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Notiziario Marketpress di Giovedì 18 Dicembre 2008
 
   
  PARLAMENTO EUROPEO: APPROVATO IL PACCHETTO CLIMA-ENERGIA, OBIETTIVO: 20/20/20

 
   
  Strasburgo, 18 dicembre 2008 - Dopo undici mesi di lavoro legislativo, il Parlamento ha approvato il pacchetto clima-energia volto conseguire gli obiettivi che l´Ue si è fissata per il 200: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti e rinnovabili. Il pacchetto comprende provvedimenti sul sistema di scambio di quote di emissione e sui limiti alle emissioni delle automobili. Le sei proposte legislative sul pacchetto clima-energia sono state adottate nel quadro della procedura di codecisione, che pone il Parlamento su un piede di parità rispetto al Consiglio nell´attività legislativa. Per poter concludere i lavori entro il 2008 era necessario trovare un accordo tra i due co-legislatori sin dalla prima lettura. A tal fine, dopo le votazioni da parte delle commissioni per l´ambiente e per l´industria, i relatori del Parlamento europeo e la Presidenza francese hanno avviato una serie di negoziati informali volti a trovare un compromesso sull´insieme dei testi. I voti in Aula hanno confermato l´accordo raggiunto. Sistema di scambio delle emissioni di gas a effetto serra (Ets) - Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio dalla relatrice Avril Doyle (Ppe/de, Ie), il Parlamento ha adottato una direttiva volta a perfezionare ed estendere il sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra con l´obiettivo di ridurre le emissioni dei gas serra del 21% nel 2020 rispetto al 2005. A tal fine prevede un sistema di aste, dal 2013, per l´acquisto di quote di emissione, i cui introiti andranno a finanziare misure di riduzione delle emissioni e di adattamento al cambiamento climatico. Tuttavia le industrie manifatturiere che sono a forte rischio di delocalizzazione, a causa dei maggiori costi indotti dal sistema, potranno beneficiare di quote gratuite fino al 2027. Nel 2010 si procederà a un riesame del regime. Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico più avanti. Ripartizione degli sforzi per ridurre le emissioni - Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio dalla relatrice Satu Hassi (Verdi/ale, Fi), il Parlamento ha adottato una decisione che mira a ridurre del 10% le emissioni di gas serra prodotte in settori esclusi dal sistema di scambio di quote, come il trasporto stradale e marittimo o l´agricoltura. Fissa quindi obiettivi nazionali di riduzione (per l´Italia 13%), prevedendo anche la possibilità per gli Stati membri di ricorrere a parte delle emissioni consentite per l´anno successivo o di scambiarsi diritti di emissione. Dei crediti sono anche previsti per progetti realizzati in paesi terzi. In caso di superamento dei limiti sono previste delle misure correttive. Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico più avanti. Cattura e stoccaggio geologico del biossido di carbonio - Sulla base di un compromesso con il Consiglio negoziato dal relatore di Chris Davies (Adle, Uk), iI Parlamento ha adottato una direttiva che istituisce un quadro giuridico per lo stoccaggio geologico ecosostenibile di biossido di carbonio (Co2) con la finalità di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. Fino a 300 milioni di euro, attinti dal sistema di scambio di emissione, finanzieranno 12 progetti dimostrativi, mentre le grandi centrali elettriche dovranno dotarsi di impianti di stoccaggio sotterraneo. Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico più avanti. Accordo sulle energie rinnovabili - Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio dal relatore Claude Turmes (Verdi/ale, Lu), il Parlamento ha approvato una direttiva che stabilisce obiettivi nazionali obbligatori (17% per l´Italia) per garantire che, nel 2020, una media del 20% del consumo di energia dell´Ue provenga da fonti rinnovabili. Nel calcolo, a certe condizioni, potrà essere inclusa l´energia prodotta nei paesi terzi. La direttiva fissa poi al 10% la quota di energia "verde" nei trasporti e i criteri di sostenibilità ambientale per i biocarburanti. Il riesame delle misure nel 2014 non dovrà intaccare gli obiettivi generali. La direttiva, inoltre, detta norme relative a progetti comuni tra Stati membri, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative, all´informazione e alla formazione, nonché alle connessioni alla rete elettrica relative all´energia da fonti rinnovabili. Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico più avanti. Riduzione del Co2 da parte delle auto - Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio dal relatore Guido Sacconi (Pse, It), il Parlamento ha approvato un regolamento che fissa il livello medio di emissioni di Co2 delle auto nuove a 130 g Co2/km a partire dal 2012, da ottenere con miglioramenti tecnologici dei motori. Una riduzione di ulteriori 10 g dovrà essere ricercata attraverso tecnologie di altra natura e il maggiore ricorso ai biocarburanti. Il compromesso stabilisce anche un obiettivo di lungo termine per il 2020 che fissa il livello medio delle emissioni per il nuovo parco macchine a 95 g Co2/km. Sono previste "multe" progressive per ogni grammo di Co2 in eccesso, ma anche agevolazioni per i costruttori che sfruttano tecnologie innovative e per i piccoli produttori. Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico più avanti. Riduzione dei gas a effetto serra nel ciclo di vita dei combustibili - Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio dalla relatrice Dorette Corbey (Pse, Nl), il Parlamento ha adottato una direttiva che, per ragioni di tutela della salute e dell´ambiente, fissa specifiche tecniche per i carburanti. Stabilisce inoltre un obiettivo di riduzione del 6% delle emissioni di gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei combustibili, da conseguire entro fine 2020 ricorrendo, ad esempio, ai biocarburanti. L´obiettivo potrebbe salire fino al 10% mediante l´uso di veicoli elettrici e l´acquisto dei crediti previsti dal protocollo di Kyoto. Il tenore di zolfo del gasolio per macchine non stradali, come i trattori, andrà ridotto. La direttiva, che dovrà essere trasposta nel diritto nazionale entro il 31 dicembre 2010, si applica a veicoli stradali, macchine mobili non stradali (comprese le navi adibite alla navigazione interna quando non sono in mare), trattori agricoli e forestali e imbarcazioni da diporto. Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico Per approfondire l´argomento si veda l´articolo specifico più avanti. Sistema di scambio di quote di emissione - Il Parlamento ha adottato una direttiva volta a ridurre le emissioni dei gas serra del 21% nel 2020 rispetto al 2005. A tal fine prevede un sistema di aste, dal 2013, per l´acquisto di quote di emissione, i cui introiti andranno a finanziare misure di riduzione delle emissioni. Tuttavia le industrie che sono a forte rischio di delocalizzazione, a causa dei maggiori costi indotti dal sistema, potranno beneficiare di quote gratuite fino al 2027. Nel 2010 si procederà a un riesame del regime. Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio dalla relatrice Avril Doyle (Ppe/de, Ie), il Parlamento ha adottato - con 610 voti favorevoli, 60 contrari e 29 astensioni - una direttiva volta a perfezionare ed estendere il sistema comunitario di scambio delle quote di emissione dei gas a effetto serra. Questo regime, avviato nel 2005, limita il livello globale delle emissioni autorizzate permettendo al contempo di acquistare o vendere delle quote, a seconda delle necessità, in moda da ridurre le emissioni in modo più efficace. Si tratta di uno strumento essenziale per realizzare l´obiettivo dell´Ue consistente nella riduzione delle sue emissioni di gas serra di almeno il 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, o del 30% in caso di un accordo internazionale su questo obiettivo. Attualmente copre più di 10. 000 impianti che, nei settori energetici e industriali, sono collettivamente responsabili di circa la metà delle emissioni di Co2 nell´Ue e del 40% del volume globale delle emissioni di gas serra dell´Ue. Il sistema attuale riguarda, ad esempio, le centrali energetiche, le raffinerie e i cementifici, le vetrerie, le cartiere e le industrie della ceramica. La Commissione ha proposto di estendere la portata a altre industrie, quali quelle dell´alluminio, ammoniaca e petrolchimici) e ad altri gas (protossido di azoto e idrocarburi perfluorati). Sulla base del compromesso, la direttiva, che si applicherà dal 2013 al 2020, ha lo scopo di ridurre le emissioni dei gas a effetto serra del 21% nel 2020 rispetto ai livelli del 2005. Il numero di permessi concessi ogni anno nell´Ue si ridurrà in maniera lineare in modo da portare a una diminuzione del livello globale di emissioni ogni anno. Un sistema di aste a partire dal 2013, ma con molte eccezioni - Nei primi due periodi del sistema di scambio, la grande maggioranza dei diritti di emissione sono stati attribuiti a titolo gratuito. Il compromesso prevede che un sistema integrale di aste sia, in principio, applicato a partire dal 2013 (come lo auspicavano la Commissione e i deputati della commissione ambiente del Parlamento), prevedendo però numerose eccezioni richieste dal Consiglio europeo. Più precisamente, il sistema integrale di aste dovrà essere introdotto progressivamente nel settore manifatturiero che si vedrà attribuire l´80% delle quote a titolo gratuito nel 2013. Questa percentuale sarà via via ridotta fino al 30% entro il 2020 per giungere, nel 2027, a un sistema totalmente basato sulle aste (7 anni dopo rispetto alla proposta della Commissione e dei deputati). Tuttavia, a seguito dell´accordo raggiunto dai capi di Stato e di governo (accettato dai deputati), è stata introdotta un´ampia deroga per i settori esposti al rischio di "fuga di carbonio", ossia di delocalizzazione della produzione verso paesi terzi che applicano una politica ambientale meno rigorosa, aumentando così le emissioni di Co2 in questi paesi. Un settore è considerato a rischio elevato di fuga di carbonio se l´applicazione della direttiva comporta un aumento dei costi diretti e indiretti che alza i costi di produzione in una determinata misura oppure se il valore complessivo delle sue esportazioni e delle sue importazioni diviso per quello del volume d´affari e delle importazioni raggiunge una determinata soglia. In tali casi, fino a che non sarà concluso un accordo internazionale, questi settori potranno ricevere il 100% di quote gratuite fino al 2020, a determinate condizioni. Secondo la Commissione, il 90% delle emissioni del settore manifatturiero potrebbe beneficiare di questa deroga. La Commissione dovrà comunque individuare entro il 31 dicembre 2009 i settori o i sotto-settori delle industrie ad alta intensità energetica che potrebbero essere esposti ad una rilocalizzazione delle emissioni. Gli Stati membri potranno inoltre escludere dal sistema gli impianti che hanno comunicato all´autorità competente emissioni per un valore inferiore a 25. 000 tonnellate di Co2 equivalente e che, nei casi in cui effettuano attività di combustione, hanno una potenza termica nominale inferiore a 35 Mw, escluse le emissioni da biomassa. A condizione, però, che a questi impianti si applichino misure finalizzate ad ottenere un contributo equivalente alle riduzioni delle emissioni. Il compromesso prevede inoltre che la Commissione analizzerà le conseguenze, per la distribuzione del quantitativo di quote da mettere all´asta tra Stati membri, della concessione di quote gratuite aggiuntive ai settori industriali esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Le relative proposte, da presentare al Consiglio e al Parlamento nel giugno 2010, dovranno tenere conto dell´esito del negoziato internazionale e degli eventuali effetti redistributivi. Utilizzare gli introiti per adattarsi ai cambiamenti climatici - Il compromesso stabilisce il principio secondo cui almeno il 50% degli introiti derivanti dalla vendita all’asta delle quote (la Commissione proponeva il 20%) sia destinato all’abbattimento delle emissioni dei gas a effetto serra, all’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, al finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo sulla riduzione delle emissioni e sull’adattamento, allo sviluppo delle energie rinnovabili, nonché al conseguimento dell’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica. Ma anche a favore della cattura e dello stoccaggio geologico ecocompatibile dei gas a effetto serra, al contributo al Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili e al Fondo di adeguamento ai mutamenti climatici, a misure finalizzate a evitare la deforestazione e favorire l’adattamento nei paesi in via di sviluppo e ad affrontare problematiche sociali come l’incidenza del possibile aumento del prezzo dell’elettricità sui redditi medio-bassi. Solidarietà per alcuni Stati membri - Gli Stati membri il cui reddito procapite risulta sensibilmente inferiore alla media comunitaria e le cui economie stanno recuperando un ritardo rispetto a quelli più prosperi beneficeranno di maggiori quote da poter scambiare: il 10% del totale sarà ridistribuito a 19 Stati membri ("vecchi" e "nuovi"), mentre il 2% sarà attribuito a 9 "nuovi" Stati membri. Utilizzazione dei crediti nei paesi in via di sviluppo - Gli Stati membri potranno "compensare" le loro emissioni, ossia acquistare dei crediti ottenuti da progetti realizzati in paesi terzi in base al meccanismo di sviluppo pulito (Cdm) delle Nazioni Unite allo scopo di rispettare i loro limiti alle emissioni di gas a effetto serra. Il compromesso stabilisce che non più del 50% delle riduzioni delle emissioni comunitarie durante il periodo dal 2008 al 2020 potranno essere ottenute da questi crediti. Su richiesta dei deputati è precisato che i progetti in questione comportano «riduzioni di emissioni effettive, verificabili, supplementari e permanenti, presentino vantaggi evidenti in termini di sviluppo sostenibile e non abbiano ricadute negative di rilievo a livello ambientale o sociale». Emissioni dell´aviazione e del settore marittimo - Il compromesso non riapre la questione dell´inclusione del settore del´aviazione nella direttiva sulla scambio di quote di emissione. La situazione rimane quindi invariata e il settore riceverebbe 85% delle quote a titolo gratuito sull´insieme del periodo. Non è quindi passata la linea dei deputati secondo i quali tale percentuale dovesse essere ridotta progressivamente, fino a scomparire, tra il 2013 e il 2020. Per quanto riguarda il trasporto marittimo internazionale, in caso di mancata approvazione di un accordo internazionale che includa le sue emissioni nei suoi obiettivi di riduzione nel quadro dell´Imo, e/o di mancata approvazione di un siffatto accordo, nel quadro dell´Unfccc, da parte della Comunità entro il 31 dicembre 2011, la Commissione formulerà una proposta tesa ad includere le emissioni del trasporto marittimo internazionale, sulla base di modalità uniformi, nell´obiettivo comunitario di riduzione in vista della sua entrata in vigore entro il 2013. Queste proposte, precisa il compromesso, «dovrebbero limitare al massimo eventuali incidenze negative sulla competitività dell´Unione europea, tenendo conto delle potenziali ricadute positive per l´ambiente». Un accordo internazionale sulla deforestazione - Il compromesso impegna l´Unione europea a porre in essere un sistema riconosciuto a livello internazionale per contenere il fenomeno della deforestazione e potenziare le attività di afforestazione e di rimboschimento, a sostegno dell´obiettivo di sviluppare meccanismi finanziari, nell´ambito di un accordo sul clima post 2012 da concludersi a Copenaghen. .  
   
 

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