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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 21 Aprile 2009 |
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PANE MIGLIORE CON LA BOT |
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Ogni anno gli europei divorano oltre 30 milioni di tonnellate di pane, e una parte crescente di questa quantità viene prodotta utilizzando la Bot (Bake Off Technology). Nella Bot, il pane precotto è prodotto a scala industriale e consegnato ai piccoli forni locali, dove il processo di cottura viene completato. Tuttavia fare il pane con la Bot comporta un forte dispendio energetico, e può inoltre incidere sulle qualità nutrizionali e organolettiche del pane. Negli ultimi tre anni il progetto Freshbake (´Freshly baked breads with improvement of nutritional quality and low energy demanding for the benefit of the consumer and of the environment´), finanziato dall´Ue, ha studiato come migliorare le Bot in modo che consumino meno energia pur producendo un pane di qualità superiore. L´equipe ha scoperto che ci sono notevoli possibilità di diminuire la quantità d´energia utilizzata nelle Bot. Ora i partner del progetto hanno progettato attrezzature prototipo e tecnologie per dare un drastico taglio alla quantità d´energia occorrente per questi processi. I nuovi metodi inoltre migliorano la qualità del prodotto finale, evitando per esempio che la crosta si sbricioli. La qualità della crosta è importante; un´indagine condotta dai partner del progetto ha rivelato che il 62% dei consumatori preferiscono pane appena cotto con la crosta croccante. Altri consumatori sono più interessati alle proprietà salutari del pane. In questo caso, la ricerca Freshbake rivela che il pane parzialmente cotto surgelato ha un indice glicemico molto più basso del pane tradizionale. Oltre a ridurre il dispendio energetico delle Bot, i partner del progetto stanno sviluppando ingredienti innovativi con poche sostanze chimiche, e stanno creando pani con valore nutrizionale migliorato. In tal modo contribuiscono a risolvere il problema dell´intolleranza ai cereali (celiachia), che colpisce lo 0,1% dei cittadini europei. Freshbake, con un finanziamento di 2 milioni di euro nell´ambito del Sesto programma quadro (6Pq), è uno dei molti progetti che saranno presentati alla conferenza dell´Ue Research Connection, che si terrà a Praga (Repubblica ceca) il 7 e l´8 maggio. Sponsorizzata dalla presidenza ceca del Consiglio dell´Unione europea, la conferenza riunisce scienziati, ingegneri e membri di piccole e medie imprese interessati a partecipare ai programmi di ricerca dell´Ue. Research Connection 2009 offrirà sessioni pratiche con ricercatori che partecipano al Settimo programma quadro (7Pq) e presenterà i principali attori politici europei nel campo del finanziamento della ricerca. La conferenza offrirà orientamento su come partecipare ai programmi di ricerca dell´Ue, e metterà in evidenza le priorità e le regole di tre delle principali iniziative di ricerca in corso: il 7Pq, i Fondi strutturali e il programma quadro Cip (Competitiveness and Innovation). A chi già partecipa ad iniziative di ricerca dell´Ue, la conferenza offrirà sessioni su come massimizzare la partecipazione, che saranno organizzate dai partecipanti stessi. L´evento, organizzato dalla Dg Ricerca della Commissione europea, permetterà inoltre ai partecipanti di parlare direttamente della loro esperienza nelle iniziative di ricerca dell´Ue. Queste informazioni contribuiranno a stimolare il networking e la futura integrazione nella comunità della ricerca. Il link qui sotto rimanda alle informazioni sull´iscrizione. Per maggiori informazioni: Freshbake: http://eu-freshbake. Eu/eufreshbake Research Connection 2009: http://ec. Europa. Eu/research/conferences/2009/rtd-2009 Iscrizione a Research Connection 2009: https://rtd09. Regware. Be . |
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IL MISTERO DIETRO AL MAGNETISMO DEGLI ANIMALI E LE LINEE ELETTRICHE |
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Gli animali hanno la capacità di viaggiare rilevando sia la forza del campo magnetico emesso dal nucleo liquido della Terra che l´angolo al quale il campo incontra la Terra. E ricerche hanno mostrato che le mucche e i cervi, per esempio, si orientano in un allineamento nord-sud. Ma un team di ricercatori ceco-tedeschi ha scoperto che le capacità di viaggiare degli animali saltano quando nella zona ci sono linee elettriche ad alto voltaggio. Quest´ultima scoperta, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, fornisce ulteriori prove del fatto che gli animali rispondono agli effetti magnetici, in particolare perché le linee elettriche generano un campo magnetico. Come vengono elaborate le informazioni magnetiche dal cervello degli animali? Studi precedenti hanno mostrato che alcune specie hanno particolari aree del cervello che reagiscono alle informazioni magnetiche. Queste aree possono anche avere cellule nervose che rilevano cambiamenti nel campo magnetico. E la presenza del minerale naturalmente magnetico - la magnetite - nel cervello di alcuni animali, provoca la magnetoricezione (ovvero la capacità di rilevare un campo magnetico, per percepire la direzione, l´altitudine o la posizione). Il professor Hynek Burda dell´università di Duisburg-essen in Germania ha ipotizzato in uno studio di ricerca lo scorso Agosto, che l´orientamento nord-sud avviene in risposta al campo magnetico della Terra. Usando Google Earth per provare questa teoria, il ricercatore ha scoperto che le mandrie puntavano o verso nord o verso sud. Il professor Burda, però, e la sua collega, la dott. Ssa Sabine Begall, hanno spinto la ricerca oltre e hanno scoperto che se ci sono linee elettriche che vanno da est a ovest, anche il bestiame al pascolo si allineerà in questo modo. Al contrario, i bovini e i cervi si sistemeranno in varie direzioni se sono sotto linee elettriche che vanno da nord-est a sud-ovest o da nord-ovest a sud-est. La loro "bussola magnetica", che controlla il comportamento, smette di funzionare man mano che gli animali si avvicinano alle linee elettriche. "I campi magnetici a bassissima frequenza (Elfmf o "Extremely low-frequency magnetic fields") prodotti da linee elettriche ad alto voltaggio, interrompono l´allineamento dei corpi di questi animali con il campo geomagnetico", hanno scritto i co-autori dello studio. "L´orientamento dei bovini e dei caprioli era casuale su pascoli sotto o vicino a linee elettriche. Inoltre, i bovini esposti a vari campi magnetici, direttamente al di sotto o nelle vicinanze di linee elettriche che si estendevano in diverse direzioni magnetiche, hanno mostrato schemi diversi di allineamento. " Il team di ricerca ceco-tedesco ha usato immagini da satellite e aeree per esaminare mucche e cervi. "L´effetto di disturbo degli Elfmf sull´allineamento corporeo diminuiva con l´aumentare della distanza dai conduttori," hanno detto i ricercatori. "Queste scoperte costituiscono la prova della sensazione magnetica nei grandi mammiferi e la prova di un´evidente reazione comportamentale a deboli Elfmf nei vertebrati," hanno aggiunto. "La reazione dimostrata a Elfmf deboli implica degli effetti a livello cellulare e molecolare. " Le altre istituzioni che hanno partecipato allo studio erano l´università ceca di scienze biologiche, l´Accademia delle scienze della Repubblica Ceca e la Charles Unversity di Praga. Per maggiori informazioni, visitare: Proceedings of the National Academy of Sciences: http://www. Pnas. Org Università di Duisburg-essen: http://www. Uni-duisburg-essen. De Università ceca di scienze biologiche: http://www. Czu. Cz . |
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A TRAVO (PIACENZA) UNDICESIMA CONFERENZA REGIONALE PER LA MONTAGNA. ERRANI: "IL TERRITORIO MONTANO CARTA VINCENTE PER L´INTERA EMILIA-ROMAGNA. INVESTIREMO NELLA MESSA IN SICUREZZA, NELLA QUALIFICAZIONE DEI SERVIZI PER I CITTADINI E PER LE IMPRESE CHE SAPRANNO INVESTIRE CON CORAGGIO". ENTRO IL 2009 TUTTO L´APPENNINO-EMILIANO ROMAGNOLO CON LA BANDA LARGA. |
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Piacenza - “Dobbiamo scommettere sull’ambiente e sulle risorse della montagna per fare un salto di qualità e affrontare adeguatamente le sfide poste dal nuovo scenario socio-economico. L’appennino non è una questione da affrontare in termini di riequilibrio, usando vecchi strumenti, ma una carta vincente per l’intera Emilia-romagna“. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-romagna Vasco Errani concludendo il 17 aprile i lavori della 11a Conferenza della montagna tenutasi a Travo (Piacenza). Tra il 2005 e il 2008 la Regione ha finanziato investimenti nelle aree montane per un importo medio annuo di 100 milioni di euro, circa la metà dei quali destinati all’agricoltura. “Occorre proseguire ad investire, così come abbiamo fatto in questi anni, sulla montagna – ha aggiunto il presidente Errani - partendo dalla messa in sicurezza del territorio, dalla qualificazione dei servizi per i cittadini e le imprese, soprattutto quelle che sapranno investire e rendersi competitive. In questo senso è necessario garantire alti livelli di welfare, sanità e adeguate infrastrutture. Le famiglie e chi opera in montagna devono vivere bene in queste terre superando le differenze e disparità che storicamente si sono affermate. E proprio per superare le barriere fisiche che entro il 2009 tutto l’Appennino emiliano romagnolo sarà collegato attraverso la rete a banda larga e veloce”. La montagna “è una parte fondamentale del territorio emiliano romagnolo. Tutelarla – ha evidenziato l’assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli - rappresenta un concreto presidio per la qualità e la sicurezza del territorio. E per raggiungere questo obiettivo non ci debbono essere scorciatoie. La strada è quella di collaborare riconoscendo le peculiarità e le risorse, purtroppo tagliate dal Governo, necessarie per garantire servizi e infrastrutture. In questi anni, la Regione Emilia Romagna ha consolidato la scelta di fondo in cui la montagna come luogo strategico dello sviluppo regionale”. La Conferenza regionale per la montagna è stata anche l’occasione istituzionale per la prima condivisione in merito ai contenuti del Programma regionale per la montagna che dovrà essere approvato entro i prossimi mesi dall’Assemblea legislativa. Un documento che definisce le priorità degli Accordo-quadro e mira all’integrazione con gli interventi previsti dalle programmazioni settoriali, in particolare il Piano di sviluppo rurale e il Dup, che costituiscono la parte più consistente delle azioni a favore dell’Appennino emiliano romagnolo. I dati I Comuni montani emiliano-romagnoli sono 118 con una popolazione complessiva di 421 mila abitanti, pari al 10 per cento della popolazione regionale: la superficie totale è di 9. 067 Kmq, il 41% di quella complessiva della regione. Le risorse nel periodo 2005-2008 Nel periodo 2005/2008, la Regione ha finanziato investimenti nelle aree montane per un importo medio annuo di 100 milioni di euro, destinati per circa la metà a finanziare interventi nel settore agricolo, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale, e per circa il 20% destinati ad interventi nel settore delle attività produttive nell’ambito del Programma Obiettivo 2. Negli stessi anni a fronte di assegnazioni provenienti dal Fondo nazionale per la montagna di soli 7 milioni di euro, la Regione ha stanziato oltre 19 milioni di euro, quasi tre volte il totale assicurato dallo Stato. Questi finanziamenti hanno in questi anni sostenuto gli Accordi-quadro per lo sviluppo delle zone montane negoziati tra le singole Comunità montane e gran parte dei loro Comuni membri, le Province e la Regione, oltre, ad altri soggetti sia pubblici sia privati. La programmazione negoziata degli Accordi-quadro (strumenti previsti dalla Legge regionale 2 del 2004) ha permesso di realizzare un “effetto volano”: nel 2005, con un finanziamento di 1,9 milioni di euro, si è attivato un programma il cui valore complessivo è risultato di 17,6 milioni di euro; nel 2006, a fronte di 2 milioni, si è attivato un programma del valore complessivo di 18,2 milioni e nel 2008 con un finanziamento di 5 milioni di euro si sono attivati programmi il cui valore complessivo è risultato pari a 15,8 milioni di euro Gli Accordi-quadro L’accordo-quadro per lo sviluppo della montagna è lo strumento di programmazione triennale riferito ad un determinato ambito montano condiviso dalla Regione e dalla Provincia, e ovviamente dall’Ente locale associativo territorialmente interessato. Con il programma annuale operativo ciascuna Comunità montana o altro Ente locale associativo deve approvare annualmente un programma d’interventi attuattivo dell’Accordo-quadro per poter accedere ai finanziamenti disponibili sul bilancio regionale. La politica regionale per la montagna si sostanzia in sostegno ad un’agricoltura di qualità e competitiva, nelle misure a sostegno del turismo, negli interventi di riqualificazione dei borghi, nei progetti per l’estendimento della banda larga e nei progetti per l’attivazione di servizi innovativi, negli interventi di messa in sicurezza del territorio e ancora negli interventi di protezione e valorizzazione delle risorse forestali e delle aree a parco Riordino e risorse delle Comunità e Unioni Montane Oltre 4,8 milioni di euro alle nuove Comunità montane e Unioni di Comuni comprendenti Comuni montani sono le risorse che la Regione Emilia-romagna ha assegnato (e per il 50% già erogato) alle 9 Comunità Montane (erano 18 prima della riforma realizzata con la legge regionale 10 del 2008) e alle Unioni che stanno procedendo alla riorganizzazione istituzionale e dei servizi erogati sul territorio montano emiliano-romagnolo. In Emilia-romagna la riforma degli enti locali associativi - anticipando le disposizioni della legge finanziaria 2008 - è stata avviata con il “Patto interistituzionale per l’autoriforma dell’amministrazione, la razionalizzazione delle funzioni, il riordino istituzionale” sottoscritto nel 2007 dai presidenti della Regione e di Upi, Anci e Uncem regionali. Oltre al dimezzamento del numero delle Comunità montane - attraverso la trasformazione di alcune di esse in Unioni di Comuni ovvero attraverso l’inclusione dei Comuni membri in Unioni già esistenti o nel Nuovo Circondario Imolese –, la riorganizzazione ha portato alla riduzione a due del numero dei rappresentanti di ciascun Consiglio comunale, alla costituzione di Giunte composte esclusivamente dai Sindaci dei Comuni membri ma soprattutto al non riconoscimento di indennità per la carica di assessore di Comunità montana. L’attribuzione alle Unioni di Comuni comprendenti Comuni montani delle funzioni esercitate in precedenza dalle Comunità montane ha risposto innanzi tutto all’esigenza di mantenere comunque in montagna la gestione di quei servizi che posseggono un valore decisamente strategico ai fini della tenuta e del consolidamento del tessuto sociale ed economico delle zone montane della regione. . |
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AGRICOLTURA - PER VINCERE CONCORRENZA INTERNAZIONALE E CRISI NON DAZI MA RICERCA E INNOVAZIONE. RABBONI PROPONE UN "PATTO" AL MINISTERO E ALLE IMPRESE AGRICOLE. UN CONVEGNO IERI A BOLOGNA SULLA RICERCA IN AGRICOLTURA. |
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Bologna - “Per far fronte alla concorrenza internazionale e contrastare la crisi non serve introdurre dazi come propone il ministro Zaia. Servono invece più internazionalizzazione, più innovazione, più ricerca. Una ricerca pubblica, fatta nell’interesse generale, in grado di dare una risposta ai cambiamenti climatici, alla riduzione delle risorse naturali, alla crescita demografica, ai mutati stili di vita. E di contrastare la recessione in atto, puntando sulla qualità. ” Lo ha detto il 20 aprile a Bologna aprendo i lavori del convegno “Coltivare innovazione. La ricerca agricola in Emilia-romagna”, l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. A fronte di risorse pubbliche nazionali in calo, Rabboni ha chiesto un “patto al Ministero da un lato e alle imprese agricole dall’altro”. Al Ministero Rabboni propone una maggiore integrazione tra le diverse strutture di ricerca nazionali e regionali presenti sul territorio emiliano-romagnolo: il Centro di ricerca per la genomica di Fiorenzuola d’Arda (Pc), l’Unità di ricerca in suinicoltura di Modena, il Crpa di Reggio Emilia e la Stazione sperimentale delle Conserve di Parma. Alle imprese agricole la richiesta dell’Assessore è di dare vita a forme associate per concorre ai bandi cofinanziati dalla Regione. Due in particolare i settori su cui la Regione si impegna a concentrare in futuro le proprie risorse: quello della ricerca applicata e dei progetti immediatamente brevettabili e quello delle produzioni tipiche. Il convegno, che è stato chiuso dal rettore dell’Università di Ferrara Patrizio Bianchi, ha permesso di fare un bilancio degli investimenti in ricerca compiuti dalla Regione negli ultimi dieci anni. Dal 1998 a oggi sono stati finanziati 885 progetti di ricerca con una spesa pari a 85 milioni di euro, che sale a 210 milioni di euro se si considerano anche le risorse per l’assistenza tecnica e la formazione. “L’obiettivo del 2,5% del Pil agricolo destinato allo sviluppo della conoscenza , fissato dalla strategia di Lisbona per il 2010, - ha sottolineato Rabboni - questa Regione lo ha raggiunto da tempo”. Un impegno che la Regione intende continuare anche nel futuro. Per il 2009 è stato infatti varato un programma straordinario di ricerca che prevede risorse per 21,5 milioni di euro, il 40% in più del passato. A queste vanno aggiunti 6 milioni di euro che finanzieranno progetti di ricerca di interesse generale, un settore in cui la Regione ha avviato collaborazioni non solo con le Fondazioni bancarie dell’Emilia-romagna, ma anche con un Consorzio nazionale di 15 Fondazioni bancarie, coordinato dalla Cariplo. Altri 7 milioni infine serviranno a sostenere il capitale umano. Si tratta infatti di risorse destinate all’attività di assistenza tecnica e di consulenza professionale a favore delle aziende e degli imprenditori. Al convegno sono intervenuti anche, tra gli altri, Paolo Bruni di Confcooperative, Mauro Tonello di Coldiretti, Giuseppe Politi della Cia, Renzo Piraccini di Legacoop, Mario Guidi di Confagricoltura, Daniele Rossi di Federalimentare. . |
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TERREMOTO:FEBBO, ULTERIORI 140 MLN PER AGRICOLTURA ABRUZZESE IMPEGNO GOVERNO E ATTO DI SOLIDARIETA´ DI TUTTE LE REGIONI |
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Ha avuto il placet degli assessori regionali all´Agricoltura la proposta del Ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, alla Conferenza Stato-regioni, stimolata dalla Giunta regionale abruzzese, di destinare una quota di fondi aggiuntivi, che ammontano a circa 692 milioni di euro e sono da ripartire entro giugno prossimo, a favore della Regione Abruzzo. Si tratta di una cifra vicina ai 100 milioni di euro che corrisponde, all´incirca, alla stima dei danni provocati alle aziende agricole abruzzesi dal terribile terremoto. "A tal proposito, - afferma l´assessore all´Agricoltura. Mauro Febbo - vorrei sottolineare il grande impegno del Governo nazionale nel venire incontro alle nostre esigenze e vorrei, al tempo stesso, dare atto dello straordinario gesto di solidarietà dei miei colleghi assessori delle altre Regioni che hanno deciso di rinunciare ad una fetta delle proprie risorse per sostenere la ripresa dell´agricoltura abruzzese". La cifra di 100 milioni di euro va a rimpinguare la dotazione finanziaria complessiva prevista dal Psr per l´Abruzzo che è di circa 575 milioni di euro (quote Feasr, nazionale, regionale e privati). Inoltre, Febbo aggiunge anche che "questa quota verrebbe accantonata prima di procedere al riparto complessivo tra tutte le Regioni italiane. Ma ciò che è importante sottolineare - aggiunge - è che per ogni euro di risorse aggiuntive ricevute, nel caso dell´Abruzzo, si attiverebbe un finanziamento di 1,27 euro di parte nazionale. Per cui le risorse che il sistema dell´agricoltura regionale avrà a disposizione verranno più che raddoppiate". Ma un altro importante risultato ottenuto è quello di far gravare a carico del Fondo di rotazione l´intera quota pubblica nazionale prevista per il Piano di Sviluppo Rurale (Psr) della Regione Abruzzo. Si tratta di circa 40 milioni di euro, risorse che rappresentano l´onere complessivo del Fondo di rotazione e che verrebbero liberate a vantaggio del bilancio regionale. Parte di esse saranno destinate al rafforzamento della struttura preposta alla gestione del Psr Abruzzo 2007-2013. Questo a causa della grave calamità che ha colpito l´Abruzzo e che rende necessario consentire a questa Regione di disporre di adeguate risorse finanziarie per fronteggiare le numerose emergenze ad essa collegate. "Il Fondo di rotazione - spiega l´assessore Febbo - è lo strumento con il quale lo Stato garantisce la copertura della quota parte nazionale degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali. Le risorse del Fondo, gestito dal Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica sono, infatti, ripartite tra le Regioni per la copertura delle rispettive quote di cofinanziamento. Per cui, poter contare anche su questi 40 milioni di euro - aggiunge - ci consentirà di venire incontro ad ulteriori esigenze degli operatori agricoli. Ora non resta che attendere l´inserimento di queste misure nel Decreto Abruzzo che il Consiglio dei Ministri ha intenzione di approvare entro la prossima settimana e che dovrebbe contenere altre importanti novità per l´Abruzzo come l´attivazione di ammortizzatori sociali, di sgravi fiscali, della cassa integrazione per calamità atmosferica oltre alla proroga delle scadenze dei contributi e di altre agevolazioni per il settore". Infine, sarà istituita un´apposita task force per gestire i fondi aggiuntivi del Psr della Regione Abruzzo. In particolare, verranno attivate forme di assistenza tecnica tra amministrazioni pubbliche in base alle modalità ed alle procedure adottate dalla Commissione Europea attraverso i programmi di gemellaggio amministrativo chiamati "twinning". A proposito di Europa, la rimodulazione del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo (Psr) con la proroga al 30 giugno dei bandi in scadenza il prossimo 30 aprile e lo slittamento della presentazione della relativa rendicontazione sono alcune delle misure che l´assessore all´Agricoltura, Mauro Febbo, ha appena concordato con i funzionari della Commissione Europea. Con questi ultimi si incontrerà personalmente a Bruxelles all´inizio della prossima settimana anche per discutere del pacchetto complessivo di novità deciso a livello nazionale. . |
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G8: PER L’AIS, PIU’ RICERCA ED INNOVAZIONE PER COMBATTERE FAME E DISEGUAGLIANZE |
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In un pianeta che accresce di continuo la popolazione e le proprie esigenze alimentari ed energetiche, il ruolo centrale dell’agricoltura, la sua efficienza, una migliore e più equa gestione delle risorse disponibili, la sicurezza, l’accesso ai mercati ed il loro equilibrio, sono elementi fondamentali su cui il summit del G8, allargato ad altri importanti paesi, dovrà dibattere ed arrivare ad elaborare precisi indirizzi per combattere la fame e le diseguaglianze. E’ quanto sottolinea l’Ais – associazione italiana sementi, che si rallegra con il Ministro delle politiche agricole Luca Zaia per avere organizzato questo evento che mette l’agricoltura, in particolare quella italiana, al centro dell’attenzione. “La Fao prevede che entro il 2030, con la crescita della popolazione, ogni ettaro coltivato dovrà sfamare cinque persone rispetto alle quattro attuali. Poiché le terre arabili nel mondo non possono aumentare – sottolinea Luciano Tabarroni, Presidente di Ais – è comprensibile lo sforzo che l’agricoltura dovrà compiere per accrescere la produttività, grazie anche ai contributi che la ricerca genetica e l’innovazione sono in grado di fornire affinchè ogni forma di produzione agricola abbia a disposizione le varietà più adatte”. “Le aziende sementiere assicurano tutta la loro disponibilità – continua Tabarroni – a lavorare ed impegnarsi per mettere a disposizione sementi di qualità, di cui l’Italia è una eccellente produttrice, e nuove varietà più produttive e meglio resistenti ai patogeni ed agli stress ambientali. La ricerca genetica, l’innovazione e la loro giusta tutela non debbono essere viste in contrapposizione all’obiettivo di conseguire produzioni agricole e alimentari sostenibili ed in grado di sfamare sufficientemente tutte le popolazioni in ogni angolo del pianeta”. Il ruolo fondamentale della ricerca e dell’innovazione varietale è confermato da uno studio recentemente pubblicato dal Niab, il National Institute of Agricultural Botany con sede a Cambridge: l’incremento di produzione conseguito negli ultimi 25 anni ad esempio nel Regno Unito per frumento tenero ed orzo deve essere infatti attribuito in larga parte – attorno al 90% - al miglioramento delle varietà, grazie alla ricerca genetica. Ovviamente gli altri fattori produttivi, quali la concimazione, la difesa fitosanitaria, le corrette tecniche agronomiche e la meccanizzazione, continuano a rimanere essenziali per una moderna produzione agricola, tuttavia l’indagine inglese ha messo in evidenza che oggi è il miglioramento genetico a contribuire maggiormente ad aumentare la produttività. . |
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PREMIO BIOL, OGGI NASCE IL NETWORK TRANSNAZIONALE TRA I PRODUTTORI DEL MEDITERRANEO RIENTRA NEL PROGETTO COMUNITARIO BIOLMED, CHE COINVOLGE ITALIA (ATTRAVERSO IAMB, REGIONE PUGLIA, CIBI E ICEA) MALTA, GRECIA, SPAGNA E CROAZIA. UN CONVEGNO AL MATTINO E UN WORKSHOP POMERIDIANO PORTERANNO ALLA FIRMA DEL PROTOCOLLO. APRE LA MOSTRA DEL OLI |
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Una giornata all’insegna dell’alleanza fra produttori del Mediterraneo, quella in programma il 21 aprile ad Andria nell’ambito del Xiv Premio Internazionale Biol. La più grande kermesse dell’olivicoltura biologica mondiale entrerà infatti nel vivo con una giornata di studi che sfocerà nella nascita di un network transnazionale fra produttori di olio biologico di Italia, Malta, Grecia, Spagna e Croazia. Un nucleo di cooperazione destinato ad allargarsi, vista la presenza anche di rappresentanti di Turchia, Libano, Tunisia e Siria. Obiettivi: promuovere i consumi e creare un cartello contro le speculazioni dei mercati. L’edizione 2009 dunque, rinforza la sua tradizione nel porre l’Italia e la Puglia al centro dello scenario mondiale del settore. Basta dare uno sguardo al programma della manifestazione, organizzata dal Cibi e patrocinata da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole. Oggi - lunedì 20 - il Biol prende avvio col un prologo tecnico il corso internazionale per assaggiatori di olio vergine di oliva, caratterizzato da uno stage sul Manuale di Gestione della Qualità del prodotto Biologico (fino al 24, ore 9. 30-17, nella sede Oliveti d’Italia). Domani - martedì 21 - come detto, giornata clou con il convegno internazionale su competizione e cooperazione tra i produttori del Mediterraneo. L’appuntamento, nella sala del Consiglio comunale alle 10. 30, rientra nel progetto Biolmed, nuova iniziativa comunitaria all’origine del network che per l’Italia vede coinvolti lo Iamb (leaderpartner), la Regione Puglia - Assessorato Mediterraneo, il consorzio Cibi e Icea. Si punta a condividere le buone pratiche per diffondere sistemi di gestione aziendale integrata sulla qualità dei prodotti biologici. Il progetto prevede una rete di Circoli di Qualità del Biol con l´obiettivo di sostenere lo sviluppo delle aziende olivicole orientate a miglioramenti qualitativi, incontri regionali, manuali sulle produzioni di qualità, un catalogo sulle innovazioni, creazioni di Gruppi d’Acquisto e Farmers Markets per l’approvvigionamento diretto da piccoli produttori locali. Il convegno, moderato dall’oleologo Luigi Caricato, direttore di Teatro Naturale, sarà aperto dal sindaco di Andria Vincenzo Zaccaro e introdotto dall’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Enzo Russo e del direttore dell’Istituto Iamb - Bari Cosimo Lacirignola. Quindi gli interventi di Pina Eramo, responsabile nazionale biologico Cia; Vito Savino, preside della facoltà di Agraria dell’Ateneo barese; Bernardo De Gennaro, responsabile Osservatorio Internazionale Biol; Enzo Perri, direttore Centro di Ricerca per l’Olivicoltura e l’Industria Olearia; Juan Manuel Luque, presidente dell’associazione spagnola Epea; Kaouther Ben Hassine, ricercatrice ministero dell’Educazione e della Formazione della Tunisia; Giuseppe Mauro Ferro, dirigente assessorato regionale Risorse agroalimentari; Mauro Meloni, direttore Consorzio di Garanzia Olio Extra Vergine di Oliva di Qualità; Publio Viola, presidente sez. Medico-nutrizionale Accademia Nazionale dell’Olivo; Antonello Del Vecchio, neonatologo e governatore Slowfood Puglia. Appendice nel pomeriggio (ore 14. 30-18, Oliveti d’Italia) workshop tra produttori di vari paesi “Per una alleanza dei produttori del Mediterraneo”, che sfocerà nella firma del protocollo di cooperazione. E in serata, alle 20. 30, inaugurazione della mostra degli oli Biol “Un mondo di olio”, con laboratorio di degustazione e musica nello scenografico Chiostro San Francesco (fino al 23 aprile, ore 17-21). Il programma proseguirà mercoledì 22 al Castel del Monte Park Hotel prenderà il via la due giorni di lavori della Giuria internazionale degli assaggiatori, che sceglierà fra ben 370 oli (record di iscrizioni) di 18 paesi. ; la sessione mattutina ospiterà il Biolkids, la Giuria dei Bambini delle scuole primarie di Andria. Alle 17, inaugurazione del Biolmuseo dell’Olio di Oliva “Terre di Traiano” con cena di Gala. Giovedì 23, lavori delle giurie parallele per i premi Bioipack e Biolethic e venerdì 24 cerimonia conclusiva in Municipio. Il Premio Biol (www. Premiobiol. It) si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore tra cui Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, Città di Andria, Comune di Monopoli, Aiab Puglia, Iamb, Icea - Istituto Certificazione Etica e Ambientale, Consorzio Puglia Natura. . |
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GENOVA, 2SLOW FISH, BURLANDO: PICCOLA PESCA DA DIFENDERE, NOSTRA IDENTITÀ I TEMI DEL SALONE DEL PESCE E DELLA PESCA SOSTENIBILE NELL´ AGENDA DI TANTE INIZIATIVE SUL TERRITORIO PER AVVICINARSI ALL´EDIZIONE 2011
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Claudio Burlando, presidente Regione Liguria, intervenendo all´ultima giornata di Slow Fish ha affermato: «Questa quarta edizione ha rappresentato, con il grande successo ottenuto, il lancio definitivo di Slow Fish, e ha segnato, fra l´altro, anche il battesimo del nuovo padiglione B della Fiera di Genova, progettato da Jean Nouvel. In particolare, Slow Fish ha incrociato il lavoro della Regione Liguria di questi anni nel campo della sostenibilità ambientale e dei nuovi modelli di sviluppo. Fra questi il sostegno ai settori della pesca e dell´agricoltura per aiutare i pescatori e produttori locali, cioè coloro che difendono il nostro territorio, il mare e la terra, cioè gli interessi della nostra comunità. Bisogna mettere al centro della nostra attenzione l´uomo, il lavoro e l´ambiente. Tutelare la piccola pesca attraverso vari interventi, ultimo il nuovo porto peschereccio Imperia Oneglia, vuol dire anche difendere la nostra storia, la nostra identità. Credo - ha aggiunto Burlando - che vi siano tutti i presupposti per continuare a dare centralità a questo impegno e lavorare per tenere alta l´attenzione su questi temi, attraverso eventi e iniziative in diverse località territorio ligure anche nel biennio che ci separa dalla prossima edizione di Slow Fish, nel 2011». . |
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ABRUZZO, DA BASILICATA PRODOTTI ZOOTECNICI E ORTOFRUTTICOLI |
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La Basilicata si mobilita per i terremotati abruzzesi. Nel quadro delle iniziative coordinate dal presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, ha avuto luogo un incontro presieduto dall’assessore all’Agricoltura, Vincenzo Viti, con le associazioni regionale e provinciali degli allevatori, rappresentati da Palmino Ferramosca, Nunzio Di Mauro e Augusto Calbi, e con il responsabile del Distretto agricolo del Metapontino, Salvatore Martelli. Nel corso dell’incontro è stata avviata una iniziativa che vede coinvolti allevatori e produttori del settore zootecnico e lattiero-caseario e le Op del distretto del Metapontino, mirata a raccogliere e a trasferire ai terremotati abruzzesi carni, prodotti lattiero-caseari e prodotti ortofrutticoli. Al temine dell’incontro, Viti si è collegato con il responsabile della Protezione Civile, Giuseppe Basile, al quale ha rassegnato le conclusioni della riunione e le determinazioni delle associazioni, così da rendere possibile in tempo reale il trasferimento dei prodotti in Abruzzo. . |
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L’EMILIA ROMAGNA SCOMMETTE SULLE RISORSE DELLA MONTAGNA, INVESTITI 100 MILIONI ALL´ANNO |
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Piacenza - “Dobbiamo scommettere sull’ambiente e sulle risorse della montagna per fare un salto di qualità e affrontare adeguatamente le sfide poste dal nuovo scenario socio-economico. L’appennino non è una questione da affrontare in termini di riequilibrio, usando vecchi strumenti, ma una carta vincente per l’intera Emilia-romagna“. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-romagna Vasco Errani concludendo il 17 aprile i lavori della 11a Conferenza della montagna tenutasi a Travo (Piacenza). Tra il 2005 e il 2008 la Regione ha finanziato investimenti nelle aree montane per un importo medio annuo di 100 milioni di euro, circa la metà dei quali destinati all’agricoltura. “Occorre proseguire ad investire, così come abbiamo fatto in questi anni, sulla montagna – ha aggiunto il presidente Errani - partendo dalla messa in sicurezza del territorio, dalla qualificazione dei servizi per i cittadini e le imprese, soprattutto quelle che sapranno investire e rendersi competitive. In questo senso è necessario garantire alti livelli di welfare, sanità e adeguate infrastrutture. Le famiglie e chi opera in montagna devono vivere bene in queste terre superando le differenze e disparità che storicamente si sono affermate. E proprio per superare le barriere fisiche che entro il 2009 tutto l’Appennino emiliano romagnolo sarà collegato attraverso la rete a banda larga e veloce”. La montagna “è una parte fondamentale del territorio emiliano romagnolo. Tutelarla – ha evidenziato l’assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli - rappresenta un concreto presidio per la qualità e la sicurezza del territorio. E per raggiungere questo obiettivo non ci debbono essere scorciatoie. La strada è quella di collaborare riconoscendo le peculiarità e le risorse, purtroppo tagliate dal Governo, necessarie per garantire servizi e infrastrutture. In questi anni, la Regione Emilia Romagna ha consolidato la scelta di fondo in cui la montagna come luogo strategico dello sviluppo regionale”. La Conferenza regionale per la montagna è stata anche l’occasione istituzionale per la prima condivisione in merito ai contenuti del Programma regionale per la montagna che dovrà essere approvato entro i prossimi mesi dall’Assemblea legislativa. Un documento che definisce le priorità degli Accordo-quadro e mira all’integrazione con gli interventi previsti dalle programmazioni settoriali, in particolare il Piano di sviluppo rurale e il Dup, che costituiscono la parte più consistente delle azioni a favore dell’Appennino emiliano romagnolo. I dati - I Comuni montani emiliano-romagnoli sono 118 con una popolazione complessiva di 421 mila abitanti, pari al 10 per cento della popolazione regionale: la superficie totale è di 9. 067 Kmq, il 41% di quella complessiva della regione. Le risorse nel periodo 2005-2008 - Nel periodo 2005/2008, la Regione ha finanziato investimenti nelle aree montane per un importo medio annuo di 100 milioni di euro, destinati per circa la metà a finanziare interventi nel settore agricolo, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale, e per circa il 20% destinati ad interventi nel settore delle attività produttive nell’ambito del Programma Obiettivo 2. Negli stessi anni a fronte di assegnazioni provenienti dal Fondo nazionale per la montagna di soli 7 milioni di euro, la Regione ha stanziato oltre 19 milioni di euro, quasi tre volte il totale assicurato dallo Stato. Questi finanziamenti hanno in questi anni sostenuto gli Accordi-quadro per lo sviluppo delle zone montane negoziati tra le singole Comunità montane e gran parte dei loro Comuni membri, le Province e la Regione, oltre, ad altri soggetti sia pubblici sia privati. La programmazione negoziata degli Accordi-quadro (strumenti previsti dalla Legge regionale 2 del 2004) ha permesso di realizzare un “effetto volano”: nel 2005, con un finanziamento di 1,9 milioni di euro, si è attivato un programma il cui valore complessivo è risultato di 17,6 milioni di euro; nel 2006, a fronte di 2 milioni, si è attivato un programma del valore complessivo di 18,2 milioni e nel 2008 con un finanziamento di 5 milioni di euro si sono attivati programmi il cui valore complessivo è risultato pari a 15,8 milioni di euro Gli Accordi-quadro - L’accordo-quadro per lo sviluppo della montagna è lo strumento di programmazione triennale riferito ad un determinato ambito montano condiviso dalla Regione e dalla Provincia, e ovviamente dall’Ente locale associativo territorialmente interessato. Con il programma annuale operativo ciascuna Comunità montana o altro Ente locale associativo deve approvare annualmente un programma d’interventi attuattivo dell’Accordo-quadro per poter accedere ai finanziamenti disponibili sul bilancio regionale. La politica regionale per la montagna si sostanzia in sostegno ad un’agricoltura di qualità e competitiva, nelle misure a sostegno del turismo, negli interventi di riqualificazione dei borghi, nei progetti per l’estendimento della banda larga e nei progetti per l’attivazione di servizi innovativi, negli interventi di messa in sicurezza del territorio e ancora negli interventi di protezione e valorizzazione delle risorse forestali e delle aree a parco Riordino e risorse delle Comunità e Unioni Montane - Oltre 4,8 milioni di euro alle nuove Comunità montane e Unioni di Comuni comprendenti Comuni montani sono le risorse che la Regione Emilia-romagna ha assegnato (e per il 50% già erogato) alle 9 Comunità Montane (erano 18 prima della riforma realizzata con la legge regionale 10 del 2008) e alle Unioni che stanno procedendo alla riorganizzazione istituzionale e dei servizi erogati sul territorio montano emiliano-romagnolo. In Emilia-romagna la riforma degli enti locali associativi - anticipando le disposizioni della legge finanziaria 2008 - è stata avviata con il “Patto interistituzionale per l’autoriforma dell’amministrazione, la razionalizzazione delle funzioni, il riordino istituzionale” sottoscritto nel 2007 dai presidenti della Regione e di Upi, Anci e Uncem regionali. Oltre al dimezzamento del numero delle Comunità montane - attraverso la trasformazione di alcune di esse in Unioni di Comuni ovvero attraverso l’inclusione dei Comuni membri in Unioni già esistenti o nel Nuovo Circondario Imolese –, la riorganizzazione ha portato alla riduzione a due del numero dei rappresentanti di ciascun Consiglio comunale, alla costituzione di Giunte composte esclusivamente dai Sindaci dei Comuni membri ma soprattutto al non riconoscimento di indennità per la carica di assessore di Comunità montana. L’attribuzione alle Unioni di Comuni comprendenti Comuni montani delle funzioni esercitate in precedenza dalle Comunità montane ha risposto innanzi tutto all’esigenza di mantenere comunque in montagna la gestione di quei servizi che posseggono un valore decisamente strategico ai fini della tenuta e del consolidamento del tessuto sociale ed economico delle zone montane della regione. . |
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AGRICOLTURA – MANZATO CHIEDE A ZAIA INTERVENTO PER COPERTURA SISTEMA ASSICURATIVO |
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Il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto Franco Manzato ha chiesto al ministro per le politiche agricole e forestali Luca Zaia di operare per garantire il cofinanziamento della copertura assicurativa delle aziende agricole contro i danni da calamità naturali. In particolare, Manzato ha chiesto l’intervento del ministro per “avviare urgentemente le procedure attuative che consentano di destinare a favore del sistema assicurativo” le risorse del regolamento comunitario sul regime dei “pagamenti speciali”, “da utilizzare per i contributi sui premi di assicurazione del raccolto, che coprono i rischi di calamità naturali, e per i contributi a fondi di mutualizzazione per danni derivanti da malattie animali e vegetali”. “La mancata assegnazione delle risorse statali per l’anno 2009, con le conseguenti difficoltà di avvio della campagna assicurativa nel settore della copertura dei danni recati alle produzioni dalle avversità atmosferiche – ha sottolineato Manzato – sta determinando la manifesta preoccupazione degli Organismi di difesa e del mondo politico veneto”, mentre è “palese la necessità di ristabilire e mantenere le risorse finanziarie, che sono venute a mancare nell’ambito della finanziaria 2009, per sostenere il ricorso agli strumenti assicurativi da parte degli imprenditori. Si tratta di mezzi irrinunciabili per la salvaguardia dai rischi legati all’attività agricola, come è dimostrato dagli oltre 40. 000 certificati sottoscritti nel 2008 in Veneto, con un valore di produzione assicurata pari a 850 milioni di euro”. “Le necessità degli imprenditori – ha concluso Manzato – non possono essere ignorate e ogni sforzo va profuso per il reperimento delle risorse finanziarie”. . |
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ZOOTECNIA, UN PROGETTO DELL´AMADORI PER LA BASILICATA |
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Un progetto integrato e condiviso tra Regione Basilicata e Gruppo Amadori nella filiera suinicola. E’ quanto discusso in un incontro che l’assessore regionale all’Agricoltura, Vincenzo Viti, ha avuto con Francesco Amadori, titolare del Gruppo emiliano leader europeo nella produzione di carni. “Nel colloquio - fa presente Viti - è stata esaminata l’ipotesi di realizzare in Basilicata un progetto di ampio respiro nel comparto suinicolo agroindustriale con risorse private ed una sponda pubblica da attingere nel Piano regionale di sviluppo rurale 2007-2013. Quella venuta dal Gruppo Amadori è di primo acchito una buona proposta tesa a rendere funzionale il collegamento tra la realtà del sistema agricolo locale e le strategie integrate del Gruppo agroindustriale. In particolare – ha continuato l’assessore Viti - l’idea progettuale riguarda un insieme coordinato di azioni riferibili all’Asse 1 alle quali un’aggregazione di soggetti, che operano nei diversi segmenti della filiera suinicola, accede attraverso un approccio integrato promosso dal Gruppo Amadori e collegati tra loro da vincoli di carattere contrattuale nei quali sono evidenziati obblighi e responsabilità reciproche. Si tratta di una grossa iniziativa di allevamento di scrofe con una produzione di oltre 100mila suinetti l’anno. Il piano vede il coinvolgimento di attori locali non solo dal punto di vista verticale della filiera ma anche orizzontale interessando gli imprenditori agricoli per la produzione dei mangimi freschi da ottenere attraverso l’utilizzo di cereali coltivati sul territorio. Sono inoltre previsti centri di macellazione e lavorazione della carne. Sull’argomento, ancora tutto da esaminare, gli Uffici Dipartimentali faranno le appropriate valutazioni. Con questa idea progettuale – ha concluso Viti- che come previsto dalle normative europee rispetta la tutela dell’ambiente e il benessere degli animali, si potrebbe realizzare un effettivo e concreto rilancio della filiera suinicola lucana con ricadute positive anche di altri comparti agricoli”. . |
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LOMBARDIA: OTTO NUOVI PRODOTTI TRADIZIONALI SALGONO COSI´ A QUOTA 234 LE SPECIALITA´ RICONOSCIUTE |
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E´ cresciuto, raggiungendo quota 234, il paniere dei "Prodotti Agroalimentari Tradizionali" compresi nell´elenco della Regione Lombardia. In questi giorni, infatti, ne sono entrati a far parte l´asparago di Cantello (Va), il melone mantovano (Mn), la patata di Oreno (Mi), il pollo brianzolo (Mi-lc-co-mb), il rosmarino e la salvia di Montevechia (Lc), il pisello di Miradolo (Pv) e il prosciutto crudo "Il Botto" (Bg). Gli otto nuovi prodotti rispondono alle caratteristiche richieste dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, possedendo i requisiti che prevedono una comprovata tradizionalità e presenza nel luogo d´origine di almeno 25 anni. Luca Daniel Ferrazzi, assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia, commenta positivamente l´ulteriore crescita della squadra dei prodotti tradizionali. "L´inserimento di questi otto prodotti nel Registro tenuto presso il Ministero - dichiara Ferrazzi - dimostra quanto ben radicata tra i produttori locali sia la voglia e la consapevolezza di mantenere vive le nostre tradizioni agricole e offrirle, tramite prodotti di qualità, ai cittadini. Un lavoro da premiare e tutelare, che merita il plauso di tutti i lombardi". L´elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Lombardia, giunto alla sua quinta revisione, suddivide le specialità provenienti da tutte le province in otto categorie: carni e derivati, cereali e farine, derivati del latte, miele, ortaggi e frutta freschi e conservati, paste fresche, prodotti da forno e da pasticceria e prodotti ittici. "La Lombardia - continua Ferrazzi - oltre ad essere la prima regione agricola italiana, ha nel suo Dna la cura per la tradizione e la tipicità dei propri prodotti, la cui promozione e diffusione impegna da anni la Regione in un lavoro che con soddisfazione possiamo definire sempre più impegnativo. Un lavoro che parte anche dalle eccellenze contenute nel Registro dei Prodotti Tradizionali, che in questo modo hanno la possibilità di ottenere visibilità ed essere conosciute al di fuori dei propri luoghi d´origine". "Ricordo - conclude Ferrazzi - che Regione Lombardia può vantare anche 27 tra salumi, formaggi e prodotti ortofrutticoli caratterizzati dai marchi Dop e Igp, 5 vini Docg e 14 Doc. L´expo 2015, ora in fase di avvicinamento, sarà una nuova occasione per far crescere il numero dei prodotti agroalimentari tipici e con marchi di qualità". . |
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BULGARIA: FORNETTI RAFFORZA ANCHE LA SUA PRESENZA PRODUTTIVA |
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La società ungherese di fast-food Fornetti aprirà un unità produttiva nella città meridionale di Ihtiman. L’investimento è stimato in 6 mln di euro e creerà circa 120 posti di lavoro nella struttura. Lo stabilimento comincerà ad essere operativo nel prossimo autunno. La Fornetti gestisce in Bulgaria una rete di 360 pasiccerie-panetterie concesse in franchising. Detiene al momento il 70% del mercato e vende dalle 250 alle 450 tonnellate di prodotti da forno surgelati. La capacità attesa raggiungerà le 600 tonnellate dopo che il nuovo stabilimento lavorerà a pieno regime. La Fornetti vende i suoi prodotti in 14 Paesi. . |
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PIEMONTE, PSR: INCREMENTO DI RISORSE PER AMMODERNAMENTO DELLE AZIENDE E DIVERSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA´ |
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La Regione Piemonte ha deliberato un incremento delle risorse finanziarie per le misure del Programma di Sviluppo Rurale destinate all’ammodernamento delle aziende (misura 121) e alla diversificazione delle attività (misura 311), per un ammontare complessivo pari a 43 milioni di euro. Questo consentirà di inserire in graduatoria circa 1200 domande in più per gli interventi di ammodernamento e 100 domande aggiuntive per la diversificazione. La decisione è stata assunta in considerazione del notevole numero di richieste pervenute sui bandi del Psr 2007/2013: oltre 8 mila, calcolando, oltre alle misure citate, quella relativa all’insediamento giovani. Dopo un primo incremento di risorse deciso a inizio anno, l’Assessore all’Agricoltura ha valutato l’opportunità di stanziare ulteriori fondi, compatibilmente con la dotazione pluriennale complessiva del Psr, raccogliendo in questo modo le esigenze manifestate dal mondo agricolo per sostenere il settore in questa fase. Q Sulla misura 121 (ammodernamento delle aziende), per la quale sono state presentate 5630 domande, le risorse sono state aumentate da 90 a 130 milioni di euro. Sarà così possibile avviare all’istruttoria circa 1200 domande in più, ovvero le pratiche in graduatoria con punteggi pari o superiori a 35 (il limite precedente era 39). Q Sulla misura 311 (diversificazione delle attività), che ha raggiunto le 673 domande, le risorse sono state aumentate da 9 a 12 milioni di euro. Sarà così possibile avviare all’istruttoria circa 100 domande in più, ovvero le pratiche in graduatoria con punteggi pari o superiori a 29 (il limite precedente era 30). Si confermano i segnali di vitalità e intraprendenza delle aziende agricole piemontesi, che dimostrano, pur nella difficile congiuntura economica, di voler investire per migliorare la competitività, l’integrazione delle filiere, il risparmio energetico, le garanzie di qualità e sicurezza dei prodotti alimentari. Ricordiamo che sulla misura 112 (insediamento giovani agricoltori), che ha raggiunto le 1900 domande, le risorse erano già state aumentate da 30 a 44 milioni di euro, ritenuti sufficienti per funanziare tutte le domande che hanno i requisiti. . . |
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PUGLIA: PIANO SVILUPPO RURALE 2007-2013, AL VIA ALTRI TRE BANDI |
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Con la determinazione del dirigente del Servizio Agricoltura n. 592 del 2/4/2009 è stato emanato il bando per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalle misure 211 “Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle zone montane” e 212 “Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle aree svantaggiate, diverse dalle zone montane” del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2007-2013. L’intervento ha l’obiettivo di garantire la salvaguardia del territorio, di favorire il mantenimento di una comunità rurale vitale nelle zone minacciate da spopolamento, di mantenere e favorire metodi di produzione agricola ecosostenibile. Per l’ammissibilità al premio della misura 211 è necessario il rispetto delle seguenti condizioni: - Carico di bestiame per unità di superficie condotta compreso tra 0,2 e 1,4 Uba/ha. - Superficie minima (Sau) di 2 ha in aree classificate montane (art. 50, paragrafo 2 del Reg. (Ce) n. 1698/2005) complessivamente investita a prati e pascoli e/o colture foraggere e/o vigneti per uva da vino e/o agrumeti. L’aiuto previsto è di 55,00 €/ha per i pascoli e 120,00 €/ha per le foraggere, vite da vino ed agrumi. Per l’ammissibilità al premio della misura 212 è necessario il rispetto delle seguenti condizioni: Carico di bestiame per unità di superficie condotta compreso tra 0,2 e 1,4 Uba/ha. Superficie minima (Sau) di 5 ha nelle aree classificate svantaggiate (art. 50, paragrafo 3 del Reg. (Ce) n. 1698/2005) investita a prati e pascoli e a colture foraggere. L’aiuto previsto è di 45,00 €/ha per i pascoli e 100,00 €/ha per le foraggere, Il bando, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 54 del 9 aprile 2009, definisce i soggetti beneficiari, le modalità di presentazione delle domande per la concessione degli aiuti previsti, le condizioni di ammissibilità, gli impegni, gli obblighi, i controlli, nonché tutte le fasi del procedimento amministrativo per la formazione delle graduatorie delle domande ammissibili. Le domande di aiuto, presentate tramite i C. A. A. , i tecnici abilitati dalla Regione Puglia e la stessa Regione, devono essere compilate, stampate e rilasciate secondo le procedure stabilite dall’Organismo Pagatore (Agea), sul portale Sian, a partire dal giorno 10 aprile 2009 e fino al 15 maggio 2009. Il bando è stato pubblicato anche sui siti www. Regione. Puglia. It e http://infoagricoltura. Interfree. It. E’ stata disposta, altresì, la pubblicazione delle notizie sopra riportate su tre quotidiani, per una maggiore diffusione del bando. Bando Misura 214 – Azione 1 - Con la determinazione del dirigente del Servizio Alimentazione n. 240 del 10/4/2009 è stato emanato il bando per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalla misura 214 Azione 1 “Pagamenti Agroambientali - Agricoltura Biologica” del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2007-2013. L’intervento ha l’obiettivo di garantire la salvaguardia del territorio, di favorire il mantenimento di una comunità rurale vitale nelle zone minacciate da spopolamento, di mantenere e favorire metodi di produzione agricola ecosostenibile, ai fini della diffusione di tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente e della biodiversità, finanziando il metodo di coltivazione biologico. La Misura consiste nella concessione di un sostegno economico pluriennale per le imprese che introducono e mantengono per un quinquennio il metodo di produzione biologica, attuato secondo le norme previste dal Reg. (Ce) n. 834/2007e s. M. I. I beneficiari dell’ Azione sono gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese agricole della Cciaa che, in base ad un legittimo titolo di possesso, conducono aziende agricole. L’intera azienda agricola deve essere inserita nel sistema di certificazione biologica ed è tenuta a notificare la propria attività biologica, prima del rilascio della domanda sul portale Sian, ad un Organismo di Controllo autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e alla Regione Puglia. L’azione potrà essere realizzata sull’intero territorio regionale. Le aziende ricadenti nelle aree rurali ad agricoltura intensiva specializzata e nei poli urbani debbono possedere una superficie minima accorpata per accedere ai finanziamenti di 15 ha per le colture arboree e di 30 ha per le colture erbacee; tale superficie può essere afferente anche a più imprese. I premi concedibili sono di seguito indicati. Colture Premi (Euro/ha/anno) : 1. Cereali 96; 2. Pomodoro 357; 3. Patata 247; 4. Orticole ed altre erbacee 259; 5. Olivo 335; 6. Vite da tavola 770; 7. Vite da vino 506; 8. Agrumi 812; 9. Ciliegio 456; 10. Altre drupacee 738 . I criteri di selezione delle domande sono di seguito indicati. Criteri di selezione Punteggio Sau aziendale ricadente dal 20 al 40% in zone vulnerabili ai sensi della Direttiva 91/676/Cee, Zone di Protezione Speciale (Zps) e Siti di Importanza Comunitaria (Sic) individuati in applicazione della Direttiva 79/409/Cee e 92/43/Cee, zone a rischio erosione e aree protette. 2 Sau aziendale ricadente con più del 40% fino all’80% in zone vulnerabili ai sensi della Direttiva 91/676/Cee, Zone di Protezione Speciale (Zps) e Siti di Importanza Comunitaria (Sic) individuati in applicazione della Direttiva 79/409/Cee e 92/43/Cee, zone a rischio erosione e aree protette. 4 Sau aziendale ricadente con più del 80% fino al 100% in zone vulnerabili ai sensi della Direttiva 91/676/Cee, Zone di Protezione Speciale (Zps) e Siti di Importanza Comunitaria (Sic) individuati in applicazione della Direttiva 79/409/Cee e 92/43/Cee, zone a rischio erosione e aree protette. 6 Operatori che hanno presentato notifica di assoggettamento alla certificazione di agricoltura biologica dal 2008. 2 Contemporanea adesione della azienda alla Misura 216-Azione 1. 1 Il bando, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 58 del 16 aprile 2009, definisce i soggetti beneficiari, le modalità di presentazione delle domande per la concessione degli aiuti previsti, le condizioni di ammissibilità, gli impegni, gli obblighi, i controlli, nonché tutte le fasi del procedimento amministrativo per la formazione delle graduatorie delle domande ammissibili. Le domande di adesione vanno presentate informaticamente sulla applicazione del portale Sian gestito dall’Agea per il tramite dei Caa, dei tecnici abilitati dalla Regione Puglia, della stessa Regione (solo in caso di detenzione del fascicolo aziendale) o dallo stesso beneficiario, entro il 15 maggio 2009. Il bando è stato pubblicato anche sui siti www. Regione. Puglia. It e http://infoagricoltura. Interfree. It. E’ stata disposta, altresì, la pubblicazione delle notizie sopra riportate su tre quotidiani, per una maggiore diffusione del bando. . |
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CIA BASILICATA: URGE RISTRUTTURAZIONE DEBITO AZIENDE AGRICOLE |
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“E’ necessario dare risposte urgenti all’emergenza dei titolari di aziende agricole che vivono una fase di grandissima difficoltà, con costi produttivi e contributivi che ormai sono divenuti insostenibili, tanto più che il “pacchetto anti-crisi” del Governo ha sinora escluso il mondo agricolo da ogni beneficio. Per questo il Tavolo Verde – convocato dall’Assessore all’Agricoltura Vincenzo Viti per domani per esaminare i primi bandi del Psr 2007-2013 – dovrà occuparsi, auspichiamo a breve, della situazione debitoria degli agricoltori lucani”. A sottolinearlo è l’Ufficio di Presidenza della Cia della Basilicata evidenziando che “gli oneri a carico degli agricoltori comprimono pesantemente le capacità imprenditoriali e vanificano ogni sforzo teso alla sviluppo e alla competitività”. Per questa ragione la Cia condivide le preoccupazioni del coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Enzo Russo che ha presentato nel corso della riunione con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia un documento sulla situazione di crisi del settore agricolo e nel quale si chiede un’operazione di ristrutturazione del debito delle imprese ed un rinvio delle scadenze. A parere della Cia “per la specificità della situazione della Basilicata, come di tutte le altre regioni del Sud, è necessario riaprire i termini per la ristrutturazione debitoria pregressa anche in materia previdenziale e contributiva tanto più in previsione dell’avvio della fase dei bandi del Psr che richiedono adeguati requisiti per la partecipazione dei nostri agricoltori. Diventa perciò necessario procedere alla deroga sull´obbligo di avere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) per poter utilizzare le risorse dei Piani di sviluppo rurale e di proroga delle agevolazioni contributive per le aziende agricole delle zone svantaggiate (attualmente prorogate fino a tutto il 2009). Una proroga che duri almeno quanto i Psr, in modo da consentire alle imprese una programmazione ragionevole e di operare senza oneri che rischiano di provocare effetti drammatici. Le nostre imprese agricole non riescono a fronteggiare le scadenze sia dell’Inps che quelle bancarie. Bisogna, quindi, intervenire con provvedimenti rapidi ed efficaci. Nella giusta direzione vanno sia la richiesta della ristrutturazione del debito che il rinvio delle scadenze. Occorre dare una risposta valida ai tanti imprenditori agricoli che, soffocati dai costi contributivi e dalle rate bancarie, rischia di chiudere la propria attività”. . |
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SARDEGNA: POR 2000/2006, ACCORDO TRA SINDACATI, LAORE E ARGEA |
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Con la mediazione dell´assessore dell´Agricoltura, Andrea Prato, ieri si è raggiunta un’importante intesa tra sindacati, Laore e Argea che consentirà la collaborazione diretta di circa 100 dipendenti delle Agenzie agricole (il numero potrà variare a seconda delle esigenze). Questo personale si dovrà occupare di chiudere le ultime istruttorie relative al Programma operativo regionale, il cui termine è fissato per il prossimo 30 giugno. L´operazione consentirà di velocizzare le pratiche ancora aperte, evitando così il rischio di perdere le risorse del Por per il mondo agricolo. . |
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BOLZANO: DIVIETO PER MAIS GENETICAMENTE MODIFICATO: SODDISFAZIONE DI BERGER |
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Tra gli scettici verso gli organismi geneticamente modificati (ogm) l´Alto Adige trova nuovi aderenti. "La novità importante è che ora non sono solo organizzazioni o realtà regionali, ma anche Governi nazionali a sposare questa linea di cautela", sottolinea l´assessore provinciale all´Agricoltura Hans Berger salutando con soddisfazione la decisione del governo della Germania di vietare il mais geneticamente modificato. Da anni la Provincia di Bolzano si batte con altre Regioni a favore del divieto di coltivazione di ogm in agricoltura. "Oggi ci sono ancora troppe questioni non chiare per poter approvare un´apertura verso gli ogm, con il rischio di contaminare i nostri prodotti tradizionali e di alta qualità", ribadisce l´assessore Berger. Ora anche alcuni grandi Stati hanno sposato questa linea: "La Germania è arrivata alla conclusione che ci sono ragionevoli motivi per ritenere che il mais modifcato Mon810 rappresenti un pericolo per l´ambiente e pertanto lo ha vietato. È un segnale importante che anche l´Ue non può trascurare", sottolinea Berger. A Bruxelles vanno presentate le direttive di coesistenza tra le due coltivazioni (tradizionale e ogm) che le Regioni italiane hanno elaborato sotto la guida della Provincia di Bolzano. Prevedono grossi ostacoli alla coltivazione con ogm, soprattutto in un sistema agricolo strutturalmente piccolo. "Se l´Ue raccoglierà i segnali che arrivano da un numero sempre maggiore di Regioni e di Governi nazionali, per l´Alto Adige prende corpo la prospettiva di mantenere l´agricoltura libera da organismo geneticamente modificati", conclude Berger. . |
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E’ ARRIVATO IN CINA IL PRIMO KIWI ITALIANO FIRMATO MADE IN BLU |
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Il primo container di kiwi italiano è finalmente arrivato a Shangai il 4 aprile. L’apertura e l’immissione sul mercato è avvenuta a partire dal 10 aprile. Tempi lenti ma un’ottima accoglienza dei consumatori che mostrano un ‘interesse particolare per il Made in Italy e soprattutto per l’alta qualità. Furio Mazzotti, direttore di Made in Blu conferma: “ “ contrariamente a quanto pensavo, il mercato cinese si è mostrato molto recettivo per l’alta qualità; il nostro prodotto in tre giorni è stato tutto venduto con una valorizzazione interessante. Ritengo – continua Mazzotti – che ci siano buone prospettive di sviluppo del segmento in Cina con un periodo di commercializzazione per il kiwi di circa tre mesi , da inizio febbraio a fine aprile. ” “Devo ringraziare pubblicamente Cso- conclude Furio Mazzotti – per l’impegno e l’attenzione con il quale ha operato per rendere tecnicamente possibile lo sbarco. ” L’apertura della Cina al kiwi italiano è stata possibile grazie ad un’azione di sinergia importante tra imprese di produzione associate al Centro Servizi Ortofrutticoli, istituzioni nazionali, e regionali, Consorzi Fitosanitari e Ambasciata d’Italia in Cina. Simona Rubbi, responsabile Cso delle attività correlate all’apertura nuovi mercati, è appena tornata da Shangai dove ha mantenuto costanti contatti con le autorità per garantire la riuscita dello sbarco italiano. “ Ho trovato una grande disponibilità e correttezza da parte delle autorità cinesi nell’effettuare i controlli previsti – dichiara la Dr. Ssa Rubbi. - Gli ispettori del Ciq (China Ispection Quarantine) hanno vagliato con attenzione la documentazione necessaria e richiesta dal protocollo siglato tra Italia e Cina ed hanno verificato l’idoneità del carico con estremo rigore. Vorrei porgere a nome del Cso - dichiara in conclusione Simona Rubbi - un ringraziamento particolare all’Ambasciata d’Italia in Cina che ci ha seguito con grande attenzione consentendoci di comprendere a pieno i passaggi richiesti e gli step da osservare per far sì che tutto andasse a buon fine. ” . |
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AL VIA IN SARDEGNA LE AZIONI DI LOTTA CONTRO I LEPIDOTTERI DEFOLIATORI DELLA SUGHERA |
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Cagliari - Finanziato con 1. 200. 000 euro, il programma - predisposto dal Corpo forestale regionale, dall´Ente Foreste, dal Dipartimento di Protezione delle Piante dell´Università di Sassari, in raccordo con le province - prevede interventi su oltre 20. 000 ettari di foreste sarde: circa 1. 500/2000 ettari in Provincia di Cagliari (nell´area dei Sette Fratelli e Domusdemaria); circa 4. 000 ettari in Provincia di Nuoro (Mamoiada e Sa Serra); circa 3. 000 ettari in Provincia di Oristano (nell´area dell´altipiano di Abbasanta Ghilarza); circa 9. 000 ettari in provincia di Olbia Tempio (nell´area di Tempio, di Monti e di Berchidda) e circa 2. 000 ettari in Provincia di Sassari (nell´area di Villanova Monteleone, di Romana e di Thiesi) Gli interventi, che utilizzeranno il Foray 48 B a base di Bacillus thurigensis Kurstaki (Btk), saranno realizzati grazie alla collaborazione tra la Provincia di Nuoro, titolare del finanziamento regionale in qualità di capofila, ed il Dipartimento di Protezione delle Piante dell´Università di Sassari; il coordinamento tecnico sarà affidato al Corpo Forestale regionale che si avvarrà del supporto dell´Ente Foreste Sardegna e dei Centri Provinciali Antisetti. L´assessore della Difesa dell´Ambiente Emilio Simeone, al termine della riunione annuale per la predisposizione degli interventi di difesa attiva contro i parassiti delle sugherete e delle querce in genere svoltasi stamani a Cagliari, ha espresso soddisfazione per la fattiva collaborazione instaurata tra Amministrazione regionale, Province e Università Sassari per risolvere un problema di così grande rilevanza per la tutela dell´ambiente e per la salvaguardia del patrimonio produttivo della sughera. Con un patrimonio censito di circa 1. 200. 000 di ettari di superficie boscata, la Sardegna rappresenta la seconda regione italiana per patrimonio forestale, contribuendo in modo sostanziale a determinare il capitale nazionale dei serbatoi di Carbonio, la cui importanza è strategica per il rispetto degli impegni del Protocollo di Kyoto. La Sardegna è anche la regione che ospita la quasi totalità della popolazione italiana della quercia da sughero (Quercus suber) che rappresenta, oltre al già detto valore ambientale, un valore economico fondamentale in special modo nell´economia della Gallura, dato che in questa area si concentrano le imprese che lavorano e trasformano quasi 100. 000 q. Li/anno di materia prima ricavata dai boschi locali. In questo contesto l´Amministrazione regionale, in accordo con le Province e con la collaborazione del Dipartimento di Protezione delle Piante dell´Università di Sassari, ha varato nel 2006 un piano organico triennale finalizzato al controllo e al contrasto dei lepidotteri fitofagi, quali la Lymantria dispar, che rappresentano un pericolo endemico per le foreste di latifoglie autoctone e in particolar modo per la quercia da sughero. L´attacco di questi insetti determina la totale defoliazione degli alberi colpiti con danni analoghi a quelli causati da un incendio di vampa e conseguente indebolimento dello stato sanitario delle piante. Nel corso dell´anno 2007, con uno stanziamento di 1. 200. 000 euro di fondi regionali, si è proceduto a trattare con mezzo aereo, previo un monitoraggio di 400 punti campione effettuato dal Corpo Forestale regionale, oltre 20. 000 ettari di foreste di latifoglie col risultato di aver salvato gli alberi da un attacco che, dati i presupposti, si preannunciava drammatico. Anche per il 2008 i dati del monitoraggio suggerivano l´effettuazione di un intervento analogo in aree differenti rispetto all´anno precedente e, data la disponibilità finanziaria, tutto era stato predisposto per il nuovo intervento: purtroppo però il Ministero della Salute, nell´aprile dello scorso anno, non ha registrato il prodotto positivamente testato negli anni precedenti, rendendo pertanto impossibile lo svolgimento del programma già approntato. . |
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COMPOSTAGGIO A LEVICO: CON L’ACQUISTO DI TRENTINO SVILUPPO SANCITA LA CHIUSURA TRENTINO RECYCLING CEDE L’IMMOBILE ALLA SPA DELLA PROVINCIA |
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E’ Terminata lunedì 20 aprile, l’attività dell’impianto di biocompostaggio di Trentino Recycling a Levico Terme. Nella tarda mattinata infatti Diego Laner, consigliere delegato di Trentino Sviluppo, e Carlo Calzolari, amministratore unico di Trentino Recycling S. R. L. , hanno firmato l’atto di compravendita che prevede il passaggio di proprietà dell’immobile a Trentino Sviluppo Spa. Si chiude così una vicenda iniziata ormai quasi quattro anni fa e che ha reso difficile la qualità della vita ai residenti della località di Campiello di Levico e del vicino Comune di Novaledo, a causa delle esalazioni odorose nauseabonde provenienti dall’impianto avviato nel maggio 2005 in località Franzine (Levico Terme) da Trentino Recycling. Con la firma di oggi si conclude un iter amministrativo iniziato nel settembre scorso allorché la Giunta provinciale, con deliberazione n. 2432 del 26 settembre 2008, dava mandato a Trentino Sviluppo di procedere all’acquisto dell’impianto di compostaggio, dopo di che a più riprese si era evidenziata l’impossibilità di imporre in via autoritativa la cessazione della stessa attività. La Provincia autonoma di Trento, in considerazione della rilevanza sociale e soprattutto ambientale dell’intervento a beneficio della popolazione residente nella zona adiacente l’impianto, ha sottoscritto il 16 febbraio 2009 un accordo che fissava termini e valori economici incaricando Trentino Sviluppo di portare a termine la trattativa. In particolare i valori economici della transazione sono determinati dal valore attribuito all’immobile da parte del Comitato Tecnico Amministrativo (Cta), 7. 060. 000,00 euro oltre agli oneri fiscali, incrementato dal riconoscimento di un indennizzo di cessazione dell’attività, come previsto dal Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinanti (art. 68 bis, comma 4 ter del T. U. L. P. ), che un Collegio di tre esperti (un perito nominato da Trentino Sviluppo, uno da Trentino Recycling e uno di comune accordo tra i due) ha stabilito in euro 2. 400. 000,00 esprimendosi in tal senso in modo unanime. L’atto di compravendita firmato oggi prevede l’immediata cessazione di ogni attività di conferimento di rifiuti e materiali all’impianto, mentre Trentino Recycling avrà tempo fino al 31 agosto 2009 per la completa dismissione e consegna del compendio. Dopo di che l’immobile potrà essere messo a disposizione di altri utilizzi compatibili con il ruolo di sostegno e promozione dell’imprenditorialità locale propri di Trentino Sviluppo. - La Scheda - Come Si È Arrivati All’acquisto - 8 novembre 1996 - L’impianto di compostaggio viene autorizzato dal Settore Tecnico scientifico e dell’informazione dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente per una quantità massima annua di 8. 745 tonnellate. Per il rilascio della suddetta autorizzazione era stato acquisito, in data 28 giugno 1996, il parere favorevole del Comune di Levico Terme con riferimento all’attività di lombricompostaggio. Il primo aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 4526 di data 9 maggio 1997, individua l’impianto di lombricompostaggio della ditta Trentino Recycling s. R. L. , sancendone pertanto la valenza nella strategia pianificatoria provinciale in materia di gestione dei rifiuti. 27 dicembre 2001 - La ditta Trentino Recycling s. R. L. Presenta la comunicazione preventiva per l’autorizzazione in procedura semplificata ai fini della prosecuzione della propria attività di condizionamento di rifiuti organici tramite compostaggio tradizionale. Nel febbraio del 2002 la ditta Trentino Recycling s. R. L. Viene iscritta nel Registro delle imprese che effettuano attività di recupero di rifiuti non pericolosi. Fino ai primi mesi del 2005 l’attività rimane tuttavia sospesa in quanto è in corso di realizzazione il nuovo impianto di compostaggio. Maggio 2005 - Inizia la nuova attività di compostaggio con i primi conferimenti, ma fin da subito si manifestarono significativi problemi per la popolazione residente nella località Campiello nel Comune di Levico Terme e nel vicino Comune di Novaledo, a causa delle esalazioni odorose nauseabonde provenienti dall’impianto. Il Sindaco del Comune di Levico Terme, con nota del 14 giugno 2005, lamentava “insopportabili odori emessi dall’impianto di compostaggio” e chiedeva “garanzie di interventi atti a tutelare la salute pubblica e i diritti dei residenti e dei turisti”. Si susseguono continui accertamenti da parte degli organi di controllo (Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, Procura, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Comando intercomunale vigili urbani) in merito alla gestione dell’impianto - con la conseguente adozione di provvedimenti di diffida da parte dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente -, peraltro non rilevando violazioni di una significatività tale da motivare l’adozione di provvedimenti volti alla cessazione o alla modifica dell’attività. 17 ottobre 2006 - L’autorità Giudiziaria dispone il sequestro preventivo dell’impianto di compostaggio. 4 dicembre 2006 - La Procura della Repubblica di Trento dispone la restituzione temporanea dell’impianto per adeguarlo ad una serie di prescrizioni. 22 dicembre 2006 - La medesima Autorità Giudiziaria dispone il dissequestro dell’impianto con prescrizioni. 4 gennaio 2007 - Il Settore Tecnico dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente rilascia l’autorizzazione ordinaria alla gestione dell’impianto, imponendo una serie di prescrizioni, tra le quali il rispetto di un piano di gestione operativo finalizzato al contenimento delle emissioni odorigene. Ciononostante il fenomeno delle esalazioni odorose è continuato a persistere e in misura tale da creare disagi e molestie per la popolazione, incidendo quindi significativamente sulle condizioni di vivibilità ambientale e provocando continue proteste e lamentele da parte dei residenti negli abitati circostanti. 26 settembre 2008 - Preso atto dell’impossibilità di procedere per via autoritativa alla chiusura dell’impianto, la Provincia ritiene che un’ipotesi percorribile per far cessare la situazione di disagio, in assenza di specifiche violazioni, fosse quella di procedere all’acquisto dell’impianto, riconvertendolo ad altre lavorazioni nel settore dei rifiuti purché non incidenti sulle condizioni di vivibilità degli abitati circostanti. Con deliberazione n. 2432 la Giunta provinciale aggiorna perciò il programma di attività di Trentino Sviluppo Spa prevedendo l’investimento per un importo massimo di euro 8. 000. 000, come risultante dalla delibera del Comitato Tecnico Amministrativo di data 26 agosto 2008. 16 febbraio 2009 - La Provincia promuove un incontro interlocutorio con il responsabile legale di Trentino Recycling s. R. L. In tale occasione il rappresentante della società sottolinea di non sentirsi soddisfatto della proposta di acquisto dell’impianto di compostaggio, con riguardo in particolare all’indennizzo per la cessazione dell’attività. Dall’incontro emerge peraltro la disponibilità del responsabile della società a cedere l’impianto al prezzo stabilito dal Comitato Tecnico Amministrativo, oltre al congruo indennizzo per la cessazione dell’attività di cui al citato art. 68 bis del T. U. L. P. In materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti. 15 aprile 2009 - Un collegio di tre esperti redige una perizia contrattuale nella quale si indica il valore di euro 2. 400. 000,00 quale congruo indennizzo per la cessazione dell’attività ai sensi del ricordato art. 68 bis del Testo unico. 20 aprile 2009 - Le parti convengono sui contenuti dell’accordo e firmano l’atto di compravendita che prevede la cessione a Trentino Sviluppo Spa dell’intero compendio immobiliare, composto da un compendio industriale di 15. 407 metri quadrati e da un’area di 3. 733 metri quadrati, entrambi siti in località Franzine nel comune di Levico Terme, per la cifra complessiva di euro 9. 460. 000, di cui euro 7. 060. 000 per l’acquisto dell’immobile ed euro 2. 400. 000 quale congruo indennizzo per la cessazione dell’attività. . |
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RISORSE ALLE FORESTE E AI BOSCHI DELL´EMILIA-ROMAGNA, AL VIA LE MISURE DEL PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE: 17,5 MILIONI DI EURO PER INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE E CONSERVAZIONE. |
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Bologna – Per ridurre il rischio di incendio nei boschi e per sostenere gli investimenti nelle aree forestali, la Regione Emilia-romagna finanzia 117 progetti per un importo complessivo di 17,5 milioni di euro attraverso le misure previste dal Programma regionale di Sviluppo rurale 2007-2013. “La forestazione è una risorsa importante per la nostra Regione – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli - sia perché favorisce imprese ed attività produttive che operano in prevalenza in aree svantaggiate, sia perché contribuisce alla difesa attiva del suolo, delle risorse idriche e al contrasto ai cambiamenti climatici. Queste risorse, destinate in gran parte alla montagna e alla tutela della biodiversità, andranno a vantaggio di tutta la comunità regionale, dal momento che aumenteranno il valore, l’attrattiva e la sicurezza del territorio dell’Emilia-romagna”. Le Province, le Comunità montane e gli Enti Parco beneficeranno di due provvedimenti, la misura 226 e 227, finanziata sull’asse 2 del Programma, con risorse pari a 9,3 milioni di euro. Per ridurre il rischio di incendio, sono previsti interventi di diradamento nei boschi di conifere, di conversione da bosco ceduo ad alberi ad alto fusto con funzione di barriera antincendio, di riduzione della necromassa, cioè di alberi secchi e quindi a maggior rischio di combustione, in prossimità delle aree ad elevata fruizione turistica ed altre aree sensibili. Le altre misure previste riguardano gli interventi nelle aree destinate alla fruizione turistica, come la costruzione di aree da pic-nic, strutture per la cottura dei cibi, aree di sosta, la manutenzione di sentieri, rifugi e bivacchi, ma anche la sistemazione di opere di regimazione idraulica e opere di sostegno (briglie, traverse, soglie, muri, muretti, gradoni, ecc. ) o, ancora, di interventi conservativi di ruderi in pietra naturale situati in ambito forestale e con un valore storico (ex ricoveri per animali, muri perimetrali, ex edifici rurali, ecc. ). I lavori potranno essere avviati già a partire dai prossimi mesi, e dovranno essere terminati entro il 2011. Le province maggiormente interessate dagli interventi sono quelle di Parma, Modena e Forlì-cesena (v. Tabella allegata). Il 78% dei progetti finanziati ricade in territori collinari o montani mentre più dell’80% rientra nei siti della Rete natura 2000 (Sic-zps). Le domande riguardanti le aree Sic (Sito di Interesse Comunitario) e Zps (Zone di Protezione Speciale) hanno avuto priorità, a dimostrazione dell’importanza che la Regione riconosce a questi ambienti, la cui manutenzione è strategica per la conservazione e la valorizzazione della biodiversità. Rilevante anche la quota di progetti finanziati nei Parchi regionali e nazionali, che ammonta a circa 2 milioni di euro (22%). La Giunta regionale ha anche approvato nelle settimane scorse il programma operativo della misura 122, che riguarda gli investimenti forestali produttivi e che prevede la concessione di contributi alle aziende agroforestali per la realizzazione di interventi di valorizzazione delle risorse forestali private. Il provvedimento riguarda interventi selvicolturali di conversione di boschi cedui ad alto fusto, di conservazione, miglioramento e recupero dei castagneti da frutto, l’acquisto di macchine ed attrezzature forestali e la realizzazione di investimenti aziendali. L’attuazione del programma, a differenza di quelli sulle Misure 226 e 227 che sono di diretta gestione da parte delle strutture Regionali, avverrà attraverso appositi bandi che saranno emanati dalle province entro il 29 aprile 2009. Entro il 30 giugno 2009 le aziende interessate potranno presentare alle Province la richiesta per accedere ai relativi contributi . Gli investimenti complessivi attivati dalla misura 122 ammontano a 8,4 milioni di euro e il cofinanziamento previsto a carico dei richiedenti va dal 40% dei costi sostenuti per le aree preferenziali (aree montane o svantaggiate, Sic-zps e i territori della direttiva nitrati di cui alla Direttiva200/60/cee) al 50% negli altri territori.
Provincia |
Importo progetti finanziati |
Parma |
2. 366. 933,93 |
Modena |
1. 484. 923,55 |
Forlì-cesena |
1. 254. 978,21 |
Reggio Emilia |
1. 169. 590,60 |
Piacenza |
1. 130. 233,80 |
Bologna |
932. 714,16 |
Ravenna |
547. 326,28 |
Ferrara |
282. 987,41 |
Rimini |
131. 257,00 |
Totale |
9. 300. 944,94 | . |
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PRODOTTI TIPICI, OPERATORI TEDESCHI NEL VULTURE |
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Prodotti di qualità, cultura, identità, “offerti” direttamente sul territorio ai buyer tedeschi in una serie di incontri bilaterali e visite aziendali nel Vulture-melfese. Ha preso il via il 20 aprile mattina, nell´Hotel Relais La Fattoria di Melfi, una “duegiorni” organizzata dalla Camera di Commercio di Potenza, dall’assessorato alle Attività Produttive della Provincia di Potenza e dal Distretto agroindustriale del Vulture, nel solco di un protocollo sottoscritto a beneficio delle imprese del potentino. “Vogliamo puntare sulle eccellenze del nostro territorio – ha spiegato l´assessore provinciale alle Attività produttive, Antonio Vitucci – consolidando un sistema che favorisca le piccole e medie imprese, attraverso sinergie e collaborazioni. I nostri primi ambasciatori all´estero sono le comunità lucane che possono inaugurare e sostenere gli interscambi. C’è la necessità di avere un quadro istituzionale di relazioni importanti, tali da consentire alle imprese stesse di poter accedere ai mercati. Attraverso le ambasciate – ha aggiunto Vitucci - promuoviamo accordi interistituzionali con i soggetti interessati. Non una singola contrattazione quindi, ma l’inserimento in un processo ampio di relazioni interistituzionali”. Sulla “vicinanza” culturale tra il Vulture e la Germania si è soffermato il presidente della Camera di Commercio di Potenza Pasquale Lamorte: “La storia di questo territorio non è estranea alla cultura tedesca. C’è il castello Federiciano, qui a Melfi, che rappresenta l’emblema del legame tra le due nazioni. Ci auguriamo che in questi due giorni gli imprenditori tedeschi possano conoscere le aziende lucane e apprezzarne le tipicità. Ritengo altresì utile, ai fini dello sviluppo commerciale, poter far conoscere i prodotti nel territorio dove nascono. Dopo una nostra prima visita a Berlino nel 2007, abbiamo ritenuto opportuno portare qui in Basilicata gli operatori tedeschi, con i quali avevamo avviato già dei rapporti di tipo economico. L’auspicio è che questo sia l’inizio di un percorso che porti ancora su questa area buyer europei interessati alle nostre tipicità”. “Dopo un primo contatto intercorso a Berlino nell’ambito dell’iniziativa ‘Basilicata senza frontiere’ – ha dichiarato Daniela Marchese, responsabile del Distretto Agroindustriale del Vulture – ci è sembrato opportuno organizzare questo incoming che consente alle aziende lucane di farsi conoscere ‘in loco’ dai buyer tedeschi, molti dei quali operano già con l’Italia e sono alla ricerca di nuovi sapori da proporre. E’ una formula che speriamo possa essere replicato, grazie al sostegno delle istituzioni che fin da subito hanno accolto con entusiasmo la nostra proposta”. Al termine del saluto di benvenuto da parte delle istituzioni, le aziende lucane partecipanti all’iniziativa hanno allestito desk espositivi per mettere in mostra i prodotti. Gli incontri individuali hanno prodotto proficui contatti che domani proseguiranno con visite aziendali. . |
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SUINI: CRISI DEGLI ALLEVATORI, BASTA CON LE PAROLE SERVONO INIZIATIVE CONCRETE |
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Reggio-emilia - Confagricoltura, Cia, Unapros, Aps Piemonte, Asser, Assosuini , Assocom,opas hanno manifestato oggi, in occasione dell’apertura della 50° rassegna suinicola internazionale che si svolge dal 16 al 18 aprile a Reggio Emilia, per denunciare, in rappresentanza delle migliaia di imprese che operano nel settore, come fino ad oggi non siano state ancora concretamente avviate gran parte delle iniziative concordate la scorsa estate dal Tavolo nazionale di filiera. Le organizzazioni hanno ribadito la necessità di un´immediata predisposizione di un piano strategico di settore, mediante l’attivazione di azioni concrete a sostegno di un settore da troppo tempo in gravi difficoltà economiche. L’allevamento suino italiano e´ oggi stretto in una vera e propria morsa rappresentata da un lato da una non adeguata attenzione della pubblica amministrazione e dall’altra dalla insostenibile pressione esercitata dalle strutture industriali e dalle piattaforme commerciali. Il settore rischia quindi un drastico rimensionamento pur essendo un comparto dalle numerose eccellenze produttive e uno dei principali ambasciatori del Made in Italy nel mondo. Ridimensionamento che si risolverebbe ad esclusivo beneficio delle sempre più invadenti produzioni realizzate con materia prima d’importazione. Considerato che negli ultimi tempi non è stato registrato alcuno degli interventi piu´ volte annunciati e non e´ stato fatto alcun apprezzabile passo in avanti, le rappresentanze promotrici dell’iniziativa sollecitano un nuovo approccio capace di dare risposte concrete alle esigenze ed alle aspettative dei produttori. Nel ribadire l´assoluta necessità di operare in tempi stretti, i rappresentanti degli allevatori sollecitano la predisposizione di un progetto di salvaguardia del settore in cui tutte le componenti in esso coinvolte (dalla pubblica amministrazione alle singole imprese) si facciano carico, ciascuno per la propria competenza, di dare una risposta a partire da: La realizzazione di iniziative di sostegno al reddito delle imprese, ivi compreso la ristrutturazione del debito; Introduzione nella normativa un sistema che, valorizzando la tracciabilità già presente negli allevamenti, renda obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni suine nell’etichettatura dei salumi e delle carni fresche; La revisione, la semplificazione e l’uniformità di applicazione della normativa ambientale a partire da quella dei nitrati; L’immediata valorizzazione della produzione della carne suina italiana Gsp a partire dalla rivisitazione del decreto salumi La piena funzionalità della rilevazione dei prezzi , a partire della Commissione Unica Nazionale Un impegno sostanziale allo sviluppo del settore suinicolo e più in generale della filiera tipica mediante l’attivazione di risorse dedicate all’interno del Psn e del Psr e dei contratti di filiera; Sostegno alla promozione all’estero degli animali, carni e dei prodotti di salumeria a marchio Dop e Gsp. . |
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INAUGURAZIONE DEL CORSO DI FORMAZIONE PER IL PERSONALE VINCITORE DEL CONCORSO ARCEA |
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Il Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero è intervenuto, a Catanzaro, all’inaugurazione del corso di formazione riservato al personale vincitore del concorso dell’Arcea (agenzia regione Calabria per l’erogazione in agricoltura). Presente alla manifestazione anche gli assessori regionali Mario Pirillo e Demetrio Naccari Carlizzi e il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Rocco Leonetti. “E’ un fatto particolarmente importante – ha detto il Direttore generale dell’Arcea Aldo Pegorari – essere riusciti ad effettuare il concorso in tempi rapidissimi. Sono passati solo sei mesi dalla pubblicazione del bando alla graduatoria finale dei vincitori. Dopo questo corso di formazione, passeremo alle assunzioni, in attesa di essere riconosciuti, da parte della Comunità europea, come Ufficio pagatore degli aiuti europei in tema di agricoltura”. Nel concludere, Pegorari ha offerto al presidente Loiero ed all’Assessore Pirillo una targa ricordo dell’evento perché “la loro presenza oggi – ha detto – costituisce un riconoscimento per l’impegnativo lavoro svolto ed un incitamento per quanto resta ancora da fare. ” Il Presidente Loiero si è detto lieto di aver partecipato “a questa manifestazione perché rappresenta una tappa importante del nostro impegno per la valorizzazione e l’aggiornamento del personale che lavora per conto della Regione. La formazione è un tassello essenziale nella crescita professionale dei lavoratori, perciò sono sicuro che anche questi giovani sapranno dare il meglio della loro preparazione in questo delicato settore dell’agricoltura dove vi è molto bisogno di capacità e specializzazione”. . |
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UN NUOVO PARASSITA DALLA CINA MINACCIA IL CASTAGNO E´ ENTRATO “DA CLANDESTINO” CON MATERIALI VEGETALI IMPORTATI DA ORIENTE DRYOCOSMUS KURIPHILUS YATSUMATSU, IL CINIPEDE "GALLIGENO" DEL CASTAGNO |
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In Piemonte e Lazio ha già fatto molti danni, e sono corsi ai ripari introducendo nell´ambiente un altro insetto “nemico naturale”: lotta biologica. Ora si sta affacciando in Toscana; ha già colpito la provincia di Massa e Carrara, alcuni focolai sono stati individuati nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. Si chiama cinipide galligeno, è originario della Cina ed è arrivato in Europa e in Italia intorno al 2002, veicolato da vari materiali vegetali provenienti dall´oriente. Soprattutto è goloso di castagni, i bei castagni del nostro Appennino, impedendo la produzione dei frutti. Ne abbiamo tanti, in Toscana; 179. 000 ettari di superficie boscata hanno nella nostra regione, la più boschiva d´Italia, proprio il castagno come specie prevalente. Ma anche a livello nazionale siamo ben messi, tanto che il nostro paese copre il 40 per cento della produzione europea di castagne. Per esaminare un problema che può diventare davvero preoccupante, Regione e Arsia, insieme all´Associazione Città del castagno, hanno organizzato per oggi un convegno nazionale a Firenze, dove studiosi, produttori e amministratori si confrontano per individuare soluzioni al problema. Si parla già di un centro di coordinamento nazionale per armonizzare le politiche di intervento tra regione e regione e per gestire le emergenze. Ma parlare di castagneti e castagne vuol dire anche riferirsi ad una cultura agricola e alimentare che ha sostenuto per secoli larghe fette di popolazione, garantendone la permanenza in montagna e quindi la tutela di territori interi, specie animali e vegetali, come ha sostenuto nel suo saluto agli intervenuti il presidente della Regione. Un patrimonio che non deve essere lasciato a se stesso. Per questo sono già pronti e disponibili vari strumenti inseriti nel programma forestale regionale (30 milioni all´ anno di finanziamento) e nel piano di sviluppo rurale (oltre 8 milioni e mezzo alla voce “accrescimento del valore economico delle foreste, quasi 3 milioni alla voce “accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali, circa 1 milione e mezzo alla voce “imboschimento di superfici non agricole”. Un poker di disponibilità, naturalmente solo in parte utilizzabili allo scopo, che dovranno attivare e incrementare l´inserimento di piante indenni al cinipide, creando aree tampone a salvaguardia dei castagneti, metodi di lotta biologica e caratterizzazione delle varietà locali di castagno sulla base della rispettiva suscettività all´attacco del temibile insetto. . |
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