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Notiziario Marketpress di Mercoledì 14 Maggio 2008
 
   
  I TRE VINCITORI DEL PRIMO PREMIO ARTEINGENUA 2008

 
   
  Brescia, 14 maggio 2008 Dai tre cuori del mondo: dalle fredde terre del Nord Europa, dal centro del Mediterraneo, dalle complesse regioni del Medio Oriente. Finlandia, Italia, Iran. Questi i tre Paesi dai quali provengono le opere dei tre giovani artisti vincitori del Premio Arteingenua 2008, “Impatto_arte, luogo + relazioni”, selezionati dalla Giuria fra più di un migliaio di lavori pervenuti ad Arteingenua in occasione del primo concorso internazionale di pittura, scultura e fotografia. Benjamin Orlow Osterberg, primo classificato; Camilla Rossi, seconda classificata; Changiz Jalayer, terzo classificato: sono stati loro i protagonisti della Cerimonia di Premiazione, che si è tenuta negli spazi del Piccolo e del Grande Miglio del Castello di Brescia, nella serata d’inaugurazione della mostra del Premio, venerdì 9 maggio. Davanti ad un pubblico eterogeneo, composto da istituzioni, esperti del settore, giovani artisti, giovani e non giovani appassionati, il Presidente di Arteingenua Ferdinando Magnino ha consegnato gli attestati degli ambiti tre primi premi. 30. 000 euro alla prima opera classificata, “It’s an open case” del finlandese Orlow: un lavoro pittorico realizzato con acquarello su carta. Imponenti le sue dimensioni, due metri di altezza per 145 centimetri di base, necessarie per far sì che il soggetto dell’opera, una figura femminile sdraiata in uno spazio assente, sopra alla quale roteano netti uccelli grigi e neri, si stagli con la forza e l’inquietudine che possono trasudare da un “caso aperto”. Tensioni e suggestioni che l’artista stesso ha saputo descrivere, con incisiva consapevolezza, nelle righe della poetica che accompagnano il dipinto: “L’impatto di questa opera circonda e suggerisce piuttosto che evidenziare, con ciò lasciando l’osservatore libero di decidere per proprio conto come e cosa sia successo e cosa sta per accadere. Questo approccio aspira a dare all’esperienza visiva un impatto meno esplosivo da un lato e dall’altro a dare una nozione più tagliente che abbracci l’osservatore in modo tale da consentirgli una esperienza a propria misura; in modo tale che l’esperienza stessa non venga vanificata da uno shock. ” Un’inquietudine che si tinge delle asprezze e delle malinconie artistiche, ma anche narrative, teatrali e cinematografiche del Novecento nordeuropeo, destinate a permeare fino ad oggi le ricerche creative dei giovani artisti. Al secondo posto, il cui premio corrispettivo è di 7. 000 euro, il premio è andato all’opera di Camilla Rossi, giovane artista bresciana che ha saputo narrare, attraverso un linguaggio pittorico astratto, raffinato e carico di essenziali tracce, decisi segni, forme spezzate, “Ipotesi di coppia”. Sedici scatti, ovvero sedici moduli narrativi, compongono la sua opera: una grande radiografia di un rapporto d’amore, d’incontro e di abbandono. L’artista stessa racconta come essa nasca da “…emozioni sospese ad un sottile filo che nasce dal bianco, quasi un limbo. Gamme emotive che prendono forza ed identità appropriandosi dello spazio. In questo lavoro l’ipotesi è trascritta come se fosse rapita ed immortalata con uno scatto fotografico. L’ipotesi assume il senso di uno scatto momentaneo, ma eterno. ” A queste tematiche esistenziali, dense di rimandi semantici e formali, si uniscono l’atto coraggioso, la denuncia sociale, l’analisi culturale racchiuse nell’opera fotografica che si è classificata al terzo posto, per un premio di 3. 000 euro, realizzata dall’iraniano Changiz Jalayer. Una provocazione formale, e prima ancora tematica, contenuta fin dal titolo: “Nipple, che nasce da mie precedenti ricerche sulle tematiche sociali, tra le quali l’identità della donna nelle società integraliste, racchiude al suo interno diverse chiavi di lettura. Il contrasto tra il seno scoperto e il viso coperto come espressione della sottile linea tra il pubblico – il viso – e il privato – il seno – rappresenta il primo impatto. L’impatto con il seno scoperto della donna, anziché il suo viso, si accentua maggiormente nei confronti di una finestra chiusa. Essa a sua volta è la rappresentazione di una delimitazione di un luogo privato per eccellenza. Infine, la terza chiave di lettura di questa fotografia è l’assenza di relazione che è il risultato di qualsiasi forma di chiusura. Questa poetica, a mio avviso, non può essere altro che una forma estetica di una tragedia. Non è forse questo il compito dell’arte?”, si chiede e ci chiede l’artista iraniano. Le risposte potranno essere diverse, certamente, come diversi i linguaggi che s’intrecciano e dipanano fra le sale del Piccolo e del Grande Miglio del Castello di Brescia, dove fino al 25 maggio la mostra sarà visitabile, con ingresso gratuito nei seguenti orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 9. 30 alle ore 13. 00 e dalle ore 14. 30 alle ore 17. 00. Ma Arteingenua ha altre domande, altre provocazioni da rivolgere ai giovani artisti di tutto il mondo; e lo sta già facendo, con l’apertura del Secondo Premio Arteingenua 2008, il cui bando è già pubblicato, oltre che in italiano, in inglese e spagnolo, sul sito www. Arteingenua. Com. Pittori, scultori, fotografi, fra i 20 e i 40 anni, mettetevi all’opera. Anzi, come suggerisce il tema del Secondo Premio, “Play The Game ”, mettetevi in gioco con l’arte… Aspettiamo le vostre risposte…. .  
   
 

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