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Notiziario Marketpress di Giovedì 14 Febbraio 2008
 
   
  INCONTRO INTERPARLAMENTARE SULLA STRATEGIA DI LISBONA: LIBERTÀ DI MOVIMENTO DELLA CONOSCENZA

 
   
  Bruxelles, 14 febbraio 2008 - Libertà di movimento della conoscenza, riduzione dell´eccessiva burocrazia, più investimenti nell´istruzione e nel mercato del lavoro nonché maggiore sostegno alle Pmi. Sono questi i principali temi discussi dai deputati europei e dai deputati dei parlamenti nazionali in occasione del quarto incontro interparlamentare sulla strategia di Lisbona tenutosi questa settimana a Bruxelles. All´inizio dell´incontro di martedì, in presenza del Primo ministro sloveno per la crescita e lo sviluppo Žiga Turk, i relatori dei tre gruppi di lavoro hanno riferito all´Assemblea le conclusioni dei rispettivi lavori. Il Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha preso parte al dibattito sui progressi compiuti nel processo di Lisbona e sui passi da compiere in futuro. Risposte alla globalizzazione attraverso la ricerca e lo sviluppo - Malcolm Harbour (Ppe/de, Uk), relatore del gruppo di lavoro che ha discusso delle risposte alla globalizzazione attraverso la ricerca e lo sviluppo, ha sottolineato che gli elevati oneri amministrativi sono «denaro che potrebbe effettivamente essere speso per la ricerca e l´innovazione». Ha quindi aggiunto che gli incentivi fiscali dovrebbero essere considerati come «leva finanziaria dell´investimento pubblico per ottenere maggiori investimenti privati». Inoltre, ha evidenziato che le piccole imprese costituiscono «il motore trainante per la creazione di posti di lavoro» e dovrebbero quindi essere incoraggiate a crescere. Infine, ha messo in guardia contro il fenomeno in base al quale le imprese vogliono «rimanere piccole in quanto vi sono maggiori incentivi per le Pmi». Investire nel personale e nel marcato del lavoro - Ilda Figueiredo (Gue/ngl, Pt), riassumendo le conclusioni del gruppo di lavoro sulle misure per il mercato del lavoro, ha ricordato che «vi è la necessità di investire maggiormente nelle risorse umane». L´unico modo per «evitare il peggioramento del deficit demografico» consiste nel «bloccare i circa sei milioni di persone che abbandonano la scuola prematuramente» e coinvolgere in maniera più significativa nel mercato del lavoro i portatori di handicap. Si è quindi detta preoccupata per «la disoccupazione giovanile che colpisce quasi il 40% del numero totale di disoccupati» e per i 25 milioni di lavoratori a basso reddito. Ha poi chiesto maggiori investimenti nella formazione degli agricoltori e maggiori aiuti a sostegno delle aziende agricole familiari. Misurare i progressi compiuti per raggiungere gli obiettivi di Lisbona - Per il deputato nazionale sloveno relatore del terzo gruppo di lavoro sulla valutazione dell´attuazione della strategia di Lisbona, Franc Horvart, ricerca e sviluppo, sicurezza energetica e povertà costituiscono «aree problematiche» dove gli indicatori mostrano un deficit nell´attuazione e nell´esecuzione. Più in particolare, ha auspicato l´attuazione della «quinta libertà», la libertà di movimento della conoscenza. «I bilanci devono essere adattati sia a livello nazionale che dell´Unione» e allineati alla strategia di Lisbona. Concludendo il suo intervento ha ricordato che la strategia di Lisbona deve essere sufficientemente flessibile per adattarsi ai vari livelli di sviluppo dei diversi Stati membri. Creare una «quinta libertà di conoscenza» - Per France Cukiati, Presidente della Državni zbor (Assemblea nazionale slovena), «bisogna cercare di prevedere al più presto una quinta libertà - un´area aperta di ricerca comune che comprenda l´Istituto europeo di Innovazione e tecnologia». Inoltre, una politica energetica comune dovrebbe «prevedere incentivi per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie così da trasformare l´Europa in un modello mondiale nonché protagonista nella lotta contro il riscaldamento globale». Dello stesso parere si è dichiarato Žiga Turk, ministro della crescita e dello sviluppo, il quale ha aggiunto che «abbiamo bisogno di un fare un passo avanti per diventare un´economia a basso utilizzo di carbonio, dovremmo entrare nei mercati globali con prodotti nuovi ed innovativi e servizi». Ha quindi concluso affermando che «vi è necessità di Pmi più innovative e creative e dovremmo fornire loro un miglior accesso alla conoscenza, alla ricerca, all´infrastruttura e al capitale». La strategia di Lisbona non deve diventare un altro esercizio burocratico - Per il Presidente della Commissione José Manuel Barroso, «la nostra sfida più importante è quella di assicurare che la strategia di Lisbona non si trasformi in un altro esercizio burocratico». Ha quindi ricordato che, per tale motivo, la Commissione ha proposto nella sua relazione strategica azioni mirate a «promuovere le prestazioni delle Pmi che creano 9 posti di lavoro su 10», la riduzione del numero di studenti che abbandonano prematuramente la scuola, il miglioramento delle abilità di base nella lettura, una nuova generazione di iniziative per la ricerca, la promozione dell´utilizzo più veloce di Internet e il miglioramento dell´efficienza energetica. Nessuna armonizzazione fiscale - Hans Eichel, del Bundestag tedesco, si è detto d´accordo con il presidente Barroso sul fatto che la Commissione non deve imporre un´armonizzazione fiscale. Tuttavia il modo in cui vengono imposte le tasse dovrebbe essere armonizzato in quanto «i regimi di 27 diverse tasse societarie costituiscono un incredibile ostacolo per le Pmi». Anche per José Albino Silval-peneda (Ppe/de, Pt), «non possiamo avere le stesse tasse, ma potremmo ridurre gli oneri sulla manodopera, specialmente i carichi relativi alla previdenza sociale». Investimenti ed istruzione - Il Presidente dell´Assemblea nazionale francese, Bernard Accoyer ha riferito che la Francia ha già lanciato un «ambizioso programma di riforma» del processo di Lisbona che comprende una riforma del sistema universitario francese ed un programma di imposte che intende favorire la ricerca e le Pmi. Silvia-adriana Ticau (Pse, Ro) ha inoltre sottolineato che «l´istruzione post universitaria e i dottorati devono essere incoraggiati». Concludendo l´incontro il vicepresidente del Parlamento europeo Rodi Kratsa-tsagaropoulou ha voluto sottolineare che «il punto chiave è l´equilibrio tra tutti i settori: quello economico, ambientale e sociale da una parte e gli aspetti regionali dall´altra». .  
   
 

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