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Notiziario Marketpress di Lunedì 04 Settembre 2006
 
   
  UBS ARCHIVIA IL SECONDO TRIMESTRE 2006 CON UN UTILE NETTO DI CHF 3147 MILIONI IN RIALZO DEL 47% RISPETTO ALL’ESERCIZIO PRECEDENTE

 
   
   Zurigo / Basilea, 4 settembre 2006 - Ubs chiude il secondo trimestre 2006 con un utile netto di competenza degli azionisti («utile di competenza») pari a Chf 3147 milioni, in aumento rispetto ai Chf 2147 milioni registrati nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Le attività finanziarie hanno contribuito per Chf 3032 milioni all‘utile netto di competenza, in crescita del 51% dall’anno scorso (attività continuative), sfiorando quasi il risultato record del primo trimestre 2006. Nel primo semestre, l´utile di competenza nell’ambito delle attività finanziarie si è attestato a 6080 milioni, in aumento dai Chf 4538 milioni registrati nello stesso periodo dell´esercizio precedente. Le partecipazioni industriali di Ubs, che ora includono solo il portafoglio di private equity, hanno contribuito per Chf 115 milioni, ovvero per il 3,7%, all’utile di competenza del secondo trimestre di Ubs. «La nostra performance è stata solida, malgrado l’inversione di tendenza dei mercati a metà maggio. I ricavi ricorrenti hanno continuato a beneficiare dei livelli elevati dei patrimoni investiti. Le commissioni di underwriting hanno raggiunto livelli record. Anche le commissioni di corporate finance e di brokeraggio sono cresciute, così come i proventi da attività di negoziazione» ha spiegato Clive Standish, Chief Financial Officer. Nel secondo trimestre, i proventi operativi complessivi delle attività finanziarie sono saliti a Chf 12 057 milioni, traducendosi in un aumento del 33% in confronto allo stesso periodo del 2005. I ricavi di portafoglio, come ad esempio le commissioni generate dai fondi di investimento o dai mandati di gestione di portafoglio, hanno continuato a beneficiare dei livelli elevati degli attivi investiti. Le commissioni di underwriting hanno fatto segnare un record, a comprova della crescita nell’underwriting azionario su scala globale. Nell’investment banking, Ubs ha ottenuto risultati particolarmente eccellenti in Asia, inclusa l’operazione in veste di bookrunner e coordinatore congiunto globale nell’Ipo di Bank of China. Le commissioni di corporate finance sono aumentate rispetto allo stesso trimestre del 2005 in seguito al vivace contesto delle fusioni e acquisizioni. Le commissioni di brokeraggio generate dalla clientela istituzionale e privata sono progredite, con un picco soprattutto all’inizio del periodo in rassegna. I proventi da attività di negoziazione hanno evidenziato una crescita in tutti i prodotti: nel segmento azionario l’incremento è stato trainato dai derivati e dall’espansione del prime brokerage, mentre nell’ambito del reddito fisso sono incrementati i derivati e i titoli garantiti da ipoteche. Anche i ricavi da negoziazioni su cambi hanno registrato un rialzo. I proventi netti da prodotti su margine d’interesse sono aumentati grazie ai volumi crescenti delle attività creditizie nel settore della gestione patrimoniale. La performance è stata ulteriormente sostenuta dalle plusvalenze risultate dalla dismissione di investimenti finanziari detenuti in Investment Bank. I costi operativi complessivi prodotti dalle attività finanziarie sono cresciuti del 25%, raggiungendo i Chf 8017 milioni. L’incremento è riconducibile all’aumento delle spese per il personale e di quelle generali e amministrative, dato che Ubs ha continuato a espandere le proprie attività operative in tutti i mercati chiave. Le spese per il personale rispecchiano l´ampliamento costante dell´organico e sono pertanto aumentate per effetto dell´incremento dei costi salariali e degli accantonamenti correlati alla performance. Le spese generali e amministrative sono cresciute di pari passo con le commissioni professionali, nonché per un incremento dei costi It e di altri servizi esternalizzati, di viaggio e d´intrattenimento, come pure spese per i locali, di marketing e di pubbliche relazioni. Nello stesso periodo dell’anno scorso le spese risultavano più contenute per effetto dello scioglimento di accantonamenti. Complessivamente, la performance ha inoltre beneficiato di un ulteriore trimestre positivo nell’ambito dei recuperi su crediti in sofferenza. Al 30 giugno 2006 il numero di collaboratori impiegati nelle attività finanziarie era pari a 71 882, in rialzo di 2313 unità rispetto ai 69 569 al 31 dicembre 2005. L’aumento dell’organico ha coinvolto pressoché tutte le aree geografiche. Nelle Americhe, il numero di collaboratori è salito del 3% raggiungendo le 27 874 unità rispetto a fine 2005, mentre in Asia Pacifico l´organico è cresciuto del 18% a 6388 e in Europa del 6% a 11 716. In Svizzera il personale è calato dello 0,5% a 25 904 in seguito al trasferimento delle attività di facility management a Edelweiss nel primo trimestre. Senza contare questa esternalizzazione, i collaboratori in Svizzera sono aumentati di 525 unità, ovvero del 2%. La quota di fondi propri Bri Tier 1 si è attestata al 12,2% al 30 giugno 2006, in calo rispetto al 12,9% al 31 marzo 2006. Gli attivi ponderati in funzione del rischio hanno raggiunto Chf 315,9 miliardi, progredendo di 4,1 miliardi dal 31 marzo 2006. Le posizioni fuori bilancio sono aumentate, principalmente a seguito di facilitazioni di credito concesse, ma non ancora erogate a clienti corporate nel quadro delle attività di syndicated finance di Investment Bank. Il capitale Bri Tier 1 al 30 giugno 2006 si è attestato a Chf 38,4 miliardi, segnando una flessione rispetto ai Chf 40,3 miliardi al 31 marzo 2006. Il risultato è stato condizionato dalle annunciate acquisizioni di Banco Pactual, di Piper Jaffray e delle attività globali di Abn Amro in future e opzioni, che hanno comportato la riduzione del capitale Tier 1 di Chf 3,9 miliardi e la diminuzione di 1,2 punti percentuali della relativa quota di fondi propri. Il capitale Bri Tier 1 è stato ridimensionato ulteriormente dagli accantonamenti per dividendi, dall´impatto valutario e dai riacquisti azionari. Tuttavia queste dinamiche sono state ampiamente compensate dal solido utile netto trimestrale. In maggio, Ubs ha anche emesso trust preferred securities per Usd 1 miliardo, compensando ampiamente i rimborsi di Usd 300 milioni effettuati successivamente nel corso del trimestre. Dillon Read Capital Management (Drcm), la nuova unità di gestione degli investimenti alternativi di Ubs, ha aperto i battenti a inizio giugno. Drcm, che conta 156 collaboratori, è stata trasferita da Investment Bank a Global Asset Management il 5 giugno 2006. L’unità gestisce strumenti di investimento alternativi per conto di Investment Bank. Per l’anno in corso è previsto anche il lancio di fondi di investitori esterni. Le condizioni di negoziazione divenute più difficili verso la fine del secondo trimestre sono rimaste tali. I crescenti timori di natura geopolitica unitamente alle preoccupazioni riguardo al ritmo dell’espansione economica futura, all’inflazione e alle implicazioni per la politica monetaria e i tassi d’interesse continuano a influire sulle attività degli investitori e sui livelli di asset investiti. Ciò potrebbe indicare un ritorno a un andamento più vicino alle normali caratteristiche di stagionalità per le società finanziarie, dove a un vigoroso inizio anno fa seguito un indebolimento della performance nel secondo semestre. D’altra parte, nel settore aziendale i bilanci e gli utili si confermano solidi, l’attività di fusioni e acquisizioni è sostenuta e i fattori di crescita secolare nelle attività di gestione patrimoniale e di asset management rimangono intatti. Le transazioni già in corso di realizzazione in seno a Investment Bank sono tuttora su livelli favorevoli. «Nelle fasi più difficili del mercato, la fiducia che i clienti ripongono nella nostra consulenza diventa un fattore particolarmente rilevante. Siamo convinti che il 2006 sarà un ulteriore anno caratterizzato da eccellenti risultati per i nostri azionisti», ha dichiarato Peter Wuffli, Chief Executive Officer. Ubs concentra la propria attenzione sui quattro principali indicatori di performance, fissati in modo tale da poter fornire ai propri azionisti risultati sempre migliori. I primi due indicatori, ovvero gli obiettivi del Roe e l’utile diluito per azione, sono calcolati per l’intera Ubs, mentre gli altri due, ossia quelli relativi al rapporto costi/ricavi e ai nuovi capitali netti, si limitano alle attività finanziarie. I risultati evidenziano quanto segue: nella prima metà del 2006, il rendimento annualizzato del patrimonio netto (attività continuative) si è attestato al 29,6%, in crescita dal 26,9% dello stesso periodo dell’esercizio precedente, collocandosi ampiamente al di sopra del target di Ubs stabilito in un minimo del 20% per il periodo. Il progresso dell’utile di competenza è stato neutralizzato dall’aumento del patrimonio netto medio a sua volta riconducibile agli utili non distribuiti; l’ utile diluito per azione (attività continuative) è stato pari a Chf 1. 48, in progresso del 51% (Chf 0. 50) rispetto ai Chf 0. 98 dello stesso trimestre del 2005, a dimostrazione della crescita dell’utile netto e della riduzione del 2% nel numero medio di azioni in circolazione dovuta ai continui programmi di riacquisto azionario di Ubs. Detti dati riflettono lo split azionario in rapporto 2:1 effettuato il 10 luglio 2006; il rapporto costi/ricavi nelle attività finanziarie è pari al 66,7%, in calo rispetto al 71,2% del secondo trimestre 2005. Il miglioramento riflette l’aumento dei ricavi in tutte le aree, compensando la maggiorazione delle spese per il personale e di quelle generali e amministrative; i nuovi capitali netti ammontano a Chf 36,3 miliardi e sono in crescita rispetto ai Chf 31,0 miliardi registrati l’anno scorso. Gli afflussi persistono a livelli elevati. Nel trimestre in rassegna le unità di gestione patrimoniale hanno registrato afflussi per Chf 31,2 miliardi, una cifra in aumento rispetto ai Chf 20,2 miliardi del secondo trimestre 2005. La raccolta nelle unità internazionali e svizzere ha invece segnato un record di Chf 30,5 miliardi, sospinta dai massimi storici negli afflussi provenienti dalla clientela asiatica ed europea. Tuttavia i pagamenti annuali delle imposte da parte dei contribuenti e il contesto di mercato negativo hanno ridimensionato la raccolta di capitali nell’unità di gestione patrimoniale statunitense. Gli afflussi di Global Asset Management sono diminuiti a Chf 3,6 miliardi rispetto ai Chf 8,9 miliardi dell’esercizio precedente, mentre quelli provenienti dalla clientela istituzionale in Europa, nel Medio Oriente e in Africa, nonché da prodotti alternativi e quantitativi, sono stati parzialmente neutralizzati dai deflussi nel comparto azionario negli Stati Uniti. L’attività di wholesale intermediary ha registrato deflussi nel segmento azionario e obbligazionario conseguenti alla volatilità di mercato, in parte compensati dagli afflussi nei fondi strategici. Nel settore retail in Svizzera è stata raggiunta una raccolta netta di Chf 1,5 miliardi. I patrimoni investiti sono risultati pari a Chf 2657 miliardi a fine giugno, in calo del 4% rispetto al 31 marzo 2006, evidenziando il maggiore impatto del calo del dollaro statunitense nei confronti del franco svizzero e dell’andamento dei mercati rispetto alla raccolta netta. Nel secondo trimestre, l’utile ante imposte di Global Wealth Management & Business Banking si è attestato a Chf 2094 milioni. L’unità di Wealth Management International & Switzerland ha archiviato il periodo in rassegna con un utile ante imposte record di Chf 1283 milioni, in progresso dell’1% rispetto ai primi tre mesi del 2006. I proventi operativi complessivi sono progrediti del 3% dal primo trimestre 2006, mentre i ricavi correnti sono cresciuti sulla scia del rialzo degli interessi attivi dovuto alla crescita del portafoglio crediti e all’elevato livello della base patrimoniale all’inizio del secondo trimestre. L’indebolimento sia dei mercati, sia del dollaro statunitense ha tuttavia comportato una flessione della base patrimoniale a fine trimestre. I ricavi non ricorrenti hanno accusato una lieve contrazione a causa dei minori livelli di attività. I costi operativi sono saliti del 6% rispetto al primo trimestre. Le spese per il personale sono aumentate principalmente a seguito dell’incremento dell’organico. Le spese generali e amministrative sono cresciute rispetto ai primi tre mesi per effetto della continua espansione delle attività. La raccolta netta per il secondo trimestre si è attestata a un livello record pari a Chf 30,5 miliardi, in crescita del 23% dai Chf 24,7 miliardi del primo trimestre. Nell’area della clientela internazionale sono stati raccolti nuovi capitali netti per Chf 28,8 miliardi, grazie all’afflusso record nelle attività domestiche europee e a un ulteriore solido contributo da parte della clientela asiatica. L’area della clientela svizzera ha registrato un afflusso di Chf 1,7 miliardi, in calo dal risultato estremamente elevato di Chf 2,9 miliardi del primo trimestre. Nel periodo in rassegna, i proventi delle attività di gestione patrimoniale europea sono saliti del 7% rispetto ai tre mesi precedenti, riflettendo il progresso del livello medio dei patrimoni investiti. La raccolta netta record pari a Chf 7,2 miliardi è ascrivibile all´eccellente performance nei cinque Paesi target, in particolare Regno Unito e Francia. Nel secondo trimestre, Wealth Management Us ha registrato un utile ante imposte di Chf 179 milioni, in calo del 4% dai Chf 186 milioni dei primi tre mesi dell´anno. Sulla stessa base contabile, ma in Usd, il risultato operativo si è attestato a un livello record pari a Usd 146 milioni, in crescita del 2% rispetto al primo trimestre. I proventi operativi complessivi per il secondo trimestre ammontano a Chf 1380 milioni, in flessione del 7% dai Chf 1478 milioni dei primi tre mesi. Espressi in Usd, i proventi operativi sono scesi dell’1% rispetto al periodo precedente, incluse le plusvalenze dei posti di membro al Nyse. Il risultato record dei ricavi ricorrenti ha neutralizzato la contrazione delle commissioni di negoziazione dovuta al calo dei mercati. Nel secondo trimestre, il rapporto costi/ricavi si è attestato all’87,0%, in diminuzione rispetto all’87,4% dei primi tre mesi. Nel periodo in rassegna, Business Banking Switzerland ha realizzato un utile ante imposte di Chf 632 milioni, in progresso di Chf 73 milioni o del 13% rispetto ai tre mesi precedenti. I proventi operativi complessivi per il secondo trimestre hanno raggiunto Chf 1357 milioni, crescendo di Chf 46 milioni dal periodo precedente. Gli interessi attivi netti sono aumentati di Chf 24 milioni a Chf 843 milioni nel secondo trimestre, riflettendo principalmente l’ulteriore espansione del portafoglio crediti, mentre i proventi di natura diversa sono saliti a Chf 463 milioni dai Chf 442 milioni del periodo precedente, prevalentemente in seguito alla rivalutazione delle plusvalenze delle partecipazioni azionarie e alla lieve crescita delle commissioni ricorrenti. Il portafoglio crediti, pari a Chf 143,2 miliardi al 30 giugno 2006, evidenzia un progresso di Chf 1,3 miliardi rispetto al livello del 31 marzo 2006. La maggiore domanda di mutui ipotecari privati ha più che neutralizzato la costante riduzione del portafoglio crediti in sofferenza, sceso di Chf 0,2 miliardi a Chf 2,9 miliardi al 30 giugno 2006. Nel secondo trimestre, Global Asset Management ha conseguito un untile ante imposte di Chf 334 milioni, in flessione dell’11% dai Chf 374 milioni dei primi tre mesi dell’anno, ma superiore del 52% rispetto ai Chf 220 milioni del secondo trimestre 2005. Le commissioni basate sulla performance hanno accusato una flessione, in particolare negli investimenti alternativi e quantitativi, mentre le commissioni di gestione degli investimenti hanno continuato a progredire sulla scia della vigorosa raccolta netta dei primi tre mesi e dell’aumento della base patrimoniale nella prima parte del secondo trimestre. La raccolta netta per le attività istituzionali si è attestata a Chf 4,9 miliardi, scendendo dai Chf 7,1 miliardi del primo trimestre a causa dei deflussi dal comparto azionario, principalmente negli Stati Uniti. Afflussi di nuovi capitali sono stati registrati nei prodotti multimanager nell’ambito degli investimenti alternativi e quantitativi, nonché nei mandati del reddito fisso, di asset allocation e del settore immobiliare. Nel secondo trimestre, le attività di wholesale intermediary hanno registrato deflussi per Chf 1,3 miliardi contro i Chf 5,5 miliardi di afflussi dei primi tre mesi. Escludendo i deflussi relativi ai fondi monetari, la raccolta netta è stata pari a Chf 0,2 miliardi. Si sono registrati afflussi nei fondi di asset allocation e deflussi dai fondi azionari e obbligazionari. Investment Bank - L’utile ante imposte per il secondo trimestre si è attestato a Chf 1754 milioni, in crescita del 57% rispetto allo stesso periodo del 2005. L‘aumento dei ricavi nei tre dipartimenti ha più che neutralizzato l´incremento dei costi, causato principalmente dalla crescita delle spese per il personale e dalle maggiori spese generali e amministrative, a loro volta riconducibili all’espansione delle attività. Rispetto al primo trimestre, l’utile ante imposte è rimasto pressoché invariato. I proventi operativi complessivi per il secondo trimestre hanno raggiunto Chf 5715 milioni, in progresso del 50% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Nel periodo in rassegna i ricavi dell’unità Equities sono stati pari a Chf 2280 milioni, in crescita del 59% rispetto allo stesso trimestre del 2005. Nonostante il secondo trimestre sia iniziato in modo positivo, i timori degli investitori circa l’evoluzione dei tassi d’interesse e l’aumento dell’inflazione hanno peggiorato le condizioni di mercato nel corso del periodo in rassegna. Ubs ha conseguito una notevole crescita nelle attività su derivati, in particolare nelle Americhe. I ricavi primari sono progrediti in parte grazie al ruolo di Ubs quale bookrunner e coordinatore congiunto globale nell´Ipo di Bank of China. I ricavi in cash equity hanno evidenziato una solida espansione in tutte le regioni in virtù della crescita dei volumi nella prima parte del trimestre. I servizi di prime brokerage hanno continuato a progredire a ritmo sostenuto, a dimostrazione dell´aumento del numero di clienti e dei saldi dei clienti. Anche i prodotti equity-linked hanno archiviato un trimestre positivo, beneficiando della continua ripresa dei mercati dei convertibili. I ricavi sono stati alimentati anche dalle plusvalenze della partecipazione di Ubs al London Stock Exchange e dalla cessione di ulteriori quote in Babcock & Brown. Rispetto al primo trimestre, i ricavi azionari sono scesi del 20%. La maggior parte delle attività, ad eccezione del prime brokerage, ha accusato flessioni. I ricavi di Fixed income, rates and currencies per il periodo in rassegna si sono attestati a Chf 2626 milioni, in aumento del 50% rispetto allo stesso trimestre dell’esercizio precedente. L’attività sui tassi ha conseguito una solida performance per quanto riguarda i titoli garantiti da ipoteche e i derivati, neutralizzando il calo dei ricavi nella negoziazione di materie prime energetiche. L’attività creditizia ha registrato un progresso su base annua, trainato dalle negoziazioni di crediti strutturati della fascia investment grade. Ubs ha accusato una perdita di Chf 30 milioni derivante dai Credit Default Swap (Cds) utilizzati come copertura dell´esposizione creditizia, contro lo zero registrato nel secondo trimestre 2005. I ricavi delle municipal securities sono diminuiti in seguito alla flessione dei volumi complessivi di emissioni sul mercato, che nel trimestre dell’esercizio scorso avevano conseguito eccellenti risultati. I metalli, in particolare quelli preziosi, hanno registrato ottimi rendimenti in un contesto di mercati volatili. Nel periodo in rassegna, le attività operative gestite da Drcm su incarico di Investment Bank hanno evidenziato una crescita dei ricavi rispetto allo stesso trimestre del 2005. Nel secondo trimestre 2006 sono stati registrati risultati record anche nelle attività di negoziazione su cambi e in quelle di cash & collateral trading, dato che Ubs è riuscita a trasformare l’aumento dei volumi in una crescita dei ricavi. Al risultato ha contribuito anche la plusvalenza derivante dalla vendita della sua partecipazione in Ebs Group (ex Electronic Broking Services). I ricavi generati dalle attività su reddito fisso, tassi e valute sono saliti del 7% rispetto al primo trimestre, progredendo nella maggior parte delle aree. I ricavi di Investment banking si sono attestati a Chf 795 milioni, in crescita del 33% dal secondo trimestre 2005. Questo andamento riflette la crescita dei ricavi in tutte le regioni, in particolare nell’area Asia Pacifico, dove il ruolo di Ubs quale bookrunner e coordinatore congiunto globale dell’Ipo di Bank of China si è rivelato un’importante fonte di ricavi. I proventi delle attività di consulenza hanno espresso una notevole espansione. I mercati dei capitali azionari e della leveraged finance hanno registrato forti progressi, mentre i ricavi dei mercati dei capitali del debito sono scesi dai livelli record raggiunti lo scorso anno. I ricavi di investment banking sono progrediti del 19% rispetto al primo trimestre, con una crescita in tutte le aree. Nel periodo in rassegna, i costi operativi complessivi sono risultati pari a Chf 3961 milioni, in aumento del 48% rispetto allo stesso trimestre del 2005. Le spese per il personale sono state pari a Chf 2988 milioni, in crescita del 48% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2005, sostenuti dal progresso dei salari e dalla continua esposizione delle attività, dovuta all’incremento sia dell´organico, sia dei costi di assunzione. Anche gli accantonamenti per gratifiche in contanti sono aumentati rispetto al secondo trimestre 2005, a dimostrazione della crescita dei ricavi. Le spese generali e amministrative sono salite del 52% a Chf 713 milioni. In aumento anche le commissioni professionali, alimentate dalle spese per contenziosi e progetti, inclusi i costi del trasferimento di Dillon Read Capital Management. Nel secondo trimestre 2005, Ubs aveva sciolto un accantonamento per rischi operativi costituito precedentemente. I costi di outsourcing nel settore informatico sono aumentati, in parte riflettendo gli investimenti nelle infrastrutture azionarie e nel continuo sviluppo delle attività di offshoring. Il rischio di mercato per Investment Bank, misurato dalla media a 10 giorni del Value at Risk (Var) al 99%, nel secondo trimestre è sceso a Chf 408 milioni dai Chf 429 milioni dei primi tre mesi. Il Var di fine trimestre si è attestato a Chf 390 milioni, in calo dai Chf 436 milioni della fine del periodo precedente. Il rischio dei tassi di interesse continua a rappresentare la quota maggiore del Var complessivo di Investment Bank, ma il contributo delle azioni ha perso rilevanza nel corso del trimestre in rassegna. .  
   
 

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