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Notiziario Marketpress di Lunedì 02 Marzo 2009
 
   
  MILANO: MUSEO ARTE CONTEMPORANEA. FINAZZER FLORY INCONTRA LIBESKIND: “ENTRO SEI MESI PRONTO IL PROGETTO”

 
   
  Milano, 2 marzo 2009 – Sei mesi di tempo per presentare il progetto del Museo d’Arte Contemporanea che sorgerà nell’area Citylife, all’ex Fiera. E’ la richiesta che il 27 febbraio mattina l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ha ufficialmente presentato all’architetto Daniel Libeskind. “Il Museo d’Arte contemporanea dovrà essere un luogo atto e dedito a scoprire e approfondire l’opera d’arte in tutte le sue forme – ha spiegato l’assessore Finazzer Flory -. Dovrà inserirsi all’interno della città senza sovrapporsi a ciò che di contemporaneo già esiste, senza essere autoreferenziale ma puntando sull’innovazione e l’interdisciplinarità, facendo sistema”. Per questo l’assessore ha chiesto a Libeskind di prevedere uno spazio per lo studio, perché “il museo – ha detto - è luogo della riflessione e, perché no, della provocazione”. L’incontro segue la firma del documento sottoscritto dai membri del Comitato per l’accordo di programma composto, oltre che dall’assessore alla Cultura del Comune di Milano, dall’assessore alla Cultura della Regione Lombardia Massimo Zanello, dall’assessore alla Cultura della Provincia Daniela Benelli, dal Presidente della Triennale Davide Rampello, da un rappresentante dell’Università Bocconi e da un membro della Camera di Commercio. L’accordo di programma è stato promosso lo scorso luglio con l’obiettivo di approvare le linee guida per la realizzazione del Museo d’arte contemporanea di Milano. Giunto il via libera, all’unanimità, ora Citylife ha sei mesi di tempo per presentare il progetto dell’architetto Libeskind. Il museo sorgerà su un’area di 18mila metri quadrati così ripartiti: il 45 per cento sarà dedicato all’area espositiva, il 20 per cento alla circolazione e alla gestione dei flussi e il 35 per cento ai servizi e agli spazi tecnici. Libeskind, che si è detto soddisfatto dell’incontro, ha anche apprezzato la proposta secondo la quale entro il 2009 si conoscerà il nome del direttore del museo che verrà scelto tramite bando internazionale: un modo per rendere viva e reale la dialettica tra contenuto e contenitore. .  
   
 

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