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Notiziario Marketpress di Martedì 10 Marzo 2009
 
   
  UE: IL VICEPRESIDENTE ANTONIO TAJANI SI ESPRIME SUL FUTURO DEI TRASPORTI

 
   
  Bruxelles, 10 maggio 2009 - Benvenuto Signore e Signori Ministri, Onorevoli Membri del Parlamento europeo, Signore e Signori, Desidero dare a tutti voi il benvenuto e ringraziarvi della vostra presenza qui oggi e domani per discutere insieme di un tema ampio come il “il futuro dei trasporti”. Vorrei anche a ringraziare in particolar modo il Sig. Van Miert, ex Vice Presidente della Commissione e Commissario ai Trasporti, per aver accettato di animare queste due giornate di lavoro. È raro che una conferenza abbia orizzonti così vasti e oratori di cosi alto livello, ma ritengo che sia importante di tanto in tanto prenderci una pausa dalla routine quotidiana e dal nostro modo consueto di pensare per lasciare spazio all’immaginazione. Immaginazione, coraggio ed entusiasmo: ecco ciò di cui abbiamo bisogno in momenti di crisi e di transizione! E non c’è dubbio che è questa la situazione in cui ci troviamo attualmente. Oggi non discuteremo proposte specifiche della Commissione, ma piuttosto discuteremo di quella che dovrà essere la nostra strategia a lungo termine in materia di trasporti. Ci troviamo, infatti, in una fase iniziale di elaborazione politica, raccolta di dati e scambio di opinioni che confluiranno in una “Comunicazione della Commissione sul futuro dei trasporti” da adottare a giugno. Il Libro bianco del 2001 e la futura Comunicazione Questo lavoro fornirà, alla prossima Commissione, tutti gli elementi necessari per definire l’orientamento della politica dei trasporti del prossimo decennio e, se la prossima Commissione lo riterrà necessario, potrà essere la base per un nuovo Libro bianco. Fino ad oggi la Commissione ha sempre elaborato i propri programmi di politica dei trasporti sotto forma di Libri bianchi, uno nel 1992 e uno nel 2001 aggiornato nel 2006. Stiamo giungendo alla fine del decennio coperto dal Libro bianco del 2001 ed è giunto il momento di riflettere su quello che abbiamo realizzato e su quello che dovremo fare in futuro. Risultati della politica europea dei trasporti I risultati ottenuti dalla Commissione Europea in materia di trasporti sono, consentitemelo dire, straordinari. L’unione è riuscita a creare un mercato interno dei trasporti al servizio di una popolazione di 500 milioni di abitanti; si tratta di un mercato collegato da un rete transeuropea con importanti dimensioni sociali e ambientali. La libera circolazione delle persone e dei beni, che è al centro della costruzione europea, non sarebbe possibile senza un sistema di trasporti efficiente. I trasporti sono ben più che un semplice settore dell’economia: sono il tessuto connettivo che tiene insieme le nostre società. È vero, ci vogliono dei miglioramenti. Alcuni fondamentali progetti Ten sono in ritardo. Ma, nessuno può però negare che l’Unione e i suoi Stati membri abbiano costruito un sistema di trasporti che consente ai sottosistemi nazionali, regionali e locali di prosperare ed entrare in relazione. Sfide da affrontare Il nostro obiettivo ultimo è una società inclusiva collegata da un sistema di trasporti integrato e sostenibile: individuare gli elementi necessari per realizzare tale obiettivo è lo scopo della conferenza odierna. Questo secolo non è povero di sfide. Non è ancora un anno che ho assunto l’incarico di Vicepresidente della commissione responsabile per i trasporti e ho già assistito al più drastico aumento dei prezzi del petrolio di tutti i tempi e alla più grave crisi economica dagli anni ’30 (sono abbastanza tranquillo che nessuno dei due dipenda da me…!). Le crisi attuali non dovrebbero però paralizzarci limitandoci a soluzioni a breve termine. Al contrario, dobbiamo costruire un sistema capace di assorbire e far fronte alle sfide future: globalizzazione, transizione energetica e cambiamento climatico, invecchiamento della società europea e minacce alla sicurezza. Sicurezza Comincerò dalle minacce alla sicurezza dei trasporti. Il Libro bianco del 2001 è stato adottato dalla Commissione il giorno dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, cui avrebbero poi fatto seguito gli attentati di Madrid e di Londra. Rivolgiamo per un attimo i nostri pensieri alle vittime di quegli attentati. Questi attentati hanno messo in luce la vulnerabilità dei sistemi di trasporti; ma hanno anche dimostrato quanto sia impellente l’esigenza di viaggiare. Dall´indomani, i passeggeri sono tornati a salire sugli aerei, sui treni e sugli autobus nonostante i rischi per la loro vita. Si tratta di un caso estremo di quella che gli economisti definiscono “anelasticità della domanda di trasporto”. Le persone hanno bisogno di spostarsi, ed è il dovere della Commissione Europea rendere questi spostamenti sempre più liberi e sicuri attraverso un impegno costante e l´utilizzo delle nuove tecnologie. La globalizzazione e la crisi economica L’europa può non essere responsabile della crisi economica, ma l’Unione è il più grande esportatore mondiale e ospita anche alcuni dei maggiori centri finanziari mondiali. Per questo non potevamo essere al riparo da una crisi globale. La globalizzazione presenta per noi europei dei rischi, ma anche dei vantaggi: apre grandi mercati ai nostri prodotti e abbassa i prezzi dei beni per i nostri consumatori. Inoltre, l’Europa è anche la prima destinazione del turismo mondiale. È chiaro il commercio e i viaggi dipendono dai trasporti. Le attività di trasporto ne determinano il destino. Soltanto un sistema efficiente dei trasporti permetterà all´Europa di rispondere alle sfide della globalizzazione e trarne il massimo dei benefici. Il mondo si riprenderà da questa crisi. I paesi con il maggiore potenziale (Europa, Stati Uniti, Cina, India, Brasile, etc. ) ricominceranno a guidare la crescita mondiale. E riporteranno l’attenzione sui punti dolenti per la crescita globale, come la scarsità di petrolio e materie prime. Non siamo qui per discutere della crisi attuale. Tuttavia, vorrei mettere in rilievo che un aspetto importante dei piani di rilancio della Ue consiste nel prepararsi per il futuro. Se investiamo oggi in infrastrutture intelligenti e veicoli puliti di cui avremo bisogno domani, ridaremo impulso alla domanda e all’economia e ci prepareremo a una nuova concorrenza mondiale più vigorosa. Energia e prezzi del petrolio Abbiamo visto tutti i prezzi del petrolio schizzare a 147 dollari al barile. Li abbiamo anche visti crollare a 40 dollari al barile in conseguenza della crisi economica. È chiaro che i prezzi risaliranno una volta esaurite le fonti di energia meno costose. L’unione non può fare affidamento su una risorsa così scarsa e volatile per tenere in moto un settore strategico come i trasporti. La dipendenza dal petrolio al 97% è, in effetti, il tallone di Achille del nostro sistema di trasporti. Una volta superata la crisi, c´è il rischio che il prezzo del greggio torni a salire. Per questo è importante che il settore dei trasporti avvii al più presto una transizione energetica. La combustione di petrolio che muove i nostri veicoli, inoltre, produce Co2, che è responsabile del cambiamento climatico. Cambiamento climatico Sappiamo tutti cosa significhi il cambiamento climatico e che rischi comporti. L’unione europea è leader mondiale nella lotta contro il cambiamento climatico. Si è fissata l’obiettivo ambizioso di una riduzione dei gas a effetto serra pari al 20% entro il 2020, accompagnata da obiettivi simili per il miglioramento dell’efficienza energetica e l’impiego di energie rinnovabili (l’obiettivo 20-20-20 entro il 2020). Saremo ancora più ambiziosi (riduzione del 30%) se a Copenaghen si concluderà un accordo internazionale. I trasporti devono contribuire a questi obiettivi e avranno bisogno di nuove tecnologie e infrastrutture, cooperazione modale, solida pianificazione e trasformazione dei comportamenti dei cittadini e delle imprese: mi interessa oggi ascoltare le vostre opinioni su come rispondere alla sfida del cambiamento climatico. Invecchiamento e immigrazione Ho lasciato alla fine del mio intervento la questione dell’invecchiamento della popolazione, che rende le altre sfide più difficili da affrontare. Se si proseguiranno le politiche attuali, a partire dal 2040 l’invecchiamento dimezzerà il ritmo medio di crescita del Pil registrato negli ultimi anni (2,5%). Gli europei devono combattere questa minaccia aumentando la produttività e indirizzandosi verso produzioni a valore aggiunto più elevato. Dovremo farlo basandoci anche sul contributo di molti immigrati che cercano un futuro migliore in Europa. Questi immigrati creeranno vincoli più forti fra l´Ue e i loro paesi di origine. Una soluzione stabile ai problemi dell´immigrazione richiede anche lo sviluppo di un sistema efficace ed efficiente di trasporti nel continente africano. È per questo che mi sono recato il 2 Febbraio scorso al Summit dei capi di Stato e di Governo dell´Unione Africana e che ho l´intenzione di proporre a maggio alla Commissione una Comunicazione sul trasporto in Africa e sulla sua interconnessione con le reti Ten. Il sistema dei trasporti dovrà adeguarsi a queste evoluzioni legate all´invecchiamento della popolazione. Dovrà tenere conto delle esigenze del numero crescente di anziani e di passeggeri a mobilità ridotta; dovrà contribuire in modo efficiente alla crescita economica e favorire l’integrazione fra l’Europa e i suoi vicini. Le opportunità del futuro: l’innovazione tecnologica e un’organizzazione efficiente dei trasporti Sono queste le sfide cui far fronte nel futuro. Ma non voglio concludere il mio discorso senza una nota di ottimismo e di fiducia nel patrimonio di cui l’Europa dispone. L’europa ha una grande industria del trasporto che produce alcuni dei veicoli, dei treni, degli aerei e delle navi più all´avanguardia al mondo. Disponiamo anche di servizi eccellenti nelle varie modalità di trasporto e di imprese logistiche che sono leader mondiali. L’europa è arrivata un po’ in ritardo alla rivoluzione tecnologica guidata dagli Stati Uniti. Abbiamo tutto da guadagnare dalla diffusione delle tecnologie dell’informazione nei nostri servizi e infrastrutture di trasporto e dall’introduzione di sistemi di trasporto intelligenti. L´innovazione tecnologica e le nuove invenzioni guideranno il futuro della politica dei trasporti, come ne hanno già guidato il passato. Mi piace ricordare che gli ultimi quattro secoli sono stati caratterizzati dalla scoperta di un nuovo mezzo di trasporto. Il secolo che viviamo ci potrebbe regalarci il quinto mezzo di trasporto (come il trasporto via tubo o il sistema integrato monorotaia) o il recupero di mezzi di trasporto andati in disuso (come i dirigibili o i vecchi tram elettrici). Per questo ho voluto allestire fuori della conferenza uno stand tecnologico dove sono esposti alcuni dei progetti di ricerca in materia di trasporti alternativi, che sono al momento in corso in Europa. Le città sono anche un´altra opportunità per il futuro dei trasporti. Le nostre città, già dotate di trasporti pubblici efficienti e di buone reti infrastrutturali, saranno il motore della nostra crescita economica e sociale. Sono perfettamente consapevole del deficit infrastrutturale di alcuni Stati membri, cui pongono parzialmente rimedio i fondi di coesione dell’Unione Europea. Eppure, sono convinto che tutti noi concordiamo sul fatto che il “modello di trasporto europeo” è leader mondiale ed ha le basi per restare tale nel futuro. Conclusione Oggi pomeriggio cercheremo di trovare risposte a questi interrogativi per il settore del trasporto merci e passeggeri. Abbiamo separato i due aspetti perché costituiscono mercati piuttosto diversi con problematiche diverse, anche se, in larga parte, utilizzano le stesse infrastrutture. Abbiamo anche evitato di strutturare il dibattito per tipologia di trasporto perché crediamo nell’esigenza di collaborazione fra i vari modi per offrire servizi efficienti e integrati. C’è anche un gruppo che discuterà di trasporto urbano. Le città sono i motori della crescita mondiale, ma sono anche i luoghi in cui vive la maggior parte della popolazione. È nelle città che si rilevano gli effetti più negativi dei trasporti (emissioni, congestione e incidenti). Per questo il trasporto urbano merita un’attenzione particolare. I tre workshop del pomeriggio faciliteranno la riflessione sul tipo di sistema di trasporti di cui abbiamo bisogno per affrontare con successo le sfide che ho appena menzionato, che sono: sicurezza e diritti dei passeggeri, globalizzazione e invecchiamento, ma anche cambiamento climatico e transizione energetica. L’unione europea ha un grande potenziale per individuare risposte adeguate e innovative a tali sfide. I cambiamenti che ci attendono non sono solo nelle mani delle autorità pubbliche. Tutti voi qui presenti avete un contributo da dare, e più in generale tutti noi in quanto passeggeri possiamo contribuire al futuro dei trasporti. Ecco perché è mia intenzione oggi imparare dalla vostra esperienza e desidero quindi incoraggiare voi tutti a condividere con noi idee e opinioni, prendendo la parola direttamente nel corso del dibattito e/o inviando commenti al sito web che ho fatto predisporre a tale scopo. Voglio concludere ricordando che la storia della civilizzazione umana è intrinsecamente legata alla storia dei mezzi di trasporto. Sin dall´epoca dei romani, e ancor prima degli egizi, i mezzi di trasporto hanno determinato le sorti delle guerre (si pensi per esempio alla biga) e permesso al contempo la diffusione della cultura e la scoperta di nuove civiltà (si pensi per esempio ai carri e alle navi). È per questo che sono profondamente convinto che assicurando un futuro sostenibile e competitivo alla nostra politica dei trasporti permetteremo anche uno sviluppo armonioso e duraturo del modello europeo di società. Vi ingrazio per l’attenzione. Vi auguro una fruttuosa giornata e mezza di lavoro. .  
   
 

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