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Notiziario Marketpress di
Lunedì 23 Giugno 2008 |
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“IL CREDITO EDILIZIO E LA RIQUALIFICAZIONE DELLE VILLE VENETE”
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Treviso, 23 giugno 2008 - Si è svolto oggi (19 giugno, ndr) a Villa Emo a Fanzolo, in provincia di Treviso, il quarto dei convegni che l’Istituto Regionale per le Ville Venete ha dedicato al tema del credito edilizio, promosso con il patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso, per illustrare problematiche, vantaggi e modalità attuative di questi nuovi strumenti volti al recupero e alla valorizzazione degli edifici storici. È solo nel 2004, con la nuova legge regionale urbanistica, che le Ville Venete si affacciano nel panorama pianificatorio. In questa fase molte Amministrazioni locali sono impegnate nella elaborazione di nuovi strumenti urbanistici, adeguati ai cambiamenti in atto nella società e nel territorio. La Villa veneta, peraltro, assume nel nuovo processo di pianificazione, che si è aperto con la Legge Regionale n. 11, un ruolo centrale e insostituibile, che richiama l’attenzione ai beni del paesaggio e della cultura che esso esprime. L’istituto Regionale per le Ville Venete - da oltre cinquant’anni attivo nell’ambito della promozione e salvaguardia del patrimonio culturale regionale – intende accompagnare questo processo di rinnovata attenzione alla valorizzazione del territorio e alla riqualificazione del paesaggio, invitando a portare la necessaria attenzione al tema delle Ville venete e agli strumenti innovativi, quale il cosiddetto credito edilizio, che possono essere utilizzati per tutelare i beni culturali e i loro contesti. Sono oltre 750 le ville disseminate su tutta la provincia di Treviso e già catalogate dall’Istituto Regionale Ville Venete, per molte delle quali si impone oggi un ripensamento in termini di restauro e destinazione d’uso all’interno di un più vasto programma di crescita turistica e culturale. “La valorizzazione è la vera sfida di questo secolo – afferma Nadia Qualarsa, presidente dell’Istituto Regionale Ville Venete - la villa deve essere viva e deve essere vissuta. Oggi non basta solo restaurare, bisogna trovare idee e dare valore aggiunto alla villa dando una nuova destinazione d’uso”. Presenti al convegno anche il direttore generale del Credito Cooperativo Trevigiano, Roberta Romano, l’assessore del Comune di Vedelago, Luigino Tempesta, il vicepresidente della Provincia di Treviso Floriano Zambon e l’assessore provinciale all’Urbanistica e Attuazione del Programma, Franco Conte. La parola è passata agli esperti in materia di urbanistica e diritto per inquadrare sia da un punto di vista legislativo che tecnico il significato più corretto da attribuire al concetto di “credito edilizio”. Attraverso questo strumento, vengono attribuite delle “quantità volumetriche” alle proprietà dei privati che hanno realizzato, in particolari contesti urbanistici, specifici e qualificati interventi trasformativi e migliorativi della qualità del paesaggio, resi possibili dal Piano Regolatore locale. Da qui deriva la funzione premiale e compensativa del credito edilizio, che può essere visto anche come un vero e proprio strumento di valorizzazione territoriale poiché incentiva i singoli proprietari a modificare le destinazioni d’uso in modo compatibile e sostenibile, a rendere maggiormente accessibile e fruibile anche a fini turistici la proprietà privata e le aree di pertinenza. Attraverso il credito edilizio la Pubblica Amministrazione può attribuire delle vere e proprie misure di sostegno a iniziative che consentano la riqualificazione di contesti degradati, l’eliminazione di opere incongrue, la realizzazione di interventi di miglioramento della qualità urbana sotto vari profili. E’ seguito il dibattito sulle azioni già attuate dalla provincia di Treviso e dai Comuni per favorire l’applicazione del credito edilizio. E’ stata l’occasione per ribadire l’esigenza di sviluppare criteri e modalità di attuazione omogenei all’interno dei Comuni e delle Province di riferimento, per evitare disparità di trattamento o differenti interpretazioni nell’uso degli strumenti introdotti dalla legge regionale. Da questo punto di vista l’appuntamento intende essere anche uno stimolo per ripensare le tradizionali modalità di gestione complessiva del territorio e vuole suggerire nuove forme di collaborazione e accordo tra enti pubblici e privati, per consentire azioni concrete, efficaci e sostenibili, di tutela. . |
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