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Notiziario Marketpress di Giovedì 18 Dicembre 2008
 
   
  OLTRE IL GIARDINO

 
   
  Roma, 18 dicembre 2008 - Molti delle nostre lettrici e dei nostri lettori ricordano la performance di Peter Sellers nella parte di un povero giardiniere che ha trascorso tutta la vita in una dimora patrizia e che, travolto da una macchina e poi inserito in una vita normale, giudica il mondo esterno con la visuale ridotta del "suo" giardino. La storia, come si sa, è a lieto fine per Peter Sellers perché i "poteri forti" lo impongono come capo del governo. L´immagine di Peter Sellers viene un mente quando si scorrono le agenzie dopo le riunioni del Consiglio europeo quando capi di Stato o di governo si rivolgono alle loro opinioni pubbliche nazionali senza guardare "oltre il giardino" nazionale. Nel Consiglio europeo che ha concluso la presidenza di Nicolas Sarkozy, capi di stato o di governo dovevano mettere ordine nel giardino comune per rendere il funzionamento dell´Unione europea più efficace e più democratico [il trattato di Lisbona], trovare i mezzi per uscire dalla crisi finanziaria [il piano di rilancio presentato da Barroso], assicurare gli strumenti della sicurezza comune [il progetto francese di difesa europea], confermare gli obiettivi energetici e ambientali [la strategia 20/20/20 entro il 2020]. Globalmente, i risultati del Consiglio europeo sono positivi per il giardino comune perché il trattato di Lisbona potrebbe entrare in vigore entro l´autunno 2009, i governi hanno accolto le proposte della Commissione per un impegno globale [Stati membri/Unione europea] pari all´1. 5 % del Pil europeo, il progetto della sicurezza e della difesa europea ha trovato un nuovo slancio e la lotta al cambiamento climatico è stata confermata secondo gli obiettivi fissati nel 2007 e ribaditi nel 2008. Certo, gli impegni comuni sono tutti ad referendum perchè gli irlandesi devono tornare a votare sul trattato di Lisbona, i governi devono essere coerenti con gli impegni presi nel piano di rilancio dell´economia [ma i fallimenti del piano Delors negli anni novanta e della strategia di Lisbona nei primi cinque anni del nuovo secolo destano legittime preoccupazioni], la difesa europea sarà sottoposta alla prova del fuoco fortunatamente non di un conflitto internazionale ma dell´era Obama e la lotta al cambiamento climatico dovrà fare i conti con il gap fra paesi virtuosi e paesi viziosi. Alcuni si sono presentati a Bruxelles come Peter Sellers, incapaci di guardare oltre il giardino di casa propria e considerando il confronto politico europeo come una strana Champions League dove l´arbitro [la Commissione] starebbe in campo per giocare contro i giocatori ed ogni giocatore deve giocare contro tutti gli altri. Sarà utile leggere le conclusioni del Consiglio europeo per sapere quel che è stato effettivamente deciso dai capi di Stato e di governo in tema di energia e lotta al cambiamento climatico. Il Consiglio europeo si premura di precisare che il pacchetto adottato assicurerà l´applicazione degli impegni ambiziosi presi nel 2007 e nel 2008 in particolare per quanto riguarda la riduzione del 20% delle emissioni di gas ad effetto serra nel 2020. Il Consiglio europeo conferma poi l´obiettivo dell´efficienza energetica, della promozione dei prodotti "verdi" e l´azione per il rafforzamento della sicurezza energetica. Come molti sanno, l´impegno dell´Unione europea nella lotta contro il cambiamento climatico è considerato come uno strumento essenziale per convincere gli altri paesi industrializzati ed i paesi emergenti a procedere con lo stesso impegno nella stessa direzione. Avendo confermato la strategia 20/20/20 per il 2020, l´Unione europea può dunque confermare il suo impegno ad una riduzione del 30% delle emissioni di gas dopo il 2012 nel caso in cui questo obiettivo venga adottato a livello internazionale al vertice Onu di Copenaghen del dicembre 2009. Con buona pace dei paesi "viziosi" la clausola di revisione accolta dal Consiglio europeo per il 2010 non è al ribasso ma al rialzo e quest´obiettivo è stata ricordato con chiarezza dal presidente Barroso nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio europeo. Il Consiglio europeo ha poi discusso del contenuto delle proposte legislative che sono attualmente esaminate nel quadro del cosiddetto "trilogo" dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione. Come molti sanno, le proposte devono essere adottate nell´ambito della procedura di codecisione dove il Consiglio vota a maggioranza qualificata [i voti ponderati sono 340, la maggioranza è di 255 voti e l´Italia ne ha 29] ed il Parlamento a maggioranza assoluta dei suoi membri. Consiglio, Parlamento e Commissione hanno deciso di ricercare un accordo su tutto il pacchetto energia/ambiente entro la fine dell´anno puntando alla conclusione del negoziato già durante la cosiddetta prima lettura della procedura di codecisione. Un mancato accordo politico nel Consiglio europeo a causa dell´opposizione di uno o più paesi membri non avrebbe impedito alla procedura di codecisione di andare avanti mettendo i governi divisi in una posizione di debolezza di fronte ad un Parlamento europeo che ha già trovato, con saggezza politica, un equilibrio fra le esigenze ambientali e le diverse realtà produttive nei paesi membri. La partita europea non si è chiusa fortunatamente con la vittoria di qualcuno su altri ma con un risultato consensuale che facilita e non ostacola il cammino decisionale dell´Unione europea. Oltre i giardini nazionali. Pier Virgilio Dastoli .  
   
 

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