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Notiziario Marketpress di Lunedì 23 Giugno 2008
 
   
  PARLAMENTO EUROPEO: UNA NUOVA DIRETTIVA SULLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI

 
   
  Strasburgo, 13 giugno 2008 - Il Parlamento europeo chiede una strategia e nuovi strumenti europei vincolanti per la prevenzione delle catastrofi naturali e lo sviluppo di una capacità Ue di reazione. Sollecita una direttiva sulla prevenzione e la gestione degli incendi che preveda l´identificazione delle zone a rischio e la determinazione della responsabilità ambientale e delle relative sanzioni. Occorre poi riconoscere la specificità delle catastrofi naturali di tipo mediterraneo e rivedere il Fondo di solidarietà dell’Ue. Approvando una risoluzione con 523 voti favorevoli, 37 contrari e 20 astensioni, il Parlamento si compiace anzitutto della comunicazione della Commissione sul potenziamento delle capacità di reazione dell´Unione europea alle catastrofi nonché dell´obiettivo globale di una maggiore coerenza, efficacia e visibilità della reazione dell´Unione europea alle catastrofi, per raggiungere il quale «andrebbero mobilitati tutti gli strumenti». Sottolinea peraltro che il cambiamento climatico costituisce «un fattore chiave alla base dell’accresciuta frequenza e gravità delle catastrofi naturali» e che pertanto la politica ambientale e la legislazione sul cambiamento climatico «devono costituire i pilastri su cui poggia la capacità dell’Unione europea di reagire alle catastrofi». Il Parlamento invita poi la Commissione a presentare urgentemente proposte, al più tardi entro la fine del 2008, per quanto concerne la prevenzione delle catastrofi nell´ambito dell´Ue e una strategia Ue per ridurre i rischi di catastrofi nei paesi in via di sviluppo. In proposito, deplora che la proposta dell´ex Commissario europeo Michel Barnier di creare una forza di protezione civile europea «sia rimasta lettera morta» e sottolinea la necessità di portare avanti lo sviluppo di una capacità di reazione rapida sulla base dei moduli di protezione civile degli Stati membri. Invita poi la Commissione a garantire l´efficienza del numero unico europeo di emergenza 112. Il Parlamento sollecita la Commissione a presentare un pacchetto di strumenti giuridicamente vincolanti (ad esempio una direttiva quadro) volti a colmare le lacune esistenti a livello di normative, politiche e programmi Ue per quanto concerne la prevenzione delle catastrofi e la reazione alle stesse. Raccomanda che un tale quadro globale comprenda tre pilastri: il rafforzamento della prevenzione nei meccanismi Ue esistenti e negli approcci degli Stati membri, lo sviluppo di un nuovo approccio quadro alla prevenzione delle catastrofi e il sostegno a un ulteriore sviluppo delle conoscenze e delle tecnologie in materia di prevenzione attraverso programmi di ricerca e sviluppo dell´Ue. Raccomanda inoltre che le proposte in materia di capacità di reazione generale dell´Ue includano la costituzione di risorse chiave di cui venga garantita la disponibilità a partecipare in qualsiasi momento ad operazioni di protezione civile europea. Prevenzione e reazione rapida agli incendi forestali - Il Parlamento ribadisce l´appello fatto alla Commissione affinché presenti una direttiva sulla prevenzione e la gestione degli incendi che preveda una regolare raccolta di dati, l´elaborazione di mappe e l´identificazione delle zone a rischio, la preparazione di piani di gestione del rischio di incendi e l´elaborazione di inventari, a cura degli Stati membri, con le risorse assegnate e i mezzi disponibili, il coordinamento delle varie amministrazioni, i requisiti minimi di formazione del personale e la determinazione della responsabilità in materia ambientale e delle relative sanzioni. La Commissione è poi invitata a svolgere maggiori ricerche finalizzate al miglioramento della prevenzione degli incendi forestali e delle metodologie e dei materiali per contrastarli e a riesaminare la pianificazione e l´uso dei terreni. Dovrebbe inoltre fare il migliore uso possibile del progetto pilota del 2008 sugli incendi delle foreste e dell´azione preparatoria su una capacità di reazione rapida al fine di sperimentare gli accordi operativi con gli Stati membri e altre parti interessate che prevedono la messa a disposizione in qualsiasi momento di capacità di reazione per le operazioni della protezione civile europea. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero intervenire «fermamente» per migliorare e attuare il loro quadro legislativo di protezione forestale e «astenersi da attività di commercializzazione, riclassificazione e privatizzazione, limitando quindi le ingerenze e la speculazione». Il Parlamento chiede peraltro che «tutto il know how disponibile dell´Ue, compresi i sistemi satellitari, sia utilizzato a tal fine». Infine, il Parlamento chiede il riconoscimento, a livello comunitario, della specificità delle catastrofi naturali di tipo mediterraneo, come la siccità e gli incendi boschivi e il conseguente adattamento degli strumenti comunitari nei settori della prevenzione, della ricerca, della gestione dei rischi, della protezione civile e della solidarietà «in modo da migliorare la reazione a questo tipo di catastrofe a livello di ogni Stato membro». Fondo di solidarietà dell´Ue - Il Parlamento deplora che il Consiglio sembri essere pervenuto alla decisione di non procedere all’adozione del nuovo regolamento sul Fondo di solidarietà dell’Unione europea (Fsue) e ribadisce la convinzione che il nuovo regolamento - che prevede, tra l’altro, l’abbassamento della soglia di attivazione del Fondo - consentirà all’Unione di affrontare i danni causati dalle catastrofi «in modo più efficace, flessibile e tempestivo». Esorta quindi il Consiglio europeo a decidere di non respingere detto regolamento e a richiedere l´immediata revisione del Fsue. Inoltre, il Parlamento sollecita la Commissione di attivare, se del caso, l´attuale Fondo di solidarietà dell’Unione europea «nel modo più flessibile possibile e senza indugi», anche perché, in caso di catastrofi naturali, è «di importanza cruciale» rendere immediatamente disponibili le risorse del Fsue «al fine di alleviare le sofferenze e rispondere ai bisogni delle vittime e dei loro familiari». .  
   
 

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