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Notiziario Marketpress di Mercoledì 15 Aprile 2009
SALUTE: FIRMATO PROTOCOLLO COLLABORAZIONE FVG-LOMBARDIA  
 
 Gorizia, 15 aprile 2009 - Un protocollo d´intesa per la cooperazione interregionale nel settore sanitario è stato firmato ieri a Gorizia tra le Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia. A sottoscrivere il documento sono stati l´assessore regionale alla Salute e alla Protezione sociale Vladimir Kosic e il suo omologo della Lombardia Luciano Bresciani. Entrambi hanno voluto sottolineare, in occasione della firma, l´importanza del ruolo delle Regioni nel campo delle politiche sanitarie, perché solo un forte radicamento territoriale permette di fornire risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini, che sono diversi da regione a regione, nell´ambito di norme statali che devono garantire il principio universalistico delle prestazioni. Con il protocollo, che potrà essere allargato anche ad altre Regioni italiane ed europee, si prevede di costituire un Gruppo tecnico interregionale di coordinamento, con l´obiettivo di promuovere forme di cooperazione in ambito sanitario, per migliorare la qualità e la sostenibilità delle prestazioni. Oltre a favorire lo scambio di informazioni e a facilitare i contatti fra le istituzioni che operano nella sanità, con questo accordo si punta a sperimentare delle innovazioni con l´impiego delle tecnologie informatiche e della telemedicina, per arrivare a un´organizzazione sanitaria orientata alla qualità e a garantire la qualità delle cure. .  
   
   
PARTE A PAVIA IL PROGETTO “I2B2” UN NUOVO STRUMENTO INFORMATICO PER LA RICERCA BIOMEDICA.  
 
Pavia, 15 aprile 2009 - Il progetto si chiama “i2b2 Pavia”, (cioè: due i e due b), dall’acronimo del suo titolo inglese:“Informatics for Integrating Biology and the Bedside”, che in italiano diventa: “l’informatica per integrare la biologia e la pratica clinica”. Due sono state anche le fasi di attivazione di questo progetto nato dalla collaborazione tra le università di Pavia e di Harvard. La prima, sul finire dello scorso anno, quando è stato definito il prestigioso accordo per l’utilizzo e lo sviluppo di avanzate soluzioni software tra il Dis (Dipartimento di Informatica e Sistemistica) di Pavia e l’Harvard Medical School di Boston, dove “i2b2” è già operativo da alcuni anni e si avvale di un finanziamento federale di circa 20 milioni di dollari. La seconda fase, recentissima, si è conclusa con un’intesa di piena collaborazione scientifica, tutta pavese, tra i medici e ricercatori degli Irccs S. Matteo e C. Mondino e il Gruppo di Bioinformatica del Laboratorio di Informatica Biomedica del Dis, coordinato dal Prof. Riccardo Bellazzi. Grazie a questo accordo è già attivo lo studio pilota per la diagnosi e cura delle Cefalee dell’Istituto Mondino (Dr. Ssa Grazia Sances) e vede la collaborazione del Laboratorio di Neurogenetica dell’Istituto stesso (Dr. Ssa Cristina Cereda). Iin cosa consiste “i2b2 Pavia” e quali sono le sue finalità? “Innanzitutto – spiega il prof. Riccardo Bellazzi - dobbiamo immaginare una serie di potenti computer, dotati di un programma molto speciale che sappia dialogare a grandissima velocità con le copiose banche dati di grandi centri ospedalieri e di ricerca clinica, come lo sono appunto il Mondino e il San Matteo. Come fosse un tesoro sommerso, i calcolatori potranno far emergere la preziosa quantità di conoscenze, di esperienze, di sapere medico contenuta all’interno di queste banche dati, che provengono da anni di pratica clinica, analisi, ricoveri ospedalieri di migliaia di pazienti. ” Il primo obiettivo di “i2b2 Pavia” è proprio questo: la realizzazione di una sorta di colossale “scandaglio informatico”, un’infrastruttura software, capace di recuperare e mettere a disposizione, in forma rigorosamente anonima e facilmente accessibile ai ricercatori pavesi, l’enorme mole di dati provenienti dalla pratica clinica. In questo modo, le stesse banche dati degli Irccs pavesi potranno trasformarsi in un grande laboratorio virtuale, dotato di una quantità di dati senza precedenti, da cui possono scaturire benefici notevolissimi alla ricerca medica. Ma non è tutto. Il secondo obiettivo del progetto, complementare al primo, chiamerà in causa anche alcune tra i principali settori della biologia molecolare, come la genomica (che si occupa dell’intero patrimonio genetico dell’uomo) e la proteomica (dedicata allo studio delle proteine, dalla loro struttura alle loro complesse funzioni). Saranno perciò collezionati anche dati biologici degli stessi pazienti permettendo nuove correlazioni tra dati clinici e biologici che potranno portare ad innovative idee sulle patologie. “È previsto inoltre – continua il prof. Bellazzi - che l’infrastruttura informatica di “i2b2 Pavia” sia collegata a una bio-banca in cui, previo consenso, verranno raccolti e crio-conservati campioni biologici prelevati durante i ricoveri e non utilizzati. Questo è un valore aggiunto alla ricerca in campo biomedico del Sistema Pavese in quanto velocizzerebbe la capacità di esecuzione di progetti scientifici non dovendo rallentare il progetto per la campionatura biologica. Un lavoro gigantesco, titanico, quello che il nuovo sistema dovrà compiere, che potrebbe non avere eguali per l’ampliamento a tutto campo del sistema di ricerca, per l’apporto di nuove conoscenze, per la capacità di dare letteralmente la caccia a una grande varietà di malattie. ” .  
   
   
SERVIZI DOMICILIARI PER ANZIANI E DISABILI: STANZIATI IN VENETO 500 MILA EURO PER PROGETTI MIRATI A FAVORIRE LA PERMANENZA A DOMICILIO IN SITUAZIONI STRAORDINARIE ”  
 
Venezia, 15 aprile 2009 - La Giunta veneta, su proposta dell´assessore alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi, ha approvato un provvedimento che prevede, anche per il 2009, l´attivazione di progetti d’ intervento con servizi domiciliari per persone anziane non autosufficienti e/o per persone con disabilità in situazioni straordinarie a favore dei Comuni di Veneto o dagli enti da essi delegati all´esercizio delle funzioni sociali. L´impegno di spesa previsto è di 500 mila euro a valere sul fondo per la non autosufficienza del bilancio 2009. “I progetti mirati di questo tipo – ricorda Valdegamberi – sono stati decisi dal governo veneto nel 2008 dopo aver verificato l’esistenza di alcune eccezionali situazioni individuali caratterizzate dalla necessità di interventi straordinari di tipo assistenziale, particolarmente impegnativi e onerosi, che consentono di sostenere la decisione consapevole delle persone interessate di continuare a vivere nel proprio domicilio e nel proprio contesto di vita, con la massima autonomia possibile. ” “Sono azioni specifiche che possono essere rivolte – ricorda l´assessore - a persone che, affette da gravi patologie o disabilità, con esclusione di patologie psichiche e/o psichiatriche, sono in grado di esprimere coscientemente la volontà di rimanere nel proprio domicilio, ma che presentano situazioni di elevatissimo impegno assistenziale sociosanitario. ” Rispetto ad un oneroso impegno socio sanitario, gli ordinari strumenti ed interventi in materia di domiciliarità, pur integrati da risorse supplementari del Comune e dell’Azienda Ulss, si dimostrano inadeguati a fornire una risposta sufficiente ai bisogni della persona. Si tratta di casi che richiedono interventi assistenziali domiciliari a carico del Comune equivalenti ad un costo annuo indicativamente superiore ai 20 mila euro. Con lo stesso provvedimento è stata costituita una Commissione che valuterà i progetti che dovranno avere una durata non superiore ai 12 mesi e che potranno essere rinnovati avendo come condizione indispensabile alla loro attuazione la permanenza della persona interessata presso il proprio domicilio privato. .  
   
   
SANITÀ SICURA: OLTRE 150 SINISTRI IN MENO IN DUE ANNI A MONTECATINI IL PUNTO SU 5 ANNI DI ATTIVITÀ DEL CENTRO REGIONALE RISCHIO CLINICO CON LA CACCIA ALL´ERRORE MIGLIORANO LE CURE E LE CONDIZIONI DI LAVORO  
 
Firenze, 15 aprile 2009 - Oltre 150 sinistri in meno nel 2008 rispetto al 2006, e circa 120 in meno rispetto al 2007; un calo costante dell´indice di sinistrosità ogni 10. 000 dimissioni (dal 10,2 del 2006 all´8,8 del 2008) e infine anche un risparmio di oltre un milione di euro sul fronte assicurativo: sono questi alcuni dei risultati più significativi raggiunti dal Centro regionale per la gestione del rischio clinico, che domani presenta a Montecatini, all´Hotel Vittoria, il rendiconto di cinque anni di attività. Un risultato tangibile, apprezzabile nella gestione quotidiana delle strutture sanitarie e tanto più importante quanto più si impongono nel sistema sanitario interventi ad alto contenuto tecnologico e professionale e procedure organizzative di crescente complessità. Due fattori che comportano il manifestarsi, in cor sia come in sala operatoria, di non trascurabili livelli di rischio. L´assessore regionale per il diritto alla salute commenta i risultati rifacendosi alle parole di James Reason, il “guru” dell’errore umano in medicina: “Per prevenire gli eventi avversi in medicina non possiamo cambiare l’essere umano ma le condizioni in cui lavora”. E´ quindi grazie alla conoscenza approfondita degli eventi avversi e agli interventi mirati per prevenire gli errori che è possibile migliorare le condizioni di sicurezza in sanità, per i pazienti e per gli stessi operatori. Il Centro regionale per la gestione del rischio clinico, prosegue l´assessore, ha lavorato e lavora in queste due direzioni. Oggi tutte le aziende toscane sono state accreditate per la gestione del rischio e dispongono di un proprio clinical risk manager, di un sistemo informativo, di un piano formativo e della sicurezza. La maggiore soddisfazione è q uella di aver creato una comunità di operatori non solo interessata, ma decisa a migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, professionisti promotori di un grande cambiamento culturale fondato su concetti e valori condivisi: segnalare ed imparare dai propri errori, prendere in carico il paziente nel suo percorso clinico, umanizzare le cure, lavorare in team e saper comunicare, essere disponibili a trasmettere la propria esperienza e le proprie competenze ai giovani. Ricordiamo in particolare la curva discendente del numero dei sinistri che sono emersi nel complesso dei servizi sanitari regionali: 1427 nel 2008, contro i 1546 del 2007 e i 1583 del 2006. Il numero degli audit clinici e delle rassegne di mortalità e morbilità realizzate è nel frattempo passato da 202 nel 2006 a 505 nel 2007 e a 2402 nel 2008. Nel corso della giornata di lavoro verranno presentate e discusse alcune delle buone pratiche adottate nelle aziende sanitarie e ospe daliere toscane: dall´identificazione corretta del paziente alla campagna “mani pulite”, dalla prevenzione delle cadute alla checklist di sala operatoria, alla cartella clinica informatizzata. Un percorso pionieristico, quello della Toscana, che ha trovato riscontro, nel 2006, nel nuovo Codice nazionale di deontologia medica che dedica uno speciale articolo al tema del rischio clinico, indicando ai medici la necessità della “rilevazione, segnalazione e valutazione degli errori al fine del miglioramento della qualità delle cure”. .  
   
   
LA RICERCA SCIENTIFICA SULL´AUTISMO PARTE DA VERONA IL PROGETTO SULLA MAPPATURA GENETICA DELLA SINDROME  
 
Verona, 15 aprile 2009 - Nella sala Rossa del palazzo Scaligero, il vicepresidente Antonio Pastorello ha presentato , il 3 aprile, l’avvio di una ricerca scientifica riguardante le sindromi autistiche, sostenuta da Agave Onlus, associazione di genitori, parenti e amici di soggetti autistici di Verona e provincia. Erano presenti il sottosegretario di Governo con delega alla Salute Francesca Martini, il responsabile dei Servizi sociali dell´Ulss 20 Angelo De Cristan, il primario del servizio di Neuropsichiatria infantile dell’Ulss 20 Maurizio Brighenti, la presidente di Agave Onlus Marzia Legnami, le ricercatrici dell´università di Verona Paola Prandini ed Elisabetta Trabetti. Il progetto prevede la mappatura dei geni di centinaia di bambini affetti da autismo e dei loro familiari, con una ricerca che durerà due anni e può aprire la strada per la cura della sindrome. Il progetto era stato presentato venti mesi fa proprio dalla Provincia e da allora è partita la raccolta di fondi che ha avuto il contributo di privati ed istituzioni (tra cui Telethon, che ha stanziato 320. 000 euro, Fondazione Cariverona, 50. 000 euro). Con i fondi raccolti si può far partire la ricerca, che è unica in Italia ed è realizzata dal Centro diagnosi, cura e ricerca per l´autismo dell´Ulss 20 e dall´università di Pavia. Verranno sottoposti all´esame 200 bambini assieme ai loro familiari, attraverso un prelievo di sangue. I primi prelievi sono iniziati nel gennaio di quest´anno e nella città di Verona riguardano 80 bambini, gli altri provengono da Milano e Napoli. La ricerca si concluderà nel 2010 e in caso di risultati significativi si potranno sviluppare nuovi rami di ricerca farmacologica. Tra le varie iniziative a sostegno va segnalato, il prossimo 9 aprile, un gala al Circolo ufficiali di Castelvecchio con un´asta benefica il cui ricavato andrà a favore di Agave. Per la prenotazione della cena: cell 3475375920. Lo studio del genoma del bambino con autismo e dei suoi familiari è destinato a divenire un elemento fondamentale nell´analisi del rapporto tra geni e sindromi autistiche su cui si è iniziato a lavorare recentemente a livello internazionale. Sinora, infatti, sono state avviate su questo fronte due ricerche significative, una degli Stati Uniti ed una europea. Grazie all´uso di nuovi strumenti – i Cgh-array, macchine biomediche che analizzano tutti i 30. 000 geni del bambino – si cercherà di individuare correlazioni fra eventuali anomalie genetiche e i sintomi presenti nell´autismo. I partner coinvolti sono: il Dipartimento di genetica medica dell´Università di Pavia – prof. Ssa Orsetta Zuffardi; il Dipartimento materno ed infantile e di biologia genetica dell´Università di Verona – prof. Pier Francesco Pignatti; l´Istituto di ricerca Oasi di Troina (Enna); l´Istituto neurologico Vesta di Milano; l´Università di Napoli; Centro diagnosi cura e ricerca per l´autismo dell´Ulss 20 di Verona. Vicepresidente Pastorello: “Mi fa un enorme piacere, vedere che il progetto illustrato in questa sala oltre un anno fa, oggi finalmente arriva alla sua fase concreta. Con i fondi raccolti si fa partire una ricerca a cui sono affidate le speranze di miglioramento per questi piccoli pazienti”. Sottosegretario Martini: “Sono orgogliosa di essere nella mia città e continuare l´impegno che avevo iniziato come assessore regionale alla Sanità. Quello che presentiamo oggi è un progetto importante per una patologia importante su bambini che ricadono nella fascia della neuropsichiatria infantile e che intende definire modelli operativi e protocolli. In particolare l´attenzione verte su diagnosi precoce, applicazione di linee guida e mappatura genetica al fine di comprendere un problema dai risvolti molto particolari e individuare modalità riabilitative e farmaceutiche. Non sono ancora disponibili linee guida in quanto le convinzioni sono talvolta contrastanti e quindi si fatica a condividere un approccio comune, difficoltà che il progetto tenta di superare. Inoltre, la ricerca è in rete non solo a livello nazionale, ma anche con analoghi studi in tutto il mondo. Vi è una vera e propria diffusione di questa patologia e quindi è importante essere in grado di leggere segnali precocemente e utilizzare approcci terapeutici nuovi, quali ad esempio gli interventi sul movimento dei bambini durante il gioco, evitando così di ospedalizzare i piccoli pazienti. Per quanto riguarda invece l´approccio farmacologico, va valutato il costo/beneficio dell´utilizzo, considerando il delicato fattore età”. Presidente Agave/legnami: “L´agave raccoglie non solo famiglie, simpatizzanti e associazioni, ma ha cercato di mettere in rete sul territorio nazionale altri gruppi che si occupano di autismo, costituendo l´associazione “Alleanza autismo”. Abbiamo iniziato da 2 anni la raccolta di fondi e riconosciamo alla città di Verona una notevole generosità. Anche il Vinitaly ci ha coinvolti in un premio i cui fondi ci saranno devoluti, segno che questo problema non coinvolge strettamente solo gli interessati o le strutture tecniche e mediche, ma è un problema della collettività”. Ulss 20/De Crestan: “L´ulss è stata coinvolta da Telethon nella ricerca sul genoma, si trova all´interno di un programma nazionale con partner operativi in tutta Italia. Abbiamo messo a disposizione il nostro centro specializzato per l´autismo e confidiamo di trovare nuovi modelli che rendano gestione ordinaria di una patologia, quella che oggi è gestione straordinaria”. .  
   
   
ACCORDO REGIONE VENETO-INPS PER VERIFICHE SU INVALIDITA’ CIVILI  
 
Venezia, 15 aprile 2009 - Nel corso del 2009 l’Inps effettuerà nel Veneto circa 5200 accertamenti di verifica nei confronti di titolari di benefici economici di invalidità, cecità e sordità civili. Il testo di un accordo operativo in tal senso è stato approvato dalla giunta regionale su relazione dell’assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, di concerto con l’assessore alla sanità Sandro Sandri, e prevede le modalità organizzative da concordare a livello provinciale tra le singole sedi Inps e le Aziende Ulss competenti territorialmente. L’assessore Valdegamberi fa presente che l’operazione prende le mosse dal decreto legge n. 112/2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133/2008, che ha previsto per il 2009 a livello nazionale un piano straordinario di 200 mila accertamenti (sanitari e reddituali) nei confronti dei beneficiari di questo tipo di indennità. La cornice entro cui sarà data attuazione a tale piano è stata stabilita da un decreto interministeriale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 marzo scorso, che consente appositi accordi operativi tra le articolazioni regionali dell’Inps e le Regioni per garantire economicità ed efficienza nell’effettuazione delle verifiche. “Considerata la ricaduta che tale operazione comporta – aggiunge Valdegamberi – sia in termini organizzativi, sia gestionali da parte delle Ulss e delle sedi Inps provinciali, su iniziativa della Direzione Regionale dell’Inps è stato predisposto un accordo operativo attraverso il quale saranno garantite modalità condivise e precise di attuazione degli accertamenti sul territorio regionale”. Il piano delle verifiche in Veneto prevede entro la fine dell’anno 282 verifiche in provincia di Belluno, 1137 in provincia di Padova, 288 in provincia di Rovigo, 726 in provincia di Treviso, 1146 in provincia di Venezia, 638 in provincia di Verona e 974 in provincia di Vicenza. .  
   
   
SANITA´, FIRMATA DA BRESCIANI INTESA CON FRIULI VENEZIA GIULIA  
 
Gorizia, 15 aprile 2009 - L´avvio di azioni di cooperazione in campo sanitario per promuovere la qualità e la sostenibilità dei sistemi, con una particolare attenzione all´innovazione e alle nuove tecnologie. E´ questo l´obiettivo del Protocollo d´Intesa sottoscritto questa mattina a Gorizia dall´assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Luciano Bresciani, e dall´assessore alla Salute e Protezione sociale della Regione Friuli - Venezia Giulia, Vladimir Kosic. Tra i progetti prioritari oggetto del comune lavoro - oltre all´elaborazione di strategie per lo sviluppo sostenibile del settore sanitario - la realizzazione di azioni e sperimentazioni interregionali per l´innovazione del settore sanitario orientata alla qualità del sistema, anche attraverso la costituzione in via sperimentale di reti di eccellenza, al miglioramento della continuità della cura anche mediante il supporto delle tecnologie informatiche e della telemedicina, a beneficio dei pazienti, dei sistemi sanitari e della società. Per la realizzazione del Protocollo di Intesa sarà costituito un Gruppo Tecnico Interregionale di Coordinamento, composto da tre tecnici nominati dalla Lombardia e tre dal Friuli Venezia Giulia, che avrà il compito di attuare l´accordo "Si tratta - ha spiegato Bresciani - di un nuovo, importante accordo che va ad aggiungersi agli altri già sottoscritti con il Rhône-alpes, l´Andalucia e la Regione del Veneto o che stanno per essere formalizzati con Catalogna, Paesi Baschi e Baden Wuerttemberg. Si va così completando il quadro delle alleanze con le altre Regioni per costruire una macroarea sanitaria che possa essere attrattiva per le imprese private come grande area di sperimentazione di nuove tecnologie e nuovi farmaci". "Questo potrà consentire - ha proseguito Bresciani - di poter utilizzare la sanità come un´opportunità per sviluppare il sistema produttivo regionale, contribuendo all´attrazione degli investimenti e allo sviluppo di imprese ad alta tecnologia". L´accordo con il Friuli Venezia Giulia nasce da una collaborazione iniziata diversi molti anni fa e che ha avuto come più recente episodio la sottoscrizione di un accordo di collaborazione, assieme ad altre Regioni italiane, per lo sviluppo dell´interoperabilità italiana del Fascicolo Sanitario Elettronico. .  
   
   
SALUTE FVG: SU POLITICHE DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE  
 
Gorizia, 15 aprile 2009 - Da una città come Gorizia, che ha fatto dei progetti transfrontalieri in campo sanitario un terreno privilegiato di sperimentazione, parte il rilancio delle politiche regionali per i rapporti internazionali nel campo della salute. Su questo tema si è svolto ieri un approfondimento in occasione del workshop "Una dimensione internazionale delle politiche per la salute", che si è svolto nella sala convegni del Convitto universitario "Provvidenza", a pochi passi dal vecchio confine con Nova Gorica. All´incontro hanno partecipato, fra gli altri, l´assessore regionale alla Salute e alla Protezione sociale Vladimr Kosic e l´assessore alla Sanità della Regione Lombardia Luciano Bresciani, che nell´occasione hanno sottoscritto un protocollo d´intesa per la cooperazione regionale nel settore sanitario. Erano presenti il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, con l´assessore Silvana Romano, e il direttore dell´Azienda sanitaria "Isontina" Roberto Ferri. Il workshop si inserisce all´interno del percorso di approfondimento che porterà alla definizione del nuovo Piano sociosanitario regionale 2010-2012. Nel Libro Verde predisposto dalla Regione, documento propedeutico alla redazione del Piano, un capitolo è infatti espressamente dedicato al tema della "Dimensione internazionale delle politiche per la salute" (Linea 13). "Nel campo delle cooperazione sanitaria, la solidarietà - ha sottolineato Kosic - non deve rimanere un´emozione, ma deve essere in grado di tradursi in organizzazione e capacità di coordinamento, nella capacità cioè di costruire reti internazionali, all´interno di responsabilità precise e condivise". Solo negli ultimi sei anni, Aziende sanitarie ma anche associazioni di volontariato ed Enti locali del Friuli Venezia Giulia hanno promosso e gestito più di 100 progetti di cooperazione internazionale nel campo sociosanitario, con un investimento di 25 milioni di euro e il coinvolgimento di 34 Paesi di tutto il mondo. Questa notevole esperienza ha tuttavia mostrato, come è stato sottolineato nell´incontro, alcuni punti deboli: frammentazione, ridotta partecipazioni a reti sovranazionali, scarsa capacità di ottenere finanziamenti europei e internazionali. Proprio per questo la Giunta regionale ha già approvato un documento di programmazione strategica sulla dimensione internazionale delle politiche per la salute, in modo da arrivare a un migliore coordinamento dei vari progetti. Nel documento sono anche individuate cinque aree tematiche prioritarie su cui saranno concentrati gli sforzi: disabilità, svantaggio sociale e psicosociale, materno-infantile, tecnologie biomediche avanzate, gestione dei sistemi sanitari. Nel dibattito al workshop, che è stato coordinato da Mauro Melato, anatomopatologo dell´Azienda sanitaria "Isontina", sono stati approfonditi alcuni aspetti specifici del tema: le politiche europee in materia di salute (Alessandro Faganel, docente universitario), la valutazione dei progetti (Giorgio Tamburlini, direttore scientifico del "Burlo") e la rete europea Euregha (Luigi Bertinato, Regione Veneto). La rete Euregha (European Regional and Local Health Authorities), alla quale ha aderito recentemente anche il Friuli Venezia Giulia, raccoglie più di 100 Regioni di 16 dei 27 Paesi dell´Unione europea allargata. Oltre a rappresentare un momento di scambio di esperienze e informazioni, Euregha si propone di valorizzare il ruolo del livello regionale nelle politiche sanitarie europee. .  
   
   
RICERCA SANITARIA FINALIZZATA IN PIEMONTE: DEFINITI I CRITERI PER IL BANDO 2009  
 
 Torino, 15 aprile 2009 - Ammontano a 3 milioni e 700 mila euro i fondi stanziati dall’Assessorato alla tutela della salute e sanità per i progetti di Ricerca sanitaria finalizzata. Lo ha deciso ieri la Giunta, approvando i criteri e le direttive per il bando 2009, destinato a favorire la ricerca per il miglioramento dei servizi sanitari. “Mettere a disposizione dei cittadini le migliori conoscenze scientifiche è uno strumento essenziale per la realizzazione degli obiettivi individuati nel Piano socio-sanitario regionale – ha affermato Eleonora Artesio, assessore alla tutela della salute e sanità -. Inoltre, riteniamo importante favorire le attività, anche periferiche, della comunità scientifica”. Saranno quattro le tipologie di progetti ammessi al finanziamento. Potranno accedere i ricercatori dipendenti a tempo indeterminato e quelli non strutturati, di età inferiore a 40 anni e che svolgono attività presso aziende sanitarie locali e ospedaliere, Università degli Studi piemontesi e istituzioni pubbliche con finalità di ricerca senza scopo di lucro con sede in Piemonte. Saranno ammessi anche progetti dedicati alla prevenzione primaria e secondaria, al trattamento delle malattie legate all’amianto e quelli destinati alla riorganizzazione, al monitoraggio e alla valutazione del sistema sanitario regionale. In quest’ultimo caso i ricercatori non dovranno essere universitari. I progetti verranno valutati dalle commissioni tecnico-scientifiche, nominate dalla Direzione Sanità, al cui interno saranno presenti anche un rappresentante dell’Assessorato all’università, ricerca e innovazione e un rappresentante dei Comitati etici regionali. Il finanziamento sarà ripartito in due tranche: l’80% sarà erogato come prima assegnazione, il restante 20% a fronte dei risultati ottenuti e delle spese sostenute. .  
   
   
FORUM DI SANITÀ FUTURA SU INNOVAZIONE SISTEMA SALUTE  
 
Potenza, 15 aprile 2009 - Dalle nuove tecnologie la risposta innovativa ed occupazionale per costruire il futuro della salute. Questo il tema principale del forum organizzato da Sanità Futura (Associazione di categoria delle strutture sanitarie lucane) che si svolgerà a Potenza domenica 19 aprile dalle ore 17 nel Teatro Principe di Piemonte. Durante l’incontro si parlerà della possibile innovazione nel sistema salute con conseguente miglioramento dei servizi e dei processi sanitari attraverso l’applicazione della telecardiologia, teleradiologia, telesoccorso, teleassistenza domiciliare, teleassistenza mobile, cartelle cliniche on line, tele prenotazioni Ed una nuova occupazione durevole potrà essere generata iniziando oggi la creazione di spazi innovativi per un futuro che non si ferma ed è già iniziato. Per la parte tecnica relazioneranno: Antonio Messina (amministratore delegato Fimesan Spa) su Ict, innovazione di processo, innovazione legislativa per l’impresa etica e solidale; Giovanni Ferrara (Presidente Finpower srl) sulle energie rinnovabili; Donato Scavone (Presidente Legacoop Basilicata) sull’assistenza territoriale, mobile, flessibile, sociale: la cooperazione. Interverranno i direttori generali Asp e Asm, Pasquale Francesco Amendola e Vito Gaudiano, ed il dirigente regionale dei servizi socio sanitari, Adriano Abiusi. Modera il forum, il presidente di Sanità Futura, Giuseppe Demarzio mentre la vision dell’associazione sarà affidata al presidente onorario, Michele Cataldi. Parteciperanno inoltre Nicola Pagliuca, S. E. Mons. Vincenzo Carmine Orofino, il presidente della Regione, Vito De Filippo, l’on. Gianni Pittella e il sen. Filippo Bubbico. .  
   
   
SISMA ABRUZZO, PSICOLOGI ASM ATTIVANO SERVIZIO DI ASCOLTO  
 
Matera, 15 aprile 2009 - Lo staff degli psicologi dell’ Azienda sanitaria di Matera ha attivato un servizio di ascolto e sostegno per quanti sono state vittime degli effetti del terremoto in Abruzzo. L’obiettivo è quello di aiutarle nel superamento psicologico dei traumi vissuti nelle immediatezze del sisma sia sul piano personale, che collettivo. Il servizio è disponibile tutti i giorni contattando i numeri telefonici 0835/ 253611 e 329/ 5832641 – 329/ 5832590. Gli operatori incontreranno i richiedenti sia presso la sede della Asm di Matera, in via Montescaglioso, che sui presidi territoriali. “L’attivazione del servizio -ha detto il dott. Isidoro Gollo, Direttore dell’ Unità operativa di Psicologia- è stata motivata dalla constatazione che nostri corregionali, e tra questi studenti e volontari, hanno vissuto l’evento terremoto segnato da paure e ansie. Riteniamo che il nostro apporto possa contribuire sul piano preventivo a facilitare il superamento di questi disturbi. Persone, in effetti, che vivono situazioni in cui è messa a repentaglio la propria vita subiscono una forte tensione, che può causare il disturbo post traumatico da stress. I nostri psicologi hanno dato la disponibilità per interventi nelle aree terremotate’’. .  
   
   
RICETTE:NON PIU´ NECESSARIA DICITURA ´EMERGENZA TERREMOTO´ STABILITO APPOSITO CODICE DI ESENZIONE TO9  
 
 Pescara, 15 aprile 2009 - Nell´ambito delle informazioni relative ai provvedimenti regionali conseguenti al sisma che ha colpito la provincia dell´Aquila, si fa presente che l´indicazione diretta ai medici prescrittori di riportare sulla ricetta del Servizio Sanaitario Nazionale la dizione "emergenza terremoto" non è più necessaria. Infatti, tale disposizione, stabilita nella delibera del Commissario ad acta per il piano di rientro con provvedimento 23/09 del 7 aprile scorso, è stata oltremodo superata dalle disposizioni congiunte, assessorili e commissariali, rese nella circolare prot. 6560/S del giorno successivo mercoledì 8 aprile. Con questi ultimi provvedimenti, è stato stabilito un preciso codice di esenzione per le famiglie colpite dal sisma, indicate nel T09. Si invitano, pertanto, tutti gli organi di stampa a darne ampio risalto. .  
   
   
PRESENTATO A VERONA IL PROGETTO DIPENDENZE. ASSESSORE VALDEGAMBERI: NECESSARIA UNA NUOVA CULTURA SOCIALE  
 
Verona, 15 aprile 2009 - Presentato a Verona, presso la sede dell’Ulss 20 dall’assessore regionale alle Politiche Sociali, Stefano Valdegamberi, il “Progetto Dipendenze 2009”, con il quale la Regione del Veneto ha definito gli obbiettivi e le strategie per combattere l’abuso di alcool, tabacco, eroina, cocaina, ecstasy e altre sostanze psicoattive tra la popolazione e in particolare tra i giovani e giovanissimi. Tra queste generazioni infatti, l’uso e l’abuso di sostanze tossiche e psicoattive è andato via via aumentando, con conseguenze che mettono a rischio i progressi ottenuti relativamente allo stato di salute della popolazione veneta. Per cercare di intervenire ed affrontare questa emergenza, la Regione del Veneto ha inteso elaborare questo progetto, individuando le aree e le azioni prioritarie di intervento, i criteri per l’organizzazione e lo svolgimento delle attività sanitarie e sociali, indicando, altresì, le modalità della loro integrazione e precisando i rapporti tra gli enti locali, le famiglie e tutti i soggetti pubblici e privati presenti nel territorio. Anche in Veneto, il fenomeno della diffusione ed uso di sostanze stupefacenti e psicotrope è caratterizzato da una forte evoluzione verso l’introduzione nei consumi di sostanze stimolanti, quali la cocaina e i vari tipi di anfetamine, con modalità, comportamenti e rituali sociali sempre più tollerati e “normalizzati” all’interno di vari contesti dell’intrattenimento, sportivo, scolastico, lavorativo. Da qui l’esigenza di una forte integrazione tra politiche sanitarie e sociali in un contesto unitario di programmazione. L’obbiettivo del progetto è quello di educare per contrastare le conseguenze di stili di vita fortemente condizionati da specifiche forme di dipendenza, che costituiscono rilevanti fattori di rischio per la salute. Educare i giovani ad assumere comportamenti corretti e promuovere stili di vita sani, significa, infatti, prevenire forme di dipendenza, depressioni e disturbi del comportamento. Attualmente il sistema veneto delle dipendenze si articola in 21 Dipartimenti (funzionali) per le dipendenze, 38 Servizi per le Tossicodipendenze (Ser. T), 5 Comunità Terapeutiche pubbliche, 32 Enti Ausiliari, oltre 600 gruppi di auto aiuto e oltre 60 Associazioni di Volontariato. Il progetto, che ha una valenza triennale, può contare su 3 milioni 150 mila euro annui per azioni di prevenzione, di cui il 30% per iniziative di interesse regionale e il 70% per iniziative realizzabili in ambiti territoriali-Ulss. In particolare gli interventi riguarderanno la prevenzione selettiva, i trattamenti innovativi riferiti a vecchie e nuove dipendenze con attenzione alle fasce adolescenziali, il reinserimento socio lavorativo, l’attività di comunicazione e informazione. “Si tratta – ha sottolineanto l’assessore Valdegamberi – di un progetto che prevede una programmazione non solo di cura, ma anche e soprattutto di cultura e di educazione. E’ necessario, infatti, recuperare tra i giovani il senso di responsabilità e la consapevolezza che l’uso di fumo, alcool e droghe è sempre e comunque dannoso non solo per sé, ma anche per gli altri. Noi – ha sottolineato Valdegamberi – potremmo anche aumentare a dismisura le risorse per le cure e l’informazione, ma se alla base non vi è questa consapevolezza otterremo scarsi risultati. E’ necessario cambiare il modo di concepire la nostra vita e il mondo che ci circonda, è necessario aumentare tra i giovani il senso di responsabilità”. A questo proposito l’assessore ha voluto fare un appello ai genitori, primi responsabili dell’educazione dei figli, affinché i giovani recuperino il senso del dovere, “dove nulla è dovuto e dove tutto si ottiene con sacrificio ed impegno. Credo – ha concluso Valdegamberi – che il volontariato sia una grande palestra sociale e dove chi si impegna difficilmente cade preda di tossicodipendenze, per cui esorto i genitori ad indirizzare i propri figli ad una qualche esperienza di volontariato”. .  
   
   
L.R. DISLESSIA, MASTROSIMONE: INTEGRARE NON E´ DISCONOSCERE  
 
Potenza, 15 aprile 2009 - “Per sgomberare il campo da qualunque forma di strumentale distorsione delle intenzioni che hanno portato alla presentazione della proposta di legge di ‘Modifiche ed integrazioni alla l. R. 12. 11. 2007 n. 20 - Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre difficoltà specifiche di apprendimento’ a firma del consigliere Lapenna e mia, ritengo opportuno ribadire che l’intento non è quello di contestare o non riconoscere il valore della legge regionale sulla dislessia, bensì di adeguarla a quella in discussione in Parlamento che ha riconosciuto la dislessia quale disturbo specifico di apprendimento (Dsa), che si manifesta in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali e che, pertanto, vede fra le figure deputate alla diagnosi ed alla predisposizione del percorso di sviluppo anche e, soprattutto, gli psicologi clinici e non esclusivamente i neuropsichiatri”. E’ quanto dichiarato dalla consigliera dell’Alleanza Democratici di Centro, Rosa Mastrosimone. “Non si comprende, dunque – ha continuato Mastrosimone - il motivo per cui si debba interpretare come una replica della maggioranza alla proposta di legge quanto è stato finora intrapreso in favore della dislessia. Il desiderio di migliorare una legge sulla base dei suggerimenti degli esperti del settore va nel senso di dare voce e spazio a chi opera e non rappresenta un disconoscimento del lavoro compiuto. Certe suscettibilità sono fuori luogo, quando si nutre un reale interesse per il problema e si ha il desiderio di ‘intendere’ quanto viene proposto. Per quanto riguarda noi firmatari della proposta – ha affermato Mastrosimone - non c’è alcuna preclusione ad esprimere soddisfazione per quanto viene fatto di positivo per il problema, ma ribadiamo la necessità, espressa dall’Ordine degli Psicologi, di distinguere fra disturbo e patologia e individuare correttamente ruoli e competenze. Questi concetti erano già stati esposti con chiarezza nel comunicato stampa inviato in occasione della Pdl in cui si sosteneva testualmente: “Lo strumento legislativo di cui si è dotata la Regione Basilicata nel 2007 che precorre, in ordine di tempo, anche la legislazione nazionale, ha individuato, infatti, nel Dipartimento Interaziendale di Neuropsichiatria per l’età evolutiva (Delibera di Giunta regionale n. 1830 del 2004) l’organismo competente, anche in collaborazione con altre strutture, per qualsiasi intervento di diagnosi e riabilitazione dei soggetti affetti da difficoltà specifiche di apprendimento. Il Disegno di legge n. 2843 ‘Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento’ riconosce la dislessia, la disgrafia o disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (Dsa), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali. Da queste premesse, esplicitate nel corso dell’audizione del Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata, richiesta dalla cons. Mastrosimone, nasce la proposta di integrazione volta ad adeguare la normativa regionale a quanto accettato già in sede nazionale. Il disegno di legge, infatti, ha accolto le osservazioni pervenute in sede nazionale dall’Associazione Italiana Dislessia e dall’Ordine Nazionale degli Psicologi”. “Forse è stato letto frettolosamente e, quindi – ha sostenuto Mastrosimone - si è interpretato erroneamente che le integrazioni proposte vogliano mettere discussione l’impianto sostanziale della legge regionale sulla dislessia. Si dovrebbe, invece, riflettere sui vantaggi che possono nascere dalla collaborazione fra psicologi clinici e neuropsichiatri infantili, nel rispetto della specificità dei ruoli. Si potrà così anzitutto snellire i tempi di attesa per le diagnosi e svolgere un’azione capillare con interventi mirati, in base alla natura dei problemi da affrontare, nell’esclusivo interesse dei dislessici e di quanto incontrano problemi nello sviluppo. Dare ascolto alle richieste che provengono dagli organismi competenti – ha concluso - è un segno di apertura mentale e di riconoscimento che gli strumenti legislativi, come tutti gli altri, sono perfettibili. Le verità assolute appartengono alla fede religiosa non a quella politica”. .  
   
   
MOSTRE. AUMENTANO I VISITATORI DELLE ESPOSIZIONI DEL COMUNE DI MILANO: NEL 2009 PIÙ 45 % RISPETTO AI PRIMI MESI DEL 2008  
 
Milano, 15 aprile 2009 - Grande successo di pubblico nel primo trimestre del 2009 per le mostre promosse dal Comune di Milano – Cultura. Le 13 esposizioni, aperte presso le sedi del Comune di Milano nel periodo tra il 1 gennaio al 31 marzo 2009, hanno riscontrato un’affluenza di 312. 370 mila visitatori. Si tratta del 45% in più rispetto al periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 marzo 2008, che aveva invece registrato un’affluenza minore: 227. 921 i visitatori delle 15 mostre aperte al pubblico. “Le nostre mostre sono tra loro connesse sulla base di un’unica idea – dichiara l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – quella di rendere sempre più stretta la relazione tra la città e Palazzo Reale, pensando ai musei come luoghi in cui unire la formazione e il gioco, il piacere e la fame di conoscenza”. In particolare la mostra più visitata è stata Magritte e la Natura. Aperta al pubblico dal 21 novembre 2008, l’esposizione ha chiuso il 29 marzo 2009 con totale di 188. 253 visitatori, di cui 142. 760 dal 1 gennaio al 31 marzo 2009. È invece di 15. 247 presenze, l’affluenza alla mostra Corriere dei Piccoli. Storie, fumetto e illustrazione per ragazzi (Rotonda di via Besana, fino al 17 maggio 2009), riscontrata durante il primo trimestre 2009. Nei primi due mesi di apertura (dal 6 febbraio, data dell’inaugurazione, al 31 marzo) l’antologica dedicata al Centenario del Futurismo Futurismo 1909–2009. Velocità + Arte + Azione ha totalizzato un’affluenza di pubblico pari a 64. 294 (a Palazzo Reale fino al 7 giungo 2009). Grande successo anche per la mostra Anima dell’Acqua. Da Talete a Caravaggio, da Segantini a Bill Viola, che dal 1 gennaio 2009 alla chiusura del 22 marzo, ha raggiunto 18. 962 visitatori. Numeri importanti anche per i primi giorni di apertura dell’esposizione Michelangelo. La Pietà Rondanini e il Crocifisso ritrovato, che nella prima settimana di apertura (dal 6 al 13 aprile 2009) ha raggiunto 27. 236 visitatori. .  
   
   
MARIA MULAS MEMOIRES MILANO, DAL 19 MAGGIO AL 6 GIUGNO  
 
Milano, 15 aprile 2009 Si inaugura martedì 19 maggio alle ore 18,30 presso l’Associazione Culturale Renzo Cortina – Via Mac Mahon 14/7 – Milano, la mostra di Maria Mulas dal titolo Memoires. La Galleria Cortina, ora Cortina Arte, in occasione della 500° mostra rende omaggio alla grande fotografa Maria Mulas, esponente di spicco della fotografia italiana. L’esposizione presenta una serie di scatti, testimonianze della vita artistica e culturale della Galleria fondata da Renzo Cortina nel 1962, foto realizzate da Maria Mulas nella sua lunga frequentazione dello spazio dell’amico Renzo. Completano la rassegna alcuni ritratti dei molti personaggi che hanno animato l’attività culturale della “Cortina”, artisti, scrittori, giornalisti, politici, amici. Ed è l’amicizia fra Maria e Renzo che viene qui celebrata, la grande artista fotografa e la galleria storica in occasione di una ricorrenza così importante come la mostra n° 500 dopo quarantasette anni di storia. I protagonisti di questa lunga vicenda resi eterni dall’estro delle immagini di Maria Mulas. .  
   
   
GUIDO STRAZZA DIPINTI, DISEGNI, SCULTURE DAL 1952 AL 2008 LONGIANO, FONDAZIONE TITO BALESTRA - CASTELLO MALATESTIANO, EX CHIESA MADONNA DI LORETO 16 APRILE – 24 MAGGIO 2009  
 
Longiano, 15 aprile 2009 - Dopo la personale ospitata in marzo al Grand Palais di Parigi, nell´ambito di Artparis 2009, apre a Longiano la mostra a cura di Giuseppe Appella, realizzata in collaborazionbe con il Museo Pericle Fazzini. Il percorso propone oltre sessanta opere (dipinti, disegni e sculture) datate 1952-2008, provenienti dallo studio dell´artista e dal Musma - Museo della Scultura Contemporanea Matera. Le opere scelte sviluppano metodologicamente la didattica del segno, ovvero l´elaborazione di ogni immagine possibile, il pensiero dialogato su ciò che possiamo vedere e far vedere, concetti raccolti anche teoricamente in volumi quali Il gesto e il segno stampato da Scheiwiller nel 1979, Il segno e il colore negli occhi, un testo del 1974 pubblicato da Alibrandi nel 1993, e Vedere, uscito con Masoero nel 1994: libri di segni e brevi storie che, dopo gli Appunti di lavoro del 2005, sembra abbiano accentuato le necessità espressive di Strazza. Una delle annotazioni che si possono fare alle ricerche di questi ultimi anni è che il segno, spesso, soccombe al colore. Lo spazio ha perduto ogni mistero, è stato riempito di colore, e il risultato è un non vedere. Ma per Strazza anche il colore è segno, radicalmente indefinibile e indescrivibile. Senza direzione, curvatura o lunghezza, non ha in sé traccia del gesto né di ciò che fa del segno il costruttore dello spazio. Tuttavia, lo riempie di sentimento. Col colore si costruisce uno spazio psicologico. Traspare, da questi concetti, la capacità di risolvere nella ricerca, dai Cosmati ai Segni di Roma, la contraddizione sostanziale tra materia e forma, tra precisione e imprecisione, tra progetto e realizzazione. In questo contesto si situa l´interesse, tra il 1964 e il 1969, per la scultura in ferro o in plastica, severa e semplice, attenta alla crisi ormai avvenuta nella situazione artistica italiana, lontana dalle fonti culturali più facilmente indicabili (Gonzales, David Smith, Colla) e perfettamente inserita nel lavoro sperimentale sul segno portato avanti alla Calcografia Nazionale tra il 1964 e il 1966, attraverso immagini stampate su carta, doppiate e trasferite su schemi mobili trasparenti di materia plastica. Diceva di sé l’artista, la cui attività iniziò dopo un incontro con F. T. Marinetti che lo invitò alla Xxxiv Biennale Internazionale d´Arte di Venezia dopo aver visto le sue opere giovanili: “Facendo sculture non ho fatto altro che far segni come in realtà faccio e ho sempre fatto; e posso dirlo se penso al segnare come risposta al richiamo di un fulmineo riconoscere qualcosa che nessuno prima aveva visto, non c´era, e d´improvviso c´è, si fa presenza assoluta e luminosa”. Il ricercare di Strazza, il suo vedere sono, in fondo, ansia di penetrare nella realtà attraverso uno stato di vitalità, di innocenza che assicuri un minimo di spazio per l´immaginazione. .