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Notiziario Marketpress di Mercoledì 15 Ottobre 2008
RICERCATORI EUROHEAR SCOPRONO PROTEINA FONDAMENTALE PER L´UDITO  
 
Bruxelles, 15 ottobre 2008 - Ricercatori britannici e francesi hanno scoperto che la stereolicina, una proteina presente nelle cellule cigliate dell´orecchio, è fondamentale per distinguere i suoni importanti dal rumore di sottofondo. Le loro scoperte sono il risultato del progetto Eurohear, finanziato nell´ambito dell´area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute" del Sesto programma quadro (6°Pq). La coclea è la parte dell´orecchio preposta a raccogliere, amplificare e filtrare i suoni prima di trasmetterli al cervello per essere interpretati. Il "mascheramento" ("masking"), attraverso cui i suoni rilevanti sono percepiti nonostante i suoni di sottofondo, è cruciale nel processo uditivo perché rende possibile la comprensione delle conversazioni. Il fenomeno del mascheramento è causato dalle distorsioni prodotte nella coclea che permettono ad un determinato suono di sopprimerne un altro. Le distorsioni generate dalla coclea sono percepibili dal canale uditivo e le emissioni possono essere facilmente individuate usando un microfono delle dimensioni di un apparecchio uditivo; ecco perché i medici riescono a individuare una perdita dell´udito alla nascita. I relatori del presente studio, che è pubblicato sulla rivista Nature, hanno cercato di individuare a livello molecolare l´origine di queste distorsioni benefiche. La coclea ospita due tipi di cellule recettori sensoriali: "cellule cigliate" interne e esterne. Le cellule cigliate esterne (Ohc) amplificano e acutizzano il suono e le cellule cigliari interne trasmettono le informazioni al cervello. Le Ohc ospitano le stereocilia, prolungamenti che si muovono su stimolazione sonora. Questi movimenti scatenano una serie di reazioni che producono l´impulso sensoriale e hanno un ruolo importante nella distorsione del suono. Le stereocilia sono disposte in tre file secondo l´ordine d´altezza e sono collegate attraverso giunzioni e connettori apicali. Una proteina chiamata stereocilina è associata con uno di questi: un "connettore" che unisce le estremita apicali delle stereocilia adiacenti all´interno e tra le file. Gli scienziati hanno allevato topi che non producevano stereocilina e hanno scoperto che essi non presentavano giunzioni apicali tra le stereocilia. Ne risultava che, in fase precoce, i topi presentavano effetti di mascheramento fortemente ridotti e diventavano progressivamente sordi; non sono state osservate distorsioni ondulari acustiche o elettriche. È interessante notare che erano in grado di amplificare e filtrare i suoni normalmente. Nello studio si spiega: "Dal momento che sia l´amplificazione che la distorsione hanno origine dalle cellule cigliate esterne, si suppone che derivino da un unico meccanismo. Qui mostriamo che la non-linearità sottostante alle distorioni dell´onda cocleare dipende dalla presenza di stereocilina, una proteina carente in una forma recessiva di sordità umana. " I risultati dello studio contribuiscono fortemente alla comprensione dei meccanismi molecolari dell´udito. Forniscono informazioni fondamentali per lo sviluppo di strumenti terapeutici, una sfida colta dal progetto Eurohear. Eurohear coinvolge 250 scienziati appartenenti a 22 istituti universitari e 3 piccole aziende in 10 paesi. Il progetto, iniziato nel dicembre 2004, ha una durata di cinque anni e ha ricevuto un finanziamento di 12,5 Mio Eur. Per ulteriori informazioni, visitare: Eurohear http://www. Eurohear. Org Nature http://www. Nature. Com/nature .  
   
   
LA DERMATITE ATOPICA COLPISCE IN ITALIA CIRCA 2 MILIONI DI RAGAZZI - 20 % DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI DA 1 A 18 ANNI E IL 10% DEGLI ADULTI CON LESIONI , CROSTE, DESQUAMAZIONI CUTANEE E INTENSO PRURITO. ORA PER LA CURA DI QUESTA MALATTIA C’È UNA NOVITÀ UN UNGUENTO– TACROLIMUS LE ALTRE NOVITA’ SONO GENI, DEFENSINE E SEMPLICI REGOLE IGIENICHE, AMBIENTALI E ALIMENTARI  
 
 Milano, 15 ottobre 2008 - “A un mese dal rientro scuola”, lancia l’allarme il professor Carlo Gelmetti, Ordinario di Clinica Dermatologica Università di Milano e Responsabile del Servizio di Dermatologia Pediatrica Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano e direttore della prima Scuola Italiana dell’Atopia ,“ si riacutizza per ansia e tensioni scolastiche la dermatite atopica - D A - che colpisce in Italia circa 2 milioni di ragazzi - il 20 % dei bambini e degli adolescenti da 1 a 18 anni e circa il 10% degli adulti con lesioni , croste, desquamazioni cutanee e intenso prurito. Ora per la cura di questa malattia c’è una novità che arriva da uno studio multicentrico europeo - Control Study - pubblicato sulle prestigiose riviste scientifiche Allergy e British Journal of Dermatology on line - svolto su 267 pazienti in eta’ pediatrica dai 2 ai 16 anni e 257 adulti dai 16 anni in su che ha dimostrato l’efficacia di un unguento – tacrolimus - nel tenere sempre sotto stretto controllo la dermatite atopica bloccandone i sintomi prima ancora che si manifestino con due sole applicazioni locali alla settimana” . Altre novita’ riguardano il ruolo delle proteasi e delle defensine e semplici regole igieniche, ambientali e alimentari. Control Study” , spiega “ il professor Gelmetti , “ha rivoluzionato l’approccio terapeutico alla dermatite atopica dimostrando l’ efficacia di tacrolimus unguento nel prevenire le ricadute con uno schema innovativo di trattamento definito proattivo ,che rispetto allo schema terapeutico tradizionale finora in uso chiamato reattivo e basato sull’impiego di tacrolimus solo nelle fasi acute, prevede invece l’applicazione del farmaco 2 volte alla settimana anche in assenza di sintomi e quindi per lunghi periodi – nello studio multicentrico è stato usato ininterrottamente per 12 mesi. Lo studio ha inoltre dimostrato che il trattamento proattivo rispetto a quello reattivo consente di usare una minor quantità di farmaco con una buona tollerabilità e minimi effetti collaterali (arrossamento e bruciore). Nella dermatite atopica infatti la patologia è cronicamente presente anche in assenza di sintomi -in Italia la Da compare da ottobre a giugno per recedere, in parte, nella stagione estiva”. La malattia ha un decorso altalenante : in genere, dura qualche settimana e poi scompare per ripresentarsi dopo qualche mese. Nei casi più gravi la sua durata è maggiore senza periodi di riposo. “L’esordio della dermatite atopica” continua il professor Gelmetti, “nel 90% dei casi, avviene nei primi 5 anni di vita - in particolare nel 65 % si manifesta entro il primo anno - poi tende a regredire spontaneamente. Tuttavia in circa il 40% dei casi persiste dopo la pubertà e nel 10% in età adulta. Se nei primi mesi di vita è interessato tutto il corpo, soprattutto guance e cuoio capelluto, poi la malattia colpisce in particolare mani, viso e pieghe di gomiti e ginocchia. Nell’adulto si limita invece ad aree circoscritte come la regione periorale, le palpebre, il dorso delle mani. Spesso associata a forme allergiche come asma e rinite è tra le patologie pediatriche più diffuse spesso per “colpa” di un certo modo di vivere moderno che fa vivere i bambini in ambienti quasi asettici, che li vuole ben puliti (forse troppo) alterando così le difese immunitarie e incrementando le patologie dermatologiche e allergiche . Un’eccessiva pulizia danneggia la barriera cutanea con la conseguenza di “squilibrare” le normali difese immunitarie dell’organismo. Infatti negli ultimi anni si è registrato un aumento della patologia nei Paesi industrializzati - dal 3-5% negli anni ’60-‘70 al 5-20%”. Particolarmente gravi le ripercussioni della dermatite atopica a livello psicologico che nelle sue forme acute si manifesta nelle aree del corpo più visibili e delicate come il viso e il collo. Secondo recenti dati nel 52 %dei casi origina episodi depressivi , nel 37%difficoltà di concentrazione, nel 76% disturbi del sonno mentre nel 39% discriminazioni da parte dei coetanei . Dermatite atopica e allergie “Il bambino con dermatite atopica”, dice il professor Gelmetti, “nel 60% dei casi percorre una “marcia allergica” che lo accompagnerà in età adulta con asma e rinite. Nel primo anno di vita e nelle forme più gravi la dermatite atopica è associata e spesso causata da allergia alimentare a latte, uovo e grano. Sono varie ad esempio le sostanze che possono migliorare o peggiorare il decorso irritando e allergizzando la cute degli atopici come il contatto diretto con tessuti in lana o sintetici, detergenti aggressivi come i saponi comuni e soprattutto le polveri domestiche, ricche di acari . Per questo è importante in tutti i bambini con Da eseguire test diagnostici per l’allergia alimentare e respiratoria”. Le terapie. La recente introduzione dei farmaci immunomodulatori topici ai quali appartiene tacrolimus con una potente attività antinfiammatoria e un minimo assorbimento percutaneo, che garantisce sicurezza e tollerabilità per l’uso prolungato , ha già rappresentato una svolta importante nella cura della malattia perché consente di limitare o eliminare il ricorso ai “vecchi” cortisonici con effetti collaterali sull’organismo e sulla pelle - aumento della fragilità e assottigliamento cutaneo e teleangectasie . Tacrolimus unguento è formulato in due concentrazioni allo 0,03% per i bambini con età superiore a 2 anni e allo 0,1% per i ragazzi dopo i 16 anni e adulti . E’ indicato per le forme moderate e severe della patologia, che nel loro insieme coprono l´ 80% di tutti i casi. Può essere applicato senza problemi sul viso e sul collo e nei bimbi nella zona perigenitale (quella del pannolino ) aree delicate e sensibili di difficile gestione con le creme cortisoniche. “Prodotti di supporto”. Aggiunge il professor Gelmetti, “come creme lipidizzanti ed emollienti specifici, consigliati dal dermatologo, migliorano i risultati . La cura della pelle è fondamentale, dato che se diviene secca, è più reattiva e si infiamma facilmente” . Cortisonici per uso locale. Hanno rappresentato per anni la terapia di riferimento per la Da nelle sue fasi acute e croniche. Gli effetti collaterali di questi farmaci sono atrofia cutanea, comparsa di capillari , difficoltà alla cicatrizzazione, assorbimento sistemico e si manifestano nelle aree con un minor spessore cutaneo e quindi con un maggior assorbimento del farmaco soprattutto come viso, pieghe, zona del pannolino. La terapia con i cortisonici deve inoltre essere sospesa gradualmente: una sua immediata interruzione può innescare il cosiddetto “effetto rebound” con un peggioramento della malattia. Cortisonici per via sistemica (orale, intramuscolare, endovenosa) sono indicati solo nei casi più gravi con un’elevata componente infiammatoria e con lesioni estese in oltre il 20% della superficie del corpo che non reagiscono alle altre terapie. Fototerapia. Nei casi resistenti dell’adolescente e dell’adulto possono essere effettuati con successo cicli di fototerapia Puva (psoraleni + raggi ultravioletti A) o Uvb a banda stretta (ultravioletti B) Attualmente la ricerca è rivolta all’identificazione di possibili sostanze aggiuntive per potenziare i raggi Uv e di ridurre la dose cumulativa di esposizione. Immunosoppressori e farmaci biologici ad uso sistemico sono invece indicati nei malati che non rispondono alle terapie convenzionali. Proteasi e defensine. “”Le ultime ricerche scientifiche internazionali” spiega il dermatologo milanese, “si stanno concentrando sul loro ruolo nella D A per la messa a punto di nuove molecole in grado di bloccare le proteasi e aumentare la presenza di difesine nei pazienti affetti dalla malattia per combatterla su più fronti. Vari studi hanno recentemente dimostrato che nella pelle dell’atopico, le proteasi ,particolari enzimi deputati a mantenere nella cute sempre il suo giusto spessore, si attivano prima del dovuto col risultato che la pelle si “sbriciola” precocemente rendendo la barriera cutanea meno efficiente. Altri studi hanno invece rilevato nella D A una carenza di defensine ,peptidi antimicrobici che difendono la pelle dai germi che continuamente tentano di invaderla. La carenza di queste sostanze determina spesso frequenti attacchi batterici come lo stafilococco aureo che causa infezioni, impetigine , ascessi cutanei e riacutizzazioni della malattia”. Regole, accorgimenti e stili di vita. Lavarsi con detergenti a pH 5,5 e applicare sempre creme lipidizzanti ed emollienti, indossare indumenti di cotone o di lino liscio, evitando oltre la lana anche le fibre sintetiche e quelle ruvide Evitare il contatto con sostanze chimiche sensibilizzanti ,detersivi ,prodotti per la pulizia solventi soprattutto se la D A è localizzata alle mani ,divani e letti con cuscini di piume , tappeti , lavoro fisico eccessivo ,ambienti surriscaldati, esposizione al freddo e brusche variazioni di temperatura, cibi irritanti come pomodoro,parmigiano,agrumi che possono provocare un´irritazione periorale (zona intorno alla bocca) . I soggiorni ad alta quota eserciterebbero un influsso positivo sulla sintomatologia, (gli acari infatti non sopravvivono oltre i 1200 metri) . Nell’80% dei casi poi periodi al mare giovano ai pazienti. Utile anche il training autogeno, perché lo stress può riacutizzare la malattia. Infine lo sport: sono preferibili quelli che non causano forti sudorazioni (si irrita la pelle), particolarmente consigliato l’acquagym e il nuoto www. Eczematopico. It .  
   
   
DERMATITE ATOPICA: APPUNTI DEL PROFESSOR GELMETTI , ORDINARIO DI CLINICA DERMATOLOGICA UNIVERSITÀ DI MILANO - RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI DERMATOLOGIA PEDIATRICA OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO, MANGIAGALLI E REGINA ELENA DI MILANO  
 
 Milano, 15 ottobre 2008 - La dermatite atopica ( o eczema atopico ) è una patologia sempre più diffusa nei bimbi e nei ragazzi e si manifesta con pelle secca, arrossamenti, croste, micro-desquamazioni e soprattutto prurito, a volte così intenso da impedire il sonno e non permettere una normale vita di relazione. In Italia ne soffrono circa 2 milioni di ragazzi , il 20 % dei bambini e degli adolescenti da 1 a 18 anni . Nel 90% dei casi l’esordio avviene nei primi 5 anni di vita, mentre in 6 casi su 10 si verifica nel primo anno. Poi tende a regredire spontaneamente Tuttavia in circa il 40% dei casi persiste dopo la pubertà e nel 10% in età adulta. L’esordio avviene nei primi 5 anni di vita, mentre in 6 casi su 10 si verifica nel primo anno. Poi tende a regredire in parte, anche se persiste nel 10% degli adulti”. Se nei primi mesi di vita è interessato tutto il corpo, soprattutto guance e cuoio capelluto, poi la malattia colpisce in particolare mani, viso e pieghe dei gomiti e delle ginocchia. Nell’adulto tende a localizzarsi in aree circoscritte come la regione periorale, le palpebre, il dorso delle mani. La dermatite atopica è una malattia geneticamente determinata: ad essere coinvolti in varia misura sono i geni localizzati in vari cromosomi. Spesso associata a forme allergiche come asma e rinite è tra le patologie pediatriche più diffuse spesso per “colpa” di un certo modo di vivere moderno che fa vivere i bambini in ambienti quasi asettici, che li vuole ben puliti (forse troppo) alterando così le difese immunitarie e incrementando le patologie dermatologiche e allergiche. Un’eccessiva pulizia danneggia la barriera cutanea con la conseguenza di “squilibrare” le normali difese immunitarie dell’organismo. Infatti negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della patologia nei Paesi industrializzati - dal 3-5% negli anni ’60-‘70 al 5-20% . Tuttavia anche fattori ambientali e psicologici possono migliorare o peggiorare il decorso: dai saponi ai tessuti di lana, dagli antigeni alimentari allo stress. Sono vari ad esempio i prodotti che irritano la cute degli atopici come il contatto diretto con tessuti in lana o sintetici, detergenti aggressivi come i saponi comuni. Sono consigliati invece, soprattutto per i bambini, prodotti specifici per la detersione (oli da bagno) e quotidianamente creme lipidizzanti ed emollienti. Per la diagnosi di solito ci si affida alla clinica dove il prurito accompagna la pelle ruvida e secca. Ma è necessario essere accurati perché in alcuni pazienti la dermatite atopica può essere confusa con altre patologie, come scabbia, micosi o linfomi cutanei. In questi casi è necessario procedere a diagnosi differenziali e indagini diagnostiche strumentali quali la biopsia cutanea. L’iter terapeutico prevede l’eventuale diagnosi anche di dermatiti da contatto, orticaria da contatto e infezioni cutanee. C’è da ricordare comunque che nel 70-80% dei pazienti si evidenzia una positività dei test cutanei, accompagnati o meno a quelli del sangue (Rast o Fast), per i vari e più comuni allergeni soprattutto alimentari. La dermatite atopica è una malattia con un forte impatto sul paziente e la famiglia, poiché è caratterizzata da lesioni cutanee arrossate ed escoriate. Il prurito soprattutto nelle fasi acute mette a rischio il sonno e la psiche del malato, che è vittima di un insopprimibile bisogno di grattarsi. Ciò condiziona la vita di tutti i giorni, il rendimento sul lavoro o quello scolastico. La patologia ha un andamento cronico-recidivante, che vede riacutizzazioni in corrispondenza della primavera e tende a regredire nel periodo estivo. L’ ipereattività della pelle rende il paziente sensibile al contatto con i detergenti (shampoo o sapone) o con l’acqua. Le fasi acute lasciano solitamente segni riconoscibili sulla pelle dei pazienti, quali pelle secca o zone di cute più chiare. La malattia si manifesta spesso in pazienti portatori essi stessi o in familiari con atopie respiratorie come asma bronchiale e rinite allergica. Sviluppare la patologia significa rischiare di esser coinvolto nella cosiddetta “marcia atopica”, che prevede l’insorgenza, dopo la dermatite atopica, di asma e rinite. L’iter terapeutico prevede l’eventuale diagnosi anche di dermatiti da contatto, orticaria da contatto e infezioni cutanee. Le terapie. Ora per la cura di questa malattia c’è una novità che arriva da uno studio multicentrico europeo - Control Study - pubblicato sulle prestigiose riviste scientifiche Allergy e British Journal of Dermatology on line - svolto su 267 pazienti in eta’ pediatrica dai 2 ai 16 anni e 257 adulti che ha dimostrato l’efficacia di un unguento– tacrolimus - nel tenere sempre sotto stretto controllo la dermatite atopica bloccandone i sintomi prima ancora che si manifestino con due sole applicazioni locali alla settimana. La novità importante è nel nuovo impiego di tacrolimus un immodulatore topico già disponibile da alcuni anni nel nostro Paese, ma che ora può essere usato più efficacemente. Sono disponibili da poco due studi multicentrici controllati in doppio cieco (Control Study Pediatrico) (Control Study Adulti) che hanno investigato l’efficacia del tacrolimus unguento nel controllare la dermatite atopica in maniera “proattiva”, il che significa che in uno dei due gruppi, il tacrolimus unguento è stato somministrato con scadenza regolare anche in assenza di sintomi, mentre il gruppo di controllo usava solo il placebo. Entrambi i gruppi erano autorizzati ad impiegarlo nel caso di peggioramento della malattia . Lo studio pediatrico ha seguito 267 pazienti in età pediatrica dai 2 ai 15 anni trattati con tacrolimus unguento 0. 03%. In modo proattivo e cioè applicato due volte alla settimana per 12 mesi Il secondo ha invece analizzato 257 pazienti adulti che hanno applicato il tacrolimus unguento 0,1%. Due volte alla settimana per 12 mesi analogamente allo studio sui bambini e adolescenti . Questi studi hanno, in un certo senso, rivoluzionato l’approccio terapeutico della dermatite atopica. Mentre, fino ad ora, si aspettava la fase acuta della malattia per passare al contrattacco (strategia “reattiva”), gli studi citati mostrano chiaramente che una terapia bisettimanale di mantenimento è capace di ritardare l’insorgenza di una recidiva. Ma ci sono ancora due buone notizie: la prima è che la tollerabilità e gli effetti collaterali (minimi) sono eguali nei due gruppi; la seconda è che il gruppo che ha usato tacrolimus in maniera “proattiva” ha consumato meno quantità di farmaco rispetto a quello che lo ha usato in maniera “reattiva”. La filosofia che ha spinto i ricercatori americani ed europei ad impiegare questi schemi innovativi per la cura della dermatite atopica è, in fondo, la stessa che ha ispirato la moderna cura dell’asma bronchiale. Nella dermatite atopica, la patologia è cronicamente presente anche in assenza di sintomi. Il trattamento va pertanto effettuato per tutto il periodo in cui si ritiene a ragione che la malattia sia attiva che andrebbe, ovviamente, individualizzato e contestualizzato all’ epidemiologia che ci interessa (in Italia la dermatite atopica si fa vedere sostanzialmente da ottobre a giugno per recedere, almeno in parte, nella stagione estiva). La recente introduzione dei farmaci immunomodulatori topici ai quali appartiene tacrolimus con una potente attività antinfiammatoria e un minimo assorbimento percutaneo, che garantisce sicurezza e tollerabilità per l’uso prolungato , ha già rappresentato una svolta importante nella cura della malattia perché consente di limitare o eliminare il ricorso ai “vecchi” cortisonici con effetti collaterali sull’organismo e sulla pelle- aumento della fragilità e assottigliamento cutanea e teleangectasie . Tacrolimus unguento è formulato in due concentrazioni allo 0,03% per i bambini con età superiore a 2 anni e allo 0,1% per i ragazzi dopo i 16 anni e adulti . E’ indicato per le forme moderate e severe della patologia, che nel loro insieme ´coprono´ l´ 80% di tutti i casi. Può essere applicato senza problemi sul viso e sul collo e nei bimbi nella zona perigenitale (quella del pannolino ) aree delicate e sensibili di difficile gestione con le creme cortisoniche Prodotti di supporto come creme lipidizzanti ed emollienti specifici, consigliati dal dermatologo, migliorano i risultati. La cura della pelle è fondamentale, dato che se diviene secca, è più reattiva e si infiamma facilmente. Cortisonici per uso locale. Rappresentano la terapia di riferimento per l’eczema atopico per ridurre l‘infiammazione e il prurito nelle fasi acute e in quelle croniche della malattia. È preferibile ricorrere a quelli di nuova generazione (a più bassa potenza) e riservare l’uso dei tradizionali (ma più a rischio di effetti collaterali) come trattamento di seconda scelta. Gli effetti collaterali di questi farmaci che si manifestano soprattutto sul viso, nelle pieghe cutanee e nella zona del pannolino (aree queste con un minor spessore cutaneo e quindi con un maggior assorbimento del farmaco) sono : atrofia cutanea, teleangectasie, difficoltà alla cicatrizzazione, assorbimento sistemico. Da non usare quindi in zone delicate come volto, palpebre e l’area perigenitale. La terapia con steroidei deve inoltre essere sospesa gradualmente: una sua immediata interruzione può innescare il cosiddetto “effetto rebound” con un peggioramento dell’eczema . Cortisonici per via sistemica (orale, intramuscolare, endovenosa) indicati solo a casi più gravi che non reagiscono alle altre terapie con un’elevata componente infiammatoria e con lesioni estese in oltre il 20% della superficie del corpo. Gli effetti collaterali sono rebound (peggioramento) alla sospensione. Antistaminici vengono spesso usati per sedare il prurito che si accompagna alla malattia. Immunosoppressori e farmaci biologici ad uso sistemico sono invece indicati nei malati che non rispondono alle terapie convenzionali . Fototerapia. Le radiazioni Uv (ultraviolette) hanno un effetto benefico sulla pelle atopica, che migliora con l’esposizione solare nella maggior parte dei casi. L’approccio fototerapico alla patologia negli anni si è arricchito di nuovi strumenti, e si avvale di raggi Uvb e Uva a banda stretta e larga, con o senza aggiunta di farmaci. I raggi solari sono da sempre un rimedio naturale per la nostra pelle. La fototerapia è in grado di riprodurne gli effetti positivi, riducendone i rischi. Evidenze scientifiche ne confermano l’efficacia e attualmente la ricerca è rivolta all’identificazione di possibili sostanze aggiuntive per potenziare i raggi Uv e ridurre la dose cumulativa di esposizione. Le ultime scoperte: proteasi e defensine. Le ricerche scientifiche internazionali si stanno concentrando sul loro ruolo nella D A per la messa a punto di nuove molecole in grado di bloccare le proteasi e aumentare la presenza di difesine nei pazienti affetti dalla malattia per combatterla su più fronti. Vari studi hanno recentemente dimostrato che nella pelle dell’atopico, le proteasi, particolari enzimi deputati a mantenere nella cute sempre il suo giusto spessore, (le cellule della pelle si formano continuamente a partire dalle cellule basali grazie alla continua riserva di cellule staminali cutanee presenti se non ci fossero le proteasi, la pelle continuerebbe a prodursi all’infinito ispessendosi sempre di più) si attivano prima del dovuto col risultato che la pelle si “sbriciola” precocemente rendendo la barriera cutanea meno efficiente. Le proteasi sono inoltre sensibil al ph del cute questo spiega perché i saponi aggressivi a ph alcalino sopra 7 possono attivarle ulteriormente e aggravare il danno alla pelle. Altri studi hanno invece evidenziato nella D A una carenza di defensine, peptidi antimicrobici che difendono la pelle dai germi che continuamente tentano di invaderla. La carenza di queste sostanze che costituiscono la cosiddetta immunità innata determina spesso frequenti attacchi batterici come lo stafilococco aureo che causa infezioni, impetigine , ascessi cutanei e riacutizzazioni della malattia. Regole, accorgimenti e stili di vita . Lavarsi con detergenti a pH 5,5 e applicare sempre creme lipidizzanti ed emollienti, indossare indumenti di cotone o di lino liscio, evitando oltre la lana anche le fibre sintetiche e quelle ruvide Evitare il contatto con sostanze chimiche sensibilizzanti ,detersivi ,prodotti per la pulizia solventi soprattutto se la D A è localizzata alle mani ,divani e letti con cuscini di piume , tappeti , lavoro fisico eccessivo ,ambienti surriscaldati, esposizione al freddo e brusche variazioni di temperatura, cibi irritanti come pomodoro,parmigiano,agrumi che possono provocare un´irritazione della zona intorno alla bocca . I soggiorni ad alta quota eserciterebbero un influsso positivo sulla sintomatologia, (gli acari infatti non sopravvivono oltre i 1200 metri) . Nell’80% dei casi poi periodi al mare giovano ai pazienti. Utile anche il training autogeno, perché lo stress può riacutizzare la malattia. Infine lo sport: sono preferibili quelli che non causano forti sudorazioni (si irrita la pelle), particolarmente consigliato l’acquagym e il nuoto. La Scuola dell’Atopia diretta dal Professor Carlo Gelmetti segna l’ avvio anche nel nostro Paese di un nuovo approccio terapeutico globale alla dermatite atopica in età pediatrica. Sviluppato dai massimi esperti europei del settore, si basa sulla prevenzione, sull’educazione del bambino e dei suoi familiari -con una serie di incontri periodici -e su un trattamento terapeutico multidisciplinare - dermatologi, pediatri, allergologi, psicologi, oftalmologi -con l’obiettivo di curare la patologia, ma anche la qualità di vita dell’atopico e della sua famiglia. Il progetto Scuola dell’Atopia già esistente da alcuni anni in diversi Paesi europei nasce sull’efficacia di un’educazione terapeutica che si traduce in notevoli benefici per il paziente che migliora la gestione della sua malattia, per la collettività che riduce i costi, per i curanti che evitano il fallimento terapeutico. Uno studio recente pubblicato dal gruppo tedesco su pazienti con dermatite atopica che hanno seguito la Scuola dell’Atopia mostra un miglioramento obiettivo della malattia in tutte le fasce di età e un miglioramento della qualità di vita dei genitori del gruppo che ha seguito il corso. Www. Eczematopico. It .  
   
   
IN LOMBARDIA ARRIVA IL LETTORE PER LA CARTA REGIONALE DEI SERVIZI A 7,50 EURO FORMIGONI E BRESCIANI: TEMPI E CODE RISPARMIATI PER I CITTADINI  
 
Milano, 15 ottobre 2008 - La sanità lombarda entra sempre di più nelle case dei cittadini, grazie alla Carta regionale dei servizi (Crs), che ora diventa utilizzabile anche dal pc personale, per accedere al proprio fascicolo sanitario e per usufruire dei numerosi servizi messi in campo dalla Regione, ma anche dallo Stato e dai Comuni. Serve un lettore di smart card: dal 21 ottobre chiunque lo potrà acquistare in edicola, al vantaggioso prezzo di 7,50 euro, allegato ai principali quotidiani. Serve anche il codice pin e il rilascio del consenso informato al trattamento dei dati (ma oltre metà dei lombardi, il 52% per la precisione, a questo ha già provveduto). Sono queste le nuove importanti possibilità di utilizzo della Carta regionale dei Servizi, che è anche Tessera sanitaria, presentate venerdì 3 ottobre in una conferenza stampa dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dall´assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, e dal presidente di Lombardia Informatica, Alberto Daprà, in concomitanza con una vasta campagna informativa su giornali, radio e tv. "La Carta Regionale dei Servizi - ha spiegato Formigoni - è lo strumento che abbiamo voluto creare per facilitare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. Tutti i cittadini lombardi possono usufruire dei servizi on line garantiti dalla card elettronica. Il Sistema Informativo Socio-sanitario consente di connettere in un unica rete per lo scambio e la condivisone delle informazioni cliniche il 90% dei medici di medicina generale, il 100% delle farmacie lombarde, la totalità delle Asl e delle Aziende ospedaliere pubbliche". Cui via via si stanno aggiungendo anche quelle private. "Un grandioso e innovativo sistema digitalizzato di servizio al cittadino che stiamo sempre più affinando a sviluppando in tutte le sue potenzialità", ha sottolineato il presidente. In Lombardia sono state emesse 9. 358. 107 Carte Regionali dei Servizi: l´hanno a disposizione il 99,05% dei cittadini. In un´unica card hanno a disposizione la Tessera Sanitaria (sostituisce il tesserino cartaceo), la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (garantisce l´assistenza sanitaria nell´Unione Europea e nei Paesi convenzionati), il Tesserino di Codice Fiscale, la Carta Nazionale dei Servizi (garantisce, previa richiesta del Pin, l´accesso ai servizi on-line della Pubblica Amministrazione). Finora sono state 29 milioni le prescrizioni farmaceutiche effettuate, 12 milioni le prescrizioni ambulatoriali, e 6 milioni i referti firmati digitalmente. Con il lettore di smart card sarà ora possibile da casa ottenere numerosi altri servizi, quali la consultazione dei dati anagrafici e delle esenzioni, la consultazione del proprio Fascicolo Sanitario, la scelta e la revoca del Medico di Medicina Generale, la richiesta del consenso informato al trattamento dei dati e, in prospettiva, la prenotazione di prestazioni specialistiche. "Anche attraverso questo strumento informatico - ha spiega l´assessore Bresciani - diamo concretezza e spessore alla centralità del cittadino, e lo agevoliamo nel risparmio di tempi e nel taglio delle code agli sportelli. Cosa importantissima per tutti e in particolare per le persone disabili o con problemi di mobilità". La Lombardia è inoltre già al lavoro per realizzare, attorno alla Crs, una rete interregionale europea, che coinvolgerà Rhone-alpes (la regione francese di Lione), il Canton Ticino, la Slovenia, forse l´Austria, oltre alle province di Trento e Bolzano: "Le intese - ha detto ancora Bresciani - sono in fase avanzata e i progetti potranno essere finanziati dall´Unione europea". Ma la Crs non serve solo pere la Sanità. Serve per fare dal pc di casa numerose altre operazioni. Innanzitutto rispetto ai servizi della Regione, come le domande per la Dote scuola e la Dote lavoro e le varie domande di finanziamento su fondim regionali ed europei. In secondo luogo con l´amministrazione dello Stato, per esempio con l´agenzia delle entrate (per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi, le pratiche Iva, ecc. ), e con le singole amministrazioni comunali che sempre più si avvalgono della Crs per "riconoscere" e far accedere i loro cittadini a servizi sociali, scolastici, sportivi, ecologici, oltre che all´anagrafe e al rilascio dei certificati. Dal 21 ottobre il lettore di smart card sarà dunque disponibile al prezzo di 7. 50 euro abbinato con i principali quotidiani diffusi in Lombardia. Nella confezione sarà presente tutto il necessario per installare il lettore sul proprio Pc di casa, in modo semplice e immediato anche per gli utenti meno esperti di informatica. .  
   
   
ERRORI IN CORSIA, IL 50% AVVIENE DI MATTINA PER CONTRASTARLI ARRIVA IL FARMACISTA DI REPARTO DUE STUDI CONDOTTI A NAPOLI E TORINO LO CONFERMANO: QUESTA PRESENZA GARANTISCE MENO RISCHI PER IL PAZIENTE, MIGLIORE USO DEI FARMACI E UN RISPARMIO DEL 40%  
 
 Napoli, 15 ottobre 2008 - In molti paesi anglosassoni è già realtà, ora è in arrivo anche da noi. Il farmacista di reparto è una presenza che, accanto a medico e infermiere, contribuirebbe a evitare il 30% degli errori di terapia e abbassare la spesa farmaceutica ospedaliera del 40%. Potrebbe rivestire anche un importante ruolo di ‘consigliere’ per i dubbi del malato sulla terapia e avvertire il medico di possibili interazioni pericolose da farmaci. Notizia e dati giungono dal 29° Congresso Nazionale della Società Italiana Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (Sifo) in corso a Napoli alla Mostra d’Oltremare. “Il farmacista che collabora col medico al letto del paziente è una realtà consolidata già da anni nei paesi anglosassoni e in particolare negli Usa – spiega la dottoressa Laura Fabrizio, presidente della Sifo – la nostra Società è impegnata a trasferire questo modello in grado di evitare sprechi ed errori anche nel contesto italiano”. La ricetta della Sifo si basa non su supposizioni ma su esperienze reali. Gli effetti molto positivi del farmacista in corsia sono stati valutati in due studi condotti a Napoli e Torino. “Secondo il nostro studio triennale – spiega la dottoressa Annamaria Nicchia, presidente del congresso e direttore della farmacia ospedaliera del Cardarelli di Napoli – eseguito da Maria Cammarota e Irene Putaturo, il 50% delle prescrizioni contiene almeno un errore di grado lieve e la metà degli errori avviene in fase di prescrizione e al mattino quando viene somministrata la maggior parte dei farmaci, seguita dalla fase di preparazione dei medicinali (24% degli errori). Il secondo periodo più a rischio sulle 23 ore di operatività è la notte, in cui avviene il 30% degli sbagli. “Oltre al farmacista in corsia – spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale Sifo – altri strumenti che consentono di diminuire rischi e spesa sono l’armadio farmaceutico informatizzato (cioè il collegamento elettronico tra corsia e scaffale della farmacia) e la dose unitaria che parte da una confezione di farmaco da cui viene estrapolata la quantità necessaria all’utilizzo giornaliero. Un altro studio, illustrato stamattina al congresso Sifo, delle Molinette di Torino, ha valutato l’impatto del farmacista di reparto sulla spesa: nel corso dell’ultimo anno su 8 reparti indagati, il risparmio è stato del 41,4% pari a 1. 200. 000 euro. Inoltre, in questo studio, coordinato dalla dott. Ssa Silvana Stecca, direttore della farmacia ospedaliera Molinette con i farmacisti di reparto, Francesco Cattel e Anna Gosco, la sola presenza del farmacista in corsia ha dimezzato il numero di farmaci utilizzati a parità di efficacia della cura, evitando doppioni inutili e ottimizzando il magazzino. Tanto che l’Università di Torino ha dato il via quest’anno al corso di specializzazione post-laurea di farmacista ospedaliero di reparto. .  
   
   
VENETO, A ROMA GRANDE RISULTATO: NIENTE TAGLI AI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA  
 
Venezia, 15 ottobre 2008 - “Grazie al pressing attuato dalle Regioni con il Veneto in prima fila, e all’attenzione ottenuta dal Governo, non ci sarà il tanto paventato taglio dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) in sanità, ma un doveroso lavoro sull’appropriatezza”. Lo sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto, Sandro Sandri, all’uscita da un incontro, tenutosi ieri a Roma al Ministero della Salute, con i due Sottosegretari, Ferruccio Fazio e Francesca Martini. “Oggi – aggiunge Sandri – si è aperta una positiva fase di concertazione nella quale le Regioni avranno un forte ruolo di proposta nel cammino di riorganizzazione della sanità nazionale. I Lea – sottolinea Sandri – non verranno tagliati ma, ad uno specifico tavolo comune, procederemo ad un monitoraggio del nomenclatore per verificare se, come riteniamo, alcune voci possano essere superate, inutili od obsolete. Per il resto – dice l’Assessore veneto – non ci sarà alcuna contrazione dei servizi erogati ai cittadini. Il che, per il Veneto, era condizione irrinunciabile al fine di evitare ai nostri assistiti altri sacrifici, magari per far quadrare i conti di chi ha sprecato nel passato e continua a farlo nel presente. Il nostro coinvolgimento formale in tutte quelle che saranno le decisioni in merito ai servizi da erogare alla gente è la miglior garanzia in questo senso”. Sandri ha anche commentato positivamente “il lavoro di confronto che apriremo con il Governo in materia di appropriatezza della spesa, che è doverosa per eliminare gli sprechi, e che coinvolgerà anche il fondamentale livello della medicina di base per quanto riguarda il fronte delle prescrizioni di farmaci e di indagini diagnostiche”. .  
   
   
ANCHE NELL’EMERGENZA CI VUOLE QUALITÀ OLTRE 300 RELATORI PER UNA PLATEA DI PIÙ DI 2500 SPECIALISTI. AL CENTRO DEI LAVORI LE PIÙ RECENTI ACQUISIZIONI SCIENTIFICHE, CON FOCUS SULLA SICUREZZA E LO STANDARD DELLE PRESTAZIONI  
 
 Milano, 15 ottobre 2008 - Dal 14 al 17 ottobre si tiene a Palermo, presso la Fiera del Mediterraneo, il 62° Congresso della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti). La Siaarti, presieduta dal professor Luciano Gattinoni, riunisce in pratica gli specialisti cui spetta affrontare il trattamento del dolore ma anche l’emergenza, sia nei servizi territoriali quali il 118, sia nelle strutture ospedaliere (unità di terapie intensive, pronti soccorsi; un ventaglio di attività che vede nella competenza multidisciplinare e nel continuo aggiornamento due elementi fondamentali, che si riflettono nel calendario dei lavori di questo 62° Congresso, di cui è presidente il professor Salvatore Mangione, direttore del Dipartimento di Scienze Anestesiologiche Rianimatorie e delle Emergenze (Dare) dell’Università di Palermo. “I contenuti del Congresso hanno un netto orientamento verso la sicurezza e la qualità” spiega il professor Mangione ”poiché siamo convinti che l’una e l’altra costituiscono l’inscindibile binomio su cui devono fondarsi l’Anestesiologia e la Terapia Intensiva”. Di conseguenza, l’articolato programma del congresso comprende 4 Corsi pre-congressuali (Management del Politrauma, Ecocardiografia nel Malato Critico, Emodinamica di Base, Management delle Vie Aree Difficili); 78 Sessioni Scientifiche (Anestesia Generale, Anestesia Loco-regionale, Rianimazione e Terapia Intensiva, Medicina Perioperatoria, Terapia del Dolore e Cure Palliative, Medicina Subacquea ed Iperbarica, Emergenze Extra-ospedaliere e Disastrie altre); 6 Sessioni dedicate agli Specializzandi (tre Letture Magistrali e tre European E-learning Courses); 3 Eventi satellite; 309 Comunicazioni orali, divise in Sessioni (Dolore, Emergenza, Terapia Intensiva, Anestesia, Anestesia loco-regionale), con ampi spazi per la discussione; 228 Posters, con Commissioni itineranti di Esperti. “Al centro delle Sessioni Scientifiche sono state poste le tematiche più importanti e le più recenti acquisizioni in tutte le aree disciplinari dell’anestesiologia, della rianimazione e terapia intensiva, dell’algologia, della medicina critica e dell’emergenza, della medicina iperbarica, dedicando una particolare attenzione agli eventi riservtai alla formazione degli specializzandi” spiega ancora Salvatore Mangione. “Mentre per i 4 Corsi Satellite pre-congressuali abbiamo adottato il modello didattico dei corsi avanzati a carattere teorico-pratico interattivo, a numero programmato di iscritti”. A riprova dell’importanza dell’approccio multidisciplinare sono state organizzate tre Sessioni congiunte con altre società scientifiche nazionali: Società di anestesia e rianimazione neonatale e pediatrica (Sarnepi), Società Italiana di Radiologia Medica (Sirm) e Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale (Sinpe) “Nei tre giorni si alterneranno 310 Relatori accreditati“ prosegue il presidente del Congresso “e possiamo contare su 11 Sale allestite con sistemi audio-video che, potendo funzionare anche in contemporanea, garantiscono un totale di 2. 540 posti a sedere”. Il congresso Siaarti ha ottenuto l’accreditamento Ecm per i medici chirurghi e gli infermieri, con accreditamento autonomo per i 4 Corsi precongressuali e le tre Giornate di lavori congressuali. “Ci attendiamo la partecipazione di circa 2. 500 medici specialisti, 700 specializzandi, 500 infermieri di Area Critica” dice il presidente del 62° Congresso. La Siaarti anche quest’anno ha compiuto un grosso sforzo nell’organizzare un evento Congressuale di tale entità. Gli obiettivi che si è posta l’Associazione Italiana degli Anestesiologi sono finalizzati a offrire a tutti i medici, infermieri e specialisti interessati una valida e concreta opportunità di aggiornamento professionale, di dibattito e di confronto. .  
   
   
ASSEGNI DI CURA PER NON AUTOSUFFICIENTI: STANZIATI IN VENETO FINANZIAMENTI PER 42,5 MILIONI DI EURO; PIU’ 1,5 MILIONI DI EURO RISPETTO AL 2007  
 
Venezia, 15 ottobre 2008 - La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell´assessore alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi il provvedimento di assegnazione dei fondi per l’erogazione delle domande di Assegno di cura per l’anno 2008. “Si tratta di finanziamenti per un valore complessivo di 42 milioni e mezzo di euro, - spiega l’assessore - un importo che la Giunta ha voluto incrementare con fondi regionali per 1 milione e mezzo di euro rispetto alle previsioni di inizio anno per far fronte al sensibile aumento di domande, in particolare riguardanti persone affette da demenza accompagnata da gravi disturbi comportamentali. Importo che mi auguro anche di poter incrementare con il riparto del fondo nazionale 2008 per la non autosufficienza, per il quale attendiamo in Veneto 22 milioni di euro. Il numero degli assegni di cura è stato nel 2007 di 24. 085 unità di cui 3. 875 riguardano casi di Alzheimer e 2. 824 casi con badante regolare. Al 30 giugno 2008 i beneficiari idonei sono 25. 340, di cui 4. 580 con Alzheimer e 3. 308 con badante, segno di un aumento dei casi gravi e dell´indice di bisogno. La spesa complessiva è stata nel 2007, anno di prima applicazione dell´assegno di cura, di 40,6 milioni di euro, che abbiamo integrato con il fondo nazionale 2007, pari a 7,7 milioni di euro. ” “La procedura di erogazione dell´assegno di cura - ricorda Valdegamberi - ha inizio con la domanda che le famiglie possono presentare ai servizi sociali del Comune o della Ulss di residenza per conto del familiare non autosufficiente che desiderano assistere in casa propria. ” L´erogazione del contributo avviene in due tranches, calcolate sul numero totale dei beneficiari idonei calcolati al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno, attraverso l´apposita banca dati regionale Isee. Net a cui hanno accesso gli operatori di Comuni e Ulss. Saranno i Comuni (o le Aziende Ulss 1, 3, 4, 10, 12, 16, 18, 19, 20 che sono state delegate dalle Conferenze dei sindaci) a ricevere materialmente nei prossimi giorni i contributi regionali (secondo gli importi illustrati nella tabella allegata), che provvederanno a girare ai 25. 340 cittadini beneficiari per il primo semestre 2008. “Ho chiesto a tutti i Comuni e le Aziende Ulss del Veneto - spiega l´assessore - che, in considerazione dell´elevata condizione di necessità economica dei percettori del contributo, l´erogazione sia effettuata nel modo più sollecito, attivando gli uffici per effettuare quanto prima i mandati di pagamento ai cittadini. Essendo certo l´importo regionale in arrivo, ho anche chiesto agli enti di valutare la possibilità di anticipare l´uscita di cassa, che è comunque esclusa dal patto di stabilità in quanto spesa socio sanitaria. ” .  
   
   
SIMG: GOVERNO, REGIONI E MEDICINA GENERALE “LAVORIAMO INSIEME PER DEFINIRE I NUOVI LEA” CLAUDIO CRICELLI: “L’ATTUALE SISTEMA RIGIDO VA SOSTITUITO CON LA GOVERNANCE CLINICA”  
 
 Firenze, 15 ottobre 2008 – “È necessario affrontare il problema della sostenibilità degli esami diagnostici ricorrendo a una forma di autogoverno concordata con le Regioni e il Governo e realizzata dalla medicina generale”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg), entra nel dibattito sulla definizione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), le prestazioni erogate gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, da cui, nella bozza presentata dal governo, potrebbero scomparire gli esami di laboratorio (a eccezione delle fasce più deboli). Controverse anche le prestazioni con mezzo di contrasto, che nel nuovo testo sono limitate ai soli malati oncologici, riservando ai traumatizzati quelle senza contrasto. “Il nuovo decreto di revisione dei Lea – spiega il dott. Cricelli - limiterebbe di fatto la qualità dell’assistenza nel nostro Paese. Solo un autogoverno fondato su regole scientifiche, su obiettivi sanitari condivisi e sul raggiungimento degli obiettivi di salute della popolazione può rappresentare la soluzione. Utilizzando gli strumenti di governance, da oggi a disposizione dei medici e del Servizio Sanitario Nazionale, siamo in grado di applicare con estremo rigore le linee di indirizzo utili per la diagnostica e gli esami di laboratorio e radiografici, secondo le esigenze individuali di ciascun cittadino e di ciascuna comunità. Con il risultato di avere una razionalizzazione dell’uso dei test diagnostici e della loro prescrizione senza ricorrere a strumenti impositivi e di governo centrale”. “Proponiamo quindi – conclude Cricelli - un ampio accordo con le regioni che utilizzi le conoscenze scientifiche e le capacità professionali della medicina generale sostituendo il sistema rigido di ridefinizione dei Lea con la governance clinica”. .  
   
   
ARMIN LINKE IMMAGINARIO NUCLEARE 16 OTTOBRE – 16 NOVEMBRE 2008 ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA CALCOGRAFIA ROMA  
 
 Roma, 115 ottobre 2008 - Immaginario Nucleare è un progetto che vuole raccontare attraverso lo sguardo dell’arte e della scrittura il passato e il presente del nucleare italiano, la sua vicenda umana e scientifica, le suggestioni dei suoi luoghi, le sue contraddizioni. Commissionato da Sogin - Società per la gestione impianti nucleari, con i patrocini del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero per i Beni e le Attività Cultuali, Immaginario Nucleare, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, si articola in una pubblicazione e in una mostra che vedono il fotografo Armin Linke e lo scrittore Tommaso Pincio interpreti di un viaggio nell’immaginario culturale legato al nucleare in Italia. La mostra, patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Grafica, la Parc (Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanea) e il Maxxi, Museo Nazionale delle Arti del Xxi secolo, avrà luogo a Roma, alla Calcografia dal 16 ottobre al 16 novembre 2008. Accompagnata da un libro pubblicato dalla casa editrice inglese Pocko Editions, Immaginario Nucleare intende restituire voce e immagine ad una vicenda, quella dell’energia atomica in Italia, che si è interrotta improvvisamente proprio vent’anni fa. Due gli eventi decisivi che hanno impresso una drastica svolta alla possibilità dell’utilizzo pacifico del nucleare nel nostro paese: nel 1986 l’incidente di Chernobyl, con le sue tragiche conseguenze e l’anno successivo il referendum che sancì la chiusura definitiva delle centrali in funzione in Italia e la rinuncia ad ogni ulteriore investimento pubblico o privato nel settore. Immaginario Nucleare oscilla tra le suggestioni del passato e del presente raccontato dallo sguardo di uno dei più interessanti fotografi italiani. L’artista, recuperando la tecnica della fotografia tridimensionale molto in voga negli anni Sessanta, ha realizzato un percorso per immagini dei siti del nucleare in Italia. Armin Linke costruisce un suggestivo percorso in cui le fotografie, che vanno guardate con appositi occhiali, restituiscono una visione atemporale dei luoghi, dando vita ad una sorta di “archeologia del futuro”. Accanto alle fotografie, un video realizzato in collaborazione con Renato Rinaldi, presenta immagini senza narrazione, una specie di pittura tridimensionale in movimento di paesaggi e interni. Il testo di Tommaso Pincio ci guida nella storia italiana e nelle paure generate nell’immaginario collettivo dalla tecnologia nucleare: attraverso riferimenti alla storia recente, al cinema, alla letteratura di fantascienza, l’autore ripercorre l’evoluzione dell’immaginario catastrofista. Un percorso nella storia della cultura visiva italiana nell’epoca nucleare. La vicenda nucleare italiana non è totalmente conclusa, infatti l’attività di decommissioning e gestione dei rifiuti svolta da Sogin rappresenta una normale fase del ciclo nucleare ed esige di mantenere un contatto con la migliore esperienza industriale e ricerca internazionale. Inoltre ogni decisione relativa al nostro futuro energetico sta nelle mani del Governo e del Parlamento, che hanno il dovere di assicurare sulla base delle attuali conoscenze, tecnologie e operatività del settore, una decisione in merito nella più assoluta libertà. “Affiancare il passato nucleare alla nostra arte contemporanea”, afferma Massimo Romano, Amministratore Delegato di Sogin, “è un tentativo di esprimere questo significato di libertà. Questo progetto è il primo tratto di un percorso in cui vogliamo concentrare energie e risorse per lasciare un segno di testimonianza e consapevolezza”. Infatti, ora che Sogin si appresta a smantellare le centrali e riportare i luoghi che furono dedicati al progetto nucleare alla loro consistenza originaria, è stato affidato alle immagini di Armin Linke e alle parole di Tommaso Pincio, il compito di ricordare i segni di una straordinaria avventura industriale ed umana, nel tentativo di non disperdere un patrimonio di conoscenza e di esperienza che occorre proiettare nel futuro. Biografie Armin Linke Nato nel 1966 l’artista tedesco vive e lavora a Milano. Linke utilizza il film e la fotografia per documentare i fenomeni di globalizzazione, i cambiamenti dei paesaggi contemporanei e le conseguenze sociali e politiche che ne derivano. Le sue immagini investigano e documentano la trasformazione dei territori contemporanei e il loro effetto sulla percezione dello spazio. Come fotografo e filmaker sta lavorando a un archivio in crescita progressiva sulle diverse attività umane e sui nuovi paesaggi naturali e artificiali. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all´estero tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di San Paolo, al Centre Georges Pompidou di Parigi, alla Tate Modern di Londra, al Kunstwerke di Berlino, al P. S. 1 di New York. Tommaso Pincio Tommaso Pincio è lo pseudonimo di uno scrittore italiano nato a Roma. Ha esordito come romanziere nel 1999 con M. , una sorta di rivisitazione letteraria del film Blade Runner ambientata in una Berlino immaginaria del 1969. Successivamente ha pubblicato per Fanucci Lo spazio sfinito (2000) e Un amore dell’altro mondo (Einaudi 2002), un libro che ha diviso ha critica letteraria e con il quale l’autore ha acquistato una certa noterietà. Vi si narra la vita di Kurt Cobain, leader del gruppo rock Nirvana, attraverso lo sguardo di un suo amico immaginario. Il suo romanzo più recente è La ragazza che non era lei (Einaudi 2005), dove si tenta di tracciare un bilancio su ciò che è andato perduto e ciò che è rimasto dei sogni di amore e libertà degli anni sessanta. È invece del 2006 Gli alieni un’indagine su come l’ipotesi dell’esistenza di civiltà extraterrestri sia diventata uno dei grandi miti dell’era moderna. Tommaso Pincio collabora regolarmente alla rivista Rolling Stone e alle pagine culturali del quotidiano il manifesto e di Alias occupandosi perlopiù di letteratura statunitense. Cura inoltre la rivista web Aliens don’t suck!. .  
   
   
CULTURA. CICLO DI CONFERENZE PER LA MOSTRA SEURAT–SIGNAC  
 
Milano, 15 ottobre 2008 - Giovedì 16 ottobre si inaugura un ciclo di conferenze dedicate alla mostra “Georges Seurat – Paul Signac e i neoimpressionisti” aperta al pubblico dal 10 ottobre al 25 gennaio 2009 a Palazzo Reale. Gli incontri, a ingresso gratuito, si svolgeranno con cadenza bisettimanale per tutti i tre mesi di apertura della mostra. Le conferenze, di un’ora ciascuna, si terranno nella Sala Conferenze di Palazzo Reale e saranno guidate da esperti che affronteranno gli argomenti della mostra – soprattutto il colore e la sua percezione, la vicenda biografica e il contesto nel quale operarono i neoimpressionisti – nel modo più esaustivo e stimolante soprattutto per un pubblico non specializzato. La prima conferenza, in programma giovedì 16 ottobre alle ore 18. 00, avrà per tema la grande stagione del neoimpressionismo e sarà tenuta dalla curatrice della mostra, Marina Ferretti Bocquillon. .