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Notiziario Marketpress di
Giovedì 26 Marzo 2009 |
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CASA, MARTINI (TOSCANA) : «ORA SI PUÒ RIPARTIRE CON UN LAVORO COMUNE» IL GOVERNO HA PRESO ATTO DELLA CONTRARIETÀ DELLE REGIONI AL DECRETO PER L´EDILIZIA UN TAVOLO TECNICO INDIVIDUERÀ, NEL RISPETTO DELLE COMPETENZE COSTITUZIONALI, LE AZIONI UTILI
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Roma, 26 marzo 2006 - Il Governo ha preso atto della contrarietà delle Regioni alla bozza di decreto sulle misure urgenti per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia e si è aperto un tavolo di lavoro Governo-regioni che entro martedì dovrà presentare un inventario di ciò che è possibile, utile e necessario fare in questa materia senza far ricorso a deroghe o allo stravolgimento di regole e competenze, costituzionalmente garantite, di Regioni ed Enti locali. Questa la conclusione della lunga riunione della Conferenza Stato-regioni che si è svolta ieri a Palazzo Chigi. «L’incontro di oggi – ha commentato il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini – ha sgombrato il tavolo dai macigni più grossi rappresentati dalla bozza di decreto del governo, che sia le Regioni che lo stesso presidente del Consiglio hanno considerato estranei alle esigenze necessarie per fronteggiare la crisi». Basti ricordare alcuni aspetti contenuti nella bozza di decreto: cedibilità delle cubature, cambi di destinazione d’uso, interventi nei centri storici e nei parchi. Le critiche che la Regione Toscana aveva formulato al decreto erano quindi giuste, tanto che anche tutte e altre Regioni e parte stessa del governo le hanno condivise. «Ripartiamo da un tavolo sgombro e dalla consapevolezza – prosegue Martini - che alcune iniziative possono essere utili a fronteggiare la crisi economica che colpisce tutto il paese. Penso ad esempio agli interventi necessari per semplificare e dinamizzare l’attività edilizia, penso a possibili aumenti di volume senza però stravolgere i piani urbanistici, senza ricorrere a deroghe e senza produrre interventi che danneggino il territorio. La discussione che abbiamo avuto – conclude Martini - ha prodotto tre risultati positivi: l’avvio di un lavoro comune con il tavolo, appunto, sgombro; l’impegno del Governo a rispettare le competenze e le prerogative di Regioni ed Enti locali; la disponibilità a lavorare insieme ad un vero piano casa, questione, quest’ultima, di grande urgenza e necessità, ma che la bozza di decreto non affrontava assolutamente». . |
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