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Notiziario Marketpress di Lunedì 23 Giugno 2008
 
   
  FERRARA: DIFFICOLTÀ SUI MERCATI ESTERI, FRENA DINAMICA CONGIUNTURALE

 
   
   Ferrara, 23 giugno 2008 - I primi 3 mesi del 2008 confermano un sensibile rallentamento congiunturale in atto nel settore industriale-manifatturiero, che nella nostra provincia è accentuato da un andamento particolarmente negativo dell’interscambio commerciale con l’estero. In questo “scenario”, delineato dall’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio riunitosi ieri, si registra una discordanza tra i valori delle indagini campionarie e quelli, ben più negativi, riguardanti l’universo delle imprese ferraresi (dati valutari di fonte Istat). “Un fenomeno – come ha rilevato il Presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati – che si può spiegare con le caratteristiche di forte concentrazione dell’export provinciale nell’ambito di un nucleo ristretto di imprese-leader, operanti nei settori “forti” degli autoveicoli e della chimica-materie plastiche, che sono stati in effetti quelli più colpiti – in questo periodo - dalle difficoltà sui mercati internazionali”. Dopo i buoni risultati conseguiti dall’export ferrarese nel 2007, superiori rispetto allo stesso andamento medio regionale, i primi mesi dell’anno evidenziano una brusca frenata: le esportazioni provinciali sono infatti diminuite, in termini valutari (fone: Istat), del 9,4% rispetto allo stesso periodo (peraltro decisamente positivo) dell’anno precedente, unica eccezione provinciale in un panorama regionale, che può invece vantare una crescita complessiva del 6,7%. La frenata subita dalle nostre esportazioni è dovuta alle forti difficoltà di un comparto, come la produzione di “autoveicoli” (- 25,4%), che da solo rappresenta il 27% dell’intero fatturato provinciale all’esportazione. Ad esso si aggiunge poi il calo non trascurabile (-9,1%) registrato dalle materie plastiche, al quale si accompagna anche la difficoltosa tenuta (-0,6%) della chimica di base. Incoraggianti schiarite, invece, vanno segnalate per i prodotti agricoli non lavorati (che comunque vedono aumentare in misura ancora superiore il valore delle loro importazioni), e, soprattutto, per quelli della pesca, ma anche per il cosiddetto “sistema moda” (tessile-abbigliamento e cuoio-pelli), nonchè per la lavorazione di minerali non metalliferi, rappresentati in gran parte dalle piastrelle in ceramica, in fase di ripresa. Contestualmente rallentano in valore anche le importazioni (-4,6%), che a livello regionale presentano invece una moderata crescita del 2,5%. Le eccezioni positive sono rappresentate in tal caso dai prodotti agricoli e della pesca, oltre che da quelli alimentari, il cui fatturato all’importazione risulta amplificato dai forti aumenti “ a cascata” registrati in questi mesi sui mercati internazionali dalle materie prime e dai prodotti di base. La diversificazione per area geografica del nostro interscambio con l’estero, nel periodo preso in esame, è più omogenea di quanto possano suggerire le considerazioni di ordine valutario. Da essa si può rilevare che le difficoltà del nostro export sono ovviamente acuite dalla debolezza del dollaro (- 12,2% le nostre esportazioni verso gli U. S. A. ). Ma riguardano anche, sia pure in misura minore, l’area dell’Unione europea allargata a 27 (- 7,0%), con la rilevante eccezione della Germania (+ 3,1%), che guida in modo sempre più convincente la crescita (ripresa?) delle economie avanzate. Per quanto riguarda invece quelle emergenti (i cosiddetti Paesi Bric) l’andamento è molto positivo per le nostre merci destinate al Brasile, e soprattutto all’India, mentre si è interrotta la crescita delle nostre esportazioni verso la Russia, che aveva assunto nel 2006 e 2007 dimensioni molto rilevanti. In merito poi all’andamento dei singoli settori, in attesa di dati rilevanti per l’agricoltura ed il turismo (il periodo preso in esame erano infatti i primi 3 mesi dell’anno), va rilevato che, come già si era delineato nella seconda metà del 2007, si sono sensibilmente accentuate le difficoltà per le imprese artigiane, che, oltre alla sensibile decelerazione produttiva e di mercato, hanno scontato anche una contrazione della loro consistenza imprenditoriale, peraltro concentrata soprattutto nel comparto delle costruzioni. Quest’ultimo, nonostante la movimentazione imprenditoriale negativa, continua comunque a mostrare una tenuta complessiva del volume d’affari (anche nel comparto collegato dell’intermediazione immobiliare), in controtendenza – per il momento - con un andamento regionale più spiccatamente negativo. Anche il commercio provinciale, del resto, risulta contraddistinto da una intonazione leggermente più positiva rispetto alla media regionale, anche se il rallentamento dei consumi nel comparto alimentare ed in quello dell’abbigliamento non lascia spazio a fondate illusioni di ripresa nel corso dei prossimi mesi. Preoccupa, in particolare, la situazione delle imprese al dettaglio di minori dimensioni, mentre la distribuzione organizzata sembra mantenere il passo, sia pure con qualche affanno. La fase di incertezza congiunturale, amplificata da uno scenario macro-economico ben noto e certo non particolarmente incoraggiante (rincari dell’energia e delle materie prime, crescita record dei prezzi al consumo, riduzione del potere d’acquisto), contribuisce a frenare anche la movimentazione imprenditoriale: un fenomeno comune del resto all’andamento regionale e nazionale, ed ascrivibile soprattutto ad un abbassamento del tasso di natalità. L’osservatorio dell’economia ha anche recentemente attivato una nuova indagine presso i Consorzi-fidi della nostra provincia, con l’obiettivo di monitorare con maggiore tempestività gli investimenti effettuati dalle imprese ferraresi nei rispettivi settori di attività. L’indagine mostra, nei primi 4 mesi del 2008, un aumento sia in termini di valore che di numerosità per la ristrutturazione del debito aziendale in tutti i settori economici della provincia. In generale calo invece la richiesta di finanziamenti in attrezzature , che spesso si identificano anche in innovazione. Infine, è stato appena portato a termine un aggiornamento a tutto il 2007 di Smail (Sistema Monitoraggio Annuale sulle Imprese e il Lavoro), il primo archivio integrato con indicazioni statistiche sulle imprese attive, le loro unità locali ed i relativi addetti della nostra provincia, con una disaggregazione che arriva fino al livello comunale. I primi risultati di questo capillare lavoro sono stati presentati in occasione dell’incontro dell’Osservatorio di ieri. Essi mostrano come l’occupazione dell’industria e dei servizi abbia fatto registrare nella nostra provincia una crescita del 2,7% fra il 2005 e il 2007: una variazione più che doppia rispetto a quella riferita al numero delle imprese e delle unità locali attive nella provincia. Il terziario provinciale, in particolare, ha messo a segno un’ottima performance, con una crescita del numero di addetti superiore al 5% nel giro di due anni: tutti i comparti dei servizi sono stati caratterizzati da dinamiche occupazionali espansive. Questa crescita sarebbe da attribuire in larga misura a un’espansione delle dimensioni aziendali, piuttosto che ad un’imprenditorialità più diffusa, dato che il numero di imprese e di unità locali si è mantenuto pressoché stabile durante il periodo preso in esame. L’industria manifatturiera regge in termini di occupazione (-0,4%), anche se per numerosità occorre ribadire una lieve contrazione (-1%). .  
   
 

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