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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 29 Giugno 2006 |
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PIÙ COLTURE "NON FOOD", MENO DIPENDENZA ENERGETICA E INQUINAMENTO L’AGRICOLTURA PUÒ FORNIRE MATERIE PRIME UTILI ALLA PRODUZIONE DI CARBURANTI E COMBUSTIBILI, PLASTICHE, LUBRIFICANTI, ISOLANTI, FIBRE, FARMACI E COSMETICI. |
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Lo sviluppo di queste colture può quindi contribuire a ridurre la dipendenza energetica e l’inquinamento, creando al contempo nuove opportunità per le imprese agricole e le zone rurali. Il Parlamento esorta pertanto l’Ue e gli Stati membri a promuovere queste colture per realizzare i propri obiettivi energetici, ambientali e socioeconomici. Adottando la relazione d’iniziativa di Neil Parish (Ppe/de, Uk) con 471 voti favorevoli, 12 contrari e 12 astensioni, il Parlamento chiede lo sviluppo di colture non food e sottolinea la necessità di creare un mercato interno dei prodotti agricoli destinati alla produzione di energia e carburante. Precisa, che la promozione delle colture non alimentari deve essere adeguatamente finanziata senza tuttavia compromettere gli altri obiettivi fissati dal Fondo per lo sviluppo rurale e senza rimettere in causa l´obiettivo strategico dell´autosufficienza alimentare, «uno degli obiettivi della Pac, fin dalle sue origini». Per i deputati è anzitutto importante incrementare il sostegno alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie per le colture non alimentari onde aumentare il potenziale, la sostenibilità e l´efficienza, anche economica, del settore. Al riguardo, è ritenuto particolarmente utile, condurre una ricerca per esaminare i parametri economici, ecologici e tecnici di selezione delle specie idonee alla coltivazione in base alle particolarità edafoclimatiche di ogni regione. Biocarburanti: maggiori incentivi, anche fiscali La sostituzione di combustibili fossili, sottolineano i deputati, può creare opportunità economiche e posti di lavoro, in linea con la strategia di Lisbona. Ma riconoscono che i biocarburanti sono, per il momento e fino a quando non si riuscirà a ribassarne i costi di produzione, più onerosi di quelli fossili. Nondimeno, rilevano che, miscelati con gli oli minerali, hanno un impatto positivo sull´ambiente ed è quindi importante aumentare i fondi da destinare alla ricerca, tenendo «seriamente in considerazione» le possibilità offerte da proposte esistenti come, a esempio, la produzione di idrogeno a partire da fonti di energia rinnovabili. La Commissione, dovrebbe quindi elaborare una strategia comunitaria e un piano d´azione per la promozione delle energie rinnovabili e, al contempo, migliorare il coordinamento con le misure già vigenti negli Stati membri. Questi ultimi, inoltre, sono invitati a definire piani nazionali d´azione sulla biomassa che stabiliscano le priorità per l´impiego di taluni tipi di biomassa e precisino misure ambientali specifiche nonché politiche in materia d´informazione dei consumatori. L’esecutivo, poi, è invitato a prendere iniziative per trovare il più rapidamente possibile un compromesso sui biocarburanti tra l´industria automobilistica e il settore petrolifero, nell´ottica del principio "biocarburanti per le auto e non auto per i biocarburanti". Il Parlamento sottolinea poi che è importante rendere obbligatori gli obiettivi della direttiva 2003/30/Ce sui biocarburanti, prevedendo anche un efficace meccanismo di monitoraggio, mirante a soddisfare gli impegni assunti, ricorrendo in primo luogo alla produzione europea locale. La direttiva fissa, come obiettivo da raggiungere entro il 2010, un consumo di biocarburanti pari al 5,75% di tutti i carburanti utilizzati nei trasporti, equivalente a 40 milioni di tonnellate di biossido di carbonio all´anno. Attualmente, invece, il consumo di biocarburanti negli Stati membri è pari solamente all´1,4% del carburante destinato ai trasporti. D’altra parte, i deputati sottolineano che la definizione di obiettivi obbligatori non si deve tradurre nella scomparsa o nella riduzione degli incentivi esistenti per la produzione di biocarburanti nell´Ue. La determinazione di tale obbligatorietà, inoltre, «dovrebbe essere subordinata alla revisione della normativa comunitaria in materia di tassazione dei prodotti energetici». Gli Stati membri sono anche invitati a prendere in considerazione misure per promuovere in futuro i biocarburanti, come l´introduzione di ulteriori incentivi fiscali, un quantitativo fisso di biocarburante da mescolare a quelli fossili e requisiti vincolanti. E’ tuttavia sottolineato che l´adozione di misure fiscali - come le esenzioni d´imposta - «deve essere gestita con cautela» in modo da evitare la distorsione del mercato «attraverso una sovracompensazione dei biocarburanti importati e delle forme di energia i cui costi di produzione sono particolarmente bassi». Gli Stati membri dovrebbero prevedere imposte e prelievi per un periodo sufficientemente lungo «al fine di guadagnare la fiducia dell´industria e promuovere gli investimenti». La Commissione è comunque esortata a presentare senza indugio una proposta di revisione della direttiva 98/70/Ce relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, al fine di determinare le misure idonee ad agevolare la realizzazione degli obiettivi stabiliti nella direttiva 2003/30/Ce sui biocarburanti. D’altro lato, per evitare che la promozione di colture energetiche porti ad un rincaro della bolletta per le famiglie e le imprese, il Parlamento chiede che siano sostanzialmente aumentate la superficie massima ammissibile e le sovvenzioni per gli aiuti addizionali previsti dalla Politica Agricola Comune (Pac), che siano riviste le disposizioni sul ritiro dei terreni e che si proceda ad un ampliamento delle specie ammissibili al sostegno destinate alla produzione di biocarburanti. La Commissione, inoltre, dovrebbe prendere valutare l´opportunità di introdurre «un accesso qualificato» al mercato per le importazioni di biocarburanti provenienti da paesi terzi, come il Brasile. Così facendo, infatti, sarà possibile salvaguardare la sicurezza delle forniture alimentari, la biodiversità e la capacità di assorbimento di Co2 delle foreste vergini, consentendo al settore dei biocarburanti nell´Ue di rimanere competitivo, anche in presenza di elevati standard ambientali. Promuovere la produzione di calore ed elettricità utilizzando le risorse agricole Il Parlamento sottolinea il potenziale offerto dall´utilizzo dei residui e dei rifiuti agricoli per la produzione di calore, raffreddamento ed elettricità, con metodi efficaci dal punto di vista economico ed ecologico, «che consentono una maggiore autonomia al settore agricolo e alle collettività rurali». Per tale ragione, chiede che gli stanziamenti a favore delle ricerca e dello sviluppo rurale siano orientati in misura crescente verso un impiego più efficace e massiccio dei rifiuti organici di origine agricola e forestale per usi individuali e collettivi nell´ambiente rurale. I deputati sottolineano anche l’importanza di definire requisiti vincolanti per la produzione di calore da vettori rinnovabili e da sottoprodotti agricoli nonché per il potenziale di teleriscaldamento, al fine di promuovere l´impiego efficiente della biomassa quale fonte energetica rinnovabile e lo sviluppo di nuovi mercati locali per i prodotti agricoli. Ma occorre anche creare le condizioni ottimali per l´utilizzo della biomassa, definire i principi chiari cui devono ispirarsi i regimi di aiuti e aumentare le risorse finanziarie idonee a sviluppare la produzione di biomassa migliorandone lo sfruttamento. D’altra parte, è chiesto alla Commissione di elaborare una raccomandazione volta a incoraggiare gli Stati membri ad utilizzare incentivi efficaci, come le riduzioni delle imposte, per promuovere l´impiego di energie rinnovabili e la produzione di energia generata da prodotti di base locali, naturali e rinnovabili. Allo scopo di generare calore e di contribuire al contempo alla valorizzazione di taluni rifiuti, il Parlamento sollecita la Commissione a promuovere anche un´efficace valorizzazione della biomassa disponibile sotto forma di rifiuti della silvicoltura e dell´agricoltura, nonché le colture energetiche mediante vegetali ad hoc che rispettino le comunità vegetali indigene di ogni Stato membro. Questi ultimi sono invece invitati a sensibilizzare i cittadini sugli effetti positivi dell´impiego della biomassa e delle fonti rinnovabili di energia per la protezione dell´ambiente. Opportunità offerte da colture e prodotti speciali La relazione invita la Commissione a adottare misure volte a promuovere la produzione di sostanze chimiche speciali, partendo da materie prime agricole, per incrementare il reddito degli agricoltori e «immettere sul mercato prodotti sani e rispettosi dell´ambiente in sostituzione dei prodotti chimici non biodegradabili». Al riguardo, i deputati incoraggiano i recenti sviluppi registrati nel settore della plastica, dei lubrificanti e degli isolanti volti a sostituire i prodotti convenzionali con prodotti derivati dalle piante. Invitano quindi la Commissione a rendere obbligatorio l´uso di questi prodotti derivati dalla piante qualora costituiscono buone alternative ai prodotti convenzionali. Sottolineano anche il potenziale dell´agricoltura per quanto riguarda le colture di tipo farmaceutico destinate alla produzione di vaccini ed altre sostanze intese a mettere a disposizione della medicina strumenti adeguati per l´assistenza sanitaria. Il Parlamento rileva, poi, che la crescente domanda dei consumatori di prodotti ecologici e salubri rappresenta una sfida per l´agricoltura a produrre materie prime per cosmetici naturali e ipoallergenici, tessili naturali ed ecologici e nuovi prodotti alimentari. Nell’appoggiare, inoltre, l´utilizzazione nell´agricoltura di preparati come i concimi, i fitofarmaci e gli insetticidi derivati da prodotti agricoli, invita la Commissione a promuovere l´innovazione e le nuove tecnologie promettenti, come la produzione combinata di carta e bioetanolo dalla paglia. Background Nell’ambito di un seminario di Greenaccord e Coldiretti intitolato “Non Food: agricoltura di frontiera”, tenutosi a Roma a metà marzo, è stata organizzata una esposizione di oggetti di uso comune interamente biodegradabili ottenuti dalle coltivazioni. Si tratta di merci a base di bioplastiche che, ricavate dall’amido di mais, grano e patata (Mater-bi), assicurano caratteristiche e prestazioni dei materiali tradizionali. Erano esposti bicchieri, posate, penne, fazzolettini, ossi per cani, fiori, giocattoli ed altri prodotti messi a disposizione da Novamont. Nella gamma di prodotti ottenuti figurano anche i tradizionali shopper per la spesa, sacchi e fodere per la raccolta differenziata, contenitori alimentari, bastoncini cotonati e pannolini. Ma anche innovativi materiali completamente atossici destinati al divertimento di bambini o di animali come le costruzioni colorate completamente a base di mais da cui si ottengono le forme più svariate od ossi per cani, roditori e altri animali domestici. In quella occasione, la Coldiretti ha anche tenuto a sottolineare che, potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell´allevamento ma anche installando pannelli solari nelle aziende agricole, è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate. Dalle coltivazioni agricole nazionali come il biodiesel ottenuto dalla colza o dal girasole, inoltre, è possibile ridurre dell´80% le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50% quelli di particolato e polveri sottili, principali responsabili dello smog in città. Con la recente conversione in legge del “decreto agricoltura”, dal primo luglio 2006, nel diesel o nella benzina venduta in Italia sarà presente almeno l’1% di biocarburanti derivanti dalle coltivazioni agricole. Percentuale che sarà aumentata di un punto per ogni anno, fino al 2010. Ciò, spiega la Coldiretti, porterà le imprese agricole a indirizzare a coltivazioni energetiche 273mila ettari di terreno nazionale nel primo anno, per giungere a circa 400 mila nel 2010. . |
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FVG: SÌ DDL RAZIONALIZZAZIONE FONDIARIA E PROMOZIONE DELL´ATTIVITÀ AGRICOLA NELLE AREE MONTANE |
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Trieste - Approvato da Ds, Margherita, Cittadini per il Presidente e Prc, astenuta invece l´Udc, il 28 giugno il disegno di legge sulla razionalizzazione fondiaria e la promozione dell´attività agricola nelle aree montane che l´assessore Enzo Marsilio ha portato all´attenzione della Ii Commissione consiliare, presidente Mirio Bolzan (Ds). Il testo era già stato illustrato il 13 giugno scorso, mentre questa mattina sull´argomento erano stati sentiti i rappresentanti dei Comuni, delle Comunità montane e degli agricoltori. Il provvedimento prevede due forme di avvio della razionalizzazione: a iniziativa privata o a iniziativa pubblica dei Comuni così come delle Comunità Montane. L´iniziativa privata richiede l´adesione di un numero di proprietari che rappresentino almeno il 60% dell´area interessata (così dopo l´approvazione di un emendamento del diessino Renzo Petris, in quanto originariamente si richiedeva almeno il 55% dei proprietari che rappresentassero come minimo il 70% dell´area). I terreni resteranno indivisibili per 30 anni (inizialmente erano 15, ma un emendamento della maggioranza ha innalzato il periodo). Gli articoli dedicati alla promozione dell´attività agricola in montagna individuano quattro tipologie di intervento: Piano di insediamento produttivo agricolo; costituzione di consorzi e cooperative di proprietari; costituzione di imprese agricole funzionali; negozi di accertamento dell´usucapione. Per promuovere l´imprenditorialità e arginare i fenomeni di abbandono dei fondi, è incentivata la costituzione di consorzi e cooperative di proprietari cui affidare la gestione e il miglioramento del territorio a fini agricoli, la manutenzione delle opere pubbliche previste dal Piano di razionalizzazione fondiaria, la creazione di imprese agricole. Inoltre (altro emendamento del centro-sinistra), sempre per gli stessi fini, Comuni e Comunità montane potranno avvalersi di società a prevalente partecipazione pubblica per effettuare acquisti o vendite di terreni agricoli per scopi ben precisi. Daniele Gerolin (Margh), che sarà relatore di maggioranza per l´Aula, ha affermato che non si tratta della panacea di tutti i mali della montagna, ma si comincia a razionalizzarne i problemi. Giorgio Venier Romano (Udc) si è detto contrario all´innalzamento a 30 anni del periodo di indivisibilità dei terreni (meglio era non portarlo a più di 20); se alcune sue perplessità, tra cui questa, saranno risolte dalla Giunta prima che il testo arrivi in Aula, potrebbe anche rinunciare ad essere relatore di minoranza. Scettico sulla portata della legge, ovvero su quanti alla fin fine la utilizzeranno, si è detto Renzo Petris (Ds), mentre più ottimista è stato il suo collega Mirio Bolzan, che ha parlato in termini di nuove opportunità per la montagna e dunque nuovi benefici, concetto espresso anche da Uberto Fortuna Drossi (Citt) che ravvede la possibilità di nuove forme di sviluppo economico. La preoccupazione di Pio De Angelis (Prc), invece, è che l´aver tolto il limite percentuale dell´adesione dei proprietari possa portare a speculazioni di ampliamenti della propria azienda agricola da parte di alcuni a discapito di molti più piccoli. . |
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GALAN PRESENTA PROPOSTE DI LEGGE PER VIETARE LA PESCA CON SISTEMI DISTRUTTIVI |
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Venezia - La tutela del patrimonio ittico e misure restrittive per l’esercizio della pesca nelle acque territoriali italiane sono al centro di due proposte di legge che il presidente della Regione del Veneto sen. Giancarlo Galan ha depositato in Senato il 28 giugno 2006. Il presidente ha dato così seguito all’annuncio che aveva già fatto di voler presentare, come senatore, delle iniziative legislative di carattere ambientale che avessero come obiettivo il divieto nelle acque territoriali italiani qualsiasi tipo di pesca con sistemi distruttivi. “Vorrei che l’Italia avesse in questo settore – ha affermato Galan - una legislazione adeguata almeno a quella di alcuni paesi dell’Africa o dell’America del Sud, che hanno saputo dotarsi di una normativa più avanzata della nostra. Dobbiamo immediatamente vietare la pesca con attrezzi meccanici che distruggono il primo strato del fondo marino, compromettendo la flora, la fauna e l’habitat naturale per il ripopolamento”. Le proposte legislative prevedono un ruolo forte delle Regioni – che si potranno muovere anche singolarmente, proprio per le specificità dei territori di costa di ciascuna – dalle quali deve partire l’iniziativa per individuare gli strumenti e le tecniche di pesca da mettere al bando, da proporre al Ministero delle politiche agricole. Galan fa presente che le cause principali del costante e generalizzato impoverimento degli stock ittici nel bacino del Mediterraneo sono riconducibili all’eccessivo sforzo di pesca, a catture di soggetti sempre più al limite della taglia commerciale consentita, all’impiego di attrezzature caratterizzate da una bassa selettività di cattura e quindi ad elevato impatto ambientale. La gravità dello stato di sofferenza delle risorse ittiche nel Mediterraneo, ed in particolare nelle acque territoriali italiane, nonchè la diminuzione di produttività dei sistemi è tale da far prevedere già nel breve e nel medio periodo, in assenza di misure correttive, il raggiungimento del limite di irreversibilità delle dinamiche negative e l’acuirsi di ulteriori elementi di conflitto tra le varie marinerie di pesca. Per evitare il peggioramento della grave situazione di degrado dell’ambiente marino, per Galan occorre partire dal recepimento della regolamentazione a livello comunitario facendo cessare il regime di deroghe consentito in questi ultimi dieci anni dallo Stato Italiano, per ripristinare nel tempo condizioni di sostenibilità dei mestieri di pesca. Questa cessazione deve valere non solo per le tipologie di pesca già oggetto di divieto da parte del Regolamento comunitario 1626/1994, ma anche per tutti gli strumenti di pesca meccanici (nel Veneto, ad esempio, turbosoffianti, vibranti, ramponi, ecc. ). Per quanto riguarda le misure, una proposta di legge indica tassativamente la data del 1° gennaio 2008 per l’avvio del divieto di pesca nelle acque territoriali italiane con l’uso di attrezzi che comportano la distruzione del fondale marino. In alternativa, con la seconda proposta questo divieto è invece contemperato da un processo transitorio prima di essere applicato fino al limite delle acque territoriali. Dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010 è prevista l’applicazione del divieto di pesca limitatamente alla fascia costiera fino alle 3 miglia nautiche; per il triennio successivo il divieto è esteso alle 6 miglia nautiche; dal 1° gennaio 2014 è prevista l’entrata in vigore del divieto fino al limite delle acque territoriali. Sotto i profili della programmazione e della progettazione di interventi a favore delle imprese di pesca, lo Stato e le Regioni attiveranno gli strumenti operativi e finanziari di cui “ordinariamente” dispongono oltre a promuovere in sede comunitaria l’attivazione di progetti pilota a livello di distretti ittici regionali/interregionali che consentano il reperimento di ulteriori risorse finanziarie per favorire i processi di riconversione e adeguamento delle attività di pesca. . |
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NANOSCIENE: CHIAVE DELL´INFINITO TUTELA E SALVAGUARDIA DELL´AGRICOLTURA, DELLA SALUTE E DELL´AMBIENTE |
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Gli occhi innocenti di un bambino ancor oggi vedono Dio come un vecchio con la barba, mentre il primitivo lo sente nella forza di un vulcano; il mistico, invece, lo coglie nella bellezza della Natura, mentre un ricercatore, forse, lo identifica nella più piccola particella subatomica. “Bisogna prender l’inizio da Dio” diceva Francesco Bacone ancora nel 1600 e a tutt’oggi non v’è scienziato che a questo principio non si sia posto in relazione, anche chi lo nega. Intervistando il ricercatore Alessandro Mendini chiedo:-Come ricercatore, lei crede in Dio?- La sua semplice risposta - Partecipo al progetto di Dio, facendone parte come strumento per il bene, non per il male… - non potrebbe essere stata diversa, dato che tutta la sua opera è orientata alla riparazione di un ecosistema gravemente danneggiato con la finalità di dare un futuro al pianeta e a tutta l’umanità. Mentre parliamo si fa opprimente l’afa di questi giorni; torride temperature e conseguente siccità non sono più un’infondata preoccupazione ma segnali certi di un processo di desertificazione ormai in atto. Cos’è Dio? – e i 37° all’ombra uniti allo sforzo mentale passano in second’ordine - E’ fatto di energia, pura e potente. E’ lo zero assoluto che fa lavorare tutti i tipi di energia ed è superiore allo zero numerico. E’ lo zero che amplifica nell’infinito piccolo + e – e da cui dipende il fattore dimensionale numerico. Dio zero assoluto comanda i numeri. - E mentre osservo il fluttuare di Bio Aksxter nella bottiglia trasparente tra le mani ,egli aggiunge, con quel suo modo di parlare all’apparenza frammentario, una tecnica per avvicinare a conoscenze inesplorate – Meno di un millilitro è “un litro di niente”? Non vuol dire… Anche meno di un millilitro vale tanto quanto un litro! Questa è la base della formula. Quel “litro di niente” è ciò che diventa 4. 000 litri. Non si vede ma non è detto che non ci sia. L’essenziale è l’invisibile… rammento a voce alta, mentre egli prosegue - Ciò che fa l’esistenza è quello che non vediamo. E quando si è capito tutto questo, basta? Si aprono altre porte, all’infinito. E’ la mente che lo può fare… ma diventa un bagaglio di conoscenza talmente grande che si annulla. Sei partito con un bicchiere d’acqua, hai avuto tutto l’universo e poi sei di nuovo con il tuo bicchiere d’acqua però con un valore inestimabile perché contiene la sapienza dell’universo. Se la mente finita poteva penetrare l’infinito, attraverso la poesia, come in Leopardi… “Ma sedendo e mirando, interminati/spazi di là da quella, e sovrumani/silenzi, e profondissima quïete/io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura/, ora lo può fare attraverso la nuova scienza dell’infinitamente piccolo, quella delle nanotecnologie e ancor più delle ultrananotecnologie, che il ricercatore definisce “trampolino dell’immenso profondo”. – Voglio vedere cosa c’è al di là. Le nano sono giganti… Ho 42 progetti attivi, già brevettabili, e solo uno è stato aperto …- Si riferisce a Bio Aksxter, la tecnologia più avanzata per l’agricoltura. L’unica tecnologia la cui potenzialità concentra 4. 000 litri in 1 litro, ognuno dei quali, prima di chiudere il suo circuito, si moltiplica per cubatica producendo 64 miliardi di litri d’acqua in grado di purificare e ricaricare l’ecosistema. “Dell’acqua che viene dall’acqua” sorridendo racconta – Negli anni ottanta andavano in barca sui laghi trentini e raccoglievano campioni d’acqua per scoprire la sorgente dove attingere. Oggi quelle stesse acque vengono campionate per controllarne il tasso d’inquinamento. Se invece di tentare di arrivare alla formula si fossero preoccupati del futuro ora non avrebbero bisogno di filtri ed ossigenatori né di rettificare i parametri di potabilità e balneazione, avrebbero potuto vivere già oggi un paradiso nella regione pilota del pianeta. . . |
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ALMA VIVA: LA CUCINA ITALIANA RESPIRA INTERNAZIONALE
A COLORNO (PR): 11, 12 E 13 NOVEMBRE 2006
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Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, fa il bis. Anche quest’anno, la suggestiva cornice del Palazzo Ducale di Colorno (Pr) ospiterà durante il mese di novembre 2006, le tre giornate dedicate al confronto con realtà gastronomiche differenti da quelle italiane, dal dialogo usciranno arricchite entrambe le parti. Il protagonista indiscusso di sabato 11 sarà il Codice Marchesi. La presentazione del libro, veicolo del pensiero e delle considerazioni dell’insigne Maestro riguardo le caratteristiche ed i cambiamenti intervenuti nella Cucina Italiana, sarà fulcro stimolante per Autorità e uomini di cultura che daranno vita ad una tavola rotonda. La cena di gala, che concluderà la giornata, sarà in perfetto stile marchesiano. La parola d’ordine di domenica 12 sarà internazionalità. Verrà presentato alle Autorità di governo, alle istituzioni locali ed alle organizzazioni l’unico Network delle Grandi Scuole Internazionali esistente. Questa rete di scuole è interessata all’insegnamento della cucina italiana nel mondo, ed ha trovato in Alma l’occasione compiuta per apprendere “in loco” la nostra cucina, attraverso gli insegnamenti nella sede di Colorno e stage in ristoranti italiani. La cena di gala conclusiva sottolineerà la componente internazionale. Ai cuochi è dedicata l’ultima giornata: lunedì 13. I dieci finalisti dell’Alma Awards (concorso internazionale riservato ai giovani cuochi italiani operanti nel mondo) si sfideranno a colpi di ricette, il cui ingrediente da esaltare dovrà essere l’olio extravergine d’oliva italiano. Verranno premiati i primi tre Giovani Talenti, che per la cena di gala riproporranno le ricette vincenti. Per informazioni: Alma E-mail: infoalma@scuolacucina. It Sito Web: www. Alma. Scuolacucina. It. |
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WINE ADVOCATE, LA GUIDA DI ROBERT PARKER PREMIA VILLA CAFAGGIO
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Probabilmente quella di Robert Parker è la più prestigiosa e famosa guida al mondo per quanto concerne il vino. Tutte le grandi marche dei migliori produttori al mondo senza un suo giudizio positivo probabilmente sarebbero qualcosa di diverso. Villa Cafaggio piccola perla della produzione toscana nella conca d’oro del Chianti Classico (tenuta di 68 ha. Per 350. 000 bottiglie) conferma i già positivi giudizi che aveva guadagnato nel tempo su questa guida, raggiungendo questa volta però valutazioni di eccellenza o comunque di valore per tutti e quattro i prodotti dell’azienda che dallo scorso gennaio 2005 è sotto il controllo di Cantina La Vis e Valle di Cembra. Nella speciale graduatoria formulata in centesimi, Cortaccio 2001 raggiunge 95, San Martino 2001 invece 92, mentre Chianti Classico Riserva 2001 e Chianti Classico 2002 rispettivamente 89 e 86 punti. Molti i premi che questi vini stanno conquistando nelle ultime settimane sulle diverse platee internazionali per non parlare di quelle nazionali (dalla rivista Decanter, alla Wine Challange di Londra, Prowein, Pramaggiore,. ) e che certamente oggi però hanno un sapore diverso. Il grande lavoro sviluppato in questi anni in campagna e l’impegno dell’enologo Stefano Chioccioli hanno certamente portato i suoi frutti mentre una nuova squadra si va componendo nell’azienda per ulteriormente valorizzare le potenzialità di un territorio di per sé già importante e che non ha bisogno di presentazioni. Valeria Tassi alle relazioni esterne e l’agronomo Dario Faccin le nuove figure che dovranno garantire assieme a Chioccioli un ulteriore sviluppo dell’azienda e favorire un ulteriore innalzamento qualitativo che la nuova proprietà ha richiesto in linea con le attenzioni che da sempre ripone nella cura della viticoltura in Trentino e che prevede comunque a Cafaggio anche nuovi investimenti tecnologici. |
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PITINA, NUOVA STAR DELLA GASTRONOMICA TIPICA
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Il disciplinare del marchio Igp tenuto a battesimo dall’assessore Enrico Bertossi Dopo le Dop del prosciutto di San Daniele, del formaggio Montasio e dell’olio extravergine d’oliva Tergeste, un altro prodotto tipico del Friuli Venezia Giulia avanza sulla strada della certificazione di qualità, affiancandosi all’asparago bianco e alla brovada in lizza per la Dop ed al prosciutto e speck di Sauris, ai dolci tipici e al cotto di Trieste in attesa dell’Igp. È la pitina, un “unicum” nel panorama enogastronomico europeo e uno dei cibi più tipici della montagna pordenonese cui Slow Food ha dedicato un presidio, formata da un composto di carne tritata di capra e di pecora, con l’aggiunta di capriolo o camoscio, manzo e maiale, aromatizzato con sale, pepe, aglio, finocchio ed erbe selvatiche, raccolto in formelle ricoperte da un lieve strato di farina di mais. A Montereale Valcellina nella sede di Palazzo Toffoli, centro culturale che coniuga storia e attualità, è stato infatti presentato ufficialmente il Disciplinare di produzione Igp alla presenza dei produttori dell’agroalimentare tipico e degli enti locali delle Valli Pordenonesi. Un traguardo che corona vent’anni di lavoro, “richiamo tra i più efficaci per lo sviluppo economico e turistico del territorio” ha sottolineato l’assessore regionale alle attività produttive Enrico Bertossi, tenendo a battesimo il documento che ha già iniziato il suo iter alla Regione (che esprimerà a breve il necessario parere) e al Ministero delle politiche agricole e forestali per il riconoscimento dell’Unione Europea. Anche se sarà necessario attendere almeno un anno per consentire alla produzione di fregiarsi del marchio Igp, Ubaldo Alzetta (presidente dell’Ati che raggruppa undici produttori di pitina), cuoco e ricercatore della cucina montana pordenonese, produttore egli stesso, ha raccolto in un “finalmente” la soddisfazione di coloro che hanno sempre creduto nella validità dell’iniziativa. Pieromano Anselmi, presidente della Comunità Montana del Friuli Occidentale che fin dall’inizio “sponsorizza” il progetto Igp, ha prospettato la validità della filiera di produzione della pitina come fattore di benessere economico, oltre che di promozione e crescita del territorio montano e pedemontano, mentre Giuseppe Damiani, funzionario della Comunità Montana e di Montagna Leader, uno dei “padri” del progetto, ha ricordato coloro che hanno mantenuto in vita la tradizione della pitina, a partire dal produttore della Val Tramontina Mattia Trivelli che si è impegnato per il recupero di una formula antica affidata soprattutto alla tradizione familiare. “Il più è fatto – ha puntualizzato Damiani –, ma adesso conta il processo di continuità: la creazione di una filiera di produzione corta, cioè non di grande distribuzione visto il limitato numero di produttori, con particolare destinazione alla ristorazione, e una sinergia rivolta a fare della pitina un testimonial di successo per il territorio, assieme ad altri prodotti delle nostre valli, dai vini autoctoni ai formaggi salât e dal cit, a tutte le altre specialità che fanno parte del nostro paniere tipico”. “La documentazione storica relativa alla pitina è piuttosto recente – ha precisato Bepi Pucciarelli, enogastronomo che ha seguito con il tecnologo alimentare Cristian Cozzutti la stesura del Disciplinare –, tuttavia si basa su un retroterra di testimonianze orali di almeno 200 anni e un radicamento nel tempo indicato dall’uso familiare di questo cibo, che non è né un salume, né un insaccato, anche se ricette e metodi di lavorazione diversi indicano una ricchezza di varietà espressa perfino nei diversi nomi con cui viene chiamata a seconda delle zone di produzione: peta, pitina o petuccia”. Francesco Ciani, direttore dell’Istituto Nord Est Qualità, ha infine parlato del riconoscimento dell’Igp come “atto dovuto, perché la pitina è espressione dello stile di vita della popolazione locale, in grado di vantare, come la brovada, una singolarità unica e irripetibile”. La bontà e la duttilità della pitina sono state in questi anni una rivelazione, come testimoniano i successi registrati ai Saloni del gusto di Torino e di Parma, alle fiere regionali e internazionali, alle rassegne gastronomiche. Oggi è presente nei negozi e nei ristoranti locali ed esterni alla provincia di Pordenone, riconoscibile dal marchio creato da grafico maniaghese Francesco Pitton, nel quale la “P” di pitina, composta e scomposta, riassume anche gli altri due nomi tradizionali e simboleggia la forma stessa degli ingredienti del composto. |
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AL VIA LA QUINTA EDIZIONE DI “COCCO...WINE”
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Cocconato, sabato 2 settembre 2006 dalle ore 17 alle ore 23, domenica 3 settembre 2006 dalle ore 15 alle ore 19. 30. Si annunciano le date della 5° Edizione di Cocco… Wine! Sabato 2 settembre (dalle ore 17 alle 23) e domenica 3 settembre (dalle 15 alle 19. 30) il centro storico di Cocconato verrà animato dalla quinta edizione di “Cocco Wine”, evento ideato e organizzato dall’Associazione Go Wine e dal Comune di Cocconato. Dopo i lusinghieri risultati ottenuti nella scorsa edizione riguardanti il numero delle aziende espositrici ed il pubblico partecipante alla rassegna si è deciso di confermare la manifestazione anche nella giornata di domenica, con un ricco programma di assaggi. Il rafforzamento di “Cocco Wine” – dichiara Massimo Corrado (Presidente dell’Associazione Go Wine) è in linea con la filosofia della nostra Associazione, nata per i consumatori-turisti del vino. L’evento rappresenta un ideale appuntamento per il turista e con l’inserimento della giornata di domenica, si offrirà ai visitatori l’opportunità di pianificare un week-end enogastromico nell’interessante territorio del Monferrato Astigiano e di conoscere e degustare i vini ed i prodotti espressione di questa terra”. Il banco d’assaggio dei produttori animerà Via Roma, da Piazza Cavour fino a Piazza Statuto: la Barbera d’Asti e del Monferrato, insieme agli altri vini della zona, accompagneranno formaggi, salumi e dolci, che ben esprimono la storica vocazione alla gastronomia di qualità della zona e la sua ricca tradizione di ristorazione. Luigi Dezzani, Assessore e noto produttore del Comune di Cocconato, dichiara: “La quinta edizione di Cocco Wine è la conferma che la manifestazione si sta affermando come vetrina dei prodotti del territorio che vengono esposti e fatti degustare dai produttori locali, sempre più numerosi. Invitiamo tutti a visitare il Monferrato che sta dimostrando, sempre di più, di essere una realtà attiva, rappresentando una delle porte principali di accesso alle colline piemontesi. ” Cocconato è anche conosciuta come la “Riviera del Monferrato”, grazie al particolare microclima della zona che consente, per esempio, la crescita di palme ed altre piante mediterranee. Si erge in una posizione appartata ad oltre 500 metri s. L. M. Ed il singolare nome deriva dal latino “cum conatu”, a testimonianza schietta e sincera dello sforzo che occorreva, per arrivarci, in un tempo senza automobili, arrampicandosi a piedi o risalendo lentamente a cavallo le tortuose strade collinari che conducono alla località monferrina. Info: Associazione Go Wine – Tel. 0173/364631 Fax 0173/361147 Domenica 24 settembre ad Alba l’ottava edizione di Festa del Vino, centro storico trasformato per un giorno in una ‘via del vino’. Si svolgerà domenica 24 settembre 2006 l’ottava edizione della Festa del Vino, manifestazione che porta in scena lungo tutto il centro storico della città le espressioni vinicole più rappresentative del territorio. L’iniziativa, promossa da Go Wine d’intesa con il Comune di Alba, è divenuta un appuntamento molto amato dal pubblico degli appassionati enoici, italiani ed esteri, che anche quest’anno avranno la possibilità di percorrere l’itinerario dalla Piazza del Duomo lungo tutta la “Via Maestra”, trasformata per un giorno in un’ideale ‘via del del vino’. Nel corso delle precedenti edizioni, la manifestazione ha visto la presenza delle più importanti realtà vinicole del territorio di Langa e Roero, pur mantenendo la sua connotazione di evento festoso, che richiama il tempo e il carattere gioioso della vendemmia, con il coinvolgimento delle realtà di promozione locale, delle cantine e delle botteghe del vino e delle associazione di produttori. Dalle ore 14. 00 alle 20. 00 i produttori del territorio, organizzati attraverso i Comuni partecipanti, presenteranno in degustazione le loro produzioni e promuoveranno la loro realtà territoriale e le loro manifestazioni. Quali saranno i protagonisti di questa festa corale? La disposizione dei banchi d’assaggio sarà organizzata per aree omogenee affinché i visitatori possano idealmente percorrere le varie aree di produzione. Dai celebri Barolo e Barbaresco, fiori all’occhiello del territorio, agli altri nobili vini delle Langhe e del Roero, etichette esportate in tutto il mondo, il Nebbiolo d’Alba, il Roero, il Roero Arneis, la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani, e molti altri vini ancora. Anche quest’anno si rinnoverà il tradizionale appuntamento con una Regione ospite, che promuoverà i propri vini e il proprio territorio e animerà la degustazione guidata regalando un piacevole connubio con i vini e i prodotti di Langa e Roero. Ogni visitatore potrà effettuare le degustazioni acquistando un calice di vetro con taschina portabicchiere, con la possibilità poi di scegliere e confrontare i vini proposti in degustazione. In attesa della 76^ edizione della Fiera del Tartufo Bianco, alle ore 18. 00 si potrà assistere all’elezione della vincitrice del concorso la Bela Trifolera, che elegge l’ambasciatrice di uno splendido territorio e di eccellenti prodotti enogastronomici, in primis il Tartufo Bianco d’Alba da cui il concorso prende il nome. Www. Gowinet. It - info@gowinet. It. |
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GALVANINA, LEADER INTERNAZIONALE NEL MERCATO DELLE ACQUE MINERALI DI ALTA QUALITÀ, E SAN PATRIGNANO: INSIEME CONTRO DROGA ED EMARGINAZIONE
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Il 26 giugno, giornata mondiale contro la droga, “Galvanina” e San Patrignano hanno presentato un innovativo progetto di collaborazione avviato tra il più grande centro antidroga d’Europa e l’azienda riminese, leader internazionale nel mercato delle acque minerali di alta qualità. “Galvanina” produrrà una confezione speciale delle sue bottiglie caratterizzate dal marchio “Drugs Off” e devolverà una parte degli introiti della vendita di tali prodotti a sostegno delle attività educative offerte dalla comunità ai suoi 1800 ragazzi. La grafica di questa “edizione speciale” di acque minerali è stata realizzata - così come la creatività del marchio-slogan “Drugs Off” - da Intesta, corporate identity agency del gruppo di comunicazione Armando Testa. “Drugs Off” è, infatti, il brand che caratterizza l’impegno di prevenzione da emarginazione, disagio e tossicodipendenza, svolto da San Patrignano e le collaborazioni aperte dalla comunità con il mondo dell’impresa. “Il progetto contiene forti elementi di novità – spiega Rino Mini, Presidente di “Galvanina” – la nostra azienda e la comunità sono due realtà di punta del nostro territorio. Nei rispettivi campi d’azione esprimono assoluta eccellenza nei loro prodotti ed attività. “Fanno apprezzare e conoscere in tutto il mondo la Romagna e mantenendo ferme le ovvie differenze tra un’impresa quale la nostra e una esperienza non profit e di volontariato come San Patrignano, la nostra collaborazione nasce da una comune sensibilità di fronte ai grandi problemi della nostra società – continua Mini – e “Galvanina” dimostra in modo concreto come il mondo dell’impresa possa contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone e comunicare importanti messaggi culturali. ” Mentre, Giacomo Muccioli sottolinea il valore rivestito dal progetto per San Patrignano: “Dal ’78 ad oggi abbiamo accolto e reinserito nella società liberi dalla droga oltre 20mila giovani, senza che loro, le loro famiglie o le istituzioni, pagassero mai un centesimo. Riusciamo a farlo anche grazie al contributo di imprese come “Galvanina”, le quali condividono e sostengono il nostro operato umano e sociale”. “Inoltre l’iniziativa ci consente di diffondere in tutto il mondo un forte messaggio di prevenzione dal disagio, dall’emarginazione e dalla tossicodipendenza – conclude Muccioli – grazie al grande valore aggiunto rappresentato dalla credibilità, dall’eccellenza, ottenute dal marchio “Galvanina” nei confronti dei consumatori”. Ed anche il luogo scelto per la presentazione della partnership, il ristorante “Azzurra” gestito da “patron” Maurizio Signorini, si colloca nell’ottica delle sinergie tra le realtà d’eccellenza della Romagna. Infatti, il famoso locale di Riccione, noto per la qualità e la creatività della sua cucina, offre abitualmente alla sua clientela i prodotti di “Galvanina” e del comparto agroalimentare di San Patrignano, di cui è partner in eventi importanti, quali la rassegna enogastronomica “Squisito”. . |
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“APERITIVO CON IL FLAMENCO” IN GALLERIA CON I PRODOTTI ‘A TUTTO GRADO’ FIRMATI MAZZETTI D’ALTAVILLA |
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Le suggestioni del Flamenco e i prodotti firmati Mazzetti d’Altavilla in attesa dell’Italia. L’appuntamento è per venerdì 30 giugno alle 19,30, a Milano, presso la Galleria Vittorio Emanuele Ii, con lo spettacolo “Aspettando il Mondiale, aperitivo con il Flamenco”. Tra i partner dell’evento, che rientra nella rassegna Milano Ottagono (eventi, cultura e incontri in Galleria, realizzati con il patrocinio della Regione Lombardia, il Comune e la Provincia di Milano) ci sarà anche Mazzetti d’Altavilla-distillatori dal 1846, la storica azienda del Monferrato che delizierà il pubblico presente nel “salotto” del capoluogo lombardo con gli ‘zuccherini spiritosi’ della Linea Zen-flambar, nelle tre versioni, alla cannella e chiodi di garofano, alla scorza di limone, alla menta e ginepro, serviti scenograficamente flambati. “La Linea Zen-flambar – spiega Claudia Mazzetti, responsabile marketing e comunicazione di Mazzetti d’Altavilla - è stata concepita e realizzata come espressione di attenzione e di sensibilità verso i nuovi stili di vita, un marchio forte ed elegante che tende ad aumentare l’euforia, il benessere, la contemplazione e l’armonia. Una linea trendy, ideale per accompagnare lo spettacolo di Flamenco che sarà ospitato all’interno della Galleria Vittorio Emanuele Ii”. |
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A RIOLO TERME UNA QUATTRO GIORNI DEDICATA ALLO SCALOGNO,
PREGIATO PRODOTTO IGP |
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La Fiera dello Scalogno di Romagna è giunta alla sua 14° edizione e in questo 2006 prenderà vita dal 20 al 23 luglio nel centro storico di Riolo Terme dominato dall´ imponente Rocca Sforzesca. Lo scalogno (Allium Ascalonicum), che non è un aglio né una cipolla, è un piccolo bulbo che appartiene sempre della famiglia delle Liliacee. Dal colore bianco violaceo è avvolto da una pellicola esterna di diverso colore, dal ramato al rossastro. Molteplici sono gli usi dello Scalogno di Romagna in cucina dove è capace di donare ai cibi un sapore che ne esalta il gusto. Le foglie, raccolte ancora verdi e tagliate finemente, sono ottime per insaporire le insalate (pomodoro, lattuga, cicoria, patate lessate, ecc…). I bulbi freschi ripuliti dalla loro pellicola esterna si tagliano a fettine per aromatizzare le pietanze, conferendo a queste un sapore leggermente piccante. Inoltre con i bulbi, sempre finemente tagliati, cubetti di prosciutto e pomodoro fresco si prepara un gustoso ragù. Lo scalogno è ottimo anche come contorno delle pietanze nelle versioni sottolio e sottaceto. Da sempre coltivato in Romagna, la Pro Loco di Riolo Terme nel 1992 decise di organizzare una festa ad hoc per promuovere questo prodotto tipico della tradizione locale, che nel 1997 ha anche ottenuto il riconoscimento Igp (Indicazione Geografica Protetta). Nelle vie centrali del paese ci sarà la mostra mercato dello Scalogno di Romagna dove, per tutte e quattro le giornate, saranno presenti i produttori di questa prelibatezza. I ristoratori del paese non mancheranno di proporre pietanze a base di Scalogno mentre al parcheggio I Maggio sarà allestito uno stand gastronomico tutto dedicato al piccolo bulbo, con ricchi menù a tema. Si potranno gustare: fiori di cipolline e salsa di scalogno, tagliolini allo scalogno, polenta al ragù di scalogno, fiorentina di struzzo con tartare allo scalogno, salsiccia di castrato allo scalogno, frittate di scalogno, per citare solo alcune delle pietanze. Nel comprensorio turistico delle Terre di Faenza, sulle colline in provincia di Ravenna, il buongusto è di casa e nel corso dell’estate sono numerose le feste, le sagre e gli eventi dedicati ad alcune prelibatezze enogastronomiche locali, alcune delle quali assolutamente uniche nel panorama nazionale, come questa dedicata al prelibato e gustoso Scalogno Igp di Romagna. Per informazioni: tel. 0546 71044. Ma le Terre di Faenza nel mese di luglio propongono anche altri due eventi gustosi. Sabato 29 e domenica 30 luglio e poi anche nel weekend successivo, 5 e 6 agosto, a San Martino in Gattara (frazione di Brisighella) l’appuntamento è con la Sagra della Collina e del Cinghiale. Lo scopo della Sagra è quello di far conoscere ad un sempre maggior numero di persone l’ambiente agricolo-boschivo tipico di questa zona e l’enogastronomia ne rappresenta un formidabile biglietto da visita. Durante tutto il periodo della Sagra, infatti, sono in funzione stand gastronomici per gustare i piatti tipici ed in particolare quelli a base di cinghiale nostrano: tortelli di ricotta e erbe, cappelletti, tagliatelle (tutti rigorosamente fatte col matterello) con ragù di cinghiale, cinghiale in salmì con polenta, cinghiale arrosto, ecc. Il tutto accompagnato dall’ottimo vino della zona. Www. Terredifaenza. It . |
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UNA GARA DI LANCIO DEL FORMAGGIO, PESCE DI MARE PER TUTTI, VISITA ALLA CANTINA E DEGUSTAZIONI ALL’AZIENDA AGRICOLA TRAVAGLINO NELL’OLTREPO PAVESE
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Domenica 9 luglio all’Azienda Agricola Travaglino nell’Oltrepo Pavese torna per il terzo anno consecutivo un’iniziativa divertente e senza dubbio molto originale: una domenica all’aperto che offrirà ai visitatori della storica cantina un programma ricco e ghiotto. Stiamo parlando dell’ormai consolidato Trofeo Nazionale “Rolling Cheese Cup”. Teatro della manifestazione sarà la maison Travaglino, tra le cantine simbolo di quella zona storicamente votata alla viticultura che è l’Oltrepo Pavese, un’imponente tenuta le cui fondamenta risalgono addirittura al 1111, completamente immersa nel verde, circondata dalle dolci colline impreziosite dai vigneti e da un parco maestoso. La gara, organizzata dall’associazione sportiva Ruzzola Pavia e da Uisp, la lega sport e giochi tradizionali, prenderà il via alle 14. 30 e vedrà confrontarsi concorrenti provenienti da molte regioni dell’Italia. Il gioco è estremamente semplice e avvincente; bisogna lanciare delle forme di formaggio, un cacio pecorino toscano prodotto espressamente per questo scopo, facendo loro compiere un percorso preciso, tracciato lungo le tortuose e ripide stradine che circondano la tenuta, nel borgo di Calvignano. Grande novità di questa edizione 2006 è la collaborazione con il Consorzio Linea Azzurra di Rimini che ha arricchito la giornata di un aspetto estremamente goloso. Per tutti i visitatori che accorreranno per assistere alla gara di Lancio del Formaggio, lungo tutta la giornata, ci sarà infatti la possibilità di degustare gustosi sardoncini alla griglia e tenere seppie con i piselli e la piadina romagnola, il tutto ovviamente accompagnato dai prelibati vini di Travaglino. Al termine della gara anche i formaggi verranno “spaccati” e distribuiti ai presenti. Dalle 11. 00 alle 18. 00 infine i visitatori avranno la possibilità di effettuare delle visite guidate nelle storiche cantine dell’Azienda Agricola Travaglino, risalenti al 1868, dove ogni anno vengono prodotte circa 250. 000 bottiglie suddivise tra le tipologie di Riesling Italico e Renano, Chardonnay, Pinot Grigio e Moscato per i vini e spumenti provenienti da uve di varietà a bacca bianca e Barbera, Bonarda, Pinot Nero, Uvarara e Cabernet Sauvignon per quanto riguarda quelle a bacca nera. Sarà inoltre aperto il Wine Show Room, dove si potranno acquistare i vini Travaglino. |
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“CARNIA IN TAVOLA”, FORTUNATA RASSEGNA GASTRONOMICA PROMOSSA DALL’ASCOM DELLA CARNIA PER TUTTA L’ESTATE
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Formaggi di malga, insaccati, selvaggina, ortaggi, ma anche erbe aromatiche, piccoli frutti di bosco, funghi di ogni genere: sono i gustosi ingredienti alla base della cucina carnica. Una tradizione culinaria secolare che riflette l’anima, la storia e la cultura della Carnia, un vero gioiello, non solo ambientale, incastonato fra vette e boschi dell’arco alpino del Friuli Venezia Giulia. La cucina di questa zona, una delle più intatte dal punto di vista naturalistico, si caratterizza per la semplicità dei suoi ingredienti, assolutamente genuini e provenienti in gran parte da un’ottantina di piccole aziende artigianali che lavorano i frutti della terra, il latte delle malghe, le carni delle mandrie al pascolo. Gustare i piatti tipici della Carnia oggi significa conoscere una tradizione gastronomica che si alterna nelle giuste dosi all’innovazione. Diverse sfumature di una cucina dal sapore antico, ma sempre al passo con i tempi, che si potranno conoscere durante “Carnia in Tavola”, fortunata rassegna gastronomica promossa dall’Ascom della Carnia, che per tutta l’estate imbandisce in ristoranti e trattorie il meglio delle proposte degli chef locali e organizza serate a tema con ospiti (scrittori, sportivi, studiosi delle tradizioni popolari…). Nata con l’intento di valorizzare la gastronomia e i prodotti locali (considerati giustamente parte integrante della cultura e della storia di queste montagne), “Carnia inTavola” prende il via il 30 giugno e termina il 31 ottobre. Alla manifestazione aderiscono una quindicina fra ristoranti e trattorie della Carnia e della confinante Carinzia, che propongono un proprio menù incentrato su una pietanza-simbolo, servita su un piatto contrassegnato da un fiore di montagna, diverso da locale a locale. Alla fine del pasto ai commensali che avranno scelto il menù degustazione verrà offerto un omaggio. Nel corso della rassegna si potranno gustare i più tradizionali piatti locali, come cjarsòns (sorta di ravioli col ripieno dolce), frico con polenta (fragrante frittata a base di scaglie di formaggio di malga), costine con le verze, musét e brovade (cotechino accompagnato da rape inacidite nella vinaccia…), gli gnocchi alla carnica o di mele, ma anche pietanze più ricercate e innovative, create con ingredienti rigorosamente locali, tipici e genuini, come il farro mantecato con funghi e salsiccia, la tagliata di cervo con salsa di mele, la zuppa di zucca, il carpaccio di maialino in salsa di vitello, le girolle di sogliola zucchine e prosciutto di Sauris con piccole quenelle all’erba cipollina, la crema di porcini con raviolini ai formaggi carnici, i filettini di maiale allo speck con salsa alle mele e cannella, i fonc (Funghi) in toc in braide. I ristoranti che aderiscono a Carnia in Tavola sono: Alla Pieve di Cavazzo Carnico, La Perla di Ravascletto; Gardel di Piano d’Arta, Salon di Piano d’Arta, Carnia di Venzone, Vecchia Osteria Cimenti di Villa Santina, La Miniera di Invillino (Villa Santina), Davost di Forni di Sopra, Riglarhaus di fraz. Lateis (Sauris), Al Sole di Forni Avoltri, Scarpone di Forni Avoltri, Alla Frasca Verde di Lauco, Al Cavallino di Paularo. E in Carinzia: Erlenhof di Kötschach-mauthen, Pontiller di Oberdrauburg. N. Verde 800249905, www. Carnia. It. |
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APERITIVO IN ROCCA: QUANDO L’APERITIVO SI VESTE DI CHARME A ROCCA BRIVIO
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Lo chef Javier (già ai fornelli del locale Doimoi) saprà proporre specialità tex mex sapientemente abbinate ai cocktail tropicali preparati dal barman Giuseppe e dalla bartender Rosy. Golosi drink a base di frutta fresca per sorsi all’insegna della naturalità e della leggerezza. Dove? A Rocca Brivio Sforza, uno dei vanti della città di San Giuliano Milanese. Un’oasi serafica, perfetta per evadere da traffico e rumori in una sera di mezza estate. Tutto pronto, quindi, per l’appuntamento inaugurale di domenica 2 luglio, quando, a partire dalle 18. 00, avrà inizio il divertimento. Di sottofondo la musica del dj Luca Dondoni (dalle 20 alle 22. 30) e da assaggiare tanti ottimi cocktail (7,50 euro) e bibite (5 euro) accompagnati da un ricco buffet imbandito a dovere: ricche insalate con mais, tonno, funghi e gamberetti, primi piatti freddi, tramezzini, focaccine, pizzette, crocchette di patate e tanta frutta deliziosa, dissetante e genuina, fra cui non mancheranno ananas e anguria. Www. Roccabrivio. It. |
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CON LA NUOVA NESPRESSO LE CUBE IL CUBO DIVENTA IL MUST DELL’ESTATE
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È ancora una volta Nespresso a dettare le nuove tendenze nel design delle macchine da caffé e nella loro tecnologia . Nespresso, leader di mercato all’avanguardia nel mondo del caffè di alta qualità ha ampliato ancora una volta i confini del design delle macchine da caffè con il lancio previsto per questa estate del suo ultimo innovativo prodotto: Le Cube. Combinando linee pulite e minimaliste a tecnologia innovativa, la nuova, spigolosa Nespresso Le Cube inebrierà i sensi e detterà l’ultima tendenza del momento: il cubo. Reinterpretare il caffè e il design delle macchine per l’espresso è diventato il marchio distintivo di Nespresso. “Il design Nespresso rappresenta semplicità e stile,” dichiara Francesca Chelli, Direttore Generale e Amministratore delegato Nespresso Italiana “Con Le Cube, abbiamo ampliato ulteriormente i confini del design, aggiungendo un elemento di sorpresa a un oggetto dalla linee spigolose, cubiche … Siamo certi che Le Cube piacerà molto ai nostri Club Members, i quali amano l’eccellenza nel design e nel caffè. ” Originariamente, nella fase di progettazione della macchina, Nespresso Le Cube era pensata per un pubblico che predilige macchine e design classici combinati alle più innovative tecnologie. L’idea iniziale era quella di un design puro e minimalista con una personalità forte, da cui ha iniziato a svilupparsi la forma di un cubo. La nuova linea è anche il risultato della scelta di collocare piastre scaldatazze su ciascun lato dell’unità di preparazione, che rappresenta un ulteriore elemento di attrazione per il pubblico. Al termine del processo creativo, alla macchina è stato dato un design più audace, a forma di cubo appunto. La forma stessa ha fornito la vera ispirazione per il suo nome: Le Cube. “Abbiamo voluto rivolgerci a tutti coloro che sono sensibili al fascino estetico del design, ad esempio agli stessi designer, agli architetti e a coloro che apprezzano l’essenzialità,” ha dichiarato Antoine Cahen, designer svizzero di Nespresso . “Nespresso Le Cube ha una forte personalità. É un trendsetter. ” Con la sua struttura pulita e lineare, questa nuova macchina di grande tendenza aggiungerà stile e un tocco contemporaneo a qualsiasi locale di casa, sia esso la cucina, il soggiorno o lo studio. Le Cube incorpora un sistema per l’inserimento delle capsule sul lato superiore della macchina che permette un facile utilizzo. Anche i pulsanti di controllo sono posizionati in alto per mantenere le linee semplici della macchina. Inoltre, le tazzine possono essere riposte in uno spazio discreto sui lati e possono essere riscaldate grazie allo scaldatazze, all’insegna della funzionalità e della semplicità. Nespresso Le Cube è disponibile in quattro colori di grande tendenza, come il bianco artico e il rosso mattone, con rivestimento trasparente lucido, l’argento e il titanio, in alluminio anodizzato. Le Cube è semplice da utilizzare grazie a pulsanti one-touch per il controllo della quantità di caffé in tazzina, dall’espresso al lungo, ed è anche adatta per la preparazione del latte macchiato. Come tutti i sistemi Nespresso, Le Cube è caratterizzata da una tecnologia avanzata con una pompa ad alta pressione a 19 bar e un termoblocco che garantisce estrazione e temperatura ottimali, elementi essenziali per produrre l’eccellente espresso e l’ineguagliabile crema, per le quali Nespresso è famosa in tutto il mondo. La nuova Nespresso Le Cube sarà disponibile in tutta Europa alla fine di questa estate. Per quanto riguarda l’Italia sarà venduta al prezzo di € 229 per il modello senza scaldatazze, e di € 249 per il modello con scaldatazze. |
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SPECIALK.IT SCACCO MATTO AL FUORI-FORMA IN TRE MOSSE! |
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Vi ricordate il celebre bikini rosso della prova costume? Ora, Kellogg’s Special K si fa in tre, con utili consigli che comunica online, grazie a un intero sito dedicato specialk. It e sul retro delle confezioni di tutta la gamma Special K, per aiutare le amanti dei cereali pronti a scoprire i segreti di un’alimentazione bilanciata e di uno stile di vita più salutare. Ecco, in tre semplici mosse, i consigli di Kellogg’s Special K che permettono di mantenersi in forma per l’estate: Si inizia con la colazione: il pasto più importante, che, se trascurato, potrebbe non fornire la carica energetica e i nutrienti essenziali necessari per affrontare la giornata. Il pasto precedente, infatti, e´ stato fatto circa 10 ore prima per cui il corpo appena alzato ha assolutamente bisogno di un po´ di benzina per partire. Le varianti di gusto (Classic, Frutti Rossi, Pesche e Albicocche, Cioccolato Fondente, Yogurty, More Mirtilli e Ribes) garantiscono un’ampia scelta per variare il menù ogni mattina. Inoltre, cliccando sugli ingredienti si possono vedere le proprietà nutritive e quindi individuare quelle più adatte a sé. Diversi per ogni variante di gusto, Special K propone facili suggerimenti per non farsi prendere della pigrizia; un po’ di movimento migliora il tono dell’umore oltre che l’aspetto fisico: concedersi passeggiate all’aria aperta; scendere una fermata prima e completare il percorso a piedi; fare shopping nella zona pedonale, per conciliare compere e movimento. Sul sito trovi anche un’offerta di idee di divertimento e vacanza per favorire il tuo benessere in ogni occasione. Dalla Rubrica della nutrizionista online, alle ricette, Specialk. It offre tanti utili strumenti interattivi e scaricabili per verificare il peso forma e le combinazioni alimentari più bilanciate. Con il ‘Summer Programme’ Special K, due settimane bastano per cominciare a sentirsi più in forma con gusto e leggerezza… e grazie al sito Specialk. It trovi i consigli per consolidare le buone abitudini di uno stile di vita corretto non finiscono mai! . |
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