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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 23 Luglio 2009 |
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RIUNITO A TORINO IL TAVOLO DI TRASPARENZA NUCLEARE |
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Torino, 23 Luglio 2009 - Si è riunito ieri a Torino il tavolo di trasparenza che segue le attività di dismissione del parco nucleare piemontese, l’organismo promosso dalla Regione Piemonte come sede di intese, di adozione di impegni e di programmi, di informazione e comunicazione, al quale partecipano tutti i soggetti interessati alla questione della sicurezza nucleare. Erano presenti, oltre all’assessore all’Ambiente Nicola de Ruggiero, l’amministratore delegato di Sogin, Massimo Romano; il direttore del Dipartimento Nucleare di Ispra, Roberto Mezzanotte; il direttore di Arpa Piemonte, Silvano Ravera, il rappresentante del Ministero per lo Sviluppo Economico, Arnaldo Ghioto; i Sindaci di Saluggia, Marco Pasteris, Trino, Marco Felisati, e di Bosco Marengo, Angela Lamborizio; il Prefetto di Vercelli Pasquali Minunni; i consiglieri regionali Ugo Cavallera e Alberto Deambrogio. Hanno partecipato anche i rappresentanti delle Province, degli enti di gestione delle aree protette, delle organizzazioni dei lavoratori e delle associazioni ambientaliste. De Ruggiero nella sua introduzione ha ribadito “il no del Piemonte alla riapertura di una stagione nucleare, memori di quanto ci ha lasciato la precedente, conclusasi più di vent’anni fa, in termini di rischio ambientale, di sicurezza e di costi” ed ha sottolineato “la preoccupazione sul fatto che il Ministero per lo Sviluppo Economico non abbia ancora una soluzione per l’individuazione del sito unico per le scorie nucleari italiane”. De Ruggiero inoltre ha fatto riferimento ai dati sul monitoraggio delle falde, “un intervento indispensabile eseguito da Arpa Piemonte ed un impegno oneroso - ha sottolineato - che stiamo purtroppo sostenendo con le sole nostre risorse regionali”. Arpa ha evidenziato che in un pozzetto di monitoraggio, immediatamente a valle degli impianti di Sorin Biomedica, si sono riscontrati agenti contaminanti che, seppur non pericolosi né per la salute, né per la potabilità delle acque, impongono una rapida verifica. Il quadro del programma di decommissioning è stato presentato da Sogin. Le attività del primo semestre 2009 sono state le seguenti: Trino - E’ stata avviata la realizzazione dell’impianto per il trattamento resine della centrale, sviluppato con una tecnologia proprietaria. Sono in corso attività propedeutiche allo smantellamento del reattore della centrale, le cui attività inizieranno nel 2010. Nel 2011 l’avanzamento del decomissioning sarà pari a circa il 62% ed è stata confermata la conclusione dello smantellamento nel 2013. Saluggia – Si sono conclusi i lavori e i collaudi del nuovo sistema di approvvigionamento idrico a Saluggia. E’ stato formalizzato il contratto per il trattamento ed il condizionamento dei rifiuti Ifec a bassa attività. Nel 2011 l’avanzamento del decomissioning raggiungerà il 42,3 %. Bosco Marengo - E’ confermato che entro dicembre 2009 terminerà lo smantellamento finale e la disattivazione dell’impianto Fabbricazioni Nucleari, le cui attività di avanzamento al 30 giugno sono pari al 65 %. I rifiuti derivanti dallo smantellamento saranno stoccati temporaneamente all’interno dell’impianto in condizioni di massima sicurezza in vista del futuro trasferiemento al deposito nazionale. E’ stato confermato inoltre che l’allontamento del combustible nucleare inizierà nel 2010 e si concluderà nel 2011. “I dati presentati da Sogin sottolineano ancora una volta che l’attività di decomissioning prosegue spedita verso gli obiettivi fissati. Siamo molto soddisfatti per l’accelerazione impressa ai programmi da parte dell’azienda. Si continua ad andare nella direzione che abbiamo sempre auspicato e sostenuto. Per la Regione la messa in sicurezza dei siti nucleari presenti in Piemonte resta la priorità assoluta. Di pari passo aumenta la grande preoccupazione per l’ipotesi del commissariamento di Sogin. L’azzeramento dei suoi vertici da parte del Governo non può che allarmarci, perché è sicuramente sinonimo di un brusco rallentamento, o addirittura di sospensione, delle attività che devono essere garanzia di salute dei cittadini e di recupero della qualità ambientale del territorio”. . |
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FIRMA ACCORDO DI COOPERAZIONE ENEA-CEA PER LA RICERCA SULL’ENERGIA NUCLEARE E LE ENERGIE RINNOVABILI |
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Roma, 23 luglio 2009 - Sua Eccellenza Jean-marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, ha accolto ieri , presso la sede dell’Ambasciata a Palazzo Farnese a Roma, il Presidente dell’Enea, Prof. Luigi Paganetto, e l’Amministratore Generale del Cea (Commissariat à l’Energie Atomique), Dott. Bernard Bigot, per la firma di un Accordo di Cooperazione per la ricerca sull’energia nucleare e sulle rinnovabili. La cerimonia della firma è avvenuta alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e di rappresentanti del Governo, del Parlamento e dell’Industria italiani e francesi. La collaborazione riguarda i seguenti settori: energia nucleare, fonti rinnovabili, scienza e tecnologie per l’ambiente, scienza dei materiali, nanotecnologie e biotecnologie per l’energia, modellistica, simulazione e calcolo ad alte prestazioni. L’accordo odierno stipulato tra le due istituzioni di ricerca costituisce una prima tappa nell’esecuzione di quello firmato lo scorso 24 febbraio dai governi di Italia e Francia, focalizzandone gli ambiti di collaborazione tecnico-scientifica per una maggiore integrazione delle competenze interdisciplinari. Questa firma avviene poco tempo dopo l’adozione dal Parlamento italiano, il 9 luglio 2009, del disegno di legge Sviluppo, che contiene provvedimenti importanti in materia energetica. Enea e Cea concentreranno le loro competenze scientifiche per la realizzazione di un “nucleare sostenibile” e per lo sviluppo delle tecnologie richieste dai reattori nucleari di quarta generazione. Obiettivi dell’Accordo L’accordo contribuirà allo sviluppo di nuove sinergie tra i due Paesi in risposta alle sfide energetiche dei prossimi decenni. La collaborazione prevede di: formare esperti di alto livello, creando le condizioni per la mobilità dei ricercatori; favorire lo sviluppo e la competitività dell’Industria in materia di sicurezza e gestione dei rifiuti nucleari; sviluppare reattori di quarta generazione, ricerche sui reattori veloci e sul ciclo del combustibile; elaborare posizioni comuni per orientare i programmi di ricerca europei; rafforzare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per le energie rinnovabili per abbassare i costi e per favorire lo sviluppo tecnologico delle imprese e la loro competitività a livello internazionale. Il Governo italiano si pone l’obiettivo di raggiungere per il 2030 un mix energetico composto da 25% di nucleare, 25% di rinnovabili, ed il restante 50% di combustibili fossili. La Francia, per lo stesso periodo, intende rinnovare il suo parco reattori, che copre l’80% dell’elettricità prodotta attualmente e incrementare il ricorso alle rinnovabili. . |
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APER ANNUNCIA L’INGRESSO DI ENEL GREEN POWER TRA I SUOI ASSOCIATI L’ASSOCIAZIONE RAGGIUNGE COSÌ IL TRAGUARDO DEI 6.200 MW INSTALLATI DI ENERGIA PULITA E SI CANDIDA A RAPPRESENTARE LA QUASI TOTALITÀ DEI PRODUTTORI ITALIANI DI FER. |
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Milano, 23 luglio 2009 – “La Giunta di Aper, riunitasi il giorno 2 luglio 2009, ha approvato all’unanimità la domanda di associazione presentata da Enel Green Power che è quindi a tutti gli effetti divenuta nostra Associata”. Con queste parole il Presidente Roberto Longo rende pubblica e ufficiale l’iscrizione di Egp ad Aper, attraverso una lettera inviata questa mattina agli oltre 460 iscritti all’Associazione. “L’adesione di Egp – scrive Longo – rappresenta senza false modestie il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni per difendere e promuovere gli interessi della categoria con impegno, determinazione ed onestà culturale, cercando di evitare nelle tante occasioni di confronto e anche scontro con le Amministrazioni la faziosità e l’inutile polemica”. Con l’ingresso di Enel Green Power l’Associazione raddoppia la potenza rinnovabile installata dei suoi iscritti, portandola da 3. 500 Mw a oltre 6. 200 Mw. Un eccellente risultato quello raggiunto da Aper che, a 20 anni dalla sua nascita, rappresenta oggi la quasi totalità dei produttori italiani di energia da fonti rinnovabili. Di seguito il testo completo della lettera. Milano, 22 luglio 2009, Carissimi Associati, la Giunta di Aper, riunitasi il giorno 2 luglio 2009, ha approvato all’unanimità la domanda di associazione presentata da Enel Green Power che è quindi a tutti gli effetti divenuta nostra Associata. L’adesione di Enel Green Power ad Aper è un evento che merita alcune considerazioni non solo perché d’un sol colpo raddoppia la potenza rinnovabile installata dai nostri associati portandola da 3. 500 Mw a oltre 6. 200 Mw e porta Aper a rappresentare la quasi totalità dei produttori italiani da rinnovabili. L’adesione di Egp alla nostra Associazione rappresenta senza false modestie il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni per difendere e promuovere gli interessi della categoria con impegno, determinazione ed onestà culturale, cercando di evitare nelle tante occasioni di confronto e anche scontro con le Amministrazioni la faziosità e l’inutile polemica. C’è anche qualcosa in più: nell’aderire ad Aper riconoscendone lo statuto che attribuisce ad Egp un solo voto come al più piccolo degli operatori a noi associati, Egp ha dato atto della validità di una logica, quella del voto capitario, che fa ormai parte del Dna dell’Associazione e che ha spinto in questi anni a cercare sempre una soluzione alle problematiche che conciliasse gli interessi di tutti gli operatori nel pieno rispetto delle peculiarità di dimensione di azienda e di fonte energetica utilizzata, il che, peraltro, ci rende unici e distinguibili nel panorama delle rinnovabili in Italia. Sono convinto che l’ingresso di Enel Green Power in Aper non rappresenti per l’Associazione un momento di cambiamento, piuttosto un rafforzamento della nostra rappresentatività nei confronti delle istituzioni ed una occasione di crescita delle nostre capacità operative, a conferma dei principi che hanno guidato le nostre attività sino ad ora. Dando il benvenuto in Associazione a Enel Green Power approfitto dell’occasione per augurare a tutti voi un sereno periodo feriale e per informarvi che, dai primi di settembre Aper cambia sede, spostandosi in un ufficio non distante da quello attuale ma più ampio, per poter accogliere in maniera più funzionale la struttura e le numerose attività dell’Associazione in preparazione della fase di intenso lavoro che ci attende nei prossimi mesi, in previsione del decreto di recepimento della Direttiva Europea Clima Energia che - entro il novembre 2010 - dovrà dettare le nuove regole per raggiungere in maniera efficace ed affidabile gli obblighi assunti al 2020. Cordiali saluti. Il Presidente di Aper, Roberto Longo. . |
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NASCE L’INDICE ITALIANO DELLE RINNOVABILI: IREX (ITALIAN RENEWABLES INDEX) DA OGGI UN INDICE NE MISURA L’ANDAMENTO. |
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Milano, 23 luglio – Un indice per monitorare l’andamento in Borsa delle società quotate che hanno come core business le energie rinnovabili. Si chiama Irex (Italian renewables index) ed è la novità messa a punto dalla società di consulenza strategica e finanziaria Althesys. Perché un indice sulle rinnovabili? Perché, come ricorda Alessandro Marangoni, professore alla Bocconi e ceo di Althesys, “il comparto delle energie rinnovabili è uno tra i più dinamici della green economy, al quale guardano sempre più investitori e mercati finanziari. Il settore è uno dei pochi in forte crescita in questa fase di crisi generalizzata: nel 2008 in Europa oltre la metà della nuova capacità produttiva del settore elettrico è stata generata da fonti pulite. Eolico e fotovoltaico, in particolare, hanno fornito 13. 600 Mw su 24mila totali”. E nel complesso il settore italiano delle “nuove rinnovabili” (costituito da eolico e fotovoltaico, appunto) ha una capacità installata di circa 4mila Mw, che secondo le stime di Althesys aumenterà di altri 7. 500 megawatt nei prossimi cinque anni con investimenti al 2020 previsti fino a 100 miliardi di euro. Le società quotate alla Borsa Italiana con 1. 861 Mw coprono il 45% circa dell’attuale capacità “green” del Paese. “Nove di queste aziende – approfondisce Marangoni – hanno come core business esclusivo o prevalente le energie rinnovabili e costituiscono la base di calcolo dell’Irex”. Le nove società dell’indice, che operano nella produzione di energia elettrica partendo dall’eolico, dal fotovoltaico, dalle biomasse e dal biogas, e/o nelle tecnologie, impianti e componenti relativi, sono Alerion, Actelios, Erg Renew, Ergycapital, Greenvision, K. R. Energy, Kerself, Kinexia e Ternienergia. La loro capitalizzazione totale è pari a circa un miliardo di euro e l’Irex ne traccia l’andamento in Borsa dal 2 aprile 2008 (base 10mila punti). Dopo aver toccato il minimo di 9. 320 punti il 16 settembre 2008, l’indice ha raggiunto il massimo di 11. 306 nella quarta settimana di luglio 2009. L’indice, che ha un aggiornamento quotidiano, è consultabile – oltre che sul sito di Althesys, www. Althesys. Com . |
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BASILICATA: LAVELLO, TERMINATA PRIMA FASE PROGETTO “IL SOLE SORRIDE” |
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Potenza, 23 luglio 2009 -Terminata, con la pubblicazione all’Albo pretorio comunale e sul sito del Comune di Lavello, la prima fase del progetto denominato “Il Sole sorride”, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione e la €sco Energi di Potenza, che permetterà a breve con l’avvio dei lavori di istallazione sulle abitazioni delle 10 famiglie richiedenti e ammesse dei pannelli fotovoltaici. Lo rende noto in sindaco del Comune di Lavello, Antonio Annale. “Questo - sostiene Annale – è un primo passo verso lo sviluppo e la sensibilizzazione da parte della popolazione lavellese al consumo di energia pulita che oltre a far “bene” all’ambiente fa “bene” all’economia familiare, cosa non da poco, vista la crisi che le famiglie quotidianamente affrontano”. . |
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NELLA SFIDA DEL CUBO DI GHIACCIO VINCE L’EFFICIENZA ENERGETICA DOPO 7 GIORNI AL SOLE DEL PORTO ANTICO DI GENOVA, ESTRATTO DALLA CASETTA AD ALTA EFFICIENZA UN CUBO DI GHIACCIO INTATTO PER L’83%. |
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Genova, 23 luglio 2009 - Si è conclusa ieri al Porto Antico di Genova la “Sfida del cubo di ghiaccio”, un’iniziativa promossa da Provincia di Genova, Casaclima e Muvita per promuovere tecniche di costruzione e ristrutturazione edilizia in grado di ottenere risultati ottimali sul fronte dei consumi energetici e quindi consentire elevati risparmi ai cittadini e il rispetto dell’ambiente. Per 7 giorni due cubi di ghiaccio di circa un metro cubo ciascuno sono stati esposti nei pressi dell’Acquario, uno all’aria aperta, l’altro all’interno di una Casaclima Oro perfettamente isolata. Oggi, alla fine dell’iniziativa, il cubo all’interno della casa è stato estratto, ancora intatto per oltre l’83% rispetto al volume iniziale. Lo scioglimento è stato di circa 13,8 litri/giorno, per complessivi 98 litri circa. Il cubo esposto all’aria aperta (identico a quello all’interno della casa) si è sciolto invece completamente dopo circa 36 ore dall’avvio dell’iniziativa. Lo scopo dell’evento era quello di portare un esempio concreto di efficienza energetica e dimostrare che un buon isolamento termico garantisce il risparmio e mantiene il freddo (come in questo caso) oppure il caldo. Numerosi anche i cittadini (circa un migliaio, tra genovesi e non) che hanno “scommesso” sulla percentuale di scioglimento del cubo attraverso le apposite cartoline; tra questi, all’inizio del mese di settembre verranno estratti a sorte i vincitori di una serie di premi “sostenibili”: 3 abbonamenti a Genova Car Sharing, 3 abbonamenti a Bike Sharing Mobile, 3 consulenze Casaclima per risanamenti e 10 biglietti Acquario Village. La “Sfida del cubo di ghiaccio” si inseriva in un ciclo eventi (denominato “Light Economy”) - organizzato da Muvita e Casaclima in collaborazione con Coop Liguria, Acquario Village di Genova e Associazione Archinnova - per promuovere il concetto di “economia leggera” e un nuovo stile di vita basato su minori consumi energetici, minori emissioni inquinanti, una migliore gestione del territorio. “Light Economy” sancisce inoltre l’avvio di una collaborazione tra Muvita e Casaclima relativa alla promozione sul territorio della Provincia di Genova del protocollo volontario di certificazione energetica degli edifici Casaclima (attraverso azioni di formazione e sensibilizzazione) e individuerà Muvita come soggetto deputato in via esclusiva per la provincia di Genova al rilascio delle certificazioni Casaclima. . |
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PIANO CASA A MILANO, VERGA: “BENE PER INTERVENIRE SU EMERGENZA ABITATIVA E DISAGIO SOCIALE, MA ORA CASE ENTRO 2 ANNI” |
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Milano, 23 luglio 2009 - “Il Piano Casa decretato dal Presidente del Consiglio arriva in ritardo, ma rappresenta un avvio importante per sviluppare interventi utili che serviranno a dare una casa alle diverse fasce del bisogno”. Con queste parole l’assessore alla Casa Gianni Verga ha accolto il decreto che si pone l’obiettivo di costruire centomila alloggi in 5 anni. Beneficiari del Piano Casa saranno i nuclei familiari a basso reddito, le giovani coppie, gli anziani in condizioni sociali svantaggiate, gli studenti fuori sede, gli sfrattati e gli immigrati regolari a basso reddito e residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione. Insieme ai più bisognosi, potranno beneficiarne i ceti medi e medio-bassi che non possono sostenere i prezzi di mercato. “Nell’ottobre scorso – ha ricordato Verga -, in occasione di un convegno promosso dall’Anci, il Comune di Milano aveva avanzato alcune proposte originali che in parte ritroviamo oggi nel Piano Casa. Ad esempio, equiparare l’edilizia per i più bisognosi a servizio sociale e promuovere fondi immobiliari per realizzare interventi edilizi che superino la logica dei quartieri ghetto e che permettano di costruire nuovi insediamenti caratterizzati dal mix sociale. Su questo fronte Milano ha anticipato la linea già negli anni scorsi. Il rito ambrosiano ha fatto scuola”. Sullo snellimento delle procedure e le agevolazioni fiscali per realizzare alloggi in tempi brevi, Verga ha aggiunto: “Se è vero che a L’aquila si riuscirà a costruire abitazioni consegnandole alla popolazione in 6 mesi, è ragionevole pensare che nel resto del Paese si possa intervenire con il Piano Casa approntando gli alloggi nell’arco di due anni? E’ un sogno che può diventare realtà se si cambiano le procedure nazionali e regionali. Oggi impieghiamo almeno 5 o 6 anni”. “E’ giusto che per realizzare case di edilizia sociale si debbano pagare tasse anche da parte dei Comuni? Bisogna intervenire sulla fiscalità perché non si può gravare un servizio sociale – come è la casa per i più poveri – di eccessivi balzelli”. “Il Piano Casa – ha concluso l’assessore - viene accolto di certo con positività e in modo propositivo. Il Comune di Milano è pronto per concretizzarlo insieme a Regione Lombardia (che ha legiferato una settimana fa le norme nuove edilizie) e allo Stato. Auspichiamo dei miglioramenti per rendere più rapido e meno costoso ogni intervento”. . |
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TORINO: EDILIZIA ABITATIVA DEL PATRIMONIO COMUNALE MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER 500MILA EURO |
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Torino, 23 luglio 2009 - Un progetto del valore di 500mila euro per interventi di manutenzione straordinaria agli stabili di edilizia abitativa del patrimonio comunale. Lo ha approvato il 21 luglio la Giunta comunale. I lavori inseriti nel piano prevedono la messa in sicurezza e adeguamento degli impianti alle normative di legge. La spesa verrà finanziata attraverso l’accensione di un mutuo a medio – lungo termine. . |
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MACEDONIA, NUOVE OCCASIONI IMMOBILIARI |
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Skopje, 23 luglio 2009 - L´ice dà notizia di nuove vendite di lotti di terreno edificabili di proprietà pubblica in Macedonia: la prima opportunità è offerta da un terreno di 13,5 ettari presso la località turistica di Dojran, posta sull´omonimo lago, nei pressi del confine con la Grecia. Ad annunciarne la vendita è stato il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni. I lotti sono situati nella città vecchia dove, sulle rive del lago di Dojran, è prevista la costruzione di un moderno villaggio turistico composto da ville residenziali e edifici ad uso commerciale. Possono partecipare le persone fisiche e giuridiche sia macedoni che straniere, previa consegna di una garanzia bancaria pari al 10 per cento del prezzo base d´asta. I lotti sono di varie dimensioni, a partir e da 322 mq. Fino a 826 mq. Il prezzo iniziale per metro quadro è di 600 dinari nella zona residenziale e di 3. 200 dinari nella zona commerciale. L´asta elettronica si svolgerà sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni il 27 luglio per le parcelle a uso residenziale, e il 19 agosto per quelle nella zona commerciale. Lo stesso Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni metterà in vendita tramite asta pubblica un terreno edificabile nel Municipio di Skopje - Aerodrom, destinato alla costruzione di edifici a uso residenziale e grattacieli. Il terreno è diviso in due lotti. Il primo lotto si estende su una superficie di 22. 180mq. E è destinato alla costruzione di 14 edifici a uso residenziale. Il prezzo iniziale per metro quadro è pari a 68 euro. Il secondo lotto è di 21. 247mq. Di cui 10. 000mq. Superficie edificabile, su cui è prevista la costruzione di 3 grattacieli di almeno 25 piani. Il prezzo iniziale per metro quadro è di 7000 dinari (113 euro). Il termine per la presentazione delle domande relative al primo lotto è stato fissato al 18 agosto; l´asta elettronica si terrà il 2 settembre. Le domande per la partecipazione all´asta per l´acquisto del secondo lotto dovrebbero pervenire entro il 4 settembre, mentre l´asta elettronica avrà luogo il 18 settembre. La partecipazione all´asta è aperta anche a stranieri. L´aggiudicatario deve ottenere entro 6 mesi la documentazione dal Comune ed effettuare la costruzione entro 3 anni. . |
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ANCE BASILICATA: POSITIVO IL PIANO CASA DEL GOVERNO |
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Potenza, 23 lugli o2009 - “Viva soddisfazione per l’avvio del piano di housing sociale voluto dal governo e fortemente auspicato da tutta la filiera delle costruzioni” è stata espressa da Vincenzo Stigliano, Presidente Ance Basilicata. Secondo Stigliano, “l’approvazione del Piano Casa rappresenta un elemento importante per far ripartire i piani di edilizia residenziale sociale, che consentirà di soddisfare il bisogno di case in vendita e in fitto - specie per le fasce più deboli della popolazione - oltre che a riqualificare aree urbane degradate”. Per la realizzazione delle abitazioni, secondo Stigliano, è importante “una proficua collaborazione pubblico-privata, attraverso programmi integrati e di project financing”. Il Presidente di Ance Basilicata sostiene, inoltre, che “gli effetti positivi del provvedimento potranno riverberarsi anche in Basilicata, dove potranno essere realizzati nuovi alloggi, unitamente agli importanti programmi già in corso finanziati dalla Regione ed in attuazione presso l’ufficio Edilizia del Dipartimento Infrastrutture”. Stigliano auspica, a questo punto, una veloce approvazione da parte del Consiglio Regionale della legge relativa alle misure urgenti e straordinarie volte alla riqualificazione del patrimonio esistente, insieme alle altre questioni aperte a valenza regionale quali l’accelerazione degli interventi riguardanti opere immediatamente cantierabili, l’adozione del nuovo tariffario di riferimento per i lavori pubblici, le iniziative per l’agevolazione dell’accesso al credito e la questione dei ritardi nei pagamenti delle opere appaltate. L’attuazione di tali misure sicuramente potrà, anche in Basilicata, attivare la storica capacità anticiclica del settore delle costruzioni, volta a contrastare la profonda crisi che sta attraversando l’edilizia (vedi gli eccessi dei ribassi d’asta degli ultimi mesi) ed a rilanciare il prodotto interno lordo regionale. . |
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CUNEO: LAVORI PUBBLICI DALLA PROVINCIA UN IMPEGNO DI 11 MILIONI E 500 MILA EURO SONO 10 LE PROCEDURE D´APPALTO IN CORSO PER VIABILITÀ ED EDILIZIA SCOLASTICA |
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Cuneo, 23 luglio 2009 - Interventi di viabilità con realizzazione di rotatorie, ampliamento e messa in sicurezza di tratti della carreggiata a rischio, manutenzione stradale, adeguamento di edifici scolastici alla normativa vigente in materia di agibilità ed eliminazione di barriere architettoniche: prosegue l´impegno della Provincia sul fronte dei lavori pubblici con opere affidate di recente o gare d´appalto in corso. Complessivamente sono 10 i procedimenti in atto per un impegno economico totale di circa 11 milioni e 500 mila euro. L´elenco comprende, per quanto riguarda gli interventi di viabilità: realizzazione di una rotatoria all´innesto tra le strade provinciali 165, detta “Reale”, e 309 (importo 223. 112 euro); creazione di una rotonda in località Gabetti, al bivio tra le provinciali 661 e 3 (259. 481 euro); allargamento e sistemazione della provinciale 3 nei presso dell´abitato di Neive (303. 000 euro); manutenzione straordinaria della viabilità provinciale (2. 454. 918 euro). Sono inoltre in programma opere di asfaltatura (3. 176. 381 euro) ed interventi sulla sezione albese della provinciale 439 per 768. 000 euro, compresi nel Piano nodi regionale. Sul fronte dell´edilizia sono previsti lavori di messa in sicurezza ed adeguamento in materia di agibilità, igiene ed eliminazione delle barriere architettoniche per le sedi degli Istituti di istruzione superiore per geometri “V. Virginio” e tecnico agrario “Umberto I” di Cuneo (320. 200 euro); Istituto tecnico commerciale “Carlo Denina” di Saluzzo (397. 580 euro); Istituto professionale per l´industria e l´artigianato “G. Marconi” di Savigliano (375. 300 euro); oltre a manutenzione straordinaria ed adeguamenti alla normativa del patrimonio edilizio provinciale (3. 192. 950 euro). “I lavori in programma – spiegano il presidente della Provincia, Gianna Gancia e il vice presidente Giuseppe Rossetto – vanno nella direzione di assicurare, in un periodo di crisi economica che coinvolge anche il settore edilizio, l´immissione sul mercato di una serie di commesse che in qualche misura andranno ad attutire le difficoltà del comparto. Sono segno di continuità dell´impegno dell´Ente, ma anche e soprattutto garanzia di attenzione alle difficoltà attraversate dalle aziende locali e al conseguente disagio sociale comunicato da lavoratori ed imprenditori, sindacati ed associazioni di categoria”. . |
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ALTRI 4 MILIONI DI EURO PER SETTORE RESTAURO BENI CULTURALI IN VENETO |
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Venezia, 23 luglio 2009 - “La formazione nel settore del restauro dei beni culturali, pur rappresentando una nicchia nel panorama della ricca offerta formativa regionale, è da tempo oggetto della nostra attenzione, proprio in ragione della funzione di sviluppo di competenze tecnico-artistiche e , di conseguenza, di professionalità orientate alla salvaguardia del ricchissimo patrimonio regionale di beni culturali, mobili ed immobili”. Commenta così Elena Donazzan, assessore regionale alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione, l’ approvazione, da parte Giunta regionale, dell’avviso pubblico per la presentazione dei progetti formativi per collaboratore restauratore di beni culturali. “Tra le novità di maggior spicco - ha specificato Donazzan - c’è l’importanza del collegamento tra sistema formativo regionale e le Università venete: verranno infatti premiati i progetti formativi ai quali le Università hanno concesso alcuni crediti formativi, consentendo agli allievi in formazione, se vorranno, di vedere riconosciuti alcuni moduli frequentati nel corso”. “E’ stata quindi ulteriormente incrementata- ha concluso l’Assessore - l’attenzione alla qualità delle proposte, prevedendo punteggi maggiori ai progetti che evidenzieranno importanti investimenti in laboratori ed attrezzature per il restauro, e si è puntato alla qualità e professionalità della docenza, che costituisce la chiave di volta per una formazione di successo”. Si tratta di interventi formativi strutturati su un ciclo triennale per quasi 3. 000 ore di formazione complessiva, in buona parte dedicate ad attività di laboratorio e di stage in aziende del settore. Dal 2006, l’Amministrazione Regionale ha garantito uno stanziamento di quasi 14 milioni di euro, cui vanno ad aggiungersi i 4 milioni previsti dal bando in scadenza il 15 settembre prossimo. I corsi sono rivolti ad utenti già in possesso di un diploma di maturità, preferibilmente in discipline artistiche. Negli ultimi 5 anni hanno ottenuto la qualifica, complessivamente, quasi 500 persone. Le rilevazioni effettuate rispetto agli esiti occupazionali dimostrano che l’82% dei qualificati si è inserito professionalmente nel settore, in molti casi subito dopo la fine del corso. . |
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MILANO, S. LORENZO. PRONTE LE SOLUZIONI PER PROTEGGERE I MONUMENTI |
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Milano, 3 luglio 2009 - “Sono molto soddisfatto del lavoro compiuto dalla squadra assessorile che compone il Comitato per la Movida: prosegue il percorso dell’Amministrazione per rendere sempre più belli da vivere anche i luoghi di maggior aggregazione. Con questo progetto difendiamo l´aspetto architettonico e storico del luogo senza vietare l´accesso ai giovani. Quella formulata il 121 luglio è una proposta concreta che porteremo all’attenzione della Sovrintendenza, confidando che sarà riconosciuta quale risposta seria al bisogno di decoro e sicurezza della città”. Questo il commento dell’assessore allo Sport e Tempo libero Alan Rizzi, coordinatore del Comitato interassessorile per la Movida che si è riunito oggi per adottare le decisioni sulla protezione dei monumenti di San Lorenzo. Presenti all’incontro il vice Sindaco Riccardo De Corato e gli assessori Maurizio Cadeo (Arredo, Decoro urbano e Verde), Andrea Mascaretti (Aree cittadine e Consigli di zona) e Edoardo Croci (Mobilità, Trasporti e Ambiente). “La Basilica di San Lorenzo - ha dichiarato il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato - è una delle chiese più importanti di Milano dal punto di vista storico-architettonico e deve essere protetta. Così come tutte le chiese che fanno parte del patrimonio artistico della città e che già sono riparate da recinzioni. Ovvero Santa Maria delle Grazie, Sant’ambrogio, San Nazaro, Sant’eustorgio, San Sepolcro, San Celso, San Sebastiano e San Satiro. In questo senso va la decisione presa oggi di realizzare la cancellata e la copertura in cristalli anti-sfondamento per le Colonne. E non certo per andare contro la movida. Sono lieto che il progetto attuale riprenda il progetto di cancellata telescopica nato su richiesta di monsignor De Scalzi nel 2005 e di cui mi ero fatto carico in qualità di assessore ai Lavori pubblici. Un progetto che già aveva ricevuto l’assenso della Soprintendenza ai Beni archeologici della Lombardia, della Soprintendenza provinciale per i beni artistici e storici e della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici di Milano. Oggi è stato, infatti, concordato di portare avanti l´indicazione di cancellata telescopica ma, a differenza del progetto del 2005, non riguarderà tutta la piazza bensì solo il perimetro della Basilica. Naturalmente verranno fatte ulteriori verifiche, ma si tratta di una soluzione con un minimo impatto visivo e ambientale che allo stesso tempo garantisce una protezione efficace”. “Per la protezione delle Colonne – spiega Cadeo - abbiamo deciso di utilizzare una teca di cristallo antiurto e antidanneggiamenti che consente la piena visione di uno dei più suggestivi angoli di Milano, e al contempo di proteggere la Basilica perimetrandone i gradini con una cancellata leggera, che riprende quelle utilizzate per tante altre chiese cittadine. Una soluzione per proteggere i luoghi sacri e i beni monumentali che coniuga efficacia ed eleganza, senza precludere la vista dei monumenti e lasciando libera la frequentazione”. “Quello compiuto oggi – commenta Mascaretti - è un passo avanti che potrebbe diventare un modello per consentire ai milanesi e ai visitatori di godere appieno della bellezza dei beni storici e architettonici, insieme a un messaggio di cura e attenzione per le generazioni future”. “Con questo intervento – aggiunge Croci - il Comune vuole coniugare la tutela monumentale con una piena e corretta fruizione delle aree pedonali”. Il tavolo interassessorile ha inoltre concordato di proseguire con l’installazione dei servizi igienici cosiddetti ‘telescopici’ (a scomparsa). “Stiamo pianificandone la posa in ambiti di pregio e monumentali, dove è necessario ridurre l’impatto percettivo, e dove maggiormente si concentrano i visitatori nelle ore serali e notturne”, precisa l’assessore Cadeo. Attualmente sono allo studio le aree di San Lorenzo, Navigli, Brera e Arco della Pace. La gestione potrebbe essere affidata ai commercianti delle zone interessate. . |
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LAVORO. DONAZZAN: “RAMMARICO PER ASSENZA DI IDEAL STANDARD SU TAGLI OCCUPAZIONALI” |
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Venezia, 23 luglio 2009 - “Esprimo rammarico per l’assenza dell’azienda Ideal Standard, che mi auguro abbia avuto gravi impedimenti per non essere stata presente, con Prefettura e Provincia, alla convocazione destinata alle parti sociali””. Così l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Elena Donazzan, in merito all’assenza della Azienda Standard, all’incontro tra Regione, in merito ai pesanti tagli occupazionali preannunciati dalla Società convocato l’altro ieri a Palazzo Balbi a Venezia, che aggiunge: “Il momento di crisi ci impone il massimo senso di responsabilità, che parte dalla consapevolezza che ciascuno di noi deve garantire pace ed equilibrio sociale”. “Saremo presenti- conclude Donazzan- al Ministero dello Sviluppo economico il 31 luglio per senso di responsabilità, per dire chiaramente che i posti di lavoro restano la priorità per questa Regione e che la multinazionale Ideal Standard deve sapere che troverà compattezza sia in Regione che al Governo”. . |
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ORDINI DI MACCHINE UTENSILI NEL SECONDO TRIMESTRE: -63,1% GIANCARLO LOSMA, PRESIDENTE UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: “SENZA LIQUIDITÀ NEMMENO IL PROVVEDIMENTO DI DETASSAZIONE DEGLI UTILI REINVESTITI PUÒ GARANTIRE IL RILANCIO DELLA DOMANDA”. |
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Cinisello Balsamo, 23 luglio 2009 - Nel secondo trimestre 2009, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-sistemi Per Produrre, ha segnato un calo del 63,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il valore assoluto dell’indice risulta pari a 47,9 (base 2005=100). Dal confronto tra gli indici assoluti relativi al secondo trimestre, emerge che occorre ‘tornare’ indietro di 26 anni per avere un risultato peggiore dell’attuale. Nel secondo trimestre dell’83 l’indice si attestò a 35,7. Il risultato complessivo dell’indice relativo al secondo trimestre 2009 è stato determinato dal crollo della raccolta ordini sia sul mercato interno che su quello estero, a conferma della generalizzata crisi della domanda mondiale di beni strumentali. Con una riduzione del 62% rispetto al secondo semestre del 2008, per un valore assoluto dell’indice pari a 50,9, l’indice di raccolta ordini sul mercato domestico registra un ulteriore ridimensionamento, allungando così il trend negativo che conta ora cinque trimestri consecutivi di calo. D’altra parte i riscontri provenienti dal mercato straniero, che finora aveva dimostrato di meglio ‘tenere’ rispetto a quello domestico, sono altrettanto preoccupanti. L’indice degli ordinativi raccolti sul mercato estero, nel secondo trimestre dell’anno, ha infatti segnato un calo del 64%. In ragione di ciò, l’indice assoluto si attesta a 44 (base 2005=100). Anche su base semestrale, la raccolta ordini risulta più che dimezzata, registrando un calo del 56,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, per un valore dell’indice assoluto pari a 65,1. “I riscontri emersi da questa indagine trimestrale - ha affermato Giancarlo Losma, presidente Ucimu-sistemi Per Produrre - fanno temere un drastico e repentino ridimensionamento dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, automazione e tecnologie ausiliarie”. “Un fenomeno, questo, - ha proseguito Giancarlo Losma - cui gli organi di governo devono opporre ferma resistenza attraverso lo sviluppo di iniziative volte a sostenere le imprese del comparto, la cui produzione è strategica per il sistema economico nazionale, poiché sorgente di innovazione per l’intera industria manifatturiera”. “Pur consapevoli dello sforzo messo in atto dalle autorità di governo per rilanciare il consumo di beni strumentali, attraverso l’emanazione della provvedimento Tremonti-ter, siamo obbligati a sottolineare che, senza una adeguata politica volta a indurre gli istituti di credito a garantire liquidità, nessun beneficio potrà venire dall’attuazione di questa misura”. “Le imprese costruttrici di sistemi per produrre rilevano, infatti, interesse da parte della domanda, che sarà tra l’altro sostenuta da Emo Milano 2009, l’evento fieristico di riferimento per l’industria manifatturiera mondiale, in scena a fieramilano dal 5 al 10 ottobre prossimo. Ciononostante, il mercato risulta ancora ‘inchiodato’ a causa della mancanza di disponibilità di finanziamenti da parte del mondo creditizio”. “Per tale ragione - ha continuato Losma - anche in virtù di quanto espresso da Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, che teme la diffusa chiusura di unità produttive, oltre alla richiesta di interventi diretti a ottenere la liquidità necessaria per riavviare il sistema economico, auspichiamo la moratoria, almeno biennale, dei debiti delle imprese nei confronti delle banche. D’altra parte, considerata l’entità della crisi, riteniamo utile l’approntamento di nuovi strumenti fiscali volti a sostenere la domanda”. “In questo senso - ha rilevato Losma - potrebbe essere funzionale allo scopo prevedere un provvedimento che permetta la detrazione, dall’imponibile Irap e Ires, dell’ammontare degli investimenti in nuovi macchinari in sostituzione di quelli obsoleti (che abbiano cioè superato i 20 anni di età), da destinare poi alla rottamazione. Oltre al beneficio diretto per il settore e per tutta la filiera produttiva, che potrebbe incrementare in tal modo la propria competitività, il provvedimento è strumento adeguato a garantire migliori condizioni di sicurezza per gli operatori di macchina oltre che minore impatto ambientale. D’altro canto - ha concluso il presidente di Ucimu-sistemi Per Produrre - la rottamazione dei macchinari ‘over 20’ dovrebbe essere un tema trasversale a tutti i paesi dell’Unione Europea, in modo da poter garantire al continente, anche per il futuro, il primato tra i produttori mondiali di macchine utensili”. . |
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PROVINCIA DI MANTOVA VICINA ALLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA IL PRESIDENTE FONTANILI AL VERTICE CONVOCATO DA APINDUSTRIA |
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Mantova, 23 luglio 2009 - "Purtroppo le piccole imprese non possono usufruire di denaro fresco come i grandi gruppi che invece hanno i mezzi per approvigionarsi sul mercato dei capitali attraverso l´emissione di obbligazioni. Una recente indagine evidenzia che almeno il 20% delle piccole aziende ha difficoltà nell´accesso al credito. Occorre che le istituzioni mettano in atto, se si vuole intervenire a fatti e non solo a parole, buona parte dei provvedimenti che la categoria richiede perché fino ad ora gli enti locali hanno fatto tutto il possibile mentre lo Stato ha fatto pochissimo". Così si è espresso il presidente della Provincia di Mantova Maurizio Fontanili, intervenendo all´incontro urgente promosso dal presidente di Apingustria Mantova Stefano Speziali per annunciare le misure straordinarie che le piccole imprese chiedono per poter andare avanti. "L´amministrazione provinciale presiede e organizza con la Camera di Commercio il tavolo di confronto sulle crisi occupazionali e sulla crisi economica assieme alle associazioni di categoria e invia una news letters puntuale con dati aggiornati mensilmente sulla situazione occupazionale. Con il Comune di Mantova e pochi altri Comuni abbiamo anche costituito un fondo per finanziare i Confidi che è operante. Nonostante la grave carenza di cassa della Provincia (- 19% le entrate) siamo disponibili a dare un ulteriore contributo data l´eccezionalità e la gravità del momento. Abbiamo anche attivato corsi di riqualificazione per persone che avevano perso il posto di lavoro che sono stati seguiti da 350 operai". . |
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TOSCANA; CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA, AL VIA I PAGAMENTI GIÀ AUTORIZZATE 400 DOMANDE. LE AZIENDE DEVONO MANDARLE ANCHE ALL´INPS |
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Firenze, 12 luglio 2009 - L´assessore al lavoro Gianfranco Simoncini si è incontrato ieri con il direttore regionale dell´Inps Fabio Vitale e con rappresentanti della Direzione regionale del lavoro (gli uffici periferici del ministero) per fare il punto sui pagamenti della Cassa integrazione straordinaria in deroga, anche per dare risposta alle preoccupazioni dei lavoratori manifestate nei giorni scorsi sulla stampa dai sindacati e dai lavoratori. L´assessore Simoncini, che era intervenuto nei giorni scorsi presso il ministro Sacconi per sollecitare l´iter della cassa integrazione, ha assicurato che la Regione ha rafforzato i suoi uffici, che stanno lavorando a pieno ritmo per rendere più rapida l´istruttoria regionale per l´autorizzazione. Ad oggi sono state autorizzate circa 400 domande di Cassa integrazione straordinaria in deroga, di cui 284 sono già state trasmesse all´Inps (Istituto nazionale di previdenza) per il pagamento, mentre le altre lo saranno nei prossimi giorni. L´inps l´ente preposto al pagamento, ha fatto sapere che dal 14 luglio ha già avviato l´erogazione per 26 richieste e che proseguirà nei prossimi giorni con quelle che la Regione ha già istruito, via via che arriveranno le richieste da parte delle aziende. Dopo l´autorizzazione da parte della Regione infatti, per attivare il pagamento è necessario un passaggio ulteriore: le aziende devono presentare domanda all´Inps. Spesso è a causa di questo mancato passaggio se ci sono ritardi. «Per il sostegno al reddito - ha ricordato l´assessore - la Regione ha messo a disposizione, in due anni, 50 milioni di euro delle proprie risorse del Fondo sociale europeo per le politiche attive del lavoro e altri 50 milioni per quelle passive, dando la disponibilità, qualora si rivelasse necessario, ad elevare tali somme fin o ad un massimo di 100 milioni di euro per le politiche attive e altrettanti per le passive, con un importo complessivo che potrebbe arrivare a 700 milioni di euro in due anni, a fronte dei 20 milioni spesi nel 2008». Per rendere più veloce l´iter che va dall´inoltro della richiesta al pagamento da parte dell´Inps l´assessorato al lavoro ha attivato anche la procedura on-line per l´inoltro delle domande da parte delle aziende. L´inps ha fatto rilevare la necessità di informare capillarmente sulla necessità, per le aziende, di inoltrare le domande all´Inps. In assenza di questa richiesta non sarà possibile il pagamento dei lavoratori. E´ comunque stato ribadito il forte impegno di tutti gli interessati per dare una risposta in tempi rapidi alle esigenze di reddito lavoratori colpiti dalla crisi. . |
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CASSA INTEGRAZIONE IN UMBRIA, PRODI: “DA G.R. CONTINUO INTERESSAMENTO, IN DUE MESI 700 CASI ESAMINATI”. DA MINISTERO ACCONTO DI 10 MLN |
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Perugia, 23 luglio 2009 - Il problema della cassa integrazione in deroga, ha avuto un continuo interessamento da parte della Giunta Regionale e l’assessorato alle Politiche del lavoro ha organizzato un servizio, aperto all’esterno nel palazzo del Broletto, che in due mesi ha portato a compimento circa 700 esami congiunti con le aziende interessate, cui hanno partecipato anche la direzione regionale del Lavoro e l’Inps. È quanto sottolinea l’assessore regionale Maria Prodi, confermando che “proprio in questi giorni sono stati prodotti i risultati sperati”, in quanto il ministro del Lavoro ha assegnato all’Umbria la somma richiesta di un ulteriore acconto di 10 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 4 milioni iniziali già assegnati in prima istanza. Per una prima e necessaria verifica di quanto sinora fatto e per decidere come regolarsi per il prossimo futuro, l’assessore Prodi ha indetto, venerdì 24 luglio, un incontro con le parti sociali durante il quale fare il punto sulla situazione degli ammortizzatori sociali in deroga e riflettere sulle azioni da porre in essere, accanto alle politiche passive, anche di quelle riferite alle politiche attive del lavoro, come necessaria, indispensabile integrazione del mercato del lavoro. . |
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MATERA, NASCE LA COMITAS A DIFESA DELLE PMI |
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Matera, 23 luglio 2009 Apre lo sportello Comitas, l’associazione promossa dal Codacons (leader in Italia per la tutela dei consumatori), che tutela e assiste legalmente le piccole aziende, le più diffuse e le meno tutelate, in tutte le situazioni in cui banche, enti pubblici e grandi gruppi imprenditoriali, forti della loro posizione dominante, calpestano i diritti di chi si trova in una posizione contrattuale debole. Ecco perché nasce Comitas, per colmare quel vuoto di tutela che da anni grava su chi opera all’ombra dei poteri forti. Solo unite le micro-piccole-medie imprese possono ottenere ragione, reagendo in modo nuovo, assistite da una organizzazione legale-tributaria-amministrativa strutturata per loro, in grado di competere e fronteggiare i grandi potentati economici e finanziari. La Comitas, con una rete di professionisti distribuita su tutto il territorio nazionale, assiste e difende le imprese associate contro ogni sopruso di Banche, Assicurazioni, Fisco, Utenze, Utilità, Mobilità, Pubblica Amministrazione e quant’altro ostacoli la concorrenza libera e giusta. In questo momento di crisi la Comitas sta monitorando i comportamenti delle Banche, con la verifica di conti correnti (con particolare attenzione alla Commissione di Massimo Scoperto sui fidi concessi), di affidamenti e di investimenti finanziari, anche sull’onda di recenti sentenze della Cassazione, le quali aprono nuove possibilità di concreto successo per le aziende. “Tante piccole imprese insieme, per diventare una categoria economica agguerrita, che merita lo stesso rispetto dei grandi, perché organizzata e consapevole, compatta e mai rinunciataria, proprio come nello stile Codacons”. La sede a Matera è in Via L. Einaudi n° 7 e la referente territoriale è l’avv. Ivana Giudice. E’ possibile contattare l’associazione tramite il numero 338/1423577, o utilizzando il numero unico nazionale 895 895 8999 o scrivendo una mail a matera@comitas. It. . |
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PIACENZA: IL RILANCIO DELLA ´SCHIAVI´ ILLUSTRATO A TRESPIDI IN UN INCONTRO IN PROVINCIA, DAL NUOVO GRUPPO GESTORE, PRESENTI ANCHE PAPARO E SINDACATI |
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Piacenza, 23 luglio 2009 - Un gruppo di imprenditori piacentini ha presentato ieri il progetto di rilancio di “Schiavi Macchine Industriali” (S. M. I. Spa), storica impresa locale, al Presidente della Provincia, Massimo Trespidi, all´Assessore provinciale al Lavoro, Andrea Paparo, e al sindaco di Podenzano, Alessandro Ghisoni. L´incontro si è svolto in Provincia, alla presenza anche dei rappresentanti sindacali provinciali e aziendali. Come noto, S. M. I. Spa, storica azienda meccanica di Piacenza, è stata creata a metà anni ´50 del secolo scorso dalla famiglia Schiavi, che rappresenta un pezzo di storia dell’industria provinciale (nel 1945 diede vita alla “Cesare Schiavi” per la produzione di impianti grafici per l’imballaggio flessibile). Oggi, S. M. I. Spa conta due impianti produttivi, uno a Gariga ed uno a Castronno, in provincia di Varese, che sono arrivati ad occupare, quando l´azienda era al massimo della sua produzione, 111 dipendenti. L´azienda produce macchine presso - piegatrici per la piegatura e il taglio della lamiera. Da qualche tempo è in una situazione di difficoltà, aggravata dalla crisi che sta interessando le economie di tutti i paesi del globo. Come è risaputo, il settore macchine utensili - linee automatiche è il più esposto ai fenomeni congiunturali ed il primo a subirne le conseguenze, perché richiede grossi investimenti, che in momenti di crisi sono accantonati. L’operazione è passata attraverso la liquidazione volontaria e l’affitto alla nuova compagine sociale “Schiavi Macchine Industriali Lavorazione Lamiere S. R. L. ”. Dall´aprile scorso, i lavoratori S. M. I. Sono in cassa integrazione straordinaria e vi rimarranno per 12 mesi, anche se buona parte di loro rientrerà nella nuova impresa. La nuova azienda è gestita da un gruppo costituito dalla famiglia Schiavi e da altri tre imprenditori piacentini, Giorgio Bassanetti, Fausto Fava e Luciano Mondani. I tre hanno svolto attività imprenditoriale per circa trent´anni nel settore metalmeccanico, a livello di automazione, di macchine per la movimentazione merci e la movimentazione di terra. La nuova azienda ha già avviato la sua attività, sulla base di un progetto industriale che si svilupperà nel tempo tenendo conto delle difficoltà e dell´andamento della crisi. Bassanetti, Fava e Mondani non si limiteranno a far parte della compagine sociale dell´azienda ma, come è importante a questi livelli, la gestiranno direttamente, perché sono imprenditori con queste caratteristiche. L´incontro in Provincia è servito non solo per presentare a Trespidi e a Paparo la nuova compagine sociale dell´azienda, ma anche per dare un segnale: rimarcare che la crisi non è solo distruttiva, non porta solo a riduzione delle risorse, licenziamenti, cassa integrazione, ma può offrire l´opportunità anche alla nascita di nuove realtà produttive. “Il processo di rilancio della Schiavi – tiene a dichiarare il Presidente Trespidi – non riguarda solo questa azienda ma altre nostre realtà produttive piacentine, perché in altre aziende si è attivato un rapporto molto forte di collaborazione tra imprenditori ed organizzazioni sindacali, per gestire al meglio gli esuberi ma anche per verificare la possibilità di nascita di nuove imprese. Uno spirito di collaborazione ed una capacità di fare sistema, quelle di cui danno prova imprenditori e sindacati, che si offre come modello a tutte le istanze della nostra comunità e che è l´unico modo che abbiamo per uscire dalla crisi e restare competitivi. Un modo di operare che la Provincia incoraggia e che sosterrà come può. Il nuovo progetto aziendale unisce imprenditori che hanno trent´anni di esperienza con la professionalità e la tradizione di una grande famiglia industriale piacentina. La loro collaborazione vuole essere un incoraggiamento, un invito a tutta la comunità piacentina a sperare, ad avere fiducia, anche in un momento di crisi come questo”. “La Provincia – rileva l´Assessore Paparo, condividendo la soddisfazione del Presidente Trespidi per come si sta sviluppando la situazione dell´Azienda – sarà a disposizione anche nella gestione del progetto e favorirà ogni percorso di riqualificazione sia del personale necessario alla nuova azienda, sia di quello che eventualmente risultasse in esubero, per una sua rapida ricollocazione”. Solo una parte, seppure consistente, del personale della vecchia “Schiavi”, infatti, verrà riassorbito dalla nuova azienda. Oltre ai citati, erano presenti all´incontro in Provincia: Antonio Schiavi, titolare anche di S. M. I. , con Nicoletta Fava, liquidatrice della vecchia società, Massimo Garibaldi, consulente del progetto, l´avv. Alberto Chiesa, per il gruppo imprenditoriale, il commercialista Germano Montanari; per il Sindacato, Ivo Bussacchini, per la Fiom Cgil, e Luigi Bernazzani, segretario della Fim Cisl, e Catrlo Maggi, delegato sindacale di fabbrica. . |
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