario ed opportuno specie se i fatti coinvolgono dei minori”. Albano ricorda che la delibera riguarda le rappresentazioni di procedimenti giudiziari ancora in corso, per le quali l’Agcom richiama ai principi di obiettività, completezza, lealtà e imparzialità, ma soprattutto al rispetto dei diritti individuali e della dignità della persona, ed è rivolta a tutte le emittenti radiotelevisive, pubbliche e private, nazionali e locali, oltre che ai fornitori di contenuti radiotelevisivi su frequenze terrestri, via satellite e via cavo. “Il rischio che si corre in questi processi mediatici – afferma ancora la presidente del Corecom - è legato soprattutto alla possibilità di andare a ledere un importante diritto sancito dalla Costituzione che all’articolo 111 introduce il concetto di giusto processo, dato dalla simultanea presenza di diversi elementi quali la presunzione di innocenza dell’imputato fino a condanna definitiva, la possibilità di esperire diversi gradi di giudizio, il principio del contraddittorio, i quali spesso vengono ignorati da tali trasmissioni il cui unico interesse è quello di fare audience”. “In virtù delle funzioni delegateci dall’Agcom conclude Albano - ci adopereremo affinché le emittenti radiotelevisive locali si adeguino a queste disposizioni, anche in considerazione del fatto che la stessa delibera prevede che esse debbano redigere un codice di autoregolamentazione in materia con l’ausilio dell’Ordine dei giornalisti e delle organizzazioni rappresentative delle professionalità della stampa”. .  
   
 

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