Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


GIOVEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 MODA E TENDENZE ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Giovedì 18 Gennaio 2007
INAUGURATA A TIONE L’ASSISTENZA DOMICILIARE PER I MALATI TERMINALI: ENTRO IL 2007 SARÀ ESTESA A TUTTO IL TRENTINO  
 
Trento, 18 gennaio 2007 – L’assessore provinciale alle politiche per la salute Remo Andreolli, che per l’occasione era accompagnato da Carlo Favaretti, direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha stamani inaugurato, presso l’ospedale di Tione, il servizio di Assistenza domiciliare integrata “Cure palliative”, che opera a livello sperimentale già da un anno, ma che ora si consolida e viene ufficializzato. “Un servizio, questo – ha ricordato l’assessore nel suo indirizzo di saluto, – la cui attuazione rientra tra gli obiettivi che la giunta provinciale ha affidato all’Azienda sanitaria nel 2005 e che, dopo un periodo di sperimentazione, oggi finalmente diventa operativo e definitivo. Dopo le esperienze vissute positivamente a Trento e a Rovereto, con il distretto delle Giudicarie e della Rendena entriamo nella fase di estensione del servizio di cure ai malati terminali, che entro la fine del 2007 dovrà coprire l’intero territorio provinciale. Con questo noi vogliamo testimoniare concretamente che, per quel che riguarda i servizi prestati ai pazienti, non esistono differenze in termini di qualità, di efficacia e di efficienza, fra il cosiddetto centro e la cosiddetta periferia. Vogliamo invece dimostrare, e per questo ringrazio tutti coloro che a diverso titolo hanno lavorato e lavorano nell’assistenza domiciliare “cure palliative, che è possibile adattare e riformulare di volta in volta le esperienze fatte altrove alle esigenze specifiche e peculiari delle diverse aree geografiche del Trentino”. L’assistenza ai malati terminali, infatti, che pure non scomoda i grandi numeri (da fine 2005 a oggi, nel distretto delle Giudicarie e della Rendena, sono stati 44 i pazienti seguiti dall’unità territoriale composta da infermieri, medici generici e specialisti) e attualmente sono meno di dieci i malati terminali che vengono assistiti dall’equipe guidata dalla dottoressa Mariangela Togni), ha come obiettivo quello di lenire per quanto possibile i dolori fisici e i disagi psichici dei pazienti malati gravemente, ma anche supportare le famiglie nell’opera di assistenza domiciliare. “Oggi assistiamo a fenomeni sempre più evidenti di trasformazione sociale – ha detto ancora l’assessore Andreolli, – ed è nostro compito, nel campo sanitario, adattare costantemente i nostri servizi a questi mutamenti. L’aumento del numero di anziani e conseguentemente anche di coloro che, giunti al termine della loro vita, versano in condizioni ormai gravi irrecuperabili, con tutto il fardello di dolore che ciò comporta, deve stimolarci a individuare risposte nuove ai nuovi bisogni emergenti. L’assistenza domiciliare integrata ‘cure palliative è una di queste risposte, resa possibile grazie all’opera di stimolo e di indirizzo del governo provinciale e dell’assessorato alle politiche per la salute e all’azione di coordinamento dell’azienda sanitaria, ma soprattutto grazie all’impegno, alla dedizione e alla disponibilità di quanti intrecciano le rispettive competenze per fare assistenza laddove c’è necessità”. Nel corso della presentazione a Tione sono intervenuti il dottor Franco Fiorentini, direttore del distretto sanitario Giudicarie e Rendena, la dottoressa Mariangela Togni e Carlo Favaretti. Nel 2005 la giunta provinciale assegnava all’Azienda sanitaria l’obiettivo di estendere l’assistenza domiciliare integrata-cure palliative al distretto Giudicarie e Rendena, dopo la sperimentazione, con équipe dedicate, dell’attività di cure palliative nei distretti di Trento-valle dei Laghi e della Vallagarina. Nel distretto delle Giudicarie e Rendena, a causa delle caratteristiche specifiche date dal territorio, dall’orografia e dalla distribuzione della popolazione, non è stato possibile far tesoro della soluzione individuata per Trento e Rovereto dell’équipe dedicata e pertanto la funzione delle cure palliative è stata affidata al Servizio cure domiciliari (Assistenza domiciliare integrata) adeguatamente potenziato e con un forte investimento formativo sul ruolo del medico di medicina generale e dell’infermiere impegnato nell’assistenza domiciliare. L’assistenza, per tutto il 2006, è stata quindi garantita alle persone con neoplasie in fase avanzata oppure affette da patologie cronico degenerative che risiedevano nel distretto: ha previsto interventi domiciliari del medico di medicina generale, dell’infermiere territoriale, dei medici specialisti ospedalieri e dei medici specialisti del Servizio delle cure palliative della Vallagarina, dell’assistente sociale e domiciliare. Obiettivo dell’assistenza è stato il controllo del dolore e degli altri sintomi (ad esempio nausea, singhiozzo ecc. ), ma anche il sostegno alla famiglia e il mantenimento del paziente a domicilio fino al punto, se richiesto dalle famiglie, del decesso. Dei 44 pazienti assistiti fino a oggi, 36 sono deceduti e, di questi, trenta sono morti in casa. È prevista la reperibilità medica e infermieristica dalle 8 alle 20, sette giorni su sette. I medici della continuità assistenziale (guardia medica) coprono la fascia oraria che va dalle 20 alle 8 del mattino, dal lunedì al venerdì, il sabato, la domenica e i festivi. L’assistenza infermieristica viene garantita sempre dallo stesso operatore, eccetto che nei fine settimana o in caso di sostituzioni. L’unità valutativa multidisciplinare (Uvm), che era già operativa nel distretto, è stata individuata come strumento centrale per la gestione e il coordinamento dell’intero progetto assistenziale “cure palliative”. A tale unità, infatti, vanno indirizzate le segnalazioni di pazienti potenzialmente inseribili nell’assistenza: queste segnalazioni vengono fatte dal medico di medicina generale, dal medico ospedaliero, dal servizio sociale, dal medico del distretto, dal paziente stesso o dai suoi familiari. In ogni caso, il responsabile clinico dell’intero processo rimane sempre il medico curante. Alla segnalazione all’Uvm segue una verifica preliminare dei bisogni reali e dell’esistenza di una rete familiare che consenta il mantenimento del paziente a domicilio. Dopo di che il servizio viene immediatamente attivato, con una durata media di assistenza per paziente di circa sessanta giorni. La sperimentazione dell’assistenza domiciliare ai malati terminali nelle Giudicarie e in Val Rendena è stata supportata da una formazione specifica grazie alla collaborazione del Servizio cure palliative della Vallagarina, che ha coinvolto tutto il personale infermieristico del servizio territoriale. Sono stati inoltre affiancati anche i medici di medicina generale, con una adeguata formazione sulle cure palliative, assicurando al contempo la collaborazione dei medici palliativisti del distretto della Vallagarina. “Tutto ciò – ha concluso l’assessore Andreolli, – perché noi siamo sempre più convinti che al centro di tutta la nostra attenzione debba esserci l’uomo con i suoi bisogni. Ed è per rispondere a questi bisogni in modo tempestivo ed efficace, che gli sforzi di tutti vanno nella direzione della multidiscplinarietà, dell’integrazione fra i diversi soggetti che operano nell’ambito della sanità, ma soprattutto nel essere sufficientemente elastici e creativi per saper adattare i metodi alle singole situazioni. Non parliamo più, allora, di centro e di periferia, come se lontano da Trento i servizi debbano per forza di cose essere minori e più rarefatti. L’esperienza di Tione, ma anche quelle della Valsugana, del Primiero e di altre realtà geografiche del Trentino stanno a indicare che dappertutto è possibile mettersi al servizio di chi ne ha bisogno con intelligenza e con passione”. .  
   
   
VISITE A CASA E REPERIBILITÀ TELEFONICA: I PEDIATRI SONO PIÙ RAGGIUNGIBILI  
 
Firenze, 18 gennaio 2007 - Dovranno essere contattabili per telefono altre due ore al giorno (nell´arco orario tra le 10 e le 19), oltre che dalle 8 alle 10 ogni mattina dal lunedi al venerdi e durante le ore di apertura dell´ambulatorio. Dovranno garantire (se riuniti in associazione) una apertura più ampia degli ambulatori (minimo 5 massimo 8 ore) e organizzarsi per assicurare tramite orari dedicati e corsie preferenziali risposte assistenziali entro le 24 ore dalla richiesta. Infine infrangere un tabù particolarmente resistente e fonte di malcontento per i genitori: assicurare con maggiore assiduità la visita a casa. Parte dal nuovo accordo firmato ieri dall´assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi e dai rappresentanti della Fimp e della Cipe, i sindacati dei pediatri, il tanto atteso "nuovo corso" per la pediatria toscana: "L´accordo - dice l´assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi - afferma il principio che la visita domiciliare è uno strumento essenziale dell´assistenza pediatrica. Dà valore alla continuità assistenziale sul territorio in ogni suo momento ed aspetto. Questo impegno fondamentale deve essere sviluppato e tradotto in pratica assicurando ai cittadini servizi sempre più completi e tempestivi. Le modalità organizzative si trovano, l´importante è che l´assistenza, domiciliare e ambulatoriale, venga garantita". L´accordo firmato con i pediatri (sono in tutto 430 e assistono 345. 000 bambini, da 0 a 14 e anche 16 anni) prevede tra l´altro la messa a regime della sperimentazione che in tante aziende ha visto la partecipazione dei pediatri di famiglia alla consulenza pediatrica festiva e prefestiva (Acap) ed è fortemente orientato alla continuità assistenziale nei giorni feriali. Nell´ambulatorio il pediatra può infatti sviluppare percorsi assistenziali mirati (ad esempio contro il fenomeno sempre più diffuso dell´obesità infantile) e utilizzare gli strumenti appropriati come gli esami strumentali ambulatoriali. Le novità sono molte e necessitano di un monitoraggio, che l´assessorato si impegna ad effettuare nel corso di un anno. Inoltre verrà effettuata presso gli utenti una indagine sul grado di soddisfazione del servizio. Vediamo in sintesi i punti dell´accordo. Contattabilità telefonica. I pediatri di famiglia che lavorano singolarmente e non sono riuniti in alcuna forma associativa devono garantire la contattabilità telefonica non solo nelle ore di apertura dello studio e dalle 8 alle 10 ogni mattina dal lunedi al venerdi, ma anche per ulteriori due ore, comprese tra le 10 e le 19 e diverse dalle ore di ambulatorio. Forme associative. I pediatri si possono associare nelle varie forme previste dall´accordo in modo da coordinare l´apertura dei loro studi e assicurarne un´ampia apertura, da 5 a 8 ore equamente distribuite tra mattina e pomeriggio e almeno fino alle 19. Naturalmente i pediatri associati si rendono disponibili a svolgere l´attività ambulatoriale anche nei confronti dei pazienti dei loro colleghi associati. Le visite a casa. Alcuni esempi, dettagliati nell´accordo, possono aiutare i genitori ad un appropriato utilizzo dell´assistenza pediatrica. La visita domiciliare (nel corso della giornata se richiesta entro le 10, altrimenti entro le 12 del giorno successivo) deve essere ad esempio garantita al lattante che ha la febbre (si parla di bambini da 0 a 6 mesi) qualora non possa essere effettuata una visita ambulatoriale entro le 12 del giorno successivo alla chiamata. I pediatri di famiglia, sulla base del rapporto di fiducia con i genitori, sono chiamati a valutare caso per caso il da farsi nei casi di febbre anche elevata "tenendo in considerazione eventuali sintomi o patologie associate, nonché la conoscenza delle condizioni socio-sanitarie della famiglia". La visita domiciliare va assicurata in caso di sospetto di malattia contagiosa conclamata (morbillo, parotite, pertosse, varicella). Inoltre, in caso di patologia acuta ai bambini che si trovano in condizioni di grave disagio sociale e familiare (ospiti di struture protette, gravi patologie dei genitori, famiglia segnalata dai servizi sociali), e ai bambini con patologia acuta associata ad altre gravi patologie, come ad esempio malattie genetiche invalidanti, artropatie, patologie onco-emaologiche, immunodeficienza, soggetti politraumatizzati, cerebropatie e cerebrolesioni, cardiopatie, indufficienza respiratora e renale, distrofia muscolare. Informazione alle famiglie. Il pediatra dovrà consegnare ai propri assistiti in occasione della prima visita una "carta dei servizi" in cui sono precisati tutti i dettagli della sua organizzazione, compresa la modalità per la richiesta delle prestazioni non differibili e i contatti e gli orari di tutti i pediatri che fanno parte dell´eventuale gruppo associato a cui il genitore puo´ comunque rivolgersi in caso di bisogno. A sua volta l´Azienda sanitaria dovrà preparare e diffondere una Carta dei Servizi contenente l´organizzazione dell´assistenza pediatrica nel territorio, in modo da orientare i genitori in qualsiasi situazione di necessità, comprese le urgenze e le emergenze Prima visita e bilanci di salute. La presa in carico del neonato avviene con una prima visita domiciliare, su richiesta della famiglia, nel primo mese di vita di vita. In quella occasione il pediatra effettua il primo dei 10 "bilanci di salute" del bambino, che verranno ripetuti periodicamente fino a 14 anni. A quel punto la cartella clinica verrà consegnata ai genitori e tramite loro al medico di medicina generale. .  
   
   
MOBILITA´ SANITARIA INTERREGIONALE  
 
 Aosta, 18 gennaio 2007 – L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Antonio Fosson, rende noto che ieri ha avuto luogo presso il presidio ospedaliero di Viale Ginevra, il primo incontro tra la Direzione Salute dell’Assessorato, la Direzione Generale dell’U. S. L. E una delegazione di vertice dell’Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità della Regione Piemonte, in merito all’attuazione dell’accordo interregionale tra le due Regioni, per la regolazione della mobilità sanitaria tra regioni di confine, sancito dalla Dgr n. 3501 del 24 novembre 2006. “L’obiettivo - ha dichiarato l’assessore Fosson - è quello di ottimizzare la fruibilità dei servizi di eccellenza e la dotazione di alta tecnologia esistente nel nostro ospedale al fine di aumentare l’accessibilità degli utenti piemontesi ai nostri servizi specialistici, e nel contempo permettere alla nostra Regione di trovare riferimenti di alta specializzazione territorialmente vicini e di qualità. A questo primo incontro ne seguirà un altro che è già stato calendarizzato per il 1° febbraio: da quella data saranno operativi 6 gruppi, ognuno dei quali costituiti da un tecnico individuato dalla nostra Regione e un altro dalla Regione Piemonte, che svolgeranno gli approfondimenti nelle aree specialistiche di comune interesse quali l’emergenza, le chirurgie specialistiche, la radiodiagnostica interventistica, l’ortopedia e l’area dei flussi informativi”. Entro questa primavera - ha concluso Fosson - contiamo di conoscere gli esiti delle valutazioni finali che scaturiranno dal lavoro dei gruppi, con l’intento di aumentare in modo strutturale e condiviso con la sanità piemontese nuove opportunità di utilizzo dei nostri servizi specialistici da parte degli utenti confinanti la nostra regione. .  
   
   
LA REGIONE VENETO APPROVA NUOVI STANDARD AUTORIZZAZIONE ESERCIZIO E ACCREDITAMENTO STRUTTURE SOCIOSANITARIE ANZIANI INFANZIA MINORI DISABILI  
 
Venezia, 18 gennaio 2007 - La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha approvato un provvedimento che fissa gli standard sui quali si devono basare le strutture sociosanitarie del Veneto per avere l’autorizzazione all’esercizio e l’ accreditamento istituzionale, e quindi risultare idonei a erogare prestazioni sociosanitarie e sociali per conto dell’Ente regionale. Il provvedimento - previsto da alcune specifiche leggi regionali approvate dal 2002 al 2006 in materia - è stato preso di concerto con l’Assessore regionale alle politiche sanitarie Flavio Tosi. “L’applicazione dei nuovi standard e l’ attuazione delle nuove procedure partiranno in questi giorni” – spiega l’Assessore Valdegamberi il quale sottolinea che la deliberazione “è d’ importanza fondamentale per l’intero sistema dei servizi sociali, vale a dire per le oltre 3000 strutture attive sul territorio regionale: dai centri di servizio per anziani non autosufficienti agli asili nido per la prima infanzia, dalle comunità terapeutiche per le dipendenze ai centro educativi ed occupazionali per disabili, ai centri famiglia per i minori con disagio. L’obiettivo – afferma l’Assessore regionale – è di rendere i servizi sociosanitari più adeguati a un moderno sistema di accoglienza e di qualità, rispondendo anche alle esigenze di razionalizzazione della spesa. E’ con la legge regionale n. 22 del 2002 che la Regione ha avviato il percorso per ridefinire, con la gradualità richiesta in un settore così complesso, il sistema veneto di organizzazione delle strutture sociosanitarie sulla base di nuovi requisiti strutturali (dotazione di spazi adeguati, rispettosi delle norme di sicurezza), tecnologici (apparecchiature e strumentazioni aggiornate) ed organizzativi (dotazione quantitativa e qualitativa di personale in rapporto all’attività svolta) richiesti per essere autorizzati all’esercizio e ottenere l’accreditamento istituzionale. Nel 2005 e 2006 il nuovo sistema è stato sperimentato in circa 200 strutture sociosanitarie per verificarne l’impatto complessivo”. L’atto regionale ha ricevuto il parere positivo della Conferenza Regionale Permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria. Le istanze di autorizzazione all’esercizio e all’accreditamento saranno presentate dall’ente titolare del servizio; una delle imprescindibili condizioni per il rilascio dell’accreditamento sarà la verifica dell’attività svolta e i risultati conseguiti. .  
   
   
FIERA DEL SUD, 10° SALONE DEL FRANCHISING E DEL COMMERCIO INNOVATIVO GRANDE PARTECIPAZIONE DEI FRANCHISOR ALLA 10° EDIZIONE DEL SALONE DEL FRANCHISING E DEL COMMERCIO INNOVATIVO, CHE SI TERRÀ A CATANIA DAL 9 ALL’11 MARZO 2007.  
 
Catania, 18 gennaio 2007 - Dalle librerie alle caffetterie, dai servizi ai viaggi e turismo, dai centri di estetica all´abbigliamento per bambino la manifestazione specializzata, che si svolgerà a Catania dal 9 all´11 marzo (h. 10-20 Centro Le Ciminiere), ha fatto il pieno dei grandi brand dell´affiliazione commerciale. Un centinaio infatti, saranno i marchi espositivi all’interno della manifestazione, punto d´incontro e di riferimento per il mercato italiano ed internazionale del franchising, delle soluzioni e dei nuovi format commerciali. Il 10^ Salone del Franchising di Catania si presenterà con una formula rinnovata e finalizzata a rendere ancor più gratificante e soddisfacente la partecipazione di espositori e visitatori. Per tre giorni verranno offerti preziosi strumenti di conoscenza ed approfondimento per un target ampio di utenti; oltre ai futuri imprenditori nel settore, il Salone riveste anche un’importante funzione formativa per gli studenti (universitari e no) attraverso i convegni di approfondimento, i seminari didattici, l’Educational Tour e i Workshop preparativi alla manifestazione, come Edu. Franchising (area all’interno del sito www. Fieradelsud. Com/franchising). All’interno della manifestazione si terrà la Seconda Convention sulla Distribuzione Responsabile, luogo privilegiato di confronto del sistema distributivo e del franchising sui temi della responsabilità sociale di impresa. Nel corso della Convention verrà assegnato il Premio Consumabile che premierà imprese selezionate da una giuria di esperti che si sono distinte per capacità innovative e responsabilità sociale nel rapporto con la rete, i fornitori e i clienti. Novità dell’edizione 2007 sarà il Premio Franchising Academy, in collaborazione con Sda Bocconi, riservato a laureati e laureandi con una tesi sul retailing, franchising e commercio innovativo. .  
   
   
RITTAL IN MOSTRA A ENERMOTIVE 2007 6 -10 FEBBRAIO – NUOVO POLO FIERA MILANO, RHO  
 
Vignate, 18 gennaio 2007 – Rittal, attiva nel settore dell’Automazione Industriale e dell’Information Technology, parteciperà ed esporrà i suoi innovativi prodotti a Enermotive 2007, manifestazione fieristica il cui obiettivo è quello di unire il mondo dell´energia elettrica e le sue fonti convenzionali, rinnovabili e alternative, all´eccellenza di prodotti e sistemi per l´automazione di fabbrica e di controllo di processo. Presso lo stand E11/g16, pad. 22, dal 6 al 10 febbraio 2007, Rittal sarà di scena con alcune novità di prodotto e tecnologie innovative quali Rilan Industrial, Fuel cell e Nanotecnologie. Rilan Industrial è un insieme di soluzioni innovative basate su componenti per reti Ethernet che garantiscono efficienza e protezione grazie alla semplificazione del trasferimento dati. Caratteristica principale del nuovo sistema di distribuzione a sbarre presentato, Rittal Riline 60, è quella di avere un unico sistema di distribuzione fino a 1600 A e poter così risparmiare non solo nei tempi di assemblaggio, ma anche di ridurre il numero di accessori necessari. La Fuel Cell Technology è una tecnologia con celle a combustibile per ambienti outdoor. La fonte di energia indipendente, potente ed affidabile per applicazioni critiche ad alta disponibilità che offre concreti vantaggi relativamente alla durata, le variazioni di temperatura ed i tempi di back up. Le Nanotecnologie applicate ai trattamenti superficiali rappresentano un tema di attualità in molte aziende del settore meccanico. Rittal ha realizzato un innovativo e rivoluzionario trattamento delle superfici protettivo dallo sporco, idrorepellente ed anticorrosione. Particolarmente indicato per condizionatori che operano in ambienti critici (polveri secche, aria oleosa), riduce notevolmente gli interventi di manutenzione con importanti vantaggi in termini di tempi e produttività. .  
   
   
DE CHIRICO PALAZZO ZABARELLA, PADOVA 20 GENNAIO-27 MAGGIO 2007  
 
 Padova, 18 gennaio 2007 - Dal 20 gennaio al 27 maggio 2007, per iniziativa della Fondazione Bano, Palazzo Zabarella propone “De Chirico”, un’ampia e organica retrospettiva dell’artista italiano che più ha influenzato l’arte del Xx secolo. Per questa mostra, i curatori, Paolo Baldacci e Gerd Roos, hanno attentamente selezionato oltre cento capolavori di altissima forza evocativa e poetica. Sarà una occasione unica per ammirare, oltre alla più ampia selezione mai offerta nel nostro paese di opere metafisiche e dei primi anni ’20, molti dipinti straordinari che non compaiono in mostre da prima della seconda guerra mondiale. Del Comitato Scientifico della Mostra fanno parte, oltre che Paolo Baldacci e Gerd Roos, Maria Vittoria Marini Clarelli, Fernando Mazzocca, Jürgen Pech, Wieland Schmied, Pia Vivarelli. Giorgio de Chirico (Volos 1888 – Roma 1978) con la sua pittura “metafisica”, sviluppatasi tra la fine del 1909 e la fine del 1918, anticipò molti aspetti di movimenti come il Dadaismo, il Surrealismo e il cosiddetto Realismo Magico, e fu un punto di riferimento stilistico fondamentale per il “Novecento” pittorico e architettonico e per le correnti artistiche europee ad esso affini. Ma la sua opera non cessò di esercitare un largo fascino anche nel secondo dopoguerra influenzando in modo determinante la Pop Art con la concezione metafisica dell’irrazionalità dei linguaggi e stimolando il ritorno della “memoria” e delle pratiche della citazione nell’estetica post moderna. La portata rivoluzionaria dell’ arte di de Chirico degli anni ’10 si manifesta proprio nell’ampiezza dell’influsso esercitato su tendenze di segno addirittura opposto tra loro. Nonostante questo, la pittura metafisica ha una sua specificità concettuale che la rende un fatto a sé stante, non assimilabile nel profondo a nessuno dei movimenti che ad essa si richiamano. Questa caratteristica, che sorge da un particolarissimo amalgama di pensiero classico e di nostalgia romantica, si perpetua in differenti gradazioni anche negli altri “stili” praticati dall’artista dopo il 1918 e costituisce come il filo conduttore di tutta la sua opera. La carriera artistica di de Chirico è segnata da frequenti e improvvise inversioni di rotta: il passaggio dal simbolismo romantico alla pittura metafisica tra il 1909 e il 1910; l’abbandono della metafisica e il ritorno a una figurazione classica nel 1919; la riedizione in forme nuove dello stile metafisico tra il 1925 e il 1926; la svolta verso il naturalismo nel 1930, interrotta tuttavia da intermezzi di pittura d’invenzione; la svolta barocca tra il 1938 e il 1940 e, infine, il ritorno senile alla neometafisica nel 1966-68. Questa libertà d’espressione che si concreta nella pratica, talvolta anche contemporanea, di stili diversi, è stata da molti biasimata come la deplorevole inclinazione al voltafaccia di un artista che aveva perso la sua ispirazione. La morte artistica di de Chirico è stata infatti proclamata più volte, senza però mai trovare un accordo sulla data: chi la poneva nel 1919, chi nel 1929, chi nel ’35, e così via. Questa mostra, dando un particolare rilievo alle opere storiche degli inizi, della metafisica e degli anni ’20, si propone, attraverso un percorso visivo di alta qualità corredato di spiegazioni e commenti, di condurre il pubblico, da un lato, alla scoperta della rivoluzione operata da de Chirico nel campo delle arti visive ed enunciata nella famosa formula: “bisogna dipingere ciò che non si vede”, dall’altro alla comprensione di quel filo conduttore di tutta la sua opera di cui abbiamo parlato all’inizio, concentrandosi, anche attraverso i saggi in catalogo, proprio sulle tante svolte della sua carriera. Il percorso si articolerà dunque in diverse sezioni corrispondenti ai vari “momenti” artistici di de Chirico. Dalle prime opere simboliste influenzate da Böcklin e da Klinger, via via fino alla scoperta della muta poesia delle piazze e delle torri, architetture dell’invisibile e dell’infinito, tra il 1909 e il 1913, per approdare nel 1914 a quella che l’artista chiamava “la solitudine dei segni” e che rivela il “non senso” insito in ogni forma di comunicazione. E poi, dal 1914 al 1918, il teatro esaltante e fantastico di una lucida follia che sconfina nella chiaroveggenza e in una forma superiore di conoscenza poetica. Alla svolta del primo dopoguerra, nel 1919, forse esacerbato dallo scarso riconoscimento critico riservatogli in Italia, e mentre a Parigi e in tutta Europa si guardava alla sua pittura metafisica come a un punto di riferimento essenziale, de Chirico sorprende tutti tornando a forme di rivisitazione classica permeate di romanticismo. E’ l’epoca dei grandi quadri allegorici conosciuti col nome di “Ville Romane”, delle sontuose nature morte e degli autoritratti densi di metafore e di simboli. Di questo periodo, che dura fino alla metà del 1925, la mostra offrirà la più ampia selezione finora vista. Il rientro a Parigi, alla fine del ‘25, comporta un ritorno a forme stilistiche più affini all’antica metafisica, tanto che quei suoi anni sono stati talvolta erroneamente definiti come “surrealisti”. In realtà de Chirico rimane legato a una sua disincantata visione del mondo permeata di nostalgia del classico, ma lontana da qualsiasi forma di accademismo e anzi densa di sensibilità filosofica attuale e concepita in pieno spirito di modernità. A questo periodo, che dura fino alla fine del 1929 e che è tra i suoi più noti, sarà riservata una rigorosa selezione di capolavori illustranti i principali soggetti da lui allora trattati: mobili nella valle, interni, manichini archeologi, cavalli, gladiatori, trofei, ecc. Gli anni ’30 segnano una crisi e vedono il Maestro in bilico tra una strana forma di naturalismo, forse praticato anche per compiacere i gusti del pubblico italiano, e altissime punte di fantasia metafisica, come nella serie dei “Bagni misteriosi” e nelle composizioni ispirate ai “Calligrammes” di Apollinaire. Pochi esempi di alto livello mostreranno soprattutto questo secondo aspetto della sua arte, che troverà sbocco in quegli anni anche in una rilevante attività di illustratore e scenografo. La svolta verso un ridondante gusto “Barocco”, che si manifesta nella pittura di de Chirico a partire dal suo rientro dal lungo viaggio in America (agosto 1936 – gennaio 1938) sarà rappresentata, per decisione dei curatori, solo da un’ampia selezione di autoritratti. E’ infatti attraverso gli intenti auto-apologetici e auto-mitografici sottesi alla pratica del ritrarre se stesso per centinaia di volte, e nella loro motivazione psichica remota, che si dipana al meglio la delirante fantasmagoria tecnica e pittorica dell’ artista, incamminato ormai verso uno scontro frontale con l’arte moderna. La mostra si concluderà con una scelta di opere neo-metafisiche, nelle quali il vecchio pittore, dopo la metà degli anni ’60, rivisita con spirito vivo e ironico figure e temi del suo passato in una nuova giovinezza creativa ravvivata da un ancor fresco anche se nostalgico soffio poetico. “De Chirico”. Padova, Palazzo Zabarella (via degli Zabarella,14) , 20 gennaio – 27 maggio 2007. Mostra a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, promossa da Fondazione Bano, Comune e Provincia di Padova in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e con il sostegno di Fondazione Banca Antonveneta e Corriere della Sera. Orario: tutti i giorni: 9,30 – 19,30. Biglietti: intero euro 10, ridotto speciale euro 8, ridotto di legge euro 5. Catalogo Marsilio. .  
   
   
ALBERTO GIACOMETTI. I PRIMI ANNI BROLO, CENTRO D´ARTE E CULTURA - MOGLIANO VENETO (TV) 3 FEBBRAIO – 6 MAGGIO 2007  
 
 Mogliano Veneto (Tv), 18 gennaio 2007 - Con la mostra Alberto Giacometti. I primi anni il Brolo, Centro d´Arte e Cultura di Mogliano Veneto, presenta dal 3 febbraio al 6 maggio 2007 la più vasta rassegna mai dedicata al periodo di formazione giovanile del celebre scultore. Promossa dall´Amministrazione comunale di Mogliano Veneto, in collaborazione con il Kunsthaus e la Fondazione Alberto Giacometti di Zurigo, la mostra curata da Casimiro Di Crescenzo si propone di mettere in luce i primi, cruciali, passi del lungo cammino artistico di Alberto Giacometti (1901-1966). Settantasette le opere presenti in mostra – ventitre sculture, nove dipinti, quarantacinque tra acquarelli e disegni – riunite grazie al generoso prestito della Fondazione Alberto Giacometti e del Kunsthaus di Zurigo, del Bündner Kunstmuseum di Coira, della Fondazione Marguerite Arp di Locarno e di numerosi collezionisti privati, la cui partecipazione ha permesso di riunire un importante numero di inediti: tre dipinti e oltre venti opere su carta, tutti mai esposti prima, concorreranno insieme alle opere già note a delineare con precisione la ricerca estetica del giovane Giacometti. Un percorso che si snoda a partire da un disegno del 1911 fino alle opere del 1929, anno in cui egli entra in contatto con gli artisti surrealisti, Bataille prima e Breton successivamente. La prima sezione della mostra Alberto Giacometti. I primi anni illustra la formazione giovanile a fianco del padre Giovanni Giacometti, famoso pittore post-impressionista, e dei suoi amici Ferdinand Hodler e Cuno Amiet. Deciso nel 1919 di diventare artista, pittore o scultore, Giacometti inizia ad allontanarsi dalla sua valle natale, prima recandosi a Ginevra e poi con due viaggi in Italia nel 1920 e nel 1921. La seconda parte indaga l´arrivo a Parigi nel 1922 dove, accanto agli insegnamenti dell´Académie de la Grande Chaumière e alle visite nei musei, Giacometti scopre le avanguardie, in particolare quella post-cubista e studia le opere di scultori come Picasso, Brancusi, Lipchitz e Laurens. Ben presto si interessa anche a nuove ricerche artistiche e guarda con passione all’arte africana, messicana e oceanica. La mostra si conclude con le Costruzioni del 1929, sculture che si aprono allo spazio e si arricchiscono di connotazioni oniriche, subito notate dal gruppo surrealista e che determinano il primo, inaspettato e rapido successo di Giacometti. Il Kunsthaus di Zurigo, interessato ai nuovi aspetti critici presenti nel progetto, ha chiesto di poter ospitare la mostra Alberto Giacometti. I primi anni. L’esposizione sarà aperta presso l’istituzione museale di Zurigo dal 16 maggio al 26 agosto 2007. .  
   
   
LA GALLERIA ARTEUTOPIA PRESENTA LA MOSTRA FRANCESCO TULLIO-ALTAN LA PIMPA E... GLI ALTRI 8 FEBBRAIO - 24 MARZO 2007  
 
Milano, 18 gennaio 2007 - Dal 7 febbraio al 24 marzo la Galleria Arteutopia, in collaborazione con Quipos e Franco Panini Ragazzi, dedica una mostra al buffo cane bianco a pois rossi, nato nel 1975 quando la figlia di Altan espresse il desiderio di avere un cagnolino e suo padre fece la cosa più immediata che potesse fare: disegnarglielo. Il nome, invece, derivò dal soprannome della moglie di un amico: Pimpa. Altan racconta: Pimpa l’ho creata nel 1975 per mia figlia Chicca, osservando che lei, come tutti i bambini, trattava le cose come esseri animati: se sbatteva contro una sedia, per esempio, le diceva Cattiva ! Così ho inventato un fumetto dove tutte le cose sono animate, tutti gli oggetti parlano. (…) Io credo che Pimpa piaccia ai bambini perché ricorre a un gioco da loro molto amato, quello di animare tutto quello che li circonda: è uno svago che colpisce la fantasia dei piccoli e crea tra loro e la cagnetta un forte legame affettivo. Si identificano con lei, perché concepiscono il mondo nello stesso modo. Come Pimpa, che parla con le cose come se fossero vive. Nasce così un personaggio destinato a molta fortuna, e nascono i co-protagonisti delle sue storie: il saggio e baffuto Armando, alberi e stelle parlanti, amici multicolori che con Pimpa giocano e vivono avventure coinvolgenti e divertenti: tirano pallonate all´orologio a pendolo, pattinano sul ghiaccio, bevono latte, vanno per boschi. E quando corrono, la Pimpa perde immancabilmente le macchie rosse che si posano per un attimo sui compagni di gioco… La mostra "Francesco Tullio-altan. La Pimpa e. Gli altri" presenta al pubblico milanese una selezione di disegni, fumetti, immagini sin dalle prime tavole realizzate proprio per il “Corriere dei Piccoli” fino agli ultimi surreali personaggi creati da Altan: Kamillo kromo, Kika, Pippo pettirosso. Circa sessanta i disegni originali esposti, accompagnati da materiale video. La mostra vuole essere un omaggio ad Altan, uno fra i più caustici e raffinati autori italiani, grande conoscitore della politica e della società contemporanea, che con Pimpa e i personaggi per bambini si è misurato con un mondo dove invece l’incanto e la magia la fanno da padroni. Dal 1975 le storie a fumetti di Pimpa sono state regolarmente pubblicate tutte le settimane, per vent’anni, nel "Corriere dei Piccoli", fino alla chiusura definitiva di questo giornale. I primi libri con il personaggio sono del 1978. La rivista mensile Pimpa viene pubblicata con grande successo da Franco Panini Ragazzi dal 1987. Pimpa è entrata nel mondo del disegno animato nel 1983 con una serie di 26 episodi di 5 minuti diretta da Osvaldo Cavandoli, prodotta da Rai e Quipos, ed è stata anche protagonista di diversi spettacoli teatrali. I fumetti, i giochi e i racconti di Pimpa hanno avuto negli anni edizioni anche in francese, spagnolo, portoghese, giapponese, ungherese, turco. .  
   
   
X EDIZIONE PER OPEN. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI SCULTURE ED INSTALLAZIONI ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI SCULTURE ED INSTALLAZIONI.  
 
 Venezia, 18 gennaio 2007 - Arte Communications annuncia che dal 30 agosto al 14 ottobre 2007 si terrà a Venezia Lido la decima edizione di Open, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni parallelamente alla Mostra del Cinema. Per la celebrazione di questo decimo anniversario, il curatore Paolo De Grandis ha deciso di incrementare il numero degli artisti e dei paesi partecipanti, coinvolgendo le varie istituzioni operanti sul contemporaneo, nella prospettiva della creazione di una rete di scambio tra i centri radicati nelle varie aree di Venezia ed il resto del mondo. Saranno inoltre coinvolti curatori riconosciuti a livello internazionali tra i quali Achille Bonito Oliva, Alanna Heiss, Efi Strousa, Chang Tsong-zung e Vincenzo Sanfo. Dunque, un´occasione davvero speciale di confronto e di dialogo tra artisti, curatori ed istituzioni al fine di valorizzare la cultura contemporanea e dare spazio alla creatività artistica proveniente da tutto il mondo. Open è dunque l´unico nuovo evento a carattere internazionale in ambito veneziano volto a sviluppare un percorso espositivo composto da sculture, installazioni, happening, performance in continuo assetto durante la Mostra del Cinema di Venezia. A differenza di ogni altro evento a carattere annuale, dal quale ci si potrebbe aspettare sempre qualcosa di "nuovo"; perché non si è compreso il senso della precedente o perché non si è stati capaci di mettere a fuoco il diorama semantico dell´evento, Open propone la sua continuità, la sua integrazione e la sua propedeuticità, caratteristiche sviluppatesi grazie alla semplicità dell´idea di fondo ed al suo contesto espositivo offerto dagli spazi all’aperto di Venezia Lido: territori di esplorazione, punti focali di scambio e di confronto, spazi coreografici spesso aperti alla loro stessa trasformazione, luoghi in cui idealmente lo spettatore negozia, in termini sia fisici che intellettuali, i contenuti delle opere esposte. Open è organizzato da Arte Communications e come ogni anno si avvale della co-organizzazione dell´Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia unitamente ai patrocini concessi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Veneto, la Provincia di Venezia ed il Comune di Venezia. Www. Artecommunications. Com .  
   
   
IL DIAVOLO TORNA AL REGIO DI PARMA NE LA DAMNATION DE FAUST DI BERLIOZ  
 
Parma, 18 gennaio 2007 - Iluovo allestimento de La damnation de Faust di Hector Berlioz firmato dal regista Hugo De Ana, secondo titolo della Stagione Lirica 2006/2007 del Teatro Regio di Parma in scena il 25 gennaio alle ore 20. 00, (recite sabato 27 ore 17. 00, domenica 28 ore 15. 30, martedì 30 gennaio ore 20. 00, giovedì 1 febbraio 2007, ore 20. 00), prosegue un avvincente itinerario fra le opere ispirate al mito goethiano di Faust. Dopo il clamoroso successo riscosso la stagione scorsa dal Faust di Charles Gounod, Hugo De Ana si cimenta ora con il capolavoro visionario del musicista francese, firmando regia, scene, costumi e luci di uno spettacolo di grande suggestione, realizzato in coproduzione con la Fondazione Arena di Verona, che vedrà impegnato un cast di straordinario prestigio, con Giuseppe Sabbatini (Faust), Stephen Mark Brown (Faust, il 28 gennaio), Nino Surguladze (Marguerite), Michele Pertusi (Méphistophélès) e Paolo Battaglia (Brander), diretti da uno dei più apprezzati interpreti di questo repertorio, Michel Plasson. “La musica detta le leggi dell’intreccio – spiega il regista Hugo De Ana - tanto è vero che la vicenda può svolgersi in Ungheria se serve per poter aggiungere una marcia ungherese. La damnation de Faust funziona come un accumulo di materiali, come un bricolage. In questa condizione ho liberato il mio istinto creativo e non ho fatto altro che tenere dietro al bombardamento di immagini a cui Berlioz obbliga l’attenzione dello spettatore. Il mio approccio sarà molto crudele perché è crudele l’approccio di Berlioz a questo soggetto. Come sono violenti i passaggi da una scena all’altra, implicanti cambi di registro stilistico ed una profonda ironia, che confina con questa spinta verso l’astrazione dei sentimenti. È un’opera dalle mille sfaccettature. Visivamente il grande cerchio in cui è iscritta la scena finisce per assomigliare a quelle antenne paraboliche usate dalla Nasa per captare i segnali dallo spazio. Io la uso per captare le mille immagini provocate dalla musica di Berlioz”. Fra i tanti artisti ossessionati dal Faust di Goethe, Hector Berlioz, il più visionario dei musicisti romantici, compose la leggenda drammatica La damnation de Faust che fu eseguita per la prima volta a Parigi in forma da concerto e che in Italia approdò per la prima volta in forma scenica nel 1902, alla Scala di Milano, affidata alla direzione del giovane Arturo Toscanini. Il nuovo allestimento, con le coreografie di Leda Lojodice, vede impegnate al gran completo i complessi artistici del Teatro Regio di Parma: il Coro diretto da Martino Faggiani a cui si unirà il Coro di Voci Bianche diretto da Sebastiano Rolli e l’Orchestra affidata alla bacchetta di Michel Plasson. L´opera sarà presentata al pubblico nell´ambito di Prima che si alzi il sipario sabato 20 gennaio alle ore 17. 30 eccezionalmente presso la Sala dei concerti dell’Istituzione Casa della Musica, che si ringrazia per la disponibilità. Le telecamere di Prima della prima, la trasmissione di Raitre di Rosaria Bronzetti che conduce i telespettatori nei luoghi sacri della musica colta italiana, hanno seguito le fasi di tutto l´allestimento. La trasmissione, realizzata negli spazi del Teatro Regio di Parma nel corso delle prove di regia, di assieme e della prova generale per la regia di Francesca Nesler, andrà in onda martedì 30 gennaio 2007 alle ore 1. 15. La Stagione Lirica2006/2007 del Teatro Regio di Parma è realizzata anche grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Parma Capitale della Musica, Arcus, Reggio Parma Festival e con il sostegno di Banca Monte Parma, Barilla, Enìa, Consorzio del prosciutto di Parma, L’albero d’Argento, Melegari Home, Terme di Tabiano, Ideal Standard. .  
   
   
SABATO 27 GENNAIO 2007 VII GIORNO DELLA MEMORIA “C’ERA UN’ORCHESTRA AD AUSCHWITZ”  
 
Milano, 18 Gennaio 2007 – Quest’anno, in occasione del Vii Giorno della Memoria, la Compagnia Teatrale Alma Rosé e il Conservatorio G. Verdi, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Milano e l’Associazione Figli della Shoah, presenteranno lo spettacolo C’era un’orchestra ad Auschwitz, spettacolo che fa parte del progetto La Memoria e la Musica. “Con questa iniziativa - sottolinea la compagnia - vogliamo celebrare la memoria della Shoah ed allo stesso tempo creare nuove possibilità di collaborazione tra artisti e realtà della nostra città”. Una piccola orchestra, formata da allievi del Conservatorio di Milano, accompagnerà lo spettacolo con l’esecuzione dal vivo di alcune delle musiche evocate nel libro-testimonianza di Fania Fénelon, rendendo ancora più suggestiva la messa in scena. “Il giorno della memoria è un appuntamento che il Conservatorio onora da 5 anni - dichiara Leonardo Taschera, direttore del Conservatorio - Rappresenta anche l´occasione per recuperare, sia a livello di studio che di ascolto, patrimoni musicali che non sono entrati nel repertorio corrente, e sono legati a momenti storici particolari e significativi della storia europea”. C’era un’orchestra ad Auschwitz è frutto di una rilettura dello spettacolo “Alma Rosé”, vincitore del premio nazionale Eti Scenario nel 1997, nato da un’idea di Claudio Tomati, autore del testo, che si è ispirato al libro-testimonianza di Fania Fénelon. Si tratta di una storia nella Storia, quella con la s maiuscola, quella di uno dei tempi più bui del Novecento, che prende corpo e sangue nel racconto di Fania Fénelon, sopravvissuta al campo di Auschwitz-birkenau. Quando Fania fu deportata ad Auschwitz era il gennaio 1944 e poiché sapeva cantare e suonare il pianoforte entrò a far parte dell’orchestra del campo, composta da detenute ebree, l’unica orchestra femminile che sia mai esistita nei campi di concentramento nazisti. Nel suo libro Fania racconta quella esperienza, compreso il rapporto nato con Alma Rosé, la direttrice dell’orchestra e il loro diverso modo di vivere la musica all’interno del lager. Per Fania suonare è un mezzo per sopravvivere e sopravvivere è ricordare “per far sapere al mondo”. Anche in una condizione estrema Fania riesce a mantenere intatta la propria umanità, e mentre suona e canta sa di suonare e cantare “che è la cosa migliore di Birkenau in quanto procura oblio e divora il tempo, ma che è anche la peggiore perché ha un pubblico d’assassini”. Per Alma, nipote di Gustav Mahler, nell’orrore del campo la musica assume un’importanza fondamentale. Nella musica trova il senso di tutta la sua vita e quando le viene affidata la direzione dell’orchestra femminile di Auschwitz, il suo obiettivo è realizzare musiche sublimi, anche a costo di risultare troppo dura nei confronti delle sue compagne. La storia della loro musica pone domande toccanti sul rapporto fra Arte e Vita, che superano la dimensione storica e arrivano fino al nostro presente. Per la preparazione dell’orchestra, che accompagnerà dal vivo lo spettacolo e che sarà formata da studenti del Conservatorio, è stata istituita una master class durante la quale i musicisti lavoreranno non solo sulla parte musicale ma si confronteranno anche con le specifiche esigenze dell’accompagnamento musicale nel teatro e dell’interazione fra musica e scena. L’ensemble sarà composto da un gruppo di strumenti e un soprano. Le musiche, rielaborate e riarrangiate da Mauro Buttafava, riprendono alcuni dei brani citati nel libro di Fania Fénelon. Nel corso dello spettacolo verranno eseguiti frammenti da Ungarischer Tanz n° 5 di Johannes Brahms elaborata da Mauro Buttafava, Il bel Danubio blu di Johann Strauss jr, Radetzky Marsch di Johann Strass, Alma Rosé di Mauro Buttafava (per violoncello solo), Un bel dì vedremo dalla Madama Butterfly e Vissi d’arte da La Tosca di Giacomo Puccini. .  
   
   
STAGE GRATUITO PER GIOVANI CANTANTI LIRICI E STRUMENTISTI FINALIZZATO A DEBUTTO  
 
Cortona, 18 gennaio 2007 - L´accademia Lirica Toscana "D. Cimarosa" organizza dal 14 al 29 settembre 2007 a Cortona (Ar) il primo stage gratuito per giovani cantanti lirici e strumentisti finalizzato a debutto lirico. Alla fine del corso, verrà messa in scena dagli allievi l´opera comica di Domenico Cimarosa "L´impresario in angustie". Le iscrizioni sono totalmente gratuite. Per poter partecipare è necessario inviare per posta elettronica i propri dati anagrafici e il curriculum di studi. I cantanti dovranno superare un´audizione (gratuita). Al pianista accompagnatore per le audizioni provvederà l´Accademia Cimarosa. Www. Accademialiricacimarosa. It .  
   
   
GOLF - I DUE CAMPIONI TOM LEHMAN, CAPITATO STATUNITENSE DI RYDER CUP 2006, E DUFFY WALDORF AL TELECOM ITALIA OPEN (CASTELLO DI TOLCINASCO G&CC, 3-6 MAGGIO)  
 
Milano, 18 gennaio 2007 - Tom Lehman e Duffy Waldorf, due grandi giocatori dell´U. S,. Pga Tour, saranno tra gli indiscussi protagonisti del prossimo Telecom Italia Open, in programma per il quarto anno consecutivo sul percorso del Castello di Tolcinasco Golf & Country Club dal 3 al 6 maggio. I due campioni porteranno un ulteriore tocco di qualità a un evento che nelle ultime edizioni ha avuto una notevole escalation sia sotto l´aspetto tecnico che organizzativo. Donato Di Ponziano, presidente del Comitato Organizzatore, ha espresso la sua piena soddisfazione: “Ci sentiamo onorati - ha detto - di avere all´Open il capitano della squadra americana di Ryder Cup 2006, insieme al suo amico Waldorf, che è stato nell´occasione suo assistente e che è uno straordinario ambasciatore del gioco. Il mondo del golf è rimasto enormemente impressionato dal modo elegante con il quale Lehman ha guidato la compagine statunitense al K Club di Dublino e della sua sportività dopo la gara vinta dalla compagine europea. Sono sicuro che il pubblico italiano saprà apprezzare entrambi i campioni nel modo dovuto". “Non vedo l’ora di partecipare al Telecom Italia Open - ha detto Lehman - e sono molto motivato. Mi piace poter prendere parte a una gara dell´European Tour e, naturalmente, mi auguro di poter contribuire con una mia buona prestazione ad accrescere l´interesse per la stessa. E´ una cosa a cui tengo molto professionalmente. E sarà anche un piacere poter visitare uno dei paesi più incredibili del mondo". Lehman, texano quarantottenne, è ritenuto un autentico gentleman del green. Ha vinto cinque tornei nel tour tra i quali un major, l´Open Championship (1996) che lo portò in vetta alla classifica mondiale. Waldorf, quarantacinquenne di Los Angeles, vanta quattro titoli nel circuito. Ha una laurea in psicologia ed è un collezionista di vini. E´ passato al professionismo nel 1985 dopo una ottima carriera dilettantistica. Il prossimo Telecom Italia Open avrà un ulteriore motivo interesse nella presenza di Francesco Molinari, il venticinquenne torinese che difenderà il titolo conquistato lo scorso anno, a distanza di ventisei anni dall´ultimo successo azzurro ottenuto da Massimo Mannelli (Roma, 1980). Telecom Italia sarà per la quinta volta title sponsor dell´evento, dopo il debutto a Gardagolf nel 2003. Continua così la sinergia con la Federazione Italiana Golf e con l´European Tour, che hanno recentemente rinnovato per altri tre anni l´accordo di partnership per l´organizzazione del torneo. Hanno dato la loro conferma altre prestigiose aziende come il major sponsor Aedes e come gli sponsor Bmw e Rolex, mentre sono entrati nel pool Botticelli Abbigliamento e Ras Alliance insieme a Siemens che firmerà la tradizionale Pro-am d´apertura il 2 maggio. Infine continua ad aumentare il montepremi che per la 64ª edizione sarà di 1. 600. 000 euro, 200mila in più dello scorso anno. Il vincitore percepirà 266. 660 euro contro i 233. 330 che nel 2006 spettarono a Francesco Molinari. Tom Lehman Tom Lehman è nato ad Austin, nel Texas, il 7 marzo del 1958. Nel suo palmares figurano cinque titoli tra i quali un major, l’Open Championship del 1996 al Royal Lytham & St. Annes con una brillante prestazione e un 64 nel terzo giro. E´ stata la sua stagione migliore in cui si classificò secondo nell´U. S. Open, ad un solo colpo da Steve Jones, 14° nell´Us Pga Championship e 18° nel Masters. Vinse anche il Tour Championship, ultima gara stagionale, conquistò il primo posto nella money list e fu nominato "player of the year". E´ uno dei pochi giocatori che può vantarsi di essere stato in vetta al ranking mondiale, cosa che avvenne dopo il titolo major. Nel palmares anche un titolo in Europa (Loch Lomond World Invitational, 1997) e uno in Giappone (Casio World Open, 1993). Ha disputato quattro volte la Ryder Cup, tre da giocatore vincendola nel 1999, e una da capitano nel 2006 con la compagine statunitense sconfitta dalla formazione europea per 18,5-9,5 sul percorso del K Club a Dublino. Ha preso parte a tre President Cup e a una World Cup. E’ sposato con Melissa, da cui ha avuto quattro figli: Rachel (1990), Holly (1992), Thomas Andrew (1995) e Sean (2003). E’ appassionato di pesca e disegna campi da golf. .  
   
   
GOLF - EUROPEAN TOUR: FRANCESCO MOLINARI, EMANUELE CANONICA E ALESSANDRO TADINI ALL´ABU DHABI GOLF CHAMPIONSHIP  
 
Milano, 18 gennaio 2007 - L´abu Dhabi Golf Championship è la prima gara del trittico che attende l´European Tour negli Emirati Arabi. Si gioca all´Abu Dhabi Golf Club (18-21 gennaio), poi seguiranno il Qatar Masters e il Dubai Desert Classic. Molto qualificata la presenza con lo statunitense Chris Dimarco chiamato a difendere il titolo, ma sono pronti a impedirgli il bis sei giocatori della compagine europea di Ryder Cup: Sergio Garcia, Padraig Harrington, Colin Montgomerie, Henrik Stenson, Paul Casey e Robert Karlsson. Inoltre hanno chances di successo anche Retief Goosen, Miguel Angel Jimenez e Thomas Bjorn. Tre i giocatori italiani presenti: Francesco Molinari, che dovrà confermare l´ottimo inizio di stagione, Emanuele Canonica e Alessandro Tadini, entrambi in cerca di una buona prestazione. Tra i partecipanti anche Notah Begay Iii, il giocatore statunitense di origine navajo che ha conquistato a novembre una ´carta´ per l´European Tour. Il montepremi è di 1. 545. 000 euro dei quali 257. 876 andranno al vincitore. Us Pga Tour: Maratona Di 90 Buche - Una maratona di 90 buche per i giocatori dell´Us Pga Tour impegnati nel Bob Hope Chrysler Classic, che si disputa con formula pro-am (un pro e un dilettante) sui quattro percorsi del Pga West a Palms Springs in California: Classic Club, Bermuda Dunes, La Quinta e Pga West. Un giro su ciascuno dei quattro tracciati, poi taglio dopo 72 e turno finale al Classic Club. In palio cinque milioni di dollari con 900. 000 dollari di primo premio. Fa il debutto stagionale Phil Mickelson, vincitore della gara nel 2002 e nel 2004, fermo dallo scorso settembre e reduce da un lungo viaggio attorno al mondo insieme alla moglie Amy (tra le mete anche Roma e Venezia). Tra gli altri giocatori da seguire il campione uscente Chad Campbell, Charles Howell Iii e Duffy Waldorf, che prenderà parte al prossimo Telecom Italia Open. .  
   
   
MASCALZONE LATINO ITA 99 IN VIAGGIO PER VALENCIA  
 
 Valencia, 18 gennaio 2007 - E’ partito dalla Green Marine di Lymington (Gb) il trasporto speciale che porterà lo scafo di Ita 99, ormai completamente terminato , alla base del Mascalzone Latino- Capitalia Team a Valencia. Mascalzone Latino Ita 99 raggiungerà Bilbao via mare e poi, via terra , il porto di Valencia dove è atteso nel corso della settimana prossima. Una volta arrivato lo scafo verrà attrezzato con pinna ed albero e sarà infine pronto per iniziare la messa a punto in mare. “Quando, durante la scorsa estate, valutavamo e pianificavamo la costruzione di Ita 99 l’incognita più grande era il tempo- commenta il team manager Silvio Arrivabene-. Ora, a distanza di 5 mesi di durissimo lavoro, siamo molto felici di poter vedere Ita 99 in viaggio verso la nostra base di Valencia. Tutto il Team ha compiuto un lavoro enorme e fantastico allo stesso tempo per permettere che ciò si realizzasse e che la barca arrivasse nello stesso periodo delle seconde barche di tutti i team più grandi”. Comicia dunque ora alla base del Mascalzone Latino-capitalia Team il vero conto alla rovescia verso la Louis Vuitton Cup che prenderà il via in aprile e che, in due mesi di match, servirà a selezionare lo sfidante ufficiale che, a fine giugno, incontrerà il Defender svizzero Alinghi per l’America’s Cup. Mascalzone Latino- Capitalia Team in dicembre aveva mandato in pensione la “vecchia” Ita 77 ed ha quindi ripreso il lavoro con Ita 90, la prima delle due nuove barche realizzate per questa edizione. Pronto a ripartire in volata è lo skipper Vasco Vascotto: “Tecnicamente e sportivamente il 2006 è stato un anno estremamente positivo per il Mascalzone Latino -Capitalia Team: per noi c’è stata una crescita continua- ha sottolineato il velista triestino-. Abbiamo raggiunto ed anche superato gli obiettivi che ci eravamo prefissi. Barche come quelle per l’America’s Cup hanno bisogno di tante ore in mare per essere portata al massimo e noi, di ore in mare, penso ne abbiamo “spese” davvero tante. Ita 99 è il risultato di due anni di lavoro di ricerca e sviluppo e di quanto abbiamo imparato prima regatando con Ita 77, poi provando con Ita 90”. Ottimista e pronto ad affrontare le prossime intense settimane di preparazione è anche il coach, Mauro Pelaschier: “ Abbiamo chiuso il 2006 con Ita 90 ben a punto e abbiamo creato tutti i presupposti che ci consentiranno di mettere in condizione anche la seconda barca, Ita 99, di essere competitiva- ha commentato Pelaschier-. Ora ci attende un lavoro impegnativo però tipico di questa specialità: barche altamente tecnologiche dove, ovviamente, tutto è estremamente sofisticato, tutto difficile e, quindi, ricercare la perfezione è quello che ogni team si propone proprio per ottenere i massimi risultati…”. .