NOTIZIARIO
MARKETPRESS
NEWS
di
VENERDI'
10 MAGGIO 2002
pagina 1
La nostra vetrina dei
PRODOTTI
ARTIGIANALI
e' aperta... visitatela
Entrate nell'
AREA
DELLE NOVITA'
troverete esposti molti
prodotti interessanti
L'esposizione dei
PRODOTTI
PER IL LAVORO
è aperta visitatela
(* symbolcopyright c Comunitè
europee,2001 http://www.cordis.lu ) |
L'ECONOMIA
ITALIANA DEL DUEMILA MOSTRA I SUOI CONTORNI CONCLUSA LA RACCOLTA DEI
QUESTIONARI PRESSO LE IMPRESE E LE ISTITUZIONI, ARRIVANO I PRIMI DATI
Roma,
10 maggio 2002 - L'Istat presenta i risultati provvisori dell'8° Censimento
generale dell'industria e dei servizi tratti dai riepiloghi forniti dagli
Uffici di censimento comunali. Un'immagine più dettagliata sarà
disponibile alla fine del 2003, quando saranno pubblicati i risultati
definitivi e completi a conclusione del processo di elaborazione dei dati
registrati dai questionari. Sono 4.138.219 le unità locali attive delle
imprese e delle istituzioni. Il 23,9% appartiene all'industria, il 32,2% al
commercio, il 36,9% agli altri servizi e il 7,0% alle istituzioni pubbliche
e private. Nel complesso gli addetti alle unità locali sono 18.773.824,
suddivisi tra industria (33,0%), commercio (17,8%), altri servizi (29,5%),
istituzioni pubbliche e private (19,7%). Rispetto al precedente Censimento
del 1991 le unità locali aumentano del 6,9% e gli addetti del 4,4%. I vari
settori di attività presentano tendenze differenti: l'industria registra
una diminuzione di unità locali (-3,6%) e di addetti (-9,6%); nel
commercio, alla diminuzione delle unità locali (-3,2%) corrisponde un lieve
aumento degli addetti (0,9%), a conferma di una tendenza alla concentrazione
dei punti di vendita che aumentano le proprie dimensioni medie; gli altri
servizi presentano un consistente incremento sia delle unità locali (23,9%)
sia degli addetti (24,7%), a riprova dello sviluppo decennale segnato dalle
attività terziarie. Anche nelle istituzioni è aumentato il numero degli
addetti (9,9%). Nel 73,3% dei comuni sono aumentati gli addetti.
L'incremento, relativamente più consistente nei comuni fino a 20.000
abitanti, è stato più contenuto in quelli di maggiore ampiezza
demografica. Nei grandi comuni (con oltre 100mila abitanti) i dati
provvisori segnalano una tendenza alla diminuzione degli addetti, in
particolare nell'industria e nel commercio. Nel Nord-est è presente la
quota maggiore di addetti all'industria, pari al 38,5% a fronte di una media
nazionale del 33,0%. Anche nel Nord-ovest prevalgono gli addetti
all'industria (37,8%). Nel Centro gli addetti si concentrano negli altri
servizi, con una quota pari al 32,5% contro una media nazionale del 29,5%.
Nel Sud si rileva una contenuta prevalenza degli addetti agli altri servizi
(28,4%), anche se la quota di addetti alle istituzioni è più alta (26,8%)
della media nazionale (19,7%). Nelle Isole si segnala una concentrazione
relativa degli addetti nelle unità locali delle istituzioni (31,8%). Il
comune con il maggior numero di unità locali (187.862) e di addetti
(968.174) è Roma. Il comune con il più elevato rapporto tra addetti alle
unità locali e popolazione residente è Orio al Serio (BG) con 2.780
addetti per 1.000 abitanti, mentre quello con il rapporto più basso è
Grognardo (AL) con 25 addetti per 1.000 abitanti. Questi, in estrema
sintesi, i dati salienti resi noti dall'Istat, da oggi disponibili on line
con dettaglio comunale tramite il datawarehouse (http://dawinci.istat.it:2001/cis
) consultabile sui siti www.censimenti.it e www.istat.it Un'immagine da
mettere ancora a fuoco. A poco più di sei mesi dalla data di riferimento
del Censimento dell'industria e dei servizi vengono resi noti i risultati
provvisori, desunti dai modelli riepilogativi inviati da ciascun comune all'Istat
e sottoposti a controlli di coerenza interna. Le informazioni riguardano il
numero di unità locali e di addetti per le imprese, suddivise in tre
macrosettori di attività economica (industria, commercio, altri servizi) e
per le istituzioni. L'immagine non ancora esaustiva della struttura
economica del Paese, fornita da questi primi risultati, diverrà definitiva
solo dopo la registrazione delle informazioni riportate negli oltre quattro
milioni di questionari compilati e dopo i relativi i controlli. I dati
definitivi dell'8° Censimento dell'industria e dei servizi saranno
elaborati entro il 2003, anche per singole sezioni di censimento. Per la
loro diffusione è necessaria, oltre alle normali operazioni di
registrazione dei questionari cartacei, una complessa procedura di controllo
qualitativo di ciascun questionario. Questa prevede la codifica delle
attività economiche (874 categorie), delle forme giuridiche e degli
indirizzi, da parte dell'Istat; un controllo di copertura delle unità
locali attive nei singoli comuni, effettuato sulla base degli archivi
statistici a disposizione dell'Istat; la ricostruzione dei dati relativi a
tutte le unità locali di una stessa impresa o istituzione plurilocalizzata.
Le novità della rilevazione 2001. L'8° Censimento dell'industria e dei
servizi rappresenta un importante punto di svolta nel percorso evolutivo dei
censimenti economici italiani: si è infatti completato il processo di
innovazione, avviato con la realizzazione di ASIA, l'archivio statistico
delle imprese attive (ottenuto dagli incroci di diversi archivi
amministrativi) e consolidato in occasione del Censimento intermedio del
1996. Il Censimento del 2001 utilizza per la prima volta la tecnica di
rilevazione mista "assistita da archivio", potenziando la
tradizionale tecnica "porta a porta". Dall'uso congiunto di
questionari, precompilati sulla base delle informazioni già presenti
nell'archivio Asia e inviati per posta, e del lavoro effettuato sul campo
dai rilevatori ci si attende una migliore copertura delle attività
economiche. In particolare delle attività legate alla produzione di
servizi, finora sotto-rappresentate perché non immediatamente
identificabili sul territorio e difficilmente individuabili se non
attraverso le informazioni desumibili dalla loro registrazione in archivi
amministrativi. Un'economia che cresce. Alla data di riferimento del
Censimento (22 ottobre 2001) sono state rilevate 4.138.219 unità locali e
18.773.824 addetti (dipendenti e indipendenti). Rispetto al precedente
Censimento le unità locali sono aumentate del 9,3%, se si considerano i
dati provvisori del 1991, e del 6,9% se si considerano i dati definitivi.
Gli addetti registrano un incremento del 6,1%, nel confronto con i dati
provvisori del 1991, e del 4,4% se si considerano quelli definitivi. Occorre
ricordare che nel '91, dopo la presentazione dei dati provvisori, vennero
acquisite ulteriori 100.000 unità locali e 300.000 addetti. Variazioni di
analoga intensità sono attese anche per l'attuale Censimento, grazie al
recupero di questionari mancanti ancora in corso in alcuni comuni.
Nondimeno, per semplicità di esposizione, in seguito il confronto con il
precedente censimento generale viene effettuato solo tra i dati provvisori
del 2001 e i dati definitivi del 1991. La composizione per macrosettori di
attività economica conferma che l'economia italiana è fortemente
caratterizzata da attività terziarie. Nel 2001 le unità locali
dell'industria rappresentano il 23,9% del totale, con una riduzione di 2,6
punti percentuali della quota rispetto al 1991. Il commercio, che registra
una flessione di 3,4 punti percentuali della quota, comprende il 32,2% delle
unità locali. Cresce di 5,1 punti percentuali la quota delle unità locali
negli altri servizi, raggiungendo il 36,9% del totale; cresce anche la quota
delle istituzioni, il cui peso passa dal 6,1% al 7%. La tendenza alla
terziarizzazione dell'economia italiana emerge anche dalla variazione nella
composizione degli addetti per settore. Gli altri servizi impegnano infatti
il 29,5% del totale, quota che è cresciuta di 4,8 punti percentuali
rispetto a dieci anni fa. La quota dell'industria, invece, ha perduto 5,1
punti percentuali e quella del commercio 0,6 punti, mentre la quota relativa
alle istituzioni guadagna 0,9 punti. I settori economici. L'industria, che
comprende il settore manifatturiero, delle costruzioni, estrattivo e
dell'energia, presenta una contrazione del numero di addetti pari al 9,6%,
mentre le unità locali mostrano una diminuzione più contenuta, pari al
3,6%. In conseguenza di queste dinamiche, la dimensione media delle unità
locali dell'industria diminuisce da 6,7 a 6,3 addetti, confermando una
tendenza già emersa dalle rilevazioni annuali sulla struttura delle imprese
italiane. Il commercio al dettaglio e all'ingrosso presenta un lieve
incremento del numero di addetti pari allo 0,9%, a fronte di una
significativa contrazione del numero di unità locali (-3,2%). Le tendenze
alla ristrutturazione del settore hanno prodotto un leggero aumento della
dimensione media delle unità locali, che è passata da 2,4 a 2,5 addetti
nel corso del decennio. Gli altri servizi, di cui fanno parte alberghi,
pubblici esercizi, trasporto, comunicazioni, servizi finanziari ed
assicurativi, servizi professionali e servizi svolti per le imprese e per le
famiglie, registrano un netto aumento sia di addetti (24,7%) sia di unità
locali (23,9%). La dimensione media delle unità locali, pari a circa 3,6
addetti, è rimasta sostanzialmente costante. Il settore delle istituzioni
pubbliche e private, comprensivo delle attività delle amministrazioni
pubbliche e delle istituzioni nonprofit, presenta un aumento degli addetti,
pari al 9,9%, e delle unità locali, pari al 21,7%. Allo stato attuale delle
informazioni sintetiche deducibili dai riepiloghi comunali, non è possibile
valutare distintamente la dinamica dell'occupazione nelle amministrazioni
pubbliche e nelle istituzioni nonprofit. La geografia produttiva
dell'Italia. Unità locali e addetti sono concentrati soprattutto nelle
regioni settentrionali: rispettivamente, 51,2% e 54, 9%. In particolare, nel
Nord-ovest è presente il 28,8% delle unità locali e il 31,3% degli
addetti; nel Nord-est il 22,4% delle unità locali e il 23,6% degli addetti.
Nel Centro le unità locali rappresentano il 20,7% di quelle attive sul
territorio nazionale e vi lavora il 20,2% degli addetti. Nell'Italia
meridionale la quota delle unità locali è pari al 19,2% mentre quella
degli addetti è pari al 17,2 % . Nell'Italia insulare è presente l'8,8%
delle unità locali e il 7,7% degli addetti. Le differenze tra aree
geografiche emergono in modo più evidente se si considera il rapporto tra
numero di addetti e popolazione residente, che a livello nazionale è pari a
333 addetti per 1000 abitanti. Nel Nord-est gli addetti sono 419 ogni 1000
abitanti; nel Nord-ovest 398, nel Centro 354 e il Mezzogiorno,
complessivamente, non supera i 235 addetti. Rispetto al 1991 l'indicatore è
aumentato in tutte le ripartizioni geografiche, ma con intensità
differenti: cresce in misura più consistente nel Nord-est (6,6%), nel
Centro e nel Mezzogiorno (in entrambe le aree del 5,8%), mentre aumenta in
misura più contenuta nel Nord-ovest (3,2%). Le tendenze nei comuni secondo
l'ampiezza demografica Nel corso degli anni 90 si è manifestata una
tendenza al decentramento delle attività produttive verso i comuni di
piccole dimensioni. Nei comuni con più di 100.000 abitanti si è rilevata
una diminuzione degli addetti, per il complesso dei macrosettori e delle
istituzioni, pari al 7,2% rispetto al 1991. Nelle altre classi dimensionali
si registrano variazioni degli addetti positive e crescenti al diminuire
dell'ampiezza demografica. Nei comuni fino a 20.000 abitanti l'occupazione
aumenta del 13,3% e questa dinamica trova corrispondenza in quanto è emerso
dal contestuale Censimento della popolazione, che ha rilevato nei comuni
delle stesse dimensioni più elevati incrementi di popolazione residente.
Dai dati provvisori emerge anche un più consistente aumento degli addetti
nei comuni che appartengono a un sistema locale del lavoro di tipo
manifatturiero, anche se l'incremento ha riguardato soprattutto unità
locali di settori diversi dall'industria. In questi comuni gli addetti sono
complessivamente aumentati del 9,1%, mentre in quelli appartenenti a sistemi
locali di tipo non manifatturiero l'incremento è più limitato: pari al
2,5%. Tra i 784 sistemi locali del lavoro individuati nel 1991 emergono in
forte espansione nel Mezzogiorno: Melfi, che a seguito degli insediamenti
industriali ha registrato anche un consistente incremento di addetti negli
altri servizi, e San Giovanni Rotondo, dove è aumentato significativamente
il numero di addetti ai servizi in risposta alla domanda di accoglienza dei
pellegrini in visita al Santuario. La "dorsale adriatica".
Maggiori incrementi degli addetti si registrano nelle regioni che si
affacciano sull'Adriatico, alle quali si aggiungono l'Umbria e la
Basilicata, mentre le attività economiche nel vecchio triangolo industriale
di Torino, Genova e Milano segnano un incremento limitato, concentrato negli
altri servizi. Le regioni della "dorsale adriatica" mostrano un
aumento complessivo degli addetti pari all'8,4%, a fronte di un aumento del
2,3% nelle altre regioni italiane. All'aumento dell'occupazione nel Nord-est
del paese (Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia
Romagna) si accompagna un forte aumento anche nelle Marche, Puglia,
Basilicata, Umbria e, in misura più ridotta, nell'Abruzzo e nel Molise.
Censimento 2001: come accedere ai dati Da oggi i primi risultati del
censimento sono on line, consultabili attraverso un datawarehouse (http://dawinci.istat.it:2001/cis)
che permette anche confronti con i dati del 1991. Si tratta di un magazzino
dati accessibili gratuitamente e destinato ad utenti con esigenze diverse.
Infatti, consente di realizzare tavole personalizzate, senza percorsi di
consultazione predefiniti, scegliendo le variabili e il dettaglio
territoriale di interesse e i relativi cartogrammi.
NASCE
L'AGENZIA NAZIONALE PER L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA IL CDM APPROVA IL
REGOLAMENTO CHE SOPPRIME AIPA E CENTRO TECNICO
Roma, 10 maggio 2002 - Ieri mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato
in via preliminare il Dpr che istituisce l'Agenzia nazionale per
l'Innovazione tecnologica che avrà il compito di sostenere e promuovere il
processo d'innovazione della Pubblica Amministrazione attraverso l'uso delle
nuove tecnologie. Il Dpr sopprime l'Aipa (Autorità per l'informatica nella
Pubblica Amministrazione) e il Centro Tecnico, accorpando le loro competenze
all'interno della nuova Agenzia. "Questo - spiega il Ministro Lucio
Stanca - per rispondere ad una esigenza di razionalizzazione degli assetti
organizzativi dell'informatica pubblica, esigenza diventata ancora più
impellente dopo la nascita del Dipartimento per l'Innovazione e le
Tecnologie". "Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie e il
suo Gabinetto - aggiunge Stanca - avranno il compito di dare l'indirizzo
politico, il Dipartimento si occuperà della pianificazione degli
interventi, l'Agenzia avrà un ruolo tecnico organizzativo e il Comitato di
Valutazione continuerà con l'attività sui pareri di congruità
tecnico-economica, al fine di assicurare l'imparzialità dei contratti di
informatica della Pubblica Amministrazione. Insomma, finalmente abbiamo
distinto con chiarezza i diversi ruoli per l'attuazione della strategia di
innovazione del Paese". L'Agenzia opererà sotto la vigilanza del
Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. L'istituzione del nuovo soggetto
- che avrà un organico di 150 unità - verrà realizzata nel rispetto delle
posizioni di lavoro dei dipendenti di Aipa e Centro Tecnico che
transiteranno nell'Agenzia, il che garantisce la tutela di tutte le
professionalità. L'Agenzia nazionale per l'Innovazione e le Tecnologie sarà
guidata da un direttore generale nominato dal Presidente del Consiglio su
proposta del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie.
INDAGINE
KPMG INTERNATIONAL SULLE ALIQUOTE FISCALI SUI REDDITI D'IMPRESA NEL MONDO
ALIQUOTE FISCALI ITALIANE: RIMANGONO LE PIU' ALTE D'EUROPA A LIVELLO
MONDIALE L'ITALIA E' AL TERZO POSTO
Milano, 12 maggio 2002 - Kpmg International ha diffuso ieri i risultati
della consueta indagine internazionale sulle aliquote fiscali sui redditi
d'impresa. L'analisi, per il 2002, è stata condotta in 68 paesi, tra cui
quelli dell'Unione Europea, i trenta paesi membri dell'Ocse, nonché la
maggior parte dei paesi dell'area Asiatica e Pacifica e dell'America Latina.
Lo studio conferma anche quest'anno la tendenza generale alla diminuzione
delle aliquote fiscali, soprattutto nell'area Ocse e nell'Unione Europea. In
Europa, la riduzione delle aliquote da parte di Francia, Grecia, Paesi
Bassi, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo ha contribuito ad una ulteriore
riduzione dell'aliquota fiscale media che nel 2002 raggiunge infatti il
32,5% rispetto alla media del 2001 che era del 33,7%. Particolarmente
significativa la riduzione dell'Irlanda che ha ridotto l'aliquota dal 20% al
16%. Il ribasso dell'aliquota media continua anche nei Paesi Ocse, dove nel
2002 è scesa al 31,4% rispetto al 33% del 2001. Per il secondo anno
consecutivo nessun paese aderente all'Ocse ha visto un aumento delle proprie
aliquote fiscali sui redditi d'impresa, mentre dodici paesi membri le hanno
ridotte. In termini di trend storico, nel periodo 1996-2002, nell'Unione
Europea la media delle aliquote fiscali è scesa dal 39% al 32,5% , mentre
sempre nello stesso periodo la media è passata dal 37,6 % al 31,4% in tutta
l'area Ocse. In America Latina, i sedici paesi oggetto dell'indagine
mostrano nel 2002 un'aliquota media del 30,2%, con un lieve incremento
rispetto al valore medio del 2001, che era pari al 30,14% (media
riclassificata), a causa dell'aumento delle aliquote in Cile. Anche in
quest'area, comunque, la dinamica di fondo rimane orientata alla riduzione
delle aliquote, come dimostra il piano presentato di recente dal governo
messicano per la riduzione delle aliquote fiscali dal 35% al 32% entro i
prossimi tre anni. Nell'area Asia/Pacifico, l'aliquota media per il 2002 è
ora pari a circa il 31% rispetto alla media del 31,3% del 2001. L'Italia,
dove nel 2002 non si è verificata nessuna modifica delle aliquote, si
conferma invece come nel 2001 al terzo posto mondiale tra i paesi oggetto
dell'indagine (dietro a Giappone e Sri Lanka) ed al primo posto in Europa.
"Il primato europeo dell'Italia con il 40,25%", osserva Salvatore
Lantino, avvocato e Partner dello Studio Associato a Kpmg International,
"è sostanzialmente condiviso con il Belgio, la cui aliquota è pari al
40,17%". "Questa situazione potrebbe però significativamente
migliorare a favore dell'Italia" continua Lantino "quando entrerà
in vigore la riforma fiscale delineata a fine 2001 dal governo italiano. La
cosiddetta riforma Tremonti prevede infatti il passaggio per le imprese ad
un'aliquota fiscale complessiva del 33% attraverso la riduzione
dell'aliquota Irpeg e l'abolizione totale dell'Irap, e nel momento in cui
entrerà in vigore dovrebbe fare scendere l'Italia intorno alla ventesima
posizione su scala mondiale e al di sotto della quinta posizione in
Europa". "In ogni caso", ricorda Lantino, "le aliquote
fiscali nominali non sono l'unico elemento per determinare l'effettivo
carico fiscale sulle imprese. In Italia, ad esempio, il carico fiscale
nominale può da una parte ridursi a seguito dei benefici della cosiddetta
Tremonti-bis e dall'altra aumentare a causa dell'atipica base imponibile
dell'Irap e connesse addizionali". "Da recenti indagini in nostro
possesso" aggiunge Lantino "è comunque emerso che nell'ultimo
anno anche la pressione fiscale vera e propria sembra rimasta
sostanzialmente immutata, essendo variata di appena lo 0,1%". Lantino
segnala tuttavia che "il rallentamento dell'economia mondiale iniziato
nel 2000 potrebbe raffreddare anche, almeno nel breve periodo e nonostante
alcuni segnali di una possibile ripresa economica all'orizzonte, la politica
di riduzione dei carichi fiscali sulle imprese che si è manifestata su
scala mondiale negli scorsi anni. Poichè infatti un qualche scostamento
temporale tra cicli economici e politiche fiscali può esistere, non si può
escludere", continua Lantino, "che i minori gettiti tributari
derivanti dalla minore ricchezza tassabile generata impongano agli Stati di
aumentare o almeno non ridurre il carico fiscale per mantenere inalterato il
gettito di cui hanno comunque bisogno. In questo contesto, quindi, potrebbe
considerarsi positivo anche il fatto di riuscire a mantenere inalterate, non
elevandole, le aliquote fiscali e la connessa pressione
tributaria".
BORSA
ITALIANA SPA: IN APRILE NUOVI MASSIMI STORICI PER GLI SCAMBI DELL'AFTER
HOURS E PER IL NUMERO DI COVERED WARRANT QUOTATI
Milano, 10 maggio 2002 - Nello scorso mese di aprile il mercato azionario è
stato caratterizzato da una sostanziale stabilità dei volumi di
negoziazione. Anche gli scambi di covered warrant, di titoli a reddito fisso
e di strumenti derivati sono risultati in linea con il mese precedente. Gli
scambi del trading after hours hanno invece fatto registrare il nuovo
massimo storico per scambi in una singola seduta. Gli indici della Borsa
hanno chiuso il mese in leggera flessione dai valori massimi annuali. Grazie
alle 929 ammissioni nel mese, il numero di covered warrant quotati su MCW ha
raggiunto il nuovo massimo storico di 7.466. Andamento degli indici Nella
prima metà di aprile l'indice Mib è progressivamente cresciuto fino a
raggiungere il nuovo massimo del 2002 mercoledì 17 a quota 23.474 (+5,6% su
fine 2001). E' poi subentrata una fase di correzione, che nelle restanti due
settimane ha portato l'indice a chiudere a quota 22.712, con una variazione
di -2,6% nel mese (+2,2% rispetto a fine dicembre). L'indice Numex del Nuovo
Mercato è stato interessato da un trend analogo, ma con un profilo negativo
più accentuato, che ha determinato una flessione mensile dell'11,1%,
portando il confronto con fine anno a -17,5%. All'interno della Borsa è
proseguita ancora la tendenza dell'indice MibSTAR a sovraperformare l'indice
generale e il Mib30: il 30 aprile il valore dell'indice MibSTAR è stato di
1.006, con una variazione positiva dello 0,5% rispetto al mese precedente e
del 10,7% rispetto a fine 2001. Tutti e tre i macrosettori hanno chiuso con
performance negative (Finanziari -0,2%, Industriali -1,5%, Servizi -4,6%).
Tra i settori principali (pari almeno all'1% della capitalizzazione) si sono
distinti in controtendenza Banche (+2,1%) e Minerari (+1,8%), in negativo
Auto (-13,7%) ed Elettronici (-8,3%). La volatilità è risultata in ripresa
ma attestata su valori contenuti sia per la Borsa (11,6%) che per il Nuovo
Mercato (19,6%). Capitalizzazione e listino Nonostante l'apporto di una
nuova società quotata, l'andamento negativo dei corsi ha mantenuto
sostanzialmente stabile la capitalizzazione delle società nazionali
quotate, passata dai 619,6 miliardi di euro di fine marzo a 611,3 (pari al
48,8% del Pil). Nel dettaglio, la ripartizione dei mercati, vede la Borsa a
quota 595,6 miliardi di euro, il Nuovo Mercato a 10,6 e il Mercato Ristretto
a 5,1. La quotazione in Borsa, avvenuta il 15 aprile, di Banca Antonveneta
(realizzata senza preventiva offerta pubblica in quanto il flottante era già
diffuso) ha riportato il numero complessivo di società quotate al livello
di 297, raggiunto in precedenza nel dicembre 2000, che rappresenta il
massimo storico per il mercato italiano. Le 929 nuove ammissioni di aprile
hanno portato il numero di covered warrant quotati su MCW al nuovo massimo
storico di 7.466, superiore non solo ai 5.866 di fine dicembre, ma anche al
precedente record di 7.420 stabilito nell'agosto scorso. Scambi Gli scambi
azionari (160.000 contratti e 2,76 miliardi di euro al giorno) hanno
evidenziato nel complesso una sostanziale stabilità rispetto al mese
precedente. Nel dettaglio, la media giornaliera è stata di 148.000
contratti e 2,72 miliardi di euro per le azioni quotate in Borsa (-7,2% e
+0,4% rispetto a febbraio), di 11.000 contratti e 35,2 milioni di euro per
le azioni quotate al Nuovo Mercato (-37,8% e -47,8%). Considerando i più
ridotti livelli dei corsi, per la Borsa si tratta di un volume di scambi
superiore di circa il 10% a quello medio del 2001. E' significativo notare
come la seduta del 25 aprile, giornata festiva per il calendario civile, è
stata caratterizzata da livelli di liquidità in linea con quelli delle
sedute precedenti (scambi di azioni quotate in Borsa per 2,55 miliardi di
euro). Tim è risultata l'azione più scambiata per controvalore, con il
13,6% degli scambi totale, seguita da Eni (10,1%) e STMicroelectronics
(7,5%). La dimensione media dei contratti negoziati sulle azioni della Borsa
è leggermente cresciuta rispetto ai mesi precedenti, senza evidenziare
alcun effetto dell'abolizione dei lotti minimi in vigore da gennaio. Nella
fase diurna è risultata pari a 18.550 euro (17.250 in marzo), in quella
serale - caratterizzata da volumi particolarmente elevati - a 7.818 (4.200).
Anche gli scambi di covered warrant sono stati interessati da una
sostanziale stabilità sia in termini di contratti (media giornaliera
25.200, +2% su marzo), sia di controvalore (media giornaliera 85,5 milioni
di euro, +5%) Gli scambi dell'after hours si sono invece dimostrati in
decisa crescita in termini di controvalore e in leggero calo per numero di
contratti. La media giornaliera è stata pari a 31,7 milioni di euro (+29%
rispetto ai 24,7 di marzo) e a 6.213 contratti (-18% rispetto ai 7.610 di
marzo). In crescita anche il rapporto dell'intensità dell'attività di
trading rispetto alla fase diurna, salito al 16% per i contratti e a poco
meno del 6% per il controvalore, un livello mai raggiunto in precedenza. La
crescita ha riguardato in particolare le azioni della Borsa, ai massimi
storici per controvalore e per incidenza rispetto alla fase diurna. La sera
del 15 aprile è stato raggiunto il nuovo massimo storico per controvalore,
con scambi per oltre 162 milioni di euro. Giovedì 18 aprile, in
concomitanza con l'incidente aereo verificatosi nel centro di Milano, la
seduta è stata sospesa alle 18:16. Il leggero calo dei volumi del Mot,
passati per i titoli di Stato dai 697 milioni di euro giornalieri di marzo a
635 (-9%) e per le obbligazioni da 34 a 29 milioni di euro al giorno (-16%),
è quasi interamente attribuibile alla particolarità del 25 aprile. La
chiusura degli sportelli bancari influenza infatti decisamente la liquidità
del mercato del reddito fisso, che scende di solito di oltre l'80%. L'EuroMOT,
con scambi complessivi per 3.900 contratti e 144 milioni di euro, è stato
invece interessato da una riduzione della liquidità, che si mantiene
comunque su livelli pari al doppio di quelli dell'anno precedente. I volumi
di negoziazione dei derivati azionari dell'Idem hanno evidenziato un leggero
calo per i derivati su indice, cui è corrisposta una crescita degli scambi
di opzioni su azioni, che in termini complessivi ha determinato una
variazione del +4% del numero di contratti standard. La media giornaliera si
è ridotta per gli scambi di futures sul Mib30 (dai 19.500 di marzo ai
16.500 di aprile in termini di contratti standard e da 3,17 a 2,65 miliardi
di euro in termini di controvalore nozionale), per il miniFIB (da 7.200 a
6.700 contratti standard e da 234 a 214 milioni di euro di controvalore
nozionale) e per le opzioni su Mib30 (da 7.300 a 6.400 contratti standard al
giorno e da 586 a 513 milioni di euro al giorno di controvalore nozionale),
mentre è cresciuta per le opzioni su azioni (da 23.500 a 27.300 contratti
standard e da 132 a 139 milioni di euro al giorno di controvalore
nozionale). A partire dal 22 di aprile è entrata in funzione la nuova
piattaforma tecnologica caratterizzata da maggiori livelli di efficienza e
nuove funzionalità operative.
IPO:
VITA DIFFICILE IN BORSA PER SMALL E MEDIUM CAP ITALIANE E'IL QUADRO CHE
EMERGE DA UN INEDITO STUDIO SU 53 PICCOLE E MEDIE AZIENDE MANIFATTURIERE
QUOTATE DAL 1995 A OGGI, CONDOTTO DA BANKNORD
Milano, 10 maggio 2002 - Vita difficile in Borsa per le Small e Medium Cap
Italiane: spesso, infatti, alle buone performance aziendali non corrisponde
un adeguato apprezzamento borsistico, ciò anche per la mancanza di
attenzione da parte degli investitori istituzionali che tradizionalmente non
investono sotto certe soglie dimensionali (tipicamente 100-200 milioni di
euro di capitalizzazione). Questo, in estrema sintesi, il quadro emerso da
uno studio effettuato da Banknord su un campione di 53 piccole e medie
imprese manifatturiere quotate alla Borsa Italiana dal 1995 a oggi
(escludendo le società appartenenti al settore dei servizi, del Mib30,
Midex e Nuovo Mercato). Lo studio, è stato presentato ieri a Milano, da
Francesco Brioschi, Manuela Barbieri e Fulvio Delaiti di Banknord, in
occasione del Convegno organizzato dalla Sim milanese sul tema "C'è
valore nelle Ipo ", giunto alla seconda edizione. Tim Jenkinson, della
Oxford University, autore di numerose pubblicazioni internazionali e libri
sulle nuove quotazioni, ha tenuto un intervento su "Developments in the
Global Market for Ipos", descrivendo l'evoluzione mondiale nel settore
delle Iposs e soffermandosi sulla crescente importanza del ruolo degli
investitori istituzionali nella gestione delle offerte pubbliche e
sull'evoluzione delle modalità di collocamento. Giancarlo Giudici e Stefano
Paleari, dell'Università di Bergamo e Politecnico di Milano, hanno fornito
un quadro del mercato italiano delle Ipos. In particolare sono state
mostrate alcune statistiche relative ai rendimenti di mercato nel breve e
nel lungo periodo e sono state analizzate le più recenti linee di tendenza
nell'organizzazione delle offerte pubbliche. Agli interventi di commento e
di analisi, ha quindi fatto seguito una tavola rotonda moderata da Marco
Liera (il Sole 24 Ore), nel corso della quale imprenditori e manager hanno
portato la loro testimonianza diretta sul tema, evidenziando le difficoltà
del processo, ma anche l'importanza della quotazione quale passaggio
fondamentale per lo sviluppo di una impresa che voglia affrontare con
successo la sfida competitiva nel mercato globale. Sono intervenuti al
dibattito Giuseppe d'Imporzano (Sadi), Aldo Fumagalli (Sol), Graziano Verdi
(Granitifiandre), Oscar Zannoni (Gruppo Ceramiche Ricchetti), e Carlo Rosani
(Cembre). Nell'ambito della tavola rotonda, una particolare attenzione è
stata rivolta al contributo che, specie in fase di pre-Ipo, possono dare le
società specializzate in advisory, sia in termini di preparazione alla
quotazione (definizione del piano industriale, valutazioni, ricerca dei
migliori operatori di mercato nel ruolo di sponsor e specialist) che nella
eventuale ricerca di un private equity fund che investa in una fase
antecedente alla quotazione. Su questo tema si è incentrato l'intervento di
Paolo Favilla, Amministratore Delegato di Bkn Corporate Finance, società
recentemente costituita in joint venture dallo stesso Favilla con Banknord e
specializzata nelle attività di corporatefinance rivolte in modo
particolare alle imprese di medie dimensioni.
SCOTTISH
WIDOWS INVESTMENT PATNERSHIP E COFIRI SIM SIGLANO UN ACCORDO PER IL MERCATO
ITALIANO
Milano, 10 maggio 2002. Scottish Widows Investment Partnership, una delle
maggiori Società di Asset management in Europa con una massa gestita di 127
miliardi di Euro, e Cofiri Sim, la società di intermediazione che fa capo
alla finanziaria Cofiri SpA, hanno siglato un accordo di collaborazione per
lo sviluppo della gestione di portafogli individuali con controparti
istituzionali in Italia. Obiettivo della partnership, presentata ieri a
Milano nel corso di una conferenza stampa, l'acquisizione di mandati di
gestione per conto di clienti istituzionali quali Fondi pensione di nuova
costituzione, Fondazioni Bancarie, Casse Previdenziali, Tesorerie Corporate
e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi per la clientela istituzionale
italiana. Cofiri Sim è posseduta al 100% da Cofiri S.p.A., una delle più
importanti finanziarie d'investimento indipendenti operanti in Italia, con
circa 250 dipendenti. L'accordo di partnership sarà gestito inizialmente
dagli uffici di Milano e Roma che offriranno la propria esperienza nei vari
campi d'attività. Il processo di analisi degli investimenti di Schottish
Widows Investment Partnership, offrirà alla partnership una visione globale
che permetterà di ottimizzare il servizio di gestione. Oltre a coniugare
l'expertise di Scottish Wídows nella gestione di asset classes globali con
quella di Cofiri Sim a livello nazionale ed europeo, l'accordo consentirà
una forte sinergia commerciale derivante dal l'appartenenza a gruppi di
primissimo piano a livello europeo e italiano e il raggiungimento di nuovi
parametri di eccellenza dei servizio offerto alla clientela istituzionale
attraverso la personalizzazione di contrattualistica, back office,
reportistica e monitoraggio dei rischio. "Siamo convinti che nei
prossimi anni l'Italia sarà il mercato più importante in ambito europeo e
con questo accordo contiamo di replicare il successo che abbiamo ottenuto in
Giappone e Scandinavia, continuando a crescere nel nostro business della
gestione patrimoniale", ha commentato Chris Walker, responsabile della
Divisione Istituzionale di Swip. "Abbiamo identificato in Swip un
partner ideale per un mercato in forte crescita come quello italiano - ha
concluso Gilberto Gabrielli, Presidente di Cofiri S.p.A. e Cofiri Sim. -Le
capacità operative e l'approfondita conoscenza dei mercato italiano di
Cofiri, unite al processo di analisi degli investimenti svolta Swip, sono
direttamente funzionali al conseguimento dei nostri obiettivi."
PER
I CHIEF FINANCIAL OFFICERS (CFO) DEL SETTORE FINANZIARIO L'ICT GENERA
FATTURATO
Milano, 10 maggio 2002 - Secondo una ricerca condotta da Cfo Research
Services in partnership con Getronics, i Cfo (Chief Financial Officers) del
settore dei servizi finanziari considerano l'Information and Communication
Technology (Ict) un fattore che genera fatturato e non più solo un mero
costo aziendale. La ricerca rivela come la maggior parte dei Cfo consideri
l'Ict fondamentale per la prosperità del business: il 95% la ritiene
necessaria per il miglioramento del business e il 74% la reputa
"importante" e "cruciale" per la crescita del fatturato
e del profitto. La ricerca ha contattato 288 Cfo di società di servizi
finanziari, aziende chimiche, farmaceutiche, di telecomunicazioni e di
società attive nel retail con un fatturato medio annuo di 4,2 miliardi di
euro e sede negli Stati Uniti e in Europa. La ricerca commissionata da
Getronics ha evidenziato come il 59% dei Cfo di società operanti nel
settore dei servizi finanziari svolgano un ruolo attivo dedicando oltre il
10% del loro tempo all'Ict. Il 64% dei Cfo ha dichiarato di aver migliorato
il processo decisionale grazie ad analitiche in tempo reale mentre il 64%
utilizza l'Ict per aumentare il numero dei servizi self-service alla
clientela accessibili via Internet. Un portavoce di Getronics ha affermato:
"La nostra ricerca rivela un forte cambiamento nella partecipazione dei
Cfo agli investimenti Ict e una più positiva considerazione del ruolo che
l'Ict gioca nel business. I dati confermano ciò che molti direttori e
manager informatici già sapevano da tempo: che gli investimenti in Ict sono
più che semplici tagli di costi. Creando nuovi canali verso il mercato e
migliorando i servizi alla clientela, l'Ict può aiutare in modo proattivo a
generare fatturato e avere un significativo impatto sui risultati."
Mary Driscoll, president del Cfo Reserach Services ha commentato: "E'
la prima volta che siamo in grado di affermare che i Cfo sono decision maker
fondamentali nella scelta della strategia tecnologica e che il loro ruolo
contabile tradizionale sta profondamente cambiando."
PRIMO
TRIMESTRE 2002: FASTWEB REGISTRA UNA CRESCITA ESPONENZIALE IN TERMINI DI
RICAVI, CLIENTI E RETE
Milano 8 maggio 2002 - FastWeb, l'operatore italiano di telecomunicazioni a
larga banda del gruppo e.Biscom, nel primo trimestre ha conseguito ricavi
per 42 milioni di Euro, pari a sei volte il valore del primo trimestre 2001.
in merito Silvio Scaglia Amministratore Delegato FastWeb - e.Biscom
"L'anno è iniziato molto bene e sono sicuro che centreremo l'obiettivo
di raddoppio del fatturato previsto per il 2002. - Continueremo a
focalizzarci sul core business delle telecomunicazioni metropolitane a larga
banda, che hanno riscontrato un'ottima accoglienza in Italia e in Germania,
come dimostrano i risultati relativi alla crescita dei clienti". I
ricavi di FastWeb hanno registrato un incremento di quasi il 20% rispetto al
quarto trimestre 2001: una crescita particolarmente significativa
considerato che di norma il primo trimestre subisce una flessione rispetto
all'ultimo periodo dell'anno precedente per fattori di stagionalità. Nel
complesso, nei primi tre mesi del 2002 FastWeb ha inciso per oltre il 60%
sui ricavi consolidati di e.Biscom. A livello di Ebitda, nel primo trimestre
FastWeb ha contenuto le perdite a 6,5 milioni di Euro, rispetto agli 8,4
milioni di Euro dello stesso periodo del 2001. Nel corso dell'esercizio 2002
la perdita continuerà a ridursi e la società conferma di essere più che
in linea con le previsioni di raggiungimento del break even di Ebitda. Nel
primo trimestre il numero di clienti FastWeb ha superato quota 76.700, in
aumento del 57% o di 27.800 nuovi abbonati, rispetto ai 48.900 dell'ultimo
trimestre 2001, caratterizzandosi come il miglior trimestre in assoluto in
termini di crescita clienti. Nel primo trimestre sono aumentate di quasi il
60% le unità abitative raggiunte rispetto al quarto periodo del 2001, a
quota 500.000. Attualmente FastWeb ha clienti in tutte le principali città
italiane: Milano, Roma, Torino, Genova, Napoli e Bologna. Nello specifico,
la rete FastWeb raggiungerà entro la fine del 2002 tutte le aziende, le
famiglie e i Soho di Milano. Al termine del primo trimestre i clienti
business hanno superato quota 13.660, di cui oltre 450 grandi o medie
imprese e 13.210 piccole imprese e Soho. I clienti residenziali sono 63.060.
La market share complessiva si è mantenuta intorno al 10%, nonostante
l'eccezionale crescita del mercato potenziale di riferimento. La quota di
mercato ha invece superato il 27% in alcune delle aree che per prime hanno
avuto accesso ai servizi di telecomunicazione a larga banda. La società
continua a registrare un incremento del numero di nuovi abbonati
giornalieri, che in media nel mese di marzo hanno superato quota 425. Quanto
alle connessioni, sempre nel mese di marzo FastWeb ha attivato
quotidianamente una media di circa 325 clienti. Comunque un dato in netto
miglioramento, visto che nell'ultima settimana di aprile sono stati connessi
in media 450 abbonati al giorno. Al momento sono già stati connessi alla
rete più della metà dei clienti acquisiti. Sul fronte dei servizi
innovativi, FastWeb ha introdotto per la clientela residenziale il "VideoRec",
che permette di registrare le trasmissioni televisive dei principali canali
nazionali senza l'ausilio di videocassette o videoregistratore. La
registrazione può essere programmata dal televisore o da qualunque pc
collegato a Internet, come ad esempio quello dell'ufficio. FastWeb è
l'unico operatore al mondo in grado di offrire ai propri clienti un servizio
tecnologicamente così avanzato. Tra gli altri servizi FastWeb che hanno
riscontrato successo, le reti private virtuali su protocollo IP e l'offerta
Business to Employee (B2E). Alla fine del primo trimestre il numero di reti
IP private virtuali è salito a 180, con un incremento del 50% rispetto al
termine del 2001: un dato che conferma l'eccezionale crescita di FastWeb in
questo segmento di mercato. Grazie all'offerta B2E, i dipendenti possono
lavorare comodamente da casa collegandosi alla LAN aziendale alla velocità
di 10 Mbit/s. Il pacchetto B2E, oltre alla connessione Internet, comprende
il servizio di telefonia FastWeb e il Video on Demand, con la possibilità
di usufruire su fibra dell'offerta pay e pay per view dei canali
satellitari. La rete FastWeb di accesso locale si estende per 3.869 Km, con
un incremento del 58% o di 1.423 Km rispetto alla fine del 2001.
NASCE
LEGANET S.P.A., LA SOCIETÀ AL SERVIZIO DEL CITTADINO, DELLE IMPRESE E
DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA LOCALE
Milano, 10 maggio 2002 - Su iniziativa di Legautonomie, Associazione di Enti
locali (Comuni, Province, Regioni, Asl e Università), nasce Leganet S.p.A.,
società che ha come obiettivo la fornitura e l'erogazione di servizi
interattivi ai cittadini, alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni
Locali, per il tramite del Portale Nazionale di servizi. Oltre a
Legautonomie, che raggruppa circa 2500 Enti Locali, per più di 28 milioni
di abitanti ed è distribuita su tutto il territorio nazionale, il progetto
vede coinvolti partner importanti come: Bull Italia, che si occuperà della
realizzazione dei progetti e servizi da proporre alle Pubbliche
Amministrazioni; Confservizi Lazio, che nel territorio della Regione Lazio
raggruppa diverse aziende municipalizzate; Do It Now, specializzata in
ambienti e-procurement; EliosNet, attiva nell'erogazione di servizi su
portali e di soluzioni e-learning; Gruppo Urmet-Soluzioni Software, che
fornirà le soluzioni vocali dei portali; MultiMedia Consulting Company,
operante nel settore delle tecnologie multimediali. L'apporto sinergico
delle diverse Società risulterà di fondamentale importanza per assicurare
professionalità, elevate competenze tecnologiche e qualità nei servizi.
Amministratore Delegato di Leganet S.p.A. è Alessandro Benzia, dirigente
della Eliosnet S.p.A.. Leganet si propone come system integrator e
outsourcer per progetti chiavi in mano di portali di servizi per i Comuni;
come operatore della formazione attraverso il portale di Leganet, con una
vasta offerta di master per dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni; e,
infine, come consulente nei confronti degli Enti Locali sul piano
istituzionale, organizzativo e informatico. Parte dei servizi offerti da
Leganet, interesseranno direttamente i cittadini e le imprese: accesso ai
servizi comunali tramite smartcard (Cie, Cns, Csc); servizi interattivi
dell'area Servizi demografici, dell'Area Tributi (accesso e pagamento),
dell'area Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp), dell'area Sportello Unico
per le Attività Produttive (Suap); servizi interattivi correlati al Sistema
Informativo Territoriale; formazione a distanza. Per gli Enti Locali
l'offerta prevede consulenza online, gestione informatizzata degli iter
procedurali e della documentazione, e-procurement, e-learning.
ON
BANCA: LA TRIMESTRALE PRIMI EFFETTI DELLA RIORGANIZZAZIONE : RISULTATO DI
PERIODO PERDITA NETTA IN LINEA CON LE PREVISIONI, PASSANDO DA 5,3 A 4,5
MILIONI DI EURO.
Milano, 10 maggio 2002 Il Consiglio di Amministrazione di ONBanca ha
approvato, in data odierna, la relazione trimestrale al 31 marzo 2002. Il
risultato netto di periodo, pari a - 4.518 migliaia di euro, è allineato
alle previsioni di budget ed in miglioramento rispetto al risultato dello
stesso periodo del 2001 (- 5.340 migliaia di euro). Il percorso di
focalizzazione dell'offerta e di razionalizzazione della struttura,
intrapreso nel secondo semestre 2001 per affrontare l'andamento dei mercati
e dell'e-finance ha cominciato a manifestare la propria efficacia nel primo
trimestre 2002, soprattutto sul margine commissionale (che passa da - 1.540
migliaia di euro nel primo trimestre 2001 a -681 migliaia di euro nel primo
trimestre 2002) e sul contenimento dei costi. E' stata completata l'opera di
riorganizzazione della rete di promotori finanziari, intrapresa con il pieno
appoggio degli Area Manager e finalizzata alla razionalizzazione dell'intera
struttura ed al miglioramento della produttività e della redditività del
network di vendita. Quest'ultimo passa da una dimensione di 246
professionisti al 31 dicembre 2001, a 233 promotori al 31 marzo 2002, con
una crescita della raccolta di risparmio gestito del 23% rispetto allo
stesso periodo dell'anno precedente ed un considerevole incremento della
produttività pro-capite. In termini assoluti, la raccolta di risparmio
gestito al 31 marzo 2002 si attesta a mln euro 416 (mln euro 400 al 31.12.01
e mln euro 337 al 31.3.01). Nota: In allegato i prospetti di Conto Economico
Riclassificato al 31 marzo 2002 Stato Patrimoniale Riclassificato al 31
marzo 2002
ITALCEMENTI:
RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2002: INCREMENTO DEL FATTURATO DEL 3,3%
Milano, 10 maggio 2002 - Il Consiglio di amministrazione di Italcementi Spa
ha preso in esame ed approvato la relazione trimestrale consolidata al 31
marzo 2002. Nel primo trimestre dell'anno Italcementi Group ha registrato un
incremento del fatturato del 3,3% per effetto dell'evoluzione positiva
dell'attività (+1,3%), dell'ampliamento dell'area di consolidamento
(+1,3%), nonchè per la variazione dei tassi di cambio (+0,7%). Il maggior
contributo all'aumento dei ricavi è venuto dai paesi dell'Unione Europea,
principalmente dall'Italia, mentre le flessioni più significative hanno
interessato la Turchia e, per effetto della considerevole diminuzione dei
prezzi, la Thailandia. All'ampliamento dell'area di consolidamento hanno
contribuito principalmente l'acquisizione della cementeria di Sri Vishnu in
India e quella di Marmara Cimento, terminale con impianto di macinazione, ad
integrazione di quello contiguo di Ambarli (Istanbul). Come già evidenziato
nelle precedenti relazioni l'andamento del primo trimestre, è scarsamente
rappresentativo della tendenza dell'intero esercizio per le caratteristiche
del settore in cui il Gruppo opera. Per omogeneità di confronto i dati del
primo trimestre 2001 sono stati rielaborati consolidando proporzionalmente
il 50% di Zuari Cement Ltd che nelle relazioni infrannuali dello scorso anno
era stata consolidata col metodo integrale. I livelli globali di attività
del Gruppo nel primo trimestre sono migliorati rispetto a quelli già
decisamente buoni dei primi tre mesi dello scorso anno, con situazioni
tuttavia differenziate nei vari mercati: a fronte di una sostanziale
stabilità dei volumi nell'Unione Europea, si è registrato un leggero
decremento nel Nord America, mentre è proseguita la crescita nei Paesi
emergenti, con l'importante eccezione della Turchia, tuttora in difficoltà.
Nel primo trimestre il margine operativo lordo (176,7 milioni di euro) e il
risultato operativo (84 milioni di euro) hanno evidenziato una flessione
pari rispettivamente all'1,8% e al 2,5%. L'aumento dei costi operativi, pur
contrastato dai programmi per il miglioramento dell'efficienza industriale,
ha subito un significativo impatto dal prolungato periodo di sciopero nelle
cementerie di Ciments Calcia (Francia). I risultati sono stati inoltre
influenzati dalla flessione dei ricavi medi unitari in Thailandia. Buono è
stato invece l'andamento dell'Italia e degli altri Paesi dell'Unione Europea
e del Nord America.Il venir meno delle perdite di cambio registrate lo
scorso anno per la svalutazione della lira turca e l'apporto di SUEZ Cement,
consolidata nel periodo in esame con il metodo del patrimonio netto, hanno
sostanzialmente determinato il cospicuo progresso dell'utile. Infatti
l'utile totale sale da 17,9 a 28,1 milioni di euro mentre l'utile di
pertinenza del Gruppo cresce da 12,2 a 24 milioni di euro. La capogruppo
Italcementi Spa ha realizzato nel primo trimestre 2002 un fatturato di 205,4
milioni di euro (+6,1%) e un margine operativo lordo di 52,9 milioni di euro
(+7,6%), mentre l'utile netto è passato da 16,3 a 20,5 milioni di euro con
un miglioramento del 25,9% rispetto al corrispondente periodo del 2001.
Nonostante il permanere di elevati margini di incertezza sull'evoluzione di
alcuni mercati, si ritiene che i risultati del Gruppo per l'esercizio in
corso dovrebbero essere almeno in linea con quelli dell'esercizio
precedente, mentre i risultati della Capogruppo dovrebbero registrare un
miglioramento.
EUPHON:
LA PRIMA TRIMESTRALE 2002: EBITDA CONSOLIDATO PARI A 3,5 MILIONI DI EURO
(-8,2% RISPETTO AI 3,8 MILIONI DEL MARZO 2001)
Milano, 10 maggio 2002 - Siglati importanti contratti nell'area delle
produzioni televisive e realizzata una delle principali attrazioni del nuovo
Parco Tematico della Warner Bros a Madrid. Valore della produzione
consolidato pari a 28,7 milioni di Euro (+5,3% rispetto ai circa 27,3
milioni del primo trimestre 2001), Ebitda consolidato pari a 3,5 milioni di
Euro (-8,2% rispetto ai 3,8 milioni del marzo 2001), Ebit consolidato pari a
0,6 milioni di Euro (-54% rispetto all'1,25 milioni del 2001) ed Ebt pari a
334 mila Euro (797 mila nel primo trimestre 2001). Sono questi, in sintesi,
i principali risultati consolidati del primo trimestre 2002 approvati dal
Consiglio di Amministrazione di Euphon, Gruppo multinazionale quotato al
Nuovo Mercato operante nei settori della produzione e post - produzione
televisiva, della comunicazione interattiva ed on-line e nella realizzazione
di eventi e sistemi audiovisivi. In particolare, va rilevato come
l'incremento registrato dal valore della produzione - superiore del 5,3%
rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente - derivi integralmente da
una crescita interna. Nel corso del primo trimestre, sono stati avviati
diversi importanti progetti, come la realizzazione della struttura
necessaria a rendere operative le partnership con Eutelsat ed Albacom,
l'avvio delle nuove sedi di Los Angeles e Montreal (Automa) e l'apertura di
nuove sedi commerciali in Italia. A supporto di tali progetti il Gruppo ha
provveduto ad effettuare una serie di importanti investimenti - in termini
di risorse umane e tecnologiche - in relazione ai quali si prevede le
generazione di ricavi nella seconda metà dell'anno. Nel contempo, con lo
scopo di razionalizzare l'attuale struttura, il management ha realizzato i
seguenti interventi volti a migliorare l'integrazione ed il coordinamento
delle società controllate: acquisizione del restante 40% di Gierrevideo
S.r.l. (già controllata al 60%) e incremento della partecipazione in Mozart
S.p.A. dal 51% al 75%, per un importo complessivo di circa 1,7 milioni di
Euro, potenziamento del sistema informativo (nuovo sistema Erp) ed
implementazione di un progetto di centralizzazione degli acquisti. Infine,
ricordiamo l'ingresso di un nuovo Direttore Risorse Umane e del Direttore
Finanziario. Al 31 marzo 2002, l'indebitamento finanziario netto, pari a 6,8
milioni di Euro (rispetto ai 2 milioni del 31/12/2001) ha registrato un
incremento in parte attribuibile all'implementazione del piano di
investimenti triennale di 65 milioni di Euro - finanziato in parte dal cash
flow aziendale e in parte da debito bancario. Sotto il profilo patrimoniale,
si evidenzia la solidità del Gruppo testimoniata da un rapporto Debt/Equity
pari a circa 0,10. Per quanto riguarda la capogruppo Euphon S.p.A., la
società ha chiuso il trimestre con un valore della produzione pari a 13,9
milioni di Euro (-9,3% rispetto al 31 marzo 2001) ed un Ebitda pari a 1,33
milioni di Euro (1,7 milioni di Euro nel primo trimestre 2001) ed un Ebt di
344 mila Euro. Tra i principali progetti realizzati nell'area delle
produzioni televisive vanno menzionati la conferenza via satellite per Enel,
il Road show in Italia per Poste Italiane, la presentazione della nuova Alfa
Romeo 156 GTA, nonché la realizzazione di tutte le produzioni audiovisive
utilizzate nelle diverse attrazioni e di un intero padiglione ("Madhouse",
uno dei più visitati) del nuovo Parco Tematico della Warner Bros a Madrid.
Tra i nuovi contratti bisogna, invece, segnalare l'accordo biennale per la
realizzazione di due canali tematici, il contratto biennale con la Formula 1
di Motonautica, il contratto annuale per le tappe principali del Superbike
Europeo e di quello per la realizzazione di due tappe del circuito del
Motomondiale. Saranno poi realizzati eventi per New Holland a Madrid, per
Seat a Barcellona ed una convention per Burgo. Inoltre è stata assegnata al
Gruppo una prestigiosa commessa da parte della Biennale di Venezia per la
digitalizzazione del proprio archivio. "Le azioni realizzate nel primo
trimestre 2002 - ha affermato Giancarlo Rocchietti, Amministratore Delegato
di Euphon - mostrano il forte impegno profuso dall'intero Gruppo per la
crescita e l'integrazione delle varie attività".
MEDIOLANUM:
RISULTATI DEFINITIVI 1° TRIMESTRE 2002 UTILE NETTO DEL PERIODO, È STATO DI
EURO 27 MILIONI CONTRO EURO 29 MILIONI DELLO STESSO PERIODO DEL 2001
(-7%).
Milano, 10 maggio 2002 . Il Consiglio di Amministrazione di Mediolanum S.p.A.,
riunitosi ieri a Milano, ha approvato la relazione sulla gestione dei primi
tre mesi dell'anno 2002. I dati definitivi hanno confermato i positivi
risultati preliminari. Con riferimento all'Italia, escludendo le masse delle
nuove iniziative (Banca Esperia e le controllate straniere, Fibanc e Gamax),
i principali risultati sono stati: le Masse amministrate, nonostante
l'importante deprezzamento dovuto all'andamento negativo dei mercati
azionari, sono cresciute del 16% a Euro 18,9 miliardi da Euro 16,3 miliardi
del marzo 2001; l'Utile netto del periodo, è stato di Euro 27 milioni
contro Euro 29 milioni dello stesso periodo del 2001 (-7%). La Raccolta
netta ha raggiunto, relativamente al risparmio gestito, Euro 511 milioni
(+12% rispetto a Euro 455 milioni del 1° Trimestre 2001). A questo
risultato ha contribuito in maniera determinante l'incremento del 46% della
raccolta netta assicurativa. La raccolta netta del risparmio amministrato è
stata anch'essa positiva con Euro 333 milioni, grazie soprattutto al record
di raccolta diretta della banca (+9%). Altri elementi di particolare
interesse sono stati: i Premi Vita di Nuova Produzione, che hanno registrato
un incremento del 71% (Euro 415 milioni circa contro Euro 241 milioni dello
scorso anno), in particolare grazie alla fortissima produzione di Premi
unici, cresciuti del 93% a Euro 382 milioni (Euro 198 milioni nello stesso
trimestre 2001) il totale dei C/C, che al 31 marzo 2002 era n. 309.585 a
fronte dei n. 242.922 al 31 marzo dello scorso anno, con un incremento del
27%. il totale dei Clienti, che al 31 marzo 2002 era di n. 730.000 primi
intestatari a fronte dei n. 659.000 alla stessa data dello scorso anno, con
un incremento dell'11%. la Rete di vendita di Banca Mediolanum, che al 31
marzo 2002 si è attestata su un organico complessivo di n. 5.311 consulenti
globali, sostanzialmente in linea con l'organico al 31 marzo 2001(-1%). Da
segnalare il forte progresso qualitativo della rete, con 3.924 promotori
finanziari, in crescita del 24% rispetto alla stessa data del 2001,
consolidando il primato già raggiunto al 31 dicembre 2001. Aggiungendo a
questi i 1.390 operatori assicurativi attivi di Partner Time, le Reti di
vendita del Gruppo Mediolanum raggiungono un organico complessivo di n.
6.701 unità. Per quanto riguarda i dati consolidati del gruppo, che
includono l'effetto delle nuove iniziative (Banca Esperia, Fibanc e Gamax):
le Masse amministrate consolidate, hanno raggiunto Euro 22,1 miliardi contro
Euro 18,4 miliardi del 31 marzo 2001, crescendo del 20% nei dodici mesi.
l'Utile netto consolidato del Gruppo è di Euro 20 milioni, in calo del 22%
rispetto al risultato dei primi tre mesi del 2001 (Euro 26 milioni).
IL
RUOLO DELL'INFORMATION TECHNOLOGY NELLE ASPETTATIVE DI CRESCITA DELLE PMI
UNO STUDIO NETCONSULTING PROMOSSO DA MICROSOFT ITALIA E CONFCOMMERCIO
Milano, 10 maggio 2002 - Dalla nuova indagine condotta da NetConsulting per
conto di Microsoft e Confcommercio emerge un buon livello di
informatizzazione delle piccole e medie imprese italiane, che tra il 1995 e
il 2001 hanno investito in Information Technology circa 46 miliardi di Euro,
facendo registrare un incremento medio annuo di 4/5 punti percentuali in più
rispetto alla crescita del mercato IT in generale. Questo andamento positivo
ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del sistema economico
del nostro Paese: nel 2001 la spesa in IT da parte delle Pmi ha inciso per
lo 0,89% sul Prodotto Interno Lordo, pari a quasi 9 miliardi di Euro.
Nell'arco di questi cinque anni, il Personal Computer e Internet, da
tecnologie di base a disposizione di pochi dipendenti, sono diventati
progressivamente strumenti diffusi e indispensabili per comunicare e
controllare in modo più attento e completo le attività dell'impresa, dagli
aspetti produttivi a quelli logistici e amministrativi, fino al rapporto con
i clienti e i fornitori. È indicativo il fatto che, tra il 1995 e il 2001,
nelle imprese che hanno maggiormente investito in tecnologie informatiche e
in ambiti strategici per il proprio business, la produttività per
dipendente sia aumentata di circa 10 punti percentuali in più rispetto a
quella del personale di aziende che non hanno pianificato e valutato la
spesa IT in modo adeguato. La piccola e media impresa è da sempre una
componente fondamentale del sistema economico italiano. Storicamente però,
la PMI - proprio per le sue caratteristiche strutturali e dimensionali - ha
scontato un certo ritardo nell'adozione degli strumenti informatici; aspetto
che si traduce in perdita di competitività su un mercato in rapida
evoluzione. Sulla base di queste motivazioni, Microsoft Italia e
Confcommercio hanno promosso la ricerca "Impatto dell'Information
Technology e del Personal Computer sulle PMI Italiane", realizzata da
NetConsulting e presentata stamani nel corso della conferenza stampa
"Con l'innovazione crescono le PMI?", svoltasi a Roma presso la
sede di Confcommercio. "I dati emersi dallo studio dimostrano che la
piccola e media impresa italiana ha saputo in questi anni trasformare il
proprio modo tradizionale di operare avviando un processo di rinnovamento
legato alle tecnologie informatiche", ha dichiarato Umberto Paolucci,
Vice President di Microsoft Corporation. "Per accelerare questa fase e,
soprattutto, per aiutare le aziende ancora caratterizzate da un
differenziale tecnologico negativo - il numero di addetti per PC in Italia
rimane ancora tra i più alti i in Europa: 3,6 contro 1,7 del Regno Unito -
è necessario fornire una formazione adeguata, infrastrutture e soluzioni IT
in linea con le loro reali esigenze di business. Come emerso dallo studio,
infatti, i finanziamenti e le agevolazioni fiscali già avviati con successo
dal Governo, da soli non sono più sufficienti per promuovere una completa
informatizzazione della PMI". L'indagine, realizzata su un campione di
200 PMI (con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 500) presenti su
tutto il territorio nazionale, dimostra come tra il 1995 e il 2001 gli
investimenti in tecnologie informatiche da parte della aziende di piccole e
medie dimensioni abbiano contribuito in maniera significativa alla crescita
dell'intero settore IT. Il loro peso sul mercato totale è infatti passato
dal 37% del '95 al 45% del 2001. Il tasso di incidenza del mercato IT in
generale sul totale del Prodotto Interno Lordo a prezzi costanti è
cresciuto in cinque anni di quasi il 50%, passando dall'1,24% del 1995
all'1,99% del 2001; nello stesso arco temporale, il contributo degli
investimenti IT delle PMI sul PIL è quasi raddoppiato, passando
rispettivamente dallo 0,46% allo 0,89%. Dallo studio emerge che solo verso
la seconda metà degli anni '90 si registra un significativo processo di
informatizzazione delle piccole e medie imprese: la diffusione del Personal
Computer presso le PMI, che nel 1995 era pari al 23,7%, ha raggiunto nel
2001 il 54,6%, con una previsione per il 2002 pari al 57,5%. Alla Rete, alla
fine del 2001, accedeva il 98,5% delle aziende intervistate. È interessante
notare che dal 1995 al 2002 la percentuale dei dipendenti in grado di
collegarsi autonomamente ad Internet è cresciuta dal 2,1% al 38,3% . Questo
processo di informatizzazione è stato agevolato da una standardizzazione
delle soluzioni disponibili sul mercato che hanno offerto alle PMI maggior
flessibilità e la possibilità di ridurre i rischi sulle scelte
architetturali. Sulla base di questi dati, sono stati analizzati i
principali effetti dell'introduzione di Internet e del Personal Computer
sulle attività e la produttività delle Pmi italiane. In generale, tra i
principali benefici del processo di informatizzazione, emerge un aumento
della produttività dei dipendenti, la creazione di nuove competenze e un
miglior rapporto con i clienti e fornitori, a vantaggio della competitività
dell'azienda. La ricerca mostra infatti che le imprese che hanno investito
di più e più razionalmente nelle nuove tecnologie hanno visto crescere la
propria produttività in modo determinante: il fatturato per addetto
registra un aumento del 14% all'anno, contro un aumento del 4% riscontrato
da chi ha limitato al minimo indispensabile gli investimenti. Va tuttavia
evidenziato che gli investimenti IT da soli non sono sufficienti per
produrre in maniera automatica effetti positivi sulla produttività
aziendale: le imprese che hanno saputo pianificare la spesa in relazione
alle proprie strategie di business, comprendendo quale potesse essere
l'impatto delle nuove tecnologie sulla loro attività e, di conseguenza
operando scelte adeguate per raggiungere tali obiettivi, hanno registrato
benefici di gran lunga superiori (in termini di fatturato e produttività
per dipendente) di quelle che non sono state in grado di innovare il proprio
modo di operare. "È importante che i fornitori di tecnologie
comprendano le nuove esigenze delle piccole e medie imprese italiane e, di
conseguenza, sappiano adeguare la propria offerta IT, fornendo loro non più
solo prodotti, ma soluzioni in grado di supportare questo processo
evolutivo", ha concluso Paolucci. "Come Microsoft siamo impegnati
nella realizzazione della terza generazione di Internet, che consentirà
alle aziende di ogni dimensione di utilizzare una rete di risorse, servizi,
applicazioni software e dispositivi perfettamente integrati tra loro e in
grado di adattarsi alle specifiche esigenze del business
aziendale".
GOODEX,
SPECIALISTA EUROPEA DELL'E-SOURCING, ARRIVA IN ITALIA CON UN'OFFERTA
INNOVATIVA DI CONSULENZA E SERVIZI PROFESSIONALI PER L'APPROVVIGIONAMENTO
VIA INTERNET
Milano, 10 maggio 2002 - Goodex, società leader in Europa per servizi di
e-sourcing, sbarca in Italia. E' operativo a Milano un ufficio dal quale la
società intende sviluppare e proporre soluzioni strategiche personalizzate,
per progetti di e-sourcing caratterizzati da negoziazioni dinamiche su
Internet. Presente da oltre due anni nei settori di mercato dei materiali
indiretti e diretti e nei servizi, Goodex aiuta le aziende a concludere
trattative commerciali estremamente vantaggiose, con risparmi medi che
arrivano fino al 19%, rendendo disponibili servizi di consulenza, servizi
professionali di analisi del mercato, benchmarking di prodotto, valutazione
e scelta dei fornitori, procedure di negoziazione anche su Internet e
organizzazione di aste inverse. La filiale italiana della società si avvale
dell'opera di un team di esperti di sourcing, tutti professionisti degli
acquisti con molti anni di esperienza maturata nei più diversi settori
commerciali, e sarà guidata da Alexander Volkel. "Abbiamo obiettivi
decisamente ambiziosi" - ha dichiarato Volkel - "dal momento che
prevediamo entro fine anno di operare con un team composto da 5 a 10 esperti
del mercato italiano e che intendiamo aumentare il numero dei partner
commerciali, per offrire i nostri prodotti e servizi non solo alle grandi
organizzazioni, ma anche al variegato mondo delle piccole e medie
imprese."
NASCE
AUTOEXCHANGE ITALIA SPA, SI RINNOVA IL MERCATO DELL'AUTO USATA A MILANO LA
PRIMA SALA D'ASTE PER GLI OPERATORI DEL SETTORE
Milano, 10 maggio 2002 - Autoexchange riunisce la più importante
organizzazione di vendita retail di autoveicoli dei nostro Paese la Car
World Italia e le aziende giapponesi Uss (Used car System Solution) e
Mitsubishi Corporation con lo scopo di realizzare a Milano la prima sala
d'aste di vetture usate riservata agli operatori dei settore. Viene infatti
realizzato un punto d'incontro dove le società di noleggio e di leasing, i
concessionari e i commercianti di veicoli usati, possono comprare e vendere
con la massima libertà e trasparenza i propri veicoli, ottimizzando e
razionalizzando il proprio parco di veicoli usati. Ogni operatore potrà
semplicemente portare i propri veicoli presso questa struttura, la quale
provvederà ogni settimana a certificarne le condizioni e ad organizzare una
giornata d'asta alla quale inviterà la pluralità di membri associati,
realizzando così un sistema di vendita equo e trasparente. La sala d'aste
sorgerà a Milano e sarà dotata di un sistema computerizzato
all'avanguardia, che controllerà le operazioni, sarà preciso al millimetro
di secondo e registrerà tutte le offerte ricevute, fino ad arrivare in
tempi brevi all'aggìudicatarío finale. Ogni partecipante avrà quindi il
suo posto a sedere e gli strumenti necessari per fare la propria offerta
Nello stesso complesso saranno inoltre presenti tutti i servizi necessari
all'attività di compravendita (ad es. un'agenzìa di pratiche
automobilistiche ecc..). L'obiettivo di Autoexchange Italia SpA trova la sua
ragion d'essere alla luce dei mutamento che il mercato dell'usato sta
attraversando nel nostro Paese, in relazione alla tendenza a sostituire
un'auto non catalitica con una catalitica. Inoltre prospettìcamente il
volume delle transazioni potrebbe incrementarsi notevolmente, portandosi
vicino ai livelli di paesi quali Francia, Inghilterra e Germania,
nell'auspicato caso di una forte diminuzione dei costi dei passaggio di
proprietà e delle varie burocrazie, coerenti con quelle degli altri paesi
Cee, utoexchange Italia SpA, la prima realizzazione a livello europeo di
questo nuovo sistema di vendita, consentirà pertanto agli operatori di
affrontare l'evoluzione dei mercato con i giusti strumenti.
PIRELLI:VARATO
PIANO INDUSTRIALE 2002-2004: DOPO IL TEMPESTIVO DISINVESTIMENTO DALLA
FOTONICA E IL REINVESTIMENTO DEI PROVENTI IN OLIVETTI-TELECOM, LA STRATEGIA
DEL GRUPPO PREVEDE IL RAFFORZAMENTO DELLA POSIZIONE COMPETITIVA IN TUTTI I
SETTORI FACENDO LEVA SU INNOVAZIONE DI PRODOTTO E DI PROCESSO E SU AUMENTO
DI EFFICIENZA
Milano, 10 maggio 2002 - Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli SpA,
riunitosi ieri, ha esaminato e approvato il Piano Industriale di Gruppo per
il triennio 2002-2004 e la relazione sulla gestione al 31 marzo 2002. Il
nuovo orientamento strategico del Gruppo Nel corso degli ultimi anni il
Gruppo Pirelli ha compiuto un vasto processo di rilancio e sviluppo, basato
sull'aumento dell'efficienza, sulla crescita della redditività e sulla
focalizzazione degli investimenti nelle tecnologie, rafforzando così la
posizione competitiva e la presenza sui diversi mercati. Nel 2001 il Gruppo
ha quindi compiuto una svolta strategica di portata rilevante con
l'investimento per complessivi 3.170 milioni di euro in Olimpia - la Società
costituita con Edizione (Gruppo Benetton), Intesa-BCI e Unicredito - per un
progetto industriale di ampio respiro nel gruppo Olivetti-Telecom Italia.
L'operazione ha seguito le tempestive dismissioni dei sistemi Ottici
Terrestri a Cisco e dei Componenti Ottici a Corning, due piccole attività
in perdita cedute a multipli senza precedenti, con un incasso netto di circa
4 miliardi di euro destinati, oltre che al suddetto investimento in Olimpia,
alla distribuzione di un dividendo di entità straordinaria, a ulteriori
acquisizioni e ristrutturazioni. L'investimento nel Gruppo Olivetti-Telecom
Italia, che non ha richiesto nuovi esborsi finanziari agli azionisti,
risponde ad una logica industriale di lungo termine basata su: · la
presenza in un primario e profittevole operatore di telecomunicazioni,
settore strategico, anticiclico e con prospettive reddituali favorevoli; ·una
forte focalizzazione sull'alta tecnologia nel settore della telefonia fissa,
mobile, nell'accesso ad Internet e nei servizi web, nella fibra ottica nei
sistemi di accesso (fiber to the home) e in altre tecnologie di nicchia; ·
la possibilità di sviluppare significative sinergie tecnologiche tra i due
Gruppi; ·la possibilità di far leva sulle competenze professionali del
Gruppo. Il Gruppo Pirelli intende pertanto portare avanti i programmi,
avviati in tutti i settori, volti alla crescita e alla creazione di valore e
ha accantonato il previsto Piano di dismissioni, considerato che: ·Pirelli
è in grado di gestire e sviluppare al meglio i propri asset, come
dimostrato dalla miglior performance nei diversi settori rispetto a quella
dei principali competitori; ·non c'è alcuna necessità di dismissioni,
essendo il Gruppo in grado di autofinanziare il proprio sviluppo; ·l'accelerazione
della ristrutturazione avviata nel Gruppo Pirelli e il nuovo Piano triennale
forniscono prospettive favorevoli, in termini di redditività e di cash flow.
Il Piano Industriale 2002-2004 Le linee guida su cui si basa il Piano
industriale triennale del Gruppo Pirelli sono le seguenti: · impegno
continuo per l'innovazione della gamma dei prodotti · approccio aggressivo
ai settori di mercato più profittevoli ·aumento dell'efficienza della
struttura organizzativa ·forte orientamento alle esigenze della clientela.
Sulla base delle linee guida sopra descritte il Piano 2002-2004 si pone i
seguenti obiettivi: · un'incidenza dei prodotti high tech di oltre il 40%
sui ricavi a fine periodo dall'attuale 35%; · una crescita media annua dei
ricavi del 3%; · un forte incremento dell'ebit, pari al 25% medio annuo; ·
un rapporto ebit/ricavi del 7% a fine periodo; L'indebitamento netto del
Gruppo Pirelli, che a fine 2001 era pari a 1.089 milioni di euro, subirà un
incremento a fine 2002 - essenzialmente per la parte residua degli effetti
fiscali dell'operazione Corning (quasi 300 milioni di euro) e per l'effetto
di cassa degli accantonamenti per ristrutturazioni (150 milioni di euro) sul
bilancio 2001 - per poi diminuire nuovamente. A fine 2004 è previsto un
indebitamento netto di circa 1.300 milioni di euro. Cavi e Sistemi Energia
Nel prossimo triennio, il Piano, basandosi sulla leadership tecnologica e di
mercato, intende procedere lungo le seguenti direttrici di sviluppo: · il
completamento degli interventi di ottimizzazione produttiva e della
razionalizzazione del complesso impiantistico; · l'introduzione di prodotti
e soluzioni innovative facendo leva sulle sinergie con i Pirelli Labs; ·
l'aumento della presenza nei segmenti di mercato ad elevato valore aggiunto.
Sulla base delle linee guida sopra descritte per il Piano si pone i seguenti
obiettivi: · i ricavi cresceranno con una media annua del 3% · l'ebit
segnerà un marcato incremento, con un tasso medio per anno del 65% ed
un'incidenza del 6% sui ricavi del settore a fine periodo. Il Piano
2002-2004 prevede inoltre un importante programma di ottimizzazione delle
capacità produttive del settore, anche tramite una riduzione, da realizzare
d'intesa con i sindacati, del numero degli impianti nel mondo, che porterà,
a fine periodo, un aumento della produzione per impianto del 40%. Gli oneri
relativi a tale programma sono di dimensioni limitate, in quanto, in larga
misura, già spesati nell'esercizio 2001. Nel Settore Cavi si proseguirà
nel significativo processo di recupero di efficienza e di contenimento dei
costi che nel triennio prevede: · un aumento della produttività del 28%;
· una riduzione dei costi variabili per unità venduta del 7%; · un calo
dei costi fissi per unità venduta dell'8%. Il piano prevede, infine, che
nel 2004 il contributo derivante dai nuovi prodotti cresca ad un livello
superiore al 50% dall'attuale 30% circa dei ricavi totali. Settore Cavi e
Sistemi Telecom Dopo un 2001 chiusosi con una situazione di mercato
eccezionalmente negativa, che Pirelli ha fronteggiato meglio dei concorrenti
mantenendo la redditività a livelli positivi, il nuovo scenario del settore
è radicalmente cambiato rispetto a quanto atteso pochi mesi fa: limitate
aspettative di recupero sono previste infatti per fine 2002-inizio 2003.
Pirelli fronteggerà il nuovo contesto di mercato facendo leva sui suoi
tradizionali punti di forza, ovvero la leadership tecnologica, un
portafoglio di prodotti completo, la struttura di costi competitiva,
un'ampia base di clientela e la presenza globale sui mercati. Grazie a tali
fattori Pirelli punta a: ·incrementare la quota di mercato presso i
principali clienti e nelle aree a maggior potenziale di sviluppo; ·
innovare i prodotti e i processi, quali, in particolare, i nuovi cavi ad
alta performance, le nuove fibre ottiche, i componenti ottici e
optoelettronici di nuova generazione; · sviluppare una forte presenza nel
mercato delle reti di accesso tramite soluzioni ottiche avanzate e ampia
capacità nel fornire connettività; · aumentare ulteriormente la
redditività attraverso un più esteso utilizzo delle fibre ottiche Pirelli.
Sulla base di quanto sopra descritto, il Piano industriale triennale si pone
i seguenti obiettivi: ·una crescita media annua dell'ebit del 16%; · un
forte incremento del rapporto ebit/ricavi al 10% dall'attuale 6,2%. In
particolare, Pirelli prevede di aumentare dall'attuale 20% del totale al
35-40%, la commercializzazione dei nuovi prodotti basati su tecnologie di
avanguardia, quali ad esempio i microcavi, i cavi ad altissima densità di
fibre ottiche, i cavi con protezione "airbag", i cavi speciali per
il fiber to the home e i componenti ottici e optoelettronici di nuova
generazione. I programmi in corso, volti all'aumento dell'efficienza,
permettono di prevedere una riduzione dell'incidenza dei costi sui ricavi al
19% dall'attuale 24% per la componente fissa. Settore Pneumatici Dopo un
periodo caratterizzato da forti investimenti nell'innovazione di processo e
una miglior performance rispetto ai competitors, Pirelli incentra il Piano
triennale su una strategia di ulteriore focalizzazione sull'alto di gamma,
in cui è tra i maggiori player. Le principali linee guida che verranno
seguite nel settore sono le seguenti: · forte impulso all'innovazione,
grazie al focus su nuovi prodotti basati su tecnologie distintive (MIRS, Run
flat, PAX); · accentuata focalizzazione sul mercato consumer, facendo leva
sui prodotti high performance con specialties nel Moto e nei runflat; ·crescita
sul mercato europeo e focus sui mercati NAFTA, con significativo aumento
delle vendite nel periodo; · maggiore competitività nelle strutture dei
costi. Gli obiettivi che il Piano si pone sulla base delle linee guida sopra
esposte sono i seguenti: ·per i ricavi una crescita media annua pari al
4,5%; ·un risultato operativo in aumento del 19% medio annuo; · il
rapporto tra ebit e ricavi in crescita dal 6,1% al 9%; Anche in questo
settore Pirelli vuole confermare la propria capacità di leadership
tecnologica puntando in particolare sul MIRS (Modular Integrated Robotized
System) attraverso: ·le quattro unità operative avviate nell'arco di tre
anni in Italia, Germania, UK e USA.; · il miglioramento dei valori di
qualità, flessibilità e produttività con positivo impatto sulla creazione
di valore; ·l'estensione dell'applicazione ai segmenti performance SUV e
radial moto. Pirelli Labs Pirelli Labs, il polo di eccellenza tecnologica
del Gruppo, ha avviato anche attraverso la collaborazione con qualificati
partner internazionali, numerosi progetti di ricerca focalizzati in
particolare nei seguenti campi di attività: · componenti e chip ottici di
nuova generazione; · nuovi materiali; · fonti di energia alternative; ·
sensori per l'integrazione elettronica dell'automobile. I principali
progetti di ricerca saranno in grado di generare una significativa quota
addizionale di valore per il Gruppo nel corso del triennio. La relazione
sulla gestione al 31 marzo 2001 Il nuovo Piano Industriale prende avvio in
una fase di difficoltà senza precedenti per i mercati di riferimento del
Settore Cavi e Sistemi per Telecomunicazioni, che ha pesantemente
influenzato l'andamento del primo trimestre 2002. La fase recessiva partita
a metà 2001 ha causato un sostanziale dimezzamento della domanda a livello
mondiale: al crollo dei volumi si è accompagnata una decisa flessione dei
prezzi. Questo fenomeno di mercato ha una tale proporzione da rendere
distorsivo il confronto tra gli andamenti della prima metà dell'esercizio
2001 con quella dell'esercizio in corso, con particolare riguardo ai primi 3
mesi del 2001, in cui la redditività del gruppo ha segnato un record
storico. Tali fenomeni hanno indotto una sensibile erosione - pari a 92
milioni di euro, di cui 83 attribuibili all'attività Cavi e Sistemi Telecom
- del risultato operativo del primo trimestre 2002, che mostra comunque una
capacità di reazione del Gruppo, con un recupero reddituale rispetto
all'ultimo trimestre del 2001. Anche il secondo trimestre è previsto in
ulteriore miglioramento, grazie alle efficienze realizzate. Il Settore Cavi
e Sistemi Energia risente, a sua volta, di una congiuntura internazionale
decisamente negativa, mentre il Settore Pneumatici conferma una buona
tenuta, con ulteriore crescita nei segmenti "alto di gamma". Il
Gruppo nel corso dell'ultimo biennio ha mostrato, nelle sue diverse
componenti, livelli di efficienza e redditività puntualmente superiori a
quelli dei principali concorrenti, ciò induce a guardare con positività
all'evoluzione attesa per il prossimo futuro. Il Gruppo Le vendite
consolidate del Gruppo al 31 marzo 2002 ammontano a 1.688 milioni di euro
(-12,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), principalmente
per l'effetto negativo di volumi/mix (-8,5%), dei prezzi (-2,6%) e della
variazione dei cambi (-1,6%). Il margine operativo lordo ammonta a 137
milioni di euro, pari all'8,1% del fatturato, contro i 228 milioni di euro
del primo trimestre del 2001 (-40%). Il risultato operativo del Gruppo nel
primo trimestre 2002 ammonta a 42 milioni di euro (pari al 2,5% delle
vendite) rispetto ai 134 milioni di euro dello stesso periodo del 2001 (6,9%
delle vendite). In sintesi, le principali variazioni sono dovute al minor
apporto del Settore Cavi e Sistemi per Telecomunicazioni (pari a 83 milioni
di euro, di cui 26 milioni legati al termine dell'accordo di fornitura con
Cisco Systems) e all'intensa attività di Ricerca e Sviluppo i cui costi
aumentano di 4 milioni di euro. Gli oneri e proventi finanziari del Gruppo
presentano al 31 marzo 2002 un saldo negativo di 62 milioni di euro contro
un saldo positivo di 20 milioni di euro del corrispondente periodo dello
scorso anno. Il peggioramento è da attribuirsi alla valutazione con il
metodo del patrimonio netto della partecipazione di Olimpia SpA (pari a 27
milioni di euro) e al maggior indebitamento medio. La voce oneri e proventi
straordinari, di minima rilevanza in questo primo trimestre, comprendeva nel
corrispondente periodo dello scorso anno essenzialmente la plusvalenza, al
lordo delle imposte, per la cessione sul mercato delle azioni proprie di
Pirelli S.p.A. (30 milioni di euro) e 36 milioni di euro riconosciuti da
Cisco Systems nell'ambito della cessione dei Sistemi Ottici Terrestri
avvenuta nel corso del 2000. Il risultato netto al 31 marzo 2002 è negativo
per 12 milioni di euro prima dell'effetto Olimpia e di 39 milioni di euro
dopo tale effetto, contro i 148 milioni di euro dei primi tre mesi del 2001.
Il patrimonio netto passa da 5.660 milioni di euro al 31 dicembre 2001 ad
5.629 milioni al 31 marzo 2002 essenzialmente per effetto del risultato del
primo trimestre. La posizione finanziaria netta è passiva per 1.406 milioni
di euro contro 1.089 milioni di euro al 31 dicembre 2001. Tale variazione è
da imputarsi principalmente a fattori stagionali, che hanno determinato un
incremento del capitale circolante e agli esborsi relativi ai programmi di
riorganizzazione accantonati negli esercizi precedenti. Nonostante l'avversa
congiuntura, l'impegno prioritario verso la ricerca e l'innovazione
tecnologica viene confermato anche nel primo trimestre 2002 con un
incremento dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti dal Gruppo che passano
da 55 milioni di euro (2,8 % sulle vendite) a 59 milioni di euro, pari al
3,5% sulle vendite. Il personale del Gruppo è pari a 38.260 unità contro
39.127 unità del 31 dicembre 2001. La diminuzione rispetto alla fine dello
scorso esercizio è pari a 867 unità, mentre la riduzione rispetto al 31
marzo 2001 è di 3.070 unità. Settore Cavi e Sistemi Energia Le vendite si
attestano a 796 milioni di euro (- 2,3% sul primo trimestre 2001). Tale
variazione è dovuta all'andamento negativo di prezzi (-3,4%) e volumi
(-2,1%) e all'effetto cambio (-0,9%), cui si è contrapposto un
miglioramento del mix ed altro (+4,1%). Più in dettaglio, l'andamento
negativo del fatturato nei business Power Distribution, Installazioni, Cavi
Speciali e Smaltati è parzialmente neutralizzato dall'andamento positivo
dei business Mercato Generale, Accessori. Europa e Sudamerica registrano
vendite in diminuzione, mentre Australia e Estremo Oriente risultano in
miglioramento. Da segnalare il nuovo accordo tra Pirelli Cavi e Sistemi
Energia Spa e American Superconductor Corporation per la concessione di
vendita a AMSC di Superconduttori ad Alta Temperatura a livello mondiale. Il
risultato operativo del settore risente ancora di alcune inefficienze
produttive legate all'insaturazione e si attesta a 1 milione di euro (0,1%
delle vendite) contro i 12 milioni di euro del primo trimestre dello stesso
periodo dell'anno precedente (1,5% delle vendite). Il processo di
ristrutturazione avviato contribuirà a migliorare la redditività del
settore nel corso dell'anno, già a partire dal prossimo trimestre. Settore
Cavi e Sistemi Telecomunicazioni Le vendite, pari a 164 milioni di euro,
registrano una forte flessione sullo stesso periodo dell'anno precedente
(-58,9%) essenzialmente dovuta alla contrazione dei volumi (-39,5%) e dei
prezzi (-4,9%) e al peggioramento del mix ed altro (-14,1%). I minori volumi
di vendita si registrano in tutte le aree geografiche a causa della
contrazione degli investimenti degli operatori telefonici. Il trend di
mercato non presenta ancora significativi segnali di ripresa, ma verso la
fine dell'anno sono attesi i primi segnali di ripresa. Il calo dei volumi,
accompagnato da un deterioramento del mix prodotti (minori vendite di cavi
con fibra ottica premium), si ripercuote sulla redditività, con un
risultato operativo negativo per 2 milioni di euro, contro gli 81 milioni di
euro del primo trimestre dello stesso periodo dell'anno precedente, che
beneficiava per 26 milioni di euro dell'accordo di fornitura con Cisco
Systems. Dopo le chiusure di stabilimenti realizzate nella seconda metà del
2001, si è decisa un'ulteriore razionalizzazione dell'assetto industriale
nel Regno Unito, mentre sono proseguite in tutti gli altri stabilimenti le
azioni volte al recupero di efficienza, i cui effetti potranno essere
recepiti già nei risultati del secondo semestre dell'anno. Prosegue intanto
il potenziamento dell'attività sui nuovi business (Fiber to the home -
Access Network), che presentano vendite in crescita rispetto allo stesso
periodo dell'anno precedente, seppur con una redditività ancora non del
tutto soddisfacente. Per quanto riguarda in particolare il business dei Cavi
e Sistemi Sottomarini, è stata completata l'installazione del collegamento
Palma-Algeri ed è in corso la produzione del cavo sottomarino per l'isola
di Sumatra. E' attesa l'aggiudicazione di nuovi contratti a partire dalla
fine del secondo trimestre 2002. Settore Pneumatici Le vendite, in crescita
del 4% sul primo trimestre 2001, ammontano a 758 milioni di euro. Al
positivo risultato hanno contribuito gli incrementi di volumi (+2,6%) e
prezzi/mix (+5%), contrastando l'effetto cambio negativo (-3,6%). In
crescita le quote di mercato in Europa e America Latina in tutti i segmenti
di mercato; particolarmente positivi i volumi Vettura "alto di
gamma" che mostrano un incremento del 12% sull'anno precedente. I
volumi Truck sono in crescita del 2% rispetto al 2001, grazie ai maggiori
volumi Ricambi che compensano la flessione del Primo Equipaggiamento, con
sensibile guadagno di quota. Positivo anche l'andamento del Moto, i cui
volumi totali evidenziano un incremento di oltre il 2%. Il primo trimestre
si chiude con un risultato operativo pari a 54 milioni di euro (7,1% sulle
vendite), in linea con i 57 milioni del corrispondente periodo 2001 (7,8%).
Fatti di rilievo · Nel mese di febbraio Pirelli Finance (Luxembourg) S.A.
ha sottoscritto con JP Morgan una equity swap su n. 100 milioni di azioni
Olivetti S.p.A. con scadenza nel dicembre 2006. La liquidazione potrà
avvenire o tramite consegna fisica dei titoli o attraverso la liquidazione
dei differenziali con i prezzi di mercato. Il prezzo di riferimento è pari
a 1,4213 euro per azione più un tasso di interesse trimestrale pari a
Euribor tre mesi maggiorato di uno spread di 143 bps. · Nel mese di marzo
è stato completato il collocamento di un prestito obbligazionario di 500
milioni di euro emesso da Pirelli Finance (Luxembourg) S.A. con scadenza 4
aprile 2007 ad un tasso di interesse fisso del 6,5%. L'emissione risponde
all'obiettivo di rifinanziare il debito a breve termine, ottimizzando la
struttura finanziaria del Gruppo, sia dal punto di vista dei tassi che delle
scadenze. L'incasso è avvenuto nei primi giorni di aprile. Dopo la fine del
trimestre, si segnala che in data 22 aprile 2002 è stato sottoscritto un
accordo per la cessione del 25,3% della società Epiclink SpA.,
specializzata nell'offerta in outsourcing nell'area dell'Information and
Communication Technology, a Telecom Italia SpA. La cessione, condizionata
all'approvazione dell'autorità antitrust, avverrà entro il 31 luglio 2002.
Evoluzione dell'attività per l'esercizio in corso, Nonostante il perdurare
delle difficoltà nel mercato delle telecomunicazioni, di cui si attendono i
primi segnali di ripresa verso la fine dell'anno, il mantenimento di un buon
livello di redditività nel Settore Pneumatici, unito all'effetto delle
azioni di riorganizzazione e riassetto previste dal Piano Triennale e
avviate principalmente nei Settori Cavi e Sistemi Telecomunicazioni ed
Energia, fa prevedere per il Gruppo un ulteriore miglioramento del risultato
operativo nel secondo trimestre. Per l'anno in corso si ipotizza un
risultato operativo quantomeno in linea con lo scorso esercizio, al netto
degli effetti non ricorrenti e fatti salvi ulteriori deterioramenti dei
mercati di riferimento.
PIRELLI:
L'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI APPROVA IL BILANCIO 2001 E NOMINA IL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE ENTRANO GILBERTO BENETTON E MASSIMO MORATTI
Milano, 10 maggio 2002 - L'Assemblea degli azionisti di Pirelli SpA,
riunitasi ieri, ha approvato la Relazione di Bilancio al 31 dicembre 2001 ed
ha deliberato di distribuire agli azionisti un dividendo di 0,08 euro per le
azioni ordinarie e di 0,0904 euro per le azioni di risparmio. Una cedola che
non contiene più la componente straordinaria dell'esercizio 2000 (dividendo
di 0,155 euro per le ordinarie e 0,1654 euro per le risparmio) a fronte
dell'eccezionalità degli utili da plusvalenze registrati, e si attesta sul
livello dei dividendi degli esercizi di fine anni Novanta. La data dello
stacco cedola è il 20 maggio e il dividendo verrà messo in pagamento a
partire dal 23 maggio 2002. Inoltre l'Assemblea, chiamata a nominare il
Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale il cui mandato
(1999-2001) è in scadenza, ha deliberato di allargare il numero dei
Consiglieri di Amministrazione da 18 a 19 componenti, nominando quali nuovi
consiglieri Gilberto Benetton e Massimo Moratti e confermando Marco
Tronchetti Provera, Alberto Pirelli, Carlo Buora, Giovanni Ferrario, Eugenio
Coppola di Canzano, Carlo Ciani, Carlo De Benedetti, Alberto Falck, Giuseppe
Gazzoni Frascara, Mario Greco, Georg F. Krayer, Luigi Orlando, Giampiero
Pesenti, Ennio Presutti, Carlo Alessandro Puri Negri, Vincenzo Sozzani,
Frank Vischer. Il Collegio Sindacale, la cui nomina è stata effettuata con
il sistema del voto di lista, risulta così composto: Luigi Guatri,
Presidente, Paolo Francesco Lazzati e Rosalba Casiraghi, Sindaci Effettivi,
Franco Ghiringhelli e Sebastiano Guido, Sindaci Supplenti. L'Assemblea ha
anche confermato alla società PriceWaterHouseCoopers l'incarico di
revisione dei bilanci per gli esercizi del triennio 2002-2004. Inoltre ha
deliberato di autorizzare l'acquisto di azioni proprie entro l'importo
massimo di 700 milioni di euro, previa revoca della deliberazione assunta
dall'Assemblea dell'8 maggio 2001, per quanto non utilizzato. Infine,
riunita in sede straordinaria, L'Assemblea ha anche deliberato la fusione
per incorporazione nella Pirelli Spa della Pirelli Cavi e Sistemi Spa, già
interamente posseduta dalla incorporante. Si completa così il percorso di
divisione tra le attività Cavi e Sistemi energia e Cavi e Sistemi telecom
avviato a fine dicembre 2000, con l'obiettivo di dare una rappresentazione
più chiara ai conti del Gruppo. Al termine dell'Assemblea si è tenuta una
riunione del Consiglio di Amministrazione che ha confermato Marco Tronchetti
Provera Presidente e Amministratore Delegato, Alberto Pirelli
Vicepresidente, Carlo Buora e Giovanni Ferrario Amministratori Delegati. Il
Consiglio ha infine deliberato, a valere sulla delega attribuita al
Consiglio dall'assemblea straordinaria dell'8 maggio 2000, un aumento del
capitale sociale a servizio dei piani di stock option in essere per un
totale massimo di 52.758.763 azioni di nuova emissione pari a circa il 2,75%
delle azioni ordinarie in circolazione.
AVVIATO
IL "PROGETTO ACTELIOS"
Milano, 10 maggio 2002 - Il Consiglio d'Amministrazione di Actelios S.p.A.,
presieduto dal dr. Alberto Falck, ha esaminato e approvato l'8 maggio la
relazione trimestrale consolidata al 31 marzo 2002. L'attuale esercizio
rappresenta il primo di esistenza e di attività del Gruppo, essendo la data
di costituzione della capogruppo quotata, Actelios SpA, il 22 febbraio 2002.
La presente è quindi la prima relazione trimestrale del Gruppo Actelios SpA.,
e, accogliendo valori consolidati relativi al periodo tra la data di
costituzione della Capogruppo ed la fine del trimestre - in accordo ai
principi contabili - risulta di fatto scarsamente significativa dell'attività
del Gruppo. I medesimi valori scontano poi la presenza di poste non
ricorrenti connesse a oneri di costituzione. Nel periodo in esame, in
parallelo alle attività amministrative e societarie necessarie nella fase
immediatamente successiva alla costituzione di una società, sono proseguite
quelle operative tese a portare a termine la realizzazione dell'impianto di
termovalorizzazione rifiuti di Trezzo sull'Adda, nonché all'acquisizione di
un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili,
avvenuta in data 23 aprile 2002. Tale impianto, alimentato a biomasse della
potenza di 15 Mwe situato a Rende (Cs), è già operante e la cessione
dell'energia elettrica prodotta al Grtn è assistita - per 9MWe - dal regime
previsto dalla convenzione CIP6/92. Nel corso del mese di marzo è stato
inoltre acquisito il residuo 10% della partecipazione nella società Etr SpA,
per un controvalore di circa 620 mila euro. Il prosieguo dell'esercizio vedrà
il Gruppo impegnato nell'implementazione dei programmi derivanti dal piano
industriale presentati al mondo finanziario. In accordo ai programmi, la
seconda parte dell'esercizio beneficerà di un sostanziale incremento di
volumi di attività , per la prevista entrata in funzione dell'impianto Wte
di Trezzo, di potenza pari a 18 MWe, assistita dal regime di cui al
provvedimento CIP6/92, attualmente in fase di commissioning, nonché per il
consolidamento dell'impianto di Rende. Continuerà inoltre l'attività della
partecipata Frullo Energia Ambiente Srl, che non solo possiede e opera il
termovalorizzatore a servizio del bacino di Bologna , ma è altresì
impegnata nella costruzione di un nuovo impianto di maggior potenza ed
assistito da tariffe CIP6/92, che entrerà in funzione alla fine del 2003
Dal punto di vista finanziario, verrà rivolta particolare attenzione a
progetti in grado di attingere alle possibilità di finanza di progetto
offerte dagli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Infine, sarà dato corso al piano di riorganizzazione e razionalizzazione
della struttura societaria e delle attività operative, con lo scopo di
migliorare i livelli di efficienza gestionale del Gruppo. Milano, 8 maggio
2002 Per informazioni rivolgersi a: Fabrizia de Vita - Direzione
Comunicazione Gruppo Falck tel. 02.2433.2360 oppure: Carlo Magnani -
Direttore Amministrazione Finanza e Controllo Gruppo Actelios. tel.
02.2433.3359
IMPACT
DAY: UNA GIORNATA DA VOLONTARI I CONSULENTI DI DELOITTE CONSULTING APPENDONO
GIACCA E CRAVATTA E IMPUGNANO ZAPPA E PENNELLI AL SERVIZIO DEL MONDO
NO-PROFIT
Milano 10 maggio 2002 Oggi i consulenti delle sedi di Milano e Roma di
Deloitte Consulting dedicheranno la loro giornata lavorativa al
volontariato. Questa iniziativa, battezzata Impact Day, vedrà i dipendenti
italiani, uniti a più di 15.000 colleghi di 80 città del mondo, impegnati
in vari progetti a favore di enti e associazioni no-profit. Le attività
dell'impact Day, evento unico per portata, scopo e contenuto, si svolgeranno
in 35 città del Nord e del Sud America, 28 dell'Europa e 17 città di
Africa, Asia e Australia. Scopo dell'iniziativa è produrre un impatto
positivo sulle comunità in cui i consulenti Deloitte vivono e lavorano,
offrendo a tutti i dipendenti l'opportunità di applicare le proprie
esperienze professionali e le stesse stategie e gli skill con cui affrontano
i problemi dei clienti per sostenere cause locali e per creare cambiamenti
importanti e duraturi. "Deloitte Consulting è orgogliosa dell'impegno
che i suoi dipendenti mostrano verso le proprie comunità locali
partecipando al Global Impact Day", afferma Doug McCracken, Ceo di
Deloitte Consulting. "L'elemento chiave di differenziazione della
nostra società è l'impegno alla tutela della diversità, il nostro ripetto
per culture, background, professionalità ed esperienze personali diverse
che, messe insieme, ci consentono di offrire ai nostri clienti un'ampia
gamma di soluzioni di elevato valore. Questo rispetto per la diversità ha
portato i nostri uffici a scegliere gli eventi per l'Impact Day che
risultassero più utili per la città nella quale vivono e lavorano."
"Obiettivo di quest'anno è ottenere nuovamente e, se possibile,
superare, il livello di entusiasmo dimostrato lo scorso anno da tutti i
nostri collaboratori verso questa nobile iniziativa. La scorsa edizione
dell'Impact Day si è conclusa con un risultato eccellente sotto due punti
di vista: non solo per il valido supporto offerto a diverse cause sociali,
ma anche per il forte contributo dato dalll'iniziativa al rafforzamento del
senso di unità e alla costruzione di uno spirito di squadra, attraverso la
collaborazione in un lavoro diverso dal solito, da svolgere tutti
insieme", afferma Sabatino Beretta, partner di Deloitte Consulting
Italia e portavoce italiano dell'iniziativa. "Se anche quest'anno
otterremo un simile risultato e lo miglioreremo, potremo dire che Deloitte
Consulting Italia non ha fatto del bene solo ad alcune associazioni
no-profit, ma anche al suo essere squadra e team vincente in vista di un
nuovo anno di ulteriori grandi sfide (ndr Deloitte Consulting chiude l'anno
fiscale al 31 Maggio)". E' anche in virtù dell'ottimo clima interno e
della qualità dell'ambiente di lavoro che Deloitte Consulting è stata
premiata come una delle 30 migliori società per cui lavorare in Italia,
nella prima indagine sulla qualità del lavoro condotta dal Great Place to
Work Institute Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, ottenendo il
riconoscimento di "Best Place to Work for" per l'anno 2002.
9
MAGGIO, GIORNATA EUROPEA MA LA LIRA RESISTE NEI PENSIERI DEI CONSUMATORI
MILANESI UNO SU OTTO FA I CONTI ANCORA IN LIRE
Milano 10 maggio 2002. A più di quattro mesi dall'ingresso dell'euro nei
portafogli degli italiani, rimangono ancora gli strascichi di
cinquantacinque anni di lira. Un consumatore su 2, infatti, di fronte al
prezzo di un prodotto pensa sia in euro che in lire e il 13,3% fa i conti
soltanto in lire. Al 16,3% sembra di risparmiare con i prezzi in euro e
quasi il 55% ritiene che si utilizzi carta di credito e bancomat più di
frequente. Sono però divisi sulle monete da 1 e 2 centesimi: se 3 su 5
preferirebbero rinunciare ai piccoli resti, 2 su 5 hanno paura di aumenti
legati all'arrotondamento. È quanto emerge da un'indagine realizzata
dall'Euro Info Centre, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano,
in collaborazione con Coop Lombardia, in occasione della Giornata
dell'Europa. La ricerca è stata realizzata su un campione di 264 clienti
dei supermercati milanesi. È la terza edizione dopo le rilevazioni di marzo
e dicembre 2001. "L'Euro Info Centre della Camera di Commercio - ha
dichiarato Gabriele Lanfredini, presidente di Euro Info Centre, azienda
speciale della Camera di Commercio di Milano - accompagna le imprese,
piccole e medie, gli artigiani e i commercianti all'interno di un mercato
unico rafforzato, rappresentando un punto di riferimento per ridurre i
rischi e cogliere le opportunità. Informazione, formazione, assistenza
anche personalizzata, il sito internet http://euro.mi.camcom.it
sono i punti chiave dei nostri interventi. Un'azione che prosegue per
portare le nostre imprese ad essere davvero protagoniste nella sfida
competitiva europea". Euroconsumatori: i dati della ricerca- Guarda il
prezzo e pensa in... La maggior parte degli intervistati (49,6%), di fronte
ai cartellini dei prezzi dei prodotti, tiene sott'occhio sia il prezzo in
euro che quello in lire. Per il 36,5% il pensiero è ormai rivolto
unicamente all'euro, mentre il 13,3%, invece, ragiona ancora nell'ordine
delle lire. La situazione attuale è capovolta rispetto alle rilevazioni di
dicembre e marzo 2001, quando a prevalere era chi guardava solo il prezzo in
lire (il 55,4% a marzo e il 31% a dicembre), seguito da chi controllava
entrambe le valute (26,2% a marzo e 50% a dicembre). Più basse, all'epoca,
le percentuali di coloro che ponevano attenzione solo in euro (18,4% a marzo
e 19% a dicembre). Quando ha smesso di pagare in lire? Mentre per il 42,8%
il passaggio è stato più drastico ed è avvenuto sin dal 2 gennaio, la
maggior parte degli intervistati (52,3%) ha avuto occasione di usare ancora
le lire tra gennaio e febbraio. Quando paga in euro Le sembra di
risparmiare? A prevalere è il parere di coloro che (78,8%) non percepiscono
alcuna differenza rispetto al pagamento con le lire. Al 16,3% sembra invece
di risparmiare. Le percentuali variano di poco rispetto alla percezione dei
consumatori nelle rilevazioni del 2001 quando sembrava di risparmiare al 15%
(dicembre) e al 13% (marzo). Era l'85% a dicembre e l'81% a marzo che
percepiva, invece, una maggiore convenienza. Ritiene che si utilizzi più
frequentemente la carta di credito e il bancomat? Il 54,9% ritiene che non
si utilizzino più spesso di prima carte di credito e bancomat, il 40,9%
invece si. La percentuale di chi prevedeva un utilizzo maggiore di carta di
credito e bancomat era del 37% a dicembre e del 7% a marzo 2001; viceversa
chi non pensava di vedere un incremento nella frequenza dell'utilizzo di
carte di credito e bancomat era il 63% a dicembre e il 93% a marzo.
Rinuncerebbe al resto in monete da 1 e 2 centesimi? Il 61% dei consumatori
rinuncerebbe. Il 36,7% è invece contrario e il 2,3% non risponde alla
domanda.
PROGETTO
WINTERTHUR "CULTURA DEL FUTURO"
Milano, 10 maggio 2002 - "Cultura del futuro" è espressione ricca
di significati, tutti nella direzione di trasferire il senso di
"lavorare nel quotidiano per il domani delle persone, delle
organizzazioni e della società in generale". Non a caso questo è il
titolo scelto dal Gruppo Winterthur per promuovere un dibattito sui filoni
culturali più caratterizzanti l'organizzazione e l'erogazione dei servizi
sociali, anche nell'ottica della revisione e della sostenibilità del
welfare state. Tale decisione si sposa con la consapevolezza che un
equilibrato sviluppo del sistema economico e sociale poggia, fra gli altri,
anche su una più efficace definizione del moderno ruolo delle imprese e,
nello specifico, delle imprese assicuratrici. Sul piano dell'iniziativa, il
progetto si articola in un ciclo di incontri pubblici che offre al Gruppo
Winterthur Italia l'opportunità di testimoniare come l'assunzione di un
ruolo sociale di ampio respiro possa offrire un contributo concreto alla
risoluzione di problemi complessi come il nuovo "welfare
italiano". Anche in questo ambito, un ruolo fondamentale è occupato
dalla tecnologia, come strumento per migliorare la fruizione dei servizi
sociali, siano essi erogati da un ente pubblico o privato. Il primo
appuntamento del ciclo affronta il tema della 'Innovazione tecnologica: le
persone, le organizzazioni, la società". Ospite principale
dell'incontro è il professor Manuel Castells, uno dei massimi studiosi
dell'innovazione scientifica e tecnologica, in occasione della pubblicazione
in lingua italiana della sua opera principale, "La nascita della società
in rete", edito da Università Bocconi Editore. Il secondo appuntamento
è già fissato per il 3 giugno 2002, promosso anch'esso dal Gruppo
Winterthur Italia e dall'Università L. Bocconi e verterà sui nuovi modelli
di gestione della sanità. Nell'ottica della sostenibilità nel lungo
periodo del servizio sanitario, i privati e il Terzo Settore sono chiamati,
insieme alle istituzioni, a svolgere un ruolo essenziale. In tal quadro, i
fondi integrativi possono contribuire ad assicurare i livelli essenziali di
assistenza e, al contempo, favorire l'integrazione tra prestazioni sanitarie
erogate dal settore pubblico e da quello privato. Il terzo e quarto
incontro, previsti per la seconda metà dell'anno, affronteranno i temi
dell'organizzazione e erogazione dei servizi sociali sotto angolazioni
diverse, ma sempre con l'ausilio di eminenti personalità del mondo
accademico, scientifico ed istituzionale.
Pagina 1 Pagina 2
Pagina 3
Pagina
4 Pagina 5
Titoli
Home
Archivio news
|