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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 25 Maggio 2009 |
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POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA E FIRMA DIGITALE |
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Ricordiamo che il Decreto legge n. 185/08, convertito nella Legge n. 2/09, rende obbligatorio l´uso della Posta Elettronica Certificata per le aziende e per i professionisti iscritti ad albi. Ciò è possibile in quanto l´uso della firma elettronica e l´invio attraverso la Posta Elettronica Certificata (Pec) conferisce al messaggio valore ufficiale di notificazione: la casella di Posta Elettronica Certificata consente la trasmissione di documenti sottoscritti aventi piena validità giuridica ai sensi del D. P. R. 28 dicembre 2000, n. 445. Alle e-mail certificate è quindi riconosciuto il valore legale, che le rende opponibili come prove in caso di giudizio. La Posta Elettronica Certificata (Pec), combinata con lo strumento della firma digitale, consente di accertare in maniera inequivocabile l´identità dell´Ente o dell´Azienda che ha inviato il messaggio e di verificare che questo sia stato correttamente recapitato ed anche di garantire che il messaggio non abbia subito alterazioni tra l´invio e la ricezione: questo è possibile utilizzando un certificato di autenticazione abbinato alla firma digitale non solo per la sottoscrizione del messaggio, ma anche per la sua crittazione. . |
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BOLLETTE TELEFONICHE: CONSIGLIO DI STATO RINVIA DECISIONE SU BLOCCO AUTOMATICO NUMERI 899 |
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Lo scorso 12 maggio il Consiglio di Stato ha rinviato la decisione sulla delibera Agcom che ha imposto il blocco automatico dei numeri 899 e similari. Ricordiamo che nel dicembre scorso il Tar del Lazio aveva in parte bocciato i provvedimenti dell´Autorità delle comunicazioni che puntava a porre termine al fenomeno truffaldino delle bollette telefoniche gonfiate. Il blocco automatico riguarda numeri come 899, 892, satellitari e prefissi internazionali con tariffe superiori a quelle praticate per la zona telefonica 6, e per i numeri che iniziano per 4 (per quest´ultimi solo quelli a pagamento). Non rientra tra i numeri bloccati, invece, l’895, destinato, come da piano di numerazione nazionale, ad erogare servizi di natura professionale (consulenza giuridica, ingegneristica, ecc. ) e che, in televisione sarebbe, illegalmente, usato dai professionisti del gioco del lotto per dare i "numeri magici" . |
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DUE TERZI DELLE AZIENDE TEMONO CHE I SOCIAL NETWORK METTANO A REPENTAGLIO LA SICUREZZA DI RETE |
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Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell´accesso alla rete (NAC), ha reso noti i risultati dell’ultima indagine sulla nuova frontiera del crimine informatico: il social networking. Un sondaggio, condotto online nel febbraio 2009 (709 intervistati), ha rivelato che il 63% degli amministratori di sistema nutre la preoccupazione che i dipendenti condividano troppi dati personali attraverso i propri profili sui social network, mettendo così a rischio la rete aziendale e i dati sensibili. I risultati dell’indagine indicano, inoltre, che un terzo delle aziende è stato vittima di attacchi di spam, phishing o malware lanciati attraverso i social network come Twitter, Facebook, LinkedIn e MySpace.
Gli esperti di Sophos sottolineano che da quando il social networking è entrato a far parte della vita quotidiana di molti utenti, permettendo loro di scoprire cosa combinano i propri amici, di visualizzare foto o semplicemente di aggiornare il loro stato online, quantità eccessive di informazioni vengono aggiornate minuto per minuto. L’uso frequente dei social network li rende un obiettivo primario per i criminali informatici che puntano a rubare identità, diffondere malware o bombardare gli utenti di messaggi di spam.
“Le preoccupazioni nutrite inizialmente da molte aziende in merito alla produttività dopo l’esplosione del fenomeno Facebook stanno cedendo il passo alla presa di coscienza che il social networking cela rischi ben più seri”, ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia. “Poiché i criminali informatici scelgono di sfruttare questi siti per scopi illeciti, utenti e aziende incolpevoli si ritrovano sulla linea di fuoco. Finché gli utenti, però, non apriranno gli occhi rendendosi conto dei pericoli che corrono e le aziende non inizieranno ad adottare misure precauzionali per far fronte a queste minacce, assisteremo ad un’escalation costante”.
L’indagine di Sophos conferma che, sebbene un terzo delle aziende continui a considerare la gestione della produttività come la ragione principale per controllare l’accesso dei dipendenti ai social network, la minaccia rappresentata da malware e fuga di dati sta diventando sempre più evidente e costituisce la principale fonte di preoccupazione per un’azienda su cinque.
Gli esperti di Sophos fanno notare che nel 2009 quattro dei social network più popolari – Facebook, MySpace, LinkedIn e Twitter – hanno subito un numero non indifferente di attacchi di spam e malware aventi l’obiettivo di violare i PC degli utenti o sottrarre informazioni sensibili. Spaziando dalle tradizionali truffe “419” che mirano a raggirare gli utenti inducendoli a inviare denaro all’estero con l’espediente che un amico si trova nei guai, al malware camuffato da messaggi di errore di Facebook, i criminali informatici stanno adottando gli stessi metodi collaudati di sempre, sfruttando però i social network come nuova arma per mettere a segno i loro colpi.
Il metodo classico di attacco usato dagli hacker consiste nel violare gli account rubando nome utente e password – servendosi spesso di phishing o spyware – per poi utilizzare il profilo della vittima per l’invio di spam o collegamenti malevoli ad amici e colleghi della stessa. L’indagine condotta da Sophos rivela che un terzo degli intervistati è stato preso di mira dagli spammer sui siti di social networking e, analogamente, un terzo (il 21%) ha subito un attacco mirato di phishing o malware.
“Il volume di messaggi promozionali indesiderati e collegamenti malevoli è in aumento e a farne le spese sono soprattutto gli utenti di Facebook, che li ricevono dagli account dei propri amici controllati dagli hacker”, ha aggiunto Narisoni. “Sebbene i social network stiano cominciando a prendere provvedimenti per arginare il fenomeno – attivando, ad esempio, finestre pop-up con cui l’utente conferma di voler visitare un certo link esterno – purtroppo queste misure non sono sufficienti. Occorre che le organizzazioni adottino una strategia di sicurezza IT basata su criteri di protezione efficaci, di cui una componente fondamentale è rappresentata dalla formazione degli utenti. Questi devono imparare a scegliere e gestire password sicure per impedire ai criminali informatici di assumere il controllo degli account online, che potrebbero fungere da punto di accesso alla rete aziendale”.
Il blocco totale non rappresenta necessariamente la risposta adeguata. Poiché il social networking come forma di comunicazione è ormai ben radicato nelle abitudini quotidiane dei dipendenti, gli esperti di Sophos prevedono che gli utenti continueranno a condividere informazioni in modo inappropriato, mettendo a repentaglio la propria identità e, potenzialmente, l’organizzazione per cui lavorano. In modo analogo, fintanto che gli utenti continueranno ad abboccare alle truffe organizzate attraverso i social network, i criminali informatici continueranno a sfruttare le reti sociali, impadronendosi delle identità per rubare informazioni e lanciare attacchi. La completa messa al bando dei social network sui luoghi di lavoro, tuttavia, potrebbe rivelarsi una mossa affrettata, causando più danni che benefici.
“Negando completamente al proprio personale l’accesso al sito di social network , le aziende corrono il rischio di indurre i propri dipendenti a escogitare un modo per aggirare il divieto, creando vulnerabilità ancora più pericolose nel sistema di sicurezza aziendale”, ha spiegato Narisoni. “Non dimentichiamo inoltre che i siti di social networking possono avere anche scopi aziendali benefici in alcuni casi, offrendo l’opportunità di creare contatti con clienti attuali e potenziali”.
“In breve, i social network sono destinati ad avere lunga vita, quindi è importante che le aziende trovino una soluzione pratica per collaborare con questi siti anziché combatterli. Adottando un approccio olistico – investendo, ad esempio, in soluzioni integrate di sicurezza e controllo e dedicandosi alla sensibilizzazione degli utenti – le aziende saranno meglio equipaggiate per affrontare i rischi connessi ai social network”, ha concluso Narisoni . |
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SOCIAL NETWORK: CINQUE UTILI CONSIGLI PER FRONTEGGIARE I PERICOLI INSITI NEL LORO UTILIZZO |
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Sophos ha stilato i seguenti consigli per fronteggiare i pericoli insiti nell’utilizzo dei social network. 1. Sensibilizzare i dipendenti ai rischi connessi alla navigazione in Internet, accertandosi che tutto il personale sia informato delle possibili conseguenze delle proprie azioni sulla rete aziendale. 2. Valutare l’ipotesi di filtrare l’accesso a certi social network in orari specifici. L’accesso può essere impostato, per esempio, per gruppi di utenti o periodi di tempo. 3. Controllare le informazioni condivise online dall´organizzazione e dal personale: se si tratta di dati aziendali sensibili, valutare la situazione ed agire di conseguenza. 4. Rivedere regolarmente le impostazioni di sicurezza Web 2. 0 in modo che gli utenti condividano unicamente informazioni di lavoro con interlocutori fidati. 5. Implementare una soluzione in grado di esaminare tutti i siti web in maniera proattiva ricercando malware, spam e contenuti di phishing. |
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PRIVACY: PROROGA DEI TERMINI PER LA CONSERVAZIONE DEI DATI DI TRAFFICO |
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Con provvedimento del 29 aprile 2009 il Garante per la protezione dei dati personali, visto il Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ha disposto la proroga dei termini per l´adempimento delle prescrizioni di cui alla lettera a), nn. 3, 6 e 9 e alla lettera c) del provvedimento del 24 luglio 2008, prescrivendo che tutti i titolari del trattamento interessati adottino le misure e gli accorgimenti ivi indicati entro il 15 dicembre 2009. Ha anche prorogato il termine indicato alla lettera b) del provvedimento del 24 luglio 2008, prescrivendo che tutti i titolari del trattamento interessati diano conferma al Garante delle misure e degli accorgimenti adottati entro il 15 dicembre 2009, attestandone entro lo stesso termine l´integrale adempimento . |
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GARANTE DEL CONTRIBUENTE DEL PIEMONTE: DENUNCIA A RAI E SPORTELLO ABBONAMENTI TV PER TRUFFA AGGRAVATA |
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Il Garante del Contribuente del Piemonte preannuncia una denuncia per truffa aggravata e abuso d´ufficio nei confronti della Rai e dell´Agenzia delle Entrate (Sportello abbonamenti tv di Torino) per il loro comportamento nei confronti dei contribuenti che non detengono il televisore o che hanno fatto regolare disdetta. Da anni, la Rai porta avanti la sua opera di intimidazione nei confronti di centinaia di migliaia di cittadini accusati di evadere il canone anche se il canone non è dovuto. In molti casi, nonostante le ripetute lettere raccomandate con cui questi cittadini sono costretti a ribadire periodicamente alla Rai di non avere la tv, lo specifico Sportello abbonamenti procede con cartelle esattoriali, fermi amministrativi di beni mobili e addirittura ipoteche di beni immobili. Per questo, vari cittadini sono stati invitati a denunciare il comportamento della Rai al Garante del Contribuente, oltre che alla Procura della Repubblica di Torino e alla Corte dei Conti. Segnaliamo l’iniziativa perché ci sembra che il Garante, facendo proprie le ragioni di questi cittadini, sia la prima e unica voce istituzionale che si muove per porre fine al comportamento della Rai e allo Sportello abbonamenti tv. Come aderire alla campagna per la disdetta del canone: http://www. Aduc. It/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra. Php?scheda=40168. Come difendersi dalla Rai: http://www. Aduc. It/dyn/rai/comu. Php?id=170597. Associazione per i diritti degli utenti e consumatori Url: http://www. %20aduc. %20it/. . |
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GIUSTIZIA EUROPEA: ELIO FIORUCCI, IL DIRITTO AL NOME PREVALE SUL MARCHIO |
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A Lussemburgo, il 14 maggio 2009, è stata pronunciata dal Tribunale di Primo grado delle Comunità europee la sentenza in merito alla causa T-165/06, Elio Fiorucci contro Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (Uami), convenuto Edwin Co. Ltd. Negli anni ’70 lo stilista Elio Fiorucci, ricorrente, ha acquisito una certa notorietà in Italia. A seguito di alcune difficoltà finanziarie incontrate negli anni ’80, la sua società, Fiorucci Spa, ha dovuto accedere a una procedura di concordato preventivo. Nel 1990 la Fiorucci ha ceduto alla Edwin Co. Ltd, una multinazionale giapponese, tutto il suo «patrimonio creativo» (tutti i marchi, i rapporti contrattuali esistenti, gli archivi Fiorucci, i diritti di utilizzare in esclusiva la denominazione “Fiorucci”, di fabbricare e vendere in esclusiva i capi di abbigliamento e altri prodotti firmati “Fiorucci”»). Per qualche anno il signor Fiorucci ha mantenuto rapporti di collaborazione con la Edwin. Nel 1997 la Edwin ha presentato all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (Uami) domanda di registrazione del marchio denominativo Elio Fiorucci quale marchio comunitario. Il 6 aprile 1999 il marchio denominativo Elio Fiorucci è stato registrato dall’Uami e pubblicato sul Bollettino dei marchi comunitari. Nel 2003 il signor Fiorucci ha presentato una domanda di decadenza e nullità del suddetto marchio e la divisione di annullamento dell’Uami ha accolto la sua domanda (ritenendo applicabile la legge italiana sui marchi, divenuto art. 8, n. 3, del codice italiano della proprietà industriale), essendo dimostrata la notorietà del nome Elio Fiorucci e mancando la prova del consenso espresso, certo ed inequivoco alla registrazione di detto nome quale marchio comunitario. Con decisione 6 aprile 2006, la prima commissione di ricorso dell’Uami ha peraltro accolto il ricorso della Edwin ed ha annullato la decisione della divisione di annullamento, ritenendo che la causa di nullità del regolamento n. 40/94 non fosse applicabile al caso di specie, non rientrante tra i casi previsti dalla normativa nazionale. Ha ritenuto che la notorietà di Elio Fiorucci quale uomo di cultura sarebbe diretta conseguenza della notorietà di Elio Fiorucci quale stilista e, quindi, della sua attività commerciale. La registrazione del nome Elio Fiorucci come marchio comunitario da parte della Edwin non fosse stata viziata da nullità. Il Tribunale, adito dal signor Fiorucci per l’annullamento della decisione della commissione di ricorso, ricorda che, a norma del regolamento n. 40/94: «(…. ) il marchio comunitario è nullo se la sua utilizzazione può essere vietata in virtù di un altro diritto anteriore, in particolare: a) del diritto al nome; (. ) secondo la normativa comunitaria o secondo il diritto nazionale che ne disciplina la protezione». Sulla base di tale disposizione, l’Uami può quindi dichiarare, ad istanza dell’interessato, la nullità di un marchio comunitario qualora il suo uso possa essere vietato, in particolare, in forza di un diritto al nome protetto da una normativa nazionale. Il Tribunale (Quinta Sezione) dichiara e statuisce: La decisione della prima commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno è annullata in quanto contiene un errore di diritto nell’interpretazione dell’art. 8, n. 3, del codice italiano della proprietà industriale. L’uami sopporterà le proprie spese nonché due terzi di quelle sostenute dal sig. Elio Fiorucci. La Edwin Co. Ltd sopporterà le proprie spese nonché un terzo di quelle sostenute dal sig. Elio Fiorucci . |
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GIUSTIZIA AUSTRALIANA: INTERESSANTE PRONUNCIA IN TEMA DI TUTELA DELLE BANCHE DATI |
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Segnaliamo una sentenza dell´Alta Corte di Giustizia Australiana, che segna un allineamento all´orientamento statunitense ed europeo, che, dal 1996 con la Direttiva comunitaria 96/9/Ce richiede precisi requisiti per la tutela autorale. La Corte ha ritenuto che l´emittente televisiva Icetv non sia incorsa nella violazione delle regole del diritto d´autore a seguito della riproduzione di alcune informazioni riguardanti i programmi televisivi settimanali della Nine Network. Con questa decisione la Corte australiana prende le distanze dalla dottrina "sweat of the broad", che riconosceva la tutela delle banche dati esclusivamente in considerazione dello sforzo e del rischio economico sostenuti per la raccolta delle informazioni, allo scopo di salvaguardare il mero valore patrimoniale dell´investimento (una tutela simile a quella riconosciuta in Italia al costitutore delle banche dati dagli artt. 102-bis e seguenti della Legge sul Diritto d’Autore. Nel caso specifico Icetv utilizzava le informazioni riguardanti il nome e l´orario dei programmi televisivi settimanali della Nine Network per realizzare un programma elettronico di guida all´uso delle tv digitali, denominato "Ice Guide". Dopo varie azioni legali, Icetv aveva dovuto accettare la sussistenza della tutela del diritto d´autore in riferimento ai programmi della Nine. La questione sostanzialmente si fondava sulla necessità di chiarire se l´operazione di riportare nella guida quelle informazioni costituisse una "parte sostanziale" dei programmi. In merito, però, l´Alta Corte si è pronunciata in maniera negativa, fondando la sua decisione sulla mancanza di originalità della banca dati: la riproduzione dei contenuti non poteva essere effettuata in nessun altro modo, se non cronologicamente, così come era stato fatto. Secondo la decisione dell´Alta Corte Australiana, quindi, per ottenere la tutela del copyright la banche dati, come richiesto anche per le altre opere dell´ingegno, deve avere i due requisiti della creatività e della originalità, che si manifestano, concretamente, nell´abilità e nello sforzo sostenuti per la sua creazione e manutenzione . |
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INTEL: RICERCA SUL VISUAL COMPUTING |
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Intel Corporation investirà 12 milioni di dollari per lo sviluppo di un nuovo centro di ricerca dedicato allo studio di tecnologie per la grafica evoluta e il visual computing. Intel Visual Computing Institute si trova nella Saarland University di Saarbrücken in Germania. L´investimento, che si completerà nel corso di cinque anni, costituisce la più importante collaborazione di Intel con un ateneo europeo. Per visual computing si intende l´analisi, il perfezionamento e la visualizzazione di informazioni visive per creare esperienze realistiche in tempo reale e offrire agli utenti un´interazione più naturale con il computer e altri dispositivi. Le applicazioni includono i videogame, la diagnostica per immagini e i modelli di dati 3D interattivi utilizzati in campi come la ricerca scientifica e i servizi finanziari. Con la tecnologia di visual computing, Intel intende realizzare applicazioni realistiche a livello visivo, di funzionamento e di sensazione. Le innovazioni che scaturiranno dal laboratorio consentiranno di rendere più intuitive e coinvolgenti le future esperienze di intrattenimento, produttività e fruizione di Internet. Una delle principali missioni di questa struttura degli Intel Labs Europe è di contribuire al programma di ricerca su scala Tera, attraverso il quale sono esplorate le possibilità di utilizzo di più core di elaborazione per produrre computer dalle prestazioni più elevate e grafica più realistica. “Intel collabora da diversi anni con i ricercatori qualificati della Saarland University”, ha commentato Justin Rattner, Senior Fellow e Chief Technology Officer di Intel. “Considerando la crescente importanza della tecnologia del visual computing, è stato naturale ampliare questa relazione e fondare questo nuovo istituto. Siamo sicuri che diventerà un centro riconosciuto a livello internazionale e un elemento trainante per la leadership europea nel campo del visual computing”. Il laboratorio si occuperà di ricerca - sia di base, sia applicata - nei campi della grafica computerizzata interattiva e realistica e delle interfacce utente naturali. Entro la fine di quest´anno, l´istituto assumerà una decina circa di ricercatori da realtà quali Intel, Saarland University, Max Planck Institute for Informatics, Max Planck Institute for Software Systems e German Research Center for Artificial Intelligence. “Il territorio del Saarland agevola il trasferimento di tecnologie tra i centri di ricerca accademici e l´industria”, ha affermato Peter Müller, Primo Ministro del Saarland. “Siamo orgogliosi delle attività di ricerca innovative condotte presso la Saarland University, gli istituti di ricerca Max Planck Society e il German Research Center for Artificial Intelligence, e di aver stimolato Intel a investire nel Saarland. L´intel Visual Computing Institute ha la possibilità di attirare altre iniziative di ricerca in quest´area di expertise”. Un altro obiettivo del nuovo laboratorio è invitare altri partner del mondo accademico e industriale a partecipare alle attività di ricerca. Il numero di professionisti della ricerca assunti, provenienti da tutta Europa, è destinato a crescere di oltre cinque volte nei prossimi cinque anni. L´intel Visual Computing Institute distribuirà applicazioni di visual computing più innovative tramite lo sviluppo di nuovi progetti e architetture software, algoritmi di visual computing e soluzioni di computing parallelo. Inoltre, l´istituto stabilirà un feedback loop con i laboratori di progettazione hardware di Intel, ad esempio a Barcellona e a Braunschweig, contribuendo alla progettazione hardware del visual computing del futuro. Gli attuali contributi di ricerca sono destinati a produrre nuovi strumenti software e dettagli sull´hardware in pochi anni. Intel vanta una lunga tradizione di innovazione e creatività in Europa con programmi di ricerca e sviluppo che abbracciano campi come la progettazione di chip, lo sviluppo di software, le comunicazioni e i servizi mobili, la ricerca sui chip a livello atomico, lo sviluppo dei principali prodotti Intel e la ricerca nell´ambito delle tecnologie che potrebbero contribuire a migliorare la salute e la vita quotidiana di una popolazione sempre più anziana. Le iniziative di ricerca e sviluppo di Intel includono laboratori di proprietà impegnati nello sviluppo di prodotti Intel, ricerche congiunte con università europee, innovazione aperta e collaborazione con il mondo accademico e industriale, partecipazione a programmi quadro nell´Unione Europea e sviluppo di standard cooperativi con partner di settore che offrono valore aggiunto e una maggiore produttività ai consumatori. |
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ICT E INDUSTRIA INSIEME PER L’INNOVAZIONE E LA CRESCITA |
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Il 27 maggio al Lingotto Fiere di Torino, in coincidenza con il Tosm (Salone professionale dell´Ict), sarà presentata la più autorevole indagine annuale sull’Ict, giunta alla sua 40° edizione. Un’alleanza strategica fra Ict e industria è il fattore chiave per l’innovazione e il rilancio della nostra economia. Ecco il senso di una scelta che, per la prima volta, vede la presentazione del Rapporto Assinform spostarsi dalla sua sede tradizionale, Milano, per inserirsi a Torino, nel territorio simbolo dell’industria italiana. All´incontro parteciperanno Ennio Lucarelli Presidente di Assinform, Luigi Mastrobuono a capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico, Renato Bellavita, vice Presidente della Sezione Ict dell’Unione Industriali di Torino, Carlo Bonomi Presidente del Terziario di Assolombarda, Giancarlo Capitani, ad di Netconsulting. La presentazione del Rapporto Assinform è un evento atteso ogni anno da tutto il settore e da tutti coloro, operatori privati e pubblici, sono interessati ai temi chiave dell’Information & Communication Technology (Ict): dai trend tecnologici internazionali all’andamento del mercato italiano in tutti i suoi segmenti, allo “stato di salute” del comparto e alla sua capacità di creare occupazione, sostenere l’innovazione e la competitività del sistema economico nazionale. Il gemellaggio virtuale tra Torino e Milano – voluto da Assolombarda e Unione Industriali di Torino – punta a richiamare l’impegno congiunto di Assinform e delle associazioni territoriali di Confindustria per favorire la crescita dei settori di punta e l’innovazione in tutti i settori, e nel territorio, attraverso un crescente ricorso alle tecnologie Ict . . . |
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UNIONE EUROPEA: PRIMA CONSULTAZIONE DEDICATA ALLE PMI DELL´EDITORIA |
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Nei 27 Stati membri dell´Unione europea, l´editoria rappresenta attualmente quasi 700. 000 posti di lavoro distribuiti tra circa 80. 000 imprese, di cui la maggior parte di piccole e medie dimensioni. La consultazione è intesa a conoscere come le Pmi dell´editoria reagiscono all´evoluzione del contesto commerciale e ai cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie. I risultati aiuteranno a comprendere meglio le difficoltà che le Pmi incontrano e a considerare modalità di azione a livello nazionale e dell´Ue per rafforzare il settore nell´attuale difficile situazione economica. Come affermato da Viviane Reding, Commissaria europea per la società dell´informazione e dei media "le imprese del settore dell´editoria in Europa sono generalmente delle Pmi ove non delle microimprese;e sono le nostre Pmi che trainano l´innovazione e la crescita in questo settore chiave. È per questo che desideriamo conoscere la situazione delle Pmi del settore dell´editoria, quali ostacoli devono superare in questo difficile periodo e se esistono possibilità di condividere le migliori pratiche per trarre vantaggio dall´innovazione tecnologica e fare fronte all´attuale recessione economica. " Le piccole e medie imprese (vale a dire le imprese con meno di 250 dipendenti e con un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro) del settore dell´editoria sono importanti non soltanto dal punto di vista economico, ma anche per il loro prezioso contributo al pluralismo dei media. Alimentano la diversità delle opere pubblicate in tutta l´Unione e rafforzano la libertà di stampa e l´accesso alla cultura. Attraverso la stampa e gli altri tipi di pubblicazioni – ad esempio libri e riviste - le Pmi europee dell´editoria apportano un contributo fondamentale alla diversità culturale e alla democratica in tutta Europa. La Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulle attività, la situazione finanziaria e il carattere innovativo di questo settore, al fine di stabilire quali misure l´Ue e gli Stati membri potrebbero adottare per aiutare le imprese in questione a trarre i massimi benefici da un mercato unico senza frontiere. I temi illustrati dal questionario comprendono l´accesso al finanziamento, l´innovazione, l´accesso e la regolamentazione del mercato, le competenze e la qualità della manodopera, le piattaforme di distribuzione e altri meccanismi di cooperazione nonché aspetti connessi alle lingue. La consultazione si colloca in un momento in cui i media della carta stampata sono in piena recessione a causa del calo delle entrate pubblicitarie e sono oggetto di profondi cambiamenti strutturali mentre le nuove tecnologie trasformano il paesaggio mediatico. La stampa registra un rallentamento economico senza precedenti. Secondo le prime stime, le entrate pubblicitarie nel 2008 sono diminuite del 3,7% in Francia, del 16,12% in Spagna e del 12% nel Regno Unito. Le previsioni per il 2009 sono ancora peggiori. La consultazione, che si concluderà all´inizio di giugno, si svolgerà in tutte le lingue dell´Ue. I risultati saranno disponibili nel corso del 2009. |
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FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO: TIENE L’EDITORIA LIBRARIA IN TEMPO DI CRISI E CRESCE LA LETTURA NEL 2008 |
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L’editoria libraria in tempo di crisi? Tiene, evidenziando per il 2008 solo un lievissimo calo (pari allo 0,6% secondo l’indagine Nielsenbookscan realizzata su un campione rappresentativo di 20mila famiglie italiane). E registra un segnale ben più positivo sul fronte della lettura di libri: sono cresciuti infatti nel 2008 i lettori in Italia e raggiungono il 44% della popolazione, in base ai dati Istat (era il 43,1% nel 2007). I libri non scolastici nei consumi culturali dei 6-19nni arrivano al quarto posto (tv esclusa) dopo cinema, pc e radio. E, a sorpresa, vengono prima di internet, degli spettacoli sportivi, di concerti e discoteche. Il 56,6% dei ragazzi italiani fino ai 19 anni legge, il 53,3% usa internet, “solo” il 23,1% va ai concerti. Sono solo alcuni dei dati emersi in apertura della Fiera Internazionale del Libro di Torino e sviluppati nel convegno “Bambini e ragazzi: come leggono e comprano i ragazzi della libraria di domani” svoltosi venerdì 15 maggio, nella sala Blu del Lingotto, organizzato dall’Associazione Italiana Editori (Aie) e dalla Fiera Internazionale del Libro di Torino. Se il mercato “adulti” tra 2007 e 2008 rimane, nonostante la congiuntura economica e dei consumi delle famiglie, sostanzialmente stabile a valore, il mercato bambini e ragazzi cresce ben del 10%. A conferma che i libri, internet e le tecnologie si integrano perfettamente nella quotidianità dei ragazzi. Dall’indagine risulta anche che i livelli di lettura tra chi usa il pc sono decisamente maggiori rispetto a quelli rilevati tra chi non usa il pc. Pagine dei libri e nuove tecnologie convivono dunque nel set dei consumi e delle generazioni giovani della popolazione italiana come nel loro immaginario e pratica tecnologica. Il libro per ragazzi “funziona” nelle librerie e nelle catene più che online - Il mercato dei libri per bambini e ragazzi si differenza dal mercato dei libri per adulti anche per un peso minore di Internet. Librerie e Catene mantengono ancora forti posizioni mentre Internet, pur avanzando decisamente, ha ancora un ruolo modesto. Di qui l’idea in più per “far parlare” editori, biblioteche e ragazzi: www. Editorixragazzi. It. Il sito ufficiale degli editori per ragazzi realizzato dall’Associazione Italiana Editori (Aie) è un ampio catalogo di titoli per ragazzi interrogabile con diverse chiavi di accesso . |
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LA FILIERA CARTA, EDITORIA, STAMPA E TRASFORMAZIONE AL SENATO: TRA LE DODICI PROPOSTE DI POLITICA INDUSTRIALE CONTENUTE NEL TESTO DELL’AUDIZIONE LA RICHIESTA DI RIATTIVARE IL CREDITO AGEVOLATO E IL CREDITO D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI IN INNOVAZIONE TECNOLOGICA |
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I rappresentanti di Acimga (produttori di macchine grafiche), Aie (editori di libri), Anes (editoria periodica specializzata), Argi (distributori di macchine, sistemi e prodotti per il settore grafico), Asig (stampatori di giornali), Assocarta (produttori di carta), Assografici (industrie grafiche, cartotecniche e trasformatrici) e della Fieg (editori di quotidiani e di periodici) hanno incontrato oggi la Commissione Industria del Senato tornando a mettere in luce gli impatti della crisi finanziaria internazionale sulla Filiera che rappresenta oltre il 5% dell´occupazione manifatturiera complessiva, e a chiedere interventi di politica industriale per sostenere la competitività e i livelli produttivi delle aziende. Tra le dodici richieste di politica industriale avanzate nel corso dell’incontro l´esigenza di riattivare il credito d´imposta, il credito agevolato per gli investimenti in innovazione tecnologica, la reintroduzione del credito d’imposta sugli acquisti di carta a favore di editori e stampatori e, più in generale, la promozione dei consumi culturali del nostro Paese per salvaguardare le attività di impresa e i livelli occupazionali della Filiera che riguardano oltre 800 mila addetti, se si considera il complesso delle attività collegate. “Il peso della nostra Filiera nel panorama economico italiano è particolarmente rilevante” hanno sottolineato i rappresentanti delle Associazioni “con un fatturato complessivo 2008 di 40,2 miliardi di euro (-4,3% rispetto al 2007) e un saldo positivo della bilancia commerciale che nel periodo 2000-2008 è cresciuto da 1,4 ad oltre 3 miliardi di euro, grazie all´espansione delle esportazioni ”. Le Associazioni hanno espresso forte preoccupazione per un quadro di sintesi dei primi mesi del 2009 che vede cali accentuati del fatturato che, per alcune realtà della Filiera, si collocano intorno al 20% come confermato anche dal forte ridimensionamento dei dati della pubblicità, “motore” principale dei consumi dei prodotti della Filiera: gli investimenti pubblicitari sulla stampa sono infatti crollati del 26% nei primi tre mesi 2009 (-23,6% sui quotidiani, -26,9% sulla free press, -29,2% sui periodici – Fonte: Nielsen Media Research). Per incentivare la pubblicità i settori rappresentati nella Filiera chiedono che venga attivato un sistema di detassazione degli utili reinvestiti in campagne pubblicitarie in misura incrementale. Ulteriore peggioramento sul fronte occupazionale dove i dati Inps sulle ore totali di intervento della cassa integrazione richieste dal settore carta e poligrafici mostrano un incremento del 166% passando dalle 746. 000 ore del primo trimestre 2008 alle 1. 982. 000 ore del primo trimestre 2009, anche per effetto delle sempre più numerose chiusure delle aziende. Molto forte, infine, la preoccupazione per i costi dell’energia. Per contenere il prezzo dal gas dalla speculazione del prezzo del petrolio, potrebbe essere utile introdurre un sistema analogo a quello già previsto per l´aumento dei tassi di interesse. In ogni caso, la strada maestra per avere prezzi del gas competitivi rimane quella del completamento del processo di liberalizzazione. I dati della Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione Fatturato 2008: 40,2 miliardi di €, -4,3% rispetto al 2007 Occupazione totale diretta: 247 mila addetti, pari al 5% dell’occupazione manifatturiera complessiva Occupazione totale indotta: 500 mila addetti fino ad oltre 800 mila unità considerando anche tutte le attività collegate. . |
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L’EDITORIA ITALIANA PER RAGAZZI SU WWW.EDITORIXRAGAZZI.IT |
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La Fiera Internazionale del Libro ha tenuto a battesimo il primo portale per conoscere davvero tutto della produzione editoriale per ragazzi. Per sapere tutto sull’editoria per ragazzi basta un click. E’ stato presentato ufficialmente oggi alla Fiera Internazionale del Libro di Torino www. Editorixragazzi. It, il sito ufficiale degli editori per ragazzi realizzato dall’Associazione Italiana Editori (Aie). Un vero e proprio portale dedicato alla produzione editoriale per ragazzi, nato da un’idea del gruppo di lavoro Editoria per ragazzi dell’Associazione e realizzato con la stretta collaborazione e il supporto della commissione nazionale delle Biblioteche per ragazzi dell’Aib (Associazione Italiana Biblioteche). Il sito permette ai visitatori online di conoscere tutti gli editori del settore, avendo una panoramica sempre aggiornata sulla loro produzione. Nella parte centrale dell’home page sono infatti presenti otto novità editoriali, pubblicate seguendo le date di pubblicazione: ogni volta che un nuovo titolo sarà inserito gli utenti saranno avvisati grazie ad un sistema di Rss Feed. Gli interessati a uno specifico titolo oppure a una particolare tipologia di libro potranno anche utilizzare il motore di ricerca e selezionare i titoli per generi, fasce d’età o autore. Per offrire a chi consulterà il sito un servizio informativo più articolato sui titoli disponibili, sono disponibili sul sito due rubriche fisse, aggiornate con periodicità regolare, le Recensioni e le Interviste, possibili grazie ad un accordo stipulato con la rivista Andersen - Il Mondo dell´Infanzia, uno dei più noti e diffusi mensili di informazione sui libri per ragazzi. “Il sito – ha spiegato Antonio Monaco, coordinatore del gruppo di lavoro editori per ragazzi di Aie - si inserisce nella strategia complessiva del gruppo ragazzi che ha come obiettivo principale la promozione della lettura per le fasce di lettori più giovani, e intende fornire a tutti i potenziali interessati informazioni articolate, complete e omogenee sui titoli per bambini e ragazzi in commercio Editorixragazzi. It è nato infatti per rispondere in primo luogo alle richieste delle biblioteche specializzate che hanno lamentato la difficoltà di reperire informazioni affidabili, tempestive, aggiornate e uniformi sui titoli per ragazzi disponibili in Italia. È però pensato anche per offrire supporto e consigli anche agli altri utenti interessati all’editoria per ragazzi in primo luogo genitori e insegnanti”. Il progetto mira a diventare il database più completo dei titoli per ragazzi disponibili sul mercato italiano e a fungere da punto di raccordo per il settore, creando rapporti di collaborazione proficua anche con le altre iniziative che operano in Italia e, in futuro magari anche all’estero, e che hanno come obiettivo la promozione della lettura per i giovani. Il sito ospiterà anche una sezione dedicata ad Amico Libro, progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la promozione della lettura per le scuole e gli studenti, in cui sarà possibile accedere all’elenco degli editori che aderiscono all’iniziativa e alle schede dei titoli proposti . |
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GRUPPO GALGANO: CAMPAGNA NAZIONALE DELLA QUALITÀ |
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La Campagna Nazionale Qualità “Noi ci siamo”, ideata dalla Gruppo Galgano nel 1989, in occasione della nascita della Giornata Mondiale della Qualità (che si celebra sempre il secondo giovedì di novembre) torna con più forza quest’anno per essere un momento di stimolo e di confronto su un tema ormai diventato inderogabile perché la Qualità può essere ovunque, condiziona la nostra vita quotidiana e dipende da tutti noi. E perché solo sulla Qualità si può mobilitare il Cuore e la Mente delle persone. La Campagna Galgano, che gode da anni dell’alto Patronato della Presidenza e del Patrocinio del Consiglio dei Ministri e dei principali Ministeri, offre una ampia e costante visibilità a tutte le imprese italiane che aderiscono attraverso l’inserimento immediato e continuo nell’intero circuito web di comunicazione e nella Campagna media e aeroporti che esploderà a novembre. Tutti i sostenitori dell’iniziativa potranno poi essere ospiti Galgano nella serie di incontri/dibattiti organizzati per l’occasione. L’iniziativa, unica nel suo genere in Italia, si svolgerà quest’anno dal 9 al 15 novembre inserendosi nell´ambito della Settimana Europea della Qualità, una Campagna che l´Unione Europea ha lanciato invitando gli Stati membri a tenere nel corso del mese di novembre di ogni anno tutta una serie di iniziative promozionali per diffondere la Cultura della Qualità. Con l’augurio che la Qualità diventi veramente la priorità di ogni Direzione Aziendale, il Gruppo Galgano invita aziende private e pubbliche, di ogni settore e dimensione, a sottoscrivere l’annuncio condiviso che uscirà a tutta pagina, ai primi di novembre, sui principali quotidiani nazionali, su alcuni magazine e nella campagna affissioni aeroporti. Per informazioni: tel 02. 39605295, relazioni. Esterne@galganogroup. It - http://www. Galganogroup. It/allegati/gmq/campagnanazionalequalità. Pdf . |
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UNIPOL GRUPPO FINANZIARIO: CARTA DEI VALORI, CODICE ETICO E BILANCIO SOCIALE |
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Lo scorso 20 maggio, a Milano, nel corso di una conferenza stampa, Pierluigi Stefanini e Carlo Salvatori, Presidente e Amministratore Delegato di Ugf, hanno presentato Carta dei Valori, Codice Etico e Bilancio Sociale 2008 di Unipol Gruppo Finanziario. In una fase caratterizzata da una profonda crisi, che non è solo finanziaria ed economica, ma anche del modello e delle regole che hanno fin qui presieduto lo sviluppo ed i mercati, Unipol Gruppo Finanziario ha scelto di perseguire i propri obiettivi imprenditoriali attraverso modalità responsabili, in un’ottica di sostenibilità di lungo periodo e di bilanciamento degli interessi degli Stakeholder. In questa logica, il processo di riorganizzazione del Gruppo è stato accompagnato dalla definizione di un organico impianto valoriale, con l’elaborazione della Carta dei Valori e del nuovo Codice Etico. Il Bilancio Sociale costituisce poi lo strumento attraverso il quale il Gruppo Ugf interpreta e rendiconta la propria attività in una chiave di responsabilità verso tutti gli interlocutori, e con l’obiettivo di coniugare obiettivi economici, attenzione alle persone e tutela dell’ambiente. Nel 2008 il Valore Aggiunto prodotto da Ugf è stato di 1. 735,8 milioni di euro1, che è stato distribuito tra i diversi portatori di interesse. La decisione assunta da Ugf, prima di ogni altro operatore, di procedere al rimborso del capitale agli 8. 500 clienti che avevano sottoscritto polizze index linked aventi sottostanti titoli Lehman Brothers, corrisponde ad una chiara e trasparente politica di Responsabilità sociale, di tutela dei risparmiatori e delle persone più esposte alla crisi. Così come lo è l’Accordo di Conciliazione sulla Rcauto sottoscritto, primo e unico caso per un’impresa di assicurazioni, con le Organizzazioni dei Consumatori. La Responsabilità sociale per un’azienda è tale, infatti, se trova concreta attuazione nell’attività imprenditoriale e nella gestione del business. Ciò vale tanto più oggi di fronte alla gravità della crisi che l’Italia e il mondo stanno attraversando e che esige mutamenti significativi. “Quella che stiamo vivendo è una vera e propria crisi di valori”, sottolinea Stefanini: “Valori etici, morali, di responsabilità. E, dunque, dalla crisi si può uscire solo se si torna ad investire sui valori e sulla responsabilità. Se si torna a mettere al centro dell’economia un fine preciso: creare maggior benessere sociale per le persone e le comunità”. “E’ importante cambiare i parametri di riferimento e incamminarsi alla volta di una nuova cultura economica, anche nelle aziende”, afferma Carlo Salvatori: “Penso sia necessario il passaggio da un management fortemente scientifico ad un management più umanistico, che nella gestione delle aziende si preoccupi della persona come centro di interesse per la comunità e si preoccupi di corrispondere alle attese della comunità stessa, intesa come somma dei comportamenti di tante persone”. Il Valore aggiunto, che rappresenta il collegamento tra Bilancio consolidato e Bilancio sociale, esprime la ricchezza prodotta dal Gruppo nell’esercizio, come differenza tra il valore della produzione ed i costi relativi alle prestazioni assicurative e bancarie nell’acquisizione di beni e servizi. E’ sulla base di queste convinzioni che il Gruppo Ugf si è impegnato nel corso del 2008 nella elaborazione della Carta dei Valori, che ha visto il coinvolgimento e la diretta partecipazione di tutti i dipendenti e di una rappresentanza degli Agenti. Attraverso un percorso strutturato – il “Progetto Unisono” – essi hanno contribuito a definire i cinque valori del Gruppo: Accessibilità, Lungimiranza, Rispetto, Solidarietà, Responsabilità. Ed è proprio grazie a questo coinvolgimento diretto che questi valori costituiscono un patrimonio acquisito, più sentito ed in grado di rappresentare ispirazione e guida nell’azione quotidiana per quanti lavorano nel, e per, il Gruppo Ugf. Alla Carta dei Valori si affianca oggi anche il nuovo Codice Etico, che traduce i principi in regole di comportamento per tutti coloro che operano nell’ambito del Gruppo e nelle relazioni con i diversi portatori di interesse: dagli Amministratori ai dipendenti, agli agenti, ai collaboratori, dagli azionisti ed investitori ai clienti e fornitori, alla comunità civile, fino alle future generazioni. Un Codice che ha come primaria finalità la promozione di una cultura del rispetto delle regole e di comportamenti etici e virtuosi, ma che non rinuncia ad interventi sanzionatori in caso di palese inadempienza, attraverso l’attività degli organismi preposti: il Comitato Etico e il Responsabile etico. In questo contesto, il Bilancio Sociale 2008 di Ugf – il secondo dalla nascita della holding, mentre l’originaria Compagnia lo realizza dal 1993 – costituisce lo strumento attraverso il quale il Gruppo rendiconta l’insieme delle sue attività di carattere economico, sociale e ambientale ai propri Stakeholder e, più in generale, all’opinione pubblica. Anzitutto agli oltre 6,5 milioni di clienti, ai circa 7 mila dipendenti, a più di 2. 200 agenti, a centinaia di fornitori, alle comunità locali e nazionali con le quali il Gruppo sviluppa un’intensa relazione, promuovendo molteplici iniziative dedicate alla prevenzione ed alla sicurezza, sia sulle strade – anche attraverso l’attività di Sicurstrada - che nei luoghi di lavoro, concretizzatasi, tra l’altro, in una sottoscrizione ad opera degli Agenti Unipol e del Gruppo, a favore delle famiglie delle vittime della tragedia della Thyssen Krupp. È confermato l’impegno a fianco di “Libera”, l’Associazione fondata da don Luigi Ciotti, che si realizza con la campagna “un euro per polizza” e ha consentito di raccogliere in tre anni oltre 432 mila euro a beneficio delle cooperative di giovani che operano sui terreni e sui beni confiscati alla criminalità in Sicilia, Calabria, Puglia e, ora, anche in Campania. L’iniziativa in ambito culturale e solidaristico di Ugf si sviluppa inoltre attraverso la rinnovata Fondazione Unipolis, titolare di progetti di ricerca in proprio e in collaborazione con l’Università. Carta dei Valori, Codice Etico e Bilancio Sociale 2008 di Ugf sono visionabili e scaricabili sul sito www. Unipolgf. It nella sezione Responsabilità sociale. |
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