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Notiziario Marketpress di
Lunedì 02 Marzo 2009 |
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STRADA REGIONALE GARDESANA. ASSESSORE CONTA PRECISA POZIONE DELLA REGIONE
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Venezia, 2 marzo 2009 - Sulla vicenda dell’evento franoso, che ha interessato la località “Rocca del Garda” provocando l’interruzione momentanea della S. R. Gardesana e il coinvolgimento di fabbricati recentemente oggetto di un Programma Integrato di Riqualificazione Urbana e Ambientale, è intervenuto il 26 febbraio l’Assessore regionale all’Ambiente, Giancarlo Conta, il quale ribadisce che è giunto il momento di fare chiarezza, dissolvendo, se possibile, i dubbi alimentati da dichiarazioni e dalle interviste rilasciate. “Una ricostruzione puntuale e fedele dei fatti – precisa Conta - è forse il modo più corretto per consentire a tutti di farsi una propria opinione, perché la priorità assoluta dev’essere la trasparenza amministrativa e la sicurezza dei cittadini . L’area della Rocca del Garda è classificata dal Piano Assetto Idrogeologico quale area Fa (frana attiva) a pericolosità molto elevata, per cui, in tale area, non sarebbe consentito alcun intervento edilizio. Dal 2003 – ricorda Conta - il Comune di Garda ha fornito puntuali osservazioni al Piano di Assetto Idraulico ed ha richiesto di ridurre il livello di pericolosità, al fine di consentire l’esecuzione di opere edilizie d’interesse privato. A supporto di tale iniziativa, il Comune ha prodotto alla Regione studi redatti da professionisti di propria fiducia o di fiducia dei privati, a cui interessava costruire o ristrutturare. Il Genio Civile di Verona, coinvolto per l’espressione di un parere relativo alla compatibilità idraulica degli interventi di un P. I. R. U. E. A. , ha manifestato forti perplessità, non tanto sotto il profilo idraulico, quanto sull’ammissibilità della variante urbanistica in relazione al contesto geologico del sito, caratterizzato da conclamati fenomeni di instabilità e di frana. Per tali motivi, pur prendendo atto della presenza di specifici studi mirati a dimostrare la non pericolosità del sito, il parere concludeva con queste testuali parole: “Ravvisa comunque “la necessità di opere di difesa da crolli e distacchi per la parte sommitale della zona di studio” e “sottolinea pertanto come tali crolli siano da imputarsi a fenomeni di natura geologica ed idrogeologica dell’ammasso roccioso e non a fenomeni tipicamente idraulici, connessi con lo smaltimento delle acque di pioggia” Tali prescrizioni – ricorda ancora Conta - venivano integralmente recepite in sede di approvazione dall’organo tecnico regionale (V. T. R) preposto alla formulazione del parere definitivo sul P. I. R. U. E. A. Appare quindi poco comprensibile il comportamento del Comune, che sembra aver deliberatamente omesso di ottemperare a quanto prescritto in sede di rilascio delle singole concessioni edilizie collegate al P. I. R. U. E. A . Il tempo, che è sempre galantuomo, ha palesemente sconfessato le conclusioni, forse un po’ troppo azzardate ed ottimistiche, formulate dai tecnici incaricati dal Comune per declassare l’area. Pertanto – invita Conta -, con realismo e umiltà, è quantomeno opportuno, se non necessario, che il Comune di Garda si attivi per quanto di sua competenza a rivedere le proprie valutazioni sulla effettiva pericolosità della zona al fine di dotarsi di uno strumento urbanistico correttamente e realisticamente calibrato sulla effettiva pericolosità dell’area e rivaluti chiaramente, in regime di autotutela, se esistano le condizioni di sicurezza per mantenere in essere le concessioni edilizie rilasciate in quell’area. Voglio chiarire, una volta per tutte, che non ho nulla contro il Sindaco di Garda, ma mi sconcertano certe sue affermazioni sui giornali quando, a fronte dell’accaduto, afferma che non sono problemi suoi, visto che le aree sono di proprietà privata e mi sconcerta ancor di più quando dice che il declassamento di pericolosità l’ha effettuato la Regione o l’autorità di bacino di loro iniziativa. Vada a rivedersi, il Sindaco, le note di osservazione al Pai da lui firmate in qualità di primo cittadino nel 2003 e le relazioni geologiche a supporto dei P. I. R. U. E. A. Anche da lui approvate, e poi vada a rivedersi il parere del dirigente del Genio Civile di allora, il quale, con molta più prudenza e più serietà, aveva previsto quello che poi in realtà è accaduto. Per quel che mi riguarda invece – conclude Conta - farò quanto di mia competenza affinché l’autorità di Bacino e la Difesa del Suolo regionale intraprendano una verifica di merito sull’intera vicenda, e se l’area è pericolosa, come credo, vengano prese tutte le decisioni conseguenti”. . |
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