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10 MAGGIO 2002

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L'ECONOMIA ITALIANA DEL DUEMILA MOSTRA I SUOI CONTORNI CONCLUSA LA RACCOLTA DEI QUESTIONARI PRESSO LE IMPRESE E LE ISTITUZIONI, ARRIVANO I PRIMI DATI 

Roma, 10 maggio 2002 - L'Istat presenta i risultati provvisori dell'8° Censimento generale dell'industria e dei servizi tratti dai riepiloghi forniti dagli Uffici di censimento comunali. Un'immagine più dettagliata sarà disponibile alla fine del 2003, quando saranno pubblicati i risultati definitivi e completi a conclusione del processo di elaborazione dei dati registrati dai questionari. Sono 4.138.219 le unità locali attive delle imprese e delle istituzioni. Il 23,9% appartiene all'industria, il 32,2% al commercio, il 36,9% agli altri servizi e il 7,0% alle istituzioni pubbliche e private. Nel complesso gli addetti alle unità locali sono 18.773.824, suddivisi tra industria (33,0%), commercio (17,8%), altri servizi (29,5%), istituzioni pubbliche e private (19,7%). Rispetto al precedente Censimento del 1991 le unità locali aumentano del 6,9% e gli addetti del 4,4%. I vari settori di attività presentano tendenze differenti: l'industria registra una diminuzione di unità locali (-3,6%) e di addetti (-9,6%); nel commercio, alla diminuzione delle unità locali (-3,2%) corrisponde un lieve aumento degli addetti (0,9%), a conferma di una tendenza alla concentrazione dei punti di vendita che aumentano le proprie dimensioni medie; gli altri servizi presentano un consistente incremento sia delle unità locali (23,9%) sia degli addetti (24,7%), a riprova dello sviluppo decennale segnato dalle attività terziarie. Anche nelle istituzioni è aumentato il numero degli addetti (9,9%). Nel 73,3% dei comuni sono aumentati gli addetti. L'incremento, relativamente più consistente nei comuni fino a 20.000 abitanti, è stato più contenuto in quelli di maggiore ampiezza demografica. Nei grandi comuni (con oltre 100mila abitanti) i dati provvisori segnalano una tendenza alla diminuzione degli addetti, in particolare nell'industria e nel commercio. Nel Nord-est è presente la quota maggiore di addetti all'industria, pari al 38,5% a fronte di una media nazionale del 33,0%. Anche nel Nord-ovest prevalgono gli addetti all'industria (37,8%). Nel Centro gli addetti si concentrano negli altri servizi, con una quota pari al 32,5% contro una media nazionale del 29,5%. Nel Sud si rileva una contenuta prevalenza degli addetti agli altri servizi (28,4%), anche se la quota di addetti alle istituzioni è più alta (26,8%) della media nazionale (19,7%). Nelle Isole si segnala una concentrazione relativa degli addetti nelle unità locali delle istituzioni (31,8%). Il comune con il maggior numero di unità locali (187.862) e di addetti (968.174) è Roma. Il comune con il più elevato rapporto tra addetti alle unità locali e popolazione residente è Orio al Serio (BG) con 2.780 addetti per 1.000 abitanti, mentre quello con il rapporto più basso è Grognardo (AL) con 25 addetti per 1.000 abitanti. Questi, in estrema sintesi, i dati salienti resi noti dall'Istat, da oggi disponibili on line con dettaglio comunale tramite il datawarehouse (http://dawinci.istat.it:2001/cis ) consultabile sui siti www.censimenti.it e www.istat.it Un'immagine da mettere ancora a fuoco. A poco più di sei mesi dalla data di riferimento del Censimento dell'industria e dei servizi vengono resi noti i risultati provvisori, desunti dai modelli riepilogativi inviati da ciascun comune all'Istat e sottoposti a controlli di coerenza interna. Le informazioni riguardano il numero di unità locali e di addetti per le imprese, suddivise in tre macrosettori di attività economica (industria, commercio, altri servizi) e per le istituzioni. L'immagine non ancora esaustiva della struttura economica del Paese, fornita da questi primi risultati, diverrà definitiva solo dopo la registrazione delle informazioni riportate negli oltre quattro milioni di questionari compilati e dopo i relativi i controlli. I dati definitivi dell'8° Censimento dell'industria e dei servizi saranno elaborati entro il 2003, anche per singole sezioni di censimento. Per la loro diffusione è necessaria, oltre alle normali operazioni di registrazione dei questionari cartacei, una complessa procedura di controllo qualitativo di ciascun questionario. Questa prevede la codifica delle attività economiche (874 categorie), delle forme giuridiche e degli indirizzi, da parte dell'Istat; un controllo di copertura delle unità locali attive nei singoli comuni, effettuato sulla base degli archivi statistici a disposizione dell'Istat; la ricostruzione dei dati relativi a tutte le unità locali di una stessa impresa o istituzione plurilocalizzata. Le novità della rilevazione 2001. L'8° Censimento dell'industria e dei servizi rappresenta un importante punto di svolta nel percorso evolutivo dei censimenti economici italiani: si è infatti completato il processo di innovazione, avviato con la realizzazione di ASIA, l'archivio statistico delle imprese attive (ottenuto dagli incroci di diversi archivi amministrativi) e consolidato in occasione del Censimento intermedio del 1996. Il Censimento del 2001 utilizza per la prima volta la tecnica di rilevazione mista "assistita da archivio", potenziando la tradizionale tecnica "porta a porta". Dall'uso congiunto di questionari, precompilati sulla base delle informazioni già presenti nell'archivio Asia e inviati per posta, e del lavoro effettuato sul campo dai rilevatori ci si attende una migliore copertura delle attività economiche. In particolare delle attività legate alla produzione di servizi, finora sotto-rappresentate perché non immediatamente identificabili sul territorio e difficilmente individuabili se non attraverso le informazioni desumibili dalla loro registrazione in archivi amministrativi. Un'economia che cresce. Alla data di riferimento del Censimento (22 ottobre 2001) sono state rilevate 4.138.219 unità locali e 18.773.824 addetti (dipendenti e indipendenti). Rispetto al precedente Censimento le unità locali sono aumentate del 9,3%, se si considerano i dati provvisori del 1991, e del 6,9% se si considerano i dati definitivi. Gli addetti registrano un incremento del 6,1%, nel confronto con i dati provvisori del 1991, e del 4,4% se si considerano quelli definitivi. Occorre ricordare che nel '91, dopo la presentazione dei dati provvisori, vennero acquisite ulteriori 100.000 unità locali e 300.000 addetti. Variazioni di analoga intensità sono attese anche per l'attuale Censimento, grazie al recupero di questionari mancanti ancora in corso in alcuni comuni. Nondimeno, per semplicità di esposizione, in seguito il confronto con il precedente censimento generale viene effettuato solo tra i dati provvisori del 2001 e i dati definitivi del 1991. La composizione per macrosettori di attività economica conferma che l'economia italiana è fortemente caratterizzata da attività terziarie. Nel 2001 le unità locali dell'industria rappresentano il 23,9% del totale, con una riduzione di 2,6 punti percentuali della quota rispetto al 1991. Il commercio, che registra una flessione di 3,4 punti percentuali della quota, comprende il 32,2% delle unità locali. Cresce di 5,1 punti percentuali la quota delle unità locali negli altri servizi, raggiungendo il 36,9% del totale; cresce anche la quota delle istituzioni, il cui peso passa dal 6,1% al 7%. La tendenza alla terziarizzazione dell'economia italiana emerge anche dalla variazione nella composizione degli addetti per settore. Gli altri servizi impegnano infatti il 29,5% del totale, quota che è cresciuta di 4,8 punti percentuali rispetto a dieci anni fa. La quota dell'industria, invece, ha perduto 5,1 punti percentuali e quella del commercio 0,6 punti, mentre la quota relativa alle istituzioni guadagna 0,9 punti. I settori economici. L'industria, che comprende il settore manifatturiero, delle costruzioni, estrattivo e dell'energia, presenta una contrazione del numero di addetti pari al 9,6%, mentre le unità locali mostrano una diminuzione più contenuta, pari al 3,6%. In conseguenza di queste dinamiche, la dimensione media delle unità locali dell'industria diminuisce da 6,7 a 6,3 addetti, confermando una tendenza già emersa dalle rilevazioni annuali sulla struttura delle imprese italiane. Il commercio al dettaglio e all'ingrosso presenta un lieve incremento del numero di addetti pari allo 0,9%, a fronte di una significativa contrazione del numero di unità locali (-3,2%). Le tendenze alla ristrutturazione del settore hanno prodotto un leggero aumento della dimensione media delle unità locali, che è passata da 2,4 a 2,5 addetti nel corso del decennio. Gli altri servizi, di cui fanno parte alberghi, pubblici esercizi, trasporto, comunicazioni, servizi finanziari ed assicurativi, servizi professionali e servizi svolti per le imprese e per le famiglie, registrano un netto aumento sia di addetti (24,7%) sia di unità locali (23,9%). La dimensione media delle unità locali, pari a circa 3,6 addetti, è rimasta sostanzialmente costante. Il settore delle istituzioni pubbliche e private, comprensivo delle attività delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni nonprofit, presenta un aumento degli addetti, pari al 9,9%, e delle unità locali, pari al 21,7%. Allo stato attuale delle informazioni sintetiche deducibili dai riepiloghi comunali, non è possibile valutare distintamente la dinamica dell'occupazione nelle amministrazioni pubbliche e nelle istituzioni nonprofit. La geografia produttiva dell'Italia. Unità locali e addetti sono concentrati soprattutto nelle regioni settentrionali: rispettivamente, 51,2% e 54, 9%. In particolare, nel Nord-ovest è presente il 28,8% delle unità locali e il 31,3% degli addetti; nel Nord-est il 22,4% delle unità locali e il 23,6% degli addetti. Nel Centro le unità locali rappresentano il 20,7% di quelle attive sul territorio nazionale e vi lavora il 20,2% degli addetti. Nell'Italia meridionale la quota delle unità locali è pari al 19,2% mentre quella degli addetti è pari al 17,2 % . Nell'Italia insulare è presente l'8,8% delle unità locali e il 7,7% degli addetti. Le differenze tra aree geografiche emergono in modo più evidente se si considera il rapporto tra numero di addetti e popolazione residente, che a livello nazionale è pari a 333 addetti per 1000 abitanti. Nel Nord-est gli addetti sono 419 ogni 1000 abitanti; nel Nord-ovest 398, nel Centro 354 e il Mezzogiorno, complessivamente, non supera i 235 addetti. Rispetto al 1991 l'indicatore è aumentato in tutte le ripartizioni geografiche, ma con intensità differenti: cresce in misura più consistente nel Nord-est (6,6%), nel Centro e nel Mezzogiorno (in entrambe le aree del 5,8%), mentre aumenta in misura più contenuta nel Nord-ovest (3,2%). Le tendenze nei comuni secondo l'ampiezza demografica Nel corso degli anni 90 si è manifestata una tendenza al decentramento delle attività produttive verso i comuni di piccole dimensioni. Nei comuni con più di 100.000 abitanti si è rilevata una diminuzione degli addetti, per il complesso dei macrosettori e delle istituzioni, pari al 7,2% rispetto al 1991. Nelle altre classi dimensionali si registrano variazioni degli addetti positive e crescenti al diminuire dell'ampiezza demografica. Nei comuni fino a 20.000 abitanti l'occupazione aumenta del 13,3% e questa dinamica trova corrispondenza in quanto è emerso dal contestuale Censimento della popolazione, che ha rilevato nei comuni delle stesse dimensioni più elevati incrementi di popolazione residente. Dai dati provvisori emerge anche un più consistente aumento degli addetti nei comuni che appartengono a un sistema locale del lavoro di tipo manifatturiero, anche se l'incremento ha riguardato soprattutto unità locali di settori diversi dall'industria. In questi comuni gli addetti sono complessivamente aumentati del 9,1%, mentre in quelli appartenenti a sistemi locali di tipo non manifatturiero l'incremento è più limitato: pari al 2,5%. Tra i 784 sistemi locali del lavoro individuati nel 1991 emergono in forte espansione nel Mezzogiorno: Melfi, che a seguito degli insediamenti industriali ha registrato anche un consistente incremento di addetti negli altri servizi, e San Giovanni Rotondo, dove è aumentato significativamente il numero di addetti ai servizi in risposta alla domanda di accoglienza dei pellegrini in visita al Santuario. La "dorsale adriatica". Maggiori incrementi degli addetti si registrano nelle regioni che si affacciano sull'Adriatico, alle quali si aggiungono l'Umbria e la Basilicata, mentre le attività economiche nel vecchio triangolo industriale di Torino, Genova e Milano segnano un incremento limitato, concentrato negli altri servizi. Le regioni della "dorsale adriatica" mostrano un aumento complessivo degli addetti pari all'8,4%, a fronte di un aumento del 2,3% nelle altre regioni italiane. All'aumento dell'occupazione nel Nord-est del paese (Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna) si accompagna un forte aumento anche nelle Marche, Puglia, Basilicata, Umbria e, in misura più ridotta, nell'Abruzzo e nel Molise. Censimento 2001: come accedere ai dati Da oggi i primi risultati del censimento sono on line, consultabili attraverso un datawarehouse (http://dawinci.istat.it:2001/cis) che permette anche confronti con i dati del 1991. Si tratta di un magazzino dati accessibili gratuitamente e destinato ad utenti con esigenze diverse. Infatti, consente di realizzare tavole personalizzate, senza percorsi di consultazione predefiniti, scegliendo le variabili e il dettaglio territoriale di interesse e i relativi cartogrammi. 

NASCE L'AGENZIA NAZIONALE PER L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA IL CDM APPROVA IL REGOLAMENTO CHE SOPPRIME AIPA E CENTRO TECNICO 
Roma, 10 maggio 2002 - Ieri mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il Dpr che istituisce l'Agenzia nazionale per l'Innovazione tecnologica che avrà il compito di sostenere e promuovere il processo d'innovazione della Pubblica Amministrazione attraverso l'uso delle nuove tecnologie. Il Dpr sopprime l'Aipa (Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione) e il Centro Tecnico, accorpando le loro competenze all'interno della nuova Agenzia. "Questo - spiega il Ministro Lucio Stanca - per rispondere ad una esigenza di razionalizzazione degli assetti organizzativi dell'informatica pubblica, esigenza diventata ancora più impellente dopo la nascita del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie". "Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie e il suo Gabinetto - aggiunge Stanca - avranno il compito di dare l'indirizzo politico, il Dipartimento si occuperà della pianificazione degli interventi, l'Agenzia avrà un ruolo tecnico organizzativo e il Comitato di Valutazione continuerà con l'attività sui pareri di congruità tecnico-economica, al fine di assicurare l'imparzialità dei contratti di informatica della Pubblica Amministrazione. Insomma, finalmente abbiamo distinto con chiarezza i diversi ruoli per l'attuazione della strategia di innovazione del Paese". L'Agenzia opererà sotto la vigilanza del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. L'istituzione del nuovo soggetto - che avrà un organico di 150 unità - verrà realizzata nel rispetto delle posizioni di lavoro dei dipendenti di Aipa e Centro Tecnico che transiteranno nell'Agenzia, il che garantisce la tutela di tutte le professionalità. L'Agenzia nazionale per l'Innovazione e le Tecnologie sarà guidata da un direttore generale nominato dal Presidente del Consiglio su proposta del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. 

INDAGINE KPMG INTERNATIONAL SULLE ALIQUOTE FISCALI SUI REDDITI D'IMPRESA NEL MONDO ALIQUOTE FISCALI ITALIANE: RIMANGONO LE PIU' ALTE D'EUROPA A LIVELLO MONDIALE L'ITALIA E' AL TERZO POSTO 
Milano, 12 maggio 2002 - Kpmg International ha diffuso ieri i risultati della consueta indagine internazionale sulle aliquote fiscali sui redditi d'impresa. L'analisi, per il 2002, è stata condotta in 68 paesi, tra cui quelli dell'Unione Europea, i trenta paesi membri dell'Ocse, nonché la maggior parte dei paesi dell'area Asiatica e Pacifica e dell'America Latina. Lo studio conferma anche quest'anno la tendenza generale alla diminuzione delle aliquote fiscali, soprattutto nell'area Ocse e nell'Unione Europea. In Europa, la riduzione delle aliquote da parte di Francia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo ha contribuito ad una ulteriore riduzione dell'aliquota fiscale media che nel 2002 raggiunge infatti il 32,5% rispetto alla media del 2001 che era del 33,7%. Particolarmente significativa la riduzione dell'Irlanda che ha ridotto l'aliquota dal 20% al 16%. Il ribasso dell'aliquota media continua anche nei Paesi Ocse, dove nel 2002 è scesa al 31,4% rispetto al 33% del 2001. Per il secondo anno consecutivo nessun paese aderente all'Ocse ha visto un aumento delle proprie aliquote fiscali sui redditi d'impresa, mentre dodici paesi membri le hanno ridotte. In termini di trend storico, nel periodo 1996-2002, nell'Unione Europea la media delle aliquote fiscali è scesa dal 39% al 32,5% , mentre sempre nello stesso periodo la media è passata dal 37,6 % al 31,4% in tutta l'area Ocse. In America Latina, i sedici paesi oggetto dell'indagine mostrano nel 2002 un'aliquota media del 30,2%, con un lieve incremento rispetto al valore medio del 2001, che era pari al 30,14% (media riclassificata), a causa dell'aumento delle aliquote in Cile. Anche in quest'area, comunque, la dinamica di fondo rimane orientata alla riduzione delle aliquote, come dimostra il piano presentato di recente dal governo messicano per la riduzione delle aliquote fiscali dal 35% al 32% entro i prossimi tre anni. Nell'area Asia/Pacifico, l'aliquota media per il 2002 è ora pari a circa il 31% rispetto alla media del 31,3% del 2001. L'Italia, dove nel 2002 non si è verificata nessuna modifica delle aliquote, si conferma invece come nel 2001 al terzo posto mondiale tra i paesi oggetto dell'indagine (dietro a Giappone e Sri Lanka) ed al primo posto in Europa. "Il primato europeo dell'Italia con il 40,25%", osserva Salvatore Lantino, avvocato e Partner dello Studio Associato a Kpmg International, "è sostanzialmente condiviso con il Belgio, la cui aliquota è pari al 40,17%". "Questa situazione potrebbe però significativamente migliorare a favore dell'Italia" continua Lantino "quando entrerà in vigore la riforma fiscale delineata a fine 2001 dal governo italiano. La cosiddetta riforma Tremonti prevede infatti il passaggio per le imprese ad un'aliquota fiscale complessiva del 33% attraverso la riduzione dell'aliquota Irpeg e l'abolizione totale dell'Irap, e nel momento in cui entrerà in vigore dovrebbe fare scendere l'Italia intorno alla ventesima posizione su scala mondiale e al di sotto della quinta posizione in Europa". "In ogni caso", ricorda Lantino, "le aliquote fiscali nominali non sono l'unico elemento per determinare l'effettivo carico fiscale sulle imprese. In Italia, ad esempio, il carico fiscale nominale può da una parte ridursi a seguito dei benefici della cosiddetta Tremonti-bis e dall'altra aumentare a causa dell'atipica base imponibile dell'Irap e connesse addizionali". "Da recenti indagini in nostro possesso" aggiunge Lantino "è comunque emerso che nell'ultimo anno anche la pressione fiscale vera e propria sembra rimasta sostanzialmente immutata, essendo variata di appena lo 0,1%". Lantino segnala tuttavia che "il rallentamento dell'economia mondiale iniziato nel 2000 potrebbe raffreddare anche, almeno nel breve periodo e nonostante alcuni segnali di una possibile ripresa economica all'orizzonte, la politica di riduzione dei carichi fiscali sulle imprese che si è manifestata su scala mondiale negli scorsi anni. Poichè infatti un qualche scostamento temporale tra cicli economici e politiche fiscali può esistere, non si può escludere", continua Lantino, "che i minori gettiti tributari derivanti dalla minore ricchezza tassabile generata impongano agli Stati di aumentare o almeno non ridurre il carico fiscale per mantenere inalterato il gettito di cui hanno comunque bisogno. In questo contesto, quindi, potrebbe considerarsi positivo anche il fatto di riuscire a mantenere inalterate, non elevandole, le aliquote fiscali e la connessa pressione tributaria". 

BORSA ITALIANA SPA: IN APRILE NUOVI MASSIMI STORICI PER GLI SCAMBI DELL'AFTER HOURS E PER IL NUMERO DI COVERED WARRANT QUOTATI 
Milano, 10 maggio 2002 - Nello scorso mese di aprile il mercato azionario è stato caratterizzato da una sostanziale stabilità dei volumi di negoziazione. Anche gli scambi di covered warrant, di titoli a reddito fisso e di strumenti derivati sono risultati in linea con il mese precedente. Gli scambi del trading after hours hanno invece fatto registrare il nuovo massimo storico per scambi in una singola seduta. Gli indici della Borsa hanno chiuso il mese in leggera flessione dai valori massimi annuali. Grazie alle 929 ammissioni nel mese, il numero di covered warrant quotati su MCW ha raggiunto il nuovo massimo storico di 7.466. Andamento degli indici Nella prima metà di aprile l'indice Mib è progressivamente cresciuto fino a raggiungere il nuovo massimo del 2002 mercoledì 17 a quota 23.474 (+5,6% su fine 2001). E' poi subentrata una fase di correzione, che nelle restanti due settimane ha portato l'indice a chiudere a quota 22.712, con una variazione di -2,6% nel mese (+2,2% rispetto a fine dicembre). L'indice Numex del Nuovo Mercato è stato interessato da un trend analogo, ma con un profilo negativo più accentuato, che ha determinato una flessione mensile dell'11,1%, portando il confronto con fine anno a -17,5%. All'interno della Borsa è proseguita ancora la tendenza dell'indice MibSTAR a sovraperformare l'indice generale e il Mib30: il 30 aprile il valore dell'indice MibSTAR è stato di 1.006, con una variazione positiva dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 10,7% rispetto a fine 2001. Tutti e tre i macrosettori hanno chiuso con performance negative (Finanziari -0,2%, Industriali -1,5%, Servizi -4,6%). Tra i settori principali (pari almeno all'1% della capitalizzazione) si sono distinti in controtendenza Banche (+2,1%) e Minerari (+1,8%), in negativo Auto (-13,7%) ed Elettronici (-8,3%). La volatilità è risultata in ripresa ma attestata su valori contenuti sia per la Borsa (11,6%) che per il Nuovo Mercato (19,6%). Capitalizzazione e listino Nonostante l'apporto di una nuova società quotata, l'andamento negativo dei corsi ha mantenuto sostanzialmente stabile la capitalizzazione delle società nazionali quotate, passata dai 619,6 miliardi di euro di fine marzo a 611,3 (pari al 48,8% del Pil). Nel dettaglio, la ripartizione dei mercati, vede la Borsa a quota 595,6 miliardi di euro, il Nuovo Mercato a 10,6 e il Mercato Ristretto a 5,1. La quotazione in Borsa, avvenuta il 15 aprile, di Banca Antonveneta (realizzata senza preventiva offerta pubblica in quanto il flottante era già diffuso) ha riportato il numero complessivo di società quotate al livello di 297, raggiunto in precedenza nel dicembre 2000, che rappresenta il massimo storico per il mercato italiano. Le 929 nuove ammissioni di aprile hanno portato il numero di covered warrant quotati su MCW al nuovo massimo storico di 7.466, superiore non solo ai 5.866 di fine dicembre, ma anche al precedente record di 7.420 stabilito nell'agosto scorso. Scambi Gli scambi azionari (160.000 contratti e 2,76 miliardi di euro al giorno) hanno evidenziato nel complesso una sostanziale stabilità rispetto al mese precedente. Nel dettaglio, la media giornaliera è stata di 148.000 contratti e 2,72 miliardi di euro per le azioni quotate in Borsa (-7,2% e +0,4% rispetto a febbraio), di 11.000 contratti e 35,2 milioni di euro per le azioni quotate al Nuovo Mercato (-37,8% e -47,8%). Considerando i più ridotti livelli dei corsi, per la Borsa si tratta di un volume di scambi superiore di circa il 10% a quello medio del 2001. E' significativo notare come la seduta del 25 aprile, giornata festiva per il calendario civile, è stata caratterizzata da livelli di liquidità in linea con quelli delle sedute precedenti (scambi di azioni quotate in Borsa per 2,55 miliardi di euro). Tim è risultata l'azione più scambiata per controvalore, con il 13,6% degli scambi totale, seguita da Eni (10,1%) e STMicroelectronics (7,5%). La dimensione media dei contratti negoziati sulle azioni della Borsa è leggermente cresciuta rispetto ai mesi precedenti, senza evidenziare alcun effetto dell'abolizione dei lotti minimi in vigore da gennaio. Nella fase diurna è risultata pari a 18.550 euro (17.250 in marzo), in quella serale - caratterizzata da volumi particolarmente elevati - a 7.818 (4.200). Anche gli scambi di covered warrant sono stati interessati da una sostanziale stabilità sia in termini di contratti (media giornaliera 25.200, +2% su marzo), sia di controvalore (media giornaliera 85,5 milioni di euro, +5%) Gli scambi dell'after hours si sono invece dimostrati in decisa crescita in termini di controvalore e in leggero calo per numero di contratti. La media giornaliera è stata pari a 31,7 milioni di euro (+29% rispetto ai 24,7 di marzo) e a 6.213 contratti (-18% rispetto ai 7.610 di marzo). In crescita anche il rapporto dell'intensità dell'attività di trading rispetto alla fase diurna, salito al 16% per i contratti e a poco meno del 6% per il controvalore, un livello mai raggiunto in precedenza. La crescita ha riguardato in particolare le azioni della Borsa, ai massimi storici per controvalore e per incidenza rispetto alla fase diurna. La sera del 15 aprile è stato raggiunto il nuovo massimo storico per controvalore, con scambi per oltre 162 milioni di euro. Giovedì 18 aprile, in concomitanza con l'incidente aereo verificatosi nel centro di Milano, la seduta è stata sospesa alle 18:16. Il leggero calo dei volumi del Mot, passati per i titoli di Stato dai 697 milioni di euro giornalieri di marzo a 635 (-9%) e per le obbligazioni da 34 a 29 milioni di euro al giorno (-16%), è quasi interamente attribuibile alla particolarità del 25 aprile. La chiusura degli sportelli bancari influenza infatti decisamente la liquidità del mercato del reddito fisso, che scende di solito di oltre l'80%. L'EuroMOT, con scambi complessivi per 3.900 contratti e 144 milioni di euro, è stato invece interessato da una riduzione della liquidità, che si mantiene comunque su livelli pari al doppio di quelli dell'anno precedente. I volumi di negoziazione dei derivati azionari dell'Idem hanno evidenziato un leggero calo per i derivati su indice, cui è corrisposta una crescita degli scambi di opzioni su azioni, che in termini complessivi ha determinato una variazione del +4% del numero di contratti standard. La media giornaliera si è ridotta per gli scambi di futures sul Mib30 (dai 19.500 di marzo ai 16.500 di aprile in termini di contratti standard e da 3,17 a 2,65 miliardi di euro in termini di controvalore nozionale), per il miniFIB (da 7.200 a 6.700 contratti standard e da 234 a 214 milioni di euro di controvalore nozionale) e per le opzioni su Mib30 (da 7.300 a 6.400 contratti standard al giorno e da 586 a 513 milioni di euro al giorno di controvalore nozionale), mentre è cresciuta per le opzioni su azioni (da 23.500 a 27.300 contratti standard e da 132 a 139 milioni di euro al giorno di controvalore nozionale). A partire dal 22 di aprile è entrata in funzione la nuova piattaforma tecnologica caratterizzata da maggiori livelli di efficienza e nuove funzionalità operative. 

IPO: VITA DIFFICILE IN BORSA PER SMALL E MEDIUM CAP ITALIANE E'IL QUADRO CHE EMERGE DA UN INEDITO STUDIO SU 53 PICCOLE E MEDIE AZIENDE MANIFATTURIERE QUOTATE DAL 1995 A OGGI, CONDOTTO DA BANKNORD 
Milano, 10 maggio 2002 - Vita difficile in Borsa per le Small e Medium Cap Italiane: spesso, infatti, alle buone performance aziendali non corrisponde un adeguato apprezzamento borsistico, ciò anche per la mancanza di attenzione da parte degli investitori istituzionali che tradizionalmente non investono sotto certe soglie dimensionali (tipicamente 100-200 milioni di euro di capitalizzazione). Questo, in estrema sintesi, il quadro emerso da uno studio effettuato da Banknord su un campione di 53 piccole e medie imprese manifatturiere quotate alla Borsa Italiana dal 1995 a oggi (escludendo le società appartenenti al settore dei servizi, del Mib30, Midex e Nuovo Mercato). Lo studio, è stato presentato ieri a Milano, da Francesco Brioschi, Manuela Barbieri e Fulvio Delaiti di Banknord, in occasione del Convegno organizzato dalla Sim milanese sul tema "C'è valore nelle Ipo ", giunto alla seconda edizione. Tim Jenkinson, della Oxford University, autore di numerose pubblicazioni internazionali e libri sulle nuove quotazioni, ha tenuto un intervento su "Developments in the Global Market for Ipos", descrivendo l'evoluzione mondiale nel settore delle Iposs e soffermandosi sulla crescente importanza del ruolo degli investitori istituzionali nella gestione delle offerte pubbliche e sull'evoluzione delle modalità di collocamento. Giancarlo Giudici e Stefano Paleari, dell'Università di Bergamo e Politecnico di Milano, hanno fornito un quadro del mercato italiano delle Ipos. In particolare sono state mostrate alcune statistiche relative ai rendimenti di mercato nel breve e nel lungo periodo e sono state analizzate le più recenti linee di tendenza nell'organizzazione delle offerte pubbliche. Agli interventi di commento e di analisi, ha quindi fatto seguito una tavola rotonda moderata da Marco Liera (il Sole 24 Ore), nel corso della quale imprenditori e manager hanno portato la loro testimonianza diretta sul tema, evidenziando le difficoltà del processo, ma anche l'importanza della quotazione quale passaggio fondamentale per lo sviluppo di una impresa che voglia affrontare con successo la sfida competitiva nel mercato globale. Sono intervenuti al dibattito Giuseppe d'Imporzano (Sadi), Aldo Fumagalli (Sol), Graziano Verdi (Granitifiandre), Oscar Zannoni (Gruppo Ceramiche Ricchetti), e Carlo Rosani (Cembre). Nell'ambito della tavola rotonda, una particolare attenzione è stata rivolta al contributo che, specie in fase di pre-Ipo, possono dare le società specializzate in advisory, sia in termini di preparazione alla quotazione (definizione del piano industriale, valutazioni, ricerca dei migliori operatori di mercato nel ruolo di sponsor e specialist) che nella eventuale ricerca di un private equity fund che investa in una fase antecedente alla quotazione. Su questo tema si è incentrato l'intervento di Paolo Favilla, Amministratore Delegato di Bkn Corporate Finance, società recentemente costituita in joint venture dallo stesso Favilla con Banknord e specializzata nelle attività di corporatefinance rivolte in modo particolare alle imprese di medie dimensioni. 

SCOTTISH WIDOWS INVESTMENT PATNERSHIP E COFIRI SIM SIGLANO UN ACCORDO PER IL MERCATO ITALIANO 
Milano, 10 maggio 2002. Scottish Widows Investment Partnership, una delle maggiori Società di Asset management in Europa con una massa gestita di 127 miliardi di Euro, e Cofiri Sim, la società di intermediazione che fa capo alla finanziaria Cofiri SpA, hanno siglato un accordo di collaborazione per lo sviluppo della gestione di portafogli individuali con controparti istituzionali in Italia. Obiettivo della partnership, presentata ieri a Milano nel corso di una conferenza stampa, l'acquisizione di mandati di gestione per conto di clienti istituzionali quali Fondi pensione di nuova costituzione, Fondazioni Bancarie, Casse Previdenziali, Tesorerie Corporate e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi per la clientela istituzionale italiana. Cofiri Sim è posseduta al 100% da Cofiri S.p.A., una delle più importanti finanziarie d'investimento indipendenti operanti in Italia, con circa 250 dipendenti. L'accordo di partnership sarà gestito inizialmente dagli uffici di Milano e Roma che offriranno la propria esperienza nei vari campi d'attività. Il processo di analisi degli investimenti di Schottish Widows Investment Partnership, offrirà alla partnership una visione globale che permetterà di ottimizzare il servizio di gestione. Oltre a coniugare l'expertise di Scottish Wídows nella gestione di asset classes globali con quella di Cofiri Sim a livello nazionale ed europeo, l'accordo consentirà una forte sinergia commerciale derivante dal l'appartenenza a gruppi di primissimo piano a livello europeo e italiano e il raggiungimento di nuovi parametri di eccellenza dei servizio offerto alla clientela istituzionale attraverso la personalizzazione di contrattualistica, back office, reportistica e monitoraggio dei rischio. "Siamo convinti che nei prossimi anni l'Italia sarà il mercato più importante in ambito europeo e con questo accordo contiamo di replicare il successo che abbiamo ottenuto in Giappone e Scandinavia, continuando a crescere nel nostro business della gestione patrimoniale", ha commentato Chris Walker, responsabile della Divisione Istituzionale di Swip. "Abbiamo identificato in Swip un partner ideale per un mercato in forte crescita come quello italiano - ha concluso Gilberto Gabrielli, Presidente di Cofiri S.p.A. e Cofiri Sim. -Le capacità operative e l'approfondita conoscenza dei mercato italiano di Cofiri, unite al processo di analisi degli investimenti svolta Swip, sono direttamente funzionali al conseguimento dei nostri obiettivi." 

PER I CHIEF FINANCIAL OFFICERS (CFO) DEL SETTORE FINANZIARIO L'ICT GENERA FATTURATO 
Milano, 10 maggio 2002 - Secondo una ricerca condotta da Cfo Research Services in partnership con Getronics, i Cfo (Chief Financial Officers) del settore dei servizi finanziari considerano l'Information and Communication Technology (Ict) un fattore che genera fatturato e non più solo un mero costo aziendale. La ricerca rivela come la maggior parte dei Cfo consideri l'Ict fondamentale per la prosperità del business: il 95% la ritiene necessaria per il miglioramento del business e il 74% la reputa "importante" e "cruciale" per la crescita del fatturato e del profitto. La ricerca ha contattato 288 Cfo di società di servizi finanziari, aziende chimiche, farmaceutiche, di telecomunicazioni e di società attive nel retail con un fatturato medio annuo di 4,2 miliardi di euro e sede negli Stati Uniti e in Europa. La ricerca commissionata da Getronics ha evidenziato come il 59% dei Cfo di società operanti nel settore dei servizi finanziari svolgano un ruolo attivo dedicando oltre il 10% del loro tempo all'Ict. Il 64% dei Cfo ha dichiarato di aver migliorato il processo decisionale grazie ad analitiche in tempo reale mentre il 64% utilizza l'Ict per aumentare il numero dei servizi self-service alla clientela accessibili via Internet. Un portavoce di Getronics ha affermato: "La nostra ricerca rivela un forte cambiamento nella partecipazione dei Cfo agli investimenti Ict e una più positiva considerazione del ruolo che l'Ict gioca nel business. I dati confermano ciò che molti direttori e manager informatici già sapevano da tempo: che gli investimenti in Ict sono più che semplici tagli di costi. Creando nuovi canali verso il mercato e migliorando i servizi alla clientela, l'Ict può aiutare in modo proattivo a generare fatturato e avere un significativo impatto sui risultati." Mary Driscoll, president del Cfo Reserach Services ha commentato: "E' la prima volta che siamo in grado di affermare che i Cfo sono decision maker fondamentali nella scelta della strategia tecnologica e che il loro ruolo contabile tradizionale sta profondamente cambiando." 

PRIMO TRIMESTRE 2002: FASTWEB REGISTRA UNA CRESCITA ESPONENZIALE IN TERMINI DI RICAVI, CLIENTI E RETE 
Milano 8 maggio 2002 - FastWeb, l'operatore italiano di telecomunicazioni a larga banda del gruppo e.Biscom, nel primo trimestre ha conseguito ricavi per 42 milioni di Euro, pari a sei volte il valore del primo trimestre 2001. in merito Silvio Scaglia Amministratore Delegato FastWeb - e.Biscom "L'anno è iniziato molto bene e sono sicuro che centreremo l'obiettivo di raddoppio del fatturato previsto per il 2002. - Continueremo a focalizzarci sul core business delle telecomunicazioni metropolitane a larga banda, che hanno riscontrato un'ottima accoglienza in Italia e in Germania, come dimostrano i risultati relativi alla crescita dei clienti". I ricavi di FastWeb hanno registrato un incremento di quasi il 20% rispetto al quarto trimestre 2001: una crescita particolarmente significativa considerato che di norma il primo trimestre subisce una flessione rispetto all'ultimo periodo dell'anno precedente per fattori di stagionalità. Nel complesso, nei primi tre mesi del 2002 FastWeb ha inciso per oltre il 60% sui ricavi consolidati di e.Biscom. A livello di Ebitda, nel primo trimestre FastWeb ha contenuto le perdite a 6,5 milioni di Euro, rispetto agli 8,4 milioni di Euro dello stesso periodo del 2001. Nel corso dell'esercizio 2002 la perdita continuerà a ridursi e la società conferma di essere più che in linea con le previsioni di raggiungimento del break even di Ebitda. Nel primo trimestre il numero di clienti FastWeb ha superato quota 76.700, in aumento del 57% o di 27.800 nuovi abbonati, rispetto ai 48.900 dell'ultimo trimestre 2001, caratterizzandosi come il miglior trimestre in assoluto in termini di crescita clienti. Nel primo trimestre sono aumentate di quasi il 60% le unità abitative raggiunte rispetto al quarto periodo del 2001, a quota 500.000. Attualmente FastWeb ha clienti in tutte le principali città italiane: Milano, Roma, Torino, Genova, Napoli e Bologna. Nello specifico, la rete FastWeb raggiungerà entro la fine del 2002 tutte le aziende, le famiglie e i Soho di Milano. Al termine del primo trimestre i clienti business hanno superato quota 13.660, di cui oltre 450 grandi o medie imprese e 13.210 piccole imprese e Soho. I clienti residenziali sono 63.060. La market share complessiva si è mantenuta intorno al 10%, nonostante l'eccezionale crescita del mercato potenziale di riferimento. La quota di mercato ha invece superato il 27% in alcune delle aree che per prime hanno avuto accesso ai servizi di telecomunicazione a larga banda. La società continua a registrare un incremento del numero di nuovi abbonati giornalieri, che in media nel mese di marzo hanno superato quota 425. Quanto alle connessioni, sempre nel mese di marzo FastWeb ha attivato quotidianamente una media di circa 325 clienti. Comunque un dato in netto miglioramento, visto che nell'ultima settimana di aprile sono stati connessi in media 450 abbonati al giorno. Al momento sono già stati connessi alla rete più della metà dei clienti acquisiti. Sul fronte dei servizi innovativi, FastWeb ha introdotto per la clientela residenziale il "VideoRec", che permette di registrare le trasmissioni televisive dei principali canali nazionali senza l'ausilio di videocassette o videoregistratore. La registrazione può essere programmata dal televisore o da qualunque pc collegato a Internet, come ad esempio quello dell'ufficio. FastWeb è l'unico operatore al mondo in grado di offrire ai propri clienti un servizio tecnologicamente così avanzato. Tra gli altri servizi FastWeb che hanno riscontrato successo, le reti private virtuali su protocollo IP e l'offerta Business to Employee (B2E). Alla fine del primo trimestre il numero di reti IP private virtuali è salito a 180, con un incremento del 50% rispetto al termine del 2001: un dato che conferma l'eccezionale crescita di FastWeb in questo segmento di mercato. Grazie all'offerta B2E, i dipendenti possono lavorare comodamente da casa collegandosi alla LAN aziendale alla velocità di 10 Mbit/s. Il pacchetto B2E, oltre alla connessione Internet, comprende il servizio di telefonia FastWeb e il Video on Demand, con la possibilità di usufruire su fibra dell'offerta pay e pay per view dei canali satellitari. La rete FastWeb di accesso locale si estende per 3.869 Km, con un incremento del 58% o di 1.423 Km rispetto alla fine del 2001. 

NASCE LEGANET S.P.A., LA SOCIETÀ AL SERVIZIO DEL CITTADINO, DELLE IMPRESE E DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA LOCALE 
Milano, 10 maggio 2002 - Su iniziativa di Legautonomie, Associazione di Enti locali (Comuni, Province, Regioni, Asl e Università), nasce Leganet S.p.A., società che ha come obiettivo la fornitura e l'erogazione di servizi interattivi ai cittadini, alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni Locali, per il tramite del Portale Nazionale di servizi. Oltre a Legautonomie, che raggruppa circa 2500 Enti Locali, per più di 28 milioni di abitanti ed è distribuita su tutto il territorio nazionale, il progetto vede coinvolti partner importanti come: Bull Italia, che si occuperà della realizzazione dei progetti e servizi da proporre alle Pubbliche Amministrazioni; Confservizi Lazio, che nel territorio della Regione Lazio raggruppa diverse aziende municipalizzate; Do It Now, specializzata in ambienti e-procurement; EliosNet, attiva nell'erogazione di servizi su portali e di soluzioni e-learning; Gruppo Urmet-Soluzioni Software, che fornirà le soluzioni vocali dei portali; MultiMedia Consulting Company, operante nel settore delle tecnologie multimediali. L'apporto sinergico delle diverse Società risulterà di fondamentale importanza per assicurare professionalità, elevate competenze tecnologiche e qualità nei servizi. Amministratore Delegato di Leganet S.p.A. è Alessandro Benzia, dirigente della Eliosnet S.p.A.. Leganet si propone come system integrator e outsourcer per progetti chiavi in mano di portali di servizi per i Comuni; come operatore della formazione attraverso il portale di Leganet, con una vasta offerta di master per dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni; e, infine, come consulente nei confronti degli Enti Locali sul piano istituzionale, organizzativo e informatico. Parte dei servizi offerti da Leganet, interesseranno direttamente i cittadini e le imprese: accesso ai servizi comunali tramite smartcard (Cie, Cns, Csc); servizi interattivi dell'area Servizi demografici, dell'Area Tributi (accesso e pagamento), dell'area Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp), dell'area Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap); servizi interattivi correlati al Sistema Informativo Territoriale; formazione a distanza. Per gli Enti Locali l'offerta prevede consulenza online, gestione informatizzata degli iter procedurali e della documentazione, e-procurement, e-learning. 

ON BANCA: LA TRIMESTRALE PRIMI EFFETTI DELLA RIORGANIZZAZIONE : RISULTATO DI PERIODO PERDITA NETTA IN LINEA CON LE PREVISIONI, PASSANDO DA 5,3 A 4,5 MILIONI DI EURO. 
Milano, 10 maggio 2002 Il Consiglio di Amministrazione di ONBanca ha approvato, in data odierna, la relazione trimestrale al 31 marzo 2002. Il risultato netto di periodo, pari a - 4.518 migliaia di euro, è allineato alle previsioni di budget ed in miglioramento rispetto al risultato dello stesso periodo del 2001 (- 5.340 migliaia di euro). Il percorso di focalizzazione dell'offerta e di razionalizzazione della struttura, intrapreso nel secondo semestre 2001 per affrontare l'andamento dei mercati e dell'e-finance ha cominciato a manifestare la propria efficacia nel primo trimestre 2002, soprattutto sul margine commissionale (che passa da - 1.540 migliaia di euro nel primo trimestre 2001 a -681 migliaia di euro nel primo trimestre 2002) e sul contenimento dei costi. E' stata completata l'opera di riorganizzazione della rete di promotori finanziari, intrapresa con il pieno appoggio degli Area Manager e finalizzata alla razionalizzazione dell'intera struttura ed al miglioramento della produttività e della redditività del network di vendita. Quest'ultimo passa da una dimensione di 246 professionisti al 31 dicembre 2001, a 233 promotori al 31 marzo 2002, con una crescita della raccolta di risparmio gestito del 23% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente ed un considerevole incremento della produttività pro-capite. In termini assoluti, la raccolta di risparmio gestito al 31 marzo 2002 si attesta a mln euro 416 (mln euro 400 al 31.12.01 e mln euro 337 al 31.3.01). Nota: In allegato i prospetti di Conto Economico Riclassificato al 31 marzo 2002 Stato Patrimoniale Riclassificato al 31 marzo 2002 

ITALCEMENTI: RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2002: INCREMENTO DEL FATTURATO DEL 3,3% 
Milano, 10 maggio 2002 - Il Consiglio di amministrazione di Italcementi Spa ha preso in esame ed approvato la relazione trimestrale consolidata al 31 marzo 2002. Nel primo trimestre dell'anno Italcementi Group ha registrato un incremento del fatturato del 3,3% per effetto dell'evoluzione positiva dell'attività (+1,3%), dell'ampliamento dell'area di consolidamento (+1,3%), nonchè per la variazione dei tassi di cambio (+0,7%). Il maggior contributo all'aumento dei ricavi è venuto dai paesi dell'Unione Europea, principalmente dall'Italia, mentre le flessioni più significative hanno interessato la Turchia e, per effetto della considerevole diminuzione dei prezzi, la Thailandia. All'ampliamento dell'area di consolidamento hanno contribuito principalmente l'acquisizione della cementeria di Sri Vishnu in India e quella di Marmara Cimento, terminale con impianto di macinazione, ad integrazione di quello contiguo di Ambarli (Istanbul). Come già evidenziato nelle precedenti relazioni l'andamento del primo trimestre, è scarsamente rappresentativo della tendenza dell'intero esercizio per le caratteristiche del settore in cui il Gruppo opera. Per omogeneità di confronto i dati del primo trimestre 2001 sono stati rielaborati consolidando proporzionalmente il 50% di Zuari Cement Ltd che nelle relazioni infrannuali dello scorso anno era stata consolidata col metodo integrale. I livelli globali di attività del Gruppo nel primo trimestre sono migliorati rispetto a quelli già decisamente buoni dei primi tre mesi dello scorso anno, con situazioni tuttavia differenziate nei vari mercati: a fronte di una sostanziale stabilità dei volumi nell'Unione Europea, si è registrato un leggero decremento nel Nord America, mentre è proseguita la crescita nei Paesi emergenti, con l'importante eccezione della Turchia, tuttora in difficoltà. Nel primo trimestre il margine operativo lordo (176,7 milioni di euro) e il risultato operativo (84 milioni di euro) hanno evidenziato una flessione pari rispettivamente all'1,8% e al 2,5%. L'aumento dei costi operativi, pur contrastato dai programmi per il miglioramento dell'efficienza industriale, ha subito un significativo impatto dal prolungato periodo di sciopero nelle cementerie di Ciments Calcia (Francia). I risultati sono stati inoltre influenzati dalla flessione dei ricavi medi unitari in Thailandia. Buono è stato invece l'andamento dell'Italia e degli altri Paesi dell'Unione Europea e del Nord America.Il venir meno delle perdite di cambio registrate lo scorso anno per la svalutazione della lira turca e l'apporto di SUEZ Cement, consolidata nel periodo in esame con il metodo del patrimonio netto, hanno sostanzialmente determinato il cospicuo progresso dell'utile. Infatti l'utile totale sale da 17,9 a 28,1 milioni di euro mentre l'utile di pertinenza del Gruppo cresce da 12,2 a 24 milioni di euro. La capogruppo Italcementi Spa ha realizzato nel primo trimestre 2002 un fatturato di 205,4 milioni di euro (+6,1%) e un margine operativo lordo di 52,9 milioni di euro (+7,6%), mentre l'utile netto è passato da 16,3 a 20,5 milioni di euro con un miglioramento del 25,9% rispetto al corrispondente periodo del 2001. Nonostante il permanere di elevati margini di incertezza sull'evoluzione di alcuni mercati, si ritiene che i risultati del Gruppo per l'esercizio in corso dovrebbero essere almeno in linea con quelli dell'esercizio precedente, mentre i risultati della Capogruppo dovrebbero registrare un miglioramento. 

EUPHON: LA PRIMA TRIMESTRALE 2002: EBITDA CONSOLIDATO PARI A 3,5 MILIONI DI EURO (-8,2% RISPETTO AI 3,8 MILIONI DEL MARZO 2001)
Milano, 10 maggio 2002 - Siglati importanti contratti nell'area delle produzioni televisive e realizzata una delle principali attrazioni del nuovo Parco Tematico della Warner Bros a Madrid. Valore della produzione consolidato pari a 28,7 milioni di Euro (+5,3% rispetto ai circa 27,3 milioni del primo trimestre 2001), Ebitda consolidato pari a 3,5 milioni di Euro (-8,2% rispetto ai 3,8 milioni del marzo 2001), Ebit consolidato pari a 0,6 milioni di Euro (-54% rispetto all'1,25 milioni del 2001) ed Ebt pari a 334 mila Euro (797 mila nel primo trimestre 2001). Sono questi, in sintesi, i principali risultati consolidati del primo trimestre 2002 approvati dal Consiglio di Amministrazione di Euphon, Gruppo multinazionale quotato al Nuovo Mercato operante nei settori della produzione e post - produzione televisiva, della comunicazione interattiva ed on-line e nella realizzazione di eventi e sistemi audiovisivi. In particolare, va rilevato come l'incremento registrato dal valore della produzione - superiore del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente - derivi integralmente da una crescita interna. Nel corso del primo trimestre, sono stati avviati diversi importanti progetti, come la realizzazione della struttura necessaria a rendere operative le partnership con Eutelsat ed Albacom, l'avvio delle nuove sedi di Los Angeles e Montreal (Automa) e l'apertura di nuove sedi commerciali in Italia. A supporto di tali progetti il Gruppo ha provveduto ad effettuare una serie di importanti investimenti - in termini di risorse umane e tecnologiche - in relazione ai quali si prevede le generazione di ricavi nella seconda metà dell'anno. Nel contempo, con lo scopo di razionalizzare l'attuale struttura, il management ha realizzato i seguenti interventi volti a migliorare l'integrazione ed il coordinamento delle società controllate: acquisizione del restante 40% di Gierrevideo S.r.l. (già controllata al 60%) e incremento della partecipazione in Mozart S.p.A. dal 51% al 75%, per un importo complessivo di circa 1,7 milioni di Euro, potenziamento del sistema informativo (nuovo sistema Erp) ed implementazione di un progetto di centralizzazione degli acquisti. Infine, ricordiamo l'ingresso di un nuovo Direttore Risorse Umane e del Direttore Finanziario. Al 31 marzo 2002, l'indebitamento finanziario netto, pari a 6,8 milioni di Euro (rispetto ai 2 milioni del 31/12/2001) ha registrato un incremento in parte attribuibile all'implementazione del piano di investimenti triennale di 65 milioni di Euro - finanziato in parte dal cash flow aziendale e in parte da debito bancario. Sotto il profilo patrimoniale, si evidenzia la solidità del Gruppo testimoniata da un rapporto Debt/Equity pari a circa 0,10. Per quanto riguarda la capogruppo Euphon S.p.A., la società ha chiuso il trimestre con un valore della produzione pari a 13,9 milioni di Euro (-9,3% rispetto al 31 marzo 2001) ed un Ebitda pari a 1,33 milioni di Euro (1,7 milioni di Euro nel primo trimestre 2001) ed un Ebt di 344 mila Euro. Tra i principali progetti realizzati nell'area delle produzioni televisive vanno menzionati la conferenza via satellite per Enel, il Road show in Italia per Poste Italiane, la presentazione della nuova Alfa Romeo 156 GTA, nonché la realizzazione di tutte le produzioni audiovisive utilizzate nelle diverse attrazioni e di un intero padiglione ("Madhouse", uno dei più visitati) del nuovo Parco Tematico della Warner Bros a Madrid. Tra i nuovi contratti bisogna, invece, segnalare l'accordo biennale per la realizzazione di due canali tematici, il contratto biennale con la Formula 1 di Motonautica, il contratto annuale per le tappe principali del Superbike Europeo e di quello per la realizzazione di due tappe del circuito del Motomondiale. Saranno poi realizzati eventi per New Holland a Madrid, per Seat a Barcellona ed una convention per Burgo. Inoltre è stata assegnata al Gruppo una prestigiosa commessa da parte della Biennale di Venezia per la digitalizzazione del proprio archivio. "Le azioni realizzate nel primo trimestre 2002 - ha affermato Giancarlo Rocchietti, Amministratore Delegato di Euphon - mostrano il forte impegno profuso dall'intero Gruppo per la crescita e l'integrazione delle varie attività". 

MEDIOLANUM: RISULTATI DEFINITIVI 1° TRIMESTRE 2002 UTILE NETTO DEL PERIODO, È STATO DI EURO 27 MILIONI CONTRO EURO 29 MILIONI DELLO STESSO PERIODO DEL 2001 (-7%). 
Milano, 10 maggio 2002 . Il Consiglio di Amministrazione di Mediolanum S.p.A., riunitosi ieri a Milano, ha approvato la relazione sulla gestione dei primi tre mesi dell'anno 2002. I dati definitivi hanno confermato i positivi risultati preliminari. Con riferimento all'Italia, escludendo le masse delle nuove iniziative (Banca Esperia e le controllate straniere, Fibanc e Gamax), i principali risultati sono stati: le Masse amministrate, nonostante l'importante deprezzamento dovuto all'andamento negativo dei mercati azionari, sono cresciute del 16% a Euro 18,9 miliardi da Euro 16,3 miliardi del marzo 2001; l'Utile netto del periodo, è stato di Euro 27 milioni contro Euro 29 milioni dello stesso periodo del 2001 (-7%). La Raccolta netta ha raggiunto, relativamente al risparmio gestito, Euro 511 milioni (+12% rispetto a Euro 455 milioni del 1° Trimestre 2001). A questo risultato ha contribuito in maniera determinante l'incremento del 46% della raccolta netta assicurativa. La raccolta netta del risparmio amministrato è stata anch'essa positiva con Euro 333 milioni, grazie soprattutto al record di raccolta diretta della banca (+9%). Altri elementi di particolare interesse sono stati: i Premi Vita di Nuova Produzione, che hanno registrato un incremento del 71% (Euro 415 milioni circa contro Euro 241 milioni dello scorso anno), in particolare grazie alla fortissima produzione di Premi unici, cresciuti del 93% a Euro 382 milioni (Euro 198 milioni nello stesso trimestre 2001) il totale dei C/C, che al 31 marzo 2002 era n. 309.585 a fronte dei n. 242.922 al 31 marzo dello scorso anno, con un incremento del 27%. il totale dei Clienti, che al 31 marzo 2002 era di n. 730.000 primi intestatari a fronte dei n. 659.000 alla stessa data dello scorso anno, con un incremento dell'11%. la Rete di vendita di Banca Mediolanum, che al 31 marzo 2002 si è attestata su un organico complessivo di n. 5.311 consulenti globali, sostanzialmente in linea con l'organico al 31 marzo 2001(-1%). Da segnalare il forte progresso qualitativo della rete, con 3.924 promotori finanziari, in crescita del 24% rispetto alla stessa data del 2001, consolidando il primato già raggiunto al 31 dicembre 2001. Aggiungendo a questi i 1.390 operatori assicurativi attivi di Partner Time, le Reti di vendita del Gruppo Mediolanum raggiungono un organico complessivo di n. 6.701 unità. Per quanto riguarda i dati consolidati del gruppo, che includono l'effetto delle nuove iniziative (Banca Esperia, Fibanc e Gamax): le Masse amministrate consolidate, hanno raggiunto Euro 22,1 miliardi contro Euro 18,4 miliardi del 31 marzo 2001, crescendo del 20% nei dodici mesi. l'Utile netto consolidato del Gruppo è di Euro 20 milioni, in calo del 22% rispetto al risultato dei primi tre mesi del 2001 (Euro 26 milioni).

IL RUOLO DELL'INFORMATION TECHNOLOGY NELLE ASPETTATIVE DI CRESCITA DELLE PMI UNO STUDIO NETCONSULTING PROMOSSO DA MICROSOFT ITALIA E CONFCOMMERCIO 
Milano, 10 maggio 2002 - Dalla nuova indagine condotta da NetConsulting per conto di Microsoft e Confcommercio emerge un buon livello di informatizzazione delle piccole e medie imprese italiane, che tra il 1995 e il 2001 hanno investito in Information Technology circa 46 miliardi di Euro, facendo registrare un incremento medio annuo di 4/5 punti percentuali in più rispetto alla crescita del mercato IT in generale. Questo andamento positivo ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del sistema economico del nostro Paese: nel 2001 la spesa in IT da parte delle Pmi ha inciso per lo 0,89% sul Prodotto Interno Lordo, pari a quasi 9 miliardi di Euro. Nell'arco di questi cinque anni, il Personal Computer e Internet, da tecnologie di base a disposizione di pochi dipendenti, sono diventati progressivamente strumenti diffusi e indispensabili per comunicare e controllare in modo più attento e completo le attività dell'impresa, dagli aspetti produttivi a quelli logistici e amministrativi, fino al rapporto con i clienti e i fornitori. È indicativo il fatto che, tra il 1995 e il 2001, nelle imprese che hanno maggiormente investito in tecnologie informatiche e in ambiti strategici per il proprio business, la produttività per dipendente sia aumentata di circa 10 punti percentuali in più rispetto a quella del personale di aziende che non hanno pianificato e valutato la spesa IT in modo adeguato. La piccola e media impresa è da sempre una componente fondamentale del sistema economico italiano. Storicamente però, la PMI - proprio per le sue caratteristiche strutturali e dimensionali - ha scontato un certo ritardo nell'adozione degli strumenti informatici; aspetto che si traduce in perdita di competitività su un mercato in rapida evoluzione. Sulla base di queste motivazioni, Microsoft Italia e Confcommercio hanno promosso la ricerca "Impatto dell'Information Technology e del Personal Computer sulle PMI Italiane", realizzata da NetConsulting e presentata stamani nel corso della conferenza stampa "Con l'innovazione crescono le PMI?", svoltasi a Roma presso la sede di Confcommercio. "I dati emersi dallo studio dimostrano che la piccola e media impresa italiana ha saputo in questi anni trasformare il proprio modo tradizionale di operare avviando un processo di rinnovamento legato alle tecnologie informatiche", ha dichiarato Umberto Paolucci, Vice President di Microsoft Corporation. "Per accelerare questa fase e, soprattutto, per aiutare le aziende ancora caratterizzate da un differenziale tecnologico negativo - il numero di addetti per PC in Italia rimane ancora tra i più alti i in Europa: 3,6 contro 1,7 del Regno Unito - è necessario fornire una formazione adeguata, infrastrutture e soluzioni IT in linea con le loro reali esigenze di business. Come emerso dallo studio, infatti, i finanziamenti e le agevolazioni fiscali già avviati con successo dal Governo, da soli non sono più sufficienti per promuovere una completa informatizzazione della PMI". L'indagine, realizzata su un campione di 200 PMI (con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 500) presenti su tutto il territorio nazionale, dimostra come tra il 1995 e il 2001 gli investimenti in tecnologie informatiche da parte della aziende di piccole e medie dimensioni abbiano contribuito in maniera significativa alla crescita dell'intero settore IT. Il loro peso sul mercato totale è infatti passato dal 37% del '95 al 45% del 2001. Il tasso di incidenza del mercato IT in generale sul totale del Prodotto Interno Lordo a prezzi costanti è cresciuto in cinque anni di quasi il 50%, passando dall'1,24% del 1995 all'1,99% del 2001; nello stesso arco temporale, il contributo degli investimenti IT delle PMI sul PIL è quasi raddoppiato, passando rispettivamente dallo 0,46% allo 0,89%. Dallo studio emerge che solo verso la seconda metà degli anni '90 si registra un significativo processo di informatizzazione delle piccole e medie imprese: la diffusione del Personal Computer presso le PMI, che nel 1995 era pari al 23,7%, ha raggiunto nel 2001 il 54,6%, con una previsione per il 2002 pari al 57,5%. Alla Rete, alla fine del 2001, accedeva il 98,5% delle aziende intervistate. È interessante notare che dal 1995 al 2002 la percentuale dei dipendenti in grado di collegarsi autonomamente ad Internet è cresciuta dal 2,1% al 38,3% . Questo processo di informatizzazione è stato agevolato da una standardizzazione delle soluzioni disponibili sul mercato che hanno offerto alle PMI maggior flessibilità e la possibilità di ridurre i rischi sulle scelte architetturali. Sulla base di questi dati, sono stati analizzati i principali effetti dell'introduzione di Internet e del Personal Computer sulle attività e la produttività delle Pmi italiane. In generale, tra i principali benefici del processo di informatizzazione, emerge un aumento della produttività dei dipendenti, la creazione di nuove competenze e un miglior rapporto con i clienti e fornitori, a vantaggio della competitività dell'azienda. La ricerca mostra infatti che le imprese che hanno investito di più e più razionalmente nelle nuove tecnologie hanno visto crescere la propria produttività in modo determinante: il fatturato per addetto registra un aumento del 14% all'anno, contro un aumento del 4% riscontrato da chi ha limitato al minimo indispensabile gli investimenti. Va tuttavia evidenziato che gli investimenti IT da soli non sono sufficienti per produrre in maniera automatica effetti positivi sulla produttività aziendale: le imprese che hanno saputo pianificare la spesa in relazione alle proprie strategie di business, comprendendo quale potesse essere l'impatto delle nuove tecnologie sulla loro attività e, di conseguenza operando scelte adeguate per raggiungere tali obiettivi, hanno registrato benefici di gran lunga superiori (in termini di fatturato e produttività per dipendente) di quelle che non sono state in grado di innovare il proprio modo di operare. "È importante che i fornitori di tecnologie comprendano le nuove esigenze delle piccole e medie imprese italiane e, di conseguenza, sappiano adeguare la propria offerta IT, fornendo loro non più solo prodotti, ma soluzioni in grado di supportare questo processo evolutivo", ha concluso Paolucci. "Come Microsoft siamo impegnati nella realizzazione della terza generazione di Internet, che consentirà alle aziende di ogni dimensione di utilizzare una rete di risorse, servizi, applicazioni software e dispositivi perfettamente integrati tra loro e in grado di adattarsi alle specifiche esigenze del business aziendale". 

GOODEX, SPECIALISTA EUROPEA DELL'E-SOURCING, ARRIVA IN ITALIA CON UN'OFFERTA INNOVATIVA DI CONSULENZA E SERVIZI PROFESSIONALI PER L'APPROVVIGIONAMENTO VIA INTERNET 
Milano, 10 maggio 2002 - Goodex, società leader in Europa per servizi di e-sourcing, sbarca in Italia. E' operativo a Milano un ufficio dal quale la società intende sviluppare e proporre soluzioni strategiche personalizzate, per progetti di e-sourcing caratterizzati da negoziazioni dinamiche su Internet. Presente da oltre due anni nei settori di mercato dei materiali indiretti e diretti e nei servizi, Goodex aiuta le aziende a concludere trattative commerciali estremamente vantaggiose, con risparmi medi che arrivano fino al 19%, rendendo disponibili servizi di consulenza, servizi professionali di analisi del mercato, benchmarking di prodotto, valutazione e scelta dei fornitori, procedure di negoziazione anche su Internet e organizzazione di aste inverse. La filiale italiana della società si avvale dell'opera di un team di esperti di sourcing, tutti professionisti degli acquisti con molti anni di esperienza maturata nei più diversi settori commerciali, e sarà guidata da Alexander Volkel. "Abbiamo obiettivi decisamente ambiziosi" - ha dichiarato Volkel - "dal momento che prevediamo entro fine anno di operare con un team composto da 5 a 10 esperti del mercato italiano e che intendiamo aumentare il numero dei partner commerciali, per offrire i nostri prodotti e servizi non solo alle grandi organizzazioni, ma anche al variegato mondo delle piccole e medie imprese." 

NASCE AUTOEXCHANGE ITALIA SPA, SI RINNOVA IL MERCATO DELL'AUTO USATA A MILANO LA PRIMA SALA D'ASTE PER GLI OPERATORI DEL SETTORE 
Milano, 10 maggio 2002 - Autoexchange riunisce la più importante organizzazione di vendita retail di autoveicoli dei nostro Paese la Car World Italia e le aziende giapponesi Uss (Used car System Solution) e Mitsubishi Corporation con lo scopo di realizzare a Milano la prima sala d'aste di vetture usate riservata agli operatori dei settore. Viene infatti realizzato un punto d'incontro dove le società di noleggio e di leasing, i concessionari e i commercianti di veicoli usati, possono comprare e vendere con la massima libertà e trasparenza i propri veicoli, ottimizzando e razionalizzando il proprio parco di veicoli usati. Ogni operatore potrà semplicemente portare i propri veicoli presso questa struttura, la quale provvederà ogni settimana a certificarne le condizioni e ad organizzare una giornata d'asta alla quale inviterà la pluralità di membri associati, realizzando così un sistema di vendita equo e trasparente. La sala d'aste sorgerà a Milano e sarà dotata di un sistema computerizzato all'avanguardia, che controllerà le operazioni, sarà preciso al millimetro di secondo e registrerà tutte le offerte ricevute, fino ad arrivare in tempi brevi all'aggìudicatarío finale. Ogni partecipante avrà quindi il suo posto a sedere e gli strumenti necessari per fare la propria offerta Nello stesso complesso saranno inoltre presenti tutti i servizi necessari all'attività di compravendita (ad es. un'agenzìa di pratiche automobilistiche ecc..). L'obiettivo di Autoexchange Italia SpA trova la sua ragion d'essere alla luce dei mutamento che il mercato dell'usato sta attraversando nel nostro Paese, in relazione alla tendenza a sostituire un'auto non catalitica con una catalitica. Inoltre prospettìcamente il volume delle transazioni potrebbe incrementarsi notevolmente, portandosi vicino ai livelli di paesi quali Francia, Inghilterra e Germania, nell'auspicato caso di una forte diminuzione dei costi dei passaggio di proprietà e delle varie burocrazie, coerenti con quelle degli altri paesi Cee, utoexchange Italia SpA, la prima realizzazione a livello europeo di questo nuovo sistema di vendita, consentirà pertanto agli operatori di affrontare l'evoluzione dei mercato con i giusti strumenti. 

PIRELLI:VARATO PIANO INDUSTRIALE 2002-2004: DOPO IL TEMPESTIVO DISINVESTIMENTO DALLA FOTONICA E IL REINVESTIMENTO DEI PROVENTI IN OLIVETTI-TELECOM, LA STRATEGIA DEL GRUPPO PREVEDE IL RAFFORZAMENTO DELLA POSIZIONE COMPETITIVA IN TUTTI I SETTORI FACENDO LEVA SU INNOVAZIONE DI PRODOTTO E DI PROCESSO E SU AUMENTO DI EFFICIENZA 
Milano, 10 maggio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli SpA, riunitosi ieri, ha esaminato e approvato il Piano Industriale di Gruppo per il triennio 2002-2004 e la relazione sulla gestione al 31 marzo 2002. Il nuovo orientamento strategico del Gruppo Nel corso degli ultimi anni il Gruppo Pirelli ha compiuto un vasto processo di rilancio e sviluppo, basato sull'aumento dell'efficienza, sulla crescita della redditività e sulla focalizzazione degli investimenti nelle tecnologie, rafforzando così la posizione competitiva e la presenza sui diversi mercati. Nel 2001 il Gruppo ha quindi compiuto una svolta strategica di portata rilevante con l'investimento per complessivi 3.170 milioni di euro in Olimpia - la Società costituita con Edizione (Gruppo Benetton), Intesa-BCI e Unicredito - per un progetto industriale di ampio respiro nel gruppo Olivetti-Telecom Italia. L'operazione ha seguito le tempestive dismissioni dei sistemi Ottici Terrestri a Cisco e dei Componenti Ottici a Corning, due piccole attività in perdita cedute a multipli senza precedenti, con un incasso netto di circa 4 miliardi di euro destinati, oltre che al suddetto investimento in Olimpia, alla distribuzione di un dividendo di entità straordinaria, a ulteriori acquisizioni e ristrutturazioni. L'investimento nel Gruppo Olivetti-Telecom Italia, che non ha richiesto nuovi esborsi finanziari agli azionisti, risponde ad una logica industriale di lungo termine basata su: · la presenza in un primario e profittevole operatore di telecomunicazioni, settore strategico, anticiclico e con prospettive reddituali favorevoli; ·una forte focalizzazione sull'alta tecnologia nel settore della telefonia fissa, mobile, nell'accesso ad Internet e nei servizi web, nella fibra ottica nei sistemi di accesso (fiber to the home) e in altre tecnologie di nicchia; · la possibilità di sviluppare significative sinergie tecnologiche tra i due Gruppi; ·la possibilità di far leva sulle competenze professionali del Gruppo. Il Gruppo Pirelli intende pertanto portare avanti i programmi, avviati in tutti i settori, volti alla crescita e alla creazione di valore e ha accantonato il previsto Piano di dismissioni, considerato che: ·Pirelli è in grado di gestire e sviluppare al meglio i propri asset, come dimostrato dalla miglior performance nei diversi settori rispetto a quella dei principali competitori; ·non c'è alcuna necessità di dismissioni, essendo il Gruppo in grado di autofinanziare il proprio sviluppo; ·l'accelerazione della ristrutturazione avviata nel Gruppo Pirelli e il nuovo Piano triennale forniscono prospettive favorevoli, in termini di redditività e di cash flow. Il Piano Industriale 2002-2004 Le linee guida su cui si basa il Piano industriale triennale del Gruppo Pirelli sono le seguenti: · impegno continuo per l'innovazione della gamma dei prodotti · approccio aggressivo ai settori di mercato più profittevoli ·aumento dell'efficienza della struttura organizzativa ·forte orientamento alle esigenze della clientela. Sulla base delle linee guida sopra descritte il Piano 2002-2004 si pone i seguenti obiettivi: · un'incidenza dei prodotti high tech di oltre il 40% sui ricavi a fine periodo dall'attuale 35%; · una crescita media annua dei ricavi del 3%; · un forte incremento dell'ebit, pari al 25% medio annuo; · un rapporto ebit/ricavi del 7% a fine periodo; L'indebitamento netto del Gruppo Pirelli, che a fine 2001 era pari a 1.089 milioni di euro, subirà un incremento a fine 2002 - essenzialmente per la parte residua degli effetti fiscali dell'operazione Corning (quasi 300 milioni di euro) e per l'effetto di cassa degli accantonamenti per ristrutturazioni (150 milioni di euro) sul bilancio 2001 - per poi diminuire nuovamente. A fine 2004 è previsto un indebitamento netto di circa 1.300 milioni di euro. Cavi e Sistemi Energia Nel prossimo triennio, il Piano, basandosi sulla leadership tecnologica e di mercato, intende procedere lungo le seguenti direttrici di sviluppo: · il completamento degli interventi di ottimizzazione produttiva e della razionalizzazione del complesso impiantistico; · l'introduzione di prodotti e soluzioni innovative facendo leva sulle sinergie con i Pirelli Labs; · l'aumento della presenza nei segmenti di mercato ad elevato valore aggiunto. Sulla base delle linee guida sopra descritte per il Piano si pone i seguenti obiettivi: · i ricavi cresceranno con una media annua del 3% · l'ebit segnerà un marcato incremento, con un tasso medio per anno del 65% ed un'incidenza del 6% sui ricavi del settore a fine periodo. Il Piano 2002-2004 prevede inoltre un importante programma di ottimizzazione delle capacità produttive del settore, anche tramite una riduzione, da realizzare d'intesa con i sindacati, del numero degli impianti nel mondo, che porterà, a fine periodo, un aumento della produzione per impianto del 40%. Gli oneri relativi a tale programma sono di dimensioni limitate, in quanto, in larga misura, già spesati nell'esercizio 2001. Nel Settore Cavi si proseguirà nel significativo processo di recupero di efficienza e di contenimento dei costi che nel triennio prevede: · un aumento della produttività del 28%; · una riduzione dei costi variabili per unità venduta del 7%; · un calo dei costi fissi per unità venduta dell'8%. Il piano prevede, infine, che nel 2004 il contributo derivante dai nuovi prodotti cresca ad un livello superiore al 50% dall'attuale 30% circa dei ricavi totali. Settore Cavi e Sistemi Telecom Dopo un 2001 chiusosi con una situazione di mercato eccezionalmente negativa, che Pirelli ha fronteggiato meglio dei concorrenti mantenendo la redditività a livelli positivi, il nuovo scenario del settore è radicalmente cambiato rispetto a quanto atteso pochi mesi fa: limitate aspettative di recupero sono previste infatti per fine 2002-inizio 2003. Pirelli fronteggerà il nuovo contesto di mercato facendo leva sui suoi tradizionali punti di forza, ovvero la leadership tecnologica, un portafoglio di prodotti completo, la struttura di costi competitiva, un'ampia base di clientela e la presenza globale sui mercati. Grazie a tali fattori Pirelli punta a: ·incrementare la quota di mercato presso i principali clienti e nelle aree a maggior potenziale di sviluppo; · innovare i prodotti e i processi, quali, in particolare, i nuovi cavi ad alta performance, le nuove fibre ottiche, i componenti ottici e optoelettronici di nuova generazione; · sviluppare una forte presenza nel mercato delle reti di accesso tramite soluzioni ottiche avanzate e ampia capacità nel fornire connettività; · aumentare ulteriormente la redditività attraverso un più esteso utilizzo delle fibre ottiche Pirelli. Sulla base di quanto sopra descritto, il Piano industriale triennale si pone i seguenti obiettivi: ·una crescita media annua dell'ebit del 16%; · un forte incremento del rapporto ebit/ricavi al 10% dall'attuale 6,2%. In particolare, Pirelli prevede di aumentare dall'attuale 20% del totale al 35-40%, la commercializzazione dei nuovi prodotti basati su tecnologie di avanguardia, quali ad esempio i microcavi, i cavi ad altissima densità di fibre ottiche, i cavi con protezione "airbag", i cavi speciali per il fiber to the home e i componenti ottici e optoelettronici di nuova generazione. I programmi in corso, volti all'aumento dell'efficienza, permettono di prevedere una riduzione dell'incidenza dei costi sui ricavi al 19% dall'attuale 24% per la componente fissa. Settore Pneumatici Dopo un periodo caratterizzato da forti investimenti nell'innovazione di processo e una miglior performance rispetto ai competitors, Pirelli incentra il Piano triennale su una strategia di ulteriore focalizzazione sull'alto di gamma, in cui è tra i maggiori player. Le principali linee guida che verranno seguite nel settore sono le seguenti: · forte impulso all'innovazione, grazie al focus su nuovi prodotti basati su tecnologie distintive (MIRS, Run flat, PAX); · accentuata focalizzazione sul mercato consumer, facendo leva sui prodotti high performance con specialties nel Moto e nei runflat; ·crescita sul mercato europeo e focus sui mercati NAFTA, con significativo aumento delle vendite nel periodo; · maggiore competitività nelle strutture dei costi. Gli obiettivi che il Piano si pone sulla base delle linee guida sopra esposte sono i seguenti: ·per i ricavi una crescita media annua pari al 4,5%; ·un risultato operativo in aumento del 19% medio annuo; · il rapporto tra ebit e ricavi in crescita dal 6,1% al 9%; Anche in questo settore Pirelli vuole confermare la propria capacità di leadership tecnologica puntando in particolare sul MIRS (Modular Integrated Robotized System) attraverso: ·le quattro unità operative avviate nell'arco di tre anni in Italia, Germania, UK e USA.; · il miglioramento dei valori di qualità, flessibilità e produttività con positivo impatto sulla creazione di valore; ·l'estensione dell'applicazione ai segmenti performance SUV e radial moto. Pirelli Labs Pirelli Labs, il polo di eccellenza tecnologica del Gruppo, ha avviato anche attraverso la collaborazione con qualificati partner internazionali, numerosi progetti di ricerca focalizzati in particolare nei seguenti campi di attività: · componenti e chip ottici di nuova generazione; · nuovi materiali; · fonti di energia alternative; · sensori per l'integrazione elettronica dell'automobile. I principali progetti di ricerca saranno in grado di generare una significativa quota addizionale di valore per il Gruppo nel corso del triennio. La relazione sulla gestione al 31 marzo 2001 Il nuovo Piano Industriale prende avvio in una fase di difficoltà senza precedenti per i mercati di riferimento del Settore Cavi e Sistemi per Telecomunicazioni, che ha pesantemente influenzato l'andamento del primo trimestre 2002. La fase recessiva partita a metà 2001 ha causato un sostanziale dimezzamento della domanda a livello mondiale: al crollo dei volumi si è accompagnata una decisa flessione dei prezzi. Questo fenomeno di mercato ha una tale proporzione da rendere distorsivo il confronto tra gli andamenti della prima metà dell'esercizio 2001 con quella dell'esercizio in corso, con particolare riguardo ai primi 3 mesi del 2001, in cui la redditività del gruppo ha segnato un record storico. Tali fenomeni hanno indotto una sensibile erosione - pari a 92 milioni di euro, di cui 83 attribuibili all'attività Cavi e Sistemi Telecom - del risultato operativo del primo trimestre 2002, che mostra comunque una capacità di reazione del Gruppo, con un recupero reddituale rispetto all'ultimo trimestre del 2001. Anche il secondo trimestre è previsto in ulteriore miglioramento, grazie alle efficienze realizzate. Il Settore Cavi e Sistemi Energia risente, a sua volta, di una congiuntura internazionale decisamente negativa, mentre il Settore Pneumatici conferma una buona tenuta, con ulteriore crescita nei segmenti "alto di gamma". Il Gruppo nel corso dell'ultimo biennio ha mostrato, nelle sue diverse componenti, livelli di efficienza e redditività puntualmente superiori a quelli dei principali concorrenti, ciò induce a guardare con positività all'evoluzione attesa per il prossimo futuro. Il Gruppo Le vendite consolidate del Gruppo al 31 marzo 2002 ammontano a 1.688 milioni di euro (-12,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), principalmente per l'effetto negativo di volumi/mix (-8,5%), dei prezzi (-2,6%) e della variazione dei cambi (-1,6%). Il margine operativo lordo ammonta a 137 milioni di euro, pari all'8,1% del fatturato, contro i 228 milioni di euro del primo trimestre del 2001 (-40%). Il risultato operativo del Gruppo nel primo trimestre 2002 ammonta a 42 milioni di euro (pari al 2,5% delle vendite) rispetto ai 134 milioni di euro dello stesso periodo del 2001 (6,9% delle vendite). In sintesi, le principali variazioni sono dovute al minor apporto del Settore Cavi e Sistemi per Telecomunicazioni (pari a 83 milioni di euro, di cui 26 milioni legati al termine dell'accordo di fornitura con Cisco Systems) e all'intensa attività di Ricerca e Sviluppo i cui costi aumentano di 4 milioni di euro. Gli oneri e proventi finanziari del Gruppo presentano al 31 marzo 2002 un saldo negativo di 62 milioni di euro contro un saldo positivo di 20 milioni di euro del corrispondente periodo dello scorso anno. Il peggioramento è da attribuirsi alla valutazione con il metodo del patrimonio netto della partecipazione di Olimpia SpA (pari a 27 milioni di euro) e al maggior indebitamento medio. La voce oneri e proventi straordinari, di minima rilevanza in questo primo trimestre, comprendeva nel corrispondente periodo dello scorso anno essenzialmente la plusvalenza, al lordo delle imposte, per la cessione sul mercato delle azioni proprie di Pirelli S.p.A. (30 milioni di euro) e 36 milioni di euro riconosciuti da Cisco Systems nell'ambito della cessione dei Sistemi Ottici Terrestri avvenuta nel corso del 2000. Il risultato netto al 31 marzo 2002 è negativo per 12 milioni di euro prima dell'effetto Olimpia e di 39 milioni di euro dopo tale effetto, contro i 148 milioni di euro dei primi tre mesi del 2001. Il patrimonio netto passa da 5.660 milioni di euro al 31 dicembre 2001 ad 5.629 milioni al 31 marzo 2002 essenzialmente per effetto del risultato del primo trimestre. La posizione finanziaria netta è passiva per 1.406 milioni di euro contro 1.089 milioni di euro al 31 dicembre 2001. Tale variazione è da imputarsi principalmente a fattori stagionali, che hanno determinato un incremento del capitale circolante e agli esborsi relativi ai programmi di riorganizzazione accantonati negli esercizi precedenti. Nonostante l'avversa congiuntura, l'impegno prioritario verso la ricerca e l'innovazione tecnologica viene confermato anche nel primo trimestre 2002 con un incremento dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti dal Gruppo che passano da 55 milioni di euro (2,8 % sulle vendite) a 59 milioni di euro, pari al 3,5% sulle vendite. Il personale del Gruppo è pari a 38.260 unità contro 39.127 unità del 31 dicembre 2001. La diminuzione rispetto alla fine dello scorso esercizio è pari a 867 unità, mentre la riduzione rispetto al 31 marzo 2001 è di 3.070 unità. Settore Cavi e Sistemi Energia Le vendite si attestano a 796 milioni di euro (- 2,3% sul primo trimestre 2001). Tale variazione è dovuta all'andamento negativo di prezzi (-3,4%) e volumi (-2,1%) e all'effetto cambio (-0,9%), cui si è contrapposto un miglioramento del mix ed altro (+4,1%). Più in dettaglio, l'andamento negativo del fatturato nei business Power Distribution, Installazioni, Cavi Speciali e Smaltati è parzialmente neutralizzato dall'andamento positivo dei business Mercato Generale, Accessori. Europa e Sudamerica registrano vendite in diminuzione, mentre Australia e Estremo Oriente risultano in miglioramento. Da segnalare il nuovo accordo tra Pirelli Cavi e Sistemi Energia Spa e American Superconductor Corporation per la concessione di vendita a AMSC di Superconduttori ad Alta Temperatura a livello mondiale. Il risultato operativo del settore risente ancora di alcune inefficienze produttive legate all'insaturazione e si attesta a 1 milione di euro (0,1% delle vendite) contro i 12 milioni di euro del primo trimestre dello stesso periodo dell'anno precedente (1,5% delle vendite). Il processo di ristrutturazione avviato contribuirà a migliorare la redditività del settore nel corso dell'anno, già a partire dal prossimo trimestre. Settore Cavi e Sistemi Telecomunicazioni Le vendite, pari a 164 milioni di euro, registrano una forte flessione sullo stesso periodo dell'anno precedente (-58,9%) essenzialmente dovuta alla contrazione dei volumi (-39,5%) e dei prezzi (-4,9%) e al peggioramento del mix ed altro (-14,1%). I minori volumi di vendita si registrano in tutte le aree geografiche a causa della contrazione degli investimenti degli operatori telefonici. Il trend di mercato non presenta ancora significativi segnali di ripresa, ma verso la fine dell'anno sono attesi i primi segnali di ripresa. Il calo dei volumi, accompagnato da un deterioramento del mix prodotti (minori vendite di cavi con fibra ottica premium), si ripercuote sulla redditività, con un risultato operativo negativo per 2 milioni di euro, contro gli 81 milioni di euro del primo trimestre dello stesso periodo dell'anno precedente, che beneficiava per 26 milioni di euro dell'accordo di fornitura con Cisco Systems. Dopo le chiusure di stabilimenti realizzate nella seconda metà del 2001, si è decisa un'ulteriore razionalizzazione dell'assetto industriale nel Regno Unito, mentre sono proseguite in tutti gli altri stabilimenti le azioni volte al recupero di efficienza, i cui effetti potranno essere recepiti già nei risultati del secondo semestre dell'anno. Prosegue intanto il potenziamento dell'attività sui nuovi business (Fiber to the home - Access Network), che presentano vendite in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, seppur con una redditività ancora non del tutto soddisfacente. Per quanto riguarda in particolare il business dei Cavi e Sistemi Sottomarini, è stata completata l'installazione del collegamento Palma-Algeri ed è in corso la produzione del cavo sottomarino per l'isola di Sumatra. E' attesa l'aggiudicazione di nuovi contratti a partire dalla fine del secondo trimestre 2002. Settore Pneumatici Le vendite, in crescita del 4% sul primo trimestre 2001, ammontano a 758 milioni di euro. Al positivo risultato hanno contribuito gli incrementi di volumi (+2,6%) e prezzi/mix (+5%), contrastando l'effetto cambio negativo (-3,6%). In crescita le quote di mercato in Europa e America Latina in tutti i segmenti di mercato; particolarmente positivi i volumi Vettura "alto di gamma" che mostrano un incremento del 12% sull'anno precedente. I volumi Truck sono in crescita del 2% rispetto al 2001, grazie ai maggiori volumi Ricambi che compensano la flessione del Primo Equipaggiamento, con sensibile guadagno di quota. Positivo anche l'andamento del Moto, i cui volumi totali evidenziano un incremento di oltre il 2%. Il primo trimestre si chiude con un risultato operativo pari a 54 milioni di euro (7,1% sulle vendite), in linea con i 57 milioni del corrispondente periodo 2001 (7,8%). Fatti di rilievo · Nel mese di febbraio Pirelli Finance (Luxembourg) S.A. ha sottoscritto con JP Morgan una equity swap su n. 100 milioni di azioni Olivetti S.p.A. con scadenza nel dicembre 2006. La liquidazione potrà avvenire o tramite consegna fisica dei titoli o attraverso la liquidazione dei differenziali con i prezzi di mercato. Il prezzo di riferimento è pari a 1,4213 euro per azione più un tasso di interesse trimestrale pari a Euribor tre mesi maggiorato di uno spread di 143 bps. · Nel mese di marzo è stato completato il collocamento di un prestito obbligazionario di 500 milioni di euro emesso da Pirelli Finance (Luxembourg) S.A. con scadenza 4 aprile 2007 ad un tasso di interesse fisso del 6,5%. L'emissione risponde all'obiettivo di rifinanziare il debito a breve termine, ottimizzando la struttura finanziaria del Gruppo, sia dal punto di vista dei tassi che delle scadenze. L'incasso è avvenuto nei primi giorni di aprile. Dopo la fine del trimestre, si segnala che in data 22 aprile 2002 è stato sottoscritto un accordo per la cessione del 25,3% della società Epiclink SpA., specializzata nell'offerta in outsourcing nell'area dell'Information and Communication Technology, a Telecom Italia SpA. La cessione, condizionata all'approvazione dell'autorità antitrust, avverrà entro il 31 luglio 2002. Evoluzione dell'attività per l'esercizio in corso, Nonostante il perdurare delle difficoltà nel mercato delle telecomunicazioni, di cui si attendono i primi segnali di ripresa verso la fine dell'anno, il mantenimento di un buon livello di redditività nel Settore Pneumatici, unito all'effetto delle azioni di riorganizzazione e riassetto previste dal Piano Triennale e avviate principalmente nei Settori Cavi e Sistemi Telecomunicazioni ed Energia, fa prevedere per il Gruppo un ulteriore miglioramento del risultato operativo nel secondo trimestre. Per l'anno in corso si ipotizza un risultato operativo quantomeno in linea con lo scorso esercizio, al netto degli effetti non ricorrenti e fatti salvi ulteriori deterioramenti dei mercati di riferimento. 

PIRELLI: L'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI APPROVA IL BILANCIO 2001 E NOMINA IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ENTRANO GILBERTO BENETTON E MASSIMO MORATTI 
Milano, 10 maggio 2002 - L'Assemblea degli azionisti di Pirelli SpA, riunitasi ieri, ha approvato la Relazione di Bilancio al 31 dicembre 2001 ed ha deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 0,08 euro per le azioni ordinarie e di 0,0904 euro per le azioni di risparmio. Una cedola che non contiene più la componente straordinaria dell'esercizio 2000 (dividendo di 0,155 euro per le ordinarie e 0,1654 euro per le risparmio) a fronte dell'eccezionalità degli utili da plusvalenze registrati, e si attesta sul livello dei dividendi degli esercizi di fine anni Novanta. La data dello stacco cedola è il 20 maggio e il dividendo verrà messo in pagamento a partire dal 23 maggio 2002. Inoltre l'Assemblea, chiamata a nominare il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale il cui mandato (1999-2001) è in scadenza, ha deliberato di allargare il numero dei Consiglieri di Amministrazione da 18 a 19 componenti, nominando quali nuovi consiglieri Gilberto Benetton e Massimo Moratti e confermando Marco Tronchetti Provera, Alberto Pirelli, Carlo Buora, Giovanni Ferrario, Eugenio Coppola di Canzano, Carlo Ciani, Carlo De Benedetti, Alberto Falck, Giuseppe Gazzoni Frascara, Mario Greco, Georg F. Krayer, Luigi Orlando, Giampiero Pesenti, Ennio Presutti, Carlo Alessandro Puri Negri, Vincenzo Sozzani, Frank Vischer. Il Collegio Sindacale, la cui nomina è stata effettuata con il sistema del voto di lista, risulta così composto: Luigi Guatri, Presidente, Paolo Francesco Lazzati e Rosalba Casiraghi, Sindaci Effettivi, Franco Ghiringhelli e Sebastiano Guido, Sindaci Supplenti. L'Assemblea ha anche confermato alla società PriceWaterHouseCoopers l'incarico di revisione dei bilanci per gli esercizi del triennio 2002-2004. Inoltre ha deliberato di autorizzare l'acquisto di azioni proprie entro l'importo massimo di 700 milioni di euro, previa revoca della deliberazione assunta dall'Assemblea dell'8 maggio 2001, per quanto non utilizzato. Infine, riunita in sede straordinaria, L'Assemblea ha anche deliberato la fusione per incorporazione nella Pirelli Spa della Pirelli Cavi e Sistemi Spa, già interamente posseduta dalla incorporante. Si completa così il percorso di divisione tra le attività Cavi e Sistemi energia e Cavi e Sistemi telecom avviato a fine dicembre 2000, con l'obiettivo di dare una rappresentazione più chiara ai conti del Gruppo. Al termine dell'Assemblea si è tenuta una riunione del Consiglio di Amministrazione che ha confermato Marco Tronchetti Provera Presidente e Amministratore Delegato, Alberto Pirelli Vicepresidente, Carlo Buora e Giovanni Ferrario Amministratori Delegati. Il Consiglio ha infine deliberato, a valere sulla delega attribuita al Consiglio dall'assemblea straordinaria dell'8 maggio 2000, un aumento del capitale sociale a servizio dei piani di stock option in essere per un totale massimo di 52.758.763 azioni di nuova emissione pari a circa il 2,75% delle azioni ordinarie in circolazione. 

AVVIATO IL "PROGETTO ACTELIOS" 
Milano, 10 maggio 2002 - Il Consiglio d'Amministrazione di Actelios S.p.A., presieduto dal dr. Alberto Falck, ha esaminato e approvato l'8 maggio la relazione trimestrale consolidata al 31 marzo 2002. L'attuale esercizio rappresenta il primo di esistenza e di attività del Gruppo, essendo la data di costituzione della capogruppo quotata, Actelios SpA, il 22 febbraio 2002. La presente è quindi la prima relazione trimestrale del Gruppo Actelios SpA., e, accogliendo valori consolidati relativi al periodo tra la data di costituzione della Capogruppo ed la fine del trimestre - in accordo ai principi contabili - risulta di fatto scarsamente significativa dell'attività del Gruppo. I medesimi valori scontano poi la presenza di poste non ricorrenti connesse a oneri di costituzione. Nel periodo in esame, in parallelo alle attività amministrative e societarie necessarie nella fase immediatamente successiva alla costituzione di una società, sono proseguite quelle operative tese a portare a termine la realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione rifiuti di Trezzo sull'Adda, nonché all'acquisizione di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, avvenuta in data 23 aprile 2002. Tale impianto, alimentato a biomasse della potenza di 15 Mwe situato a Rende (Cs), è già operante e la cessione dell'energia elettrica prodotta al Grtn è assistita - per 9MWe - dal regime previsto dalla convenzione CIP6/92. Nel corso del mese di marzo è stato inoltre acquisito il residuo 10% della partecipazione nella società Etr SpA, per un controvalore di circa 620 mila euro. Il prosieguo dell'esercizio vedrà il Gruppo impegnato nell'implementazione dei programmi derivanti dal piano industriale presentati al mondo finanziario. In accordo ai programmi, la seconda parte dell'esercizio beneficerà di un sostanziale incremento di volumi di attività , per la prevista entrata in funzione dell'impianto Wte di Trezzo, di potenza pari a 18 MWe, assistita dal regime di cui al provvedimento CIP6/92, attualmente in fase di commissioning, nonché per il consolidamento dell'impianto di Rende. Continuerà inoltre l'attività della partecipata Frullo Energia Ambiente Srl, che non solo possiede e opera il termovalorizzatore a servizio del bacino di Bologna , ma è altresì impegnata nella costruzione di un nuovo impianto di maggior potenza ed assistito da tariffe CIP6/92, che entrerà in funzione alla fine del 2003 Dal punto di vista finanziario, verrà rivolta particolare attenzione a progetti in grado di attingere alle possibilità di finanza di progetto offerte dagli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Infine, sarà dato corso al piano di riorganizzazione e razionalizzazione della struttura societaria e delle attività operative, con lo scopo di migliorare i livelli di efficienza gestionale del Gruppo. Milano, 8 maggio 2002 Per informazioni rivolgersi a: Fabrizia de Vita - Direzione Comunicazione Gruppo Falck tel. 02.2433.2360 oppure: Carlo Magnani - Direttore Amministrazione Finanza e Controllo Gruppo Actelios. tel. 02.2433.3359 

IMPACT DAY: UNA GIORNATA DA VOLONTARI I CONSULENTI DI DELOITTE CONSULTING APPENDONO GIACCA E CRAVATTA E IMPUGNANO ZAPPA E PENNELLI AL SERVIZIO DEL MONDO NO-PROFIT 
Milano 10 maggio 2002 Oggi i consulenti delle sedi di Milano e Roma di Deloitte Consulting dedicheranno la loro giornata lavorativa al volontariato. Questa iniziativa, battezzata Impact Day, vedrà i dipendenti italiani, uniti a più di 15.000 colleghi di 80 città del mondo, impegnati in vari progetti a favore di enti e associazioni no-profit. Le attività dell'impact Day, evento unico per portata, scopo e contenuto, si svolgeranno in 35 città del Nord e del Sud America, 28 dell'Europa e 17 città di Africa, Asia e Australia. Scopo dell'iniziativa è produrre un impatto positivo sulle comunità in cui i consulenti Deloitte vivono e lavorano, offrendo a tutti i dipendenti l'opportunità di applicare le proprie esperienze professionali e le stesse stategie e gli skill con cui affrontano i problemi dei clienti per sostenere cause locali e per creare cambiamenti importanti e duraturi. "Deloitte Consulting è orgogliosa dell'impegno che i suoi dipendenti mostrano verso le proprie comunità locali partecipando al Global Impact Day", afferma Doug McCracken, Ceo di Deloitte Consulting. "L'elemento chiave di differenziazione della nostra società è l'impegno alla tutela della diversità, il nostro ripetto per culture, background, professionalità ed esperienze personali diverse che, messe insieme, ci consentono di offrire ai nostri clienti un'ampia gamma di soluzioni di elevato valore. Questo rispetto per la diversità ha portato i nostri uffici a scegliere gli eventi per l'Impact Day che risultassero più utili per la città nella quale vivono e lavorano." "Obiettivo di quest'anno è ottenere nuovamente e, se possibile, superare, il livello di entusiasmo dimostrato lo scorso anno da tutti i nostri collaboratori verso questa nobile iniziativa. La scorsa edizione dell'Impact Day si è conclusa con un risultato eccellente sotto due punti di vista: non solo per il valido supporto offerto a diverse cause sociali, ma anche per il forte contributo dato dalll'iniziativa al rafforzamento del senso di unità e alla costruzione di uno spirito di squadra, attraverso la collaborazione in un lavoro diverso dal solito, da svolgere tutti insieme", afferma Sabatino Beretta, partner di Deloitte Consulting Italia e portavoce italiano dell'iniziativa. "Se anche quest'anno otterremo un simile risultato e lo miglioreremo, potremo dire che Deloitte Consulting Italia non ha fatto del bene solo ad alcune associazioni no-profit, ma anche al suo essere squadra e team vincente in vista di un nuovo anno di ulteriori grandi sfide (ndr Deloitte Consulting chiude l'anno fiscale al 31 Maggio)". E' anche in virtù dell'ottimo clima interno e della qualità dell'ambiente di lavoro che Deloitte Consulting è stata premiata come una delle 30 migliori società per cui lavorare in Italia, nella prima indagine sulla qualità del lavoro condotta dal Great Place to Work Institute Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, ottenendo il riconoscimento di "Best Place to Work for" per l'anno 2002. 

9 MAGGIO, GIORNATA EUROPEA MA LA LIRA RESISTE NEI PENSIERI DEI CONSUMATORI MILANESI UNO SU OTTO FA I CONTI ANCORA IN LIRE
Milano 10 maggio 2002. A più di quattro mesi dall'ingresso dell'euro nei portafogli degli italiani, rimangono ancora gli strascichi di cinquantacinque anni di lira. Un consumatore su 2, infatti, di fronte al prezzo di un prodotto pensa sia in euro che in lire e il 13,3% fa i conti soltanto in lire. Al 16,3% sembra di risparmiare con i prezzi in euro e quasi il 55% ritiene che si utilizzi carta di credito e bancomat più di frequente. Sono però divisi sulle monete da 1 e 2 centesimi: se 3 su 5 preferirebbero rinunciare ai piccoli resti, 2 su 5 hanno paura di aumenti legati all'arrotondamento. È quanto emerge da un'indagine realizzata dall'Euro Info Centre, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con Coop Lombardia, in occasione della Giornata dell'Europa. La ricerca è stata realizzata su un campione di 264 clienti dei supermercati milanesi. È la terza edizione dopo le rilevazioni di marzo e dicembre 2001. "L'Euro Info Centre della Camera di Commercio - ha dichiarato Gabriele Lanfredini, presidente di Euro Info Centre, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano - accompagna le imprese, piccole e medie, gli artigiani e i commercianti all'interno di un mercato unico rafforzato, rappresentando un punto di riferimento per ridurre i rischi e cogliere le opportunità. Informazione, formazione, assistenza anche personalizzata, il sito internet http://euro.mi.camcom.it  sono i punti chiave dei nostri interventi. Un'azione che prosegue per portare le nostre imprese ad essere davvero protagoniste nella sfida competitiva europea". Euroconsumatori: i dati della ricerca- Guarda il prezzo e pensa in... La maggior parte degli intervistati (49,6%), di fronte ai cartellini dei prezzi dei prodotti, tiene sott'occhio sia il prezzo in euro che quello in lire. Per il 36,5% il pensiero è ormai rivolto unicamente all'euro, mentre il 13,3%, invece, ragiona ancora nell'ordine delle lire. La situazione attuale è capovolta rispetto alle rilevazioni di dicembre e marzo 2001, quando a prevalere era chi guardava solo il prezzo in lire (il 55,4% a marzo e il 31% a dicembre), seguito da chi controllava entrambe le valute (26,2% a marzo e 50% a dicembre). Più basse, all'epoca, le percentuali di coloro che ponevano attenzione solo in euro (18,4% a marzo e 19% a dicembre). Quando ha smesso di pagare in lire? Mentre per il 42,8% il passaggio è stato più drastico ed è avvenuto sin dal 2 gennaio, la maggior parte degli intervistati (52,3%) ha avuto occasione di usare ancora le lire tra gennaio e febbraio. Quando paga in euro Le sembra di risparmiare? A prevalere è il parere di coloro che (78,8%) non percepiscono alcuna differenza rispetto al pagamento con le lire. Al 16,3% sembra invece di risparmiare. Le percentuali variano di poco rispetto alla percezione dei consumatori nelle rilevazioni del 2001 quando sembrava di risparmiare al 15% (dicembre) e al 13% (marzo). Era l'85% a dicembre e l'81% a marzo che percepiva, invece, una maggiore convenienza. Ritiene che si utilizzi più frequentemente la carta di credito e il bancomat? Il 54,9% ritiene che non si utilizzino più spesso di prima carte di credito e bancomat, il 40,9% invece si. La percentuale di chi prevedeva un utilizzo maggiore di carta di credito e bancomat era del 37% a dicembre e del 7% a marzo 2001; viceversa chi non pensava di vedere un incremento nella frequenza dell'utilizzo di carte di credito e bancomat era il 63% a dicembre e il 93% a marzo. Rinuncerebbe al resto in monete da 1 e 2 centesimi? Il 61% dei consumatori rinuncerebbe. Il 36,7% è invece contrario e il 2,3% non risponde alla domanda. 

PROGETTO WINTERTHUR "CULTURA DEL FUTURO" 
Milano, 10 maggio 2002 - "Cultura del futuro" è espressione ricca di significati, tutti nella direzione di trasferire il senso di "lavorare nel quotidiano per il domani delle persone, delle organizzazioni e della società in generale". Non a caso questo è il titolo scelto dal Gruppo Winterthur per promuovere un dibattito sui filoni culturali più caratterizzanti l'organizzazione e l'erogazione dei servizi sociali, anche nell'ottica della revisione e della sostenibilità del welfare state. Tale decisione si sposa con la consapevolezza che un equilibrato sviluppo del sistema economico e sociale poggia, fra gli altri, anche su una più efficace definizione del moderno ruolo delle imprese e, nello specifico, delle imprese assicuratrici. Sul piano dell'iniziativa, il progetto si articola in un ciclo di incontri pubblici che offre al Gruppo Winterthur Italia l'opportunità di testimoniare come l'assunzione di un ruolo sociale di ampio respiro possa offrire un contributo concreto alla risoluzione di problemi complessi come il nuovo "welfare italiano". Anche in questo ambito, un ruolo fondamentale è occupato dalla tecnologia, come strumento per migliorare la fruizione dei servizi sociali, siano essi erogati da un ente pubblico o privato. Il primo appuntamento del ciclo affronta il tema della 'Innovazione tecnologica: le persone, le organizzazioni, la società". Ospite principale dell'incontro è il professor Manuel Castells, uno dei massimi studiosi dell'innovazione scientifica e tecnologica, in occasione della pubblicazione in lingua italiana della sua opera principale, "La nascita della società in rete", edito da Università Bocconi Editore. Il secondo appuntamento è già fissato per il 3 giugno 2002, promosso anch'esso dal Gruppo Winterthur Italia e dall'Università L. Bocconi e verterà sui nuovi modelli di gestione della sanità. Nell'ottica della sostenibilità nel lungo periodo del servizio sanitario, i privati e il Terzo Settore sono chiamati, insieme alle istituzioni, a svolgere un ruolo essenziale. In tal quadro, i fondi integrativi possono contribuire ad assicurare i livelli essenziali di assistenza e, al contempo, favorire l'integrazione tra prestazioni sanitarie erogate dal settore pubblico e da quello privato. Il terzo e quarto incontro, previsti per la seconda metà dell'anno, affronteranno i temi dell'organizzazione e erogazione dei servizi sociali sotto angolazioni diverse, ma sempre con l'ausilio di eminenti personalità del mondo accademico, scientifico ed istituzionale. 

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