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Notiziario Marketpress di Mercoledì 24 Maggio 2006
LA COMMISSIONE EUROPEA ACCRESCERÀ LA TRASPARENZA DELLE CONSULENZE SCIENTIFICHE IN MATERIA DI PESCA  
 
Il 19 maggio è stato comunicato che il comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (Stecf), organo consulente della Commissione europea in materia di pesca, aprirà le proprie riunioni al pubblico. La prossima riunione dello Stecf, dal titolo "Pesca multispecifica e regime di gestione dello sforzo di pesca nei programmi di gestione e ricostituzione", il cui svolgimento è previsto dal 5 al 9 giugno 2006, aprirà le proprie porte in qualità di esperimento pilota a membri del pubblico con status di osservatori. Gli osservatori avranno l´opportunità di assistere alle discussioni e potrebbero essere invitati a offrire il loro contributo. La riunione tratterà l´efficacia dei programmi per la ricostituzione degli stock ittici, nonché i risultati della gestione degli sforzi di pesca, lo sbarco, le catture accessorie e i rigetti nelle attività di pesca svolte nell´ambito di programmi di recupero. Il commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi Joe Borg ha così commentato la notizia: "Sono compiaciuto per la decisione adottata dallo Stecf, che contribuirà a rafforzare la cooperazione e la fiducia tra gli scienziati e le altre parti interessate. Ciò è fondamentale per lo sviluppo e l´applicazione di provvedimenti gestionali più efficaci che contribuiscano alla ricostituzione degli stock ridotti". L´esercizio si svolge su base sperimentale. Dopo aver valutato i risultati, lo Stecf prenderà in esame, caso per caso, l´eventualità di consentire l´ingresso degli osservatori ad altre riunioni. Lo Stecf, istituito nel 2002 da un regolamento comunitario, viene consultato ad intervalli regolari su questioni pertinenti all´osservazione e alla gestione delle risorse acquatiche vive, che comprendono considerazioni biologiche, economiche, ambientali, sociali e tecniche. La Commissione tiene in considerazione il parere dello Stecf nel presentare proposte sulla gestione delle attività di pesca. Http://stecf. Jrc. Cec. Eu. Int/event. Php?id=45 .  
   
   
MARR: FINANZIAMENTO DI 60 MILIONI DI EURO DESTINATO ALLO SVILUPPO PER LINEE ESTERNE. POSITIVA LA CHIUSURA DELLA SINDACAZIONE: OVERSUBSCRIPTION DI OLTRE IL 60%  
 
Rimini, Marr ha chiuso il 18 maggio 2006  l’operazione che ha portato all’erogazione, da parte di un pool di banche, di un finanziamento di 60 milioni di euro della durata di 5 anni, e alla ridefinizione del finanziamento in essere con Efibanca. Il nuovo finanziamento, organizzato da Efibanca, in qualità di Mandated Lead Arranger ha visto la partecipazione dei seguenti Istituti: Unipol Merchant, Centrobanca, Monte Paschi Siena, Banca Popolare di Sondrio, Cassa dei Risparmi di Forlì, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Italease ed Intesa Mediocredito. La sindacazione del prestito è stata chiusa ottenendo una oversubscription di oltre il 60%. “Questa nuova linea di credito – ha commentato Ugo Ravanelli, Amministratore Delegato di Marr – consentirà la copertura dei fabbisogni finanziari legati al processo di crescita per linee esterne. L’operazione comporterà inoltre l’estinzione della precedente linea di credito di 40 milioni di euro, utilizzata ad oggi solo per 26 milioni di euro”. Il rinnovo della linea di credito sarà articolato in due tranche: la prima di 26 milioni di euro, il cui rimborso avverrà attraverso rate semestrali posticipate a partire dal 30 giugno 2007; la seconda tranche di 34 milioni di euro, che verrà rimborsata, sempre con rate semestrali posticipate, a partire dal 30 giugno 2008. Il tasso di interesse, a partire dal 1 luglio 2006, è pari all’Euribor a 3M maggiorato di un margine di 70 bps. Tale margine sarà parametrato ad alcuni covenants finanziari, secondo un meccanismo di step-up/step-down con verifica annuale sui bilanci consolidati. .  
   
   
QUALE FORMAZIONE PROFESSIONALE PER UN’AGRICOLTURA CHE CAMBIA TEMA DI UN CONVEGNO. ASSESSORE DONAZZAN: SPECIFICITA’ E ORIGINALITA’ ARMI CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE.  
 
“No all’omologazione, si all’originalità”, potrebbe essere questo lo slogan ribadito più volte nel corso del convegno “Formarsi nell’agricoltura che cambia”, tenutosi 19 maggio 2006 a Vicenza, presso l’Alfa Fiera Hotel, per iniziativa della Regione del Veneto e che ha visto la partecipazione di docenti universitari, operatori del settore della formazione e dell’agricoltura, rappresentanti delle associazioni di categoria e delle istituzioni. “Ci siamo interrogati nel corso di questo convegno – ha sottolineato nel suo intervento di chiusura l’Assessore regionale alle politiche dell’Istruzione e della Formazione, Elena Donazzan – su quale supporto può dare la formazione professionale al mondo dell’agricoltura che cambia, ma che deve mantenere la sua specificità e dire di no all’omologazione. E il problema deve guardare soprattutto ai giovani, perché per avvicinare i giovani a questo mondo è necessario dare loro certezze del proprio futuro, dare loro una prospettiva di vita. Ecco perché – ha proseguito l’Assessore Donazzan – l’agricoltura ha bisogno di interrogarsi sul suo futuro e lo vuole fare, non solo perché agricoltura vuol dire tutela del territorio, vuol dire economia, vuol dire recupero delle tradizioni, ma soprattutto perché vuole e può migliorare proprio attraverso la formazione, con la quale, attraverso l’acquisizione di competenze, può darsi quel valore aggiunto che le consentirà di affrontare la sfida della globalizzazione. La formazione in agricoltura – ha detto ancora l’esponente regionale – rappresenta una leva strategica per coniugare sviluppo economico, qualità della vita e valorizzazione del territorio e delle sue espressioni più genuine. Sempre più – ha concluso l’Assessore Donazzan - questo settore in evoluzione è legato al turismo, la cui frontiera è rappresentata dalla qualità, dalla tipicità, dalla valorizzazione delle tradizioni locali. A questo proposito, basti pensare allo sviluppo avuto dall’agriturismo, o alle strade dei prodotti tipici. L’agricoltura, quindi, si conferma per noi un settore strategico, un settore che vuole riconquistare tutta la sua dignità e rappresentare per i giovani un’alternativa lavorativa sicura”. L’agricoltura veneta, con i suoi 90. 000 operatori, gli oltre 4 miliardi di euro di produzione annuale, cui corrispondono 3 miliardi di valore aggiunto, con una produzione di derrate e di indotto agroalimenatre, che contribuisce da solo a più del 7% del valore aggiunto regionale e per più del 10% del Pil agricolo nazionale, è ai vertici nel nostro paese. Un settore al quale la Regione del Veneto ha riservato da sempre la massima attenzione; solo per la formazione professionale sono stati stanziato circa 17 milioni di euro per la realizzazione di 323 progetti formativi, che hanno interessato un po’ tutti i segmenti delle attività agricole e che hanno visto la partecipazione di 5. 687 allievi. .  
   
   
NATURASÌ HA ACCOLTO L’APPELLO DI DON LUIGI CIOTTI: NEI 44 PUNTI SUPERMERCATI ITALIANI DEL BIOLOGICO È INFATTI IN VENDITA LA PASTA LIBERA TERRA, REALIZZATA NELLE TERRE CONFISCATE AI CLAN.  
 
“La prossima sfida di Libera è operare perché l’Unione Europea introduca un provvedimento di confisca dei beni alla criminalità organizzata che abbia la stessa validità del mandato di arresto europeo, perché le proprietà dei mafiosi non si fermano ai confini degli Stati”. Lo ha affermato stamane a Palermo don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione che da undici anni lotta per la legalità e contro le mafie, intervenendo alla conferenza stampa che ha presentato le nuove opportunità di mercato che si aprono per i prodotti realizzati nelle terre sottratte ai clan. Presso i 44 supermercati italiani del biologico Naturasì è infatti da oggi acquistabile la pasta Libera Terra. “Per sconfiggere la mafia serve l’impegno di tutta la società – ha sottolineato don Ciotti – e la vendita della pasta Libera Terra è un contributo a questa lotta. La scelta di Naturasì di metterla a disposizione dei suoi clienti contrasta la mafia attraverso piccoli segni, è un gesto che dà sostegno concreto alle cooperative che stanno riscattando questi territori. Questi prodotti sono un segno di libertà e di dignità. Il lavoro infatti non è un diritto, ma un bisogno profondo di ogni persona: senza lavoro non si è liberi di progettare la vita”. Il fondatore di Libera ha ricordato quanto affermava Carlo Alberto Dalla Chiesa: “è necessario che lo Stato dia come diritto ciò che la mafia dà come favore”. “Libera e Naturasì hanno molti punti in comune – ha sottolineato a sua volta il direttore generale della catena di supermercati, Roberto Zanoni - come la scelta del biologico e della difesa dell’ambiente, la passione e l’entusiasmo per quello che si fa, l’impegno per il sociale e l’etica. E la stessa Palermo, luogo-simbolo di Libera e città che noi abbiamo scelto per aprire il primo punto vendita di tutta l’Italia meridionale”. L’apertura di questo nuovo canale di commercializzazione della pasta Libera Terra è il frutto dell’impegno del gruppo bolognese Alce Nero Mielizia, che si occupa dell’individuazione di opportunità di vendita di questi prodotti. Grazie a Naturasì ed Alce Nero Mielizia la pasta Libera Terra sarà così, finalmente, acquistabile anche dai palermitani: il punto vendita del biologico ha aperto infatti i battenti da un mese in via Giocchino Di Marzo 23/b, nei pressi di via Libertà Notarbartolo. Un luogo particolamente significativo, visto che si trova dietro la casa che fu di Giovanni Falcone. .  
   
   
AVITALIA SALUTA CON SODDISFAZIONE LA NOMINA DEL MINISTRO PAOLO DE CASTRO: “IL SETTORE NECESSITA DI UNA BOCCATA D’OSSIGENO E DI FATTI CONCRETI”  
 
Avitalia, Unione Nazionale Associazione Produttori avicunicoli, saluta con soddisfazione la nomina di Paolo De Castro alla guida del Ministero dell’Agricoltura e delle Politiche Forestali. “La profonda conoscenza del settore avicolo unita all’esperienza che ne ha caratterizzato l’operato nel corso di questi anni, siamo certi che gioveranno nella costruzione di un rapporto di fattiva collaborazione e per risollevare le sorti di un settore vittima dell’influenza mediatica – afferma Gaetano De Lauretis, Presidente di Avitalia – L’avicoltura italiana in queste settimane sta rialzando la testa dopo mesi di sofferenze e non vorremmo che l’attuale situazione del mercato, vista la ripresa in atto, rimuovesse la coscienza del disastro dei mesi scorsi. Siamo in attesa di fatti concreti e torniamo a chiedere con forza alle istituzioni tutto l’impegno necessario affinché il settore avicolo italiano possa contare su un risarcimento che ha valore morale, ancor prima che materiale. Salutiamo inoltre con altrettanto piacere la nomina a Sottosegretario di Stefano Boco, nonché di Guido Tampieri da sempre vicino al nostro settore”. .  
   
   
QUALITÀ DELLE MENSE SCOLASTICHE DI SARZANA: I DATI DEL MONITORAGGIO CONDOTTO DA CITTADINANZATTIVA  
 
 Cibi serviti puntualmente e al giusto livello di cottura ma che si presentano mediamente meglio agli occhi degli alunni delle scuole elementari (il 51% dei bambini dichiara che la presentazione del cibo gli piace spesso) piuttosto che delle medie (solo il 12% si dichiara soddisfatto). Scarsi nelle quantità i secondi, poco vari i contorni, pietanze che a volte arrivano fredde alla scuola media. Queste tra le principali indicazioni emerse dall’analisi realizzata da Cittadinanzattiva sul servizio di ristorazione scolastica erogato a Sarzana da Cir-food, e presentata il passato venerdì 19 maggio presso il municipio di Sarzana. L’indagine è stata realizzata nei mesi scorsi presso la scuola elementare statale “Xxi Luglio” e la scuola media “Poggi Carducci”, frequentate da 300 ragazzi, dei quali ne sono stati intervistati un campione pari al 28% del totale, oltre a ben 20 insegnanti e sei operatori. In assoluto, la pizza è di gran lunga l’alimento che gli studenti di Sarzana vorrebbero che venisse proposto più di frequente, agli ultimi posti minestrone e pesce. Ancora, la frutta è la portata che viene maggiormente apprezzata per la sua qualità (il 64% degli alunni delle elementari e il 24% dei ragazzi delle media la valuta buona), mentre i contorni sono i meno apprezzati (sono valutati “scadenti” dal 21% degli alunni delle elementari e dal 71% dei ragazzi delle medie). Partendo dallo studio del capitolato d’appalto l’attività di monitoraggio di Cittadinanzattiva si è concentrata su elementi di qualità del servizio, quali: gusto e preferenze degli utenti; quantità e variazione del vitto; presentazione dei pasti; temperatura e cottura; puntualità del servizio; igiene e adeguatezza dell’ambiente dove si consuma il pasto; informazione in merito a variazioni del menù, proprietà nutrizionali degli alimenti, e presenza di prodotti biologici; rapporto personale - utenti; gestione reclami e conoscenza commissione mensa. “Per la prima volta” commenta Patrizia Quarta, referente locale di Cittadinanzattiva, “siamo riusciti ad intervistare gli insegnanti, le cui valutazioni sono da considerare un attendibilissimo indicatore della qualità del servizio. Inoltre” prosegue Quarta “abbiamo voluto comparare, nella stessa città, i pareri degli alunni delle scuole elementari con quelli dei ragazzi delle medie, per verificare se esiste un’ideale continuità nelle indicazioni espresse, posto che il servizio che ricevono è uguale, in quanto erogato dalla stessa azienda, la Cir-food. In generale, i dati relativi alla scuola media confermano, esasperandole, le indicazione che emergono presso la scuola elementare, ma mettono in risalto anche diversità nella qualità del servizio per quanto attiene le temperature delle portate”. La temperatura spesso fredda con la quale gli alimenti arrivano a tavola è la principale criticità emersa nella scuola media. Infatti, se nelle elementari emerge una criticità per contorni a volte freddi (il 34% degli alunni li valuta in questo modo, e anche alcuni insegnanti), nella scuola media, di fatto, le pietanze non arrivano mai calde a tavola. A pensarla così sono più della metà dei ragazzi, indipendentemente dalla portata considerata, anche se i contorni concentrano la più alta percentuale di coloro che ne denunciano una temperatura fredda (79%) rispetto a quanti si sono espressi allo stesso modo per secondi (68%) e primi (53%). La valutazione espressa dai ragazzi viene in parte confermata dagli insegnanti, per i quali i piatti arrivano a temperatura giusta o fredda, mai calda. Nelle due scuole monitorate, i secondi piatti sono indicati come il piatto dalle porzioni più scarse (sono valutati tali dal 36% degli alunni delle elementari e da oltre la metà dei ragazzi delle medie), anche se si riconosce essere la portata più varia, al contrario dei contorni, abbondanti ma molto meno veri. Una certa criticità nelle quantità dei secondi piatti viene confermata anche dagli insegnanti. In fatto di igiene e adeguatezza delle strutture, l’ambiente dove si pranza non è silenzioso, è valutato “abbastanza” pulito dalla metà dei ragazzi, soddisfa per illuminazione e areazione. Il dato trova sostanziale conferma nelle valutazioni degli insegnanti. In tema di informazione & contenuto nutrizionale, emerge un forte bisogno di sapere, infatti tre ragazzi su quattro delle medie vorrebbero conoscere il contenuto nutrizionale dei piatti, oltre il 60% dei ragazzi delle medie (e un terzo degli alunni delle elementari) non si dichiara soddisfatto delle informazioni che riceve in tema di menù settimanale e giornaliero, quasi la metà (il 46%) dei ragazzi delle medie (e l’80% alle elementari) dichiara di non conoscere il contenuto nutrizionale del cibo che mangia a scuola. E ancora: sono pochi gli alunni che si dichiarano al corrente della presenza di prodotti non freschi e di prodotti biologici nel menù. Anche tra gli insegnanti intervistati si è registrata indecisione nell’indicare quali alimenti siano biologici e quali non freschi. In ultimo, emerge un sostanziale apprezzamento da parte degli alunni per gentilezza e disponibilità del personale, da sempre un elemento cruciale nella riuscita di un servizio mensa. Cosa propone Cittadinanzattiva: 1. Rendere ordinaria e non eccezionale l’analisi della qualità e il monitoraggio del servizio di ristorazione scolastica; 2. Estendere il monitoraggio ad altri istituti scolastici ma anche in ambito ospedaliero/residenziale presso ospedali e residenze per anziani, dando attuazione al recente protocollo di intesa siglato tra Asl e Cittadinanzattiva-tribunale per i diritti del malato; 3. Rendere obbligatorio il coinvolgimento dell’utenza in sede di analisi del servizio e suo eventuale ri-affidamento, inserendo in sede di bandi di gara, capitolati e contratti di servizio, adeguati spazi di partecipazione civica dell’utenza, prima, durante e dopo l’affidamento del servizio; 4. Avviare una campagna di informazione e comunicazione in tema di educazione alimentare & tutela dei diritti, con il diretto coinvolgimento delle Ass. Di tutela, Amministrazione comunale, ente gestore; 5. Aprire la porte del back office del servizio, incentivando visite guidate per illustrare come funziona il “dietro le quinte” di un servizio rivolto alla collettività.
Hit parade delle pietanze
I piatti più graditi I piatti meno graditi
Scuola elementare Scuola media Scuola elementare Scuola media
pasta al pesto e lasagne pasta al pesto e lasagne Primi piatti pasta al pomodoro e minestrone minestrone e pasta all’olio
cosce di pollo pollo arrosto e prosciutto crudo Secondi piatti pesce pesce
patate pomodori Contorni carote e finocchi carote e insalata
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APPELLO CITTÀ DEL VINO PER CONSERVARE LE VITI STORICHE DEL SASSICAIA L’AZIENDA DI BOLGHERI, NEL COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI (LI) HA COMINCIATO A RINNOVARE GLI IMPIANTI DEL VIGNETO PIÙ FAMOSO D’ITALIA.  
 
Città del Vino: “Vigne da preservare come una reliquia. Adottiamole”. Il professor Scienza, dell’Università di Milano, si offre insieme a un gruppo di agronomi per preservare con la dendro chirurgia le viti originarie di Bolgheri Il vigneto originale del Sassicaia, che produce le uve di una delle bottiglie più famose al mondo, rischia di sparire a causa del rinnovamento degli impianti. L’azienda di proprietà del marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, di Castagneto Carducci, frazione Bolgheri (Livorno), ha iniziato un’opera di “svecchiamento” dei vigneti che hanno dato origine al Sassicaia, sostituiti di volta in volta con viti più giovani. Per ora il rinnovamento degli impianti riguarda solo un piccolo lotto dei 5 ettari originari. Un’operazione legittima dal punto di vista dell’impresa, ma anche una perdita culturale e simbolica per la storia del vino italiano se non verrà preservata una parte del vigneto originario. A lanciare l’allarme a chiusura del Forum Biteg di Riva del Garda è l’Associazione Nazionale Città del Vino su segnalazione del professor Attilio Scienza dell’Università di Milano. Città del Vino invita il comune di Castagneto Carducci ad “adottare” la vigna per metterla sotto tutela, mentre Attilio Scienza, dell’Università di Milano insieme a un gruppo di giovani agronomi capitanati da Marco Simonat metterà a disposizione l’esperienza tecnica della dendro chirurgia, una pratica che consente di salvaguardare le viti antiche. Il sindaco di Castagneto Carducci, Fabio Tinti, si è reso disponibile a verificare il percorso condivendo le azioni da perseguire con le Città del Vino e la proprietà. “Quel vigneto è una reliquia, un bene storico e per questo va salvato – afferma Floriano Zambon, presidente di Città del Vino –. Il cartello che indica il vigneto Sassicaia è uno dei segnali stradali più fotografati al mondo. La sua tutela equivale a quella di un cimelio storico, di un oggetto d’arte, di un pezzo d’archeologia. Ci auguriamo che venga accolta la nostra proposta e invitiamo anche gli altri Comuni ad adottare i vigneti storici e di eccellenza dei rispettivi territori”. Le vigne potrebbero essere salvaguardate attraverso la dendro chirurgia, una pratica applicata alla potatura di viti molto vecchie che consente di eliminare le parti morte della pianta, di risanarla e mantenerla in vita. “E’ normale – precisa Attilio Scienza, ordinario presso il dipartimento di colture arboree della facoltà di Agraria– che un produttore decida di sostituire un vecchio vigneto per aumentare la qualità del suo vino; tra l’altro la dendro chirurgia è una pratica costosa; si eliminano vecchie viti per abbattere i costi di gestione. Ma in questo caso l’offerta che abbiamo fatto per salvare il Sassicaia parte dalla voglia di non disperdere un patrimonio unico”. .  
   
   
ALFACOD PRESENTA “SECURETRACK”, SOLUZIONE SOFTWARE MODULARE PER LA TRACCIABILITÀ AGROALIMENTARE  
 
 Alfacod, società specializzata nella realizzazione di soluzioni di identificazione automatica, ha presentato “secureTrack”, una soluzione software modulare per la tracciabilità agroalimentare. Comprende descrizioni e personalizzazioni per più di 18 tipologie di industria (forni, frutta e verdura, carne bovina, pollame, ittica. ) Queste applicazioni verticali sono estremamente semplici da utilizzare, possono importare/esportare vari tipi di dati e sono integrabili con le soluzioni software esistenti. Il pacchetto software, dotato di un’architettura modulare, si caratterizza per la facilità di installazione e manutenzione e per l’eccezionale rapporto prezzo-qualità Alfacod garantisce il costante aggiornamento di “secureTrack” per assicurarne la conformità alle normative in evoluzione. Tre moduli indipendenti “secureTrack” è composto di tre moduli software indipendenti, che possono essere installati anche in momenti diversi: Modulo “identificazione materie prime”. Consente di identificare e tracciare l’origine delle materie prime che entrano nell’azienda, utilizzando il numero di lotto assegnato dal fornitore. Se l’etichetta originale manca o è illeggibile, il programma permette di produrre una nuova etichetta. Modulo “identificazione di colli e pacchi”. Permette di identificare ed etichettare le unità di produzione (colli), selezionando il codice del prodotto e il codice del cliente. Il modulo determina il numero di etichette che devono essere stampate automaticamente e guida la preparazione dei pallet in uscita, registrando anche altre utili informazioni quali le date di produzione e di scadenza. Modulo “identificazione e gestione pallet”. Gestisce i pallet omogenei in uscita, generando automaticamente il codice Gs1 Sscc (Serial Shipping Container Code) per la stampa dell´etichetta logistica con codifica Gs1 128. Il modulo assicura la tracciabilità dei pallet e crea una relazione tra i pallet e i lotti di produzione delle unità di imballo. E’ disponibile una versione che consente di gestire anche pallet multi-lotto e misti. Una soluzione completa “secureTrack” è progettato per funzionare su Pc con sistema operativo Windows (2000 o Xp) ed impiega un database Access. I dati possono essere importati ed esportati in una varietà di formati diversi (testo, . Mdb, Excel, ecc. ). E’ disponibile inoltre un’opzione per l’interfacciamento con database Sql, Oracle, Pardox, Db2 e altri. L’accesso ai dati e l’uso del programma possono essere consentiti agli operatori in modo differenziato, tramite la creazione di diversi profili. Per la stampa delle etichette nei formati A6 e A5, “secureTrack” si avvale del software “printSoft” in versione Xlite, già integrato nel pacchetto. E’ disponibile un’opzione equipaggiata con versioni più complete di “printSoft”; per consentire anche la modifica delle etichette. “secureTrack” può pilotare stampanti di ogni tipo (a trasferimento termico, laser, a getto di inchiostro ecc. ) attraverso i driver standard di Windows. Consente inoltre di vincolare la stampa di un particolare formato di etichetta ad una specifica stampante; semplificando il lavoro dell’operatore. .  
   
   
QUATTROMILIONI E MEZZO DI BOTTIGLIE PRODOTTE DAI CONSORZI DI TUTELA DELLA DENOMINAZIONI DI ORIGINE DEI VINI BRESCIANI  
 
Sono 4. 500. 000 le bottiglie di vino a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica tipica prodotte sul territorio bresciano nell’anno 2005 che, sommate alle 6 milioni di Franciacorta, portano la produzione bresciana alla soglia degli 11 milioni. “E’ stato raggiunto l’importante obiettivo dei quattromilioni e mezzo di bottiglie prodotte sul territorio dagli associati ai Consorzi di Tutela della Denominazioni di Origine del Botticino, Capriano del Colle, Cellatica, Garda Classico, Lugana, San Martino della Battaglia e dal neonato Consorzio Igt Valcamonica – afferma Alberto Pancera Presidente dell’Ente Vini Bresciani, organismo provinciale che associa i Consorzi di Tutela dei Vini a Denominazione di Origine dei vini bresciani esistenti sul territorio –. Un’importante traguardo raggiunto grazie all’impegno sia dei vitivinicoltori ma anche grazie al sostegno economico che gli Enti Pubblici coinvolti nel settore profondono a nostro favore. Mi riferisco – prosegue il Presdiente Pancera – ai finanziamenti a favore delle attività promozionali di valorizzazione dei vini a D. O. Che la Regione Lombardia e la Camera di Commercio di Brescia erogano ogni anno e che per il 2005 hanno toccato i 70. 000 euro, mentre per il 2006 si assesteranno introno agli 80 mila”. “Questi risultati sono segno che il mondo del vino ed in particolare del buon bere è in controtendenza rispetto agli altri settori produttivi e che esiste un vero interesse per il settore sia sul territorio che all’estero”. Localmente questo interesse può essere quotidianamente riscontrato anche dalla crescente partecipazione, soprattutto dei giovani, ai corsi di degustazione dei vini che vengono periodicamente organizzati dall’Ente e che sempre registrano il “tutto esaurito”. “Oltre al fattore produttivo e di assoluto interesse questa attività, che interessa la viticoltura bresciana per circa 5000 ettari, svolge un ruolo molto importante nella tutela, conservazione e valorizzazione del paesaggio rendendo lo stesso di notevole importanza anche sotto l’aspetto enoturistico. Il nostro grande vantaggio – conclude Pancera – è che la gamma delle produzioni è molto ampia: si parte dai vini bianchi per giungere agli apprezzati rossi e chiaretti, ai vini da dessert ed alle amate bollicine. Presso i nostri uffici Tecnici si stanno terminando in questi giorni le operazioni di raccolta e classificazione dei dati statistici delle produzioni che verranno resi noti nella pubblicazione che ogni anno l’Ente Vini Bresciani realizza”. .  
   
   
PREMIATI I MIGLIORI VINI DA VITIGNO AUTOCTONO: CHIANTI CLASSICO, TAURASI E NERO D’AVOLA  
 
Premiati domenica 21 maggio, i migliori vini presenti a Vitigno Italia, il salone del vino da vitigno autoctono e tradizionale italiano, in corso a Napoli fino al 23 maggio. Per I magnifici 12, i migliori vini prodotti da vitigno autoctono presenti al salone, sono stati premiati 12 vini, uno per ogni varietà autoctona, esaminati dai degustatori professionisti e dai sommelier dell’Ais. Per la categoria Montepulciano il premio è andato al Cùmaro rosso Conero Doc 2001 di Umani Ronchi e al Radicosa 2003 Coppadoro; per l´Aglianico Riserva sono stati premiati a pari merito il Taurasi 2001 Docg di Di Prisco e Impeto Torre del Pagus; per l´Aglianico del Vulture La Firma delle Cantine del Notaio; per l´Aglianico del Taburno 2003 Fattoria La Rivolta; per il Sagrantino di Montefalco Ugolino di Terre dei Trinci; per il Moscato rosa Frans Haas; per il Sangiovese il Chianti Classico Villa Calcinaia; per la categoria Falanghina è stata premiata la Falanghina doc Sannio 2005 della Fattoria Monserrato di Benevento; per il Nebbiolo Cavallotto Cru Vignolo Barolo Riserva; per il Nero d´Avola Mille e Una Notte 2003 Donnafugata; per il Greco di Tufo docg Terre degli Angeli di Terredora; per il Fiano di Avellino docg Terre di Dora di Terredora a parito merito con il Fiano di Avellino di Vesevo. Per Il vino perfetto, scelto tra i migliori vini da vitigni autoctoni da 50 degustatori non professionisti, per la categoria "Rosso" il riconoscimento è andato al Mille e una Notte 2003 di Donnafugata, mentre per la categoria “Bianco” è stato premiato il Fiano di Avellino docg Terre di Dora di Terredora. .  
   
   
LA VINI MONTE SCHIAVO ANCORA TRA I PROTAGONISTI DELL’ URBINO PRESS AWARD  
 
Si è svolta lo scorso giovedì 11 maggio, con gran successo, ad Urbino, all’interno del Palazzo Ducale la premiazione della celebre giornalista radiofonica statunitense Diane Rehm, vincitrice della prima edizione dell’ Urbino Press Award, premio giornalistico dedicato ai reporter statunitensi promosso dalla Provincia di Pesaro-urbino, dal Comune di Urbino, dal giornalista Giovanni Lani e dagli stilisti Piero e Giacomo Guidi. Il premio, ricordiamo, è stato inaugurato lo scorso 13 marzo nell’illustre sede dell’ambasciata italiana a Washington davanti ad un pubblico di oltre 500 persone, tra diplomatici, giornalisti, artisti e professionisti. La Vini Monte Schiavo, tra le aziende sponsor dell’evento, già presente nella sede di Washington, è stata molto lieta di poter affiancare i noti ristoratori della zona nell’organizzazione del ricco buffet che ha avuto luogo al termine della cerimonia di premiazione. Lo spumante Tassanare, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Pallio di San Floriano e il Lacrima di Morro d’Alba hanno rappresentato un ottimo connubio con i piatti tipici locali, a base di pesce e di carne. La giornalista Diane Rehm ha mostrato un notevole apprezzamento per le eccellenze enogastronomiche della nostra splendida regione, che ha saputo coniugare, in questa occasione, non solo l’arte culinaria ma anche l’arte grafica e pittorica; nella sala del buffet era infatti allestita un’esposizione di opere d’arte denominata “Traduzioni” organizzata dall’Accademia delle Belle Arti di Urbino che ha contribuito ad impreziosire la cornice dell’evento. .  
   
   
I CLASSICI SAPORI NORVEGESI INCONTRANO BOLOGNA  
 
Domenica 28 maggio 2006 il centralissimo Palazzo Re Enzo di Bologna ospiterà la manifestazione “Il gusto della Norvegia”, degustazione gratuita di prodotti ittici dal grande Paese scandinavo. Voluto dal Reale Consolato Onorario di Norvegia dell’Emilia - Romagna, nella persona del console Gianni Baravelli, e organizzato da Golden Lion – Comunicazione reale, l’evento legherà tra loro cultura ed enogastronomia, unendo la Norvegia a Bologna grazie a prelibati piatti di stoccafisso e grazie allo squisito salmone affumicato, arrivato espressamente dalla madrepatria. Una breve cerimonia d’inaugurazione, alla presenza di Gianni Baravelli, del vice sindaco di Bologna Adriana Scaramuzzino, dei presidenti di tre Confraternite coinvolte nella manifestazione (Isabella Quadri di Cardano per l’Accademia Petroniana del Convivio, Sandro Bignami per la Nobile Confraternita dell’Asparago Verde di Altedo, Michele Benetazzo per la Confraternita del Baccalà alla Vicentina di Sandrigo), anticiperà una cerimonia simbolica nella quale sarà rievocato il personaggio dell’Imperatore Carlo V. Questi, accompagnato da una dama, consegnerà una pergamena alla Norvegia, patria dello stockfish, che il sovrano assaggiò a Sandrigo prima di raggiungere Bologna per l’incoronazione che ebbe luogo nel 1530. Baccalà mantecato, baccalà alla vicentina con polenta e tartine con il salmone affumicato, accompagnati da vini bianchi del territorio bolognese, saranno i protagonisti dell’evento, che oltre alla gastronomia proporrà agli ospiti anche immagini e informazioni sulla splendida terra di Norvegia. “Il gusto della Norvegia” si svolgerà dalle 17 alle 19 per il pubblico; dopo le 20, la serata proseguirà con un ricevimento privato. .  
   
   
ACQUA MINERALE SAN BENEDETTO A RIMINI WELLNESS 2006 L’ARMONIA DELL’ACQUA PER IL BENESSERE QUOTIDIANO  
 
La filosofia dello star bene a 360°, di curare la forma e il benessere psicofisico, in una parola il wellness, è molto di più di una moda. E’ uno stile di vita per milioni e milioni di persone che si pongono come obiettivo quello di cercare costantemente benefici e vantaggi per il proprio corpo e la mente, in tema di fitness, nutrizione, estetica, moda, sport, tempo libero, turismo, design, cultura. Acqua Minerale San Benedetto da sempre ha fatto propria questa filosofia, assecondando le esigenze dell’essere in forma con un’ampia gamma di prodotti per il bere sano e naturale, che ha presentato con successo alla prima edizione di Rimini Wellness 2006, la grande kermesse internazionale dedicata al benessere e al business dell’innovazione e del divertimento. Con la sua costante presenza alle principali manifestazioni del settore e sportive, San Benedetto è particolarmente attenta all’evoluzione degli stili di vita e di consumo, conosce le raffinate esigenze dei propri consumatori che cercano armonia e salute, i delicati equilibri tra attività fisica e sport agonistico, tra benessere e corretta alimentazione. Ben lo sapevano gli antichi che, molto prima della analisi organolettiche, riconoscevano alle migliori fonti sorgive di acqua minerale proprietà allora definite magiche. Agli operatori e al grande pubblico San Benedetto ha proposto “sul campo” alcuni dei suoi prodotti più conosciuti e di successo per il benessere quotidiano: dalla classica Acqua Minerale Naturale, a Ice, la forza dei sali minerali unita al delicato sapore degli estratti naturali della frutta, a Libera, l’acqua minerale ideale per bere “in movimento”, grazie al pratico e sicuro tappo Push&pull; al Thè San Benedetto, una bibita di successo, dissetante, giovane, gustosa, adatta per tutte le stagioni e ogni momento della giornata, in casa o al lavoro, in vacanza o dopo lo sport; con la garanzia di un marchio leader di mercato, conosciuto a apprezzato da milioni di famiglie italiane. Www. Sanbenedetto. It .  
   
   
CREMA ALLA NOCCIOLA DOLCI PREZIOSI  
 
Fra le nuove proposte Dolci Preziosi c’è una deliziosa Crema alla Nocciola con i grissini, in confezione singola, caratterizzata da due personaggi di successo: Dragon Ball Z e Mirmo. Questa crema è genuina perché racchiude il 13% di nocciole intere e risulta molto cremosa perché è arricchita di latte. I grissini inoltre sono croccantissimi. La confezione Dragon Ball Z (il cartoon più seguito al mondo) è destinata ai maschietti: la crema è racchiusa in un vasetto giallo e la sorpresa, che si trova all’interno, è uno dei 14 personaggi della serie, tra cui Goku/il protagonista, Vegeta, Crilin … e tanti altri Per il target bambine la crema è contenuta in un barattolo di colore verde legato a Mirmo ed alla sua fidanzatina. E dentro il vasetto si trova sempre uno dei 14 personaggi, tra cui Mirmo/il protagonista, Rima/la sua fidanzatina, Murmo, …e tanti altri, per completare la raccolta iniziata con gli ovetti al cioccolato. I personaggi delle due serie sono tutti 3D dipinti a mano e curati nei minimi dettagli, da collezionare e scambiare con gli amici. .  
   
   
FRILIVER LA LINEA DI INTEGRATORI ALIMENTARI BRACCO PER CHI PRATICA ATTIVITÀ SPORTIVA  
 
Friliver energy glutammina e Aminoacidi Ramificati offre una soluzione sinergica a tutti coloro i quali praticano un’attività sportiva continuativa e intensa. L’associazione dei due componenti permette di ottenere una performance sportiva elevata e prolungata, aiutando l’organismo a recuperare in breve tempo la condizione ottimale. La glutammina, grazie alle sue caratteristiche, permette di preservare e ricostruire la massa muscolare, di combattere il senso di fatica (neutralizzando l’acido lattico) e di mantenere elevate le difese immunitarie (la glutammina costituisce la principale fonte energetica delle cellule deputate alla difesa del nostro organismo). I purissimi aminoacidi ramificati di Friliver (grado qualitativo di Farmacopea Europea) forniscono energia durante l’esercizio fisico e favoriscono la fase di recupero attraverso il ripristino della massa muscolare. Friliver Energy Glutammina e Aminoacidi Ramificati è solubile in acqua e si può assumere sia prima sia dopo l’attività fisica. .