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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 19 Marzo 2008 |
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LEVISSIMA E L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO
INSIEME IN UN PROGETTO DI RICERCA SCIENTIFICA
PER PRENDERSI CURA DEI GHIACCIAI
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Levissima, archetipo dell’acqua, che da sempre ha stretto un patto di alleanza naturale con il suo territorio d’origine salvaguardando e preservando quotidianamente un bene così prezioso, ha intrapreso un percorso di sostenibilità dando il via ad un progetto di ricerca scientifica con l’Università degli Studi di Milano sui ghiacciai, proprio là dove la fonte ha origine. - Levissima, Gruppo Sanpellegrino, riconosciuta come archetipo dell’acqua e leader di mercato, ha deciso di farsi portavoce di un percorso di sostenibilità e di salvaguardia della risorsa acqua a partire dai ghiacciai, là dove la fonte ha origine. Questo progetto rappresenta un importante tassello della filosofia di Levissima e dell’azienda, da sempre impegnate nella tutela e salvaguardia del territorio d’origine. In Sanpellegrino il tema della responsabilità è da sempre parte integrante del dna aziendale, valorizzare l’acqua per Sanpellegrino è una missione, ogni strategia e azione è orientata alla creazione di valore sostenibile nel tempo, prendendosi cura in primis della risorsa acqua, bene rinnovabile, ma non inesauribile. L’acqua è un bene da rispettare, una risorsa da tutelare, e soprattutto una responsabilità da assumere. Essere socialmente responsabili per Sanpellegrino vuol dire innanzitutto intervenire sulla qualità dei processi produttivi e garantire il rispetto per l’ambiente e le comunità in cui opera. Levissima ha così intrapreso un percorso di sostenibilità e salvaguardia della risorsa acqua per garantirle un futuro di qualità, impegnandosi nella difesa del territorio montano, nella protezione delle sorgenti e nell’educazione dell’opinione pubblica contro gli sprechi d’acqua. Lo stesso stabilimento produttivo di Levissima a Cepina è un esempio quotidiano concreto di questo impegno: integra principi, programmi e procedure rispettosi dell’ambiente in ciascuna attività e in ogni fase dei processi di lavorazione per promuovere una politica del miglioramento continuo delle perfomances ambientali. Dall’estate 2007 Levissima in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienza della Terra – ha dato vita ad un progetto di ricerca sulle Alpi Lombarde, finalizzato alla quantificazione delle perdite idriche causate dalla fusione glaciale e alla formulazione di concrete proposte di mitigazione. In particolare, la ricerca scientifica ha preso avvio dalle cime montuose della Valdidentro in Valtellina, da cui Levissima nasce, con particolare attenzione al Ghiacciaio Dosdè. Di quanto si ritirano i ghiacciai ogni anno? Quanto varia lo spessore tra estate e inverno? Che temperature si registrano sulla loro superficie? Queste sono solo alcune domande a cui il progetto di ricerca, del quale Levissima ha colto l’importanza scientifica, si propone di rispondere. Infatti, il progetto è finalizzato alla quantificazione delle perdite idriche causate dalla fusione glaciale e si differenzia dagli altri studi nazionali e internazionali in questo settore sia per la fattiva collaborazione tra diverse competenze scientifiche (meteorologia, glaciologia, geofisica applicata, topografia) sia per gli aspetti applicativi che consentiranno di formulare e testare concrete proposte di mitigazione degli effetti del riscaldamento atmosferico sui ghiacciai alpini. Infatti, come secondo step, durante la prossima primavera, il progetto di ricerca prevede, per la prima volta in assoluto in Italia, il posizionamento di una parcella sperimentale di geotessile sulla superficie di accumulo del ghiacciaio per valutare gli effetti sugli scambi energetici superficiali e sull’evoluzione del manto nevoso sottostante; sarà un´esperienza unica e di forte rilevanza per la comunità scientifica. Le ricerche sono condotte dai glaciologi dell’Università Statale di Milano (Dipartimento di Scienza della Terra “A. Desio”) coordinati dal professor Claudio Smiraglia e dalla dottoressa Guglielmina Diolaiuti (rispettivamente Presidente e componente del Comitato Glaciologico Italiano), con la collaborazione di tecnici del Comitato Ev-k2-cnr e di soci del Club Alpino Italiano, un team di ricercatori che da diversi anni compie studi sui più importanti e rappresentativi ghiacciai alpini ed extra-alpini (Himalaya, Karakorum ed Antartide). Lo studio è svolto sul Ghiacciaio Dosdè Orientale in Valtellina, da cui Levissima nasce, scelto per la sua rappresentatività geografica e scientifica: il Dosdè Orientale è uno dei ghiacciai più studiati d’Italia, è infatti monitorato dal Comitato Glaciologico Italiano per la determinazione delle sue variazioni di massa e volume annuali da oltre un decennio ed è analizzato dal Comitato Glaciologico Italiano e dal Servizio Glaciologico Lombardo da oltre 50 anni per la valutazione delle variazioni della fronte glaciale. “I ghiacciai del Gruppo Piazzi Campo sono ben rappresentativi della risorsa glaciale lombarda e italiana, una risorsa che si sta sempre più riducendo” – commenta Claudio Smiraglia, professore ordinario di geografia Fisica e Geomorfologia dell’Università degli Studi di Milano –“L’obiettivo che ci proponiamo, attraverso la ricerca di cui Levissima ha colto l’importanza, anche con il contributo di borse di studio, è di studiare in dettaglio l’evoluzione recente e le caratteristiche topografiche e geometriche del ghiacciaio Dosdè per determinare, attraverso misurazioni precise, concrete e oggettive, gli effetti del riscaldamento atmosferico in atto, e poter ricercare e valutare così misure di mitigazione”. Lo scorso agosto 2007 è stata installata sulla superficie del Ghiacciaio Dosdè Orientale una stazione meteorologica automatica (Automatic Weather Station o Aws) alla quota di 2. 740 metri per rilevare dati utili a comprendere l’evoluzione dell’ambiente di alta montagna. La stazione è oggi la più alta su ghiacciaio di tutta la Lombardia. Sono previsti, e in parte già realizzati, rilievi di bilancio di massa glaciale e di bilancio energetico e i dati meteo sinora raccolti per estensione, quota e posizione sono da considerarsi unici in Lombardia e in tutta Italia: il ghiacciao Dosdè dispone infatti di dati di variazione frontale e bilancio di massa tra i più lunghi e completi del territorio nazionale. Questi dati, analizzati congiuntamente con i dati di spessore e di volume glaciale e con le tendenze meteorologiche attuali permetteranno di monitorare e di stimare i tempi di persistenza della risorsa idrica glaciale del Gruppo Piazzi. I primi rilievi hanno evidenziato uno spessore massimo del ghiacciaio di 70 metri e una perdita media di spessore durante l’estate 2007 di poco più di 1 metro. Le temperature, misurate dall’agosto 2007 all’inizio di gennaio 2008, sono oscillate da un massima di + 14. 7°C ad una minima di -21. 5 °C. Particolarmente importanti sono risultati i dati radiativi raccolti. Un ghiacciaio, infatti, perde materiale (e quindi si assottiglia e si ritira) attraverso il passaggio di stato del ghiaccio che fonde e si trasforma in acqua. La fusione avviene a seguito di un assorbimento di energia da parte della superficie glaciale. Misurare la quantità di energia assorbita dalla superficie di un ghiacciaio permette quindi di conoscere il quantitativo di ghiaccio che verrà perso. Sul ghiacciaio del Dosdè i dati sinora raccolti hanno evidenziato che il ghiacciaio assorbe e utilizza per la fusione in media il 58 per cento dell’energia solare in arrivo; il valore invernale attuale, con un innevamento medio superiore ai 2 metri, è pari al 30 per cento. Con l’installazione della stazione sul Ghiacciaio Dosdè la rete di monitoraggio meteorologico glaciale italiana si è ampliata e la comunità scientifica potrà disporre di nuovi preziosi dati raccolti su questo apparato glaciale. Levissima ha fatto tesoro di ciò che la natura le ha messo a disposizione ed è pienamente consapevole della responsabilità sociale che questo privilegio genera, si è così impegnata concretamente per ampliare la nostra conoscenza dei fenomeni naturali che stanno coinvolgendo i nostri ghiacciai. Accanto a questo progetto di ricerca, Levissima traduce il suo impegno concreto alla tutela del territorio quotidianamente. In questo contesto un ruolo importante è giocato dal moderno stabilimento di Cepina Valdisotto, fiore all’occhiello dell’azienda non solo in termini di risultati ma anche di progetti mirati alla protezione del territorio. Lo stabilimento, che si sviluppa su una superficie totale di circa 104. 000 mq, perfettamente integrato con l’ambiente naturale, è uno tra i sistemi industriali produttivi più complessi e innovativi presenti sul mercato sia per la profondità di gamma che gestisce sia perchè incorpora tutte le fasi del processo produttivo. Proprio sul fronte della salvaguardia dell’acqua particolare attenzione è stata posta alla riduzione degli sprechi: dal 2003 ad oggi sono stati notevolmente ridotti (50%) i consumi di acqua durante il processo di imbottigliamento. Per quanto riguarda il packging, invece, si sono abbassati sia gli scarti (-25% rispetto al 2003), sia l’impiego di pet nelle bottiglie, segnando una diminuzione del 12% dell’utilizzo per anno. La costante sgrammatura delle bottiglie vedo il peso delle stesse diminuire costantemente, riduzione che rientra nel programma di minor impatto sull’ambiente. La politica di riciclo dei rifiuti solidi e delle acque ha sempre rappresentato per Levissima un punto focale. Oggi rispetto al 2002 si ricicla il 15% dei materiali in più dei rifiuti solidi prodotti. Infine, nell’ottica di tutela massima dell’ambiente è stata posta grande attenzione al parco veicolare su ruote. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto Sanpellegrino, l’ 82% dei veicoli è Euro 5, mentre per Levissima il 37% del totale della produzione viene trasportato su rotaia in tutto il territorio nazionale, contro una media nel settore largo consumo inferiore al 10% a livello nazionale. L’impegno di Levissima in questa direzione è alto e vede lo stabilimento da un lato promotore nella creazione del nuovo Interporto di Tirano, dall’altro nella valorizzazione delle professionalità locali utilizzando il consorzio locale per i suoi trasporti. “Siamo molto orgogliosi di questi risultati e in particolare di questo progetto di ricerca scientifica che vede coinvolta in prima persona tutta l’azienda. Un gruppo di dipendenti ha infatti recentemente accompagnato il team di ricercatori in un controllo della stazione meteo e scaricamento dei dati e partecipa attivamente al dibattito scientifico”. – afferma Lorenzo Potecchi direttore Business Unit Sanpellegrino – “Levissima è oggi per noi un vanto sia in termini di risultati produttivi, sia in termini di sviluppo di progetti mirati alla protezione del suo territorio d’origine. Un esempio di come il business si possa coniugare in modo efficace a una seria politica di ecosostenibilità che caratterizza da sempre il marchio e l’operato dell’azienda ed è in questa direzione che vogliamo continuare, contribuendo alla ricerca scientifica e rafforzando la nostra partnership con le istituzioni locali per la valorizzare e la salvaguardia di beni ambientali insostituibili”. . |
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