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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 18 Gennaio 2007 |
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AGRICOLTURA:MARSILIO SU IMPORTANZA MARKETING E COMUNICAZIONE |
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Udine, L´incontro organizzato il 17 gennaio a Palazzo Torriani sul "Marketing dei territori rurali" ha fornito l´opportunità all´assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali, Forestali e Montagna Enzo Marsilio per un invito "a comunicare bene e in modo integrato" la programmazione ed i risultati dei progetti mirati al miglioramento della qualità della vita nei borghi del Friuli Venezia Giulia. "L´amministrazione regionale continua a finanziare, in questa prospettiva, progetti per lo sviluppo turistico ed economico delle aree rurali e montane" ha detto Marsilio, ricordando la legge regionale sul recupero architettonico dei borghi e gli interventi a favore di agriturismo, albergo diffuso e villaggi alpini nell´ambito di un programma strategico mirato allo sviluppo integrato del territorio. "Molto è già stato fatto - ha continuato - ma al far bene, così insito nella tradizione friulana, oggi occorre affiancare il comunicare bene ciò che è stato fatto e gli obiettivi futuri, sia a livello regionale che esternamente al Friuli Venezia Giulia". Tra quelli che meglio stanno contribuendo alla realizzazione di un nuovo modello di promozione economica e sociale dei piccoli centri è stato ricordato oggi in particolare Innoref, progetto quadro di cooperazione interregionale (ha coinvolto Friuli Venezia Giulia, Umbria, Repubblica Ceca e Grecia) che si propone di identificare nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Finanziato dalla Ue nell´ambito del programma comunitario Interreg Iiic Est, Innoref ha fatto da ombrello a 8 sottoprogetti incentrati sulla pianificazione territoriale strategica, sull´uso efficiente delle risorse idriche, sull´uso delle biomasse, sui servizi per un turismo sostenibile, sulla riconversione dei villaggi rurali, sulla produzione agrituristica, sulla gestione dell´ambiente per un reale sviluppo economico. Il quadro attesta l´impegno reale di pubbliche amministrazioni e cittadini ("ci eravamo posti l´obiettivo, nell´ambito di una cooperazione internazionale, di definire nuovi modelli di sviluppo rivolti al miglioramento della qualità della vita e alla valorizzazione turistica attraverso l´interazione dei borghi", ha detto Marsilio), un impegno che ora va fatto conoscere attraverso un´adeguata comunicazione integrata del territorio. Lavoro da fare partendo, ha suggerito nel suo intervento Roberto Grandinetti, docente di Economia e gestione delle imprese all´Università di Padova, dalla costruzione della risorsa dell´identità intesa non tanto come valore storico quanto come processo dinamico e riferimento da rinnovare attraverso un processo di cooperazione. . |
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LA UNIVERSITY OF MASSACHUSETTS VISITA LA VALTELLINA VINICOLA |
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Sondrio - 25 studenti della University of Massachusetts, Isenberg School of Management, accompagnati da professori e interprete hanno visitato in questi giorni la cantina Conti Sertoli Salis di Tirano. Il viaggio, programmato nell’ambito del corso “Business in Italy” durante il quale si sono tenute alcune lezioni sull’industria vinicola internazionale, ha previsto anche la visita di altre due importanti cantine in Toscana e nel Lazio. È stata la Valtellina con le sue montagne e i suoi terrazzamenti a conquistare gli universitari Usa. Dopo aver visitato la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, partecipando ad una lezione del corso “English Business Communication” - Corso di Laurea in Economia Europea, gli studenti della University of Massachusetts hanno finalmente potuto ammirare da vicino una delle zone viticole italiane più affascinanti, con la sua storia millenaria nel campo vinicolo. L’insieme di storia, tradizione e attenzione alla qualità del prodotto ha dunque conquistato con la visita alla Conti Sertoli Salis un nuovo pubblico di giovani americani, quasi tutti alla prima esperienza diretta nel campo del vino. Le cantine antiche, la vecchia ghiacciaia che faceva le veci dei moderni frigoriferi, gli aspetti produttivi e di marketing si sono rivelati gli argomenti di maggior interesse per studenti e professori, per i quali quella in Valtellina è stata un’esperienza senza paralleli. L’incontro si è concluso con la degustazione di alcuni vini che hanno permesso al gruppo di apprezzare direttamente la qualità dei vini valtellinesi, trovando perfetta corrispondenza tra la bellezza del territorio e il prodotto finale. . |
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“AGRINET UMBRIA”, IL SERVIZIO PER LA RINTRACCIABILITA’ E TRACCIABILITA’ DELLE PRODUZIONI ZOOTECNICHE |
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Perugia – Permette al consumatore di verificare la provenienza e la qualità delle produzioni agroalimentari umbre: è il servizio interattivo, contenuto nel circuito telematico “Agri. Net Umbria”, attivato dalla sezione per la qualificazione delle produzioni animali della Regione Umbria. Sulla pagina web attualmente è possibile verificare la tracciabilità e rintracciabilità del latte fresco prodotto dalla “Grifo Latte” ma, al più presto, saranno inseriti tutti i prodotti derivati dal latte, la filiera suinicola e del miele. “Per rintracciabilità – hanno spiegato i tecnici del servizio per la qualificazione delle produzioni animali della Regione - s’intende il processo che permette di ricostruire la storia del prodotto dalla tavola al campo, mentre quello della tracciabilità è il processo inverso, ovvero permette di identificare il prodotto dal campo alla tavola, registrando le informazioni lungo tutti i passaggi. Si tratta di due processi fondamentali per offrire al consumatore garanzie sugli alimenti che, spesso, prima di arrivare sulle nostre tavole, passano attraverso una lunga catena di organizzazioni di soggetti diversi”. Il portale telematico ‘Agri. Net’ permette di verificare in tempo reale la provenienza del prodotto e, nello stesso tempo, acquisire informazioni sull’azienda che lo ha trasformato e sul tipo di alimentazione degli animali. “Agri. Net Umbria” rientra in un progetto avviato nel 1999 nell’ambito del Piano regionale di assistenza tecnica denominato “Atz”, come strumento di supporto tecnico-operativo per le diverse esigenze, e si sta trasformando in un’importante realtà territoriale sul fronte dei servizi telematici in agricoltura. All’interno delle pagine web sono inserite aree libere e sezioni riservate con informazioni utili e dettagliate sulle produzioni regionali. . |
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"SPESA FACILE" CON ARSIAL PER LE SCUOLE DEL LAZIO |
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Al via ´Spesa Facile´, il progetto voluto dall´assessorato all´Agricoltura della Regione Lazio e da Arsial, in collaborazione con la Provincia di Roma e co-finanziato dalla Commissione Europea, nell´ambito delle azioni di informazione sulla Pac (Politica agricola comunitaria), che coinvolge gli alunni delle scuole elementari e medie della regione Lazio. L´obiettivo è rendere le generazioni più giovani partecipi dello stretto legame tra agricoltura e alimentazione, anche con la divulgazione di informazioni per una spesa più consapevole e rispettosa dei tempi stagionali dei prodotti delle regioni rurali dell´Europa e del Lazio. Un´iniziativa che intende far leva sull´idea di un mercato che ha come vero protagonista il rapporto diretto tra chi produce e chi consuma. Al progetto è legato un concorso a premi che consentirà a 12 classi di partecipare a visite didattiche presso altrettante aziende agricole del Lazio. È, infine, prevista la pubblicazione di un calendario della stagionalità dei prodotti agro alimentari sulla base di un elaborato delle scuole, realizzato in materiale resistente e in formato maneggevole, che potrà fungere da guida per una spesa più sana e rispettosa dei tempi naturali della produzione agricola. . |
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CENTRALE DEL LATTE DI TRENTO, INCONTRO CON L’ASSESSORE TIZIANO MELLARINI “POLO BIANCO”, VERTICE AGGIORNATO AL 12 FEBBRAIO GARANZIE PER L’OCCUPAZIONE E I CONTRATTI ATTUALI |
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La vicenda della Centrale del latte di Trento ha vissuto il 16 gennaio un’altra tappa, con un incontro tra le organizzazioni sindacali, i vertici del Caseificio Pinzolo Fiavè Rovereto, la presidenza della Federazione trentina delle Cooperative rappresentata da Diego Schelfi. Era presente Tiziano Mellarini, assessore all’agricoltura, commercio e turismo della Provincia autonoma di Trento: dalla sua mediazione è scaturita la proposta di un nuovo incontro, in calendario il prossimo 12 febbraio. Incontro nel quale verrà definita la nuova proposta aziendale. Ricordiamo che il Caseificio Pinzolo Fiavè Rovereto (oggi rappresentato dal direttore e dal presidente, Giorgio Gosetti e Carmelo Zambotti) ha acquisito dal Concast il pacchetto di controllo della Centrale del latte di Trento. Nell’incontro le organizzazioni sindacali (Franco Zancanella, Cisl; Tiziano Faes, Cisl e Giovanni Galluccio, Uil) e la rappresentanza sindacale dei lavoratori della Centrale del latte hanno chiesto garanzie riguardo all’accordo sottoscritto prima della delibera che ha portato alla nuova definizione del cosiddetto “polo bianco” in Trentino. In particolare si è chiesto di poter conoscere nei dettagli il progetto industriale che porterà alla dismissione della Centrale del latte di via Maccani, a Trento, con il conseguente trasferimento della produzione in parte a Rovereto (yogurt) e in parte nella struttura logistica del Concast di Spini di Gardolo (per commercializzazione) e con la produzione del latte presso lo stabilimento Spini della Latte Trento Sca. L’assessore Mellarini – che era affiancato da Mauro Fezzi, dirigente del Dipartimento agricoltura e alimentazione -, nel ribadire la bontà e la necessità di questo passaggio, ha chiesto ed ottenuto di aggiornare al 12 febbraio l’incontro. In quella data i nuovi vertici aziendali consegneranno il piano industriale. Peraltro oggi è stato ribadito – da parte dei vertici del Caseificio Pinzolo Fiavè Rovereto – che i livelli occupazionali saranno mantenuti, così come i contenuti dei contratti attuali. Non solo: la Provincia chiederà ai soggetti interessati – Latte Trento, Fiavè, Cooperazione - di costituire la commissione “super partes” prevista dall’accordo e chiamata a definire gli ambiti di competenza, anche in vista dei finanziamenti concessi. . |
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AGRICOLTURA - SI PROSPETTA UNA CRISI IDRICA DA EMERGENZA. LE PRIME INIZIATIVE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA |
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Un coordinamento regionale, già dal prossimo venerdì, per valutare necessità, priorità e prelievi idrici destinati all´irrigazione; una richiesta al ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, affinchè solleciti una riunione per l´immediata disciplina di emergenza dell´acqua, con un riconoscimento dei fabbisogni agricoli minimi nella gestione delle risorse. Sono le due prime, immediate iniziative varate dall´assessorato all´Agricoltura della Regione Emilia-romagna, a seguito di una condizione meteorologica che fa prevedere per i prossimi mesi un´inevitabile emergenza, con danni alle principali produzioni agricole regionali. "La situazione meteorologica delle ultime settimane - dice l´assessore all´Agricoltura, Tiberio Rabboni -, ipoteca seriamente la prosecuzione della nuova annata agraria: da un lato, le colture in atto presentano rilevanti anticipi del ciclo vegetativo e, di conseguenza, risultano particolarmente esposte agli effetti dannosi di probabili gelate. Dall´altro lato, le già scarse riserve idriche del terreno, specie in alcune zone della Regione, e le altrettanto scarse portate dei fiumi regionali Po compreso, prospettano per i prossimi mesi un divario senza precedenti tra disponibilità e fabbisogno idrico". "Bisogna dunque agire tempestivamente per minimizzare un danno che in ogni caso ci sarà e colpirà le nostre principali produzioni agricole - continua l´assessore -. Innanzitutto bisogna fare ora ciò che negli ultimi anni si è fatto nei mesi di giugno e luglio, a siccità conclamata. E´ urgente decidere ora le priorità di accesso all´acqua disponibile nei grandi bacini idrografici per evitare gli accaparramenti, gli squilibri e le contrapposizioni delle scorse estati. Giovedì prossimo, in occasione di un incontro al Ministero già programmato, chiederò al ministro De Castro di sollecitare la riunione delle principali Autorità di bacino nazionali con la partecipazione delle Regioni, dei Ministeri e dei gestori dei grandi invasi idroelettrici, per una immediata disciplina d´emergenza dell´acqua che riconosca i fabbisogni agricoli minimi. Inoltre, anche a livello regionale, è indispensabile coordinare le attività di tutti i centri decisionali in materia di approvvigionamento e distribuzione irrigua per evitare squilibri ed autoreferenzialità". "Per questo motivo - conclude l´assessore - venerdi prossimo costituiremo un coordinamento tecnico regionale con tutti gli organismi di settore (unione bonifiche, arpa, canale emiliano romagnolo, etc. ) per il monitoraggio del fabbisogno irriguo regionale, e per valutare periodicamente gli usi prioritari, le disponibilità e tutte le iniziative necessarie per coordinare, a livello dell´intero bacino del Po, i prelievi idrici irrigui evitando ogni possibile spreco". . |
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MUCCHE “A TERRA”, VIDEO-DENUNCIA DELLA LAV: GRAVI ILLEGALITA´ NEGLI ALLEVAMENTI E NEI MACELLI DI LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA E PIEMONTE. ANIMALI TRASCINATI CON CATENE O CARICATI A FORZA SUI CAMION: VIOLATE LE NORME SUL TRASPORTO. |
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Con un inedito video-denuncia (16 minuti) la Lav documenta le gravi illegalità compiute ai danni di mucche da latte cosiddette "da riforma", cioè giunte alla fine di un intensivo ciclo di produzione e sfruttamento, nel Mercato Ingrosso Alimentare (M. I. A. C. ) di Fraz. Ronchi a Cuneo, e nei macelli Calzi a Bertonico (Lodi), Melca a Ponticelli Pavese (Pavia), Unipeg a Pegognaga (Mantova), Caretto Attilio a Sartena (Torino) e Old Bear di Fraz. Ronchi (Cuneo). Il filmato mostra animali non più in grado di camminare, in condizioni di salute così gravi da non essere più in grado di alzarsi e di spostarsi autonomamente, caricati a forza sui camion con la pala di un trattore, alzati con un verricello, trascinati con catene e corde, maltrattati con pungoli elettrici per farli alzare, picchiati. Tali illegalità sono state formalmente denunciate e la Lav si costituirà parte civile. Il filmato è stato realizzato nel corso di una lunga investigazione, conclusa nel giugno 2006, e condotta in allevamenti di mucche da latte e macelli, la maggior parte dei quali situati in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Tutti gli animali sono stati trasportati in violazione dell´art. 12 del Decreto Legislativo 333/98, relativo alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento, secondo cui “gli animali feriti o malati devono essere abbattuti sul posto”, e in violazione del decreto legislativo 532/92 (modificato dal D. Lgs. 388/98), relativo alla protezione degli animali durante il trasporto, secondo cui devono essere "trasportati soltanto animali idonei a sopportare il viaggio previsto" e gli animali gravemente malati o feriti non sono considerati idonei al trasporto. Il nuovo Regolamento (Ce) n. 1/2005 che dal 5 gennaio 2007 ha sostituito il decreto legislativo 532/92 (modificato dal D. Lgs. 388/98) ha rafforzato e specificato il divieto di trasportare animali non idonei (non in grado di spostarsi autonomamente senza sofferenza o senza aiuto; in presenza di ferite o prolasso), proibendo il ricorso a metodi coercitivi (calci, sollevare animali per coda, orecchie, ecc. ) e di arrecare lesioni o sofferenze inutili durante il trasporto di animali idonei. La pratica di trasportare le “mucche a terra” (sono definiti così gli animali da latte a fine carriera che non riescono più a sostenersi per le fatiche e lo sfruttamento sopportato, il peso e/o l´età) ancorché vietata, è molto frequente. Questo perché il trasporto dell’animale già morto ne ridurrebbe notevolmente il prezzo. Negli allevamenti visitati sono state raccolte testimonianze per cui le “mucche a terra” non vengono macellate o sottoposte a eutanasia in azienda, bensì caricate su un camion e trasportate al macello, descrivendo i metodi per caricarle sui camion come segue: con l’ausilio della pala di un trattore o di un elevatore a forca; facendole rotolare su una piattaforma, che viene poi portata con un elevatore a forca dentro il camion, lasciando poi rotolare giù dalla piattaforma la mucca; sollevandole con due cinture fatte passare sotto l’animale, per spostarlo poi all’interno del camion. Tutte pratiche fuorilegge. “La Lav chiede al Ministero della Salute di disporre un´indagine nazionale dei Carabinieri del Nas per accertare tutte le violazioni e le responsabilità negli allevamenti e nei macelli – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente Lav – Ci auguriamo inoltre che per porre fine a questo vergognoso e ingiustificato commercio di animali, che certamente solleverà nei consumatori ulteriori certezze sulle sofferenze di cui sono vittime gli animali d´allevamento, il Ministero della Salute attivi le Regioni e i Servizi veterinari a effettuare maggiori controlli in modo da scoraggiare e perseguire gli operatori che violano le norme. Ci domandiamo come sia possibile che centinaia di mucche dopo una vita di particolare sfruttamento per la produzione di latte, vengano sottoposte a violenze e maltrattamenti per farle salire su un camion e come questo debba essere considerato allevare bene gli animali”. Il Ministero della Salute, con una Nota del Direttore del Dipartimento della Sanità pubblica veterinaria dott. Romano Marabelli, ha invitato, su sollecitazione della Lav, gli Assessorati alla Sanità di Regioni e Province autonome, veterinari, allevatori, trasportatori e operatori di macelli e mercati, alla corretta applicazione delle norme, ravvisando come tali comportamenti assumano anche carattere di crudeltà verso l´animale ai sensi dell´articolo 544 ter del Codice penale, che prevede la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3. 000 a 15. 000 euro. Una successiva Nota Ministeriale, invece, ha incredibilmente sollevato il dubbio che tali pratiche non siano espressamente vietate dalla legge. Le tre regioni sopra citate guidano il mercato l’allevamento e delle macellazioni di bovini e delle mucche da latte: nel 2005, rispetto alle macellazioni totali di bovini in Italia, il 21. 2% sono avvenute in Lombardia; 17. 6% in Emilia Romagna; 13. 8% in Piemonte (Fonte: elaborazione Ismea su dati Istat – Rapporto annuale Ismea 2006). Nel 2004 erano presenti sul territorio italiano 52. 674 allevamenti di vacche da latte, per un totale di 1. 838. 313 vacche, di cui: 574. 937 in Lombardia; 277. 128 in Emilia Romagna; 178. 410 in Piemonte, solo per citare i dettagli in riferimento alle regioni in cui è stata effettuata l’investigazione denunciata nel video Lav (fonte: elaborazione Ismea su dati Istat – Rapporto annuale Ismea 2006). Nel 2005 sono state macellate 541. 244 vacche in Italia, e 163. 727 solo nei primi mesi del 2006 (gennaio-aprile), (fonte: elaborazione su dati Istat – Il mercato della carne bovina, Rapporto 2006 Ismea/osservatorio latte). Infine, nel ricordare che dal 5 gennaio 2007 è in vigore in tutti i Paesi Ue il nuovo Regolamento (Ce) n. 1/2005 sulla protezione degli animali, destinati alla macellazione o all’ingrasso, durante il trasporto, la Lav sollecita una rapida approvazione del Decreto Legislativo relativo alla definizione delle sanzioni alle violazioni delle norme del Regolamento, in assenza del quale le violazioni non sono sanzionabili amministrativamente. . |
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BERGAMO: ORTOFRUTTA: LINEE GUIDA PER LA RINTRACCIABILITÀ DEL SETTORE |
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La Camera di Commercio di Bergamo comunica che giovedì 18 gennaio dalle ore 14,30 presso il Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni (via Petrarca, 10 , Bergamo) si terrà l’incontro di presentazione delle “Linee-guida per la rintracciabilità del settore ortofrutta”. Le Linee guida rappresentano uno strumento per supportare gli operatori nell’adempimento dei nuovi requisiti comunitari e dei principi delle norme volontarie emanate da Uni, fornendo indicazioni utili per lo sviluppo di sistemi di rintracciabilità in ambito cogente e volontario. Nel corso dell’incontro saranno presentate le Linee guida, promosse da Unioncamere Lombardia, per lo sviluppo di sistemi di rintracciabilità in ambito cogente e volontario nel settore ortofrutticolo. Saranno anche presentati i risultati dell’indagine territoriale condotta su un gruppo di aziende ortofrutticole lombarde, con il fine di definire modalità comuni e un livello di gestione della rintracciabilità da applicare al contesto territoriale regionale. I lavori saranno aperti da Francesco Mapelli, membro della giunta camerale. Interverranno all’incontro Maria Pia Marini, Unioncamere Lombardia, Alessandro Merlo, Agreteam, Diego Mennuni, 2M, Paola Di Lario, Aop Uno-lombardia, Enrico De Micheli, Agroqualità e Francesca Rossi, Consulente Coldiretti. Per informazioni e/o iscrizioni rivolgersi a Ufficio Agevolazioni Economiche, tel. 035 4225223 - email . |
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NUOVO VERTICE DEL GRUPPO EPTA |
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Milano - Il Consiglio di Amministrazione di Epta S. P. A. Si è riunito il 15 gennaio 2007 per deliberare l´elezione del nuovo Presidente, il prof. Guido Corbetta. Guido Corbetta, già da molti anni presente in Consigli di Amministrazione del gruppo Nocivelli, subentra a Luigi Nocivelli scomparso il 19 dicembre 2006. Il Consiglio ha altresì nominato come Vice Presidente il dott. Enrico Nocivelli, figlio del sig. Luigi Nocivelli, ed ha confermato i poteri dell´attuale Amministratore Delegato dott. Sergio Chiostri. Guido Corbetta è professore ordinario di Strategia e politica aziendale e titolare della cattedra Aidaf-alberto Falck di Strategia delle aziende familiari presso l´Università Bocconi. Presso la stessa Università è altresì Prorettore dell´Area Graduate. «Il sig. Luigi Nocivelli è stato uno degli imprenditori, sia detto senza retorica, che ha fatto la storia del nostro Paese» commenta il prof. Corbetta; «Sono lieto di succedere nel suo ruolo in Epta e ringrazio la famiglia Nocivelli per la fiducia dimostrata. Credo che l´esperienza di questa azienda possa essere d´esempio anche ad altre imprese a controllo familiare». . |
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PRESENTATO UN PROGETTO PER LA TRACCIABILITA’ DELLA CARNE |
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“Leggi l’etichetta per conoscere ed informarti su chi garantisce la carne che mangi” è il titolo di un progetto promosso da Unicarve, l’Associazione Produttori Carni Bovine del Triveneto e da Adiconsum, l’Associazione Difesa Consumatori ed Ambiente e finanziato dalla Regione del Veneto con 120 mila euro. L’iniziativa è stata presentata il 12 gennaio a Lonigo presso l’Azienda Agricola Vanzan Luigi Silvano, dall’Assessore regionale alla Sicurezza Alimentare, Tutela del Consumatore e Veterinaria Elena Donazzan, e dai presidenti di Unicarve Fabiano Barbisan, di Adiconsum Valter Rigobon, e dal responsabile della Sezione Zootecnica di Confagricoltura Luigi Andretta. Il progetto si articola in una serie di attività, la prima delle quali prevede l’assistenza tecnica per il controllo degli allevamenti al fine di garantire la qualità e salubrità della carne, partendo dalle materie prime acquistate o prodotte in azienda e necessarie all’alimentazione dei bovini. Previsti poi l’organizzazione e il controllo di tutte le fasi successive all’allevamento (trasporto del bovino, macellazione, sezionamento, confezionamento) per garantire la tracciabilità del prodotto e le conseguenti informazioni al consumatore. Prevista infine un’attività di informazione ed educazione alimentari rivolta in generale al consumatore, coinvolgendolo direttamente attraverso i Gruppi di Acquisto Solidali e in particolare al mondo della scuola con azioni mirate. Si tratta, è stato precisato, del primo progetto in Italia finalizzato a coniugare le esigenze dei produttori con quelle dei consumatori, che si attua appunto con la stretta collaborazione di Unicarve e Adiconsum al fine di dare la più ampia trasparenza possibile alla tracciabilità del prodotto. E proprio questa collaborazione, ha sottolineato l’assessore Donazzan nel suo intervento, è una delle caratteristiche che ha portato la Regione a credere in questo progetto. Il Veneto – ha ricordato – è l’unica Regione in Italia ad avere concentrato in un assessorato le deleghe della tutela del consumatore e della sicurezza alimentare, a dimostrazione dell’attenzione che la giunta ha da subito riservato a questi temi. In Veneto – ha poi aggiunto la Donazzan – la produzione di carne, con il suo 50 per cento di quella nazionale, rappresenta un settore leader, che ha saputo rinnovarsi superando momenti difficili, creando proprio un nuovo rapporto con i consumatori. Un settore che la Regione intende in tutti i modi sostenere, promuovendo anche per la carne veneta un marchio doc. In questo progetto – ha concluso l’assessore Donazzan – la Regione ha voluto esserci, non solo per la credibilità delle associazioni che l’hanno proposto, ma perché ritiene che il suo ruolo debba anche essere quello di garante istituzionale delle produzioni che intende sostenere. . |
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TRENTO, LA PROCESSIONARIA DEL PINO: NELLE PROSSIME SETTIMANE AL VIA LE ATTIVITÀ DI CONTENIMENTO |
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Sono in molti ormai ad aver notato la presenza dei nidi di processionaria sui pini, in particolare nelle aree di fondovalle maggiormente esposte al sole. Secondo il Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento questo fenomeno è solo in parte legato all’anomalo andamento climatico dell’inverno e si deve piuttosto a naturali flussi delle dinamiche riproduttive delle popolazioni. Gli esperti annunciano che nelle prossime settimane saranno avviate le attività per controllare il fenomeno, almeno nelle zone abitate e lungo la viabilità principale. “La Thaumetopoea pityocampa più comunemente conosciuta come “processionaria del pino” – spiegano al Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento - è uno dei più importanti insetti fitofagi (che si alimentano di parti vegetali) diffusi nelle pinete italiane. Si tratta di una farfalla termofila, con una distribuzione spaziale discontinua e legata alle condizioni climatiche locali, in particolare ai parametri della temperatura e della radiazione solare. Le infestazioni da processionaria rappresentano, per la loro ampia diffusione, il principale problema fitosanitario anche nelle pinete trentine, nonché una fonte di possibili problemi igienico-sanitari a causa dei peli urticanti presenti sulle larve. La conoscenza della bioecologia della processionaria in Trentino è stata resa possibile grazie ad un programma di sorveglianza fitosanitaria delle foreste, applicato dal 1990 sulla base di una collaborazione tra Servizio Foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige”. I tecnici ricordano inoltre che le pullulazioni periodiche interessano in provincia mediamente circa 5000 ettari/anno di formazioni naturali o artificiali di pino. L’ultima forte infestazione, comparabile con quella attuale, risale agli anni 1992-1993; dopo tale picco si è assistito a leggere oscillazioni da un anno all’altro. E’ molto probabile che già dal prossimo anno si verifichi la riduzione naturale del livello di popolazione, anche se gli anomali andamenti meteorologici dell’ultimo periodo potrebbero avere ripercussioni sulla durata di questa proliferazione, in quanto temperature invernali più alte ne riducono la mortalità. Gli interventi di contenimento della processionaria richiederebbero, se applicati diffusamente su tutto il territorio, un oneroso impegno di risorse umane e finanziarie. Tuttavia, essendo la necessità della lotta dettata, più che dalla dannosità forestale, dai problemi igienico-sanitari causati alla popolazione, gli interventi di controllo vengono generalmente effettuati solo in ambito periurbano e lungo la viabilità principale e limitati agli anni di forte infestazione, come quello in corso. Gli interventi di contenimento che si realizzeranno anche nelle prossime settimane a cura del Servizio Foreste e Fauna nell’ambito dei territori di competenza, sono di tipo meccanico (asportazione dei nidi con cesoia o tramite sparo) e di tipo biochimico (attraverso l’utilizzo del bioinsetticida Bacillus thuringiensis). Il Servizio Foreste e Fauna precisa infine che l’insetticida utilizzato è altamente selettivo, non lascia residui e non è dunque nocivo nei confronti delle altre forme di vita. . |
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AL VIA IL PROGETTO “LIEVITA-SELEZIONE ITALICA” PER LA SELEZIONE E PRODUZIONE DI LIEVITI AUTOCTONI ITALIANI DESTINATI ALLE UVE DI QUALITA’. |
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Finanziamento Pubblico 8,4 Milioni Di Euro. Per La Prima Volta Un’azienda Italiana Produrrà Lieviti Enologici “Su Misura” Per Ogni Vino E’ in dirittura d’arrivo il progetto “Lievita - Selezione Italica” per la selezione, sperimentazione e produzione industriale di piccoli lotti di lieviti enologici autoctoni italiani destinati alla vinificazione di uve di qualità. Promosso da Oliver Ogar Italia, società veronese che opera nel settore delle biotecnologie e delle apparecchiature per il settore enologico, il progetto è stato pienamente condiviso dal Ministero dell’Università e Ricerca Miur e prevede un investimento di 8,4 milioni di Euro, in parte co-finanziato dallo stesso Miur. Il progetto è inedito ed esclusivo sia in Italia che nei mercati internazionali. Non esiste infatti nel nostro paese un impianto dedicato alla produzione di lieviti enologici e non c’è, nel mondo, una azienda di lieviti che produca ceppi selezionati in funzione del territorio e del vitigno cui sono destinati. Oliver Ogar che alla valorizzazione del Made in Italy nell’enologia dedica una parte consistente della propria attività imprenditoriale, ha sviluppato il progetto su due direttrici: da un lato la ricerca e, dall’altro, lo sviluppo e la produzione industriale. L’attività di ricerca, in collaborazione con istituzioni pubbliche quali Veneto Agricoltura, Università di Udine e Istituto Sperimentale per l’Enologia di Velletri, è finalizzata a individuare, selezionare e sperimentare ceppi di lievito tipici dei diversi territori. L’obiettivo è quello di associare alle uve caratteristiche di una specifica zona i ceppi di lievito tipici di quella medesima area, così da valorizzare l’origine e la tipicità dei vini in modo totale “Selezione Italica” sarà il marchio destinato a caratterizzare i migliori ceppi di lieviti enologici, selezionati nei territori destinati alla viticoltura nelle diverse regioni italiane. Il criterio su cui si baserà la selezione punta a ottenere lieviti enologici ecotipici che abbiano caratteristiche intrinseche di qualità dal punto di vista fermentativo e sensoriale e, soprattutto, che siano in grado di esaltare al meglio le qualità espresse dalle uve in base al territorio di appartenenza. Il progetto dell’impianto produttivo, da collocarsi presumibilmente nel Veneto, è in fase di ultimazione. Completata la fase istruttoria, ormai alle battute conclusive, si prevede che Lievita-selezione Italica possa decollare entro il primo semestre 2007. . |
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AGROSUD “FIERA DELL’AGRICOLTURA - SALONE DELL’INDUSTRIA LATTIERO CASEARIA” SI TERRÀ A NAPOLI DAL 23 AL 25 FEBBRAIO 2007 ALLA MOSTRA D’OLTREMARE. |
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Agrosud rappresenta nella loro totalità due filiere produttive complete: ortofrutta e comparto zootecnico - lattiero caseario. La kermesse espositiva presenterà ad un pubblico di agricoltori, allevatori e trasformatori le principali innovazioni tecnologiche applicabili a queste filiere e punta a diventare il principale luogo d’incontro e di riferimento per tutto il mondo agrozootecnico del Mediterraneo. Ad Agrosud hanno già aderito oltre 200 aziende di livello nazionale ed internazionale. “L’idea Agrosud, “Fiera biennale dell’Agricoltura e Salone dell’Industria Lattiero-casearia”, nasce dalla semplice constatazione che ad oggi non esiste nel Mezzogiorno d’Italia una fiera agricola che abbia spessore nazionale o internazionale – dichiara Salvatore Bonavita, presidente della Mar. Sa. , la compagine societaria organizzatrice dell’evento. Bonavita sottolinea inoltre: ”A tale evidenza si aggiungono due presupposti fondamentali: l’importanza e la rappresentatività del Mezzogiorno d’Italia e del bacino Mediterraneo nel mondo agricolo e la necessità di favorire l’innovazione ed il trasferimento tecnologico nel settore in tali aree. ” La fiera giunge in un momento particolare. Gli agricoltori impegnati nell’ortofrutta della Campania e del meridione sono sotto la spinta della grande distribuzione e della riorganizzazione del mercato. Mentre la Politica Agricola Comunitaria, con i premi disaccoppiati nel settore dei foraggi, spinge verso una forte integrazione verticale aziende agricole, zootecniche e della trasformazione del latte. Il tutto avviene in uno scenario, quello del Mezzogiorno, che è paradigmatico. Le aziende agricole sono di piccole dimensioni, ed hanno bisogno di riorganizzarsi per poter affrontare la competizione del nuovo mercato, sempre più aperto, ed avranno a disposizione tra breve i nuovi Piani di Sviluppo Rurale. I convegni - La salvaguardia del territorio agricolo e la sostenibilità economica, sociale ed ambientale delle due filiere sarà trattata in una serie di convegni istituzionali, che contribuiranno a rendere Agrosud anche un importante momento culturale e di aggiornamento tecnico-scientifico. A breve sarà reso noto un calendario degli appuntamenti I premi - Tra gli appuntamenti della fiera sono previsti due premi. Il “Premio Agrosud Zootecnia”, avrà come tema: “Progettazione di un impresa zootecnica in ambiente semiarido nel rispetto del paesaggio in ambiente mediterraneo”. Il “Premio Agrosud Ortofrutta, avrà come tem:a “Tecnologia innovative nella filiera dell’ortofrutta. ” Entrambi i premi saranno assegnati da due distinti Comitati tecnico scientifici, coordinati da docenti universitari, e con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Napoli Federico Ii. Innovazione per il Mediterraneo La kermesse espositiva – che ha come slogan “L’innovazione in agricoltura” punta a , fare di Napoli il baricentro del Mediterraneo: crocevia fondamentale tra l’Europa ed il Nord Africa. Un luogo d’incontro privilegiato tra produttori e aziende agricole, zootecniche e della trasformazione del latte. Il peso dei numeri della filiera latte - I motivi della scelta della filiera zootecnica-latte come uno dei temi dominanti dell’evento, è nei numeri. In Campania si produce un quarto del latte alimentare del Mezzogiorno (1,2 milioni di quintali – dati Istat 2005), mentre su 2,4 milioni di quintali anno di formaggi prodotti al Sud, la quota della regione è di ben 771mila quintali (32%). La Campania è la prima regione d’Italia per numero di caseifici: ben 346. Secondo l’Istat nei primi 9 mesi del 2006 la sola produzione esportata del settore lattiero caseario della Campania aveva un valore di 89,2 milioni di euro ed è cresciuta sull’analogo periodo del 2005 dell’ 5,56 %. La Campania, grazie agli allevamenti bufalini e ad un prodotto di eccellenza - quale la Mozzarella di Bufala Campana Dop - riesce a trainare l’intero settore lattiero - caseario. Nel 2005 la produzione di latte bufalino nelle sole province di Caserta, Benevento, Napoli e Salerno, interessate alla Dop, ha superato i 170 milioni di litri, per una produzione equivalente di mozzarella pari a quasi 40 milioni di chilogrammi. La filiera ortofrutticola in trasformazione, il caso della frutta fresca - Il comparto frutticolo in Campania vive una fase di trasformazione. A fronte di un raccolto di frutta fresca che nel 2005 ha superato i 7 milioni di quintali, l’Istat stima che mezzo milione di quintali di frutta siano rimasti a marcire sugli alberi. Un aspetto, questo, della crisi dei prezzi dello scorso anno. E su oltre 62mila ettari investiti a frutteto, ben il 15% risultano essere pescheti, che portano a maturazione 3milioni e 250mila quintali di frutti, il 43% dell’intera produzione di frutta fresca della Campania. Sempre secondo l’Istat, superfici investite e raccolti sono in flessione nel 2006 (dati non definitivi). Intanto, un´opportunità di rilancio dell´associazionismo è offerta dal recente riconoscimento della Igp alla Mela Annurca Campana. La Mela Annurca non sarà una produzione di nicchia, anche se la qualità è elevata. Secondo l´Istat il meleto Campania è forte di una produzione complessiva di oltre 710mila quintali. Una buona quota di questo è tutta da giocare sulla nuova Igp. . |
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CUNEO: ETICHETTATURA PER LA VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI |
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L’etichettatura dei prodotti alimentari: un obiettivo in cui l’Italia si sta distinguendo a livello europeo, spinta dall’esigenza di tutelare le proprie produzioni e di salvaguardare tipicità che non vuole veder appannate dalla mancanza di chiarezza. Il problema è stato affrontato, lunedì 15 gennaio, nel corso di un seminario, svoltosi nel salone d’onore della Camera di Commercio, per iniziativa dell’ente camerale, in collaborazione con lo Sportello Europa operante al suo interno e l’Università di Torino. Al centro dell’attenzione le direttive comunitarie e, soprattutto, il loro recepimento da parte degli Stati membri, in base a criteri che, all’atto pratico, sanciscono differenze di gestione, capaci di creare disparità e di sminuire l’omogeneità delle procedure. Di conseguenza diventa, in qualche caso, problematica la libera circolazione dei prodotti e si originano controversie, dal momento che ogni Paese tende a privilegiare le esigenze dei propri operatori industriali e commerciali, le tipicità e le abitudini alimentari locali. L’incontro non si è certo proposto di superare le divergenze, ma ha voluto fornire una panoramica della legislazione comunitaria e nazionale in materia, analizzando alcune categorie di prodotti e lasciando ampio spazio ai quesiti del pubblico. Non solo, ma nel corso dell’incontro è stata distribuita una guida sull’argomento con l’illustrazione della normativa in vigore. Il seminario ha riscontrato un notevole interesse da parte delle aziende della provincia che operano nel settore agro-alimentare. Sono state infatti oltre cinquanta le imprese che hanno aderito all’iniziativa testimoniando l’impegno degli imprenditori cuneesi nei confronti del consumatore finale dei loro prodotti. “La provincia di Cuneo – ha precisato nel suo intervento introduttivo il presidente camerale Ferruccio Dardanello – ha sempre sostenuto la necessità di una etichettatura chiara, capace di guidare il consumatore nella individuazione della storia degli alimenti e della loro composizione. Questo in nome della serietà professionale che impone un rapporto di schiettezza nei confronti del fruitore finale ed anche alla luce di un obiettivo che colloca, tra le finalità prioritarie, la salvaguardia di peculiarità merceologiche di alta gamma, tipiche della nostra produzione. La valorizzazione degli alimenti passa, infatti, anche attraverso l’etichettatura, la lotta alle imitazioni ed agli accorgimenti capaci di confondere i consumatori. Siamo al top in campo alimentare ed abbiamo l’obbligo morale di tutelarci”. Le normative in atto sono state illustrate da Franco Percivale, Erica Varese ed Alessandro Bonadonna del dipartimento di scienze merceologiche presso la facoltà di economia dell’Ateneo torinese. . |
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CONTRIBUTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI DELL’APICOLTURA |
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Aosta - L’assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali informa che sono aperti i termini per la presentazione delle domande relative alle azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, previste dal Regolamento dell’Unione europea n. 797/2004, per il periodo 2007-2008. Le domande dovranno essere presentate all’Ufficio apicoltura, in località Grande Charrière 66, a Saint-christophe, entro giovedì 15 febbraio prossimo. L’accettazione delle istanze per ogni azione ritenuta ammissibile, nel piano di miglioramento delle condizioni per la produzione e commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, per il programma 2007-2008, e il relativo importo di contributo, saranno comunicati ai beneficiari in seguito alla decisione della commissione recante l’approvazione del programma italiano. Le spese per le azioni potranno essere effettuate successivamente alla comunicazione da parte degli Uffici dell’Assessorato e dovranno essere terminate entro il 31 agosto 2008. Gli aiuti saranno erogati ai beneficiari direttamente dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) a partire dal 15 ottobre 2008. Il bando relativo alle azioni perseguibili e ai criteri di accesso ai contributi è consultabile sul sito della Regione autonoma Valle d’Aosta all’indirizzo www. Regione. Vda. It/agricoltura /apicoltura Reg. Cee 797/04. Per ulteriori informazioni contattare l’ufficio apicoltura al numero 0165-275298. . |
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IL CAVALLO, UN PATRIMONIO DA VALORIZZARE |
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Maremmano, Tolfetano, Esperia, Agricolo, Lipizzano. Sono le cinque razze di cavalli presenti nel Lazio, un patrimonio antico da valorizzare attraverso il sostegno e lo sviluppo dei tanti allevamenti e maneggi della regione e attraverso l’agricoltura, dove ancora oggi il cavallo svolge un ruolo decisivo. “Il Lazio - sottolinea l´assessore regionale all´Agricoltura Daniela Valentini - ´vanta la piu´ antica tradizione ippica in Italia´´. Anche il turismo rurale ha un ruolo fondamentale nell’incremento delle razze equine: gli agriturismi, le attività promosse nelle Riserve naturali, nei parchi e nelle altre aree protette (escursioni, trekking guidati) e le feste popolari. Oggi nel Lazio si trovano ben 1. 486 cavalli tolfetani (tra stalloni, fattrici e puledri), 1. 142 maremmani, oltre 1. 300 cavalli agricoli (la provincia di Rieti è la più importante in Italia per l´allevamento di questo tipo di cavallo) oltre a un numero meno consistente di pony di Esperia (presenti nelle province di Frosinone e Latina) e Lipizzani (allevati e tutelati nell´Istituto Sperimentale di Zootecnia di Monterotondo Romano). . |
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ERCOLE OLIVARIO 2007 – AVVIATE LE PROCEDURE DELLA SELEZIONE REGIONALE DEGLI OLI EXTRAVERGINI DI OLIVA PER LA PARTECIPAZIONE AL PREMIO NAZIONALE |
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Unioncamere Toscana, in collaborazione con le Camere di Commercio della regione, organizza la selezione degli oli extravergini di oliva di elevata qualità per la partecipazione alla Xv edizione del Concorso Ercole Olivario in programma a Spoleto dal 20 al 24 marzo prossimo. Il concorso, finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze olearie italiane, è riservato all´olio extravergine d´oliva di qualità ottenuto da olive prodotte nelle zone con riconoscimento a denominazione di origine ( Dop e Igp ) o dai diversi ambiti territoriali ed è aperto a varie tipologie di produttori e soggetti diversi. L´organizzazione della selezione prevede l´invio delle domande di partecipazione alla Camera di Commercio competente per territorio entro il 31 gennaio 2007, il prelievo dei campioni da parte della stessa Camera, una preselezione degli oli ad opera della commissione panel-test operante presso la Camera o nell´ambito della provincia, e una selezione finale effettuata da una commissione costituita a livello regionale presso il Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze da capi panel e tecnici assaggiatori iscritti nella sezione regionale dell´Elenco nazionale. I campioni selezionati saranno inviati a Spoleto in un numero massimo di 6 in rappresentanza della Toscana. I soggetti ammessi al concorso, le condizioni e le modalità di partecipazione sono quelli risultanti dal Regolamento e dalla modulistica che possono essere scaricati dal sito www. Ercoleolivario. Org ovvero richiesti alla locale Camera di Commercio, ad Unioncamere Toscana o al Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze. . |
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VINITALY 2007, UN NUOVO PADIGLIONE PER UN ALTRO RECORD DI ESPOSITORI DALLA MANIFESTAZIONE SEGNALI POSITIVI PER IL SETTORE ENOLOGICO LA 41^ EDIZIONE IN PROGRAMMA DAL 29 MARZO AL 2 APRILE |
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Da Vinitaly notizie positive per il settore enologico nel 2007: la 41^ edizione della Rassegna, in programma dal 29 marzo al 2 aprile 2007 (www. Vinitaly. Com), registra infatti già oggi il tutto esaurito per quanto riguarda gli spazi espositivi. Anche il nuovo padiglione di 12 mila metri quadrati, il 7B, che si aggiunge a tempo di record ai Padiglioni 10 e 11, inaugurati in occasione dell’ultima edizione, risulta completo e se da un lato ha soddisfatto numerose richieste, dall’altro non ha evitato un’ulteriore lista d’attesa. «Sono state riconfermate tutte le presenze dello scorso anno e registriamo contemporaneamente un aumento delle nuove richieste di partecipazione – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. In crescita anche gli espositori stranieri, dai francesi promossi da Sopexa e agli spagnoli con l’Icex, con le rinnovate partecipazioni istituzionali dall’Ungheria e dalla California, oltre a produttori provenienti da Argentina, Cile e per la prima volta dall’India». «Già da ora, quindi, - afferma Mantovani -, è possibile dire che il record di 4. 200 espositori della 40^ edizione è stato superato». Ed è proprio la massiccia e sempre crescente richiesta di partecipazione che consolida il ruolo centrale nel panorama enologico mondiale del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati di Verona. Merito degli sforzi fatti negli anni per dare agli operatori (produttori, buyer, retailer, ristoratori) di tutto il mondo una manifestazione in grado innovarsi e rispondere alle loro necessità in continua evoluzione. Molte le novità anche quest’anno in un fitto calendario di incontri per buyer, aziende e appassionati. Con Taste Italy viene proposto un progetto pilota, in uno spazio di 500 metri quadrati con l’assistenza di sommelier professionisti, che rappresenta un nuovo modo di organizzare eventi fieristici ed è rivolto ad operatori professionali selezionati che possono entrare in contatto con vini italiani rappresentativi per notorietà di marca e rapporto qualità prezzo selezionati da ristoratori, enotecari,operatori del cash and carry, ovvero da professionisti sensibili alle esigenze del mercato. Mentre il Concorso Enologico Internazionale, giunto alla sua 15^ edizione (Veronafiere, 21/25 marzo 2007). La competizione, conosciuta come la più partecipata e selettiva al mondo, ha visto nel 2006 la partecipazione 3. 482 vini di 30 Paesi. Per aumentare la visibilità commerciale dei vini e delle aziende vincitrici, il Concorso è sempre più orientato alla promozione e commercializzazione, diventando un vero e proprio marchio di qualità. In particolare, l’azienda vincitrice della sezione Italia avrà 15 giorni a di promozione gratuita all’interno di Spazio Italia, l’area gestita da Air Dolomiti / Lufthansa all’aeroporto internazionale di Monaco; mentre, grazie a Vinitaly Tour (che ogni anno fa tappa in Cina, India, Giappone, Russia e Stati Uniti d’America), la catena distributiva Isetan allestirà nei suoi punti vendita in Giappone un corner di vini vincitori del Concorso Enologico. Anche il Concorso Internazionale di Packaging (Veronafiere, 12 marzo 2007) si orienta sempre di più a divenire strumento di promozione e commercializzazione e, oltre al vino e alle confezioni dei distillati ottenuti da prodotti vitivinicoli, dal 2007 apre anche ai liquori. Importanti novità anche per Sol, il Salone Internazionale dell’Olio di Oliva Extravergine di Qualità. La rassegna, dopo aver raggiunto lo scopo di far conoscere il prodotto ai consumatori, a partire dal 2007 prende con decisione la strada del business per incontrare le specifiche richieste delle aziende. La concomitanza con Vinitaly garantisce a Sol un target assolutamente professionale ed internazionale: da un’indagine condotta sui visitatori italiani ed esteri al termine della scorsa edizione (144. 039 da 101 Paesi) è emerso un dato molto significativo: più del 50% ha visitato il Salone e ha dichiarato interesse per il prodotto olio d’ oliva di qualità. La prima novità assoluta, probabilmente la più attesa e la più gradita per le aziende, è una nuova posizione all’ interno del quartiere. Sarà la centralissima Tenso C (dove è presenta anche l’area S. Pellegrino), posta di fronte all’ ingresso San Zeno, ad ospitare la manifestazione: un padiglione dedicato, riconoscibile ed immediatamente identificabile. «Estenderemo alle aziende di Sol tutte le possibilità di matching business to business via web con gli operatori preregistrati per preparare le agende degli appuntamenti prima della manifestazione, possibilità già sperimentate con successo per Vinitaly – evidenzia Flavio Piva, condirettore generale e direttore mercato di Veronafiere -. Affronteremo in chiave B2b tutti i principali temi di interesse del settore, per farli poi diventare patrimonio di conoscenza di tutti, fino al consumatore finale,che deve essere sempre più informato,consapevole ed attento. Infine metteremo dentro Sol l’area incontro ed eventi dedicata all’ Haute Cuisine, proprio perché sarà la ristorazione a fungere da cerniera tra il mondo del vino e quello dell’ olio». A completare l’offerta per le filiere del vino e dell’olio, in concomitanza con Vinitaly e Sol è in programma come tradizione Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie, giunto con successo ormai alla sua 10^ edizione. Tecnologia innovativa per produrre e commercializzare, arte e design per la cantina e il frantoio, accessori ergonomici e di ultima generazione, trovano nell’ambito della rassegna il loro luogo d’incontro, per dare vita a una mostra che raccoglie le più importanti e innovative aziende produttrici. Aspettando marzo, però, Vinitaly non rimane fermo. Dopo il successo riscosso in ogni Paese visitato nel corso del 2006, sono state riconfermate tutte le tappe del Vinitaly Tour. Si parte a gennaio per l’India, Paese dalle grandi potenzialità sia in termini di consumi che di produzione. Seguiranno Russia (maggio), Usa (ottobre), Giappone e Cina (novembre), per proseguire nell’attività di Vinitaly quale sistema integrato per promuovere il vino nel mondo e sostenere l’internazionalizzazione delle piccole-medie aziende italiane 365 giorni l’anno. . |
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BISOGNA INSISTERE SUL NOME TOCAI |
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I consiglieri regionali dei Cittadini per il Presidente Bruno Malattia, Maurizio Paselli e Carlo Monai rilanciano il nome Tocai alla luce della motivazione con la quale il Tar del Lazio contesta l´Unione europea sul caso del vino regionale ponendo fortissimi dubbi sulla validità dell´accordo Ungheria-ue del 1993 e riaccendendo le speranze dei produttori della nostra regione. Maurizio Paselli, firmatario di un´interrogazione nella quale chiedeva alla Giunta regionale di impegnarsi per sostenere le ragioni dei produttori friulani aderenti alla Fedagri, è particolarmente soddisfatto. "Il fatto che il Tar del Lazio si sia espresso in questo senso dimostra che il nostro gruppo aveva ragione a insistere sul nome Tocai e a non considerare chiusa la partita. Un risultato a cui eravamo giunti dopo il convegno che il gruppo consiliare aveva organizzato la scorsa estate a Cormòns. La motivazione del Tar apre nuovi spazi per il mantenimento della denominazione Tocai, negando che abbia ancora validità l´accordo a suo tempo siglato per l´adesione dell´Ungheria alla Ue". Sull´argomento è intervenuto anche il capogruppo Bruno Malattia, che ha evidenziato come "siano state più coraggiose e lungimiranti le strutture cooperative (e non la Regione), nel difendere uno degli elementi storici che da sempre contribuiscono all´unità del Friuli". I consiglieri dei Cittadini ritengono "che è più che mai necessario sfruttare l´opportunità e gli argomenti offerti dall´ordinanza del Tar" e hanno preannunciato che "per approfondire la questione anche sotto l´aspetto giuridico", organizzeranno sul tema un convegno "di concerto con quei friulani che difendono la loro storia e non i possibili contributi legati alla promozione di una nuova denominazione". . |
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PARTE A FEBBRAIO UN CORSO PER ASSAGGIATORI DI VINO ONAV |
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Oristano –Un corso per assaggiatori di vino è stato promosso dalla Sezione provinciale di Oristano dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, col patrocinio della Camera di Commercio e dell’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Oristano. Il corso sarà articolato in 18 lezioni teorico-pratiche e prevede un esame finale che consentirà di ricevere il diploma di Assaggiatore di vino e l’iscrizione all’Albo Nazionale Onav. Le lezioni si svolgeranno nei locali dell’Istituto Agrario-alberghiero di Nuraxinieddu, il martedì e il giovedì dalle 19 alle 21. I docenti saranno qualificati esperti con esperienza pluriennale nel settore, autorizzati e accreditati dall’Onav. L’inizio del corso è stato fissato a febbraio 2007. Il corso è a pagamento ed è rivolto ai gestori e agli operatori di bar, ristoranti ed alberghi, ai giovani che intendono operare in queste attività, ma anche a quanti vogliono approfondire la conoscenza del vino per poterlo meglio apprezzare. Per le iscrizioni al corso per assaggiatori di vino ci si può rivolgere al Vice Delegato della Sezione provinciale Onav di Oristano, Salvatore Garau, tel. 328 0195105, via della Libertà 23. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Servizio Promozione della Cdc di Oristano, tel. 0783 2143223, fax 0783 71978 ed email laura. Murru@or. Camcom. It Tra i principali scopi dell’Onav vi è proprio la promozione di iniziative volte a fare conoscere l’importanza e il piacere dell’arte dell’ assaggio. In questo modo si rende più attento il produttore e più consapevole il consumatore, e si favorisce inoltre l’approccio corretto col prodotto. . |
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