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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 13 Maggio 2009 |
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INFERMIERI: ESPERTI COMUNITARI A CONFRONTO IERI A VENEZIA CARENZE DI ORGANICI PROBLEMA EUROPEO E NON SOLO
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Venezia, 13 maggio 2009 - “I 31. 977 infermieri che operano nel Veneto ed i milioni che assistono malati e anziani in tutta Europa sono un patrimonio inestimabile di qualità professionale e dedizione. Dobbiamo lavorare tutti assieme, Regioni, Stati membri ed Istituzioni europee per garantire loro numeri adeguati, formazione professionale, occasioni di accesso alla professione per i giovani”. Lo ha detto l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto Sandro Sandri, intervenendo ieri a Palazzo Franchetti di Venezia all’incontro europeo sulla professione infermieristica, organizzato dalla Commissione Europea, dall’Oms, e dall’Osservatorio Europeo sui Sistemi delle Politiche Sanitarie in collaborazione con la Regione del Veneto, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, che quest’anno è approdata in Italia, scegliendo il Veneto come sede. Vi hanno partecipato rappresentanti dei Ministeri della Sanità, della Commissione e del Parlamento Europei, e dell’Oms che si sono confrontati con infermieri, medici e ricercatori dei 27 Stati membri dell’Ue. Gli interventi si sono focalizzati principalmente su una problematica che non è certamente solo veneta: gli infermieri in Europa sono pochi per rispondere alle crescenti esigenze di assistenza legati all’allungamento della vita e all’aumento delle malattie cronico-degenerative. Servono quindi scelte strategiche per aumentare il loro numero e favorire l’avvicinarsi dei giovani ad una professione certamente difficile, ma anche molto gratificante. “E’ un lavoro da portare avanti su più livelli – ha detto Sandri – a partire dalle Regioni che sono le Istituzioni più vicine ai cittadini e quindi più a conoscenza delle rispettive reali esigenze”. L’assessore ha quindi illustrato l’esperienza del Veneto e le iniziative messe in atto proprio per rispondere alle esigenze emerse anche su scala europea. “La prima emergenza da affrontare – ha detto Sandri – è la carenza di personale. Nel solo Veneto ci mancano circa 2000 infermieri (e 1000 medici) e questo costringe quelli che ci sono a turni sempre più pesanti. Una possibile soluzione l’abbiamo individuata e sottoposta al Ministro Brunetta, che l’ha accolta con interesse e disponibilità: rendere più elastici i vincoli del Patto di Stabilità (che non vige solo in Italia) per consentire, almeno alle Regioni che hanno i conti in ordine, di poter indirizzare più risorse sull’assunzione del personale, facendo economie su altre voci di spesa ed evitando così lo sforamento del Patto”. Per quanto riguarda l’accesso alla professione da parte dei giovani, Sandri ha ricordato che “in Veneto abbiamo provveduto ad aumentare i posti disponibili per la frequenza dei corsi di laurea, in piena collaborazione con le Università, e ad aumentare il numero delle sedi di corso, ponendo attenzione alla loro capillarizzazione in tutto il territorio regionale”. Una particolare attenzione è stata posta anche al tirocinio clinico, parte fondamentale del percorso formativo degli studenti, mettendo a disposizione dell’Università tutte le Unità Operative e i Servizi delle Aziende Sanitarie venete. . |
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