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Notiziario Marketpress di
Lunedì 06 Aprile 2009 |
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IL LAVORO INVISIBILE DELLE DONNE
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Abano Terme (Pd), 6 aprile 2009 - Se a livello di Unione Europea lo scarto tra i redditi degli uomini e delle donne è mediamente del 15% nel Veneto – che pure una regione trainante per l’economia italiana – la differenza reddituale arriva al 40% a sfavore delle donne. Lo ha reso noto l’assessore regionale al bilancio e alle pari opportunità Marialuisa Coppola che ha illustrato il 3 aprile ad Abano Terme (Pd) i principali risultati di un’indagine della Regione su questo tema, in occasione del convegno “Il lavoro invisibile delle donne promosso dal Movimento Italiano Casalinghe (Mo. I. Ca. ). Assieme alle rappresentanti nazionali, regionali e locali del Mo. I. Ca. Erano presenti tra gli altri il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Leonardo Padrin e la presidente della commissione regionale pari opportunità Simonetta Tregnago. L’assessore Coppola ha sottolineato che questa analisi sui redditi delle donne in Veneto rappresenta un segnale di attenzione dell’amministrazione regionale e non trova riscontri in Italia. E’ una riflessione che segue la celebrazione nel 2007 dell’anno europeo delle pari opportunità per tutti. L’analisi sulla fiscalità di genere, ha messo in risalto che il gap reddituale tra donne e uomini in Veneto ha carattere strutturale, in quanto il differenziale di reddito si dimostra stabile nel tempo. L’assessore Coppola ha evidenziato che le disparità nei redditi tra donne e uomini aumentano soprattutto nella fase della vita in cui le donne si dedicano al consolidamento della famiglia, cioè tra i 25 e i 44 anni di età. Il maggior differenziale di genere si registra nei redditi da attività professionali e autonome; inoltre, le donne accedono alla carriera imprenditoriale – ma anche politica – con maggiore difficoltà. Tra gli elementi emersi dall’indagine, risulta che il differenziale di genere delle donne sposate è ampiamente superiore rispetto a quello delle donne non sposate. All’aumentare del numero di figli si riduce la partecipazione delle donne alla formazione del reddito familiare. Infine la percentuale delle donne che non hanno redditi tende ad aumentare al crescere del reddito percepito dal coniuge. A parziale compensazione di questi dati, risulta che le donne sono le principali detentrici in Veneto del patrimonio immobiliare. L’assesore Coppola ha concluso facendo presente che l’analisi non ha una valenza solo economico finanziaria ma anche sociale, da cui emerge che la donna che si è ha dedicata totalmente alla famiglia e ai figli rischia poi di trovarsi nella parte finale della vita in situazione di grande difficoltà sia per quanto riguarda il trattamento pensionistico sia nelle possibilità di accedere ai servizi e alle tutele sociali. . |
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